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macbeth e the tempest, Appunti di Letteratura Inglese

appunti dettagliati del modulo 1 delle lezioni del professore Renato Rizzoli.

Tipologia: Appunti

2019/2020

In vendita dal 18/12/2020

lola.ferr
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MACHBET SHAKESPIRE
MOMENTO STORICO
Inizio 600, momento di transizione per l’Inghilterra perché la regina Elisabetta muore nel 1603 senza eredi e gli succede Giacomo 4 di
scozia appartenente agli stuard e non ai tudor percio abbiamo anche un cambio dinastico.
L’Epoca elisabettiana segna anche la fine dellottimismo di una stagione quasi irripetibile nella storia dell Inghilterra che ha visto , sia
da un punto di vista politico che commerciale, una ascesa come potenza europea nel 1538 abbiamo la sconfitta dell'imperatore
Carlo quinto e dell' incivile armata spagnola . Inghilterra entra nello scenario europeo come potenza che andava quindi a sostituire la
Spagna.
Anche da un punto di vista letterario, la corte di Elisa Betta e stata fondamentale per il Rinascimento inglese soprattutto per la
letteratura rinascimentale
Il teatro di Shakespeare si colloca in questo periodo ma va anche al di là della grande stagione elisabettiana perché dura fino al 1642
e il momento topico di questo teatro è rappresentato proprio dalla carriera di Shakespeare e che si ritirerà solo nel 1612 e morira il
1616
Il passaggio cruciale dei primi anni del 600 corrisponde sia al passaggio delle grandi tragedie che al passaggio storico non ottimistico
perché si è chiusa la grande stagione infatti gli ultimi anni del Regno di elisabetta erano segnate la malinconia
Da un punto di vista intellettuale il 600 è anche il secolo dove tramontano gli ideali rinascimentali: il secolo del barocco e il secolo
dello sviluppo della scienza. E’ il secolo che ha come sua base tutte le conquiste intellettuali ed estetiche ma si colloca in una
posizione già diversa rispetto al vero grande Rinascimento, una posizione più scettica dove, anche il pensiero scientifico, ha
contribuito a smontare molte certezze.
GIACOMO IV DI SCOZIA (giacomo primo di inghilterra)
il regno di Giacomo si apre comunque in un 600 che sarà molto travagliato per la storia inglese ma anche per la sfera europea:
troviamo la guerra dei trent'anni e la nascita travagliata degli stati nazionali come potenza assoluta
Giacomo primo viene da una scozzia molto arretrata e aveva le caratteristiche di un re assolutista che Elizabeth non aveva: lei
regnava sostenuta dal parlamento ma anche dalle classi mercantili cioè da quella borghesia in ascesa che aveva fatto la fortuna
mentre lui si poneva in una posizione più assolutista perché non amava contrattare con il Parlamento sulle proprie finanze e le
proprie prerogative di re scontrandosi soprattutto con quelle classi progressiste cioè quelle mercantili e ciò causò una frizione che
poi portò alla rivoluzione puritana degli anni '40
DATAZIONE DEL MACHBET
le grandi tragedie di Shakespeare riflettono questo pessimismo, questa incertezza portata sia da aspetti culturali che da aspetti
sociali che politici. Soprattutto il Macbeth che è una delle ultime tragedie insieme a LIAR.
MACHBET è del 1606 anche se c'è molta incertezza sulla periodizzazione a causa dell'assenza di quotes cioe edizioni economiche
pubblicate durante la rappresentazione stessa ma abbiamo solo il foglio del 1623 come testo che, se dal punto di vista filologico
potrebbe essere una semplificazione avendo solo un unico testo, porta l'incertezza sulla data di rappresentazione e così anche della
stesura. Grazie ad alcune testimonianze scritte e testimonianze di altri play che citano alcune peculiarità presenti nel Macbeth,
possiamo far risalire la data di stesura al 1606. Infatti, dagli appunti di un elisabettiano dell'epoca, l’alchimista San huffoman racconta
che vide il Macbeth rappresentato nella primavera del 1611.
In due commedie tra cui il Cavaliere del pestello ardente c'è lallusione alla comparsa del fantasma di banquo (è uno dei personaggi
del Macbeth) e possiamo così dedurre da questo play del 1607 che il play del machbet fosse stato scritto prima ma nella stessa
tragedia Shakespeariana, il portiere parla di equivocazioni dov'è l'equivoco è la dottrina gesuitica che è intesa a giustificare lo
spergiuro e che ha a che fare a quel che si pensa essere stata la congiura delle polveri cioè il tentativo di sovvertire la monarchia
stessa protestante perché Giacomo primo era un protestante sposato con una cattolica e questa congiura, che nel Marzo del 1606
viene allusa nel machbet ci fa pensare che il Macbeth possa essere stato quanto meno rappresentato subito dopo in quell'anno
almeno per maggio del 1606 .
FONTI STORICHE USATE NEL MACBETH
Per le fonti, la storia del machbet cioè di un nobile scozzese che divenne re tramite un’usurpazione racconta una storia vera, questo
personaggio regnò nella Scozia dal 1040 al 1057 ma nel macbeth è diverso rispetto a quello del play perché, nonostante si fosse
impadronito del potere assassinando l’inetto re duncan, fu pero un sovrano saggio e buon amministratore fino poi l ‘invasione della
scozia da parte delle forze inglesi che, con accapo i figlio dello spodestato re precedente, si riprese il trono del padre regnando.
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MACHBET SHAKESPIRE

MOMENTO STORICO

Inizio 600, momento di transizione per l’Inghilterra perché la regina Elisabetta muore nel 1603 senza eredi e gli succede Giacomo 4 di scozia appartenente agli stuard e non ai tudor percio abbiamo anche un cambio dinastico. L’Epoca elisabettiana segna anche la fine dell’ottimismo di una stagione quasi irripetibile nella storia dell Inghilterra che ha visto , sia da un punto di vista politico che commerciale, una ascesa come potenza europea→ nel 1538 abbiamo la sconfitta dell'imperatore Carlo quinto e dell' incivile armata spagnola. Inghilterra entra nello scenario europeo come potenza che andava quindi a sostituire la Spagna. Anche da un punto di vista letterario, la corte di Elisa Betta e stata fondamentale per il Rinascimento inglese soprattutto per la letteratura rinascimentale Il teatro di Shakespeare si colloca in questo periodo ma va anche al di là della grande stagione elisabettiana perché dura fino al 1642 e il momento topico di questo teatro è rappresentato proprio dalla carriera di Shakespeare e che si ritirerà solo nel 1612 e morira il 1616 Il passaggio cruciale dei primi anni del 600 corrisponde sia al passaggio delle grandi tragedie che al passaggio storico non ottimistico perché si è chiusa la grande stagione infatti gli ultimi anni del Regno di elisabetta erano segnate la malinconia Da un punto di vista intellettuale il 600 è anche il secolo dove tramontano gli ideali rinascimentali: il secolo del barocco e il secolo dello sviluppo della scienza. E’ il secolo che ha come sua base tutte le conquiste intellettuali ed estetiche ma si colloca in una posizione già diversa rispetto al vero grande Rinascimento, una posizione più scettica dove, anche il pensiero scientifico, ha contribuito a smontare molte certezze. GIACOMO IV DI SCOZIA (giacomo primo di inghilterra) il regno di Giacomo si apre comunque in un 600 che sarà molto travagliato per la storia inglese ma anche per la sfera europea: troviamo la guerra dei trent'anni e la nascita travagliata degli stati nazionali come potenza assoluta Giacomo primo viene da una scozzia molto arretrata e aveva le caratteristiche di un re assolutista che Elizabeth non aveva: lei regnava sostenuta dal parlamento ma anche dalle classi mercantili cioè da quella borghesia in ascesa che aveva fatto la fortuna mentre lui si poneva in una posizione più assolutista perché non amava contrattare con il Parlamento sulle proprie finanze e le proprie prerogative di re scontrandosi soprattutto con quelle classi progressiste cioè quelle mercantili e ciò causò una frizione che poi portò alla rivoluzione puritana degli anni ' DATAZIONE DEL MACHBET le grandi tragedie di Shakespeare riflettono questo pessimismo, questa incertezza portata sia da aspetti culturali che da aspetti sociali che politici. Soprattutto il Macbeth che è una delle ultime tragedie insieme a LIAR. MACHBET è del 1606 anche se c'è molta incertezza sulla periodizzazione a causa dell'assenza di quotes cioe edizioni economiche pubblicate durante la rappresentazione stessa ma abbiamo solo il foglio del 1623 come testo che, se dal punto di vista filologico potrebbe essere una semplificazione avendo solo un unico testo, porta l'incertezza sulla data di rappresentazione e così anche della stesura. Grazie ad alcune testimonianze scritte e testimonianze di altri play che citano alcune peculiarità presenti nel Macbeth, possiamo far risalire la data di stesura al 1606. Infatti, dagli appunti di un elisabettiano dell'epoca, l’alchimista San huffoman racconta che vide il Macbeth rappresentato nella primavera del 1611. In due commedie tra cui il Cavaliere del pestello ardente c'è l’allusione alla comparsa del fantasma di banquo (è uno dei personaggi del Macbeth) e possiamo così dedurre da questo play del 1607 che il play del machbet fosse stato scritto prima ma nella stessa tragedia Shakespeariana, il portiere parla di equivocazioni dov'è l'equivoco è la dottrina gesuitica che è intesa a giustificare lo spergiuro e che ha a che fare a quel che si pensa essere stata la congiura delle polveri cioè il tentativo di sovvertire la monarchia stessa protestante perché Giacomo primo era un protestante sposato con una cattolica e questa congiura, che nel Marzo del 1606 viene allusa nel machbet ci fa pensare che il Macbeth possa essere stato quanto meno rappresentato subito dopo in quell'anno almeno per maggio del 1606. FONTI STORICHE USATE NEL MACBETH Per le fonti, la storia del machbet cioè di un nobile scozzese che divenne re tramite un’usurpazione racconta una storia vera, questo personaggio regnò nella Scozia dal 1040 al 1057 ma nel macbeth è diverso rispetto a quello del play perché, nonostante si fosse impadronito del potere assassinando l’inetto re duncan, fu pero un sovrano saggio e buon amministratore fino poi l ‘invasione della scozia da parte delle forze inglesi che, con accapo i figlio dello spodestato re precedente, si riprese il trono del padre regnando.

Un altro riferimento è al personaggio di banquo, il compagno darmi di machbet le cui imprese saranno il punto centrale della seconda scena, dove la sua progenie diventerà la stirpe degli stuard perché si pensava che per dare lustro e antenati nobili allo stesso re giacomo 4 di scozia (divenuto giacomo primo di inghilterra, patrono della compagnia di shakespire) nel play si dovesse far riferimento a un personaggio nobile a cui ricondurlo. Banquo verra poi assassinato da machbet e suo figlio sopravviverà dano vita alla stirpe di giacomo primo → dal punto di vista storico e del play tutto cio viene riproposto nella tragedia di shakespire viene riproposto come storia e mitologia. Un'altra storia rappresentata da shakespire, quella della moglie dell’ osurpatore (lady machbeth) , viene dalla storia di scozia che non ha a che fare con la storia dell’usurpatore ma con una storia ancor piu lontana, quella di re duf (antenato di duncan) che venne assassinato sotto sollecito della moglie. → parte di storia usata da shakespire per essere fusa nella trama del macbeth La fonte del suo materiale è l autore Rafael hollinshit, che nel 1577 ha publicato the cronicles of england, shottland and island. Tutte le storie nel macbeth hanno preso spunto da questa raccolta talvolta seguendo la vera vicenda descritta. Rafael è uno dei primi esempi di scrittur moderna in inghilterra perché, fino epoca medievale erano solo cronache di eventi importanti accaduti durante l’anno ma la storia degli umanisti ci porta descrizioni letterarie piu articolate cosi come giudizi e le prospettive dello stesso autore. Quindi shakespire non inventava le sue storie di sana pianta, ma questo fa parte della concezione dell’autore in epoca rinascimentale ovvero l’idea dell’imitazione compresa anche quella degli autori ma non solo dello stile o del linguaggio ma anche di storie che vengono rivisitate senza la preoccupazione di fare qualcosa di nuovo e originale (piu un idea 700esca alla base della nascita del romanzo che andra a rivoluzionare i canoni letterari). Siamo ancora nel ùrinascimento, prima modernità, dove l eredità dei classici è importante, imitazione va ad approvvigionarsi di queste storie → shakespire non badava all’originalità, prendeva tutto cio che poteva interessarlo e li rivisitava.

Cio che dicono infatti è ambiguo cosi come l espressione diabolica della loro natura, infatti possiamo interpretare in diversi modi le loro parole che evocano in noi diverse interpretazioni a seconda della nostra immaginazione e della nostra cultura. SECONDA SCENA Viene introdotto il tema della rivolta e l intervento di macbeth che, aiutato da banquo, sventa la rivolta. Scena epica non rappresentata direttamente sul campo di battaglia ma evocata dal re Duncan che attende notizie per capire sei i suoi fedeli vassalli l’ hanno soffocata tra cui macbeth (conte di glavis - tain in scozzese). Le gesta epiche sono evocate dal capitano che arriva sporco di sangue e riporta le gesta militari di macbeth che viene definito brave e valiant, pieno di virtu insomma. Altri esempi sono altri epiteti con cui viene connotato macbet stesso: eagle e lion, bellona’s bridegroom che e un riferimento alla classicità infatti bellona è la dea della guerra mentre bridegroom vuol dire consorte e il consorte di bellona era marte cioe il dio della guerra a cui viene paragonato macbeth. Macbeth diventa un eroe epico che gia era in lui a causa della sua violenza eccessiva e il trattare il nemico brutalmente. Macbeth si dimostra sì un valoroso soldato spinto da sentimenti virtuosi nei confronti del re perché e fedele a lui ma ce gia in lui la furia ceca, quell agire in modo bestiale ed è questa sua caratteristica, legata al senso di potere e alla voglia di primeggiare che faranno di lui una figura negativa. Anche nel momento della sua esaltazione si insinua questa negatività tanto che i pg non possono essere piu visti come dotati di determinate caratteristiche (solo morali) ma sono pg moderni che derivano dall’idea di individualismo che diventa il centro del mondo nel rinascimento. Troviamo sia vizzi che virtu difficilmente distinguibili, sono pg problematici cosa che non possiamo riscontrare nei pg morali del medioevo che non sono mai ambigui o problematici. Smoked of the bloody execution → particolari raccapriccianti Verso 40 →metafora: ucciso primo ribelle, si affaccia ad insidiare il trono di scozia il re di norvergia con affianco il barone di cawdorn e i nuovo machbett e baquo combattono come aquile e leoni. Lo stesso barone di cawdorn sarà vittima della violenza del coraggio di machbet tanto che il re duncan conferirà a machbett il titolo di questo barone percio diventa barone di gladis e di cawdorn. → What he hath lost noble Macbeth hath won Questo rimanda a quanto le streghe avevano detto riguardo alla battaglia sia persa che vinta. Questa rivolta, oltre l violenza fin ora vista, non puo che prefigurare cio che succederà dopo visto che il tema è il tradimento → segno della condotta di machbett che come barone do cawdorn si ribellerà anche lui al re duncan uccidendolo dando sfogo della sua ferocia che lo ha sempre contraddistinto. Qui, la sua belva è ancora imbrigliata dalla fedeltà al re ma dopo risponderà solo allo stesso machbet TERZA SCENA Le streghe incontrano machbet mentre Lui e banquo si apprestano ad andare al castello di duncan e gli fano un vaticinio, una profezia. Queste si erano gia riunite prima e una stavano discutendo di un incantesimo che aveva effettuato ad un marinaio → malvagità delle streghe mostrata tramite la loro capacità di far soffrire la gente. la moglie di questo marinaio aveva offeso la strega cacciandola e questa si vendica sul marito tormentandolo con la mancanza del sonno provocando forti venti lungo il tragitto che doveva compiere con la nave → I will drain him dry as hay: Sleep shall neither night nor day Si vedrà poi come la mancanza di sonno di questo capitano sarà la stessa profezia per machbett che verrà infatti punito allo stesso modo per l uccisione del re → ironia che prefigura il destino di machbet cosi come il bello è brutto e il brutto è il bello che torna nella terza scena come commento di machbett alla battaglia : un giorno allo stesso tempo bello e brutto → So foul and fair a day I have not seen. Banquo è il primo a vedere le streghe parlandone come donne non donne (inizio 600 la stregoneria e la caccia alle streghe era diffusa) → you should be women, And yet your beards forbid me to interpret. That you are so. Le streghe li salutano entrambi ma soprattutto salutano machbett con una profezia → All hail, Macbeth! hail to thee, thane of Glamis! All hail, Macbeth, hail to thee, thane of Cawdor! All hail, Macbeth, thou shalt be king hereafter! Viene infatti definito gia barone di cawdor , cosa che non è ancora accaduta, cosi come (shalt → forma arcaica di shall) re. Banquo sembra confuso soprattutto nel vedere machbett rapito da quella profezia e vuole anche lui sapere qualcosa sul suo conto. Le streghe rispondono subito dicendogli che il suo futuro sarà meno prestigioso di qello di machbet ma piu felice, lui non sarà re ma la sua progenie si. (thou - > forma arcaica di you)

Parlano sempre in modo ambiguo tanto che Machbett vorrebbe che si spiegassero meglio perché ora ha solo incertezza per il futuro. → clima di irrazionalità e confusione tra l apparenza e realta e sara proprio questo clima che si impadronirà di machbett che infrangerà l ordine anche perché la realtà è stata infranta. Le streghe poi spariscono senza dare maggior dettagli nonostante lui le avesse sollecitate a farlo. Le prime azioni del dramma ci danno diversi significati:

  • sembra che il destino di machbet sia retto da delle forze del fato che non sono conoscibili per lui e che lo sovrastano tanto che sembrano loro decidere della sua sorte senza che lui abbia motivo o possibilità di agire → un rapporto subordinato tra il destino superiore che domina gli uomini e l’uomo, ci rimanda alla tragedia greca.
  • Un altro significato evidente dato dal fatto che queste streghe sono le presenze degli inferi → contesto della cristianità che interpreta queste streghe come presenze diaboliche poste in questo ruolo soprattutto da banquo (le definisce instrument of darkness ) che sono lì per dannare lo stesso machbet →riferimento non piu alla tragedia greca ma in senso cristiano e alla morale in cui le potenze di satana si muovono per corrompere machbett che ascolterà le parole delle streghe e queste faranno sorgere in lui il desiderio di vedere le profezie realizzate ma da anche una morale negtiva dove l eroe è un eroe negativo che non si redimerà ma abbiamo un percorso opposto. Questa morale ribalta la tesi medievale dell’eroe redento.
  • Le streghe sono anche interpretabili come una proiezione dell’animo di machbet, possono essere cio che è la realta stessa del suo animo dove le passioni hanno il sopravvento sulla razionalità, il caos sull ordine e prevale appunto il desiderio che fa si che machbet trasgredisca l ordine → tragedia di machbet è la tragedia dell’individualismo, è la sua possibilità di scelte ed azione che vengono mostrate in questa tragedia moderna che è la tragedia dell’uomo rinascimentale, la sua faccia oscura che ormai ha il mondo terreno come suo ambiete naturale e che non ha piu barriere e le pulsioni vanno oltre della virtu e dell armonia. → il limite è stato passato ed è l aspirazione dell’uomo rinascimentale cosi da attingere a sempre piu conoscenza e potere ma con risvolti a volte tragici e distruttivi perché si rompe l ordine a causa del seguire individualmente le proprie passioni. Quindi abbiamo diversi paradigmi sulla quale vedere questa tragedia infatti le streghe assumono tutti questi ruoli: il fato della tragedia greca, le potenze infernali cristiane che distruggono machbet perché e ascolta o proiezioni dell animo di machbet e delle sue aspirazioni. Il monologo di machbett: dopo l incontro con le streghe che gli lascia sconvolti per l insediamento del seme della profezia nel loro animo, vengono accolti dagli altri nobili sulla strada per il castello. Vengono scortati dal re duncan e sarà ROSS stesso che rivelerà a machbet di essere stato nominato barone di cawdor. Machbet è ancora piu turbato ora visto che la profezia si è rivelata vera, e perché no anche la terza? Metafora di machbet che si riferisce al vestiario: - → thane of Cawdor lives: why do you dress me. In borrow'd robes? → molto spesso le condizioni acquisite da titoli hanno a che fare con i vestiti e la loro misura tanto che quando lui diventerà re, si renderà conto che quei panni non sono i suoi, troppo grandi. In questa metafora definisce quei vestiti come presi I prestito, anche qui un ironia cosi come sarà preso in prestito l abito della regalità. Ora sia banquo che machbet hanno l idea che le streghe possono aver detto laverità per tutti i destini prefigurati ed e qui che machbet inizia il monologo dove recita verso il pubblico senza essere udito dagli altri attori per esprimere i suoi sentimenti piu intimi. Cannot be ill, cannot be good: if ill, Why hath it given me earnest of success, Commencing in a truth? I am thane of Cawdor: If good, why do I yield to that suggestion Whose horrid image doth unfix my hair And make my seated heart knock at my ribs, Against the use of nature? Present fears Are less than horrible imaginings: My thought, whose murder yet is but fantastical, Shakes so my single state of man that function Is smother'd in surmise, and nothing is But what is not. Il ritmo spezzato del monologo con frasi che danno senso di confusione, ci da un idea dei vari sentimenti che si agitano in lui. Possiamo vedere la nascita del male in machbet anche se travagliata. Ha un presentimento di sciagura ma anche di grande onori e successi dall’altro e lui non sa bene come interpretare la vicenda, i suoi dubbi riflettono lo scontro tra la morale e i suoi desideri → se tutto cio che hanno detto le streghe è male, perché allora è cosi pieno di successo e verità tanto che sono diventato davvero barone di cawdorn ma se tutto questo è bene (cioè il fatto che lui diventi anche re eliminando il re duncan) ciò fa si che il mio animo sia sconvolto da questa immagine orribile.

For in my way it lies. Stars, hide your fires; Let not light see my black and deep desires: The eye wink at the hand; yet let that be, Which the eye fears, when it is done, to see. È gia proiettato verso quello che prima era incerto e contrastato ma che ora diventa concreto a causa della situazione che lo pone davanti a determinate scelte. Troviamo contrapposizione tra la luce delle stelle, a cui si riconduce la regalita di duncan, e il buio che è l animo di machbet e i suoi desideri che si fanno sempre piu forti e reali. Inizia ad accettarli come la sua condizione ma ha ancora un po di moralità che appunto glie li fa vedere come desideri oscuri e facendogli provare come senso di colpa. Questa scissione della sua anima viene fuori ancora dalla contrapposizione tra cio che deve essere fatto per soddifìsfare i desideri oscuri e l’occhio, inteso come la razionalità, che si ritrae dal vedere del tutto l’abisso dell’atto necessario. → pg straordinariamente moderno perché complesso, no piu pg monodimensionali privi della sofferenza continua e della contraddizione dell animo umano. Abbiamo gia detto che questa tragedia puo essere ricondotta a tre paradigmi: quello classico, quello medievale e quello moderno anche se i primi due risultano subordinato o addirittura smentiti dal terzo nel momento in cui il dramma dell’individuo fa capolino. La solitudine di machbet fa capolino con i monologhi e ci racconta il suo rapporto con la coscienza. L individuo e spinto a tal punto da desiderare l impossibile, quello che in precedenza era definito l impossibie → tragedia spinge sempre di piu al paradigma dell’individualità, l’uomo al centro e non piu dio, è l uomo protagonista della scena storica. QUITA SCENA Entra in gioco lady machbet con la lettura della lettera di machbett che annuncia il suo ritorno nel suo castello con la prospettiva di avere il re duncan come ospite → destino gli da una possibilità di vedere realizzati i suoi desideri. In questa lettera le riferisce l accaduto e gli onori di cui è stato investito ma c è anche ansia e la necessità del suo conforto dopo la rivelazione del vaticinio delle streghe. Tutti questi sentimenti sono trasmessi alla moglie che sarà lei stessa un aiuto cruciale per machbet per realizzare il suo piano. Da questa lettera traspare sia la speranza che l ansia ma non racconta della modalità con cui il vaticinio dovrebbe avverarsi, non parla dell’uccisione, tace sul male e sul sangue necessari → segno che la decisione finale sarà presa con il cotributo della moglie come se l intenzione di machbet fosse proprio questa sottolineando una codardia nascosta. Il fatto di lasciare proprio che la moglie gli dia lo slancio finale per commettere l’omicidio, fa capire il timore dietro. Lady machbet, da questa lettera, comprende subito le dinamiche, ha una visione chiara e razionale e conosce perfettamente la natura stessa del marito. Sa indurlo e guidarlo tramite le parole, a prendere la decisione che lui esita a prendere perché si ritira a causa del suo senso morale che giudica questo delitto come qualcosa di mostruoso: Glamis thou art, and Cawdor; and shalt be What thou art promised: yet do I fear thy nature; It is too full o' the milk of human kindness To catch the nearest way: thou wouldst be great; Art not without ambition, but without The illness should attend it: what thou wouldst highly, That wouldst thou holily; wouldst not play false, And yet wouldst wrongly win: thou'ldst have, great Glamis, That which cries 'Thus thou must do, if thou have it; And that which rather thou dost fear to do Than wishest should be undone.' Hie thee hither, That I may pour my spirits in thine ear; And chastise with the valour of my tongue All that impedes thee from the golden round, Which fate and metaphysical aid doth seem To have thee crown'd withal. Note scrittura:

  • Art con t per la desinenza del verbo della seconda persona singolare dove il verbo è to be quindi thou art in shakespire vuol dire you are.
  • Thy vuol dire your quindi agg possesivo di seconda persona singolare Lady machbett in questo discorso ci fa sapere che ha capito che per arrivare a essere re, per diventare quello che lui ha promesso ci vuole un atto oscuro anche se lui lo ha celato. Lo cela, secondo lei, perché la sua natura è troppo colpa dell’arte della gentilezza umana (gentilezza legata al latte materno quindi alla donna e alla madre come simbolo di natura che infonde in colui che essa nutre la virtu). Lo accusa infatti di troppa bonta ecosi facendo si autodefinisce l’opposto ovvero lei non sarà quel modello di madre natura che fa si che gli uomini siano buoni ma ripudierà la sua femminilità nel momento in cui incita questo desiderio. Capisce che machbet

vuole tutto questo ma non vorrebbe sporcarsi le mani, non vuole compromettere la sua coscienza del tutto ma sa che ha piu paura di agire in quel modo che del desiderio che questa cosa non sia fatta. Infatti, a questo punto, lei si chiede qual è la sua funzione. Come puo indurlo ad agire e a farli si che tutto cio che è stato gia stabilito dal fato o da qualche entità metafisica (con l intruduzione di questo aggettivo fa si che questa vicenda della scozia sia anche una sorta di tema metafisico che trascenda la storia stessa) accada. Dopo tutto questo, appena prima dell’incontro con machbet, il messaggero le porta la notizia che il re passera la notte nel suo castello come omaggio al neopromosso machbett e lei capisce che questa sarà l occasione propizia tanto che, nel secondo monologo della quinta scena, rivolge a se stessa un' esortazione a perseguire lo scopo come se anche lei dovesse ancora infondersi la volontà e il coraggio necessari per compiere l'atto: That croaks the fatal entrance of Duncan Under my battlements. Come, you spirits That tend on mortal thoughts, unsex me here, And fill me from the crown to the toe top-full Of direst cruelty! make thick my blood; Stop up the access and passage to remorse, That no compunctious visitings of nature Shake my fell purpose, nor keep peace between The effect and it! Come to my woman's breasts, And take my milk for gall, you murdering ministers, Wherever in your sightless substances You wait on nature's mischief! Come, thick night, And pall thee in the dunnest smoke of hell, That my keen knife see not the wound it makes, Nor heaven peep through the blanket of the dark, To cry 'Hold, hold!' Intorno al castello di Macbeth, tutta la benignità della natura e tutta la bellezza così come l'ordine della natura viene meno e al suo posto abbiamo immagini distorte e cupe che danno destabilizzazione tanto da provocare spavento e orrore : si parla anche di un corvo che inizia a farsi rauco come se avesse capito quello che stava per accadere. Abbiamo in questo monologo una specie di tentativo di invocazione degli spiriti Funesti ma non tanto per votarsi agli spiriti stessi ma per utilizzarli come strumento infatti, per Lady Macbeth, il male è uno strumento non è il fine perché il fine sono la gloria e il potere conseguiti dal marito tramite il capovolgimento delle gerarchie quindi capovolgendo le regole della natura e della società. Quando dice unsex me vule che gli spiriti la privino dei temi della femminilità → questo ci dice che non è una donna completamente aliena alla sua natura femminile ma invocando gli spiriti li supplica privarla di quel latte che nutre gli uomini della bontà cosi da poter fare l'atto, ha proprio bisogno Di rifiutare questa sua parte naturale perché dice che è già eccessivo che suo marito abbia tutte le resistenze e le riserve della bontà e lei non può permettersi di avere nessun tipo di pensiero che la distolga dall' obiettivo → traspare una forma di razionalità con cui rifiuta il suo essere come se fosse un abito cucito non su misura sul suo essere tanto che è consapevole di avere una coscienza infatti solo successivamente avrà il coraggio di nominare l'atto in sé → il delitto inizia a prendere forma tangibile grazie a questa invocazione per l esorcizzazione della sua femminilità che racchiude appunto la bontà. Lady Macbeth accetta tutto questa oscurità perché sa che è semplicemente uno strumento per raggiungere la gloria e il potere tanto che verso la fine del monologo sembra voler commettere l'omicidio al posto del marito. Tutto questo si configura in chiave metafisica dov'è il paradiso non si deve interporre all oscurità per trattenerla, non deve trattenere la mano di colui che commetterà l'omicidio. Oscurità e l'omicidio sono sottomessi all individuo non sono connessi né il bene né il male ma al dramma in se stesso. Alla fine della scena troviamo le istruzioni che Lady Macbeth da al marito per coltivare appunto il piano dicendo di comportarsi nel modo in cui Duncan prima aveva accusato gli uomini doppiogiochisti e che si mostra incapace di comprendere, infatti dice → look like the innocent flower, But be the serpent under't. Quindi nel momento in cui arrivare Duncan lui dovrebbe comportarsi come nel passato quindi guardandolo con fedeltà come un Vassallo sottoposto e virtuoso ma questo ora deve essere soltanto apparenza in realtà lui sarà il serpente nascosto sotto il fiore delle virtu. Continua dicendo: you shall put This night's great business into my dispatch → l omicidio viene di nuovo ironizzato con la parola grandi affari e la moglie suggerisce al marito di affidarsi nelle sue mani per vincere → abbiamo il segno della perdita di virtu di lady machbet e di suo marito che usano una falsa devozione e oltraggiano tutti i riti dell'ospitalità. SESTA SCENA Scena inizialmente di transizione dove c'è l'arrivo del re Duncan e troviamo il contrasto tra le parole dolci del re e quelle di banquo che elogia l'atmosfera e la natura intorno al castello che in realtà si contrappongono alla realtà stessa del castello perché la

implicazioni morali della scelta. Il pensiero poi si contorce e Macbeth contempla le implicazioni tanto da asserire che l'atto atroce si riverserà su chi l'ha commesso e la giustizia non sarà solo terrena → Come vediamo Macbeth non ha la volontà della moglie e quello che lo tormenta e proprio la presenza di una giustizia sia terreno che divina. Subito dopo afferma che lui è il cugino del re, è un parente del re duncan, un suo fedele vassallo e lui dovrebbe difenderlo da questo atto tanto che è addirittura suo ospite ed il re è un uomo virtuoso quindi segue immagini di un giro sconvolto dal suo delitto che lo spinge addirittura contro il suo sacrilegio. Questa sua visione bambinesca sugli omicidio viene sventata dalla possibilità delle conseguenze spirituali a causa della rottura dell'ordine naturale e riesce a vedere per un momento la meschinità delle regioni che lo muovono e che lo indurranno a rinunciare all obiettivo tanto che si vede come un Cavaliere che non è neanche abile a volteggiare nella sua ambizione e teme per questo cioè che l’omicidio sia un gesto non in sintonia con il personaggio. Quando rientra Lady Macbeth le mostra la sua insicurezza sul piano e anzi si ritrae proprio a causa delle sue riflessioni precedenti. Lady Macbeth si scaglia di nuovo contro la debolezza del marito e la sua codardia, si fa riferimento alla parabola del gatto che vuole il pesce ma che ha paura di bagnarsi le zampe.

Lui risponde con l'ultimo sussulto morale → Prithee, peace: I dare do all that may become a man; Who dares do more is none. → Qui

si ha un po' l'idea nobile e alta dell'uomo di Macbeth: idea che riflette il tipo di uomo che lui poteva essere in precedenza fino al fatidico incontro con le streghe, prima di ciò lui aveva tutto, tutto ciò che è virtuoso per definirsi un uomo vero e chi fa di più o meglio chi osa fare di più rispetto al limite che appartiene all'uomo stesso non è più uomo → spera con questa classica morale di fermare la moglie ma i due sembrano opporsi, sembrano diventare due figure separate dopò l'avvento della famosa lettera Ma anche quando si troveranno sulla stessa linea d'onda e come se rimanessero comunque soli e sarà poi il delitto a separarli completamente. troviamo quindi un conflitto di individualità e sarà quella più forte c'è quella di Lady Macbeth che prevale e riesce nel suo intento di manovrare Macbeth stesso ridefinendo le stesse l'idea di virilità dove il vero uomo è quello che fa quello che vuole fare e non si ritira nella misura dell' ordine. Per lei la virilità, l’essere uomo vuol dire avere il coraggio e l'ambizione e chiude il suo discorso con un immagine anti materna: What beast was't, then, That made you break this enterprise to me? When you durst do it, then you were a man; And, to be more than what you were, you would Be so much more the man. Nor time nor place Did then adhere, and yet you would make both: They have made themselves, and that their fitness now Does unmake you. I have given suck, and know How tender 'tis to love the babe that milks me: I would, while it was smiling in my face, Have pluck'd my nipple from his boneless gums, And dash'd the brains out, had I so sworn as you Have done to this. Dice che, nel momento in cui allatta il bambino, sarebbe disposta a togliersi questo bambino dal seno → Intende che lei sa che cosa vuol dire dare il latte al bambino perché l'ho già fatto ma nel momento in cui si verifica il desiderio e disposta appunto a strappare il suo seno dalla bocca del bimbo e addirittura ad ucciderlo nel modo più violento spaccandogli la testa se avesse appunto non dato fede al proprio giuramento. Macbeth cede poco a poco, il disegno lo corrompe definitivamente ma sempre con terrore pensando, da vigliacco, alla possibilità che il piano vada male e alle possibili punizioni. → La moglie gli presenta già un piano: spiega che basta riempire di cibo e bevande le guardie così che poi lui possa entrare da Duncan, nella stanza che hanno riservato a lui e ucciderlo e poi dare la colpa alle guardie stesse uccidendole prima di immergere le loro spade nel sangue del re Duncan stesso. A questo piano Macbeth risponde con assenso e aggiunge che la moglie è solamente fatta per dare vita a maschi nel senso che quel concetto che la moglie aveva dato all'uomo, inizia a formarsi nella sua testa – > la decisione è presa ed è stata Lady Macbeth a dominare il tutto sia eticamente che moralmente nel senso negativo ovviamente mentre Macbeth si è mostrato un pusillanime, il contrario del grande guerriero che parla con le sue azioni, infatti non riesce a districarsi dall'oscurità del suo animo ed è vittima, in un certo senso, della moglie stessa. ANALISI PLAY- SECONDO ATTO

PRIMA SCENA

Sarà l atto dell’uccisione del re che verrà consumato nel castello di Macbeth, la scena viene introdotta quando è già notte infatti è 12a.m e, dalle parole di banquo che si rivolge al figlio fleance, capiamo che questa sarà molto travagliata e movimentata. L’atmosfera viene prefigurata da banquo quando dice non vede l'ora di andare a dormire ma sente che c'è qualcosa che lo trattiene : Hold, take my sword. There's husbandry in heaven; Their candles are all out. Take thee that too. A heavy summons lies like lead upon me, And yet I would not sleep: merciful powers, Restrain in me the cursed thoughts that nature Gives way to in repose! Invoca addirittura i poteri misericordiosi per cercare di cancellare quei cursed thoughts cioè pensieri maledetti che a volte la natura insidia nella mente dell'uomo quando cerca di riposare. Prima di ritirarsi banquo vede Macbeth e vorrebbe introdurgli il tema delle streghe i quali vaticini stanno sempre di più prendendo forma e gli dice: I dreamt last night of the three weird sisters: To you they have show'd some truth. Vorrebbe intavolare questo discorso con Macbeth il quale però lo frena e evita la sua richiesta perché interessato ad altro. Macbeth si fa politico con banquo e finge dicendogli che poi potrebbero trovare un'ora piu in la per parlarne senza quindi tralasciare di offrire a Banquo tutta la sua protezione nel momento in cui banquo stesso acconsentisse a seguire i disegni di Macbeth infatti gli dice: If you shall cleave to my consent, when 'tis, It shall make honour for you. Banquo replica pensando, si ai possibili onori Ma sempre se questi vanno in sintonia con i suoi valori, i suoi ideali come quelli appunto della lealtà e di un'azione che non può essere non morale infatti dice : So I lose none In seeking to augment it, but still keep My bosom franchised and allegiance clear, I shall be counsell'd. I due si contrappongono perché banquo non è disposto a tutto per raggiungere più obiettivi mentre macbeth sembra voler vendere l'anima al diavolo. Banquo comunque non smette di avere questo pensiero fisso delle streghe e quello che potrebbe essere la sua gloria negli atti futuri della storia , le streghe hanno in un certo senso posto in banco lo stesso stigma del peccato. Macbeth liquida banquo e inizia a concentrarsi sull’omicidio infatti ormai il re è a letto ed è l'ora propizia per agire. Ancora una volta Shakespeare non si sofferma sull’azione ma sugli effetti, sulla psicologia, sulla morale del personaggio riguardo al disegno che lui si appresta a compiere. Abbiamo l’immagine di un personaggio quasi allucinato che ha terrore, è quasi in trans, fuori da se stesso. Inizia il suo monologo: Is this a dagger which I see before me, The handle toward my hand? Come, let me clutch thee. I have thee not, and yet I see thee still. Art thou not, fatal vision, sensible To feeling as to sight? or art thou but A dagger of the mind, a false creation, Proceeding from the heat-oppressed brain? I see thee yet, in form as palpable As this which now I draw. Thou marshall'st me the way that I was going; And such an instrument I was to use. Mine eyes are made the fools o' the other senses, Or else worth all the rest; I see thee still, And on thy blade and dudgeon gouts of blood, Which was not so before. There's no such thing: It is the bloody business which informs Thus to mine eyes. Now o'er the one halfworld Nature seems dead, and wicked dreams abuse The curtain'd sleep; witchcraft celebrates

Il suo rimorso e la sa angoscia hanno subito un riferimento cristiano, ora lui non potrà più pregare perché la sua anima si è macchiata → shakespire ci fa capire di Macbeth cosi che i suoi grandi disegni, nel momento il cui li avvera, il disegno di gloria che dovevano portare svanisce, non c’è piu fascino per questo desiderio ma diventa una sorta di cosa irreale dove lui non è ormai orientato verso il trono ma invece ritorna sempre sull’atto non riuscendo a superarlo. Non lo vede come un semplice atto ma come la conferma della sua corruzione tanto che la sua parte morale rimasta gli causa rimorso disperato perché non potrà più tornare indietro. Questo senso di dannazione (verso 34), nonostante lady Macbeth cerchi di distogliere il marito dal pensiero, si esplica con un affermazione di Macbeth Methought I heard a voice cry 'Sleep no more! Macbeth does murder sleep', the innocent sleep, Sleep that knits up the ravell'd sleeve of care, The death of each day's life, sore labour's bath, Balm of hurt minds, great nature's second course, Chief nourisher in life's feast,-- Sostiene di sentire come una voce che gli grida che gli impone di non dormire mai più perché è un assassino del sonno → metafora: il sonno è in un certo senso il ristoro di un uomo virtuoso che si merita il buon riposo e ora lui ha ucciso il sonno cioè tutto ciò che ce di positivo nell’uomo e per questo non potrà piu far parte del sonno. Definisce il sonno “balm of hurt minds”, il balsamo o la cura per le menti ferite → infatti macbeth perderà il sonno, avrà notti tormentate da fantasmi e incubi ed è il sintomo della sua dannazione. Lady Macbeth cerca di riportarlo sulla terra perché è come se lui ne stesse uscendo pazzo e lo incita a riportare le spade dalle due morte guardie perché dovevano essere il simbolo della loro colpevolezza. Macbeth allora vede sul suo viso il sangue realizzando ciò che e successo e rendendosi conto di tutto e avrà la sensazione che non potrà più togliersi di dosso questo sangue nel senso che non potra più pulirsi da quest’onta : What hands are here? ha! they pluck out mine eyes. Will all great Neptune's ocean wash this blood Clean from my hand? No, this my hand will rather The multitudinous seas in incarnadine, Making the green one red. Abbiamo anche qui un riferimento alla mitologia: dice che tutto quel sangue farà sì che anche i mari si sporchino di esso, passa così dal microcosmo della sua vita a un macrocosmo come se tutto ciò che ha fatto fosse una grande ferita per il cosmo. Di nuovo la lady cerca di rimettergli la maschera dell’inganno perché ora bisognava recitare la parte degli innocenti che hanno scoperto il delitto e punito i presunti colpevoli ma macbeth si abbandona ad un ultimo rimorso →Wake Duncan with thy knocking! I would thou couldst! → esorta il re Duncan a svegliarsi a questi colpi alla porta degli ospiti, vorrebbe che lo facesse anche se non può. TERZA SCENA Il portiere sarà il prottagonista della terza scena e crea una situazione che va a spezzare il clima tragico che si era creato. Questo passaggio ad un clima comico con il monologo del portire che elenca una serie di possibilità su chi poteva essere a bussare alle porte del castello a quelle ore: un imbroglione, un sarto? → elemento popolare legato al buffone tipico della tradizione del teatro medievale. Questo accostamento tra azione sublime e azione buffonesca è il lascito di un certo tipo di teatro medievale e il dialog tra questo portiere e mcduff parlerà della lussuria che, quando si è bevuto troppo, risulta essere solo una cosa mentale: Marry, sir, nose-painting, sleep, and urine. Lechery, sir, it provokes, and unprovokes; it provokes the desire, but it takes away the performance: therefore, much drink may be said to be an equivocator with lechery: it makes him, and it mars him Immagine della lussuria del portire che provoca ma non si traduce in atto perché l’uomo è ubriaco → grottesco parallelo di quello che ce stato nell’animo di macbet, ridotto a una cosa grottesca e buffona. L’altro cortigiano che incontra macduff parla di una notte difficile e travagliata: The night has been unruly Abbiamo poi la scoperta dell’omicidio, del cadavere del re (verso 62), da parte di macduff che esclama l’orrore e lo sconvolgimento di tutto, dei valori legati al re stesso definendo tutto ciò un sacrilegio : Confusion now hath made his masterpiece! Most sacrilegious murder hath broke ope The Lord's anointed temple, and stole thence The life o' the building

Parla del sacrilegio del corpo del re (lo chiama l’unto del signore perché ha una rapporto privilegiato con dio in quanto re) che è stato privato della vita. Il ruolo di m e della moglie sarà quello di fingere per cercare di allontanare da loro qualsiasi tipo di sospetto e farlo ricadere sulle guardie ma anche se le parole di macbeth sono atte a garantire la sua innocenza, sono anche parole che in un certo senso danno sfogo ai suoi segreti: Had I but died an hour before this chance, I had lived a blessed time; for, from this instant, There 's nothing serious in mortality: All is but toys: renown and grace is dead; The wine of life is drawn, and the mere lees Is left this vault to brag of. C è in un certo senso l’eco di quello che poteva essere il nostalgico essere prima dell’atto, parla del fatto che ora non cè niente di serio nella mortalità nel momento in cui il suo corso naturale vene interrotto, dice che la gloria e la grazia sono ormai cose di poco conto. → doppio registro perché parla anche di se stesso e in tutto ciò lady macbeth sviene che in parte potrebbe essere fittizio oppure potrebbe essere il suo impatto con la realtà. Macbeth continua chiedendosi perché il re ha ucciso le guardie, perché non ha fatto si che queste confessassero ecc… La versione di macbett viene presa per buona ma ci sono anche altre versioni dell’accaduto come quella di banquo: And when we have our naked frailties hid, That suffer in exposure, let us meet, And question this most bloody piece of work, To know it further. Fears and scruples shake us: In the great hand of God I stand; and thence Against the undivulged pretence I fight Of treasonous malice. Dice di analizzare cosa si puo fare perché le paure e i dubbi si insinuano in noi (lui soprattutto puo sospettare grazie al vaticinio delle streghe che conosce sulla vita di macbeth) e dice che l’unica difesa che possiamo avere è quella di dio e dei principi di lealtà. → inizia a muoversi qualcosa nella sua mente riguardo a Macbeth. Le ultime parole del plot sono dei due figli del re che ad un tratto, presi dall’angoscia e dallo smarrimento, decidono id fuggire perché non si fidano piu di nessuno. Malcom fuggirà in inghilterra e donwald in irlanda, si dividono per far si che almeno uno possa sopravvivere sicuramente cosi da assicurare la discendenza. ANALISI PLAY- terzo atto Banquo verrà poi ucciso nel terzo atto, quando ormai machbeth è re, da dei sicari di macbeth perché rappresenta per lui una minaccia a causa del vaticinio delle streghe secondo cui la progenie di banquo sarebbe diventate reale e vede il suo trono in pericolo. → macbeth si comporterà come un tiranno infatti non potrà avere un atteggiamento virtuoso perché aveva gia perso queste qualità morali per il potere e ora si concentrerà a mantenerlo aldila di qualsiasi ordine, ad ogni costo. Banquo sarà una vittima sacrificale con caratteristiche positive estranee a macbeth anche se, nella scena della festa dell’incoronazione, rimuginerà su ciò che le streghe gli avevano promesso e a questo punto capirà che i suoi dubbi su macbeth erano fondati asserendo che aveva agito in maniera sleale e criminale. Dopo questa riflessione però banquo non fa niente, non riporta a chi di dovere questa colpevolezza ma anche lui inizia a nutrire un pensiero egoistico: inizia a chiedersi del suo destino visto che quello di macbeth si è avverato→ banquo , cosi come macbeth, inizia ad avere dei contorcimenti dell animo e non possiamo piu contrapporlo come il buono della situazione. Durante il banchetto entrambi questi personaggi si ritrovano nella stessa condizione di falsità rispetto gli ospiti. Nonostante banquo però poi muore, suo figlio sopravvivrà causando sofferenza a macbeth. L’omicidio di Banquo viene giustificato da un monologo di macbeth che lo vedo come un intralcio alle sue aspirazioni di regalità assoluta comprendendo quanto il suo potere abbia una base intabile → prova angoscia e profonda disperazione per il dopo perché non riesce a godere del momento e la privazione del sonno preannunciata si fa realtà. Sostiene che la piena regalità era tutta un miraggio e solo ora può vedere la precarietà della situazione tanto che si vede re solo apparentemente, non ci si identifica, il vestito non è su misura e teme che anche gli altri vedano lo stesso. Insieme a questa sua precarietà abbiamo la figura della natura che avvizzisce e non crea infatti lui rimarrà senza eredi mentre dall’ altra parte, il seme di banquo diventerà fruttuoso. Poi parla di dover assolutamente lasciare i simboli del potere non in succesione naturale ma a qualcun altro e cio lo prostra a tal punto da fargli dice che essere cosi precari non è nulla ma per essere sicuri e ave re cosi la gioia di gustare il suo ruolo, l’unica possibilità è eliminare banquo stesso che rappresenta come

alle streghe come mai prima anche causato dal distacco degli amici e della moglie (che ne 4 atto non comparirà) quindi solitario e abbandonato. Dal verso 49 al 60, abbiamo un modo di chiedere di nuovo alle streghe il vaticinio come se ci fosse uno sconvolgimento della natura contro gli elementi della società → immagine distopica che invoca perché è un po quello che lui ha fatto fin ora e sembra quasi un incantesimo. Le streghe cosi fanno apparire i loro vaticini: all’inizio compare una testa con un elmo (puo alludere dopo alla stessa decapitazione di macbeth su richiesta di macduff) che lo fa mettere in guardia da macduff e dopo compare un bimbo insanguinato (potrebbe riferirsi all’ultimo massacro degli innocenti della famiglia di mcduff che macbeth si mette in testa di fare quando questo lo tradirà per andare in inghilterra a chiamare malcom alla guerra) che profetizza il destino di macbeth in modo ingannevole cosi come la successiva profezia che dice: nessuno di coloro che sono nati da donna potranno fare del male a macbeth. In questa frase lui si rassicura ma in realtà è una beffa, una verità ingannevole. → in questa ambiguità del vaticinio possiamo trovare la doppia essenza di macbeth che crede nel suo potere e forza anche se non crede pienamente al suo destino a causa di dubbi nel suo animo che lo rendono quasi pessimista su cio che potrebbe accadergli. Appare un'altra visione di un bimbo con i segni della regalità che macbeth vedrà come il segno dell’avverarsi del vaticinio di banquo ed è proprio questo bimbo a rivelargli un’altra profezia: non sarai sconfitto fino a quando il grande bosco di birna non muoverà verso la collina di dusnimei per muovere contro di lui Sulla base dell’impossibilità che questi avvenimenti avvengano, si rassicura. L’ultima profezia è una schiera di re dove l’ottavo (è banquo) porta con se uno specchio all’interno del quale e possibile vedere una lunga progenie (in queste parole di macbeth viene fatta l’allusione a giacomo primo→ non ce nessun a ambiguità, le streghe gli hanno mostrato il suo destino che lui poi definirà sterile. Le streghe prendono a danzargli intorno e gli chiedono ironicamente perché si pone in modo cosi stupito. Alla fine di tutto si sente ancora piu solo. La seconda scena è proprio il massacro degli innocenti (paragone con erode nelle sacre scritture) cioè dei figli di macduff, la sua feroce diventa una ferocia politica infatti vede questo tradimento come un tradimento politico e la sua difesa si posiziona sulla protezione del suo potere e saranno infatti i suoi soldati a mettere in pratica questo massacro. Abbiamo un aspetto melodrammatico tra lady macduff e macduff riguardo al suo tradimento ai valori della casa e ad averli lasciati soli contro il tiranno ma lui ha semplicemente messo primo la scozia, ed è disposto anche al sacrificio dei suoi affetti per il bene superiore della patria. Verranno tutti uccisi dopo che il figlio piu grande si scaglia contro il soldato che accusa il padre di essere un traditore → i valori e i beni evocati dalla lady non saranno però distrutti da macbeth dimostrando la loro forza e vitalità. Questo è l’ultimo atto di una belva disperata. La scena successiva è una scena politica dove troviamo la poetica shekspiriana che non rispetta di nuovo l’unità di tempo infatti sono passati diversi giorni. Non si svolge neanche in scozia ma alla corte del re d’inghilterra (edoardo il confessore) che sarà considerato il re santo. Troviamo un fitto dialogo e posizioni strategiche di malcom → malcom è ospite protetto del re d’inghilterra e macduff lo incontra per sollecitarlo a ribaltare la tirannia di macbeth. Riporta la condizione stremata della scozia con molta ironia soprattutto quando parla delle urla delle vedove e dei pianti dei neonati (non sa ancora dei suoi figli). Trova però freddezza in malcom che risulta diffidente, come se pensasse a macduff come un possibile traditore, ormai ha imparato la lezione sull’eccessiva bontà e ingenuità sulle trame dei propri cortigiani e allora assume anche lui una maschera necessaria per la sua sopravvivenza anche se poi pian piano la dissolverà e si riferisce a macbeth quando dice che il solo nominarlo provoca malattia sulla lingua → immagine di malattia sarà ripresa poi per definire la malvagità di macbeth e la sua corruzione che sarà contrapposta all’immagine di salute del corpo sociale. Malcom alla fine si unisce al lamento di macduff (v 46- 49) e dice: anche se il tiranno fosse sconfitto, la sorte della sccozia soffrirebbe ancora di piu sotto il successore ce sotto il tiranno stesso. → riferito a se stesso e dopo prosegue con un ritratto di se lascivo, senza virtu e bramoso di ricchezza che lascia macduff sconcertato che intanto cerca comunque di legittimarlo perché, per quanto vizioso e sempre meglio di macbeth. Alla fine sconfitto dice: un simile uomo non è solo inadatto a governare ma anche a vivere. Malcom alla fine pero getta la maschera del politico cauto che sospetta di tutti e accetta il suo ruolo rivelando a macduff che tutto il suo discorso precedente era stato una finzione per capire le sue vere intenzioni. Ora abbiamo due pg virtuosi pronti a lottare insieme per riportare l’ordine Questa parte viene citata anche nei racconti di hollinshit ma shakespire fa del dialogo di malcom, un’implicita condanna di macbeth. Sembra scorgersi il modello dell’interview, virtu del principe si delineano rispetto i vizzi puntando a una sorta di realizzazione di due modelli: uno negativo dell’usurpatore e uno positivo del principe → abbiamo una figura piu matua di re con malcom, moderna,

diversa da quella ingenua del padre e quella successiva di edoardo il curatore che sono ancora legate a un modo medievale basato sulla fede e sull’ordine provvidenziale. Quello di malcom sarà un mondo basato sula ragione e sull’uomo che è in grado di conquistare qualcosa tramite le sue virtu e senza l’aiuto del cielo → le sue qualità saranno necessarie per combattere il tiranno. La fine della scena è qualche cosa di patetico, entra in scena Ross che annuncia a macduff l’omicidio della sua famiglia. Macbeth verrà descritto come il nibbio che cala sui pulcini e sarà la stessa immagine rievocata, al momento del massacro, dalla moglie e dai suoi figli in una sorta di legame. Anche se parzialmente sconfitto, questo amore continua a sopravvivere e macduff si rivolge al cielo in cerca di speranza. Da questo dolore però nasce un macduff deciso a combattere che, sotto l’esortazione di non lasciarsi offuscare dall’odio, risponde: saro un uomo ma devo sentire anche i miei sentimenti. Saranno proprio questi sentimenti buoni che faranno si che la sua figura non sia quella di un vendicatore ma di un giustiziere atto a estirpare il male. ANALISI PLAY - quinto atto Troviamo un medico e la dama di compagnia di lady macbeth nel castello che sarà presto assediato. Lady macbeth è malata, durante la notte si sveglia come una sonnambula parlando e compiendo gesti che fanno rivivere il dramma. Non ce piu razionalità, non può più dormire. Il dottore era stato convocato per capire i sintomi della lady che non sta vivendo più e si trova perennemente in uno stato tra la veglia e il sonno come se fosse una specie di punizione della natura per la rottura del ciclo naturale. Rivive le esperienze proprie del marito ovvero il terrore la solitudine ed è come se le espiasse attraverso il sonnambulismo → in questa scena è come uno spettro, non c'è più niente della donna che aveva progettato l'uccisione del re spingendo il marito ad attuare il piano. Ora c'è solo una larva svuotata da ogni sostanza anche se non della memoria che la costringe a ripetere il gesto dell' abluzione delle mani per far sparire quelle tracce di sangue che si sono fissate indelebili nella sua coscienza (verso 31 32 )infatti lei, dice, senza rendersi conto di essere osservata dai due personaggi, che lavarsi le mani dal sangue non sarebbe bastato per recuperare quel candore perso perché è marchiato ormai nel suo animo visto che la colpa non è mai stata espiata. Si capisce da qua che la sua sofferenza è estrema tale che suscita un senso di pietà e lei stessa, proprio per non aver compiuto il cammino della ritenzione, chiamerà la morte e concluderà la sua esistenza con il suicidio buttandosi giù dei bastoni bastioni del castello poco prima dell'assedio. → Questo è un po il preludio della sofferenza a cui poi sarà sottoposto Macbeth durante la lotta contro il bene e la vincita di questo che darà un finale catartico alla tragedia stessa nel senso della purificazione del male attraverso l'uccisione del malvagio e il ristabilimento dell'ordine. Da questo momento l'azione precipita un po', vedremo le forze per risanare la scozia che vanno a formarsi con l'unione delle forze raccolte in Inghilterra da macduff, malcom, dallo zio di malcom e dal figlio. Il luogo di incontro sarà la foresta di birnam quella di cui si parlava nel vaticinio delle streghe. Macbeth non ha potuto quindi arrestare il corso della vita naturale infatti è in preda nella furia cieca col tentativo di fortificare il castello. Nella seconda scena ,verso 21- 22 , uno dei nobili scozzesi nel momento in cui si apprestano ad assediare il castello dirà che il titolo per Macbeth è assolutamente sbagliato ,non si fa alla sua misura come se fosse il mantello di un gigante posto su un ladro dalla statura di un nano. Al verso 23-24 troviamo un altro nobile scozzese che dirà come ormai persino l'anima di Macbeth stesso si ribella al potere come se riuscisse a vedere quella che è la sua reale condizione, quella di una regalità che non è mai stata davvero sua. Nel verso 27 abbiamo ancora l'immagine della medicina da un lato e della nazione malata dall'altra →la medicina non è altro che l'esercito ribelle mentre la malattia è il re usurpatore. Segue un'altra immagine della natura e della salute ristabilita dove si parla di innaffiare i fiori, intesa il regno di malcom e estirpare le erbacce ovvero Macbeth. Nella terza scena troviamo Macbeth in compagnia del dottore. Troviamo ancora un atteggiamento di sfida da parte sua, forte delle profezie rivelategli dalle streghe → in realtà vive una sorta di scissione e alienazione da se stesso che era stata riportata dal cortigiano precedentemente. Vede crollare l'edificio difficilmente costruito ma cerca conforto ancora in queste profezie perché ormai è stato abbandonato da tutti gli uomini circa quindi rifugio dalle creature dell abisso. nel verso 22 però si toglie i panni del guerriero indomabile e riflettere ancora su se stesso rivelando quanta debolezza e stanchezza e paura avesse in realtà. Quello che dice di lui è: Si sente un uomo vecchio nel corpo e nell'anima infatti usa l'immagine di una foglia che incomincia da avvizzire soprattutto perché è privo dei Conforti della vecchiaia che lui stesso ha distrutto di cui si è privato cioè l'onore l'amore gli amici mentre ora gli rimangono solo maledizioni e tributi degli ultimi partigiani rimasti fedeli anche se solo di facciata → e come se lui stesso deponesse la sua maschera, Shakespeare lo fa sdoppiare nel senso che è la Bell fa felice la belva feroce ma che a quito di più la capacità di auto analizzarsi e vedersi da fuori tanto da capire che la fine sta arrivando. il sogno è svanito. L'unico lato positivo di questo personaggio e la sua consapevolezza che ovviamente non corrisponde al pentimento ma è la consapevolezza della realtà e di quello che ha causato la sua brava di potere. abbiamo un ulteriore complessità e fascino di questo personaggio simbolo del male moderno. Alla fine c'è la esortazione al dottore di Macbeth per guarire: Questa esortazione non è altro la presenza stessa della malattia in back bett che esorta il dottore a guarirlo così da risanare il al mondo. abbiamo di nuovo la contrapposizione tra malattia e salute dov'è la

THE TEMPEST DI SHAKESPIRE CONSIDERAZIONI Fa parte dell’ultima produzione shakespiriana infatti è contenuto nei romances (cimbelino, pericle e il racconto di inverno sono gli altri) tradotti come “drammi romanzeschi”. Non sono altro che i romanzi cavallereschi medievali anche se questi scritti di non hanno nulla di cavalleresco, l’unica cosa che presentano è quell’intreccio di eventi fatto di diversi colpi di scena e avventure. I romances vengono anche definiti tragicommedie, formula mista che ha iniziato ad avere successo in italia alla fine del 500 con la tragicommedia pastorale di guarini,“il pastor fido” è la più famosa. Per guarini doveva essere un nuovo modello di dramma che ingloba le vicende eroiche di pg nobili che non terminano in tragedia ma invece presentano colpi di scena finali. Ecco che i finali tragici si ribaltano in esiti comici nel senso di felice dove la tragedia e solo sfiorata. I romances di Shakespire mutuano questo modello considerato barocco di guarini. La differenza netta tra tragedia e comico non c’è mai stata in epoca elisabettiana proprio per tutti quei lasciti. Non troviamo solo elementi buffoneschi uniti nella trama tragica ma abbiamo propri o i pg tragici che avranno un esito felice. The tempest soddisfa queste condizioni: abbiamo trama comica con pg buffoneschi uniti nello stesso plot di pg nobili ma la trama dei pg nobili, che sembra avere uno sviluppo tragico, mutua ad un esito comico e di armonia finale. Se per macbeth abbiamo un genere tragico e cronical play, per tempest (1610) abbiamo invece la tragicommedia. Shak espire, a fronte del pessimismo e della drammaticità che caratterizzano le opere di questo periodo di transizione, tra eta elisabettiana e giacobiana, rasser ena un po la visione lasciando spazio a una visione di riacquisita armonia e soprattutto in questo romances, interviene anche il meraviglioso infatti troviamo il mago Prospero che usa il sovrannaturale. Visione che contempla realismo e visione di magia che crea un’atmosfera sospesa → in un certo senso il mago e Shakespire condividono la stessa concezione dove anche l arte è magia cosi come la magia è un’arte. L’arte evoca pg fantastici e dell’illusione evocandoli però in una dimensione reale una volta che calcano il palcoscenico. DATAZIONE E FONTI Troviamo un documento nei registri dell’attività teatrale dell’epoca che ci dicono che questa rappresentazione andò in scena il primo novembre del 1611, a waito, nella sala delle cerimonie del palazzo reale in presenza del re giacomo primo. Essendo stata rappresentata qui si pensa che fosse gia stata rappresentata qualche mese prima al globe theatre e anche al teatro privato black frias → questo ci da modo di sapere che, verso gli inizi 600, a londra, alcuni edifici come questo convento dei frati neri sono stati usati come teatri privati. Erano luoghi circoscritti e chiusi dove era possibile selezionare il pubblico tramite il costo del biglietto, solo un certo ceto potevano frequentarlo. Spesso non recitavano solo le compagnie di teatro tradizionali ma anche le compagnie di ragazzi come quelli del coro di san paul. Questi veniva istruiti nella rappresentazione di determinati spettacoli legati alla tragicommedia, spettacoli alla moda rispetto quelli rappresentati nei teatri pubblici. Non a caso sono questi gli anni in cui Shakespire scrive romances, forse confezionati da lui proprio grazie alla disponibilità di questi teatri privati con questi gusti piu sofisticati. Abbiamo un evento storico che facilita la ricostruzione della data di produzione dell’opera ed è una lettera del nobile willi am che parla del naufragio di una nave diretta in virginia → la prima scena di the tempest è la scena di un naufragio simile alle modalità descritte nella lettera datata 1610. Questa nave, che portava i coloni nelle nuove terre, naufragò sulle coste della bermuda nelle isole caraibiche. La notizia di questo naufragio giunge nell’autunno del 1610 → probabile corrispondenza grazie a questo riferimento diretto che ci dice che the tempest deve essere stato scritto non prima di questo avvenimento. Questo è il primo testo collegato all’apertura del first folio → è una delle poche opere sue che non sono state riprodotte e pubblicate in quarto (nei famosi quarters) ma è stata direttamente pubblicata dai collaboratori di Shakespire → no problemi di caratteri filologico. Un'altra peculiarità di questa opera è data dal fatto che Shakespire non trae ispirazione da storie precedenti. E’ una storia originale, anche se nel play stesso ci sono elementi che ci inducono a pensare che abbia usato diverse fonti per trarre ispirazione:

  • nel 5 atto, sulle definizioni di Prospero sulle arti magiche, troviamo un riferimento alle metamorfosi di ovidio (tradotte da goldin nel 1507). In particolare, la celebrazione delle arti magiche da parte di medea (la strega che pratica magia nera, corrispettiva della maga circe dell’odissea), ci dà un riferimento, contenuto di nuovo nelle metamorfosi, accennando ad un’altra strega che non compare nell ’ opera ma viene solo menzionata da lei ed è xicurax, la madre di calibbano cioè l’antagonista di Prospero.
  • Un altro riferimento classico è l’incontro tra miranda, figlia di Prospero e Ferdinand, il figlio del re di Napoli che sarà poi il suo sposo. Questo incontro rimanda all’incontro di ulisse con nausica, incontro dove c’e subito attrazione e fascino che da una connotazione magica.
  • Fonte indiretta è il pg di calibbano, il nativo dell’isola, riconducibile a montegn (plot del 500 francese) che nei suoi sagg i ne scrive uno sui cannibali infatti Shakespire prende da lui la caratteristica del pg montegn per il realismo e la prospettiva etnocentrica cioè quella europea nei confronti delle popolazioni colonizzate → quindi il pg di calibbano fa riferimento al pg montegn
  • L’altra fonte indiretta riguarda a quegli elementi legati alla magia , la musica e il canto e altri effetti illusionistici che rimandano ai mask di corte, rappresentazioni senza parola dove la parte piu importante è giocata dalla musica e dai costumi sfarzosi. Uno degli autori piu importanti di questo genere, che spesso hanno una sorta di favola mitologica di fondo necessaria per celebrare la monarchia, è stato jonson infatti Shakespire sembra essersi ispirato soprattutto al mask of beauty. PRIMO ATTO SCENA PRIMA La prima scena è necessaria per attrarre l’attenzione del pubblico: troviamo il vascello in balia della tempesta reso vivo dalle parole che suscitano l’immaginazione delle persone a causa dell’ambiente del teatro elisabettiano che è innaturale e scarno. Abbiamo una sorta di rimando all’apertura del macbeth ma anche per il discorso dele streghe sulla maledizione lanciata alla nave del capitano che si trova in una tempesta.

Troviamo nella prima scena, il mastro e il nostromo che cercano di governare la nave sotto questa tempesta con la paura per il destino. E’una nave di stato che porta dei viaggiatori nobili: il re di Napoli Alonso, il figlio Ferdinand, il duca di milano, il figlio (solo accennato),il fratello del re di Napoli Sebastian, il cortigiano del re di Napoli Gonzalo → sarà questo il gruppo di nobili che naufragherà sull’isola diventando il prottagonista della vicenda di the tempest. Mastro cerca di impartire ordini severi alla ciurma ma ad un tratto i nobili cercano di dare loro ordini in coperta, cercando di sollecitare il capitano e il nostromo a fare il loro dovere proprio per il ruolo importante che hanno le persone che ospitano il vascello. Il nostromo risponde senza rispetto e rango dei qnobili, usa parole sferzanti (verso 13-14) → Do you not hear him? You mar our labour: keep your cabins: you do assist the storm. →da ordini non solo ai marinai ma anche ai nobili ordinandogli di andare in cabina, proprio perché in questo momento tutta la lor o nobiltà non puo far nulla per ribaltare le sorti della tempesta e sotto l’esortazione di Gonzalo a mantenere la calma, il boatswine continua dicendogli → When the sea is. Hence! What cares these roarers for the name of king? To cabin: silence! trouble us not → alle onde non import ail nome del re. Troviamo la contrapposizione tra la società, che si fonda su gerarchie dove all’apice ce la classe arristocratica, e la natura. La gerarchia quando si deve misurare contro le forze naturali, non ha piu alcun potere perché la natura non guarda in faccia a nessuno → immagine della natura come forza universale impersonale che si impone all’organizzazione gerarchica della società perché prevale su tutti gli uomini → prima contrapposizione in the tempest : natura e società che rappresenta il primo nucleo tematico di quest’opera. Un altro nucleo tematico, in questa nave, è rappresentato dall’importanza dei ruoli in questo microcosmo. Li uomini che possono risolvere la situazione non sono i nobili ma il master e il boatswain. → in determinate situazioni cioè affrontare i pericoli e le forze della natura, l’autorità non viene dalla gerarchia sociale ma da coloro che hanno la conoscenza, la tecnica per riuscire ad affrontarli. Il vero sovrano, in un certo senso, è il nostromo e i nobili sono costretti ad accettare queste regole tanto che lui diventa addirittura ironico dopo che Gonzalo gli dice di stare attento a quello che fa perché porta sulla sua nave teste importanti e infatti risponde che non ama nessuno piu di se stesso. Per dire che di fronte al pericolo di morte, quello che gli sta piu a cuore è la sua salvezza e di conseguenza anche quella degli altri. → anticipazione dei temi: critica a un certo tipo di potere che è rappresentato nella forma politica da questi nobili e l’esaltazione della tecnica, sia quella del boatswain che quella di Prospero che ha abbandonato la carriera politica per affinare l’arte magica. → in questo contesto, scienza e magia sono unite, dove la scienza non è altro che la scoperta di leggi cioè la magia di penetrare nei segreti della natura. Contemporaneo all’epoca che stava vivendo Shakespire e alle parole di Baccone, cortigiano di giacomo primo che è stato uno dei primi fautori della scienza. Abbiamo quindi esaltazione della scienza tecnica necessaria ad affrontare il mondo naturale e far si che nasca una sorta di legittimazione che si contrappone a quella politica. Alla fine gli sforzi del boatswain saranno vani e tutto finirà con il naufragio tanto che il re e il principe iniziano a pregare perché possono solo affidarsi a dio → fine della prima scena dove viene delineato il contenuto del play: la politica e il rispetto tradizionalista della gerarchia e dall’altro la conoscenza, un'altra forma di autorità che sarà impersonata da Prospero. SCENA SECONDA La seconda scena e quella del vero naufragio sull’isola dove i nobili non moriranno a arriveranno su quest’isola. Qui troviamo Prospero, sua figlia miranda, lo spirito servitore Ariel e il servitore Calibano. Padre e figlia hanno assistito alla scena del naufragio ma da qui scopriamo che è stato Prospero stesso a creare la tempesta. Lui ha dei poteri che usa però per i suoi fini infatti la figlia miranda dice: If by your art, my dearest father, you have Put the wild waters in this roar, allay them. The sky, it seems, would pour down stinking pitch, But that the sea, mounting to the welkin's cheek, Dashes the fire out. O, I have suffered With those that I saw suffer: a brave vessel, Who had, no doubt, some noble creature in her, Dash'd all to pieces. O, the cry did knock Against my very heart. Poor souls, they perish'd. Had I been any god of power, I would Have sunk the sea within the earth or ere It should the good ship so have swallow'd and The fraughting souls within her. Ritroviamo di nuovo la parola arte intesa come tecnica. Miranda qui si riferisce al padre Prospero profilando come una sorta di tragedia, la possibilità della morte degli occupanti della nave tanto che lo supplica di placare la tempesta visto che anche lei ha provato, attravers o i marinai, la sofferenza loro. Lo esorta a far cessare questa sofferenza e non riservare loro la morte. Miranda ha 15 anni, sarà un pg totalmente buono e sarà la sua virtu ad usccire fuori quando mostra pietà ed empatia per le persone che soffrono. Subito il padre la rassicura → Be collected: No more amazement: tell your piteous heart. There's no harm done. : di al tuo cuore pietoso che non è stato fatto alcun male → questo ci fa capire che la tempesta è stata una messinscena, ha evocato lui questi elementi contro i nobili ma senza finalità tragiche ma buone e virtuose infatti dice no harm done. Continua dicendo alla figlia: No harm. I have done nothing but in care of thee, Of thee, my dear one, thee, my daughter, who Art ignorant of what thou art, nought knowing Of whence I am, nor that I am more better Than Prospero, master of a full poor cell, And thy no greater father. Ha fatto tutto solamente per amore della figlia, per lei → atto d amore che ci fa capire che le sue arti magiche non sono malvagie ma usate per un bene, come atto d amore nei confronti della figlia.