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alex schwazer documento word, storia dell'atleta
Tipologia: Dispense
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E' il 6 agosto 2012, siamo alla vigilia delle Olimpiadi di Londra. Schwazer viene trovato positivo all’eritropoietina. Un controllo a sorpresa effettuato dalla Wada (l’Agenzia mondiale antidoping) ne attesta la positività al doping. Viene escluso dalla comitiva azzurra. Un mito dello sport italiano, oro quattro anni prima a Pechino, diventa uno sportivo dopato.
Schwazer ammetterà di aver fatto uso di eritropoietina " per essere competitivo come gli altri ", dice in lacrime nel corso di una conferenza stampa diventata storica. Si presenta ai Carabinieri di Bologna, cui appartiene, per riconsegnare pistola e tesserino, venendo sospeso d al servizio e successivamente congedato; in più, Schwazer perse il contratto di sponsorizzazione con la Ferrero. Il 23 aprile 2013 il Tribunale Nazionale Antidoping squalificò il marciatore per 3 anni e 6 mesi, mentre a fine 2014 davanti alla Procura di Bolzano patteggiò la pena di 8 mesi con una multa di 6 000 euro. Nel febbraio 2015 la II Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping del Coni inflisse ulteriori tre mesi di squalifica per aver eluso il prelievo dei campioni biologici, con la complicità della fidanzata dell'epoca Carolina Kostner , che per questo fu squalificata per 1 anno e 4 mesi. Rientrato in attività in occasione dei Mondiali a squadre di marcia 2016, vinse la 50 km ottenendo la qualificazione per i Giochi olimpici di Rio de Janeiro 2016. Il 22 giugno 2016 venne comunicato alla FIDAL (Federazione Italiana Di Atletica Leggera) che Schwazer risultava nuovamente positivo ad un controllo antidoping su un campione di urine prelevatogli in un controllo a sorpresa il 1º gennaio 2016 (la sostanza dopante sarebbe stata testosterone). Lo staff di Schwazer si difese affermando che il testosterone era in quantità minime e non in grado di avere effetti dopanti. Nella conferenza stampa convocata lo stesso giorno, l'atleta e il suo staff respinsero le accuse di doping definendole " false e mostruose" perché risulterebbero delle incongruenze nel controllo antidoping. La IAAF (Federazione internazionale di atletica leggera) lo sospese subito, mentre il suo avvocato annunciò un ricorso, denunciando una manipolazione esterna sul campione di urine. Il Tribunale Amministrativo dello Sport discusse ancora il suo
Dopo aver acquisito i risultati del controllo in gara e dopo aver accertato che c’è un valore anomalo, si deve decidere se procedere con le analisi. Il passaporto biologico, a questo punto, viene esaminato in strutture chiamate Athlete Passport Management Units (Apmu), composte da esperti. Ogni Federazione internazionale ne ha una di riferimento, quella con cui è convenzionata la Iaaf si trova in Canada ed è lì che si fa la verifica con l’esame della spettrometria di massa. Gli esperti, dopo questo esame, stabiliscono se il passaporto biologico dell’atleta in questione è regolare o se è sbagliato. Per Schwazer si stabilisce l’anormalità e a quel punto si va a verificare se il testosterone trovato nel controllo dell’1 gennaio è endogeno o esogeno. Per Schwazer l’esame del campione A dà come risultato esogeno, introdotto dall’esterno, non prodotto naturalmente dal corpo dell’atleta. Si prosegue con la controanalisi, da effettuare entro 30 giorni alla presenza dell’atleta e del suo perito, e anche dal campione B dell’urina di Schwazer risulta che il testosterone è esogeno. E in questo momento scatta la squalifica. Uno degli argomenti sostenuti da chi ritiene Schwazer innocente è che il livello di testosterone sia di poco sopra il limite previsto dalle norme antidoping, si parla di 18, ng di testosterone a fronte dei 16 ng massimi ammessi. Però è necessario sapere che il testosterone esogeno è COMUNQUE proibito , quale che sia la quantità, perché è il segnale che la sostanza proviene dall’esterno del corpo. Ma le polemiche non finiscono qui, perché la difesa di Schwazer, a suo sostegno, porta i risultati delle analisi dei Carabinieri del Ris (Reparti investigazioni scientifiche) nell’ambito del processo penale a Bolzano. I Ris sostengono che nei due flaconi delle urine ci siano differenze significative di Dna. Di qui il sospetto che l’urina di Schwazer sia stata manipolata. Inoltre, fatto importante, nei due campioni non è stato rilevato Dna differente, l’unico trovato è quello di Schwazer ed è quello che porta al testosterone esogeno. Va detto, però, prima di tutto, che l’urina, in sé, non ha Dna. Il Dna che se ne ricava è quello che si trova nelle “ cellule morte ” del corpo umano che vanno a finire nell’urina. Quando si fa il prelievo per il controllo antidoping, l’atleta versa l’urina in un contenitore, dal quale l’urina viene versata nei due flaconi A e B. Le cellule morte tendono a depositarsi sul fondo del contenitore, per cui quando si versa l’urina nel flacone A è facile che ce ne siano meno di quelle che vanno a finire nel flacone B, visto che la maggior parte si trova sul fondo e viene scaricata insieme all’ultima urina rimasta nel contenitore e destinata appunto al flacone B. Perciò, la
differenza di quantità di Dna fra i due campioni, anche rilevante, è un fatto assolutamente normale. Quindi, quella che può apparire come una prova evidente della manipolazione dei campioni di urina non è altro che qualcosa di normale e naturale. Il 3 dicembre 2020 la procura di Bolzano ha chiesto quindi l'archiviazione del procedimento penale , e il 18 febbraio 2021 il Gip del Tribunale di Bolzano ha disposto l'archiviazione del procedimento penale per "non aver commesso il fatto", ritenendo "accertato con alto grado di credibilità razionale" che i campioni di urina "siano stati alterati allo scopo di farli risultare positivi e, dunque, di ottenere la squalifica e il discredito dell’atleta come pure del suo allenatore, Sandro Donati". Malgrado sia stato riabilitato, Schwazer, comunque, non potrà andare alle Olimpiadi di Tokyo. La World Athletics , con un comunicato ha affermato: “ In tutti i casi, rifiutiamo in modo risoluto qualsiasi intento da parte dell'atleta o qualsiasi altra persona di minare o annullare la decisione finale e vincolante del Tribunale Arbitrale dello Sport (Tas), sulla base di quelle che possono essere descritte solo come teorie di manipolazione inverosimili". La Wada si è unita a World Athletics nel rifiutare completamente qualsiasi suggerimento di manipolazione in questo caso. La World Athletics ha poi recentemente difeso con successo un appello dell'Atleta al Tribunale Federale Svizzero che chiedeva una revisione della sentenza del Tas sulla base della “ presunta manipolazione ". La conclusione di 'World Athletics' è che "il signor Schwazer non potrà partecipare a competizioni internazionali fino al 2024". Per Schwazer resterebbe l’unica possibilità di tornare in gara nell’estate del 2024, al termine della squalifica di 8 anni, nemmeno in tempo per l’Olimpiade di Parigi. Da qualche parte è stata prospettata anche l’ipotesi di una “grazia” concessa dal Comitato olimpico internazionale. Ma in tempi nei quali una intera nazione come la Russia viene squalificata per doping ed esclusa da Olimpiadi e Mondiali, con una campionessa come la Isinbayeva, mai sospettata di doping, ingiustamente esclusa da Rio 2016, LA WORLD ATHLETICS GLI NEGA LE OLIMPIADI DI TOKYO.
in questa nuova sfida nel nome dello sport pulito e della giustizia giusta". A dirlo è Luigi Ciotti , presidente nazionale di Libera.