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La storia dell'alto e basso medioevo, un periodo che va dal 476 d.c. Al 1492 d.c. E che è stato giudicato come un periodo di crisi e di decadenza intellettuale. Si divide in due epoche: alto medioevo (476-1000) e basso medioevo (1000-1492). In questo periodo, roma entrò in decadenza e diventò sempre più la città della chiesa. La crisi si aggravò a causa della carestia, del monachesimo e della corruzione all'interno della chiesa. Come papa niccolò ii revocò il privilegio imperiale sulla nomina del papa, che portò all'elezione dei papa dai cardinali. Successivamente, papa gregorio vii scrisse il dictatus papae, che affermava l'autorità del papa superiore a quella del sovrano. Tuttavia, quando enrico iv divenne maggiorenne, ribellò contro il papa e lo scomunicò. Con il concordato di worms del 1122, il papa poteva nominare i vescovi, ma questi potevano partecipare alla vita politica. Questo documento evidenzia la netta divisione tra chiesa e politica.
Tipologia: Appunti
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L’alto Medioevo si sviluppa dal 476 d.C. al 1492 d.C. Gli intellettuali giudicarono questo periodo come buio, periodo di crisi ed epoca barbarica. Lo definirono come un cuscinetto di 1000 anni tra la caduta dell’Impero Romano d’Occidente e il rinascimento. Si divide in: alto Medioevo (476-1000) e basso Medioevo (1000-1492), si decise l’anno 1000 come anno di stacco poiché si pensava sarebbe finito il mondo proprio in quell’anno. Poiché non successe, le persone presero coraggio e ritornarono a vivere, con miglioramenti un po’ in tutti i camp i. Dal VI al VIII sec. ci fu una grossa crisi a causa della carestie dovute agli attacchi subiti dai barbari, le città si spopolarono anche a causa del monachesimo, movimento religioso nato da San Benedetto il cui intento era quello di allontanarsi dalle città e vivere da soli in campagna, pregando e mangiando quello che si produceva; questo causò problemi in città per le aziende e anche per la salute. Sempre in questo periodo Roma era in decadenza, diventava sempre più la città della chiesa e, con Papa Leone Magno, Roma iniziò ad ottenere possedimenti fondiari che diventarono poi il patrimonio di San Pietro (Italia, Africa ed Europa). Nel IX - XI sec la chiesa era in crisi, le famiglie nobili pagavano per far diventare Papa i loro figli, questo dava loro privilegi politi ed economici; nacquero anche i vescovi conti, i quali aumentarono l’autorità, ma anche la corruzione; da qui nacque anche la Simonia, o cioè la compravendita di queste cariche. Altro motivo di crisi era il concubinato, il quale significa che i preti, nonostante la castità, vivevano con delle donne. Questa situazione creo del malcontento tra il popolo, ci fu una richiesta da parte del ceto umile di riformare l’ordine economico e sessuale della chiesa. Furono molti che tentarono di esporsi dando le loro idee di riforma, ma quello che eccelse più di tutti fu il Debrando di Soana, era un cluniacense che si trovava contro al privilegio di Ottone, o cioè l’elezione papale sottoposta all’approvazione imperiale. Debrando riuscì a convincere Papa Nicolò II a revocare questo privilegio facendo eleggere il Papa dai cardinali, non era più possibile comprare questa carica. Dopo essere diventato Papa, col nome di Papa Gregorio VII, scrisse il Dictatus Papae, il quale diceva che l’autorità del Papa era superiore a quella del sovrano e che quest’ultimo può essere deposto dal Papa. Tutto questo fu semplice poiché, al tempo, l’imperatore Enrico IV era ancora minorenne. Quando Enrico IV diventa maggiorenne si ribella al Papa, il quale lo
scomunica a Worms. Dopo aver passato tre giorni al freddo torna ad essere imperatore e fa decadere il Papa Gregorio VII, al suo posto sale Clemente III Enrico V, salito al potere dopo la morte del padre, riprende la guerra col Papa, ora Pasquale II. Nel 1111 i due fanno un’accordo nel quale Enrico rinunciava alle investiture e il Papa dovette restituire i territori dei vescovi. Dopo questo il Papa venne imprigionato ad Enrico si impossessa del diritto di nominare i vescovi, quando però il Papa esce di prigione dichiara tutto nullo poiché preso con la forza. Nel 1122, con il concordato di Worms tra Enrico V e Papa Pasquale II, si sancì che il Papa nominava i vescovi, ma quest’ultimi, dopo la loro elezione, potevano partecipare alla vita politica. Questo evidenziò una netta divisione tra chiesa e politica.