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Riassunto Sieyès "LE GRANDI OPERE DEL PENSIERO POLITICO - CHEVALLIER"
Tipologia: Appunti
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Sieyès
Nel 1780 c’era tutta una categoria di francesi che era molto in collera contro la forma gerarchizzata (distinzione in tre “Ordini”) della monarchia francese. Erano proprio i membri del c.d. “Terzo Stato” che non accettavano più la loro posizione subalterna: in fondo tutti gli uomini non nascono liberi ed uguali? E tali dovrebbero rimanere. I privilegi sociali e fiscali di clero e nobiltà erano quindi fondati su pregiudizi assurdi. Tra la fine del 1788 e l'inizio del 1789 in tutta la Francia era guerra aperta tra privilegiati e borghesi per stabilire chi avrebbe avuto la meglio ai prossimi Stati Generali, promessi dal governo intimidito dalla Fronda. I privilegiati attendevano la consacrazione delle loro prerogative mentre il Terzo Stato chiedeva la cancellazione di queste distinzioni e sperava in una Costituzione all'inglese. Ma per fare ciò, occorreva prima che la composizione e l'organizzazione degli Stati Generali lo permettessero: il numero dei deputati del Terzo Stato avrebbe dovuto essere uguale a quello degli altri due ordini riuniti ed il voto non avrebbe dovuto avvenire per Ordini ma per teste. Partì così una guerra di penne: una marea di opuscoli e libelli inondò la Francia. Uno di questi opuscoli si intitolava “Che cosa è il Terzo Stato?” ed era a firma di Sieyes. Le prime righe già colpiscono e riassumono un po' l'opera. “Abbiamo tre domande da porci: 1° Cos'è il terzo stato? Tutto. 2° Cosa è stato fino ad ora, nell'organizzazione politica? Niente. 3° Cosa chiede? Di diventare qualcosa”. Secondo Sieyes il Terzo Stato è di per sé una nazione completa, perché compie da solo tutte le attività private che sostengono la società e la stragrande maggioranza delle funzioni pubbliche. La nobiltà, da questo punto di vista, è estranea alla nazione ed è soltanto un carico che grava su di essa. Quindi il terzo Stato è tutto, ma fino ad allora non era stato niente perché era composto dalla massa dei non privilegiati, i sottomessi alla legge comune. Il popolo vuole ora cominciare ad essere qualcosa ed avanza tre richieste:
essere rappresentato da deputati tratti veramente dal suo seno;
un numero di deputati pari a quello di clero più nobiltà;
che si voti per testa e non per ordine.
L'ordine privilegiato è estraneo alla nazione: un corpo estraneo per la sua poltroneria, estraneo per i suoi privilegi, estraneo per i suoi diritti politici. Conclusione: il Terzo comprende tutto ciò che appartiene alla Nazione; e ciò che non fa parte del Terzo non può considerarsi come appartenente alla nazione”. Richieste minime, dice Sieyes, ma ugualmente contestate. Sieyes analizza ciò che il governo ha tentato vanamente di fare fino a quel momento (i notabili, le assemblee provinciali, ipocrite misure fiscali), ciò che si sarebbe dovuto fare (nominare dei rappresentati straordinari per la risoluzione del reclamo) e quello che resta da fare. A tale proposito propone due mezzi:
un po’ brusco: il terzo Stato si riunisce a parte, visto che i suoi rappresentanti sono da considerarsi qualificati a deliberare in nome dell’intera nazione;
il terzo Stato si appella al Tribunale della Nazione (rappresentante straordinario).
Insomma: Sieyes aveva battezzato la tappa preliminare della rivoluzione francese.