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Resumen del libro La cultura del Rinascimento de Garin
Tipo: Resúmenes
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Riassunto La cultura del Rinascimento , Eugenio Garin I Rinascimento: Una rivoluzione culturale
o La nuova ricerca della cultura greca comincia con La Repubblica di Platone (inicio pg. 28) 1414. Poggio Bracciolini andò col pontefice di dotti o Scrisse tante lettere Quintiliano Ebbe tante conseguenze la sua lettura Almeno dal 1396, Nicola di Clémanges aveva già testi di Quintiliano I nuovi libri verranno a rispondere domande largamente porse. La liberazione dei classici antichi dei conventi italiani nel Quattrocento fu essenziale per la laicizzazione della cultura (pg.32 inicio) Tanti allievi vanno a Bisanzio Il codice del secolo XI di Ateneo Ciziceno sulle machine da guerra, con i disegni di vari strumenti Molto desiderato da Lorenzo Ghiberti Il Quattrocento ritrova negli originali la scienza e tecnica degli antichi, senza filtri in compendi o modesti manuali, senza filtri arabi, ma integre. Nuovo avvio per la ricerca scientifica, strumenti rinnovati e grande perfezione
o Due tendenze interpretative opposte circa la cultura bizantina nel Quattrocento e nel Cinquecento: Idea di un rapporto di derivazione della rinascita latina ripresa della cultura greca Si arrivò a dire che il Rinascimento fu figlio della venuta dei bizantini e d’una maggiore conoscenza del greco Visione di Vasari: Umanesimo inteso como reazione al gotico e alla rozza maniera greca o Non è vero che i bizantini abbiano suscitato il Rinascimento occidentale, ma gli hanno offerto i classici greci. Ci furono tanti umanisti che perfino intorno alla metà del Quattrocento combattevano contro il greco. (Seneca e non Sofocle / Plauto e Terenzo e non Aristofane, etc.) È vero che lo studio del greco diviene essenziale perfino quando si concluse in una esaltazione della romanità. (pg. 41) Il nuovo contatto con la cultura greca fu innanzitutto animato da un’esigenza di compiutezza. 1468. Cardinale Bessarione invia una lettera al doge Cristoforo Moro per offrire in dono a Venezia la sua biblioteca di tanti volumi greci e latini Simbolo del trapasso delle conoscenze C’è nella lettera un topos ricorrente: solo la cultura e i libri degli antichi possono renderci consapevoli della nostra sostanza umana – senso di noi nel tempo I libri degli antichi per l’Europa tra il 300 e il 500 furono una mirabile raccolta di quanto esisteva di meglio sul terreno delle scienze naturali e matematiche. Presa di coscienza della storicità dell’uomo Senso dell’antico rispetto al moderno; riscoperta dei legami fra civiltà greca e mondo romano Senza il greco e la sua sapienza, il Rinascimento non sarebbe successo. 1506. Erasmo venne in Italia per perfezionare il greco. Restò a casa di Aldo Manuzio Nel 1453: Caduta di Bisanzio. Paradossalmente ci fu un risveglio della lingua e cultura greca come maestra di tutta l’Europa occidentale attraverso Italia.
1486, Giovanni Pico – concetti filosofici: L’uomo non condizionato da una specie L’uomo costituisce uno scandalo che viene a mettere in crisi l’ordina della metafisica classica ordinata Le tesi di Niccolò da Cusa sull’infinito annientano sul piano metafisico i concetti classici della fisica in genere e della cosmologia medievale Il Cusano, De dicta ignorantia Tutte le macchine hanno come centro fisso la terra, o l’aria o il fuoco Spezza la visione Ptolemaica dell’universo Dichiara assurdo il conflitto fra la conoscenza scientifica del mondo fisico e la dotta ignoranza di Dio Nuova maniera di concepire lo spazio nasce fra gli artisti Esigenza di passare dallo studio tradizionale a investigazioni che permettano di realizzare tecniche che servano al pittore Passagio dalla perspectiva communis (l’ottica) alla perspectiva pingendi (lo studio delle tecniche per rendere lo spazio a tre dimensioni su un piano) Da tre anni si discuteva il rapporto tra l’occhio e le cose, tra individuo e il mondo oggettivo Questa prospettiva offre lo spazio in cui dispiegarsi plasticamente, crea un distacco uomo-cose Riduzione dei fenomeni a regole matematiche esatte È possibile individuare la distinzione e il rapporto fra il sec. XIV e il XVI XIV: avvio impetuoso e rivoluzionario; polemica vivace, forte impegno educativo e civile, legato a tradizioni nazionali, mito della liberazione dei latini dai barbari e i goti, il ritorno agli antichi, ai principi. Umanizzazione della natura; tutte le cose sono come l’uomo Secoli XV-XVI: impressione di una maturazione Rimane: tematica dell’uomo creatore e della natura ritrovata, della libertà e necessità, dell’imitazione degli antichi e della superiorità dei moderni Si attenuano, rispetto al XIV, l’entusiasmo delle scoperte e le esplorazioni Vnegono alla luci aspetti culturali negativi, aspetti negativi dell’antico, il falso antico Si sviluppa all’interno la lotta contro i limiti del Rinascimento Poema di Ronsard o Parafrasa una lettera di Il Conte della Mirandola a Ermolao Barbaro sul cadere del Quattrocento
o Sperone Speroni, Dialogo delle lingue : “Molti si fanno a credere, che a dover farsi filosofi basti loro sapere scrivere e leggere Greco senza più; non alteramente che se lo spirito di Aristotele, a guisa di folleto in un cristallo, stesse rinchiuso nell’alfabeto di Grecia” o Studiando gli antichi e le arti liberali, gli uomini si liberarono anche dell’autorità degli antichi e l’umanesimo cominciò a superare i suoi limiti retorici
o La rivoluzione scientifica si venne svolgendo attraverso un distacco dal sapere medievale maturato nella lettura degli scientifici antichi, dei greci in particolare Inoltre, l’umanesimo riuscì a incidere nell’Università. Juan Luis Vives, Adversus pseudodialiecticos (1520) o Chiama la Sorbona: “Una vecchia in pieno delirio di senilità” o Chiede una scuola universitaria rinnovata Insieme alla filologia trionfa la scienza o Ai principi del sec. XV, gli umanisti riavviarono il rinnovamento della cultura e dell’educazione, che a metà del Cinquecento era ormai celebrato in luoghi comuni retorici. o Guarino da Verona: riforma dello Studio generale 1442 Maestro illustre di greco Si rivolse a testi scientifici e letterari Si occupò di medici (Celso) e di geografi (Strabone) e di poeti e filosofi Contributo alla città di Ferrara Una impronta originale allo studio Trasformazione dei metodi d’insegnamento Fissò i canoni Si ricollega alla trattatisca del primo umanesimo quattrocentesco di ispirazione civile Traduce Plutarco Filologo molto importante; convinto del valore della lingua e cultura greche. Nei primi anni fu molto chiusa – si doveva pagare tanto -. Ma poi, si aprì ai figli delle grandi famiglie e anche a giovani modesti che diventerebbero maestri, funzionari pubblici o ecclesiastici. Oggettivo: formazione umana prima dell’approfondimento di una disciplina singola o Scuola di Vittorino di ser Brutto dei Rambaldoni da Feltre, 1423 Anche impegnata nell’offrire un insegnamento in tutta libertà Insegnamento dei classici sempre unito all’esercizio fisico o La fortuna di queste scuole ideate da umanisti riversò i suoi effetti nelle scuole universitarie Il greco: indispensabile per l’accesso a fonti filosofico- scientifiche di prima importanza, oltre alla storia e le filologia- letteratura L’ebraico: decisiva importanza nel campo degli studio biblici, delle discussioni teologiche e controversie religiose. o Il Quattrocento vede l’urto fra istituzioni scolastiche e scientifiche inadeguate; il Cinquecento e Seicento assistono all’espandersi europeo del Rinascimento e allo sforzo di adeguare gli istituti
o La scuola umanista europea fra i sec. XVI e XVIII cominciò certamente a costruirsi in Italia nel sec. XV. Fra la trattatistica etico-politica e l’azione pratica dei nuovi maestri. Guarino: insegnare prima di tutto il mestiere di uomo o Questa “studia humanitatis” è collegata al concetto di cittadino che caratterizza i secoli fra Quattrocento e Seicento – idea di formazione di un zoon politikón; uomo di società. A ciò deve preparargli la scuola. o Alberti, prologo Della famiglia Insiste sulla funzione delle famiglie; nuclei fondamentali della struttura statale L’uomo deve formarsi nella sua integrità: per non rinunciare a nessuna delle sue possibilità Alberti: l’educazione deve formare uomini capaci di essere tutto Castiglione: deve preparare il cortigiano, l’uomo di mondo, di belle maniere, adatto a una struttura politica; direzione di un’eleganza e raffinatezza estetizzanti o I libri della famiglia (1433-1443), Alberti: vita comunale e fioriture delle ultime repubbliche italiane Rimase inedito o Il libro del Cortigiano , Castiglione (1513-1518): l’uomo di corte e il principe; manuali di scienza politica e trattati di bei costumi Ampia diffusione nel Cinquecento o 2 nuove figure nascono: Pedante come degenerazione del letterato e del grammatico Uomo costumato e piacevole Crisi dell’educazione umanistica; degenerazione nella pedanteria o Michel de Montaigne: si trasforma il colloqui cogli autori antichi in un soffocante esercizio di memoria; rischio di proporre un ridicolo magister. o Se è bene esprimersi bene e conoscere gli autori e le lingue classici, bisogna anche ascoltare i vivi o C’è bisogno anche di conoscere nostra lingua e le lingue di nostri vicini o La pedanteria non può mettere in ombra però che la nuova educazione aveva trasformato le maniere e il comportamento