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Verdi vs Wagner - a confronto, Appunti di Storia della musica

Verdi e Wagner a confronto in sintesi

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 14/02/2023

maria-letizia-vitali
maria-letizia-vitali 🇮🇹

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GIUSEPPE VERDI E RICHARD WAGNER (confronto)
GIUSEPPE VERDI RICHARD WAGNER
Nasce in provincia di Parma nel 1813.
Massimo esponente del melodramma
italiano.
Evoluzione dell’opera: abolisce le
ricercatezze decorative estranee alla
vicenda.
Crea l’opera unitaria.
Nelle opere del primo periodo (1842-
1849) prevalgono le scene corali che
rispecchiano l’atmosfera patriottica.
Nelle opere del secondo periodo (1851-
1867) i personaggi sono ben delineati
psicologicamente.
Nelle opere del terzo periodo (1871-1893)
l’autore si pone al di sopra degli eventi
umani. L’orchestra si arricchisce di timbri.
Le opere terminano in modo tragico.
La sua musica è espressione dell’animo
popolare.
Il suo nome è un inno nazionale e un
simbolo del Risorgimento (W Verdi).
I temi trattati riguardano i grandi problemi
della sua epoca.
Compone fino a tarda età.
Muore a Milano nel 1901.
Titoli delle opere: “Nabucco”, “I Lombardi
alla prima crociata”, “Ernani”, “Un ballo in
maschera”. Fanno parte della trilogia
popolare: “Rigoletto”, “Il trovatore” e “La
traviata”. Ultime opere: “Aida”, “Otello” e
“Falstaff”. Compone anche una “Messa di
requiem” per la morte di Alessandro
Manzoni.
Nasce a Lipsia nel 1813.
Massimo esponente del melodramma
tedesco.
Innovazioni nell’opera: essa è composta
per intero da lui; crea la musica, i versi del
libretto, la regia, la scenografia e la messa
in scena, con perfetta fusione di tutte le
arti (Opera d’arte totale).
Parola, musica, azione (Wort-Ton-Drama)
Fa costruire il teatro di Bayreuth.
Caratterizza fatti e personaggi con temi
conduttori (leit – motiv).
Ampia l’orchestra, introducendo gli ottoni,
e la sistema sotto il proscenio (golfo
mistico).
Le opere terminano in modo tragico.
L’orchestra esegue una “melodia infinita”
che sostiene l’intera opera.
Il pubblico segue l’opera al buio e deve
osservare il massimo silenzio.
I temi trattati sono leggende medievali
tedesche e argomenti mitologici.
Compone fino a tarda età.
Muore a Venezia nel 1883.
Titoli delle opere: “Tannhauser”, “I
maestri cantori di Norimberga”,
“Lohengrin”, “Tristano e Isotta”, “Parsifal”;
la Tetralogia “L’anello del Nibelungo”
composta da 4 opere: “L’oro del Reno”,
“La Valchiria”, “Sigfrido”, “Il crepuscolo
degli dei”.
I due autori, dei quali nel 2013 ricorre il bicentenario della nascita, non si incontrarono mai di
persona
Pubblicamente fingevano di non capirsi, ma sapevano troppo di musica e di teatro per non stimarsi
Figure di grande spicco del teatro dell'opera e del melodramma dell'Ottocento come Giuseppe
Verdi e Richard Wagner = grado di innovazione apportato nell'ambito delle rispettive creatività e
produzioni musicali.
Giuseppe Verdi ha saputo usare la musica per renderci partecipi dell'eterno universo dei
sentimenti e delle vicende umane in opere immortali tratte dalla grande letteratura europea (da
Shakespeare a Dumas) con le sue "grandi arie" come le definiva Rossini.
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GIUSEPPE VERDI E RICHARD WAGNER (confronto) GIUSEPPE VERDI RICHARD WAGNER  Nasce in provincia di Parma nel 1813.  Massimo esponente del melodramma italiano.  Evoluzione dell’opera: abolisce le ricercatezze decorative estranee alla vicenda.  Crea l’opera unitaria.  Nelle opere del primo periodo (1842-

  1. prevalgono le scene corali che rispecchiano l’atmosfera patriottica.  Nelle opere del secondo periodo (1851-
  2. i personaggi sono ben delineati psicologicamente.  Nelle opere del terzo periodo (1871-1893) l’autore si pone al di sopra degli eventi umani. L’orchestra si arricchisce di timbri.  Le opere terminano in modo tragico.  La sua musica è espressione dell’animo popolare.  Il suo nome è un inno nazionale e un simbolo del Risorgimento (W Verdi).  I temi trattati riguardano i grandi problemi della sua epoca.  Compone fino a tarda età.  Muore a Milano nel 1901.  Titoli delle opere: “Nabucco”, “I Lombardi alla prima crociata”, “Ernani”, “Un ballo in maschera”. Fanno parte della trilogia popolare: “Rigoletto”, “Il trovatore” e “La traviata”. Ultime opere: “Aida”, “Otello” e “Falstaff”. Compone anche una “Messa di requiem” per la morte di Alessandro Manzoni.  Nasce a Lipsia nel 1813.  Massimo esponente del melodramma tedesco.  Innovazioni nell’opera: essa è composta per intero da lui; crea la musica, i versi del libretto, la regia, la scenografia e la messa in scena, con perfetta fusione di tutte le arti (Opera d’arte totale).  Parola, musica, azione (Wort-Ton-Drama)  Fa costruire il teatro di Bayreuth.  Caratterizza fatti e personaggi con temi conduttori (leit – motiv).  Ampia l’orchestra, introducendo gli ottoni, e la sistema sotto il proscenio (golfo mistico).  Le opere terminano in modo tragico.  L’orchestra esegue una “melodia infinita” che sostiene l’intera opera.  Il pubblico segue l’opera al buio e deve osservare il massimo silenzio.  I temi trattati sono leggende medievali tedesche e argomenti mitologici.  Compone fino a tarda età.  Muore a Venezia nel 1883.  Titoli delle opere: “Tannhauser”, “I maestri cantori di Norimberga”, “Lohengrin”, “Tristano e Isotta”, “Parsifal”; la Tetralogia “L’anello del Nibelungo” composta da 4 opere: “L’oro del Reno”, “La Valchiria”, “Sigfrido”, “Il crepuscolo degli dei”. I due autori, dei quali nel 2013 ricorre il bicentenario della nascita, non si incontrarono mai di persona Pubblicamente fingevano di non capirsi, ma sapevano troppo di musica e di teatro per non stimarsi Figure di grande spicco del teatro dell'opera e del melodramma dell'Ottocento come Giuseppe Verdi e Richard Wagner = grado di innovazione apportato nell'ambito delle rispettive creatività e produzioni musicali. Giuseppe Verdi ha saputo usare la musica per renderci partecipi dell'eterno universo dei sentimenti e delle vicende umane in opere immortali tratte dalla grande letteratura europea (da Shakespeare a Dumas) con le sue "grandi arie" come le definiva Rossini.

I canti corali di Verdi divennero immediatamente i "mass-media" per il popolo italiano fomentando una nuova e travolgente passione patriottica. Richard Wagner fonda la "musica assoluta", la ricerca instancabile della musica: forma comunicativa e forza trascendentale, priva di testo, come anima totalizzante nei preludi e negli interludi. L'invenzione, non esclusiva, del leit-motiv assume una funzione metaforica, non solo per un continuo "contatto" con l'intreccio delle narrazioni, quasi di richiamo metafisico. È da sottolineare inoltre che Wagner nella sua "Tetralogia" ha realizzato una complessa produzione dialettica drammaturgica d'incontro tra nessi simbolici e culturali dell'antica tradizione germanica tra leggende e storia del popolo tedesco. Troppe le differenze. Italiano, tedesco. Compositore di opere, creatore di drammi musicali. Suonatore di tastiere (la spinetta che si oggi si vede al Museo della Scala) ma aspirante allievo di conservatorio, l'uno. Fieramente autodidatta l'altro. Nemico del dilettantismo (perfino nella cura del giardino della villa di Sant'Agata e delle semine nei suoi campi), dell'apparenza, della politica, della mondanità (se si esclude quella colta del Salotto Maffei o la discreta eleganza dell'Hotel et de Milan, che fu la sua prima camera ardente), l'uno. Librettista, filosofo, imprenditore, rivoluzionario, teorico, regista e quant'altro improvvisato, l'altro, amante e frequentatore interessato di salotti del potere e anticamere imperiali. Economo, contadino e senza velleità cosmopolite né extra operistiche Giuseppe Verdi. Spendaccione, cittadino e con l'ambizione di diventare un artista "totale", noto in tutto il mondo, Richard Wagner. L'uno ha voluto e finanziato una Casa di Riposo per Musicisti ("la mia più grande opera"), l'altro ha elemosinato per anni i fondi necessari al teatro di Bayreuth, destinato a perpetuare la tradizione esclusiva delle sue opere. I l derby artistico e personale non prevede il fischio finale. La partita sempre aperta, in Italia è iniziata a metà Ottocento quando nel pieno del monopolio verdiano Lohengrin fu rappresentato a Bologna e di lì a poco a Firenze, città e teatri considerati innovativi, e forniti dall'Editore Lucca, stampatore soprattutto di autori non italiani. L'esordio del 1 novembre 1871 fu un evento speciale: dopo le perplessità iniziali la 'musica dell'avvenire' sconvolse il pubblico A Milano l'intreccio fu complicato dalla presenza degli ultras patriottici (cui già l'aggettivo tedesco non andava giù) mentre gli artisti scapigliati, che videro in Wagner il simbolo di ciò che doveva cercare la nuova Arte Italiana ne ebbero anche paura. Verdi, che aveva già respinto al mittente i sarcasmi della cricca boitiana, fece il suo dovere. Andò a Bologna, ascoltò Wagner e annerì di appunti lo spartito. giudizi poco carini 2 musicisti così potevano pubblicamente far finta di non capirsi ma sapevano di musica e di teatro troppo bene per non stimarsi tacitamente. Parole commosse e non casuali usate da Verdi alla morte di Wagner, il fatto che si fosse procurato tutti gli spartiti del collega, e che citasse come da seguire l'idea wagneriana di mettere l'orchestra in 'buca' nascondendola col direttore al pubblico (e così avvenne, anche alla Scala).