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8) SIEYES, Appunti di Storia

appunti riguardo il pensiero politico di sieyes

Tipologia: Appunti

2013/2014

Caricato il 29/09/2014

luperco
luperco 🇮🇹

4.4

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CHE COSA E’ IL TERZO STATO? – SIEYÈS:
La monarchia francese, oltre ad essere illegittima secondo il Contrat di Rousseau, poiché il Sovrano era il Re
e non il Corpo popolare (invadendo la sfera della Volontà generale), possedeva anche una forma
gerarchizzata della sfera sociale, suddivisa in tre Ordini (Clero, Nobiltà, Terzo stato). I privilegi sociali e fiscali
di cui godevano clero e nobiltà erano fondati su assurdi pregiudizi, e violavano il principio di libertà ed
uguaglianza degli uomini. La via, per gli uomini borghesi del Terzo stato, era sbarrata da ogni parte, a causa
dell’oppressione di Nobiltà e Clero. Intorno al 1789 in tutta la Francia vi è guerra aperta tra privilegiati e
borghesi, per stabilire chi la vincerà alle prossime elezioni dei deputati degli Stati Generali:
incapace di ristabilire l'ordine, Luigi XVI annunciò la convocazione degli Stati Generali per il 5 maggio 1789
(prima volta dal 1614). I privilegiati attendevano la garanzia e il mantenimento dei loro privilegi, mentre i
borghesi speravano che gi Stati avrebbero annientato quelle distinzioni che non avevano più ragione
d’esistere; speravano addirittura in una Costituzione all’inglese, tratta dalla ragione nazionale.
Nei primi giorni del 1789, compaiono migliaia di opuscoli, ma uno in particolare getta nell’ombra tutti gli altri
per la sensazione che produce. Si tratta del primo vero, squillante manifesto delle rivendicazioni del Terzo
stato, in cui vengono poste queste domande: “Cos’è il terzo stato? Tutto. Cosa è stato, fino ad ora,
nell’organizzazione politica? Niente. Cosa chiede? Di diventare qualcosa”. Delle prime quattro edizioni che si
succedettero, le prime tre erano anonime, mentre la quarta era firmata Sieyès.
Sieyès era un abate e politico nato a Fréjus nel 1748: egli aveva intrapreso la carriera ecclesiastica come un
mezzo vantaggioso per far carriera malgrado la sua condizione plebea. Sieyès fu nominato commissario
della diocesi alla Camera suprema del Clero di Francia, nel 1786, e venne eletto nel 1787 tra i
rappresentanti del clero all’Assemblea provinciale della regione di Orléans. È qua che il suo pensiero politico
assunse un carattere di ostilità contro i privilegiati.
“Che cosa è il Terzo Stato?” – a quanto si è letto sopra, le risposte sono Tutto, Niente, Qualcosa:
- Tutto: Il terzo stato è una nazione completa. Esso compie da solo tutte le attività private che sostengono la
società (agricoltura, industria, commercio, professioni scientifiche). Quanto alle funzioni pubbliche
(amministrazione, Chiesa ecc) il Terzo stato ne costituisce la maggior parte, ma è escluso dai posti ben
remunerati ed onorifici, riservati ai privilegiati senza merito. L’Ordine privilegiato (nobiltà) è estraneo alla
Nazione. È un carico che grava su di essa, un impero in un impero. Il suo scopo è difendere l’Interesse
particolare e non quello generale. La conclusione di Sieyès è: “Il Terzo comprende tutto ciò che appartiene
alla nazione, e ciò che non fa parte del Terzo non può considerarsi come appartenente alla Nazione. Cos’è il
Terzo? Tutto”.
- Niente: Fino ad ora, il Terzo non è stato niente perché in Francia non si è niente quando si è protetti
soltanto dalla legge comune. I cittadini del Terzo sono sottomessi alla legge comune: la massa dei non
privilegiati. Se il Terzo è niente, è perché l’Aristocrazia è tutto. Grave errore considerare la Francia una
monarchia: per Sieyès è un regime aristocratico.
- Qualcosa: il Popolo del Terzo stato vuole essere rappresentato da deputati tratti da esso, vuole che il
numero di questi deputati sia pari a quello dei deputati del clero e della nobiltà insieme, e che si voti per
testa, e non per Ordine. Secondo i calcoli di Sieyès, inoltre, Clero e Nobiltà contavano meno di 200 mila
persone, a fronte dei 26 milioni del Terzo stato. Il “numero” annulla la “qualità”, la democrazia annulla
l’aristocrazia.
Il 17 giugno 1789, sotto l’impulso di Sieyès, il Terzo, con un vero colpo di Stato contro l’ordine stabilito, si
proclamò effettivamente Assemblea nazionale. Ben presto diventava Assemblea Costituente, ben presto si
enunciava il Diritto pubblico francese (il principio della sovranità risiede essenzialmente nella nazione). Così
la nazione rimpiazzava giuridicamente il re, in attesa di essere rimpiazzata a sua volta, nel 1793, dal popolo.
La Rivoluzione era compiuta; la monarchia assoluta aveva finito di vivere.

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CHE COSA E’ IL TERZO STATO? – SIEYÈS:

La monarchia francese, oltre ad essere illegittima secondo il Contrat di Rousseau, poiché il Sovrano era il Re e non il Corpo popolare (invadendo la sfera della Volontà generale), possedeva anche una forma gerarchizzata della sfera sociale, suddivisa in tre Ordini (Clero, Nobiltà, Terzo stato). I privilegi sociali e fiscali di cui godevano clero e nobiltà erano fondati su assurdi pregiudizi, e violavano il principio di libertà ed uguaglianza degli uomini. La via, per gli uomini borghesi del Terzo stato, era sbarrata da ogni parte, a causa dell’oppressione di Nobiltà e Clero. Intorno al 1789 in tutta la Francia vi è guerra aperta tra privilegiati e borghesi, per stabilire chi la vincerà alle prossime elezioni dei deputati degli Stati Generali: incapace di ristabilire l'ordine, Luigi XVI annunciò la convocazione degli Stati Generali per il 5 maggio 1789 (prima volta dal 1614). I privilegiati attendevano la garanzia e il mantenimento dei loro privilegi, mentre i borghesi speravano che gi Stati avrebbero annientato quelle distinzioni che non avevano più ragione d’esistere; speravano addirittura in una Costituzione all’inglese, tratta dalla ragione nazionale.

Nei primi giorni del 1789, compaiono migliaia di opuscoli, ma uno in particolare getta nell’ombra tutti gli altri per la sensazione che produce. Si tratta del primo vero, squillante manifesto delle rivendicazioni del Terzo stato, in cui vengono poste queste domande: “Cos’è il terzo stato? Tutto. Cosa è stato, fino ad ora, nell’organizzazione politica? Niente. Cosa chiede? Di diventare qualcosa”. Delle prime quattro edizioni che si succedettero, le prime tre erano anonime, mentre la quarta era firmata Sieyès. Sieyès era un abate e politico nato a Fréjus nel 1748: egli aveva intrapreso la carriera ecclesiastica come un mezzo vantaggioso per far carriera malgrado la sua condizione plebea. Sieyès fu nominato commissario della diocesi alla Camera suprema del Clero di Francia, nel 1786, e venne eletto nel 1787 tra i rappresentanti del clero all’Assemblea provinciale della regione di Orléans. È qua che il suo pensiero politico assunse un carattere di ostilità contro i privilegiati.

“Che cosa è il Terzo Stato?” – a quanto si è letto sopra, le risposte sono Tutto, Niente, Qualcosa:

  • Tutto: Il terzo stato è una nazione completa. Esso compie da solo tutte le attività private che sostengono la società (agricoltura, industria, commercio, professioni scientifiche). Quanto alle funzioni pubbliche (amministrazione, Chiesa ecc) il Terzo stato ne costituisce la maggior parte, ma è escluso dai posti ben remunerati ed onorifici, riservati ai privilegiati senza merito. L’Ordine privilegiato (nobiltà) è estraneo alla Nazione. È un carico che grava su di essa, un impero in un impero. Il suo scopo è difendere l’Interesse particolare e non quello generale. La conclusione di Sieyès è: “Il Terzo comprende tutto ciò che appartiene alla nazione, e ciò che non fa parte del Terzo non può considerarsi come appartenente alla Nazione. Cos’è il Terzo? Tutto”.
  • Niente: Fino ad ora, il Terzo non è stato niente perché in Francia non si è niente quando si è protetti soltanto dalla legge comune. I cittadini del Terzo sono sottomessi alla legge comune: la massa dei non privilegiati. Se il Terzo è niente, è perché l’Aristocrazia è tutto. Grave errore considerare la Francia una monarchia: per Sieyès è un regime aristocratico.
  • Qualcosa: il Popolo del Terzo stato vuole essere rappresentato da deputati tratti da esso, vuole che il numero di questi deputati sia pari a quello dei deputati del clero e della nobiltà insieme, e che si voti per testa, e non per Ordine. Secondo i calcoli di Sieyès, inoltre, Clero e Nobiltà contavano meno di 200 mila persone, a fronte dei 26 milioni del Terzo stato. Il “numero” annulla la “qualità”, la democrazia annulla l’aristocrazia.

Il 17 giugno 1789, sotto l’impulso di Sieyès, il Terzo, con un vero colpo di Stato contro l’ordine stabilito, si proclamò effettivamente Assemblea nazionale. Ben presto diventava Assemblea Costituente, ben presto si enunciava il Diritto pubblico francese (il principio della sovranità risiede essenzialmente nella nazione). Così la nazione rimpiazzava giuridicamente il re, in attesa di essere rimpiazzata a sua volta, nel 1793, dal popolo. La Rivoluzione era compiuta; la monarchia assoluta aveva finito di vivere.