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riassunto capitolo 12..le emozioni
Typology: Summaries
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Il termine emozione indica un processo che comporta dei cambiamenti nell’organismo e che si verifica in risposta a un evento scatenante, che ha un significato fondamentale per l’individuo.
Le emozioni sono state da sempre studiate dall’uomo:
Un problema fondamentale per gli psicologi è capire cos’è esattamente l’emozione:
L’emozione è un’entità complessa che coinvolge processi neuropsicologici, psicofisiologici, cognitivi e di controllo del comportamento. Le esperienze emotive sono parte integrante della nostra vita; la paura, la gioia, l’odio sono esempi di emozioni. Per definire un’emozione spesso ci riferiamo a una varietà di elementi come sensazioni corporee, espressioni del viso, comportamento, sentimenti provati, valutazioni cognitive.
Esistono diversi approcci alla definizione del fenomeno emozione
Teoria periferica o del feedback
James
William James (professore di psicologia e filosofia all’Università di Harvard, uno dei fondatori della psicologia sperimentale moderna) è l’esponente di maggior rilievo della teoria degli effetti periferici. Egli cioè si concentra sul sistema nervoso periferico , autonomo e somatico, piuttosto che su quello centrale, sostenendo che:
Emozione = percezione della sensazione fisica-corporea
vale a dire:
Cannon
Ha dimostrato l’infondatezza della teoria di James in quanto i visceri hanno una sensibilità troppo scarsa, una risposta troppo lenta e una motilità troppo indifferenziata affinché le loro reazioni possano essere considerate la fonte principale delle emozioni.
Ekman
Il punto di vista periferico rimane comunque valido grazie all’ ipotesi del feedback facciale , secondo la quale le espressioni facciali forniscono informazioni propriocettive, motorie, cutanee e vascolari che influenzano il processo emotivo. Alla base di tale concezione vi è l’idea che le emozioni abbiano un carattere innato, pertanto una specifica configurazione facciale è associata o determina una specifica emozione.
Esistono due versioni di questa ipotesi:
Cannon studiò in particolare la reazione di emergenza , ponendo in evidenza le funzioni dell’ arousal simpatico: teoria dell’attivazione. La cosiddetta risposta di attivazione è una reazione dell’organismo che implica una serie di cambiamenti fisiologici che preparano il corpo alla lotta o alla fuga. Essa varia da soggetto a soggetto e da situazione a situazione, ad ogni modo è possibile individuare alcuni fattori generali:
Papez
Nel 1937 Papez avanzò l’ipotesi circa un circuito di strutture nervose coinvolte nell’elaborazione e regolazione delle emozioni ( circuito di Papez ) composto dall’ipotalamo, dal talamo anteriore e dall’ippocampo.
MacLean
Successivamente MacLean propose il sistema limbico come sistema deputato a regolare le emozioni, introducendo altre regioni quali amigdala, nuclei del setto, porzioni della corteccia fronto-orbitaria.
In riferimento alle emozioni, l’ ipotalamo e l’ amigdala sono le strutture più importanti del sistema limbico:
L’ipotalamo volge la funzione di coordinamento del sistema autonomo (simpatico e parasimpatico) ed è la sede della regolazione centrale dell’ambiente interno dell’organismo.
La stimolazione dell’ipotalamo produce determinate risposte emotive:
Risposte simpatiche Risposte parasimpatiche Aree ergotropiche Aree trofotropiche A forte attivazione A bassa attivazione
2.Funzioni emotive dell’amigdala
L’amigdala è considerata il computer dell’emozionalità, essa è situata al centro della rete emozionale ed ha molteplici sistemi di connessione con le altre strutture nervose. In particolare:
Teoria cognitivo-attivazionale
Schachter
Le teorie periferica e centrale si sono dimostrate entrambe vere, ma parziali; entrambe inoltre hanno focalizzato l’attenzione sugli aspetti biologici.
Schachter introduce per primo una concezione psicologica delle emozioni attraverso la teoria dei due fattori o teoria cognitivo-attivazionale.
Schachter concepì l’emozione come la risultante dell’interazione fra due componenti distinte:
Le 3 ipotesi di Schachter:
Attenzione :
L’esperimento di Schachter e Singer avviene in presenza di un arousal non spiegato. Inoltre l’aurosal non spiegato non risulta emotivamente neutro, ma induce risposte emotive negative, come ansia e paura.
Paradigma dell’attribuzione erronea
Secondo il paradigma dell’attribuzione erronea l’intensità dell’esperienza emotiva diminuisce se il soggetto è indotto ad attribuire erroneamente la propria attivazione fisiologica a cause «neutre» ( non emotive).
Es: I soggetti tollerano maggiormente la paura per degli shock elettrici se attribuiscono erroneamente la loro attivazione fisiologica a un farmaco eccitante.
Informazione preparatoria
Fornire informazioni sui sintomi da attendersi in una condizione stressante riduce le reazioni di ansia. Inoltre, la concentrazione sulle proprietà e sulle caratteristiche dello stimolo nocivo o doloroso favorisce una maggiore tollerabilità e controllo.
Paradigma del transfer di eccitazione
Zillmann
L’attivazione di qualsiasi emozione non cessa repentinamente ma si esaurisce in modo lento. Di conseguenza, un soggetto può attribuire il residuo dell’attivazione per l’emozione A alla successiva emozione B (di altro tipo), aumentandone l’intensità.
In generale emerge un certo grado di influenza fra l’attivazione e i fattori cognitivi di valutazione, poiché il feedback dell’arousal può svolgere un effetto di intensificazione sullo stato emotivo.
Teorie dell’<
In generale, le emozioni dipendono dal modo con gli individui valutano e interpretano gli stimoli del loro ambiente. Questa concezione si contrappone a quella della psicologia ingenua , secondo cui le emozioni sono passioni irrazionali, di breve durata, simili ad attività istintuali, che sorgono in modo involontario e automatico, senza che siano richieste dall’individuo.
Le teorie dell’«appraisal», affermatesi negli anni Ottanta, sottolineano, invece, il legame fra gli aspetti emotivi e gli aspetti cognitivi, poiché l’elaborazione cognitiva è sottesa all’esperienza emotiva.
Le emozioni non compaiono in maniera gratuita e casuale, all’improvviso, ma sono la conseguenza di un’attività di conoscenza e di valutazione della situazione in riferimento agli interessi dell’individuo medesimo. Le emozioni sorgono in risposta alla struttura di significato di una situazione ( Frijda) ; esse sono attivate dai significati e dai valori che un individuo attribuisce a questo evento. Di conseguenza, due individui possono provare emozioni diverse a fronte del medesimo stimolo.
Il significato situazionale
Il significato situazionale spiega le diverse emozioni e la loro intensità, nonché la dimensione soggettiva dell’esperienza emotiva. Le emozioni vanno considerate come risposte soggettive flessibili e variabili, in grado di far fronte a varie situazioni. È possibile distinguere la differenza fra
emozioni e riflessi:
Le emozioni sono processi complessi e multifattoriali e costituiscono la sintesi fra:
Lazarus
Ha sviluppato il concetto di tema relazionale centrale , secondo cui ogni emozione sarebbe attivata da una determinata relazione e da uno specifico incontro tra individuo e ambiente. Ogni emozione è collegata con una circostanza attivante che funge da antecedente emotigeno. Es:un’offesa provoca collera, una perdita suscita tristezza, etc.
Nel processo di valutazione si possono distinguere due aspetti:
Sequenza dei controlli auto valutativi dello stimolo
Scherer
Ha proposto una sequenza lineare di controlli di valutazione dello stimolo, che parte dagli stimoli biologici per passare a quelli cognitivi per giungere a quelli sociali:
Le emozioni non sono soltanto provate, ma anche manifestate all’esterno attraverso specifiche configurazioni di espressioni emotive: facciali, vocali, posturali e motorie.
Esiste una stretta connessione fra emozione ed espressione, poiché a ogni emozione corrisponde uno specifico quadro espressivo mimico-motorio.
La voce è in grado di comunicare le emozioni attraverso la modulazione del ritmo, dell’intonazione e dell’intensità dell’eloquio. Essa ha un forte potere evocativo non solo per quanto viene detto ma soprattutto per come viene detto. Fondamentali sono tono, durata, intensità e qualità articolato ria della fonazione.
Fase di encoding
Gli studi sui processi di codifica vocale ( encoding ) dell’espressione delle emozioni hanno cercato di identificare le configurazioni di parametri acustici della voce che caratterizzano diversi tipi di emozioni; in altre parole, se a specifiche emozioni corrispondono configurazioni di parametri acustici diversi.
Codice paralinguistico: gli studi sull’encoding vocale delle emozioni rilevano l’elevata capacità del canale vocale non-verbale nel veicolare precise informazioni circa gli stati emotivi del parlante, indipendentemente dal contenuto verbale enunciato.
Fase di decoding
Riguarda la capacità dell’ascoltatore di riconoscere lo stato emotivo del parlante prestando attenzione soltanto alle sue caratteristiche vocali. L’accuratezza media di riconoscimento è pari al 60 %, percentuale più alta del riconoscimento facciale. L’efficacia dei tratti paralinguistici deriva dalle variazioni di tono, dall’intensità e dalle sue modificazioni, nonché al ritmo di articolazione.
La collera è l’emozione più facilmente riconosciuta, mentre il disgusto, il disprezzo e la tenerezza sono le emozioni meno facilmente individuate attraverso la voce. In genere è più facile riconoscere le emozioni negative che quelle positive.
L’esperienza emozionale sorge in concomitanza con precisi processi di valutazione della situazione, cui seguono le modificazioni fisiologiche dell’organismo che si manifestano all’esterno con espressioni mimiche, vocali e motorie.
L’emozione, inoltre, prepara l’individuo all’azione: connessione fra emozione e azione. Anche la psicologia ingenua ritiene che le emozioni provochino cambiamenti nei propri comportamenti.
A livello scientifico, l’emozione è stata definita come “la tendenza sentita di muoversi verso qualcosa intuitivamente valutato come buono o di allontanarsi da qualcosa intuitivamente valutato come dannoso”. Esiste cioè una
paura, colpa e amore sono molto ruminate. Più un episodio risulta disturbante più si va incontro a ruminazione mentale e più viene condiviso con gli altri.
Le emozioni sono manifestate e modellate dai vincoli culturali. Le differenze culturali nelle emozioni costituiscono il risultato delle differenze culturali nella percezione e nell’interpretazione degli eventi. Esse, infatti, sono strettamente associate al sistema culturale delle credenze che fornisce i criteri sufficienti per interpretare la realtà e per reagire a essa. Es:
La specificità culturale delle emozioni
Esistono forme particolari di emozioni in determinate culture difficilmente riscontrabili in altre, come pure emozioni generali universalmente condivise. I vincoli culturali attribuiscono valori e significati diversi a emozioni apparentemente uguali. Per esempio, la reazione di collera a un’offesa è approvata in Albania, è un problema di onore per gli arabi ed è espressione di dignità per i beduini mentre in Giappone è ritenuta molto negativa verso i membri del proprio gruppo e addirittura condannata presso gli eschimesi.
Script culturali e focalità emotiva
La cultura può essere definita come il cotesto dei simboli condivisi e dei significati che le persone creano e ricreano per se stesse nel processo dell’interazione sociale. La cultura costituisce una griglia interpretativa generale della realtà che fornisce all’individuo la comprensione delle cose, un sistema di significati, valori, credenze, norme, principi morali etc.
L’esperienza è un’interpretazione che presuppone lo scambio intersoggettivo con gli altri, nella condivisione di un mondo comune. Tale quadro culturale definisce quando, dove e come provare e manifestare le proprie emozioni.
Questi indirizzi prendono forma attraverso gli script culturali , che costituiscono la rappresentazione mentale, socialmente condivisa, di una
sequenza stereotipata di azioni e interazioni che si susseguono in modo simile e comparabile nel tempo e che costituiscono un episodio emotivo ricorrente. Si tratta di linee-guida da seguire durante l’interpretazione della situazione e dei propri comportamenti. In base a questi schemi culturali l’individuo sa come agire e come rispondere emotivamente.
Gli script culturali facilitano la codifica degli eventi: attraverso la codifica, il soggetto è in grado di attribuire un valore emotivo all’evento (insulto, gaffe, gesto di conforto).
Gli script culturali contribuiscono in modo efficace a definire la focalità emotiva degli eventi. Gli eventi assumono il valore di focalità quando rappresentano scopi socialmente precisi e ampiamente condivisi.
Tale focalità determina una sorta di sensibilità emotiva a certe situazioni piuttosto che ad altre con la comparsa immediata di attenzione e reazione. Gli eventi focali richiedono una precisa presa di posizione da parte del soggetto.
La focalità esprime il grado di elaborazione cognitiva di certe emozioni da parte di una determinata cultura. Si distinguono: