Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Verdi e Wagner a confronto, Appunti di Storia della musica

Appunti di Storia della Musica per liceo musicale o università, adatti alla prova di maturità

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 01/06/2019

luca_rossi8
luca_rossi8 🇮🇹

3.9

(10)

28 documenti

1 / 1

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Verdi e Wagner a confronto
Nonostante siano passati duecento anni, Verdi e Wagner sono più attuali che mai. In
occasione del loro compleanno, tutto il mondo è in fermento per rendere omaggio ai due re
del melodramma. Nati entrambi nel 1813 uno a Le Roncole frazione di Busseto nel
parmense e l’altro a Lipsia, hanno visto per molto tempo i propri destini sfiorarsi ma mai
intrecciarsi del tutto. Due personalità simili, ma non uguali, animate entrambe dalla voglia
di cambiare le cose, dal sentimento rivoluzionario, dall’amore per la loro terra, dal sogno di
una patria unita e dalla passione viscerale per la musica, che li ha portati a realizzare alcune
delle opere più intese ed emozionali della storia del melodramma.
Più riservato e schivo è Verdi, più esuberante e “cerebrale” Wagner. Nelle loro
rappresentazioni la forza della musica, la potenza dei cori, l’utilizzo della “parola scenica”,
l’intreccio di melodia e poesia e l’uso di allestimenti teatrali imponenti hanno consentito all’
opera teatrale di sublimarsi e diventare la sola ed unica arte capace di lenire i mali del
mondo.
Gli ideali risorgimentali e la situazione italiana sono stati il fulcro dell’opera verdiana, ma
non solo. Ai più Verdi può apparire come un compositore solitario, chiuso nel suo paesino,
ma invece era profondamente attento alle correnti filosofiche e rivoluzionarie che
animavano l’Europa di quegli anni; e ne sono un esempio la “Trilogia popolare” che
comprende: “Rigoletto” (Venezia, 1851), “Il Trovatore” (Roma, 1853) e
La Traviata” (Venezia, 1853); liberamente ispirata al romanzo di Alexandre Dumas figlio,
“La signora della camelie”. L’opera popolare verdiana mescola alto e basso, vecchio e
nuovo, amore e morte, bene e male, mettendo in scena la vita, e l’amor di patria.
Nel 1871 venne rappresentato per la prima volta in Italia il “Lohengrin” di Wagner al
Teatro Comunale di Bologna, subito dopo l'”Aida” di Verdi. Wagner intendeva il dramma
come elemento, non solo di introspezione personale, ma anche come l’unico strumento
per distaccarsi dall’ ipocrisia del mondo. Notevole peso hanno avuto nella sua rivoluzione
teatrale la filosofia di Marx, di Feuerbach, e soprattutto quella di Schopenhauer. Nella
“Tetralogia” (“L’oro del Reno”, “La Valchiria”, “Sigfrido” e “Il crepuscolo degli Dei”), la
nostalgia di un mondo lontano dove trovare la felicità si fa sentire in maniera molto forte, e
la salvezza è possibile solo attraverso la redenzione e l'”eterno femminio“.
La Scala di Milano ha inaugurato la sua stagione teatrale proprio con la messa in scena del
“Lohengrin” wagneriano. Molte iniziative sono state lanciate per
festeggiare Verdi e Wagner, non solo nelle due città natie, ma anche al “Metropolitan
Opera” di New York. Tra le altre si segnala l’iniziativa promossa dal teatro “La Fenice” di
Venezia che ha dato il via ad una rassegna delle più celebri opere dei due compositori, si
parte con “Otello” di Verdi e con il “Tristan und Isolde” del maestro tedesco.
Se si riscoprissero nuovamente quegli ideali che hanno animato Verdi e Wagner, se si
riscoprisse in ognuno di noi il sentimento e la volontà di difendere la nostra terra, di
proteggere il nostro territorio, non più dallo “straniero”, ma da noi stessi, forse lasceremo,
come hanno fatto i “padri della patria”, un mondo più civile, più rispettoso, più solidale ai
nostri figli.

Anteprima parziale del testo

Scarica Verdi e Wagner a confronto e più Appunti in PDF di Storia della musica solo su Docsity!

Verdi e Wagner a confronto

Nonostante siano passati duecento anni, Verdi e Wagner sono più attuali che mai. In occasione del loro compleanno, tutto il mondo è in fermento per rendere omaggio ai due re del melodramma. Nati entrambi nel 1813 uno a Le Roncole frazione di Busseto nel parmense e l’altro a Lipsia, hanno visto per molto tempo i propri destini sfiorarsi ma mai intrecciarsi del tutto. Due personalità simili, ma non uguali, animate entrambe dalla voglia di cambiare le cose, dal sentimento rivoluzionario, dall’amore per la loro terra, dal sogno di una patria unita e dalla passione viscerale per la musica, che li ha portati a realizzare alcune delle opere più intese ed emozionali della storia del melodramma. Più riservato e schivo è Verdi , più esuberante e “cerebrale” Wagner. Nelle loro rappresentazioni la forza della musica, la potenza dei cori, l’utilizzo della “parola scenica”, l’intreccio di melodia e poesia e l’uso di allestimenti teatrali imponenti hanno consentito all’ opera teatrale di sublimarsi e diventare la sola ed unica arte capace di lenire i mali del mondo. Gli ideali risorgimentali e la situazione italiana sono stati il fulcro dell’opera verdiana, ma non solo. Ai più Verdi può apparire come un compositore solitario, chiuso nel suo paesino, ma invece era profondamente attento alle correnti filosofiche e rivoluzionarie che animavano l’Europa di quegli anni; e ne sono un esempio la “Trilogia popolare” che comprende: “Rigoletto” (Venezia, 1851), “Il Trovatore” (Roma, 1853) e “ La Traviata ” (Venezia, 1853); liberamente ispirata al romanzo di Alexandre Dumas figlio, “La signora della camelie”. L’opera popolare verdiana mescola alto e basso, vecchio e nuovo, amore e morte, bene e male, mettendo in scena la vita, e l’amor di patria. Nel 1871 venne rappresentato per la prima volta in Italia il “Lohengrin” di Wagner al Teatro Comunale di Bologna, subito dopo l'”Aida” di Verdi. Wagner intendeva il dramma come elemento, non solo di introspezione personale, ma anche come l’unico strumento per distaccarsi dall’ ipocrisia del mondo. Notevole peso hanno avuto nella sua rivoluzione teatrale la filosofia di Marx, di Feuerbach, e soprattutto quella di Schopenhauer. Nella “Tetralogia” (“ L’oro del Reno ”, “La Valchiria”, “Sigfrido” e “ Il crepuscolo degli Dei ”), la nostalgia di un mondo lontano dove trovare la felicità si fa sentire in maniera molto forte, e la salvezza è possibile solo attraverso la redenzione e l'”eterno femminio“. La Scala di Milano ha inaugurato la sua stagione teatrale proprio con la messa in scena del “Lohengrin” wagneriano. Molte iniziative sono state lanciate per festeggiare Verdi e Wagner , non solo nelle due città natie, ma anche al “Metropolitan Opera” di New York. Tra le altre si segnala l’iniziativa promossa dal teatro “La Fenice” di Venezia che ha dato il via ad una rassegna delle più celebri opere dei due compositori, si parte con “ Otello ” di Verdi e con il “Tristan und Isolde” del maestro tedesco. Se si riscoprissero nuovamente quegli ideali che hanno animato Verdi e Wagner , se si riscoprisse in ognuno di noi il sentimento e la volontà di difendere la nostra terra, di proteggere il nostro territorio, non più dallo “straniero”, ma da noi stessi, forse lasceremo, come hanno fatto i “padri della patria”, un mondo più civile, più rispettoso, più solidale ai nostri figli.