Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


TOP

La sciabola di Sieyes, Appunti di Storia Delle Istituzioni Politiche

Riassunto del libro "la sciabola di Sieyes"

Tipologia: Appunti

2020/2021

In vendita dal 19/04/2022

Fraaaaaxxx
Fraaaaaxxx 🇮🇹

4.5

(36)

13 documenti

1 / 14

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Sciabola di Syeies
Un nuovo governo per la grande nazione
BEL LABIRINTO DELLE COSPIRAZIONI
La vigilia del colpo di stato di Brumaio è una delle pagine più confuse della convulsa vicenda
rivoluzionaria. Il generale Bonaparte, avrebbe raccontato poi di un susseguirsi di incontri, messaggi
in cui furono raccolti tutti i principali raggruppamenti politici attivi in quel momento: i democratici
neogiacobini, i monarchici, gli emisarri del parti royaliste.
La storia della vigilia di Brumaio si trasforma cosi nella storia dei diversi colpi di stato progettati o
semplicemnte immagina nei giorni confusi dell autunno 1799, nella ricostruzione di quella fitta
trama di progetti politici, disegni di potere e aspirazioni individuali che forma lo sfondo da cui
partira la fine della repubblica direttoriale e della genesi del consolato.
Ci sono però diverse prospettive individuali: quella di Barras, il re del direttorio, politico di lungo
corso spregiudicato e corroto, o quella di Sieyes, L’oracolo della costituzione che da membro del
direttorio ritiene giunto il momento di sperimantare sul campo i principi della sua esoterica
scienza politica ed è alla ricerca di una sciabola che gli consenta di realizzare con la forza i suoi
progetti di riforma costituzioale.
Perché in quei giorni Bonaparte non è l’unico ne il principale candidato al ruolo di braccio armato
della cospirazione, a metterlo in gioco realmente sarà una serie fortunosa di coincidenze tra le
quelai spicca l’immatura morte sul campo di battaglia del generale Joubert.
LA GRANDE ALLEANZA
La situazione comincia ad apparire più definita solo nell’imminenza dell’azione. E’ la secondfa
metà del mese di Vendemmiaio anno VIII (1799) che dal labirinto della cospirazione emerge con
assoluta nettezza la ferma volontà di Sieyes di imporre con forza un mutamento di governo che
spazzi via la costituzione dell annpo II, L’intesa col Bonaparte si perfeziona nei primi giorni di
Brumaio grAZIE all’attiva mediazione di: Roederer e Talleyrand.
Il 10 Brumaio Sieyes e Bonaparte si incontrano per la prima volta in privato in casa del fratello del
generale, Lucien, Bonaparte si dimostra sciettico fino all’ultimo, a trattenerlo sono motivi di
carattere personale e di ordine politico (paura di puntare su un cavallo perdente) ma anche il
timore di disperdere l’enorme capitale di confiance popolare accomulato nel corso della sua
fortunata carriera militare.
Non stupisce perciò che nel momento in cui decide di entrare direttamente in gioco, Bonaparte
trovì il progetto di colpo di stato già sostanzalmente definito nelle sue fondamentali linee di
articolazione secondo la testimonianza di Lucien, queste erano state discusse e messe a punto
all’inizio di Brumaio in una riunione riservata tenuta da Sieyes e alla quale avevano partecipato
tutti i suoi amici più influenti.
L’intesa raggiunta in quella sede prevedeva che sotto la minaccia si un presunto complotto
anarchico il consiflio degli anziani deliberasse il trasferimento fuori parigi dell’intero corpo
legislatico, ciò avrebbe creato una cesura nello svolgimento dell’attività assembleare e reso più
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe

Anteprima parziale del testo

Scarica La sciabola di Sieyes e più Appunti in PDF di Storia Delle Istituzioni Politiche solo su Docsity!

Sciabola di Syeies

Un nuovo governo per la grande nazione

BEL LABIRINTO DELLE COSPIRAZIONI

La vigilia del colpo di stato di Brumaio è una delle pagine più confuse della convulsa vicenda rivoluzionaria. Il generale Bonaparte, avrebbe raccontato poi di un susseguirsi di incontri, messaggi in cui furono raccolti tutti i principali raggruppamenti politici attivi in quel momento: i democratici neogiacobini, i monarchici, gli emisarri del parti royaliste. La storia della vigilia di Brumaio si trasforma cosi nella storia dei diversi colpi di stato progettati o semplicemnte immagina nei giorni confusi dell autunno 1799, nella ricostruzione di quella fitta trama di progetti politici, disegni di potere e aspirazioni individuali che forma lo sfondo da cui partira la fine della repubblica direttoriale e della genesi del consolato. Ci sono però diverse prospettive individuali: quella di Barras, il re del direttorio, politico di lungo corso spregiudicato e corroto, o quella di Sieyes, L’oracolo della costituzione che da membro del direttorio ritiene giunto il momento di sperimantare sul campo i principi della sua esoterica scienza politica ed è alla ricerca di una sciabola che gli consenta di realizzare con la forza i suoi progetti di riforma costituzioale. Perché in quei giorni Bonaparte non è l’unico ne il principale candidato al ruolo di braccio armato della cospirazione, a metterlo in gioco realmente sarà una serie fortunosa di coincidenze tra le quelai spicca l’immatura morte sul campo di battaglia del generale Joubert. LA GRANDE ALLEANZA La situazione comincia ad apparire più definita solo nell’imminenza dell’azione. E’ la secondfa metà del mese di Vendemmiaio anno VIII (1799) che dal labirinto della cospirazione emerge con assoluta nettezza la ferma volontà di Sieyes di imporre con forza un mutamento di governo che spazzi via la costituzione dell annpo II, L’intesa col Bonaparte si perfeziona nei primi giorni di Brumaio grAZIE all’attiva mediazione di: Roederer e Talleyrand. Il 10 Brumaio Sieyes e Bonaparte si incontrano per la prima volta in privato in casa del fratello del generale, Lucien, Bonaparte si dimostra sciettico fino all’ultimo, a trattenerlo sono motivi di carattere personale e di ordine politico (paura di puntare su un cavallo perdente) ma anche il timore di disperdere l’enorme capitale di confiance popolare accomulato nel corso della sua fortunata carriera militare. Non stupisce perciò che nel momento in cui decide di entrare direttamente in gioco, Bonaparte trovì il progetto di colpo di stato già sostanzalmente definito nelle sue fondamentali linee di articolazione secondo la testimonianza di Lucien, queste erano state discusse e messe a punto all’inizio di Brumaio in una riunione riservata tenuta da Sieyes e alla quale avevano partecipato tutti i suoi amici più influenti. L’intesa raggiunta in quella sede prevedeva che sotto la minaccia si un presunto complotto anarchico il consiflio degli anziani deliberasse il trasferimento fuori parigi dell’intero corpo legislatico, ciò avrebbe creato una cesura nello svolgimento dell’attività assembleare e reso più

agevole imporre misure eccezionali tese ad aprire la strada a un nuovo ordinamento costituzionale. Per garantire un ordinato trasferimento di poteri gli anziani avrebbero comunque nominato un comandate straordinario della dorxa pubblica, al quale sarebbe stato attribuiro il compito di neutralizzare gli eventuali focolai di resistenza esistenti dentro e fuori le istituzioni. Proprio questo era il ruolo che Sieyes era intenzionato ad attribuire al più civile dei militari, Bonaparte, il senzo complessivo dell’operazione progettata wa dunque quello che troviamo efficacemente sintetizzato in una pagina dei Memoires di Lucien Bonaparte: Sieyes propose al consiglio degli anziani incaricasse Bonaparte del comando di tutte le forze militari di parigi, aggiungendo qualcosa alla lettera della costituzione, non parlavano di potere straordinario. Un punto del piano era poco chiaro: che cosa sarebbe accaduto una volta effettuato il trasferimento del corpo legislatico, di quali strumento ci si sarebbe serviti per guidare il regime direttoriale cerso la progettata cesura costituzionale? Il nodo venne al pettine gia nel primo faccia a faccia fra i due: bonaparte propose che l’attività di revisione costituzionale fosse svolta attraverso una proceduta in due fasi: occorreva un governo provvisorio che prenda il potere il giorno del trasferimento e una commissione legislativa che prepari una costituzione regionevole. Sieyes era restio a dare spazio al corpo legislativo nel processo di transizione costituzionale da lui progettato. Temeva infatti le dirive che avrebbero potuto innescarsi in assemblee intrise di reotrica repubblicana e la dinamica del muro contro muro. Le divergenze su questo punto non erano il più profondo motivo di dissenso tra Sieyes e Bonaparte, quest ultimo non intendeva affatto accontentarsi del ruolo di mero braccio armato, al contrario voleva vedersi riconosciuto un ruolo politico di primo piano. Il 15 brumaio l’intesa tra i congiurati fu raggiunta con la quasi integrale accettazione delle consizioni poste da Bonaparte, Sieyes mutò la convinzione che l’inserimento di quest ultimo nel governo provvisorio avrebbe aumentato notevolmente le possibilita di arrisciare un cambiamento di programma, per ridurre al massimo l’alea sel passaggio assembleare egli propose di enestetizzare i lavori dei consigli, impedento l’accesso in aula agli esponeni della sinistra giacobina. Bonaparte rifiutò la proposta, il governo che nasce come antitesi alla parologica debolezza direttoriale non poteva mostrarsi timoroso di una risicata pattuglia di deputati. PRIMO ATTO: UNA SCIABOLA PER LA REPUBBLICA All’alba sono stase recapitare le convocazioni per una riunione straordinaria del consoglio degli anziani, ma non tutti i membri sono al corrente dell’iniziativa, la maggior parte dei neogiacobini è rimasta a casa; sebbene rapresenti il punto fondamentale nel meccanismo ideato dai cospiratori la sede degli anziani non è l’unico posto in cui in quel momento si giocano i destini dell’operazione, a casa sua Bonaparte inizia a ricevere ufficiali che hanno risposto alla sua convocazione, per annunciare il trasferimento delle asemblee. Deve fare i conti con le resistenze di alcuni uomini importanti dell’esercito, supera quelle del generale Lefebvre, il cuale mette in atto un ottimo mix di retoria rivoluzionariua, ma deve arrenderisi di fronto alla fermezza di Bernadotte.

LE reazioni dei congiurati sono diverse: Sieyes ha dato ordine di nascondere la sua carrozza in un angolo del parco senza staccare i cavalli, Talleyrand ha preferito tenersi alla larga del castello, scegliendosi un punto di osservazione laterale in una casa dei dintorni. L’unico a ostentare tranqullità è Bonaparte. SUSSURRI E GRIDA Le sedute iniziano dopo mezzogiorno, la giornata inizia male, al consiglio dei 500 tutti i tentativi di anestetizzare il dibatito si incontrano con la rabbia dei giacobini, la situazione diventa presto ingovernabile; Bonaparte ritiene che la situazione non sia più sopportabile decide pertanto di forzare la mano, prendendosi la responsabilità di vilare la disposizone che gli vieterebbe la responsabilità di violare la disposizione che gli vieterebbe di entrare in AULA se non convocato. Tutti i testimoni concoradno che l’intervento di Bonapartew davanti agli anziani sia stato un atto di autolesionismo. LA LEGGENDA DEI PUGNALI Segnato dalla pessima esperienza del 19 brumaio, ha deciso di andare nel covo di giacobini che è il consiglio dei 500, qui gli animi sono accesi, a un certo punto al centro dell aula si materializza Bonaparte; il generale racconterà di essere stato aggredito da diversi deputati armati di pugnali, quyalsiasi sia stata l intensità della minaccia fisica è comunque un uomo estremamante provato quello che sguscia fuori dalla sala. TERZO ATTO: IL CONSIGLIO NOTTURNO Neutralizzata la resistenza giacobina con la dissoluzione del consiglio dei 500, resta da realizzare quella transizione legale a un governo costituente che rappresentava l’obbiettivo primario del coup; verso le 19 di sera va in scena un importante appendice della journeè assembleare. Gli anziani dopo essere stati in seduta tutto il giorno alle sette di sera partoriscono un decreto che traccia una possibile cia per la salvaguardia della libertà e la difesa della reppubblica, le misure proposte sono semplici e lineari: si parla di una commissione esecutiva provvisoria, composta da tre membri, destinata a sostituire il dissolto direttorio e di una commissione intermediaria scelta nell’ambito del consiglio degli anziani. Il progetto di devreto è immediatamente messo ai voti e approvato, nonostante le vivaci proteste della minoranza giacobina, per definire con maggiore precisione le misute decretate, il consiglio decide però di sospendere nuovamente i lavori sino alle nove di sera. COINVOLGIMENTO E DISTACCO Nei resoconti dei suo segretario Bonaparte sembra poco euforico, più che il peso delle responsabilità future è quello delle aspettative insoddisfatte a rendere meno dolce al vincitore il sapore del successo appena ottenuto; non stupisce che le iniziative assunto sul fiunale del coup da Bonaparte appaio tutte dirette a evitare che l’opinione pubblica interpreti in questo senso svalutativo la sequenza degli eventi. Gli sforiz assunsero almeno in parte lo scopo: già la sera del 19 la notizia dell aggressione suscita indignazione nei parigini che afollano i teatri e iu caffè della cità, si applaudo allo scampato

pericolo, la morale che i protagonisti del coup traggono da ciò è quella di una totale convergenza dei sentimenti nazionali, ma più che di profonda desione al nuovo assetto dei poteri l’eccezionale compostezza con cui i parigini accolgono le notizie di saint-cloud sembra essere espressione di una sostanziale indifferenza a quella che si considera solo una nuova messa in scena.

Il posto del re: il problema della decisione politica nella francia del direttorio

IL RACCONTO DI BRUMAIO

La cocnlusione del passaggio trovò una definitica senzione formale nel 22 brumaio con l affissione di una proclamation des consuls, era la prima volta che i tre componenti della commissione consolare prendevano la parola, con questo atto iniziava la francia del consolato. Il coup di brumaio sembrava trovare nel dominio di parola un decisivo terreno di articolazione del suo attacco ai fondamenti dell’ordine costituito, ora è la varietà di spiegazioni ufficiali che i suoi ideatori offrono alla francia. Eppure in tanta confusione c’è una certa tonalita comune, si tratta di quella che Aulard defini “relativa modestia dei nuovi salvatori della Repubblica”, ci sono le ragionevoli certezze di uomini abili che sono approdati al potere non per cambiare la società ma per risolvere alcuni seri problemi che affliggono la sua articolazione politica e istituzionale. LA REPUBBLICA MORIBONDA: LEGGENDA E REALTà Il racconto di brumaio che prende corpo nelle concitate ore del colpo di stato sarebbe divenuto negli anni seguenti il verbo ufficiale dell ideologia napoleonica sulla spinosa questione delle origini del nuovo regime. Ancora negli ultimi momenti della sua avventura politica, esiliato nell’atlanico, Napoleone avrebbe ribadito la sua versione degli eventi, afermando al mondo intero che il coup de force di brumaio rappresentava l’unica possibilità di salvezza per un paese sull’orlo di una definitica dissoluzione. UOMINI EX C’è almeno un tema della leggenda nera del Direttorio che è accettato senza resistenza anche dagli interpreti più impegnati nella riabilitazione storiografica dell’autunno della rivoluzione: l’accentuata e prolungata crisi di autorità che affliggeva il governo republicano. Il regime drettoriale è passato alla storia come il prototipo di un sistema politico perennemente scosso da contrasti profondi e fondato piu sulla spregiudicatezza e sulla capacità di resistenza di un inamovibile classe politica, che sull’esistenza di un consenso adeguatamwnte diffuso nella società civile e nella sua rappresentanza politica. Ciò che colposce è in primo luogo l’assenza di qualsiasi forma di omogeneità politica tra coloro che per 4 anni nel bene o nl male guidarono le sorti della francia in difficilissima contingenza storica. UNA TARA COSTITUZIONALE? Per quanto profonda sia stata l’incidenza del fattorie personale nella progressiva degenarazione del sistema alla base dell incipiente declino della Repubbliva direttoriale non ci sono però soltanto le conclamate cerenze di una classe dirigente divisa e politicamente minoritaria, al contrario per

quanto legislatrice o sovrana sia affidata a un organo monocratico in grado di esprimere al massimo livello quella concentrazione della forza pubblica. METONIMIE COSTITUZIONALI I termidoriano volevano restaurare la monarchia? Sembrerebbe difficile sostenerlo, ma è vero che le vicende dol gouvernement revolutionaire avevano restituito vigore a una certa interpretazione del monarca come organo di garanzia del dispotismo assembleare; ma i diversi equilibri politici che si sono diffusi dalla morte di Luigi XVI resero del tutto improponibile un esplicito recupero del modello della monarchia costituzionale. Perciò quello che percorre i dibattiti dell anno III può essere definito come una sorta di approccio metonimico al tema della regalità: il posto del re, mai tematizzato apertamente se non per prenderne le distanze, rappresenta sempre lo sfondo inespresso di quel discorso sul ruolo dell esecutivo che costituisce il vero nucleo propulsivo del lavoro di elaborazione costituzionale in corso. Il tema del rafforzamento dell esecutivo rappresenta nei dibattiti dell anno III un vero e proprio leitmotiv che trascende persono le contrapposizioni politiche, diverso sono i livelli sui quali questa linea di riflessione viene concretamente sviluppandosi, a partire da quel serrato confronto sull articolazione stessa della commissione degli undici. Qua troviamo da più parti esposte le ragioni che renderebbero preferibile il ricorso a un “magistrato esecutivo unico, elettivo e temporaneo” rispetto all’ipotesi collegiale che alla fine prevarrà. La figura principale è Roederer, la sua riflessione dimostra come il dibattito costituzionale dell anno III appare peraltro caratterizzato dalla tendenza a trasferire al risorto potere esecutico, comunque articolato, quelle funzioni di sorveglianza sull’attuazione dell’intelaiatura normativa che la cultura costituzionale dell anno I aveva considerato come una prerogativa esclusiva del potere legislativo.

Tecnica di un colpo di stato

LE STAGIONI DEL COLPO DI STATO

Gli avvenimento avrebbero confermatoi la più cupe previsioni dei critici della costituzione dell anni III, dal punto di vista politico-istituzionale, la sotia del direttorio è in gran parte qulla di un incolmabile coupure che separa le istituzioni di governo del resto del paese legale; in 4 anni di applicazione della costituzione dell anno III gli elettori furono chiamati alle urne quattro volte, con risultati di volta in volta più sconfortanti, per gli esponenti del blocco di governo emerso dal compromesso termidoriano. Messa potentemente in movimento dal traumetico passaggio di fruittidoro, lai de la bascule fece la sua prima apparizione elettorale in occasione dell appuntamento dell april del 1798, risultò confermato lo sfavore che la maggiornaza degli elettori nutriva nei confronti del blocco convenzionale, la mappa elettorale registrava però questa volta un impressionante avanzata delle opposizioni di sinistra: nel complesso, ben 175 componenti del nuovo terzo erano schierati su posizioni neo-giacobine o comunque repubblicabne radicali.

Creato per ggarantire la massima stabilità possibile alle istituzioni direttoriali, il meccanismo di rinnovo parziale degli organi costituzionali si rivelò il più insidioso ostacolo alla strategia del blocco di governo. Il sistema a compartimenti stagni delineatosi in un dispositico di sistematica delegittimazione dell organo direttoriale, ora si può sostenere che unA possibile via d uscita ordinamentale da questa situazione di stallo avrebbe potuto essere cercata nella creazione di un informale vincolo fiduciario tra direttorio e consigli. E’ certo che proprio dalla sistematica coupure tra un inamovibile blocco di governo e le fluide maggioranze uscite dalle urne scaturì quella politica dei colpi di stato che sarebbe passata alla storia come l’elemento più caratterizzante dell intero regime direttoriale. VENDEMMIAIO Anche il racconto delle stagioni del colpo di stato richede un prologo, l’insurrezionw tra il 10 e il 14 vendemmaio del IV anno (prima dell entrata in vigore della costituzione dell anno III) infiamma le strade di Parigi, divere ragioni ci suggeriscono di muoverci da qua per ricostruire le linee di sviluppo di questo cruciale aspetto della politica direttoriale. La prima di ordine causale: alla base dell inserruzione popolare c’è il rifiuto di quella stessa strategia del blocco di doverno che in seguito si imporrà come il vero e proprio punto cieco della republique ourgeoise. Le sezioni della riva destra della senna si schierano contro i decreti dei due terzi, il loro obbiettivo dono i perpetui, gli uomini che li hanno redatti; gli insorti non hanno successo di liberarsi dell eredità termidoriana. Il baricentro politico dell insurrezzione pende indiscutibilmente verso destra, come dimostra la stessa appartenenza sociale dei suoi più attivi protagonisti. Il distaco fra la popolazone di parigi e il nascente blocco direttoriale che s consuma nelle giornate di vendemmaio non sarà mai colmato, costituirà uno degli elementi strutturali di quella deriva cospitatoria che caratterizzerà la politica francese sino a brumaio. Con un gesto dal sapore paradossale i convenzionali scelsero allora di fare ricorso a tutti quei patrioti che erano rimasti disarmati e imprigionati dopo il termidoro; è un gesto totalmente simbolico, nella giornata del 13 vendemmaio la prova di forza con gli insorti è giocata e vinta avvalendosi di un elemnto nuovo: l’esercito. A difendere la convenzione ci sono anche 6000 soldati al comando di Napoleone, con la repressione di vendemmaio il popolo passa definitivamente la mano all’Armee e i generali. FRUTTIDORO Le più immediate eredità lasciate dal vendemmaio sono le legi rivoluzionarie del 3 brumaio e la nomina di napoleone a comandante dell’armee d’italiee, bisognerà comunque attendere 2 anni per vedere dispiegata in tute le sue potenzialità la nuova costellazione politica presente nella cesura di vendemmaio. FLOREALE

era salla ricerca di una soluzione che consentisse di neutralizzare definitiva,mete il rischio di u ritorio ai principi del 93. VERSO UNA DITTATURA COSTITUENTE Nell imminenza del fatale appuntamento di Brumaio la classe politica direttoriaLE RESTAVA IMMERSA IN QUELLA DIMENSIONE DI RADICALE CONFLITTO ISTITUZzionalr che nel corso degli anni precedenti aveva condotto a ripetutew provre di forza tra i principali organi dello stato. Nei due mesi segueni il timore ch si replicasse un nuovo fruttidoro riaffiorò nei dibattiti, l opinione puvvlica prebrumariana raprresenava un vvero e proprio precipitato dall interna esperienza direttoriale. Sieyes, noto avversatio della costituzione dell anni III, tuti sapevano che voleva rstituire al goverrno quella forza e stabilità che ad esso mancava completamente, la sua elezione al direttorio rappresentava il segnale che all interno delle assemblee estiteva per la prima volta un cospiquo gruppo di deputai favorevole ad assecondatlo enu suoi progetti. L UOMO DEL DESTINO Molte delle guiornate prima di brumaio furono usate da sieyes nella ricerca di una sciabola idonea allo svolgimento del ruolo ad essa assegnato: non poteva trattarsi di uno di quei militari-politici come Jourdan che filrtavano con la sinistra estrema; l’uomo di sieyes doveva garantire un pieno controllo delle truppe, a differenza del coup di fruttidoro, il nemico da combattere non era la cospirazione royaliste, ma quella costelazione repubblicana radicale che godeva di stretti legami con molti settori dell armee. Serviva un militare uscito indenne dall epoca dei tradimenti e delle sconfitte, in più doveva essere un fedele alla repubblica. Era consapevole dei rischi di una scelta sbagliata; la prima scelta di sieyes era il generale jubert, ma la sua morte nella battaglia di novi costrinse sieyes a cercarlo ancora; il genrale bonaparte incarnava alla perfezione alcuni tratti dell identikit tracciato: era egualnebte distante dai giacobini e monarchici, aveva dimostrato di saper gestire situazioni di vuoto di potere. Le perplessita arrivarono a sieyes prima di incontrare bonaparte, ma in assenza di alternative decise di correre il pericolo. ANATOMIA DI UN COLPO DI STATO Il ruolo assegnato all esercito era lo stesso di fruttidoro: porevenire con una pervasiva ma discreta presenza possibili reazioni violente dentro e fuori le istituzioni. IL VOLO DELL AQUILA La complessiva dinamica degle eventi si sarebbe incarnata di dimostrare la sostanziale impraticabilità di questa aspirazione, nonostate il rispetto per le forme parlamentari di cui boinaparte si fregia inizialmente, lesercito e il suo capo si imporranno com veri protagonist del colpo di stato.

I tratti militaristi dell azione di rivelano gia nella giornata del 18, il genrale comincia a stringere i nodi di quella rete di complicità e connivenze che dovrà rappresentare l’intelaiatura sotteranea del coup. WQUello che prende forma sotto gli occhi del generale è un nucleo di legittimazione personale del tutto alternativo alle dinamiche istituzionali del sistema rappresentativo, questi due opposti livelli costituiranno le plarità dominanti di un contrappunto che scandirà l’intera dinamica degli eventi. Bonaparte non si fa scrupolo a nascondere il suo privilegiato riferimento alla superiore legittimità che deriva dal consenso dell armee, sin dall inizio tutti i suoi gesti di comandante in capo della piazza di parigi cono caratterizzarti da una certa ostentazione pretoriana che lascia pochi margini di dubbio sulla direzione che stanno prendendo gli eventi. Anche le parole che egli pronuncia trasudano orgoglio e spirito di corpo; ciò che colpisce gli anziani è la curvatura politica che quelle parole assumono sulla bocca di bonapare come se la cesura fra repubblica e i suoi nemici avese nuovamente smesso di coincidere con gli estremi della cospirazione controrivoluzionaria. Non è più ora di avvertimento perche il volo dell aquila è iniziarto, pochi minuti dopola sua prima appariziuone parlamentare bonaparte si premura di comunicarlo ufficialmente ai soldati schierati davanti alla tuileries.

4 La piramide del potere: le basi costituzionali del regime bonapartista

L’OMBRA DI SIEYES

Uno dei piastri della cvostituzione dell anno III era la forte barriera che la convenzione aveva voluto opporre alla tentazione di fare fell innovazione permanente la regola stessa della dinamica costituzionale. Non stupisce che nel discorso autolegittimatiorio dei brumairiens la strada intrapresa per neutralizzare ogni dintomo di horror vacui istituzionale sia la nefazione a oltranza. Nel vuoto normativo che deriva dalla dissoluzione dell edificio costituzionale la resoluzion del 19 brumaio si impine come una vera costituzione provvisoria. ALLE ORIGINI DELL ANNO VIII Gia da tempo bonaparte aveva avuto modo di esprinmere la sua isoddisfazione per la forma di governo innaugurata nel anno III, il cui più grave difetto era la disorganicità che deminava l’organizzazione dei pubblvi poteri. Serve un grosso sforzo ricostruttivo che liberi la repubbliva dalla tragica impasse in vui l hanno condotta gli astratti espoerimenti di ideologues privi di qualsiasi senso dello stato; qua troviamo enunciato per la prima volta il nucleo cventrale di quell antiparlamentrismo bonapartista che avrebbe condizionato i futuri sviluppi della storia di francia. Il progetto costituzionale di bonaparte viene deliando nella lettera a talleranf si donda su una correzzione di questa impostazione, i principi anticipano quelli che saranno i tratti fondamentali del sistema costituzionale napoleonico: riconoscendeo della centralità dell esecutivo nella architettura rappresentativa dello stato.

Nella sua versuione finale la costituzione dell anno VIII è composta da 95 capitoli, ritiene superfluo soffermarsi a enucnare una dicghiarazione dei diritti, entrando direttamente nel merito della problematica costituzionale. Nell art 2 è assente ogni riferimento alla capacita contributiva come condizione di esercizio dei diritti politici, sono esclusi dalla cittadinanza attiva solo coloro che intratengano particolari rapporti on un governo straniero. Per quanto riguarda il complessivo asetto istituzionale sembra dar proprio il modello di concorso dei poteri che sieyes era andato instancabilmente propagandando dall estate del 1795; rispetto all originario progetto il tribunato dell anno Viii sembra aver perso la sua caratteristica: costituire una tribuna del popolo francese ove possa essere proposta qualsiasi leffe che si giudichino utili per il bene delle cittadinanza. I SATELLITI DEL POTERE Con questa costituzione di ripropone per la prima volta formalmente quel modello di potere personale che i regicidi pensavano di aver spazzato via con l esecuzione di luigi XVI. L’istituzione di un organo specificamente deputato al controllo di costituzionalità delle leggi può essere anch essa considerata come un sintomo della profonda crisi di quel panlegismo che aveva caratterizzato le prime fasi della rivoluzione.

La repubblica plebiscitaria

LA REVOLUTION EST FINIE

Sono note le parole con le quali il 24 firmaio dell anno VIII i consoli provvisori presentarono i francesi il prodotto dell attività di elaborazione costituzionale svolta: ciò che si offre non sono dei semplici cambiamenti alle disposizioni organiche delkla carta dell anno III, ma un costituzione nuova destinata a far cessare le incertezze che il governo provvisoro aveva creato nelle ralzioni estere nella situazione interna e miltare. Importante è l’ultimo passaggio della proclamation, con il quale si spiega oil passaggio al un regime che segna la chiusura della rivoluzione. Non si può capire la portata del rovesciamernto in atto se non ci si sforza di oltreppassare il livello più astrattamente normativo della costituzione dell anno VIII; tutta la complessa architettura rappresentativa disegnata dalla carta costituzionale appare disseminata da disposizioni di prima applicazione che ne neutralizzano in fran parte l’operatività. IL PRINCIPE NUOVO E’ nel formale trasferimento di sovranità realizzato attraverso il plebiscitoi dell anno VIII che giunge allora a definito compimento quel programma di lotta alle fazioni come processo di rinascita nazionale; il nuovo ordine costituzionale che sorge dalla ratifica popolare non è che la conseguequenziale applicazione di quel programma; secondo bonaparte restituire forza e unità al governo significa sgomberare il campo da quelal forma di intermediazione partitica che soffoca la spontaneità del popolo sovrano.

Ci sono molti interrogativi sul tipo di regime che si forma in francia alla genesi del consolato, che si tratti di una forma di governo personale dembra fuori dubbio: non c’è che un nome che risuona in ogni riga: Bonaparte. Se è vero che la componente miltiare rappresenta un elemento essenziale del colpo di brumaio e una condizione esiziale del suo successo è vero che di dittatura militare in senso stretto è difficile parlare. Nel momento in cui bonaparte assuma il potere egli lo fa in qualità di cityen e non generale, questo rimarrà un tratto distintivo del suo dominio; dopo aver a lungo meditato sull opportunità di assumere direttamente il comando dell esercito nella campagna d italia del 1800 porra fine alla discussione su questa tematica riaffermando la natura raducalmente civile del suo potere. Restano comunque fermi alcuni trtatti distintivi che oggi siamo soliti associare a un concetto di dittatura: mescolnza di dominio autoritario e consenso popolare che puo essere considerata una delle principali caratteristica del modello bonapartista.