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power point Tonini
Tipologia: Prove d'esame
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CAPITOLO I: I PROCEDIMENTI SPECIALI Considerazioni introduttive Si tratta di quei riti che si staccano dal procedimento presso il tribunale collegiale nel senso che hanno una struttura completa (dalle indagini preliminari alle impugnazioni), ma rispetto al modello base si caratterizzano per alcune particolarità;
Al termine del procedimento, svoltosi con le predette -qualora lo ritenga possibile, il giudice pronuncia sentenza utilizzando come base probatoria gli atti contenuti nel fascicolo delle indagini e quelli eventualmente assunti nell'udienza preliminare fino a quel momento
Vicende del giudizio abbreviato a seguito di nuove contestazioni Sia nel giudizio abbreviato su richiesta condizionata, sia in quello su richiesta non condizionata, è possibile che, a seguito dell'integrazione probatoria, emerga la necessità di modificare l'imputazione. Ove il PM contesti un fatto "diverso", un reato connesso o una circostanza aggravante, l'imputato ha la possibilità di attivarsi e di chiedere che "il procedimento prosegua nelle forme ordinarie La richiesta di procedersi con il rito ordinario. Se l'imputato chiede che si prosegua con giudizio ordinario, il giudice revoca l'ordinanza con la quale ha disposto il giudizio abbreviato e fissa l'udienza preliminare o la prosecuzione della stessa. Una volta scelta la prosecuzione con il rito ordinario non è più possibile chiedere il giudizio abbreviato Il perseguimento nelle forme del rito abbreviato. Se l'imputato non si è attivato chiedendo lo svolgimento del rito ordinario, il procedimento prosegue nelle forme del giudizio abbreviato;
L'applicazione della pena su richiesta delle parti Il giudice con sentenza applica quella pena che è stata precisata da una concorde "richiesta delle parti (imputato e PM);
Oggi sono configurabili due distinti tipi di patteggiamento Il patteggiamento tradizionale Permette all'imputato ed al PM di accordarsi su di una sanzione sostitutiva o pecuniaria o su di una pena detentiva fino a due anni sola o congiunta a pena pecuniaria; non vi sono limiti oggettivi né soggettivi, di modo che il patteggiamento tradizionale si può applicare sia ai reati gravi, sia ai delinquenti abituali, professionali, per tendenza e recidivi reiterati; Vari sono i benefici per l'imputato che stipuli il patteggiamento tradizionale col PM: a parte (di regola l'imputato) (^) può subordinare l'efficacia dell'accordo alla concessione della sospensione condizionale (^) non comporta la condanna al pagamento delle spese del procedimento penale; (^) il reato è estinto se l'imputato non commette un delitto o una contravvenzione della stessa indole entro il termine di 5 anni in caso di patteggiamento per delitto, o di due anni in caso di patteggiamento per contravvenzione. patteggiamento allargato L'imputato ed il PM possono accordarsi su di una sanzione da due anni ed un giorno fino a 5 anni di pena detentiva sola o congiunta a pena pecuniaria; quindi siamo in presenza di un patteggiamento allargato quando la pena detentiva, che è stata concordata, si colloca tra due anni ed un giorno e cinque anni Il patteggiamento allargato è escluso in certi casi: (^) cause di esclusione oggettive, che riguardano i delitti consumati o tentati di associazione mafiosa, di sequestro di persona a scopo di estorsione (^) delitti di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti (^) cause di esclusione soggettive, che riguardano determinati tipi di imputati, e cioè coloro che siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali, per tendenza ed i recidivi reiterati.
Il giudice, quando accoglie la concorde richiesta dell'imputato e del PM, non può decidere sulla richiesta di risarcimento del danno derivante da reato; il danneggiato può proporre l'azione di danno in sede civile, senza che vi sia sospensione di tale processo. ; Il giudizio immediato Il giudizio immediato ha la caratteristica di eliminare l'udienza preliminare: pertanto dalle indagini preliminari si passa direttamente all'udienza dibattimentale; quindi la semplificazione comporta il sacrificio del diritto al controllo giurisdizionale sulla necessità del rinvio a giudizio. L'imputato può presentare richiesta di giudizio immediato soltanto dopo che il PM ha formulato l'imputazione ed il giudice ha fissato l'udienza preliminare (pertanto il difensore dell'imputato ha già avuto la possibilità di prendere visione del fascicolo degli atti di indagine);
Nuova ipotesi di giudizio immediato (introdotta dal decreto legge sulla sicurezza pubblica n. 92/2008) caratterizzata dalla presenza di una situazione di custodia cautelare in atto (la situazione probatoria sottostante è costituita dalla esistenza di gravi indizi di reità dell'indagato, accertati in un provvedimento giurisdizionale, tali da giustificare l'applicazione della misura cautelare);
L'instaurazione del giudizio direttissimo. All'instaurazione del rito provvede il PM:
I l procedimento per decreto Il procedimento per decreto ha lo scopo di evitare sia l'udienza preliminare, sia il dibattimento. Il PM, se ritiene che possa irrogarsi una pena pecuniaria, sia pure in sostituzione di pena detentiva (e salvo che risulti la necessità di applicare una misura di sicurezza personale) può esercitare l'azione penale, chiedendo al GIP l'emissione di un decreto di condanna nei confronti dell'imputato. La richiesta deve essere motivata e va formulata entro 6 mesi dall'iscrizione del nome dell'indagato nel registro delle notizie di reato. Su di essa decide il GIP, senza sentire la difesa, pertanto la decisione si fonda unicamente sugli elementi di prova raccolti dall'accusa, che deve trasmettere al giudice il fascicolo delle indagini. Gli incentivi. Per "indurre" l'imputato ad accettare la condanna, il codice consente al PM di chiedere l'applicazione di una pena diminuita sino alla metà rispetto al minimo edittale; inoltre per accentuare il carattere premiale del rito, è previsto: a) che il decreto penale esecutivo non abbia efficacia di giudicato nel giudizio civile od amministrativo; b) che non possono essere applicate pene accessorie e può esser disposta solo la confisca obbligatoria
Le indagini preliminari Le funzioni di PM sono svolte dal procuratore della repubblica presso il tribunale nel cui circondario ha sede il giudice di pace. Il giudice di pace circondariale. Competente per gli atti da compiere nella fase delle indagini preliminari è il giudice di pace del luogo ove ha sede il tribunale del circondario in cui è compreso il giudice territorialmente competente. La polizia giudiziaria , una volta acquisita la notizia di reato, svolge direttamente le indagini di propria iniziativa, in modo autonomo. Le indagini compiute dalla polizia giudiziaria devono concludersi con una relazione al PM entro il termine di quattro mesi dall'acquisizione della notizia di reato. Una volta ricevuta la relazione, il PM deve provvedere all'iscrizione sul registro delle notizie di reato. Quindi decide se esercitare l'azione penale, chiedere l'archiviazione o procedere ad ulteriori indagini. Nelle ipotesi in cui è il PM ad aver acquisito direttamente la notizia di reato, egli, se non ritiene necessari atti di indagine, può immediatamente:
Conclusioni indagini preliminari La relazione al PM Il termine posto per le indagini effettuate dalla polizia giudiziaria è di 4 mesi dalla acquisizione della notizia di reato; entro detto termine la polizia giudiziaria trasmette al PM una relazione che può avere differenti contenuti: (^) se la notizia di reato risulta infondata, la polizia espone i motivi per i quali deve essere chiesta l'archiviazione. (^) se la notizia di reato risulta fondata, la relazione è una comunicazione funzionale all'esercizio dell'azione penale: la polizia giudiziaria deve enunciare il fatto storico in forma chiara e precisa, con l'indicazione degli articoli di legge che si assumono violati. Ricevuta la relazione, il PM deve provvedere all'iscrizione nel registro delle notizie di reato Quindi il PM ha tre possibilità:
decide de plano (senza formalità) sul ricorso della persona offesa: (^) nel caso in cui ritenga il ricorso manifestamente infondato o inammissibile lo ritrasmette al pm (^) nel caso di incompetenza per territorio, restituisce gli atti al ricorrente che può reiterare il ricorso di fronte al giudice di pace competente (^) Ove non decida in alcuno dei modi menzionati, il giudice emette il decreto di convocazione (cioè convoca le parti in udienza con decreto); il giudice di pace quindi emette il decreto di convocazione quando non valuta inammissibile o manifestamente infondato il ricorso della persona offesa e, al tempo stesso, ritiene che il fatto addebitato rientri nella propria competenza. Da questo momento la persona citata in giudizio assume la qualità di imputat
Il giudizio L'udienza di comparizione è il momento di raccordo tra la chiusura delle indagini ed il giudizio. L'udienza consente alle parti di scegliere i riti di definizione alternativa del procedimento o, nel caso di reati procedibili a querela, di aderire all'attività di conciliazione svolta dal giudice di pace. Il tentativo di conciliazione. Aperta l'udienza di comparizione, il giudice deve promuovere la conciliazione tra le parti nel caso in cui il reato sia perseguibile a querela. Nel caso in cui sia raggiunta la conciliazione, viene redatto verbale in cui si attesta la remissione della querela e la relativa accettazione da parte dell'imputato. La rinuncia al ricorso produce gli stessi effetti della remissione della querela. Il dibattimento davanti al giudice di pace. Terminata senza esito la fase dedicata alle definizioni anticipate del procedimento, il giudice dichiara aperto il dibattimento. Le parti presentano le richieste di prova: è questo il momento per chiedere l'ammissione della prova contraria. Successivamente il giudice invita le parti ad indicare gli atti da inserire nel fascicolo per il Dibattimento. Ove non sia possibile procedere direttamente al dibattimento, il giudice di pace fissa un'altra udienza e autorizza le parti alla citazione dei testimoni e dei consulenti tecnici; il magistrato