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versioni di sallustio e cesare, Dispense di Latino

alcune versioni tradotte da cesare e sallustio

Tipologia: Dispense

2019/2020

Caricato il 17/09/2021

_ceciliaiotti
_ceciliaiotti 🇮🇹

8 documenti

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T1 DESCRIZIONE DELLA GALLIA (pg.346)
[1] Gallia est omnis divisa in partes tres, quarum unam incolunt Belgae, aliam Aquitani, tertiam
qui ipsorum lingua Celtae, nostra Galli appellantur. Hi omnes lingua, institutis, legibus inter se
differunt.
La gallia è tutta divisa in tre parti, delle quali i belgi abitano una, un’altra gli
aquitani, la terza coloro che nella lingua di loro stessi sono chiamati celti, dalla
nostra sono chiamati Galli. Tutti questi si dfferenziano tra loro nella lingua, negli
ordinamenti e nelle leggi.
[2] Gallos ab Aquitanis Garumna flumen, a Belgis Matrona et Sequana dividit. Horum omnium
fortissimi sunt Belgae, propterea quod a cultu atque humanitate provinciae longissime absunt,
minimeque ad eos mercatores saepe commeant atque ea quae ad effeminandos animos
pertinent important, proximique sunt Germanis, qui trans Rhenum incolunt, quibuscum
continenter bellum gerunt.
Il fiume Garonna separa i galli dagli Aquitani, Marna e Senna separano dai Belgi. Tra
tutti questi i belgi sono i più forti, soprattutto perché si tengono molto lontano dalla
cultura e dalla raffinatezza della provincia e non spesso si recano da quei mercanti e
non spesso importano quelle cose che sono idonee ad indebolire gli animi e sono più
vicini ai Germani che abitano oltre il Reno con i quali continuamente fanno guerra.
[3] Qua de causa Helvetii quoque reliquos Gallos)virtute praecedunt, quod fere cotidianis
proeliis cum Germanis contendunt, cum aut suis finibus eos prohibent aut ipsi in eorum finibus
bellum gerunt.)
Anche gli Elvezi superano i restanti galli in valore, per questo motivo cioè che per te
combattono contro i Germani in battaglie quasi quotidiane, o quando loro stessi
fano guerra nei territori di quelli.
[4] Eorum una, pars, quam Gallos obtinere dictum est, initium capit a flumine Rhodano,
continetur Garumna flumine, Oceano, finibus Belgarum, attingit etiam ab Sequanis et Helvetiis
flumen Rhenum, vergit ad septentriones.)
Una parte di quelli che si è detto che i Galli occupavano prende inizio dal fiume
Rodano, è delimitata dal fiume Garonna, dall’Oceano e dal territorio dei Belgi, tocca
il fiume Reno anche dai Sequani e dagli Elvezi, si volge a Nord.
[5] Belgae ab extremis Galliae finibus oriuntur, pertinent ad inferiorem partem fluminis Rheni,
spectant in septentrionem et orientem solem.Aquitania a Garumna flumine ad Pyrenaeos
montes et eam partem Oceani quae est ad Hispaniam pertinet; spectat inter occasum solis et
septentriones.)
I Belgi nascono dagli estremi territori della Gallia, si estendono verso la parte più
bassa del fiume Reno, si volgono a Nord-est. L’Aquitania si estende dal fiume
Garonna fino ai monti Pirenei e quella parte dell’Oceano che è verso la Spagna, si
volge a Nord-Ovest
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T1 DESCRIZIONE DELLA GALLIA (pg.346)

[1] Gallia est omnis divisa in partes tres, quarum unam incolunt Belgae, aliam Aquitani, tertiam qui ipsorum lingua Celtae, nostra Galli appellantur. Hi omnes lingua, institutis, legibus inter se differunt. La gallia è tutta divisa in tre parti, delle quali i belgi abitano una, un’altra gli aquitani, la terza coloro che nella lingua di loro stessi sono chiamati celti, dalla nostra sono chiamati Galli. Tutti questi si dfferenziano tra loro nella lingua, negli ordinamenti e nelle leggi. [2] Gallos ab Aquitanis Garumna flumen, a Belgis Matrona et Sequana dividit. Horum omnium fortissimi sunt Belgae, propterea quod a cultu atque humanitate provinciae longissime absunt, minimeque ad eos mercatores saepe commeant atque ea quae ad effeminandos animos pertinent important, proximique sunt Germanis, qui trans Rhenum incolunt, quibuscum continenter bellum gerunt. Il fiume Garonna separa i galli dagli Aquitani, Marna e Senna separano dai Belgi. Tra tutti questi i belgi sono i più forti, soprattutto perché si tengono molto lontano dalla cultura e dalla raffinatezza della provincia e non spesso si recano da quei mercanti e non spesso importano quelle cose che sono idonee ad indebolire gli animi e sono più vicini ai Germani che abitano oltre il Reno con i quali continuamente fanno guerra. [3] Qua de causa Helvetii quoque reliquos Gallos virtute praecedunt, quod fere cotidianis proeliis cum Germanis contendunt, cum aut suis finibus eos prohibent aut ipsi in eorum finibus bellum gerunt. Anche gli Elvezi superano i restanti galli in valore, per questo motivo cioè che per te combattono contro i Germani in battaglie quasi quotidiane, o quando loro stessi fano guerra nei territori di quelli. [4] Eorum una, pars, quam Gallos obtinere dictum est, initium capit a flumine Rhodano, continetur Garumna flumine, Oceano, finibus Belgarum, attingit etiam ab Sequanis et Helvetiis flumen Rhenum, vergit ad septentriones. Una parte di quelli che si è detto che i Galli occupavano prende inizio dal fiume Rodano, è delimitata dal fiume Garonna, dall’Oceano e dal territorio dei Belgi, tocca il fiume Reno anche dai Sequani e dagli Elvezi, si volge a Nord. [5] Belgae ab extremis Galliae finibus oriuntur, pertinent ad inferiorem partem fluminis Rheni, spectant in septentrionem et orientem solem. Aquitania a Garumna flumine ad Pyrenaeos montes et eam partem Oceani quae est ad Hispaniam pertinet; spectat inter occasum solis et septentriones. I Belgi nascono dagli estremi territori della Gallia, si estendono verso la parte più bassa del fiume Reno, si volgono a Nord-est. L’Aquitania si estende dal fiume Garonna fino ai monti Pirenei e quella parte dell’Oceano che è verso la Spagna, si volge a Nord-Ovest

T3 SEMPRONIA (pg.640)

[1] Sed in eis erat Sempronia, quae multa saepe virilis audaciae facinora commiserat. Ma tra questi vi era Sempronia, che spesso aveva compiuto molti delitti di audacia virile. [2]Haec mulier genere atque forma, praeterea viro liberis satis fortunata fuit; litteris Graecis et Latinis docta, psallere, saltare elegantius quam necesse est probae, multa alia, quae instrumenta luxuriae sunt. Questa donna fu abbastanza fortunata di stirpe e aspetto inoltre per marito e figli, era istruita in letteratura Greca e Latina sapeva suonare la cetra e danzare più elegantemente di quanto è necessario a una donna onesta e in molte altre cose che sono strumenti della libidine. [3]Sed ei cariora semper omnia quam decus atque pudicitia fuit; pecuniae an famae minus parceret haud facile discerneres; lubido sic accensa ut saepius peteret viros quam peteretur. Ma a lei fu sempre tutto più caro di dignità e onestà; non avresti potuto facilmente distinguere se si preoccupasse di meno del denaro o della fama; la sensualità così accesa che provocava gli uomini di quanto fosse provocata. [4]Sed ea saepe antehac fidem prodiderat, creditum abiuraverat, caedis conscia fuerat, luxuria atque inopia praeceps abierat. Ma lei prima di questo aveva tradito la fiducia, aveva negato credito, era stata conscia dell’uccisione, si era indebolita a capofitto a causa della sovrabbondanza e della lussuria. [5] Verum ingenium eius haud absurdum: posse versus facere, iocum movere, sermone uti vel modesto, vel molli, vel procaci; prorsus multae facetiae multusque lepos inerat. In verità il suo ingegno non era sgradevole: poteva recitare versi, provocare scherzi, usare un linguaggio sia serio, sia tenero, sia sfrontato, insomma c’erano molto spirito e molto fascino

T18 LE ULTIME PAROLE DI VERCINGETORIGE

(pg.378)

[1]Postero die Vercingetorix concilio convocato id bellum se suscepisse non suarum necessitatium, sed communis libertatis causa demonstrat, et quoniam sit fortunae cedendum, ad utramque rem se illis offerre, seu morte sua Romanis satisfacere seu vivum tradere velint. Il giorno dopo Vecingetorige, convocata l’assemblea, spiega che quella guerra l’aveva intrapresa non per proprio interesse ma per la libertà comune e poiché ci si deve piegare alla sorte si consegna a loro per una delle due soluzioni, sia che volessero soddisfare i romani con la sua morte sia che lo vogliano consegnare vivo. [2] Mittuntur de his rebus ad Caesarem legati. Iubet arma tradi, principes produci. Ipse in munitione pro castris consedit: eo duces producuntur; Vercingetorix deditur, arma proiciuntur. per trattare queste condizioni sono inviati ambasciatori a cesare. Comanda la consegna delle armi e la consegna dei capi. si insedia sulla fortificazione, davanti all’accampamento: gli vengono condotti i comandanti; Vercingetorige si arrende si gettano le armi. [3] Reservatis Aeduis atque Arvernis, si per eos civitates reciperare posset, ex reliquis captivis toto exercitui capita singula praedae nomine distribuit. Sono risparmiati gli Edui e gli Arverni, se potesse recuperare quelle popolazioni tramite loro, distribuisce gli altri prigionieri a tutto l’esercito, uno per ciascuno, come bottino di guerra

T1 IL RITRATTO DI CATILINA (pg. 636)

[1] L.Catilina, nobili genere natus, fuit magna vi et animi et corporis, sed ingenio malo pravoque. L. Catilina, nato di nobile stirpe, fu di grande forza sia d’animo sia di corpo, ma d’ingegno malvagio e disonesto. [2] Huic ab adulescentia bella intestina, caedes, rapinae, discordia civilis grata fuere ibique iuventutem suam exercuit. Fin dall’adolescenza gli piacquero guerre intestine, stragi, rapine, le discordie civili, e li esercitò la sua giovinezza. [3] Corpus patiens inediae, algoris, vigiliae supra quam cuiquam credibile est. Il (suo) corpo (fu) capace di sopportare il digiuno, il freddo, il sonno sopra quanto è credibile ad alcuno. [4] Animus audax, subdolus, varius, cuius rei lubet simulator ac dissimulator, alieni adpetens, sui profusus, ardens in cupiditatibus; satis eloquentiae, sapientiae parum. L’animo (era) temerario, scaltro, mutevole, simulatore e dissimulatore di qualunque cosa, desideroso delle cose altrui, parsimonioso nel suo, ardente nelle passioni, aveva sufficiente abilità oratoria, ma poca saggezza. [5] Vastus animus inmoderata, incredibilia, nimis alta semper cupiebat. L’animo insaziabile desiderava sempre cose smisurate, incredibili, troppo elevate [6] Hunc post dominationem L.Sullae lubido maxuma invaserat rei publicae capiundae; neque id quibus modis adsequeretur, dum sibi regnum pararet, quicquam pensi habebat. Dopo la dittatura di L. Silla lo aveva invaso una sfrenata ambizione di conquistare la repubblica, ne si preoccupava affatto con quali mezzi ottenesse ciò, pur di raggiungere il potere. [7] Agitabatur magis magisque in dies animus ferox inopia rei familiaris et conscientia scelerum, quae utraque iis artibus auxerat, quas supra memoravi. Sempre più giorno dopo giorno l’animo crudele era agitato dalla povertà del patrimonio e dalla consapevolezza dei delitti, entrambe cose che aveva accresciuto con quei comportamenti che ho ricordato sopra. [8] Incitabant praeterea corrupti civitatis mores, quos pessuma ac divorsa inter se mala, luxuria atque avaritia, vexabant. Inoltre, lo incitavano i costumi corrotti della città, che vizi orribili fra loro contrastanti, il lusso e l’avidità, tormentavano. [9] Res ipsa hortari videtur, quoniam de moribus civitatis tempus admonuit, supra repetere ac paucis instituta maiorum domi militiaeque, quo modo rem publicam habuerint quantamque reliquerint, ut paulatim inmutata ex pulcherruma atque optuma pessuma ac flagitiosissuma facta sit, disserere. l’argomento stesso sembra invitarmi a ribadire quanto detto prima, poiché l’occasione ha ricordato i costumi dei cittadini e a trattare in breve le cose stabilite dagli antichi in pace e in guerra, come abbiano amministrato la repubblica e quanto grande l’abbiano lasciata come trasformandosi a poco a poco sia diventata da onestissima e migliore la peggiore e la più vergognosa.

T13 LA BATTAGLIA E LA MORTE DI CATILINA

(pg.661)

[1]Sed ubi omnibus rebus exploratis Petreius tuba signum dat, cohortis paulatim incedere iubet; idem facit hostium exercitus. Dopo avere passato tutti gli eserciti in rassegna, Petreio da il segnale con la tromba, ordina alle coorti di avanzare progressivamente, la stessa cosa fa l’esercito dei nemici. [2] Postquam eo ventum est, unde a ferentariis proelium conmitti posset, maxumo clamore cum infestis signis concurrunt: pila omittunt, gladiis res geritur. Dopo che si giunse a una distanza tale da dove i soldati armati alla leggera potevano attaccare battaglia, con grandissimo clamore, corrono insieme con le insegne rivolte contro il nemico, lasciano le aste, si combatte con le spade. [3] Veterani pristinae virtutis memores comminus acriter instare, illi haud timidi resistunt: maxuma vi certatur. I veterani, memori dell’antico valore, incalzano energicamente da vicino, quelli non proprio timorosi resistono: si combatte con la massima forza [4] Interea Catilina cum expeditis in prima acie vorsari, laborantibus succurrere, integros pro sauciis arcessere, omnia providere, multum ipse pugnare, saepe hostem ferire: strenui militis et boni imperatoris officia simul exsequebatur. Intanto Catilina con i soldati armati alla leggera si aggirava nella prima fila, soccorreva i soldati in difficoltà, rimpiazzava i feriti con uomini freschi, provvedeva a ogni cosa, egli stesso combatteva molto, spesso feriva i nemici, eseguiva contemporaneamente i compiti del soldato coraggioso e del valoroso comandante. [5] Petreius ubi videt Catilinam, contra ac ratus erat, magna vi tendere, cohortem praetoriam in medios hostis inducit eosque perturbatos atque alios alibi resistentis interficit. Deinde utrimque ex lateribus ceteros aggreditur. Petreio quando vede che Catilina combatteva con grande violenza al contrario di quanto avesse pensato, manda una coorte di soldati scelti nel mezzo dello schieramento nemico e dopo averli scompigliati li massacra mentre cercano di resistere sparpagliati, poi assale gli altri da entrambi i lati. [6] [7] Manlius et Faesulanus in primis pugnantes cadunt. Catilina postquam fusas copias seque cum paucis relictum videt, memor generis atque pristinae suae dignitatis in confertissumos hostis incurrit ibique pugnans confoditur. Manlio e Fiesolano cadono per primi combattendo. Catilina quando vede che le sue truppe erano state sbaragliate e che con lui pochi si erano salvati, memore della stirpe e della sua antica dignità, si lancia dove i nemici erano più fitti e li combattendo è trafitto.

T14 IL CAMPO DI BATTAGLIA DOPO IL

MASSACRO (pg. 662)

[1]Sed confecto proelio tum vero cerneres, quanta audacia quantaque animi vis fuisset in exercitu Catilinae. Ma terminata la battaglia, allora in verità avresti potuto sapere quanta audacia e quanta forza d’animo fossero state nell’esercito di Catilina. [2]Nam fere quem quisque vivus pugnando locum ceperat, eum amissa anima corpore tegebat. infatti quel luogo che ognuno da vivo aveva occupato lottando,perduta la vita, lo ricopriva con il suo corpo. [3] Pauci autem, quos medios cohors praetoria disiecerat, paulo divorsius, sed omnes tamen advorsis volneribus conciderant. Pochi poi, che la coorte pretoria aveva diviso nel mezzo, giacevano poco più lontano, ma tutti con ferite ricevute sul petto. [4] Catilina vero longe a suis inter hostium cadavera repertus est paululum etiam spirans ferociamque animi, quam habuerat vivus, in voltu retinens. Catilina in verità fu trovato lontano dai suoi, tra i cadaveri dei nemici, che respirava ancora poco e tratteneva sul volto la fierezza d’animo, che aveva avuto da vivo [5] Postremo ex omni copia neque in proelio neque in fuga quisquam civis ingenuus captus est: infine, nessun cittadino libero fu preso, ne in battaglia, ne in fuga di tutta la truppa. [6] ita cuncti suae hostiumque vitae iuxta pepercerant. Così tutti avevano risparmiato ugualmente la propria vita e quella dei nemici. [7] Neque tamen exercitus populi Romani laetam aut incruentam victoriam adeptus erat; nam strenuissumus quisque aut occiderat in proelio aut graviter volneratus discesserat. Ne tuttavia l’esercito del popolo romano aveva ottenuto una vittoria piacevole o senza sangue; infatti tutti i più valorosi o erano morti in battaglia, o si erano allontanati gravemente feriti. [8] Multi autem, qui e castris visundi aut spoliandi gratia processerant, volventes hostilia cadavera amicum alii, pars hospitem aut cognatum reperiebant; fuere item, qui inimicos suos cognoscerent. Molti d’altra parte che si erano allontanati dall’accampamento per vedere o per fare bottino, muovendosi tra i cadaveri alcuni ritrovavano un amico altri ritrovavano un ospite o un parente, ci furono infatti coloro che conoscevano i propri nemici. [9] Ita varie per omnem exercitum laetitia, maeror, luctus atque gaudia agitabantur. Cosi variamente per l’esercito si intrecciavano felicità, tristezza, pianto, gioia.

Aggiunge la massima serietà del comando alla suprema disciplina; costringe coloro che sono in dubbio con l’ampiezza della punizione [10] Nam maiore commisso delicto igni atque omnibus tormentis necat, leviore de causa auribus desectis aut singulis effossis oculis domum remittit, ut sint reliquis documento et magnitudine poenae perterreant alios. Infatti essendo stato un misfatto più grave commesso, uccide con il fuoco e con ogni tipo di tortura, riguardo ad un motivo più leggero rimanda a casa dopo che le orecchie sono state tagliate ed entrambi gli occhi sono stati cavati, affinchè siano per i restanti motivo di ammonimento ed atterriscano altri con l’ampiezza della punizione.

T17 LA VITTORIA (pg. 376)

[1]Eius adventu ex colore vestitus cognito, quo insigni in proeliis uti consuerat, turmisque equitum et cohortibus visis quas se sequi iusserat, ut de locis superioribus haec declivia et devexa cernebantur, hostes proelium committunt. Riconosciuto il suo arrivo dal colore del vestito, segno di riconoscimento che era solito usare nei combattimenti, e viste le squadre dei cavalieri e le coorti a cui aveva ordinato di seguirlo, poiché si riconoscevano dai luoghi superiori questi luoghi in pendio e sulla china, i nemici attaccano battaglia. [2]Utrimque clamore sublato excipit rursus ex vallo atque omnibus munitionibus clamor. Nostri omissis pilis gladiis rem gerunt. Da entrambe le parti alzato il grido, un grande clamore risponde dal vallo e da tutte le fortificazioni. I nostri lasciati da parte i giavellotti affrontano la situazione con le spade. [3] Repente post tergum equitatus cernitur; cohortes aliae appropinquant. Hostes terga vertunt; fugientibus equites occurrunt. Fit magna caedes. Improvvisamente si vede la cavalleria dietro le spalle; altre coorti si avvicinano. I nemici voltano le spalle; i cavalieri corrono contro i fuggitivi. Avviene una grande strage. [4] Sedulius, dux et princeps Lemovicum, occiditur; Vercassivellaunus Arvernus vivus in fuga comprehenditur; signa militaria septuaginta quattuor ad Caesarem referuntur: pauci ex tanto numero se incolumes in castra recipiunt. Il comandante sedullo e i capi dei lemovici vengono uccisi; l’arvero vercassivellauno è catturato vivo durante la fuga; a cesare sono riportate settantaquattro insegne militari: pochi tornano tra un grande numero incolumi negli accampamenti. [5] Conspicati ex oppido caedem et fugam suorum desperata salute copias a munitionibus reducunt. Dalla città avendo visto la strage e la fuga dei loro, essendo disperata la salvezza, ritirano le truppe dalle fortificazioni. [6] Fit protinus hac re audita ex castris Gallorum fuga. Quod nisi crebris subsidiis ac totius diei labore milites essent defessi, omnes hostium copiae deleri potuissent. Udita questa cosa, subito avviene la fuga dei Galli dagli accampamenti. Che se i soldati non fossero stati stanchi per i continui soccorsi e la fatica di tutto il girono, tutte le truppe dei nemici sarebbero state distrutte. [7] De media nocte missus equitatus novissimum agmen consequitur: magnus numerus capitur atque interficitur; reliqui ex fuga in civitates discedunt. Dalla mezzanotte la cavalleria lanciata insegue la retroguardia, un grano numero viene catturato e ucciso, i rimanenti si disperdono nelle città grazie alla fuga.

[11] Agger ab universis in munitionem coniectus et ascensum dat Gallis et ea quae in terra occultaverant Romani contegit; nec iam arma nostris nec vires suppetunt. La terra gettata da tutti sulla fortificazione permetta la scalata ai galli e ricopre quelle insidie che i romani avevano nascosto sotto terra; ormai ne le armi ne le forze bastano ai nostri.