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Riassunto modulo il colloquio educativo
Typology: Study notes
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Il colloquio educativo è uno spazio formale in cui i diversi attori coinvolti possono confrontarsi e partecipare ad un processo continuo di costruzione , consolidamento e valutazione del progetto educativo.
Il colloquio è una forma di dialogo finalizzato tra due o più persone
Sì
NO
→Da visione catastrofista a visione possibilista
In un colloquio:
Rallentare!!! Prendersi il tempo, con ordine, far parlare tutti, …. Nella fase di ideazione bisogna verificare che siamo la struttura giusta.
Spazio dialogico formale in cui l’educatore offre la possibilit à ad uno o più interlocutori (individuo, familiari, persone significative della rete) di confrontarsi sulle rappresentazioni della situazione che ritengono problematica e sulle possibili strade da percorrere per il superamento della condizione di disagio.
Incontro tra l’educatore e uno o più interlocutori che richiedono aiuto per risolvere una situazione problematica
La “regia” del colloquio rimane all’educatore sospeso costantemente tra due processi:
Nel colloquio l’educatore si mette in gioco continuamente proteggendo e promuovendo gli interlocutori, stabilendo vicinanza ma al tempo stesso mantenendo e garantendo precisi “confini professionali”, nel rispetto della vita e della storia delle persone.
Dimensione pedagogica
Metodologia del colloquio
Dimensione relazionale
ESEMPI:
SÌ per avere concisi chiarimenti o informazioni di dettaglio o brevi riscontri a richiesta di feedback No per capire la situazione o raccogliere punti di vista
La risposta non può essere un sì o un no Spazio descrittivo illimitato, possibilità di espressione illimitata ESEMPI
Il vantaggio delle domande aperte di questo tipo è quello di lasciare al cliente una libertà di espressione totale. Creano le condizioni per far esprimere all’interlocutore la propria opinione in modo complesso e senza condizionamenti.
Esiste però il rischio che il materiale fornito dalle domande aperte finisca per essere troppo abbondante e troppo eterogeneo, tanto da rendere più difficile orientare il colloquio.
E’ una domanda aperta con istruzioni per l’uso: l’operatore indica un’area pi ù circoscritta e definita e invita esplicitamente l’interlocutore a provare a descriverla.
ESEMPI
La parola chiave che connota una domanda narrativa è sempre «racconto», «descrizione», ecc. L’atteggiamento dell’operatore è di incoraggiamento, dell’invito a provare a descrivere «quello che vede»: l’obiettivo è di ridurre le interpretazioni, la lettura del pensiero, l’attribuzione di intenzioni, ecc.
Servono a rendere visibile le CONNESSIONI tra gli elementi del sistema del cliente.
ESEMPI
Le domande circolari Servono a rendere visibili le CONNESSIONI tra le idee e i comportamenti degli elementi del sistema dell’utente. Permettono di far emergere la sequenza degli atteggiamenti degli attori e l’effetto reciproco delle loro modalit à comunicative. Tendono a far esprimere ad ognuno il proprio punto di vista e a confrontarlo con quello degli altri membri di un sistema. Possono fare emergere delle differenze nel modo di fronteggiare una situazione o di percepire un problema. Quando vi sono pi ù partecipanti al colloquio, vanno poste a ogni persona allo stesso modo. Quando vi è una sola persona presente servono a permetterle di allargare il suo sguardo sugli altri elementi
DOMANDE CHE DANNO PER SCONTATO: Presuppongono che l’altro faccia quello che è contenuto della domanda. Saltano un passaggio nel processo esplorativo (in fondo sono dei giudizi).
ESEMPI: o E cos’ha detto suo marito quando gli ha raccontato dell’incidente?
DOMANDE «PERCHÉ »: Introducono un nesso di causalità lineare ESEMPIO: o Perché non ha fatto...? o Perché hadecisodi...?
La comunicazione è posta su due livelli: uno di contenuto (cosa dico) e uno di relazione (come lo dico). La metacomunicazione riguarda il livello di relazione (secondo assioma della comunicazione). La metacomunicazione può essere usata preventivamente per proteggere la relazione quando il piano di contenuto potrebbe essere sentito come inopportuno o aggressivo. La metacomunicazione può essere anche usata per comunicare e condividere ciò che sta avvenendo sul livello relazionale. Inoltre, qualora si verifichino delle situazioni di impasse o di simmetria tra le persone, la metacomunicazione può permettere di parlare di ciò che sta avvenendo, contribuendo al ripristino di un clima relazionale favorevole.
obiettivi che si possono adottare usando la metacomunicazione: o chiarire cosa si vuole o si voleva comunicare o chiarire cosa non si aveva intenzione di comunicare o provocare o chiarire il significato di ciò̀̀̀ che si è fatto o chiarire le proprie intenzioni o definire il tipo di relazione che si è venuto a determinare
o DOMANDE CHIUSE o DOMANDE APERTE:
L’educatore presenta brevemente le modalità di gestione del colloquio (tempi, modalità di gestione della comunicazione, regole di comunicazione, finalit à del colloquio odierno...) →L’educatore sintetizza brevemente il processo seguito negli incontri precedenti o raccolti da fonti esterne condivise (senso e passaggi, più che contenuti dettagliati)
→L’educatore propone una breve sintesi di una cornice di massima condivisibile / ed eventualmente dei punti di vista emersi sulla situazione-problema di tutti gli interlocutori emersi la volta precedente. →Chiede un feedback agli interlocutori se si riconoscono nella sintesi espressa →Propone di avviare una fase di approfondimento della conoscenza della situazione indagando sugli elementi significativi della situazione problema tenendo in considerazione la dimensione temporale.
ESEMPIO: La volta scorsa abbiamo iniziato a conoscerci ed abbiamo fatto un primo giro per ascoltare le varie aspettative rispetto alla situazione attuale di X. E’ emerso che tutti state ricercando una soluzione per riattivare le competenze di x rispetto al suo percorso professionale e sviluppare quanto già appreso nella vita quotidiana al fine di progettare le dimissioni dalla clinica. Ci siamo accordati di ritrovarci oggi per approfondire meglio il percorso che vi ha portato fino a qui per capire se e come possiamo esservi di aiuto o indirizzarvi verso altri eventuali servizi
Gli scopi di questa fase del colloquio sono:
Esempi di domande di approfondimento:
Formulazione di domande di approfondimento La finalità delle domande è quella di approfondire la conoscenza sul percorso emancipativo dell’utente, dal punto di vista di tutti gli interlocutori, per raccogliere gli elementi necessari per l’elaborazione del progetto educativo condiviso.
Approfondimento dei punti di vista sugli elementi significativi del percorso di sviluppo dell’utente e della SITUAZIONE – PROBLEMA.
Passato
Obiettivo: esplicitazione da parte di tutti i partecipanti delle proprie letture della situazione presentata come problematica (passato, presente e futuro)
Ogni persona si costruisce una sua lettura narrativa delle situazioni con cui è confrontato.
➢ Le narrative sono sempre soggettive e parziali e perci ò non riflettono la realtà ma un possibile punto di vista della stessa.
➢ Sono condizionate dalle premesse, dalle esperienze di vita, dalla cultura di appartenenza e dal contesto relazionale in cui vengono espresse. ➢ Le narrative influenzano emozioni e comportamenti che possono portare all’ amplificazione positiva o negativa dei vissuti delle persone in relazione.
➢ Le narrative costruttive promuovono ipotesi/letture circolari anziché deterministiche, accrescono la curiosità anziché il giudizio, aprono a nuovi punti di vista e prospettive.
➢ Le narrative disfunzionali possono sempre essere abbandonate, superate o cambiate. Se il cambiamento è intenzionale produce nel tempo la consapevolezza che come persone possiamo «sempre» scegliere come leggere la realt à e quindi ricercare visioni più o meno funzionali al nostro benessere.
Definizione La riformulazione nel colloquio permette di ri narrare parole o punti di vista espressi dai partecipanti in modo giudicante, tecnico-diagnostico o etichettante, con un linguaggio semplice, costruttivo e ottimistico per superare visioni deterministiche e colpevolizzanti, aprendo a letture di speranza , in cui le soluzioni sono visibili anziché impossibili.
Finalità Durante i colloqui l’educatore deve utilizzare la tecnica della riformulazione al fine di rendere utilizzabili e funzionali le parole, le frasi, le narrative delle rappresentazioni delle diverse letture della situazione, sia per creare- mantenere un equilibrio e un clima cooperativo, sia per elaborare una nuova narrativa della storia, condivisibile da tutti i partecipanti, che diverrà la lettura condivisa su cui si sviluppa il progetto educativo.
Come riformulare Narrare il punto di vista dei personaggi sotto forma di racconto sintetico degli elementi funzionali all’elaborazione del progetto in modo “realistico-equilibrato-positivo”.
Strategie comunicative
La riformulazione di una storia funzionale da parte dell’educatore richiede che: 1) la storia sia plausibile, ossia accettabile e condivisibile da tutti gli interlocutori