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ALESSANDRO MANZONI!!!!!!, Appunti di Italiano

APPUNTI DELLA LEZIONE SU ALESSANDRO MANZONI

Tipologia: Appunti

2017/2018

Caricato il 31/01/2018

aleselmin
aleselmin 🇮🇹

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ALESSANDRO MANZONI
Nato nel 1785 e muore nel 1873 (88 anni). Carattere riservato.
Assiste dall’età napoleonica all’unità d’Italia. Assiste alla rivoluzione francese, congresso di Vienna e alla
restaurazione.
Non partecipa direttamente alla vita politica a causa delle malattie (claustrofobia, agorafobia), ma è un
attento osservatore. Era un punto di riferimento perché dava giudizi precisi ai quali la società ci si doveva
attenere per innalzare il livello sociale.
Voleva che la sua letteratura fosse ancorata al VERO, ma nel romanzo dei promessi sposi aveva messo
elementi di fantasia. Decide di buttare il romanzo, ma Rosmini lo ferma e gli fa capire che suo romanzo
l’inventato aveva le qualità per essere considerato vero (Renzo e Lucia) nei quali ci si poteva rispecchiare.
c’è sia il vero storico che il vero poetico.
Per un po’ non scriverà più di invenzione
Dal 1827 termina la sua fase creativa. Scriverà articoli di giornale e saggi di carattere storico, inerenti alla
lingua e alla poesia
Da cosa deriva il suo modo di pensare?
1 l’ambiente dove è cresciuto (Milano) dove ha acquisito l’illuminismo lombardo (stare ai fatti delle cose
concrete, razionali, bisogna ottenere concreti)
2 Parigi che gli ha dato idee del liberalismo cattolico, diventa liberal-democratico. Rifiuta la rivoluzione
marxista e francese. Volava il riformismo (per cambiare le cose e migliorare la situazione di tutti) e
l’interclassismo (classi sociali dovevano comunicare).
Seconde nozze con Teresa ed ebbe 3 figli
2 conversioni: 1. Conversione paolina: conversione al cattolicesimo. Fu immediata, veloce.
2. conversione agostiniana: 1810 (matrimonio di Napoleone) fu graduale, ci volle del
tempo. Abbandona definitivamente l’ateismo. Influenzato anche dalla madre e dalla moglie Enrichetta
Blondel (era calvinista convertita poi al cattolicesimo, faranno poi battezzare la loro figlia Giulia, l’ unica
rimasta viva dei 10). Influenzato anche da Degola e Tosi (giansenisti), i suo consiglieri spirituali.
GIANSENISMO MANZONIANO: eresia di fine 700 nata da un vescovo francese: dice che senza la grazia
di Dio vi va all’inferno. L’uomo è cattivo. Astensione dal sesso, ascolta la chiesa non lo stato, religione verso
se stessi.
Ha una visione pessimista della storia presenza del male nel mondo misterium inipritatis
Aderisce al ROMANTICISMO: sostenitore del vero. Lettera ad Azeglio (che poi renderà pubblica) dice
che nell’opera d’arte deve avere per oggetto IL VERO, per fine DEVE ESSERE UTILE (avere una morale),
per mezzo DEVE ESSERE INTERESSANTE.
Mantiene solo l’unità d’azione (mentre le unità aristoteliche erano quelle spazio-tempo)
Rifiuta l’imitazione a favore dell’ISPIRAZIONE. (NO COPIA, SI ORIGINALE).
Rifiuta la mitologia.
La narrazione deve essere interessante, se no non la legge nessuno, deve emozionare.
La lingua dovette reinventare la lingua dialetto fiorentino colto (per la classe media)
Gli scritti giovanili:
1: Del trionfo della libertà: a 16 anni, sentimenti di giacobinismo a sostegno della rivoluzione francese.
Contro oscuratismo religioso e repressione reazionaria ( in termini neoclassici)
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ALESSANDRO MANZONI

Nato nel 1785 e muore nel 1873 (88 anni). Carattere riservato.

Assiste dall’età napoleonica all’unità d’Italia. Assiste alla rivoluzione francese, congresso di Vienna e alla restaurazione.

Non partecipa direttamente alla vita politica a causa delle malattie (claustrofobia, agorafobia), ma è un

attento osservatore. Era un punto di riferimento perché dava giudizi precisi ai quali la società ci si doveva attenere per innalzare il livello sociale.

Voleva che la sua letteratura fosse ancorata al VERO , ma nel romanzo dei promessi sposi aveva messo elementi di fantasia. Decide di buttare il romanzo, ma Rosmini lo ferma e gli fa capire che suo romanzo l’inventato aveva le qualità per essere considerato vero (Renzo e Lucia) nei quali ci si poteva rispecchiare.

c’è sia il vero storico che il vero poetico.

Per un po’ non scriverà più di invenzione

Dal 1827 termina la sua fase creativa. Scriverà articoli di giornale e saggi di carattere storico, inerenti alla lingua e alla poesia

Da cosa deriva il suo modo di pensare?

1 l’ambiente dove è cresciuto (Milano) dove ha acquisito l’illuminismo lombardo (stare ai fatti delle cose concrete, razionali, bisogna ottenere concreti)

2 Parigi che gli ha dato idee del liberalismo cattolico, diventa liberal-democratico. Rifiuta la rivoluzione marxista e francese. Volava il riformismo (per cambiare le cose e migliorare la situazione di tutti) e l’interclassismo (classi sociali dovevano comunicare).

Seconde nozze con Teresa ed ebbe 3 figli

2 conversioni : 1. Conversione paolina : conversione al cattolicesimo. Fu immediata, veloce.

2. conversione agostiniana : 1810 (matrimonio di Napoleone) fu graduale, ci volle del tempo. Abbandona definitivamente l’ateismo. Influenzato anche dalla madre e dalla moglie Enrichetta Blondel (era calvinista convertita poi al cattolicesimo, faranno poi battezzare la loro figlia Giulia, l’ unica

rimasta viva dei 10). Influenzato anche da Degola e Tosi (giansenisti), i suo consiglieri spirituali.

GIANSENISMO MANZONIANO : eresia di fine 700 nata da un vescovo francese: dice che senza la grazia di Dio vi va all’inferno. L’uomo è cattivo. Astensione dal sesso, ascolta la chiesa non lo stato, religione verso se stessi.

Ha una visione pessimista della storia → presenza del male nel mondo → misterium inipritatis

Aderisce al ROMANTICISMO : sostenitore del vero. Lettera ad Azeglio (che poi renderà pubblica) dice che nell’opera d’arte deve avere per oggetto IL VERO, per fine DEVE ESSERE UTILE (avere una morale), per mezzo DEVE ESSERE INTERESSANTE.

Mantiene solo l’unità d’azione (mentre le unità aristoteliche erano quelle spazio-tempo) Rifiuta l’imitazione → a favore dell’ISPIRAZIONE. (NO COPIA, SI ORIGINALE). Rifiuta la mitologia. La narrazione deve essere interessante, se no non la legge nessuno, deve emozionare. La lingua → dovette reinventare la lingua → dialetto fiorentino colto (per la classe media)

Gli scritti giovanili:

1: Del trionfo della libertà : a 16 anni, sentimenti di giacobinismo a sostegno della rivoluzione francese. Contro oscuratismo religioso e repressione reazionaria ( in termini neoclassici)

2: Adda : celebrazione della campagna, luogo di rifugio ma anche di malinconia

3: Sermoni : satira contro la borghesia per i loro comportamenti e le figure di quella società, che avevano approfittato di alcune leggi di Napoleone per arrichirsi.

4: La morte di Carlo Imbonati: intellettuale raffinato, fidanzato della madre che ha incontrato. Immagina che gli appaia in sogno spronandolo di essere fedele al Santo Vero che non va mai tradito.

5: Urania : eleva il popolo nel mondo della bellezza ideale → funzione di civilizzazione. Eleva culturalmente il popolo.

Opere dopo la conversione:

6: inni sacri. Sono 12 (feste cristiane) ma ne termina 5 (resurrezione, il nome di Maria, Natale, Passione, la Pentecoste (stampata nel 1822)). 1833 nuova edizione del Natale in memoria della sua prima moglie Enrichetta, scomparsa l’anno precedente.

Sono strutturati in tre parti : 1: fatto storico, avvenimento 2: conseguenze pratiche, le applicazioni dell’avvenimento 3: la preghiera corale (messaggio rivolto, a tutti, in particolare alle persone umili.

Forma: 1 endecasillabo, si preferiscono metri più brevi perché sono cadenze più vicine alla forma popolare. 2 sintassi= semplice, periodi corti

7: Osservazioni della morale cattolica : difesa della religione cattolica in risposta alle tesi di Simonde (opposizione) → dice che c’è distinzione tra messaggio cristiano e chi lo declina nella storia: critica il ruolo della chiesa come istituzione. Manzoni dice che gli uomini di chiesa possono sbagliare.

8: Liriche civili : punto di riferimento per le nuove generazioni che vogliono l’indipendenza. Aprile 1814, “Proclama di Rimini” (contro Austria che opprime popolo italiano) sono opere inconcluse.

9: Marzo 1821: sui nati nel 21, che però falliscono, quindi la strappa. Primi motti risorgimentali contro austriaci. Marzo 1848 : ripropone l’opera con gli stessi contenuti: si può usare la forza nei confronti dell’aggressore? Si, si può utilizzare la violenza per bloccare l’invasione se non ci sono altri modi: guerra di liberazione/ difesa.

10: 5 maggio : dedicata alla morte di Napoleone.

Le tragedie

IL CONTE DI CARMAGNOLA : editato nel 1819 e stampato nel 1820. Premessa: mantiene solo unità

d’azione scartando quella di spazio-tempo. Rispetta la vicenda così come è andata secondo un arco di tempo (6 anni)

Opera accusata di immoralità= si presentano situazioni critiche → si temeva che fomentasse le passioni umane → Manzoni risponde attraverso una valutazione critica dei fatti (riflessione che facesse abbandonare il male per scegliere il bene).

Opera divisa in 5 atti e in 11 luoghi diversi. 1 luogo ogni 24 ore (dalla guerra alla prigione).

Per far emergere le emozioni ricerca l’ambiente e il fatto e si affida al canone della verosimiglianza.

Milano vs Venezia (italiani contro italiani)

Il conte verrà processato dal senatore Marco (personaggio di invenzione, serve a far emergere che l’individuo può essere accusato di cose di cui non si può liberare (ragioni di stato).

Lui si sente innocente perché l’onore deriva dallo scontro fisico, se non può sperare in una giustizia umana, spera in una giustizia divina.

Ai soggetti affida uno stile tragico (stile più alto)

Ai prepotenti (es Conte Zio) affida uno stile comico

Mescola stili e registri

Renzo ha un valore educativo (ceto medio e anche donne) → portatore di idee e valori → vuole insegnare qualcosa

Scrive romanzo storico: gli danno l’idea i romanzi di Walter Scott (biblioteca e libri di economia di Gioia)

STRUTTURA:

6 macro sequenze

1-6 due innamorati insieme 2-4 Lucia 3-5 Renzo

SISTEMA DEI PERSONAGGI :

Oppressi e oppressori

RICOSTRUZIONE STORICA:

Personaggi in un ambiente storico ben preciso (governo del Manferrato, assedio di Mantova, peste, mal governo in Italia.

Ogni personaggio ha un suo codice linguistico che tradisce l’appartenenza al ceto sociale

C’è una rappresentazione realistica degli elementi (si scontrano diverse visioni della vita)

Narratore onnisciente (sa tutto), focalizzazione zero (presenta tutti i punti di vista dei personaggi).

Italia del 1600 (epoca barocca, sotto dominazione spagnola) dove gli aristocratici opprimono i ceti popolari.

TEMI:

Giustizia: dominatori → spagnoli, vittime→ italiani (lombardi). Manzoni suggerisce che bisogna cambiare le cose nell’amministrazione pubblica, cioè deve avere come principio morale il bene comune.

Economia: liberismo. Renzo alla fine diventa un piccolo imprenditore a Bergamo (repubblica di Venezia). Lavora e dà lavoro ad altre persone. PROMOZIONE SOCIALE → MOBILITÀ SOCIALE.

Mostra le doti che deve avere un imprenditore: prudenza borghese di un piccolo imprenditore

Non si imponevano vincoli per scoraggiare la persona ma si facevano agevolazioni fiscali per gli imprenditori (clima del liberismo economico → lo stato non deve intervenire nell’economia, può solo agevolarla)

Cultura: attinge alla biblioteca personale di Don Ferrante (argomenti prettamente retorici) → la sua conoscenza deriva dai libri.

Biblioteca del cardinale (biblioteca ambrosiana) → libri di diverse culture → provocava la crescita della civilizzazione della popolazione.

Non si avevano conoscenza sulla peste.

Politica: un operaio abbandona Violate (paesino), raggiunge Como e va a Milano. Pensa di poter cambiare le cose a Milano con le manifestazioni in piazza ai forni. Il governatore di Milano è andato a combattere per ottenere più fama e Ferrer copre il suo ruolo ma non ha fatto nulla per risolvere la situazione in piazza.

Manzoni non è per la rivoluzione ma per le riforme.

Vuole la legalità e uno stato di Diritto.

Manzoni non è democratico perché ha visto che durante la rivoluzione francese il popolo aveva fatto molta violenza e secondo lui il popolo andava guidato anche da parte dei politici. Teme che possa succedere lo stesso ora (non è colpa dei panettieri).

Secondo Manzoni c’è un MALE SOCIALE → per le debolezze degli uomini. Anche se si cambiano le istituzioni l’uomo si scontrerà sempre.

PESSIMISMO MANZIONIANO:

1: Il passato è intriso di errori

2: il male ci sarà sempre nella storia

3: la possibilità di intervento dell’uomo è destinato a una sconfitta.

I POTENTI: personaggi animati dall’egoismo e da una visione distorta della società (es. Conte Zio, Don Gonzalo) → Manzoni ne mostra gli aspetti negativi.

FINALE PROBLEMATICO :

Renzo e Lucia superano molti momenti difficili (la peste). Si sposano e hanno un successo economico grazie a Renzo come imprenditore.

Ma non vissero felici e contenti → dove sono andati a vivere trovano delle difficoltà. Lucia dice che lei non ha cercato i guai ma sono i guai che hanno cercato lei. → Renzo e Lucia sono d’accordo che l’unico modo è quello di conservare la fede in Dio.

TESTO PAG 392 IL CONTE DEL SAGRATO E L’INNOMINATO

Il conte: nobile (personaggio storico) = innominato

In Fermo e Lucia è chiamato in questo modo per la rivalità tra il nobile e un'altra persona. Lui lo aspetta davanti alla chiesa e lo uccide.

Grande: aspetto morale

L’innominato deve affrontare un nemico interno (crisi psicologica)

TESTO PAG 408 IL SUGO DI TUTTA LA STORIA

Morale:

Renzo: dice di aver imparato qualcosa dalla vita → morale borghese (ciò che è conveniente per se)

Lucia : i problemi ci saranno sempre nella vita, anche gravi, che non siamo in grado di affrontare. L’unica soluzione è la fiducia in Dio → la speranza che possono essere accettati e che così li rende utili per una vita migliore.

RIASSUNTO PAG 413-

LA PRODUZIONE SAGGISTICA DI MANZONI

Scrive saggi di carattere storico-politico

STORICO : “ Storia della colonna infame ” viene allegato ai promessi sposi.

Untori: (Piazza e Mora che vengono processati e impiccati) ma Manzoni dice che in realtà non esistono gli untori, erano solo un capo espiatorio. I colpevoli di questo sono i giudici e la magistratura, che hanno dato corda alla pubblica opinione.