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Riassunto Consigli a un aspirante scrittore - Virginia Woolf , Appunti di Letteratura Inglese

Appunti di letteratura inglese. Spiegazione del libro Consigli a un aspirante scrittore di Virginia Woolf.

Tipologia: Appunti

2012/2013

In vendita dal 23/10/2013

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bart_eli 🇮🇹

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VIRGINIA WOOLF (London 1882-1941)figlia di Sir Leslie un critico
vittoriano, cresciuta in una famiglia di alta educazione. Dopo la morte del
padre prese parte al “Broomsbury group”. Virginia era bisessuale infatti si
innamorò di Vita una poetessa, la relazione tra le due fece nascere
“orlando” uno dei suoi libri più importanti. Virginia e suo marito insieme
fondarono The Hogarth Press” dove pubblicavano gli scritti più
importanti del tempo. Dopo la scrittura di due romanzi in modo
tradizionale costruì il suo modo di scrivere poetico, spontaneo. Lei
scrisse anche delle riviste e critiche saggistiche che si ritrovano in “The
Common Reader” le sue critiche non sono autoritarie ma anzi
suggestive .
Modern fiction:in questo saggio pubblicato nel 1921 Virginia spiaega
come gli scrittori dovrebbero scrivere, cioè non devono essere influenzati
dall’esterno deve essere una scrittura spontanea, senza seguire nessun
metodo speciale e farsi condizionare dal settore editoriale, è compito
dello scrittore spiegare le difficoltà della vita non le cose di poco conto.
La sua critica spesso non è analitica e sistematica, anzi dettata dai
sentimenti, in questo saggio critica molti scrittori importanti quali James
Joyce,Anton Checow e Joseph Conrad. In “Modern Fiction” nella sua
critica mossa a HG Wells lei è molto vaga sulle cosa che non le piacciono.
Gli scrittori di oggi non sono migliorati nella scrittura rispetto a Jane
Austen e Fielding, abbiamo imparato molto per quanto riguarda la
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VIRGINIA WOOLF (London 1882-1941)figlia di Sir Leslie un critico vittoriano, cresciuta in una famiglia di alta educazione. Dopo la morte del padre prese parte al “Broomsbury group”. Virginia era bisessuale infatti si innamorò di Vita una poetessa, la relazione tra le due fece nascere “orlando” uno dei suoi libri più importanti. Virginia e suo marito insieme fondarono “The Hogarth Press” dove pubblicavano gli scritti più importanti del tempo. Dopo la scrittura di due romanzi in modo tradizionale costruì il suo modo di scrivere poetico, spontaneo. Lei scrisse anche delle riviste e critiche saggistiche che si ritrovano in “The Common Reader” le sue critiche non sono autoritarie ma anzi suggestive. Modern fiction:in questo saggio pubblicato nel 1921 Virginia spiaega come gli scrittori dovrebbero scrivere, cioè non devono essere influenzati dall’esterno deve essere una scrittura spontanea, senza seguire nessun metodo speciale e farsi condizionare dal settore editoriale, è compito dello scrittore spiegare le difficoltà della vita non le cose di poco conto. La sua critica spesso non è analitica e sistematica, anzi dettata dai sentimenti, in questo saggio critica molti scrittori importanti quali James Joyce,Anton Checow e Joseph Conrad. In “Modern Fiction” nella sua critica mossa a HG Wells lei è molto vaga sulle cosa che non le piacciono. Gli scrittori di oggi non sono migliorati nella scrittura rispetto a Jane Austen e Fielding, abbiamo imparato molto per quanto riguarda la

costuzione delle macchine ma non abbiamo progredito nel fare arte. I LIBRI DEGLI ALTRI John Milton : la sostanza in Milton sono le descrizioni di corpi angelici, battaglie, egli non ha mai a che fare con i sentimenti e il cuore umano da qui non si ricava un aiuto per giudicare la vita anzi sembra che l’autore no sia esistito , non abbia né vissuto né conosciuto altre persone. Era un maschilista, quindi spesso nelle sue opere descriveva i doveri della donna.

Joseph Conrad: secondo Virginia Woolf l’ultimo libro di J.C non è ben riuscito forse perché il suo inglese è stentato essendo lui uno straniero, inoltre lei crede che lui non frequenti persone in grado di dire cosa è scritto bene e cosa no.

Don Chisciotte: secondo V.W il Don Chisciotte è stato scritto per persone che la sera si sedevano intorno al fuoco e qualcuno raccontava questa storia che tenta a tutti i costi di divertire. Cervantes non vedeva sicuramente Don Chisciotte come lo vediamo noi, infatti V.W si domanda fino a che punto Cervantes volesse fare satira, probabilmente questi grandi personaggi cambiano a seconda delle generazioni che leggono il libro. Secondo V.W la maggior parte del libro è noioso molto non è detto nel libro.

infanzia e dei vizi del padre.

James Joyce: “l’Ulisse” V.W dice che inizialmente è stato divertente, stimolante ed interessante, ma andando avanti coi capitoli si sente perplessa ed annoiata pensa che il libro sia prolisso e torbido, è un romanzo che mostra la futilità di tutti gli stili inglesi.

Katerine Mansfield: era molto amica della Woolf, K.M è morta all’età di 33 anni anche lei scrittrice, entrambe si aiutavano nei loro lavori di scrittrici.

Stendhal : “ Diario” l’allievo scrive quello che fa giorno per giorno e il maestro lo osserva e annota i commenti a margine in poche parole S. voleva padroneggiare l’arte della vita così prende nota di ciò che fanno gli altri e di ciò che fa lui. In questi scritti giovanili sembra che metta le basi sulle quali poggerà la sua vita.

David Copperfield romanzo di Charles Dickens: la consideriamo quando siamo piccoli una storia tramandata oralmente poi col passare del tempo ci rendiamo conto che è un libro però non vogliamo trovare l’occasione per leggerlo perché manca di fascino, inoltre è quasi sempre assente nei suoi libri. Durante l’esposizione della vita delle persone nei romanzi di

Dickens nei picchi di maggior importanza della vita delle persone manca di buona formulazione di frasi. La costruzione dei personaggi è reale, i suoi romanzi sono affollati di personaggi. Thomas Hardy. George Elliott: scrittrice molto particolare passava da un evangelismo ad un agnosticismo, dal condannare la narrativa a scriverla, scriveva dei problemi nelle campagne fino ad interessarsi di problemi sociali all’interno del matrimonio. Ernest Hemingway: scrittore americano che vive in Francia, scrittore d’avanguardia. I personaggi del romanzo “fiesta” li troviamo già formati , sono visti dall’angolazione classica, le voci di modernità da H. provengono dal modo di trattare i temi più che da un cambiamento nella narrazione. La vita è raccontata in modo franco e sincero con la moralità e l’immoralità questa sincerità è moderna ed ammirevole. La scrittura di H. ci dà emozioni vere.

George Bernard Shaw: “non ho mai scritto niente che non fosse poesia”

SCRIVERE: lettera a un giovane poeta John Lehman, giovane poeta e collaboratore della Hogart Press, ha uno scambio epistolare con V.W. In queste lettere V.W nota come le lettere scritte nell’antichità avessero più valore delle lettere odierne proprio

informazioni marginali che sono come diamanti nella spazzatura. JOHN EVELYN: scrittore di un diario personale, I diari ci raccontano spaccati di vita quotidiana inglese e narrano eventi importanti dal punto di vista storico, come la morte di Oliver Cromwell, quella di Carlo II d'Inghilterra, il grande incendio di Londra e la grande peste di Londra. Questo diario è il motivo per il quale noi stiamo ricordando la morte di Evelyn, a tratti sembra una biografia o un calendario. Lei confessa che solo a 40anni comincia ad imparare come scrivere un libro e ricavare maggiore piacere dal proprio lavoro di scrittrice. “Mrs Dalloway” è un libro che studia la pazzia e il suicidio il mondo visto dal sano e dal pazzo. “The hours” nella parte della pazzia è difficile la scrittura: trama the hours :Dopo aver lasciato una lettera al marito Leonard in cui dice di non poter più combattere contro la depressione, ringraziandolo per la felicità che le ha dato, la scrittrice britannica Virginia Woolf, si suicida annegandosi nel fiume Ouse. Dopodiché la storia si divide in tre: la storia di un giorno nella vita di Virginia nel 1923; la storia di un giorno nella vita di Laura Brown, una casalinga infelice che aspetta un bambino, nel 1951; e la storia di una editor lesbica, Clarissa Vaughan, che sta preparando una festa per il suo ex-amante Richard che sta per morire di AIDS, nel 2001. 1923, Richmond: Virginia si è stabilita a Richmond, sperando che l'aria di campagna le faccia passare gli esaurimenti nervosi con cui convive.

Virginia soffre inoltre di disturbo bipolare della personalità, e spesso si rivolge in modo acido al marito e alla servitù, in particolare alla cuoca Nelly Boxall. Virginia però si sente chiusa in quella casa in campagna: le manca Londra e vorrebbe tornare a viverci. Una mattina, Virginia comincia a scrivere quello che diventerà uno dei suoi romanzi più famosi: La signora Dalloway. Nel pomeriggio, Virginia riceve la visita di sua sorella Vanessa, ed esprime il suo disappunto per non essere stata invitata alla festa organizzata proprio da Vanessa. I due figli maschi di Vanessa, Quentin e Julian, ridono alle spalle di Virginia, che invece lega molto con la nipotina, la piccola Angelica, con cui ha una breve conversazione sul cosa succede quando si muore. Per Vanessa è ora di andarsene; Virginia e la sorella si salutano, e Virginia le chiede se riuscirà a guarire dal male con cui convive. Vanessa risponde di sì, e le due si baciano appassionatamente, per poi staccarsi in fretta e congedarsi. Virginia scappa dalla casa e va alla stazione dei treni, ma viene raggiunta da Leonard. Virginia e Leonard hanno una lunga discussione nella quale lei gli dice che non riesce a vivere in quella città e che vorrebbe tornare a Londra. Leonard, dopo un po' di incertezza, acconsente. 1951, Los Angeles: Laura Brown è una donna che vive col marito Dan e il figlio Richie. Laura è una donna infelice, e non vuole nemmeno avere il bambino che aspetta. Il marito la ama tanto, ma lei in fondo sa di non ricambiare il sentimento. L'unica cosa che la conforta è la lettura del

primo incontro con Richard e di come lo avesse amato tanto. Nel pomeriggio, Clarissa va di nuovo da Richard, che confessa alla donna l'amore che ha sempre provato per lei, citando le parole che Virginia Woolf aveva scritto nella lettera d'addio per il marito, per poi gettarsi dalla finestra. Con la morte di Richard si scopre che Richard era il primo figlio di Laura Brown, che dopo aver avuto il secondo bambino aveva lasciato la famiglia e si era trasferita in Canada. Un'anziana Laura Brown fa visita a Clarissa dicendole che le dispiace di aver abbandonato Richard, ma dice di non aver avuto altra scelta. Si era infatti trovata a scegliere se morire o vivere, e aveva scelto di vivere. V.W dice che costruisce i suoi personaggi così da ottenere umanità, umorismo e profondità, inoltre nei suoi libri racconta il passato man mano, quando ne ha bisogno. La scrittura di un libro procede lentamente, con continue difficoltà, ma la cosa fondamentale è non annoiarsi mai per quello che si scrive, crede che il finale di questo romanzo THE HOURS sia il più complicato ma il più bello che lei abbia mai scritto. Infatti ha ricevuto complimenti anche dal Times. Finito “The Hours” V.W è molto soddisfatta perché è riuscita a finirlo in un anno con poche interruzioni, quindi è sicuramente un libro diverso dagli altri. Rileggendo il libro dice “è sempre soltanto alla fine che vedo come avrei dovuto scrivere”., inoltre afferma che la rilettura è la parte più noiosa e impegnativa dello scrivere un romanzo. Dopo “The Hours”

V.W sente il bisogno di raccontare di scrivere altri racconti che ha già in mente , inizialmente scrive in fretta poi corregge, perfeziona più tardi. “To The Light House” ha cominciato la stesura di questo romanzo molto velocemente e liberamente questo è il frutto degli sforzi precedenti, una maggiore capacità di scrittura, finita la 1° parte del romanzo comincia la 2° la parte più difficile, perché deve dare la sensazione del tempo che passa ma senza né personaggi né lineamenti, non trova nessuna difficoltà nello scrivere questo pezzo. Pensa che “The Light House” sia il più interessante dei suoi libri anche a livello di temi trattati, e questo le fa capire che il suo metodo di scrittura è perfetto, questo romanzo viene chiamato da Leonard Poema Psicologico. In questo romanzo parla dei suoi genitori “Orlando: A Biography” Il libro si presenta come un'immaginaria biografia, a tratti parodica. La stessa Virginia Woolf lo definì come "libriccino"; di fatto, però, la Woolf continua in questo libro a sperimentare forme di narrazione innovative per l'epoca. A differenza di altre opere dell'autrice (ad esempio La signora Dalloway e Gita al faro) nelle quali le sperimentazioni narrative si concentrano soprattutto nel superamento della trama come elemento conduttore, Orlando presenta una trama molto articolata che si sviluppa nel corso di quattro secoli. V.W diceva che doveva essere un libro breve, l’idea di questo libro è arrivata di corsa, lei dice di scrivere questo libro con uno stile scherzoso molto

sotto forma di soliloqui dei sei protagonisti della storia: Bernard, Susan, Rhoda, Neville, Jinny e Louis. Altrettanto importante è il settimo personaggio del libro, Percival, che però non sentiremo mai parlare con la propria voce. I personaggi parlano attraverso soliloqui. In questo romanzo la scrittrice esplora i concetti dell'individualità, dell'io e della comunità. Ogni personaggio è ben distinto dall'altro e il romanzo segue la loro vita dall'infanzia fino alla maturità. Per questa ragione è stato accostato ad un altro grande romanzo della letteratura di quegli anni, Ritratto dell'artista da giovane di James Joyce.

“Flush” Attraverso l'ottica di Flush (il cane della poetessa inglese), la Woolf ci racconta la vita della poetessa inglese Barret: dalla sua malattia, al matrimonio col poeta Robert Browning, alla fuga in Italia, alla nascita di Pen, figlio dei due poeti. Crede che questo sia il romanzo che ha scritto più rapidamente in assoluto. “The Pargiters” vuole rappresentare tutta quanta la società attuale, deve essere la summa della vita quotidiana, finita la prima parte, quella narrativa, decide di scrivere una seconda parte che dovrà per lunghezza essere equivalente alla prima e deve rendere la prima parte la parte sommersa, meno importante.

“The Years” definisce questo libro il più strano delle sue avventure dal punto di vista psicologico, è molto lungo e la pressione che sente è terribile. V. W si chiede se farà in tempo nella sua vita a scivere tutto quello che ha in mente. Per scrivere “the years” ci ha messo 3 anni. La sensazione che prova per questo libro è fecondità, vitalità energia. Dice di aver sofferto molto per questo libro lo definisce un lungo parto. “ 3 Guineas” mostra ingegno, fecondità, ed è ben scritto, le pare un po’ egocentrico, ma è veloce e brillante. V.W crede che questo sia il risultato concreto di quella conversione spirituale. Durante il settembre 1940 descrive la sua tristezza e preoccupazione per la guerra. “The Pageant” libro scritto ad intervalli, quando la pressione era al massimo. III PUBBLICARE A ROOM OF ONE’S OWN: Una stanza tutta per sé (A Room of One's Own) è un saggio della celebre autrice inglese Virginia Woolf. Fu pubblicato per la prima volta il 24 ottobre 1929 e si è basata su due conferenze tenute a Newnham e Girton, College femminili dell'Università di Cambridge, nel

"Intellectual freedom depends upon material things. Poetry depends upon intellectual freedom". Il saggio ripercorre la storia letteraria delle donna. In senso pratico il fine

Woolf è quello universitario (la protagonista, anonima, parla durante una giornata nel fittizio college di Oxbridge), questo non è casuale. È proprio partendo dal luogo principe dell'esclusione femminile, che Woolf decide di smantellare una cultura d'élite, ridicolizzandone i difetti. Fin dal principio afferma, infatti, la sua intenzione di distaccarsi dal linguaggio patriarcale, e lo rende chiaro assumendo un'altra posizione radicale, non sarà, come richiede ogni buona lezione di Professori Accademici, una pura verità quella che fornirà al lettore, ma "an opinion upon a minor point: a woman must have money and a room of her own, if she is to write fiction". Il fatto stesso che decida di fornire un'opinione, è rivoluzionario, poiché l'opinione presuppone una discussione, un dubbio, e una riflessione. Fornendoci un'opinione, è come se quindi Virginia Woolf avesse deciso di restaurare il significato stesso della parola "lezione". L'anonimato è un altro punto che mira ad avvicinarla a quel pubblico femminile a cui si stringe come in una conversazione confidenziale. Non è Virginia che parla, "call me Mary Beton, Mary Seton or Mary Carmaichael", dirà, spogliandosi della sua identità per assumere quella della donna con la D maiuscola, quella che ha vissuto nel silenzio per secoli. Woolf afferma inoltre, "there is no mark on the wall to measure the height of women in history", sottolineando come la mancanza di cultura e vita sociale, abbiano reso la donna invisibile nella storia. Non c'è un muro su cui misurarne le gesta, poiché nessun gesto è

mai stato compiuto. In questo senso, Virginia Woolf sembra avvertire queste mancanze come una colpa in parte da attribuire alle donne stesse. Vi è infatti più di un riferimento all'impossibilità delle donne di riuscire ad ottenere un posto nella società, perché troppo impegnate ad occuparsi di bambini e attività domestiche. Nessuna delle grandi scrittrici aveva figli, sottolinea. Questo argomento, particolarmente controverso, viene ripreso in una sezione particolare, in cui Woolf inventa un personaggio fittizio, quello di Judith "la sorella di Shakespeare". La figura di un'ipotetica sorella del più grande scrittore esistito, anche lei desiderosa di divenire scrittrice, ma sbeffeggiata da tutti, serve per illustrare le mancanze, le negazioni, a cui il mondo femminile va inevitabilmente incontro. La strada di Judith si divide in una pericolosa biforcazione: essere una scrittrice, e venire indicata come folle; o arrendersi al volere del padre e trovare marito. La sua storia si concluderà con una gravidanza forzata, e il suicidio di Judith. Ancora qui ritorna l'idea di una punizione inflitta all'arrendevolezza al ruolo di madre. Ma la Woolf non si sofferma solo su questo. Il merito storicamente più riconosciuto all'opera, è il tentativo di riordinare la storia delle scrittrici, partendo da Aphra Behn, per arrivare a Jane Austen,e le sorelle Brontë e finire con George Eliot. Queste ultime in particolare, vengono criticate per aver lasciato che la rabbia dovuta all'esclusione dal mondo attivo, traspaia dalla loro letteratura, errore che

prevalere, tutto il romanzo dell’800 è stato scitto da menti,di donne, costrette a deviare il loro percorso e modificare le loro idee, modificare i valori della donna per farsi compiacere, questo era il problema dei romanzi scritti da donne, si sarebbero dovute sopportare pesanti critiche. Jane Austen ce l’ha fatta ed anche Emily Bronte. I romanzi dell’800 erano caratterizzati da uno stile aulico, solitamente utilizzato dagli uomini, quindi scrittrici come J.Austen cercarono uno stile tutto loro, più aggraziato e naturale per scrivere le loro opere. Tutte le forme più antiche di letteratura sono ormai fossilizzate, il romanzo è abbastanza giovane da essere plasmato. Le donne sono sempre state povere, non hanno mai avuto abbastanza libertà così non hanno avuto nemmeno la possibilità di scrivere poesie, ecco perché nel libro si insiste per i soldi e stanza tutta per sé. EDITORI LETTORI E CRITICI: le critiche su “Jacob’s Room” sono forti da parte dei giornali, ma viene molto apprezzato dai conoscenti di V.W .Parla di fare soldi scrivendo, per essere indipendente, ma esita a scrivere per soldi, scrive articoli per guadagnare. Per “The Waves” la critica si complimenta con Mrs Woolf, dicono che è decisamente appassionante. Thompson direttore del trinity college chiede a V.W di fare delle conferenze l’anno prossimo, e quella era la prima volta che invitavano una donna ma decide di rinunciare perché avrebbe tolto tempo agli

articoli e ai suoi romanzi. Il << Lit. Sup>> dice che sono un grande romanziere e un grande poeta lirico commentando “The Waves” “3 Guineas” è giudicato poetico, profondo, con vena saggistica. Si aspetta molte critiche da parte degli uomini e dalle donne. << Lit. Sup>> scrive: “ una donna dichiara la guerra dei sessi”. V. non legge le recensione e nemmeno le critiche dei giornali. V.W si considera una scrittrice che rende meglio se con le spalle al muro e ama essere contro corrente. RECENSIRE: la recensione è nata assieme ai giornali ha una storia breve, infatti opere come “Amleto” non sono state certamente recensite e nemmeno sottoposte a critica scritta, sicuramente la critica era orale. La prima critica stampata è nata intorno al 600. Già nel 700 critico e recensore erano due figure con 2 diversi compiti e questa differenza si accentua sempre di più andando avanti; i recensori pubblicizzavano, giudicare ed informare il pubblico, considerato uno spregevole pidocchio che nuoceva sulle vendite del libro; invece i critici si occupavano solo di critica; che era più pensata e poteva aiutare gli scrittori a migliorarsi. Che effetto avrebbe sulla lettura l’abolizione del censore? Lo scrittore si rinchiuderebbe nel suo studiolo, non dovendo aver a che fare con commentatori il suo lavoro sarebbe molto meno insicuri, questo forse migliorerebbe la scrittura, e il recensore pensando solo al libro e alle esigenze dello scrittore potrebbe migliorare la critica.