Scheda libro poesie rimbaud, Skripte von Literatur

Scheda del libro “poesie” di rimbaud

Art: Skripte

2024/2025

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giorgiaaschiavone
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Arthur Rimbaud, Poesie
<< Nelle azzurre sere d’estate, andrò per i sentieri,
punzecchiato dal grano, a pestar l’erba tenera:
trasognato sentirò la sua frescura sotto i piedi
e lascerò che il vento mi bagni il capo nudo.
Io non parlerò, non penserò più a nulla:
ma l’amore infinito mi salirà nell’anima,
e me ne andrò lontano, molto lontano come uno zingaro,
nella Natura, - lieto come con una donna.
Marzo 1870 >>. P.45, “Sensazione
<< Dentro il fogliame, scrigno verde maculato d’oro,
dentro il fogliame esitante e fiorito
di splendidi fiori in cui dorme un bacio,
vivacemente squarciando l’artistico ricamo (…)
e si vede, spaurito da un fringuello,
l’aureo Bacio del Bosco che si raccoglie in sé stesso >>. P.107, “Testa di fauno
<< Sull’acqua calma e nera, dove dormono le stelle,
come un gran giglio ondeggia la bianca Ofelia,
ondeggia lentamente, stesa tra i lunghi veli…
- Dalle selve lontane s’odono grida di caccia.
Son più di mille anni che la triste Ofelia
passa, bianco fantasma, sul lungo fiume nero.
Son più di mille anni che la sua dolce follia
mormora una romanza alla brezza della sera.
Il vento bacia i suoi seni e dischiude a corolla
i grandi veli cullati mollemente dalle acque;
i salici frusciando piangono sulla sua spalla
sull’ampia fronte sognante si chinano le canne.
Le ninfee dorate le sospirano intorno (…)
il tuo cuore ascoltava il canto della Natura
nei gemiti delle fronde, nei sospiri delle notti (…)
- Ed il poeta dice che ai raggi delle stelle
vieni a cercar, di notte, i fiori che cogliesti;
e d’aver visto sull’acqua, distesa tra i lunghi veli,
la bianca Ofelia ondeggiare come un gran giglio.
15 maggio 1870 >>. P.57, “Ofelia
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Arthur Rimbaud, Poesie

<< Nelle azzurre sere d’estate, andrò per i sentieri,

punzecchiato dal grano, a pestar l’erba tenera: trasognato sentirò la sua frescura sotto i piedi e lascerò che il vento mi bagni il capo nudo.

Io non parlerò, non penserò più a nulla: ma l’amore infinito mi salirà nell’anima, e me ne andrò lontano, molto lontano come uno zingaro, nella Natura, - lieto come con una donna.

Marzo 1870 >>. P.45, “ Sensazione ”

<< Dentro il fogliame, scrigno verde maculato d’oro,

dentro il fogliame esitante e fiorito di splendidi fiori in cui dorme un bacio, vivacemente squarciando l’artistico ricamo (…)

e si vede, spaurito da un fringuello,

l’aureo Bacio del Bosco che si raccoglie in sé stesso >>. P.107, “ Testa di fauno ”

<< Sull’acqua calma e nera, dove dormono le stelle,

come un gran giglio ondeggia la bianca Ofelia, ondeggia lentamente, stesa tra i lunghi veli…

  • Dalle selve lontane s’odono grida di caccia.

Son più di mille anni che la triste Ofelia passa, bianco fantasma, sul lungo fiume nero. Son più di mille anni che la sua dolce follia mormora una romanza alla brezza della sera. Il vento bacia i suoi seni e dischiude a corolla i grandi veli cullati mollemente dalle acque; i salici frusciando piangono sulla sua spalla sull’ampia fronte sognante si chinano le canne.

Le ninfee dorate le sospirano intorno (…)

il tuo cuore ascoltava il canto della Natura nei gemiti delle fronde, nei sospiri delle notti (…)

  • Ed il poeta dice che ai raggi delle stelle vieni a cercar, di notte, i fiori che cogliesti; e d’aver visto sull’acqua, distesa tra i lunghi veli, la bianca Ofelia ondeggiare come un gran giglio.

15 maggio 1870 >>. P.57, “ Ofelia ”

Questi estratti sono tratti da una raccolta di tutti i componimenti che il poeta francese Arthur Rimbaud scrisse nel corso della sua breve vita, tra cui Una stagione all’inferno, Illuminazioni, Il battello ebbro. Nel corso del libro si può notare chiaramente la crescita poetica dell’autore, che nelle opere giovanili predilige temi come l’amore e la natura, molto presenti nelle poesie citate. Nelle prime due cantiche, infatti, la natura è associata all’amore nella sua descrizione: il paesaggio primaverile si fonde perfettamente con il concetto di estasi che accompagna il desiderio di fuga. In “Ofelia”, invece, la natura assume un ruolo malinconico diventando uno sfondo tragico della morte narrata nel brano, causata da un amore non corrisposto. Le tematiche appena descritte sono alcune tra le più rilevanti degli ultimi anni dell'800 e si riscontrano anche nelle opere di Goethe, come nei Dolori del giovane Werther , nel quale la natura gioca un ruolo “terapeutico” nei confronti del dolore del protagonista che ama non essendo ricambiato, e, analogamente, in Alla luna di Leopardi, dove la natura riveste una funzione consolatoria innanzi al dolore esistenziale. In conclusione, la natura e l’amore sono temi centrali nelle opere di Rimbaud, utilizzati sia come fonte di estasi che come specchio di una realtà più cupa e tragica. Personalmente, credo che la poesia di Rimbaud in generale sia una delle poche che esprime il sentimento in maniera così chiara e coincisa, forse perché quando scriveva era molto giovane e, da adolescente nel pieno della fase emotiva, riconosco qualcosa di me nei suoi versi: trovo che il desiderio di fuga di “Sensazione” sia estremamente attuale nei giovani anche oggi e che, accostato a natura e amore come concetti, trovi la sua espressione più ampia.