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Resumen Eugenio Garin, Resúmenes de Literatura Italiana

Resumen del libro La cultura del Rinascimento de Garin

Tipo: Resúmenes

2021/2022

Subido el 07/03/2023

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diego-moreno-martin 🇪🇸

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Riassunto La cultura del Rinascimento, Eugenio Garin
I Rinascimento: Una rivoluzione culturale
-Rinascimento, Rinascita = concezione circolare del tempo
-Fra XIV e XVIII sec.
-Agli inizi fu un programma di rinnovamento culturale (ritorno agli antichi) e
un’epoca in contrasto con quel periodo oscuro che fu il Medioevo.
-Settecento: culminazione del mito del Rinascimento con l’Encyclopédie di
D’Alambert (Discours Préliminaire) Rinascimento come momento
revoluzionario, dove si propone liberare la ragione dalle tenebre del Medioevo.
oD’Alambert ringrazia l’Italia – “All’Italia dobbiamo le belle arti e il buon
gusto, e innumeri modelli d’ineguagliabile perfezione” - 1751
oCentro di una discussione vivace, anche appoggiata da Rousseau
oTesi di Rousseau: “Ha corrotto i nostri costumi”; Condanna il
Rinascimento sul piano della virtù; ma sul piano storico condivide
l’opinione di D’Alambert (“Il falloit une révolution pour ramener les
hommes au sens commun”)
-Nel 1773, Herder (Auch eine Philosophie der Geschiche zur Bildung der
Menschheit): le imagini del Rinascimento come rivoluzione furono ironie.
oContro D’Alambert e l’Enciclopedia
oMette in discussione il concetto di progresso
oLa cultura del Rinascimento è stata importante per la nascita del mondo
moderno
II. Rinascimento e cultura
- L’espressione “Cultura del Rinascimento” viene popolarizata da Burckhardt:
Kulturgeschichte (1860)
-Una nuova nascita, un momento privilegiato, positivo
oTuttavia, fu un periodo tragico: L’Italia era piena di guerre, c’erano tante
congiure
oLa positività della cultura rinascimentale non è la presa di coscienza
d’un’età felice della vicenda umana
oSolo nel piano della cultura e dell’arte si mantiene il suo valore positivo
oIl Rinascimento trova un senso adeguato al termine soltanto nel terreno
culturale
III. La coscienza della nuova età
-S. XV-XVI: Coscienza della nascita di un’età nuova, caratteri opposti a quelli
dell’età precedente
oNe definisce alcuni aspetti
oUna volontà di ribellione, distaccarsi d’un mondo vecchio
oIl senso di tempo d’oscurità e barbarie, si fonda proprio nel Trecento
-L’avvio del movimento fu caratterizzato da due motivi
oRitorno al mondo antico e il sapere classico
oLa proclamazione che l’epoca medievale era conclusa
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Riassunto La cultura del Rinascimento , Eugenio Garin I Rinascimento: Una rivoluzione culturale

  • Rinascimento, Rinascita = concezione circolare del tempo
  • Fra XIV e XVIII sec.
  • Agli inizi fu un programma di rinnovamento culturale (ritorno agli antichi) e un’epoca in contrasto con quel periodo oscuro che fu il Medioevo.
  • Settecento: culminazione del mito del Rinascimento con l’Encyclopédie di D’Alambert ( Discours Préliminaire ) – Rinascimento come momento revoluzionario, dove si propone liberare la ragione dalle tenebre del Medioevo. o D’Alambert ringrazia l’Italia – “All’Italia dobbiamo le belle arti e il buon gusto, e innumeri modelli d’ineguagliabile perfezione” - 1751 o Centro di una discussione vivace, anche appoggiata da Rousseau o Tesi di Rousseau: “Ha corrotto i nostri costumi”; Condanna il Rinascimento sul piano della virtù; ma sul piano storico condivide l’opinione di D’Alambert (“Il falloit une révolution pour ramener les hommes au sens commun”)
  • Nel 1773, Herder ( Auch eine Philosophie der Geschiche zur Bildung der Menschheit ): le imagini del Rinascimento come rivoluzione furono ironie. o Contro D’Alambert e l’ Enciclopedia o Mette in discussione il concetto di progresso o La cultura del Rinascimento è stata importante per la nascita del mondo moderno II. Rinascimento e cultura
  • L’espressione “Cultura del Rinascimento” viene popolarizata da Burckhardt: Kulturgeschichte (1860)
  • Una nuova nascita, un momento privilegiato, positivo o Tuttavia, fu un periodo tragico: L’Italia era piena di guerre, c’erano tante congiure o La positività della cultura rinascimentale non è la presa di coscienza d’un’età felice della vicenda umana o Solo nel piano della cultura e dell’arte si mantiene il suo valore positivo o Il Rinascimento trova un senso adeguato al termine soltanto nel terreno culturale III. La coscienza della nuova età
  • S. XV-XVI: Coscienza della nascita di un’età nuova, caratteri opposti a quelli dell’età precedente o Ne definisce alcuni aspetti o Una volontà di ribellione, distaccarsi d’un mondo vecchio o Il senso di tempo d’oscurità e barbarie, si fonda proprio nel Trecento
  • L’avvio del movimento fu caratterizzato da due motivi o Ritorno al mondo antico e il sapere classico o La proclamazione che l’epoca medievale era conclusa
  • Mito dell’antichità o Il mondo barbaro è stato ormai sconfitto sul terreno della lingua o Vasari : il vecchio e il moderno, a cui contrappone l’antico  Vecchio: sarebbe stato nel campo delle arti figurative il mondo bizantino (la maniera greca) – sopravvivenza d’una classicità svuotata di ogni vita  Moderna: Sarebbe la maniera gotica, quella prodotta dalla barbarie medievale  Antico: Opposto al moderno e al vecchio, sarebbe il rinvigorimento di una scuola che si ispira al reale, come fecero i classici.  La natura sarebbe quindi un esempio; gli antichi la scuola  L’opera di Vasari riassume e organizza quello che era stato detto e ripetuto da quasi un secolo e mezzo  Ghiberti: alla morte dell’arte antica aveva contribuito il Cristianesimo con la distruzione dei templi e delle immagini degli dèi; Insieme alle divinità antiche era morta anche l’arte. o Il cancelliere della repubblica fiorentina Leonardo Bruni d’Arezzo, nel Commentarius fissava in sette secoli la durata delle età buie. Dalla crisi di Roma al Trecento, la classica “humanitas” fu spenta. o Bruni:  Ripresa dello studio del greco come mezzo di accedere ai tesori della poesia e sapienza  Petrarca: punto di partenza dell’effettiva rinascita  Il periodo del sopore, della morte della civiltà: sette secoli dalla caduta di Roma  Inizio della nuova era: tra il cadere del Trecento e il principio del Quattrocento  All’alba del sec. XV, l’antichità non funziona come modello da imitare, ma come una sollecitazione stimolante per ricerca.  Il mito dell’antico precede l’imitazione dell’antico; Il rinnovamento non è la conseguenza, ma la premessa della rinascita della classicità.  I secoli di mezzo non ebbero ignorato i classici, anzi li conobbero e li usarono, ma li avevano adulterati  Si doveva quindi ritrovarli nella loro autenticità  Petrarca non intendeva rinunziare ad Aristotele, ma voleva respingere l’Aristoteles adulterato e falsificato dagli scolastici.  Lorenzo Valla disse che da Severino Boezio tutti i medievali deformarono non solo i classici, ma anche il cristianesimo  Gli scrittori del sec XV non ignorano che anche i medievali avessero letto i classici  Lorenza Valla:

o La nuova ricerca della cultura greca comincia con La Repubblica di Platone (inicio pg. 28)  1414. Poggio Bracciolini andò col pontefice di dotti o Scrisse tante lettere  Quintiliano  Ebbe tante conseguenze la sua lettura  Almeno dal 1396, Nicola di Clémanges aveva già testi di Quintiliano  I nuovi libri verranno a rispondere domande largamente porse.  La liberazione dei classici antichi dei conventi italiani nel Quattrocento fu essenziale per la laicizzazione della cultura (pg.32 inicio)  Tanti allievi vanno a Bisanzio  Il codice del secolo XI di Ateneo Ciziceno sulle machine da guerra, con i disegni di vari strumenti  Molto desiderato da Lorenzo Ghiberti  Il Quattrocento ritrova negli originali la scienza e tecnica degli antichi, senza filtri in compendi o modesti manuali, senza filtri arabi, ma integre.  Nuovo avvio per la ricerca scientifica, strumenti rinnovati e grande perfezione

  • V. I greci e le origini del Rinascimento o Linea ininterrotta di continuità col mondo classico  La minaccia turca spinse i greci a cercare nuovi legami e rifugi in Occidente – nei centri italiani dove si erano mantenuti i vincoli antichi  In Italia c’erano ancora importanti nuclei di lingua greca  La minaccia mussulmana spaccava il mondo culturale greco o I bizantini appaiono eredi degeneri degli antichi o I latini si confermano come il “transitus” della sapienza antica in Occidente o Il Concilio di Ferrara, trasferito a Firenza nel 1439: pace degli eredi del mondo greco-romano-cristiano  La pace però non fu effettiva, ma ebbe effett profondi  Incontri di studio fecondi  Cosimo il Vecchio: spinge la rinascita di una Accademia o S. XV: lotta fra platonici e aristotelici  Platonici: Spiriti della rinascita italiana  Gli aristotelici bizantini: apologia della scolastica latina negli aspetti più chiusi (inicio 37) o Desiderio dell’incontro, dell’accordo e della pace  Il Cardinale Bessarione: cerca di trovare un’armonia profonda  Pio II: vuole riunire tutti i fedeli di Cristo o Rinascimento italiano era presentato come reazione a due tipi di barbarie: quella bizantina e quella gotica

o Due tendenze interpretative opposte circa la cultura bizantina nel Quattrocento e nel Cinquecento:  Idea di un rapporto di derivazione della rinascita latina ripresa della cultura greca  Si arrivò a dire che il Rinascimento fu figlio della venuta dei bizantini e d’una maggiore conoscenza del greco  Visione di Vasari: Umanesimo inteso como reazione al gotico e alla rozza maniera greca o Non è vero che i bizantini abbiano suscitato il Rinascimento occidentale, ma gli hanno offerto i classici greci.  Ci furono tanti umanisti che perfino intorno alla metà del Quattrocento combattevano contro il greco. (Seneca e non Sofocle / Plauto e Terenzo e non Aristofane, etc.)  È vero che lo studio del greco diviene essenziale perfino quando si concluse in una esaltazione della romanità. (pg. 41)  Il nuovo contatto con la cultura greca fu innanzitutto animato da un’esigenza di compiutezza.  1468. Cardinale Bessarione invia una lettera al doge Cristoforo Moro per offrire in dono a Venezia la sua biblioteca di tanti volumi greci e latini  Simbolo del trapasso delle conoscenze  C’è nella lettera un topos ricorrente: solo la cultura e i libri degli antichi possono renderci consapevoli della nostra sostanza umana – senso di noi nel tempo  I libri degli antichi per l’Europa tra il 300 e il 500 furono una mirabile raccolta di quanto esisteva di meglio sul terreno delle scienze naturali e matematiche.  Presa di coscienza della storicità dell’uomo  Senso dell’antico rispetto al moderno; riscoperta dei legami fra civiltà greca e mondo romano  Senza il greco e la sua sapienza, il Rinascimento non sarebbe successo.  1506. Erasmo venne in Italia per perfezionare il greco. Restò a casa di Aldo Manuzio  Nel 1453: Caduta di Bisanzio. Paradossalmente ci fu un risveglio della lingua e cultura greca come maestra di tutta l’Europa occidentale attraverso Italia.

  • VI. Umanesimo e Rinascimento: Connessione o antitesi? o Lo studio dell’antichità e la ricerca appassionata dei classici – gli aspetti più importanti del Rinascimento o PERÒ gli antichi scrittori furono già presenti tutto il Medioevo, anche se in diversi modi e misure. o Presenza degli antichi:  Fu un mito consapevolmente accolto

 1486, Giovanni Pico – concetti filosofici:  L’uomo non condizionato da una specie  L’uomo costituisce uno scandalo che viene a mettere in crisi l’ordina della metafisica classica ordinata  Le tesi di Niccolò da Cusa sull’infinito annientano sul piano metafisico i concetti classici della fisica in genere e della cosmologia medievale  Il Cusano, De dicta ignorantia  Tutte le macchine hanno come centro fisso la terra, o l’aria o il fuoco  Spezza la visione Ptolemaica dell’universo  Dichiara assurdo il conflitto fra la conoscenza scientifica del mondo fisico e la dotta ignoranza di Dio  Nuova maniera di concepire lo spazio nasce fra gli artisti  Esigenza di passare dallo studio tradizionale a investigazioni che permettano di realizzare tecniche che servano al pittore  Passagio dalla perspectiva communis (l’ottica) alla perspectiva pingendi (lo studio delle tecniche per rendere lo spazio a tre dimensioni su un piano)  Da tre anni si discuteva il rapporto tra l’occhio e le cose, tra individuo e il mondo oggettivo  Questa prospettiva offre lo spazio in cui dispiegarsi plasticamente, crea un distacco uomo-cose  Riduzione dei fenomeni a regole matematiche esatte  È possibile individuare la distinzione e il rapporto fra il sec. XIV e il XVI  XIV: avvio impetuoso e rivoluzionario; polemica vivace, forte impegno educativo e civile, legato a tradizioni nazionali, mito della liberazione dei latini dai barbari e i goti, il ritorno agli antichi, ai principi.  Umanizzazione della natura; tutte le cose sono come l’uomo  Secoli XV-XVI: impressione di una maturazione  Rimane: tematica dell’uomo creatore e della natura ritrovata, della libertà e necessità, dell’imitazione degli antichi e della superiorità dei moderni  Si attenuano, rispetto al XIV, l’entusiasmo delle scoperte e le esplorazioni  Vnegono alla luci aspetti culturali negativi, aspetti negativi dell’antico, il falso antico  Si sviluppa all’interno la lotta contro i limiti del Rinascimento  Poema di Ronsard o Parafrasa una lettera di Il Conte della Mirandola a Ermolao Barbaro sul cadere del Quattrocento

o Sperone Speroni, Dialogo delle lingue : “Molti si fanno a credere, che a dover farsi filosofi basti loro sapere scrivere e leggere Greco senza più; non alteramente che se lo spirito di Aristotele, a guisa di folleto in un cristallo, stesse rinchiuso nell’alfabeto di Grecia” o Studiando gli antichi e le arti liberali, gli uomini si liberarono anche dell’autorità degli antichi e l’umanesimo cominciò a superare i suoi limiti retorici

  • VII. Le biblioteche. L’invenzione della stampa o Il modo di scrivere fissa una rottura  Coluccio Salutati, Poggio Vracciolini, Niccolò Niccoli, Ambrogio Traversari – sostituiscono alla grafia gotica la littera antiqua; il corsivo umanistico, chiaro, agevole a leggersi.  Scrittura che si rifaceva alla minuscola carolina  Chiamata “antica” dagli umanisti  Vasari: il nuovo nasce nel ricorso all’antico contro ciò che è vecchio e consunto  Piccolomini: malgrado sia una cosa piccola, fa vedere un bisogno di comunicazione più agevole e più larga  Le biblioteche si devono liberare, aprire  1431, messer Pala di Nofri Strozzi, dopo avere fatto venire testi greci fondamentale, li fa stendere. Lui voleva lasciarli aperti, ma il suo esilio mutò il suo desiderio o La biblioteca dei re d’Aragona, avviata da Alfonso V il Magnanimo  Chiara distinzione tra gli antichi e gli umanisti o Biblioteca milanese dei Visconti e degli Sforza o Biblioteca di San Marco a Firenze: la prima biblioteca pubblica europea o Niccolò V: fece raccogliere numerosi codici  La Biblioteca Vaticana assume un volto nuovo – strumento chiave nella diffusione dell’Umanesimo o Nel fine Quattrocento – guerre italiane  Mettere in circolazione libri diventa una vera e propria scuola o Sorgono anche i musei o Nel Cinquecento la cultura riesce ad uscire dagli Studi e dai conventi – si addensa intorno alle corti dei nuovi signori, nei palazzi comunali, nelle scolette di retorica, nelle dimore borghese  Per chi non conosceva il latino, si affiancavano i testi in volgare  In volgare si stesero opere come quella di Alberti e di Matteo Palmieri, di Ficino  La cultura umanistica comincia ad allargarsi o Aldo Manuzio  Dotto stampatore  Comincia la sua attività editoriale nel ‘

o La rivoluzione scientifica si venne svolgendo attraverso un distacco dal sapere medievale maturato nella lettura degli scientifici antichi, dei greci in particolare  Inoltre, l’umanesimo riuscì a incidere nell’Università.  Juan Luis Vives, Adversus pseudodialiecticos (1520) o Chiama la Sorbona: “Una vecchia in pieno delirio di senilità” o Chiede una scuola universitaria rinnovata  Insieme alla filologia trionfa la scienza o Ai principi del sec. XV, gli umanisti riavviarono il rinnovamento della cultura e dell’educazione, che a metà del Cinquecento era ormai celebrato in luoghi comuni retorici. o Guarino da Verona: riforma dello Studio generale 1442  Maestro illustre di greco  Si rivolse a testi scientifici e letterari  Si occupò di medici (Celso) e di geografi (Strabone) e di poeti e filosofi  Contributo alla città di Ferrara  Una impronta originale allo studio  Trasformazione dei metodi d’insegnamento  Fissò i canoni  Si ricollega alla trattatisca del primo umanesimo quattrocentesco di ispirazione civile  Traduce Plutarco  Filologo molto importante; convinto del valore della lingua e cultura greche.  Nei primi anni fu molto chiusa – si doveva pagare tanto -. Ma poi, si aprì ai figli delle grandi famiglie e anche a giovani modesti che diventerebbero maestri, funzionari pubblici o ecclesiastici.  Oggettivo: formazione umana prima dell’approfondimento di una disciplina singola o Scuola di Vittorino di ser Brutto dei Rambaldoni da Feltre, 1423  Anche impegnata nell’offrire un insegnamento in tutta libertà  Insegnamento dei classici sempre unito all’esercizio fisico o La fortuna di queste scuole ideate da umanisti riversò i suoi effetti nelle scuole universitarie  Il greco: indispensabile per l’accesso a fonti filosofico- scientifiche di prima importanza, oltre alla storia e le filologia- letteratura  L’ebraico: decisiva importanza nel campo degli studio biblici, delle discussioni teologiche e controversie religiose. o Il Quattrocento vede l’urto fra istituzioni scolastiche e scientifiche inadeguate; il Cinquecento e Seicento assistono all’espandersi europeo del Rinascimento e allo sforzo di adeguare gli istituti

o La scuola umanista europea fra i sec. XVI e XVIII cominciò certamente a costruirsi in Italia nel sec. XV. Fra la trattatistica etico-politica e l’azione pratica dei nuovi maestri.  Guarino: insegnare prima di tutto il mestiere di uomo o Questa “studia humanitatis” è collegata al concetto di cittadino che caratterizza i secoli fra Quattrocento e Seicento – idea di formazione di un zoon politikón; uomo di società. A ciò deve preparargli la scuola. o Alberti, prologo Della famiglia  Insiste sulla funzione delle famiglie; nuclei fondamentali della struttura statale  L’uomo deve formarsi nella sua integrità: per non rinunciare a nessuna delle sue possibilità  Alberti: l’educazione deve formare uomini capaci di essere tutto  Castiglione: deve preparare il cortigiano, l’uomo di mondo, di belle maniere, adatto a una struttura politica; direzione di un’eleganza e raffinatezza estetizzanti o I libri della famiglia (1433-1443), Alberti: vita comunale e fioriture delle ultime repubbliche italiane  Rimase inedito o Il libro del Cortigiano , Castiglione (1513-1518): l’uomo di corte e il principe; manuali di scienza politica e trattati di bei costumi  Ampia diffusione nel Cinquecento o 2 nuove figure nascono:  Pedante come degenerazione del letterato e del grammatico  Uomo costumato e piacevole  Crisi dell’educazione umanistica; degenerazione nella pedanteria o Michel de Montaigne: si trasforma il colloqui cogli autori antichi in un soffocante esercizio di memoria; rischio di proporre un ridicolo magister. o Se è bene esprimersi bene e conoscere gli autori e le lingue classici, bisogna anche ascoltare i vivi o C’è bisogno anche di conoscere nostra lingua e le lingue di nostri vicini o La pedanteria non può mettere in ombra però che la nuova educazione aveva trasformato le maniere e il comportamento

  • IX. Temi e problemi della riflessione politica: città reale e città ideale o Grande distanza tra Il Principe di Niccolò Machiavelli e Il Cortegiano di Baldassar Castiglione  Malgrado fossero scritti negli stessi anni e nella stessa cultura, loro sembrano di appartenere a pianeti diversi o Castiglione:  Corti rinascimentali elabora un suo nuovo ideale di nobiltà e ne fissa il modello