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La vita e l'opera di Richard Wagner, compositore tedesco nato a Lipsia nel 1813. Il testo traccia la carriera di Wagner, dalla prima opera importante, 'Il Rienzi', alla creazione della tetralogia 'L’anello del nibelungo'. Viene inoltre discusso il mito germanico e il concetto di musica a programma, che influenzarono la composizione di Wagner. una ricca panoramica della musica romantica e del dramma musicale.
Tipologia: Appunti
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Wagner nacque a Lipsia i primi dell’800 (1813). Si appassionò anche alla letteratura, scrivendo una tragedia a soli 15 anni. A 20 anni iniziò a lavorare allestendo moltissime opere, prima come maestro di coro e poi come direttore musicale di vari teatri. Nel 1840 portò a compimento a Parigi la sua prima opera importante, “IL RIENZI”. ( il protagonista è Cola di Rienzo, tribuno del popolo romano nel 300). Quest’opera segnò una svolta nella sua vita: il teatro della corte di Sassonia a Dresda accettò di rappresentarla e fu nominato direttore del teatro di tale corte. Sempre a Dresda apparvero le successive produzioni Wagneriane: L’olandese volante, e Tannhauser. Invece Lhoengrin, ebbe la sua prima rappresentazione a Weimar sotto la direzione di Listz. Wagner ebbe molti problemi giudiziari e fu costretto a scappare, stabilendosi a Zurigo con l’aiuto di Listz. Le sue tre grandi opere romantiche presentano caratteristiche personali, Wagner scrisse da se i testi delle sue produzioni teatrali, aveva l’ambizione di trattare temi profondi e universali. Nel 48 iniziò ad abbozzare un poema che intendeva mettere in musica: “ La morte di Sigfrido”, basato su antiche saghe nordiche riguardanti i Nibelunghi. Negli anni questo progetto si allargò fino a divenire un unico dramma quadripartito dal titolo “L’anello del nibelungo”: una tetralogia scandita in una vigilia e tre giornate, intesa dall’autore come il dramma dell’inizio e della fine del mondo. i 4 testi che sono : L’oro del reno, La Walkiria, Sigfrido e Crepuscolo degli Dei furono completati a Zurigo e messi in musica uno dopo l’altro. Si interruppe per comporre due drammi musicali : Tristano e Isotta e i Maestri Cantori di Norimberga. Wagner tentò la strada di Parigi, dove tre suoi concerti del 1860 ottennero l’attenzione di Napoleone III che volle un allestimento di Tannhauser all’opera. I problemi economici continuarono a seguirlo e fu salvato dal re Ludwing II di Baviera che gli offrì ospitalità per dargli modo di completare L’anello del nibelungo. Il re realizzò il suo sogno: la costruzione di un teatro dedicato appositamente alla sua musica. L’edificio fu eretto a Bayreuth, una cittadina della baviera del Nord. La sua inaugurazione avvenne nel 76 con la rappresentazione integrale della Tetralogia. Dopo si dedicò alla composizione del
Parsifal, il suo ultimo dramma musicale , morì per un attacco di cuore nel’83. La moda wagneriana dilagò in tutta Europa, contagiando musicisti, intellettuali e borghesia. Fu soprattutto il Parsifal a generare una specie di culto. In bilico tra sensualità e religiosità, la storia del giovane totalmente puro, (Parsifal= puro folle) che solo, può portare la redenzione tra i cavalieri del graal suscitò risonanze nel decadentismo europeo. L’anello del nibelungo: La canzone dei nibelunghi è un poema epico redatto attorno al 1200 che riunisce saghe nordiche risalenti al VI secolo d.C. Per Wagner il mito germanico aveva preservato la naturalità del mito greco offuscato dal cristianesimo. Wagner affidò all’oro del reno 1 atto e 4 scene, la funzione della vigilia. Tale dramma stabilisce le premesse di quanto accadrà nel corso delle 3 giornate seguenti, si incentra sugli Dei, il Sigfrido e la Walkiria si incentrano sugli eroi e il crepuscolo sugli uomini. TRAMA La prima scena si apre con le tre ninfe che sono figlie del reno, loro stanno giocando nell’acqua. Il nano Alberich fuoriesce dalla terra, le guarda, e proclama il suo amore per loro. Esse lo deridono, allora infuriato Alberich cerca di afferrarle. Nel frattempo l’oro del reno si mostra, le tre ondine rivelano il segreto che custodiscono: chiunque sarà capace di forgiare con esso un anello sarà il padrone del mondo, per farlo però dovrà rinnegare l’amore. Ed Alberich maledicendo l’amore si impadronisce dell’oro e scompare. Wotan capo degli Dei e sua moglie Fricka discutono poiché Wotan si è fatto costruire dai Giganti Fasolt e Fafner una dimora celeste il Whalhalla promettendo come ricompensa Freia, la sorella di Fricka. Completato il lavoro, Wotan non vuole pagare, i giganti arrabbiati vogliono rapire Freia, ma intervengono i fratelli Donner e Froh .Il semidio Loge propone una soluzione, rubare al nano Alberich(riuscito nel frattempo a forgiare l’anello) il tesoro e con esso pagare il debito. Wotan e Loge fanno prigioniero Alberich. Per essere liberato Alberich deve consegnare il suo tesoro e l’anello, così lo maledice. I tesori vengono consegnati ai giganti e la maledizione li colpisce, Fafner per avidità uccide il fratello e fugge con il tesoro. FRANZ LISTZ
È un’opera in tre atti di Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, tratta dal dramma di Victor Hugo “Il re si diverte”. Questo insieme al trovatore e alla traviata forma la Trilogia popolare. Centrato sulla drammatica e originale buffono di corte, Rigoletto fu inizialmente censurato in Austria perché in esso erano descritte le dissolutezze della corte francese. Si arrivò poi al compromesso di far svolgere l’azione alla corte di Mantova. Rigoletto combina ricchezza melodica e potenza drammatica, e pone in evidenza le tensioni sociali della realtà Ottocentesca. La prima ebbe luogo nel 1851 al teatro La Fenice di Venezia. Nel primo atto, durante una festa il duca confida a Borsa di voler conquistare Gilda. Corteggia poi la contessa di Ceprano, provocando la rabbia del marito, che viene deriso dal buffone di corte Rigoletto. Marullo racconta agli altri cortigiani che Rigoletto, sebbene gobbo e deforme avrebbe un’amante; allora essi per vendicarsi dell’ironia offensiva del buffone vogliono rapire la donna. In realtà la giovane che Rigoletto nasconde in casa è la figlia Gilda. Arriva il conte di Monterone, vecchio nemico del duca che lo accusa di aver sedotto la figlia. Rigoletto lo deride e Monterone maledice entrambi. Turbato dalla maledizione mentre torna verso casa il buffone viene avvicinato da Sparafucile, un sicario. Rigoletto lo allontana e torna a casa, riabbraccia Gilda che non sa che suo padre è un buffone e raccomanda alla domestica di vegliare su di lei. Il duca osserva la scena di nascosto. Rigoletto se ne va ed egli avvicina la giovane e si proclama innamorato, spacciandosi per uno studente povero. Nei dintorni si aggirano i cortigiani che vogliono rapire l’amante del buffone, coinvolgono anche rigoletto ingannandolo. Gli fanno indossare una maschera che gli compromette vista e udito. Nel mentre rapiscono Gilda, solo quando tutti sono partiti egli capisce la verità e ripensa alla maledizione. Rientrato al palazzo il duca si dispera per il rapimento della giovane, i cortigiani lo informano di aver rapito l’amante di rigoletto e che questa si trova a palazzo. Entra rigoletto che cerca la figlia, deriso dai cortigiani. Quando capisce che Gilda si trova nella camera del duca sfoga la sua ira contro i nobili che scoprono che la giovane era in realtà sua figlia. Esce Gilda che rivela al padre di esser stata disonorata, passa Monterone che sta andando in carcere si ferma e osserva un ritratto del duca constatando che la sua maledizione è stata vana. Rigoletto replica che la vendetta arriverà per opera sua perché si rivolgerà a Sparafucile per uccidere
il duca. Rigoletto porta sua figlia alla locanda di Sparafucile per far vedere che tipo di uomo è il duca in quanto lei continua ad amarlo. Lo vede corteggiare Maddalena, sorella di Sparafucile. Rigoletto da ordine alla figlia di scappare a Verona vestita da uomo, Rigoletto si allontana e Gilda ritorna ascoltando il dialogo tra sparafucile e la sorella affinchè lo risparmi e uccida Rigoletto al suo posto. Sparafucile risponde che aspetterà fino a mezzanotte e ucciderà il primo uomo che entrerà alla locanda. Gilda decide di sacrificarsi per il duca, si finge un mendicante bussa alla porta e viene pugnalata. A mezzanotte rigoletto torna alla locanda e sparafucile gli consegna il corpo in un sacco, il buffone lo butta nel fiume quando in lontananza sente la voce del duca. Raggelato si chiede di chi è il corpo nel sacco e quando lo apre scopre con orrore Gilda in fin di vita che gli chiede perdono e muore. Rigoletto disperato capisce che la maledizione di Monterone si è avverata.