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Tipologia linguistica: linguistica generale
Typology: Slides
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La variazione linguistica (contiamo circa 6000 lingue) risponde a principi generali. La tipologia, dunque, ambisce a individuare questi principi. Approccio SINCRONICO (con esclusione della dimensione diacronica) e interesse volto all’IMPIANTO STRUTTURALE delle lingue, che vengono classificate – indipendentemente dalla famiglia di appartenenza – in base ad affinità o divergenze sul piano strutturale. Anche le lingue del passato possono essere ovviamente incluse in questa ottica di studio, ciò che conta, indipendentemente dal fatto che si siano estinte, è la loro configurazione strutturale.
Ordine con cui gli elementi della frase dichiarativa si dispongono (cfr. Greenberg) POSIZIONE DEL SOGGETTO (S),VERBO (V) e OGGETTO DIRETTO (O). Nelle lingue del mondo assistiamo a una netta prevalenza degli ordini SOV e SVO. A seguire lingue VSO. Questi tre ordini coprono circa il 97% delle lingue del mondo. Possibili, anche se nettamente minoritari, anche gli ordini VOS, OVS e OSV.
Vista la centralità del SOGGETTO (S), che appare confermata dalla stragrande maggioranza delle lingue del mondo, proviamo a soffermarci di più sul sintagma verbale (V+O). Intanto, potremmo asserire che i due principali ordini siano: VO e OV. In correlazione alle posizioni di V e O avremo preposizioni e posposizioni, la struttura del sintagma nominale, posizione degli ausiliari, della negazione, degli avverbi, delle proposizioni subordinate etc., secondo questo schema:
Parole polimorfematiche, rapporto morfemi/parole 3 a 1 (ogni morfema ha valore univoco e una sola funzione, rari i morfemi cumulativi) Ex. Turco Ev-ler-im-e Casa-PL-POSS.1sg.-DAT ‘alle mie case’ Adam-lar Uomo-PL ‘uomini’
Cf. nahuatl (gruppo uto-atzeco – America Centrale) ‘essi ci stanno accompagnando’ → tech.huica.h tech è pronome ‘noi’, incorporato nel verbo, diventandone parte integrante, al pari delle desinenze di tempo, modo e persona dei vb. it. o fr. L’oggetto viene anteposto al verbo formando un’unica parola complessa (come lingua polisintetica). Ma il nahuatl viene anche ritenuto una lingua agglutinante, così come può presentare fenomeni di accordo, morfemi flessivi etc.
Un settore a lungo a trascurato dall’indagine tipologica. Particolarmente interessante il caso del tono. Il tono è proprietà che caratterizza i suoni sonori (cioè con vibrazione delle pliche vocali), pertanto esso si realizza in tutte le lingue storico-naturali, ma con modalità differenti. Solo in alcune lingue esso è fonologicamente pertinente, ovvero ha carattere distintivo.
Le parole appena esplicitate, dunque, sono uguali in tutto, ma si differenziano sulla base tono, che consente di distinguere il significato della parola. Il cinese è quindi definita lingua a tono o tonale (comuni in Africa subsahariana, America centrale e Asia sudorientale). Le lingue a toni costituiscono però un insieme poco omogeneo, che difficilmente può essere ricompreso in una tipologia unitaria. Più prevalenti i seguenti fattori: l’unità a cui è associato il tono e la funzione del tono stesso. Ex. Lingue in cui il tono è associato a vocali e lingue in cui è associato a sillabe; oppure, lingue in cui il tono ha funzione di distinguere morfemi lessicali e lingue in cui il tono distingue morfemi grammaticali.
Contrasto tra vocali orali e nasali (se presente la nasalizzazione delle vocali, come in francese) Struttura della sillaba, che può partire dalla sequenza più semplice (CV) e articolarsi in sequenze molto più complesse, fino a CCVC.
bianco e/o nero rosso giallo e/o verde blu marrone porpora e/o rosa e/o arancione e/o grigio Struttura implicazionale della gerarchia: non si può accedere a un livello se non si è passati per i livelli precedenti (una lingua non può avere il termine per bianco, per nero e per marrone, senza avere il rosso e il giallo e/o verde etc.) N.B. la variazione cromatica delle lingue ovviamente non si estingue in questo modo, le categorie sopra elencate non coprono tutta la gamma dei colori. Inoltre, uno stesso colore può anche essere espresso da due o più termini che indicano anche lievi differenze.