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descrizioni di varie versioni di catullo commentate a livello grammaticale e tradotte la dedica a cornelio nepote odi et amo viviamo e amiamo sulla tomba del fratello l'altro come un dio
Tipologia: Appunti
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Carmina, Cornelio Nepote → personaggio storico a cui Catullo dedica il Liber Catulliano
Cui dono lepidum novum libellum arida modo pumice expolitum? Corneli, tibi: namque tu solebas → → meas esse aliquid putare nugas iam tum, cum ausus es unus Italorum → → omne aevum tribus explicare cartis → → doctis, Iuppiter, et laboriosis. Quare habe tibi quicquid hoc libelli qualecumque; quod, o patrona virgo, plus uno maneat perenne saeclo
A chi dono questo nuovo, elegante libretto, levigato or or con l’arida pomice? A te, Cornelio: infatti tu eri solito pensare che valessero qualcosa le mie bazzecole (sciocchezze) già allora, quando osasti, solo fra gli Italici, svolgere la storia universale in tre volumi dotti, per Giove, e frutto di lunga fatica. Prendi dunque questo libretto, quale che sia e come che sia; che possa, o vergine protettrice, durare per più di un secolo (di una sola generazione)
Carmina, 85
metro → distico (un esametro + un pentametro) elegiaco
Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior
Odio e amo. Perchè io faccia questo, tu per caso me lo chiedi. Non lo so, ma sento che accade e me ne tormento
Carmina, 101 metro → distici elegiaci
Multas per gentes et multa per aequora vectus advenio has miseras, frater, ad inferias, ut te postremo donarem munere mortis → consonanza “m” et mutam nequiquam alloquerer cinerem quandoquidem fortuna mihi tete abstulit ipsum, → consonanza “t” heu miser indigne frater adempte mihi. → assonanza “e” Nunc tamen interea haec, prisco quae more parentum tradita sunt tristi munere ad inferias, accipe fraterno multum manantia fletu, → consonanza “m” atque in perpetuum, frater , ave atque vale → assonanza di “e” e di “a”
Essendo stato trasportato di gente in gente e di mare in mare o fratello, giungo a queste misere/tristi cerimonie funebri per consegnare a te il funereo (della morte) dono supremo e per parlare invano con la tua cenere muta poiché la fortuna (sorte) mi ha tolto proprio te o infelice fratello, sottratto/strappato precocemente al mio affetto Ora, tuttavia, queste offerte che io porgo secondo l’antico costume degli avi dono dolente per le cerimonie accoglilo pieno di molto pianto fraterno e, o fratello, ti saluto per sempre e addio
Carmina, 51
Catullo → primo dopo Saffo (poetessa di Lesbo della Grecia eolica) || si pensa abbia fondato un tiaso → scuola per suole donne con rapporti lesbici
Catullo riprende lo schema della poesia d’amore di Saffo (Clodia verrà propria chiamata “Lesbia”
Ille mi par esse devo videtur, → assonanza “e” ille, si fas est, superare divos, → consonanza “s” qui sedens adversus identidem te spectat et audit
dulce ridentem, misero quod omnis → → eripit sensus mihi: nam simul te, → consonanza “s” e “m” Lesbia, aspexi, nihil est super mi vocis in ore
lingua sed torpet, tenuis sub artus flamma demanat, sonitu suopte → cononazna “s” tintinant aures, gemina tuguntur lumina nocte
Otium, Catulle, tibi molestum est: → consonanza “m” otio exultas nimiumque gestis. → consonanza “s” Otium et reges prius et beatas → → perdidit urbes
Quello mi sembra essere uguale ad un dio quello, se è lecito, supera gli dei quello che sedendo di fronte a te incessantemente
guarda e sente che tu ridi dolcemente: cosa questa che a me misero strappa ogni senso (capacità percettiva): infatti appena io ti ho visto, o Lesbia, niente mi rimane neppure la voce in gola
ma la lingua si intorpidisce, una fiamma sottile scorre sotto le membra, le orecchie risuonano di un suono proprio entrambi gli occhi sono ricoperti da una duplice tenebra
L’ozio, o Catullo, ti è dannoso nell’ozio smanii e ti agiti troppo l’ozio in passato ha distrutto sia re sia città felici
● prima strofa → descrizione di una situazione di gelosia ● seconda e terza → sintomatologia dell’amore, la descrizione di tutti i sintomi che l’amore crea; il corpo si modifica e certe reazioni non sono più controllabili; prevale ASINDETO ● quarta → otium (tempo libero da dedicare agli studi e alla lettaratura) opposto al negotium (impegno politico propinato al tempo da Cicerone) || autoaccusa di Catullo → sta male per questo amore e dà la colpa all’ozio, ad essersi dedicato alla letteratura