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04 PROCEDIMENTI DIFFERENZIATI E SPECIALI, Prove d'esame di Diritto Processuale Penale

power point Tonini

Tipologia: Prove d'esame

2013/2014

Caricato il 02/07/2014

dawton
dawton 🇮🇹

4.4

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PROCEDIMENTI

DIFFERENZIATI

CAPITOLO I: I PROCEDIMENTI SPECIALIConsiderazioni introduttive Si tratta di quei riti che si staccano dal procedimento presso il tribunale collegiale nel senso che hanno una struttura completa (dalle indagini preliminari alle impugnazioni), ma rispetto al modello base si caratterizzano per alcune particolarità;

  • essi si pongono come strutture parallele rispetto al procedimento presso il tribunale collegiale. Sono procedimenti "differenziati": **- quello presso il tribunale monocratico
  • quello presso il giudice di pace
  • quello presso il tribunale per i minorenni,**
  • (^) quello che accerta la responsabilità amministrativa dell'ente I procedimenti speciali Sono quei riti che si distaccano dal modello base perché si limitano ad omettere una delle fasi processuali, e cioè l'udienza preliminare o il dibattimento o entrambe. Sono "speciali":
  • (^) il giudizio abbreviato ed il patteggiamento (che omettono il dibattimento),
  • (^) il giudizio immediato ed il procedimento direttissimo (che omettono l'udienza preliminare),
  • (^) il procedimento per decreto (che omette entrambe le fasi).

Al termine del procedimento, svoltosi con le predette -qualora lo ritenga possibile, il giudice pronuncia sentenza utilizzando come base probatoria gli atti contenuti nel fascicolo delle indagini e quelli eventualmente assunti nell'udienza preliminare fino a quel momento

  • qualora il giudice ritenga di non poter decidere allo stato degli atti, assume su richiesta di parte o d'ufficio "gli elementi necessari ai fini della decisione"; quindi sollecita le parti a presentare le proprie conclusioni e decide. Il giudizio abbreviato su richiesta condizionata L'imputato, anziché limitarsi a chiedere semplicemente il giudizio abbreviato, può subordinare la richiesta ad un'integrazione probatoria necessaria ai fini della decisione. In tal caso il giudice, tenuto conto degli atti già acquisiti ed utilizzabili, dispone il giudizio abbreviato se l'integrazione probatoria richiesta dall'imputato risulta:  (^) necessaria ai fini della decisione  (^) Compatibile con la finalità del rito in questione Accoglimento della richiesta condizionata. Se il giudice accoglie la richiesta si fa luogo a giudizio abbreviato con assunzione di tutte quelle prove che sono state indicate dall'imputato; in tal caso il PM "può chiedere l'ammissione di prova contrari Rigetto della richiesta condizionata. Ove il giudice rigetti la richiesta condizionata di giudizio abbreviato , l'imputato può proporre una nuova richiesta entro il termine ordinario e cioè fino alle conclusioni in udienza preliminare. La rinnovazione della richiesta di giudizio abbreviato. Qualora il rito proceda nelle forme ordinarie, l'originaria richiesta condizionata, rigettata dal giudice dell'udienza preliminare, può comunque essere rinnovata prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado. Se la si ritiene fondata, instaura giudizio abbreviato nella fase introduttiva del dibattimento

Vicende del giudizio abbreviato a seguito di nuove contestazioni Sia nel giudizio abbreviato su richiesta condizionata, sia in quello su richiesta non condizionata, è possibile che, a seguito dell'integrazione probatoria, emerga la necessità di modificare l'imputazione. Ove il PM contesti un fatto "diverso", un reato connesso o una circostanza aggravante, l'imputato ha la possibilità di attivarsi e di chiedere che "il procedimento prosegua nelle forme ordinarie La richiesta di procedersi con il rito ordinario. Se l'imputato chiede che si prosegua con giudizio ordinario, il giudice revoca l'ordinanza con la quale ha disposto il giudizio abbreviato e fissa l'udienza preliminare o la prosecuzione della stessa. Una volta scelta la prosecuzione con il rito ordinario non è più possibile chiedere il giudizio abbreviato Il perseguimento nelle forme del rito abbreviato. Se l'imputato non si è attivato chiedendo lo svolgimento del rito ordinario, il procedimento prosegue nelle forme del giudizio abbreviato;

  • l'imputato può chiedere l'ammissione di ulteriori prove in relazione alla nuova contestazione (in questo caso non operano i limiti di ammissione stabiliti dall'art. 438.5 in merito alla richiesta condizionata: non occorrono i requisiti della necessità e compatibilità).
  • Inoltre, il PM ha diritto alla prova contraria in relazione alle prove ammesse su richiesta dell'imputato, salva la possibilità per il giudice di assumere d'ufficio le ulteriori prove che egli consideri necessarie ai fini della decisione, alla luce delle nuove risultanze. ruolo della parte civile Una volta che il giudice abbia accolto la richiesta di giudizio abbreviato, la parte civile può:  (^) non accettare il giudizio abbreviato; in questo caso, se il giudice pronuncia una sentenza di assoluzione, tale provvedimento non ha efficacia di giudicato e la parte civile può esercitare l'azione risarcitoria davanti al giudice civile  (^) accettare il giudizio abbreviato in modo espresso od implicito; in questo caso essa subisce la sospensione del processo civile (eventualmente promosso) fino alla sentenza penale irrevocabile e subisce altresì la conseguente efficacia del giudicato di assoluzione.

L'applicazione della pena su richiesta delle parti Il giudice con sentenza applica quella pena che è stata precisata da una concorde "richiesta delle parti (imputato e PM);

  • al giudice spetta di controllare la correttezza della qualificazione giuridica del fatto e la congruità della pena richiesta.
  • La decisione avviene "allo stato degli atti", e cioè sulla base del fascicolo delle indagini e dell'eventuale fascicolo del difensore (contenente la documentazione delle investigazioni difensive).
  • (^) La sentenza di regola non è appellabile, ma può essere sottoposta a ricorso per cassazione La semplificazione consiste nell'eliminare l'assunzione orale delle prove in dibattimento e nell'utilizzare i verbali degli atti di indagine ai fini della decisione. La differenza tra patteggiamento e giudizio abbreviato L'imputato, nel momento in cui chiede il giudizio abbreviato, non conosce l'entità della pena base che il giudice sceglierà e sulla quale sarà operata la riduzione di un terzo. Nel patteggiamento, invece, l'imputato sa in anticipo qual è la quantità di pena che sarà applicata se il giudice accoglierà l'accordo.

Oggi sono configurabili due distinti tipi di patteggiamento Il patteggiamento tradizionale Permette all'imputato ed al PM di accordarsi su di una sanzione sostitutiva o pecuniaria o su di una pena detentiva fino a due anni sola o congiunta a pena pecuniaria; non vi sono limiti oggettivi né soggettivi, di modo che il patteggiamento tradizionale si può applicare sia ai reati gravi, sia ai delinquenti abituali, professionali, per tendenza e recidivi reiterati; Vari sono i benefici per l'imputato che stipuli il patteggiamento tradizionale col PM: a parte (di regola l'imputato)  (^) può subordinare l'efficacia dell'accordo alla concessione della sospensione condizionale  (^) non comporta la condanna al pagamento delle spese del procedimento penale;  (^) il reato è estinto se l'imputato non commette un delitto o una contravvenzione della stessa indole entro il termine di 5 anni in caso di patteggiamento per delitto, o di due anni in caso di patteggiamento per contravvenzione. patteggiamento allargato L'imputato ed il PM possono accordarsi su di una sanzione da due anni ed un giorno fino a 5 anni di pena detentiva sola o congiunta a pena pecuniaria; quindi siamo in presenza di un patteggiamento allargato quando la pena detentiva, che è stata concordata, si colloca tra due anni ed un giorno e cinque anni Il patteggiamento allargato è escluso in certi casi:  (^) cause di esclusione oggettive, che riguardano i delitti consumati o tentati di associazione mafiosa, di sequestro di persona a scopo di estorsione  (^) delitti di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti  (^) cause di esclusione soggettive, che riguardano determinati tipi di imputati, e cioè coloro che siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali, per tendenza ed i recidivi reiterati.

Il giudice, quando accoglie la concorde richiesta dell'imputato e del PM, non può decidere sulla richiesta di risarcimento del danno derivante da reato; il danneggiato può proporre l'azione di danno in sede civile, senza che vi sia sospensione di tale processo. ;  Il giudizio immediato Il giudizio immediato ha la caratteristica di eliminare l'udienza preliminare: pertanto dalle indagini preliminari si passa direttamente all'udienza dibattimentale; quindi la semplificazione comporta il sacrificio del diritto al controllo giurisdizionale sulla necessità del rinvio a giudizio. L'imputato può presentare richiesta di giudizio immediato soltanto dopo che il PM ha formulato l'imputazione ed il giudice ha fissato l'udienza preliminare (pertanto il difensore dell'imputato ha già avuto la possibilità di prendere visione del fascicolo degli atti di indagine);

  • la richiesta di giudizio immediato va presentata nella cancelleria del giudice almeno 3 giorni prima della suddetta udienza e deve essere notificata al PM ed alla persona offesa.
  • Con la richiesta di giudizio immediato l'imputato perde la possibilità di ottenere il rito abbreviato o il patteggiamento.
  • Di fronte alla richiesta formulata dall'imputato, il giudice è obbligato a disporre il giudizio immediato. Il giudizio immediato chiesto dal pubblico ministero Ipotesi tradizionale di giudizio immediato (caratterizzata dalla brevità delle indagini e dall'evidenza della prova di reità): il PM può chiedere il giudizio immediato se concorrono i seguenti presupposti: a) che la prova appaia evidente; b) che la persona sottoposta alle indagini sia stata interrogata sui fatti dai quali emerge l'evidenza della prova o comunque sia stata invitata a presentarsi per rendere interrogatorio ai sensi del 375 comma 3 e abbia omesso di comparire c) che non siano decorsi più di 90 giorni dall'iscrizione della notizia di reato nel registro di cui

Nuova ipotesi di giudizio immediato (introdotta dal decreto legge sulla sicurezza pubblica n. 92/2008) caratterizzata dalla presenza di una situazione di custodia cautelare in atto (la situazione probatoria sottostante è costituita dalla esistenza di gravi indizi di reità dell'indagato, accertati in un provvedimento giurisdizionale, tali da giustificare l'applicazione della misura cautelare);

  • in questa ipotesi non è richiesto il requisito temporale della brevità delle indagini: il legislatore ha dato per scontato che possano esservi svolte indagini di una durata anche considerevole. Il PM deve chiedere al GIP il rito immediato se concorrono i seguenti requisiti  (^) che l'indagato sia "in stato di custodia cautelare";  (^) che non siano decorsi "180 giorni dall'esecuzione della misura Il GIP, dopo aver esaminato gli atti contenuti nel fascicolo:
  • se non ritiene sussistenti i requisiti di cui sopra, rigetta la richiesta e restituisce gli atti al PM ove ritenga esistenti i presupposti, dispone con decreto il rito immediato.
  • Il decreto "è comunicato al pubblico ministero e notificato all'imputato e alla persona offesa almeno trenta giorni prima della data fissata per il giudizio";
  • all'imputato è dato l'ulteriore avviso che egli può chiedere il giudizio abbreviato o il patteggiamento entro 15 giorni dall'ultima notificazione.

L'instaurazione del giudizio direttissimo. All'instaurazione del rito provvede il PM:

  • se l'accusato si trova in stato di arresto o di custodia cautelare, il PM fa condurre la persona in vinculis direttamente in udienza, ove gli contesta oralmente l'imputazione
  • se l'accusato è libero o sottoposto a misure cautelari custodiali, il PM fa notificare all'imputato una citazione a comparire, nella quale deve essere enunciato il fatto addebitato.
  • In tutti i casi di giudizio direttissimo è la pubblica accusa a formare il fascicolo per il dibattimento;
  • gli atti delle indagini sono depositati presso la segreteria del PM: il difensore può prenderne visione. Le forme del dibattimento. Il dibattimento si svolge nelle forme ordinarie, anche se vi sono alcune particolarità: per esempio le parti possono far citare oralmente la persona offesa e i testimoni, o presentarli direttamente in udienza. In ogni caso, il presidente avverte l'imputato della facoltà di chiedere il giudizio abbreviato o il patteggiamento, oppure, in alternativa, un termine (non superiore a 10 giorni) per preparare la difesa. Se l'imputato si avvale di tale facoltà, il giudice deve sospendere il dibattimento sino all'udienza successiva alla scadenza del termine

I l procedimento per decreto Il procedimento per decreto ha lo scopo di evitare sia l'udienza preliminare, sia il dibattimento. Il PM, se ritiene che possa irrogarsi una pena pecuniaria, sia pure in sostituzione di pena detentiva (e salvo che risulti la necessità di applicare una misura di sicurezza personale) può esercitare l'azione penale, chiedendo al GIP l'emissione di un decreto di condanna nei confronti dell'imputato. La richiesta deve essere motivata e va formulata entro 6 mesi dall'iscrizione del nome dell'indagato nel registro delle notizie di reato. Su di essa decide il GIP, senza sentire la difesa, pertanto la decisione si fonda unicamente sugli elementi di prova raccolti dall'accusa, che deve trasmettere al giudice il fascicolo delle indagini. Gli incentivi. Per "indurre" l'imputato ad accettare la condanna, il codice consente al PM di chiedere l'applicazione di una pena diminuita sino alla metà rispetto al minimo edittale; inoltre per accentuare il carattere premiale del rito, è previsto: a) che il decreto penale esecutivo non abbia efficacia di giudicato nel giudizio civile od amministrativo; b) che non possono essere applicate pene accessorie e può esser disposta solo la confisca obbligatoria

Le indagini preliminari Le funzioni di PM sono svolte dal procuratore della repubblica presso il tribunale nel cui circondario ha sede il giudice di pace. Il giudice di pace circondariale. Competente per gli atti da compiere nella fase delle indagini preliminari è il giudice di pace del luogo ove ha sede il tribunale del circondario in cui è compreso il giudice territorialmente competente. La polizia giudiziaria , una volta acquisita la notizia di reato, svolge direttamente le indagini di propria iniziativa, in modo autonomo. Le indagini compiute dalla polizia giudiziaria devono concludersi con una relazione al PM entro il termine di quattro mesi dall'acquisizione della notizia di reato. Una volta ricevuta la relazione, il PM deve provvedere all'iscrizione sul registro delle notizie di reato. Quindi decide se esercitare l'azione penale, chiedere l'archiviazione o procedere ad ulteriori indagini. Nelle ipotesi in cui è il PM ad aver acquisito direttamente la notizia di reato, egli, se non ritiene necessari atti di indagine, può immediatamente:

  • (^) esercitare l'azione penale o chiedere l'archiviazione;
  • (^) in caso contrario, non può procedere personalmente alle indagini, ma deve trasmettere la notizia di reato alla polizia giudiziaria;
  • (^) in ogni caso egli può impartire le sue direttive alla polizia.

Conclusioni indagini preliminari La relazione al PM Il termine posto per le indagini effettuate dalla polizia giudiziaria è di 4 mesi dalla acquisizione della notizia di reato; entro detto termine la polizia giudiziaria trasmette al PM una relazione che può avere differenti contenuti:  (^) se la notizia di reato risulta infondata, la polizia espone i motivi per i quali deve essere chiesta l'archiviazione.  (^) se la notizia di reato risulta fondata, la relazione è una comunicazione funzionale all'esercizio dell'azione penale: la polizia giudiziaria deve enunciare il fatto storico in forma chiara e precisa, con l'indicazione degli articoli di legge che si assumono violati. Ricevuta la relazione, il PM deve provvedere all'iscrizione nel registro delle notizie di reato Quindi il PM ha tre possibilità:

  1. Le ulteriori indagini: il PM dispone ulteriori indagini esse devono concludersi nel termine di quattro mesi dall'iscrizione della notizia di reato nell'apposito registro. Tuttavia è possibile una proroga del termine: nei casi di particolare complessità
  2. L'archiviazione: il PM chiede l'archiviazione al giudice di pace circondariale quando la notizia di reato è infondata, quando mancano i presupposti di diritto e nel caso di particolare tenuità del fatto.
  3. La citazione a giudizio: il PM decide di esercitare l'azione penale formulando l'imputazione e disponendo la citazione a giudizio dell'imputato

RUOLO GDP

decide de plano (senza formalità) sul ricorso della persona offesa:  (^) nel caso in cui ritenga il ricorso manifestamente infondato o inammissibile lo ritrasmette al pm  (^) nel caso di incompetenza per territorio, restituisce gli atti al ricorrente che può reiterare il ricorso di fronte al giudice di pace competente  (^) Ove non decida in alcuno dei modi menzionati, il giudice emette il decreto di convocazione (cioè convoca le parti in udienza con decreto); il giudice di pace quindi emette il decreto di convocazione quando non valuta inammissibile o manifestamente infondato il ricorso della persona offesa e, al tempo stesso, ritiene che il fatto addebitato rientri nella propria competenza. Da questo momento la persona citata in giudizio assume la qualità di imputat

Il giudizio L'udienza di comparizione è il momento di raccordo tra la chiusura delle indagini ed il giudizio. L'udienza consente alle parti di scegliere i riti di definizione alternativa del procedimento o, nel caso di reati procedibili a querela, di aderire all'attività di conciliazione svolta dal giudice di pace. Il tentativo di conciliazione. Aperta l'udienza di comparizione, il giudice deve promuovere la conciliazione tra le parti nel caso in cui il reato sia perseguibile a querela. Nel caso in cui sia raggiunta la conciliazione, viene redatto verbale in cui si attesta la remissione della querela e la relativa accettazione da parte dell'imputato. La rinuncia al ricorso produce gli stessi effetti della remissione della querela. Il dibattimento davanti al giudice di pace. Terminata senza esito la fase dedicata alle definizioni anticipate del procedimento, il giudice dichiara aperto il dibattimento. Le parti presentano le richieste di prova: è questo il momento per chiedere l'ammissione della prova contraria. Successivamente il giudice invita le parti ad indicare gli atti da inserire nel fascicolo per il Dibattimento. Ove non sia possibile procedere direttamente al dibattimento, il giudice di pace fissa un'altra udienza e autorizza le parti alla citazione dei testimoni e dei consulenti tecnici; il magistrato