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Sbobinatura video di Renato Rizzoli su The Tempest
Tipologia: Sbobinature
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The Tempest fa parte dell’ultima produzione Shakespeariana 1608 che comprende i “romances”= drammi romanzeschi (dal genere medievale del romanzo cavalleresco. Non hanno nulla del romanzo cavalleresco MA restano un insieme di diverse avventure), vengono definiti come tragicommedie, una formula MISTA che ebbe successo in Italia già a partire dalla fine del 1500 (Guarini con “Il Pastor Fido” che inaugura un nuovo modello, un dramma che ingloba i personaggi e le vicende legate alla nobiltà ed eroiche che però non si concludono in tragedia ma hanno un colpo di scena finale con un esito comico/felice) Questi romances di Shakespeare mutuano il modello continentale nato in Italia e The Tempest è un esempio di tragicommedia dalla trama ricca di buffoni ed esempi di comicità ma che sembra avanzare con uno sviluppo tragico. (finale armonico, il conflitto del plot invece di sfociare nella tragedia ha un esito di riconciliazione). = peripezia aristotelica. Il ricorso al soprannaturale è una caratteristica tipica della tragicommedia, il sorprendente (elemento fondamentale) si può esprimere sia con il ribaltamento della situazione, quindi con il passaggio dalla tragedia alla commedia, e anche con il ricorso al meraviglioso, al soprannaturale. The Tempest scritto probabilmente attorno al 1610 (Pericle, racconto d’inverno = altri romances di Shakespeare) anni in cui Shakespeare rasserena un po’ la sua visione, il suo pessimismo e lascia spazio ad un’armonia ritrovata. Questa Armonia lo conduce ad inserire il meraviglioso, il sorprendente che spesso si concretizza nella magia in The Tempest. La visiona rasserenata contempla realismo + sorprendente / magia = atmosfera sospesa, illusione e realtà sospese che convivono. Il Mago Prospero e Shakespeare condividono la stessa concezione di magia, per Shakespeare l’arte è magia perché evoca personaggi fantastici, personaggi dell’illusione evocati sul palcoscenico che acquistano una dimensione reale e secondo Prospero la magia è arte. 1 novembre 1611 a Whitehall in onore e in presenza di Giacomo I. Essendo stata rappresentata nel palazzo reale si pensa che sia stata presentata PRIMA al Globe Theater qualche tempo prima. Verso la fine del ‘500 e gli inizi del ‘600 a Londra alcuni edifici (Convento dei Frati Neri) sono stati adibiti a teatri privati, le autorità di Londra hanno concesso questa possibilità, trasformando spazi molto più circoscritti e al chiuso in teatri dove era possibile SELEZIONARE il pubblico (biglietto molto più costoso). Vi recitavano non solo le compagnie di teatro professionali ma anche le compagnie dei ragazzi (quelli del coro di Saint Paul). Queste nuove compagnie teatrali erano istruite alla nuova moda della tragicommedia. La compagnia di Shakespeare aveva la possibilità dal 1609 di recitare alcuni play in questi teatri privati al cospetto di un pubblico più scelto ed un repertorio legato ai gusti e alle esigenze di un pubblico più alla moda (generi teatrali più attuali come i Romances). Si pensa che questi Romances siano stati “confezionati” proprio sui teatri privati ed il loro pubblico. Un evento storico può facilitare la ricostruzione della data di produzione di The Tempest: un documento, una lettera del 1610 di un nobile (William ..) che narra di una nave naufragata in Virginia. La prima scena di The Tempest si rispecchia molto in questo avvenimento. Il naufragio avvenuto in Virginia, una delle prime colonie Britanniche, nelle isole caraibiche. La notizia di questa tragedia giunge in Inghilterra nell’autunno del 1600. Si pensa quindi che Shakespeare non abbia scritto The Tempest prima del 1610. Una delle poche opere di Shakespeare che non sono state riprodotte e pubblicate in quarto MA direttamente pubblicata dai collaboratori di Shakespeare dopo la sua morte = c’è un’unica
versione dell’opera. TESTO UNICO. Non trae ispirazione da storie precedenti, la storia è originale, un’originalità con echi letterari riconducibili a = V ATTO si riferisce a livello semantico (espressioni usate da Prospero) alle Metamorfosi di Ovidio. La magia di Prospero è spesso associata a Medea, la maga delle Metamorfosi. La madre di Calibano (menzionata ma mai presentata) potrebbe rifarsi anche lei alla figura di Medea. + Incontro tra Miranda e Ferdinando rimanda all’Odissea, l'incontro tra Ulisse e Nausicaa. Altre due fonti indirette di ispirazione possono essere: il personaggio di Calibano, nativo dell’isola è ispirato ad un personaggio di Montaigne in un dei suoi Essais. La seconda ed ultima fonte riconducibile ad elementi quali canto, effetti visivi, ecco che Shakespeare si rifà alle sfarzose rappresentazioni di corte dove i cortigiani stessi erano gli attori, erano play (masque di corte che seguono una favola mitologia che serve alla fine a celebrare la monarchia) senza parole nei quali la scenografia, la musica, i costumi sfarzosi erano al centro della scena. E’ da questi elementi che Shakespeare prende ispirazione per The Tempest. Primo Atto; Scena (1) scena che attrae l’attenzione del pubblico MA l’immaginazione del pubblico è fondamentale, perché era impossibile ricostruire la scena di una nave colta da una tempesta sul palco spoglio del teatro elisabettiano. Il “ tempestuous noise of thunder and lightning” è un rimando all’apertura del Macbeth , le Streghe hanno anche loro favorito il naufragio di una nave. Si inizia con una scena d’azione, con il capitano ed il nostromo che cercano di dominare la nave in balia della tempesta. E’ una nave di “Stato” perché porta con sé viaggiatori nobili: il Re di Napoli (Alonso), su figlio Ferdinando, il Duca di Milano, il fratello del Re di Napoli (Sebastian), il consigliere Gonzalo del Re. Saranno protagonisti della vicenda principale. Iniziano a venire in coperta e dare ordini, cercando con la loro autorità di sollecitare il capitano e il nostromo a salvare l’imbarcazione dagli elementi naturali. Il Nostromo non tiene conto della nobiltà di rango, usa parole sprezzanti nei loro confronti “Qui date fastidio” = tutta la loro nobiltà non può nulla contro la tempesta , alle onde che ruggiscono non importa del nome del Re. Si profila la contrapposizione: una società di un determinato rango (nobili) e dall’altra degli elementi naturali. La società ha determinate regole e gerarchie, questa gerarchia quando si deve confrontare con la natura NON VALE PIU’ NULLA , la natura non guarda in faccia a nessuno e non tiene conto di nobili, re e aristocratici. Natura = forza universale ed impersonale, estranea alle dinamiche della società. Prevale su TUTTA la società, su TUTTI gli uomini. => Un primo nucleo tematico del dramma è questa contrapposizione. Il secondo nucleo tematico è quello che si sviluppa nella situazione di crisi della nave: all’interno dell’organizzazione stessa della gerarchia della nave sono i marinari più in basso ad avere più dimestichezza in queste situazioni e non sono di certo i nobili a capirci di più. L’autorità per gestire queste forze della natura ecco che non viene dalla punta più alta della gerarchia ma viene da coloro che hanno la tecnica per uscire da queste situazioni di pericolo. Questi nuclei tematici suggeriscono una doppia delegittimazione, una visione problematica e polemica di alcune classi nobiliari. Sulla nave è il nostromo che deve comandare, non il Re, e tutti sulla nave sono costretti ad accettare queste regole. Si fa ironico quando Gonzalo gli ricorda chi porta a bordo della nave, ecco che lui risponde “none that I more love than myself.” Come a dire che tutto ciò che gli sta a cuore
sostituendo i funzionari con i suoi funzionari fidati = si espande come l'edera. Nemico di Prospero è il Re di Napoli perché si è alleato con Antonio per spodestarlo. Non hanno avuto il coraggio di ucciderlo perché benvoluto dal popolo, lo hanno caricato su una barca con la figlia e lo hanno lasciato in balia degli elementi e del mare. Miracolosamente entrambi si salvano e naufragano sull’isola deserta. “by providence divine” Shakespeare non rispetta le realtà geografiche ma si rifà al fascino del racconto del viaggio in mare e del naufragio. Il buon Gonzalo è l’unico ad aiutare Prospero : mette sulla barca alcun genere di conforto e alcuni libri che sarebbero serviti a Prospero per continuare i suoi studi sull’isola. Prospero sostiene che sia stata la serenità della bambina Miranda a preservare entrambi dalla morte. Dopo questo racconto della memoria Shakespeare presenta anche i personaggi cruciali, i due servitori di Prospero: Ariel, lo spirito leggero, il braccio destro di Prospero che gode dei poteri magici che lui gli dà. Ariel sarà colui che porterà a termine il disegno stesso di Prospero : fa naufragare gli uomini sull’isola MA tiene separato da tutti Ferdinando, il figlio del Re di Napoli. Lo spirito per quanto fedele desidera d’essere liberato da quel ruolo, vorrebbe essere uno spirito libero. Si racconta poi dell’incontro tra Ariel e Prospero, il fatto che il mago lo abbia liberato dalla tirannia della Strega di Algeri. (maga che esercita la magia nera) La Strega venne bandita ed esiliata sull’isola MA non uccisa perchè incinta. Rifiutandosi di obbedire ai suoi ordini, Ariel è stato imprigionato dentro un tronco per 12 anni ed è da lì che Prospero lo ha liberato. Inoltre promette allo spirito che lo libererà dopo che avrà portato a termine il suo disegno. L’altro servitore che si contrappone ad Ariel è Calibano, figlio della Strega di Algeri. Viene definito da Prospero come un individuo assolutamente sciocco, un selvaggio che Prospero istruisce. Lui non prende parte al disegno di Prospero ma si occupa delle cose umili, di portare la legna etc e per questo il rapporto tra maestro e servitore è conflittuale. Non è sempre stato così, agli inizi Prospero insegna tutto a Calibano e lo trattava come un allievo ma tutto è cambiato nel momento in cui il servitore ha tentato di violare l’onore di Miranda. Nemmeno Miranda mostra alcun tipo di pietà nei confronti di Calibano, il quale si è dimostrato una persona infida ed un traditore. Prospero non è un tiranno solo agli occhi di Calibano: lo stesso pubblico può avere dei dubbi su di lui nello stesso momento in cui non rivela il suo piano , il suo disegno per il quale sta usando la sua magia, lasciando che questa diventi qualcosa di ambiguo agli occhi del pubblico. Anche con Ariel Prospero usa dei modi che sfiorano quasi la crudeltà. Secondo Calibano l’amore di Miranda era qualcosa che gli spettava, era destinato ed essere suo. Le missioni che Prospero affida ad Ariel non devono essere udite da Miranda, la quale si addormenta sotto ordine di Prospero. Shakespeare mostra i punti di vista diversi, mostra il conflitto ma non dice chi ha ragione, sarà il pubblico a decidere per chi provare più simpatia. Il drammaturgo però attribuisce una qualche dignità a Calibano e lascia trasparire il pensiero di Montaigne secondo il quale anche i barbari, anche i cannibali e nativi dell’isola hanno una loro cultura e una loro dignità e che forse Miranda e Prospero hanno dei pregiudizi nei confronti di queste civiltà. [ + tema della memoria : memoria in contrapposizione con l’oblio. L’oblio è proprio del Re di Napoli e degli uomini al suo seguito, tutti coloro che hanno dimenticato l’atto di usurpazione del ducato di Milano messo in atto da Antonio. Una riflessione di carattere filosofico suggerisce che sia
stato il male a cancellare la memoria, il male che divora la memoria. La memoria è propria di Prospero che ricorda tutto e lo racconta a Miranda. Esercita la memoria per dare senso a tutto il presente. Il male distrugge la memoria, il bene si fonda sulla memoria E sulla memoria del male stesso.] L’entrata in scena di Ferdinando, figlio del Re di Napoli isolato dagli altri nobili naufragati con lui sull’isola dà inizio all’azione della tragedia. Prospero ha fatto apposta a separarlo dagli altri uomini ma qui la sua crudeltà appare insensata ed esagerata perché Ferdinando non condivide le colpe del padre e dei nobili che hanno scacciato Prospero dal Ducato: Prospero non rivela subito la sua identità, il suo piano e il fatto che gli altri nobili NON siano morti come crede Ferdinando. Esercita una piccola tortura su di lui = è una cattiveria giustificabile solo nella misura in cui il fascino dell’intreccio, della scoperta degli altri nobili ancora in vita che diventa una sorpresa e una felicità per Ferdinando. La situazione dell’epilogo della seconda scena si concentra su Ferdinando che viene condotto e suggestionato da Ariel, il quale lo aiuta a tornare alla razionalità, alla vita, all’azione mediante un canto. Viene spinto verso la grotta di Prospero per incontrarlo ed incontrare la figlia Miranda. La musica è un elemento fondamentale dell’isola, il luogo è pervaso da canti dei quali non si conosce l’origine. Verso 392: “Questa musica mi strisciò accanto sulle acque placando la loro furia e la mia angoscia.” Qui Ferdinando attribuisce un ulteriore pregio a questa musica, il saper placare la violenza delle onde del mare e gli animi di coloro che approdano sull’isola. E’ una musica che infonde tranquillità. Ariel canta poi un componimento poetico: apparentemente può essere considerato un’elegia funebre per il Re che giace in fondo al mare e che ha le ossa ormai mutate in corallo e gli occhi in perle marine, il Re ha subito un “sea-change”, MA suggerisce anche una prospettiva propria del testo. Nel testo il disegno di Prospero ha la capacità di far mutare i personaggi e la loro scala di valori, può riformare i loro sentimenti e le loro passioni per trasformarle in qualcosa di positivo. La funzione di Prospero è quella di Riformatore attraverso il ricordo della colpa. La morte simbolica, la morte della vita precedente fatta di male che affida ai suoi nemici serve per trasformarli in qualcosa di più ricco, di più prezioso e meraviglioso (“strange”) = riacquistano una nuova vita. Dal male è sempre possibile redimersi, volgere al bene. Questa trasformazione viene concretizzata , figurata con la metafora naturale di un corpo che si decompone dal quale però vengono fuori cose più preziose come coralli e perle. Avviene poi l’incontro tra Ferdinando e Miranda (dove inizia l’azione vera e propria), è un incontro dove viene fuori l’idea dell’individuo come riflesso divino, un amore platonico tra due giovani che vedono entrambi una bellezza “celestiale” nell’uno e nell’altra. Ricorda l’Eden, l’unico uomo e l’unica donna (uomo ovviamente senza contare Caliban e Prospero). Rappresentano la purezza di un’attrazione spirituale che si rapporta in modo perfetto con la dimensione fisica (“brave form”) Prospero fa da mediatore tra i due, si intromette in continuazione esercitando la sua natura da tiranno / padre severo nei confronti della figlia, commenta ciò che succede CON IL PUBBLICO, rivelando agli spettatori ciò che prova. La felicità che prova per l’amore a prima vista scattato tra i due viene a mancare quando realizza che tutto è accaduto troppo in fretta, non vuole che l’epilogo sia immediato e troppo precipitoso, una vittoria troppo facile che riduce il premio troppo leggero, facile da conquistare, da svalutare. => Per mettere alla prova l’onorabilità, la moralità del sentimento di Ferdinando, lo testa: gli mette sulla strada alcuni ostacoli. Accusa Ferdinando di essere una spia, di voler sovvertire la potenza di Prospero stesso. Viene ridotto in schiavitù, ma sarà una schiavitù che Ferdinando sarà felice di sopportare per continuare a beneficiare
ci sono solo naufraghi nobili ma che ci siano anche dei marinai (saltati giù dalla barca e approdati a nuoto sull’isola) = personaggi popolari, di bassa estrazione sociale. Sono due e hanno un ruolo comico all’interno del play. Saranno azioni che riprenderanno determinate tematiche dell’azione “seria” per declinarle in forma parodica. Ciò serve per sottolineare le tematiche serie e la loro importanza + l’importanza del contrasto con la loro controparte comica. Anche tra i popolari ci sarà un disegno di cospirazione, i due buffoni saranno avvicinati da Caliban per usurpare il posto del potente Prospero. Qui Shakespeare ripropone la possibilità di molteplici e ricche vedute DELLO STESSO TEMA, analizzato dal punto di vista serio E comico = estrema varietà, ricchezza dell’esistenza stessa. Scena (2): riproduce in temi grotteschi “l’incontro con l’altro”, non è più un incontro declinato in termini sublimi, neoplatonici ed amorosi tra Ferdinando e Miranda ma un incontro tra due buffoni e Caliban. I marinai sono Stefano e Trinculo, entrambi incontrano Caliban mentre sta trasportando la legna sotto la pioggia. Trinculo è quello che trova per primo Caliban “a strange fish” perché maleodorante. Il marinaio si chiede se Caliban sia un uomo o un pesce e vorrebbe subito portarlo in Inghilterra come fenomeno da baraccone per arricchirsi = aspetto più brutale della colonizzazione, il lucro sugli isolani “selvaggi” e nativi di un luogo inesplorato. Successivamente si presentano una serie di equivoci: arriva il cambusiere ubriaco (ubriaco perché è arrivato sull’isola grazie ad una botte di vino che ha galleggiato sul mare fino a riva). Stefano il cambusiere crede che Caliban sia un diavolo (perché raccolto sotto ad un mantello per proteggersi dalla tempesta e i fulmini) e anche Caliban pensa che entrambi gli uomini siano degli spiriti mandati da Prospero per tormentarlo e torturarlo. Riconoscono poi in Caliban un mostro dell’isola = essere fisicamente difettoso, mostruoso a causa degli influssi lunari. Caliban vede in Stefano il “man of the moon”, vede in lui una divinità lunare. Dopo la comicità e l’equivoco iniziale si istituisce una sorta di rapporto di gioco di potere tra di loro che riproduce in modo grottesco quello dei nobili e di Prospero su Ferdinando. La presenza del grottesco incontro tra i tre lascia trasparire l’idea che l’isola diventi il paese della cuccagna in cui nessuno lavora e tutti godo dei beni materiali (da un punto di vista fisico). Vedendo che Stefano possiede il vino*, Calibano si prostra a lui (è uno schiavo, è uso a obbedire) perché vede nel marinaio un uomo potente a cui offrire i propri servigi. *Crede che il vino sia un liquore celestiale, un nettare. Servire Stefano significa abbandonare Prospero. I due marinai seguono Caliban nell’esplorazione dell’isola e questo viaggio durerà anche nella Seconda Scena del Terzo Atto e lì deciderà di voler architettare la sua vendetta nei confronti di Prospero. Prenderà spunto dalla presenza di Stefano e Trinculo per proporre loro questo assassinio, offrendo a Stefano anche la mano di Miranda diventando Re dell’isola. Caliban sostiene che il momento adatto per uccidere il tiranno sia il pomeriggio, nel momento del riposo di Calibano. + desiderio di impossessarsi dei libri, ciò che conferisce il potere al mago. In questo accordo grottesco prevale la dimensione materiale del possesso, possesso di beni e di Miranda. Terzo Atto; Scena (1): [ + va ricordato che il play si sviluppa in TRE plot e deroga da quella che è la tradizionale divisione del play del teatro elisabettiano e di Shakespeare tradizionalmente diviso in main plot e subplot. In The Tempest il main plot ha due differenti gruppi= politico dei naufraghi con Re etc + Ferdinando con Miranda e Prospero etc. E un subplot parodico, grottesco, comico con Caliban e i due marinai della nave.]
Qui nel Terzo Atto i tre plot si sviluppano autonomamente per poi confluire nel Quinto Atto in un finale UNICO. Sono ancora protagonisti Ferdinando e Miranda, davanti alla Grotta di Prospero. Amore tra i due: dalle caratteristiche di amor cortese. Ferdinando qui sta scontando il suo servizio, la sua schiavitù verso Prospero. E’ contento e fiero di questi incarichi che normalmente riterrebbe umilianti MA che ora vede positivi perché servo a prestare servizio a Miranda, la donna che ama. Segue il modello cortese “mean task” che diventa “pleasures” perché serve la dama. Ferdinando offre come pegno questo suo duro lavoro e la sua obbedienza a Prospero si traduce in un omaggio alla dama. Miranda stessa partecipa emotivamente a questi lavori mostrando pietà nei confronti del suo amato. “What is your name?” = importanza del nome dell’amata nel codice cortese. Rimandi al codice petrarchesco: Miranda = admiration e wonder + il valore della bellezza della dama viene considerato massimo e assoluto “full soul” “noblest grace” La tradizione petrarchesca si contrappone all’atteggiamento di Caliban nei confronti di Miranda e al modello culturale di Caliban stesso nel linguaggio amoroso, è un modello anticulturale, barbarico e selvaggio e si esprime in un tentativo di violenza. Il modello cortese è solo una delle possibilità (non quella prevalente nella rappresentazione di Shakespeare), il modello cortese in termini religiosi ha due sbocchi: neoplatonismo profondamente cristiano (dolce stil novo, amore etico che esprime la bellezza ed un senso morale) e poi l’esempio di Petrarca (amore terreno, infelice). Essendo infelice viene completamente abbandonato e si contrappone a lui l’amore religioso (Inno alla Madonna nel Canzoniere di Petrarca). L’amore cortese tra Ferdinando e Miranda si trasforma poi in un modello dal carattere religioso, di un amore reciproco e felice che viene poi coronato dal matrimonio e sarà considerato poi un amore perfetto, un rapporto ideale. Miranda si offre lei stessa di aiutare l’amato e si pone sullo stesso livello di Ferdinando = modello tipico del protestantesimo dove uomo e donna, amato e amata sono posti sullo stesso livello ed il loro amore è unicamente funzionale al matrimonio, non è indirizzato al mero sentimento ma è invece finalizzato al matrimonio in cui le due parti hanno la stessa legittimità, dignità. Il lavoro non è un termine negativo nell’etica protestante, NOBILITA l’uomo ed è segno della sua grazia, della sua moralità. Prospero si riconfigura come un dio che mette alla prova Ferdinando per testare la sua moralità. L’amore tra i due si riconduce inizialmente al modello cortese e poi si sviluppa lasciando più spazio al modello religioso tipicamente protestante, principalmente perché la storia d’amore ha successo. Prospero rimane un deus ex machina, un dio protestante (predetermina il fato) che guida e determina gli avvenimenti del destino dei due amanti. I due si giurano amore e nello stesso tempo questo amore è un amore costruttivo che darà esito come legame duraturo e costante, stabile. Miranda lo chiama “companion” , termine che viene usato per “companion at marriage”. Prospero in un “aside” parla dell’innamoramento come di un contagio, una malattia “thou art infected” una declinazione scettica e distaccata di Prospero, fa la parte del critico (tradizione popolare dell’amore che vede l’amore come un malanno che punta sulla follia). Mostra un po’ di gelosia nei confronti della figlia, Miranda ha sempre avuto solo Prospero come punto di riferimento mentre ora ha anche Ferdinando. Dalla domanda di Miranda “Do you love me?” si assiste a quello che può essere inteso come formula quasi matrimoniale = idea molto moderna di un matrimonio che è basato non solo sulla
origini mitologiche per celebrare il matrimonio e il loro amore. (= esempio di Mask elisabettiano) Dramma nel dramma, rappresentazione teatrale NELLO spettacolo teatrale. Anche in questo Prospero si concentra nell’impartire una lezione ai due amanti: rifiutare qualsiasi tipo di amore fisico, carnale prima del matrimonio. = Il matrimonio da valore alla sessualità. Se Ferdinando spezza il nodo verginale di Miranda prima della cerimonia ecco che la fecondità, il loro amore sarà tutto vanificato, si trasformerà in sterile odio, infeconda unione, discordia etc. Il Mask organizzato da Prospero serve a rinforzare ulteriormente questo ammonimento e questo obbligo. Entrano poi alcuni mietitori che si uniscono alla danza dei personaggi. Tutto questo viene interrotto dal messaggero Ariel che aggiorna Prospero su quello che sta facendo Caliban con i due marinai. La chiusa di Prospero al Mask: simile al monologo di Macbeth sulla vita fatta unicamente di illusioni, ecco che qui c’è il riferimento agli spiriti/attori che hanno finito di rappresentare il mask + riferimento al “great globe”, il mondo si dissolverà al pari dello spettacolo incorporeo , niente lascerà traccia dietro di sé. L a nostra vita è circondata da un sonno => Riferimento alla magia del teatro come sogno e diffusione che però è destinato a svanire come svanirà il mondo , la realtà costruita dalla civiltà. Idea della precarietà del mondo, della caducità del mondo stesso. Lieve pessimismo che confligge con il messaggio cristiano di riconciliazione finale. L’allusione al “globe” = Globe Theater sottolinea come questa metafora di caducità sia da associare all’immagine materiale del teatro e delle rappresentazioni, la magia dello spettacolo è reale ma impalpabile e dalla vita brevissima. Dopo la vita sul palco è destinata all’oblio e a svanire. Non lascia traccia come i sogni. [Nel quarto atto si esaurisce il tema amoroso tra Ferdinando e Miranda , l’amore trionfa secondo le modalità religiose E fisiche = sessualità deve essere parte di un modello etico e deve essere legittimata dal matrimonio. All’interno del matrimonio la sessualità deve essere sfruttata per fornire prole alla coppia. Questo ha anche un senso politico, la coppia dovrà garantirsi una discendenza per tenere il potere nella loro casata] La seconda parte del quarto atto (sempre Scena 1) è dedicata alla sfera pubblica, ai PLOT POLITICI (Caliban e nobili). Prospero tira le fila, tutto si è svolto secondo quelle che erano le sue volontà, le sue magie hanno funzionato. Materialmente attira presso la sua Grotta i due gruppi di uomini, arriveranno ovviamente da due percorsi distinti MA alla fine si troveranno tutti al cospetto di Prospero (= potere superiore, soprannaturale che ordina la sequenza degli eventi e decide del destino dei personaggi) Tutto si incentra come acme drammatico nei pressi della Grotta. I primi a giungere sono i protagonisti del Plot politico più basso e grottesco, Caliban, Stefano e Trinculo. Sono stati incantati dalle musiche dell’isola, di Ariel, e sono stati attirati nello “stagno dalla lurida schiuma” fuori la cella di Prospero. A differenza dei nobili che vengono accusati ed attaccati dalle arpie, qui nel plot grottesco Ariel NON parla ai personaggi, si limita a lasciarli cadere nello stagno. Alla punizione morale dei nobili (spirituale) si oppone quella corporale di Caliban e gli altri. Prospero per sviare il piano di Caliban fa si che vengano mostrati loro degli abiti sontuosi, un ricco guardaroba di vestiti sfarzosi ed appariscenti. Questi abiti attraggono l’attenzione di Trinculo e di Stefano e si dimenticano di qualsiasi intento politico, rivelando la loro natura = si trasformano in volgari ladri NON adatti al plot politico. Caliban si dispera per questa loro stupidità e questa è una
prima punizione nei suoi confronti perché si rende conto che il suo piano politico non potrà avvenire con questi individui. Caliban paradossalmente da dell’idiota a questi due marinai. Tutto si conclude con questi due mastini che infliggono sofferenze fisiche ai tre malcapitati dando loro quella che è un’altra punizione corporale. Questa punizione richiama per contrasto quella spirituale dei nobili. Quinto Atto; Scena (1): Anche gli altri personaggi arrivano nella Grotta di Prospero. L’atto inizia con Prospero che dice che il suo progetto sta per giungere alla fine, sta per realizzarsi pienamente. Chiede notizie ad Ariel sui nobili, “all prisoners” “confin’d together” Sono prigionieri dell’incantesimo e della loro colpa, prigionieri della loro sofferenza spirituale (= pazzia come momento di straniamento ed espiazione dei loro peccati) Parossismo della loro sofferenza. Disegno morale di Prospero (verso 25): non persegue la loro sofferenza come vendetta, non desidera protrarre oltre il limite consentito la loro sofferenza, non si dimostra crudele così come loro sono stati nei suoi confronti. Vuole dominare quel sentimento naturale, umano che lo ha portato a infliggere loro quelle sofferenze in virtù delle loro colpe, vuole raffrenare le sue passioni ed esercitare la sua ragione. Il personaggio di Prospero rappresenta determinati valori umanistici e possiede il potere della conoscenza e della scienza (subordinati alla morale) non è portato a fare solo cose negative MA è sottomesso al suo stesso giudizio morale, la sua ragione deve prevalere = nel momento in cui i malvagi si pentono ecco che il suo scopo è stato raggiunto. La cosa importante non è la vendetta ma far raggiungere loro il pentimento. La virtù di Prospero può essere vista come la virtù misericordiosa cristiana E come la virtù di sapere controllare le proprie passioni, di far si che non rendano l’uomo animale e che si fermino e si subordinino alla morale positiva. (perdonerà anche Caliban) La pazzia che i nobili soffrono è il CONTRAPPASSO rispetto a quello che hanno fatto, all’atto di violenza estrema che hanno compiuto verso Prospero. Prospero si rende conto che hanno sofferto abbastanza e cessa l’incantesimo. Ora che ha compiuto il suo disegno può dismettere i panni del mago, del deus ex machina per ritornare ad essere se stesso, ad essere Prospero il Duca di Milano che si riprenderà il suo ruolo politico attraverso la riconciliazione con i suoi ex nemici. Fase finale di disvelamento di identità di Prospero, si svela agli stessi nobili (che fino a quel momento non avevano una visione di lui). Man mano riprendono i loro sensi, il senso della loro ragione e vengono poi svelate le realtà dell’isola. Prospero invoca tutti gli spiriti naturali che lo hanno aiutato al momento, evoca ciò che lui ha fatto, la sua potente arte. (= commiato alla sua arte) Rompe la sua bacchetta magica, si toglie l’abito da mago e getta nelle profondità marine i suoi libri. L’ultima parte dell’atto è caratterizzata da due disvelamenti, quei colpi di scena che trasformano la tragedia in commedia, in play dal finale positivo. La “Solemn music” annuncia l’ingresso dei nobili ex prigionieri. La musica diventa armonia, ristabilisce l’armonia del cosmo, ristabilisce l’ordine e la serenità negli animi di quei tre colpevoli che erano impazziti. Prospero ora rivela la sua identità, la storia e quella che è stata la colpa dei nobili. (indossa gli abiti da Duca di Milano). Ora che si è rivelato può licenziare Ariel dal suo ruolo di spirito, può liberarlo. Alonso è ancora incerto, non sa se quella a cui sta assistendo è un’illusione o la realtà. Si pente,