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analisi matematica 2 domande e risposte
Tipologia: Panieri
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domanda 1 2 3 4 AD OGNI FORMA DIFFERENZIALE LINEARE DEFINITA NELLO SPAZIO R^3 SI PUÒ PENSARE ASSOCIATO: 1 un insieme di funzionali lineari tali che la forma risulta una combinazione lineare di questi funzionali; 2 un campo vettoriale le cui componenti sono i coefficienti della forma differenziale; 3 un campo vettoriale le cui componenti sono funzionali lineari; 4 un insieme di funzionali lineari.
1 (f'g-fg')/g^2 2 f'g+fg' 3 f'g' 4 f'g-fg' 2 CON IL METODO DI ADDIZIONE E SOTTRAZIONE, E CON IL METODO DI INTEGRAZIONE DELLE FUNZIONI RAZIONALI PROVARE CHE L’INTEGRALE ∫(X^2-5X+9)/(X^2- 5X+6) DX= 1 x-3 log |x-2| - log|x+3|+c: 2 x+3 log |(x-3)/(x-2)| +c ; 3 x-3 log |(x-3)/(x-2)| +c 4 3 log |x-2|-log|x+3| +c
1 Da un modulo (o norma), una direttrice, un verso; 2 Solo dalla distanza dei due punti; 3 Solo dalla direzione per andare da A e B; 4 Solo dalla retta su cui giacciono A e B.
un segmento; un segmento orientato; una retta; una semiretta. 2 CONSIDERATA LA FUNZIONE Y = LOG (X^2+1) LA SUA DERIVAGTA È (DERIVATA DI UNA FUNZIONE COMPOSTA): 1 (1/x)(2x+1) 2 1/ (x^2+1) 3 2/ (x^2+1) 4 2x/ (x^2+1) 4 Considerata la matrice A = ‖aij‖i=1,...,m l’ennupla ordinata A(i) = (ai1, ... , ain) ∈ Knsi j=1,...,n chiama: 1 i-esima colonna della matrice A 2 i-esima riga della matrice A; 3 Elemento di posto i della matrice A; 4 Vettore i-esimo della matrice A.
1 Alla matrice identica I_n; 2 Alla matrice O con elementi tutti nulli 3 Alla matrice A; 4 Alla matrice che ha gli elementi sulla diagonale principale nulli.
1 m(E) = πab; B = (4a/3π; 4b/3π) 2 m(E) = 2πab; B = (4a/3π; 4b/3π) 3 m(E) = πab; B = (a/3π; b/3π) 4 m(E) = π; B= (4/3π; 4/3π)
1 p' (2) = 3p(0); 2 p' (2) = 9p(0); 3 p' (2) = 6p(0); 4 p (2) = 9p(0); 4 CONSIDERATO IL SOTTOSPAZIO DI R^4 CON BASE W=<(1,0,-1,1);(2,3,- 1,2)> IL COMPLEMENTO ORTOGONALE W^⊥: 1 ha dimensione unitaria ed è rappresentato da W^⊥={(z-t,-1/ z,z,t):y,z,t∈R}; 2 ha dimensione due ed è rappresentato da W^⊥={(z-t,-1/ z,z,t):z,t∈R} 3 ha dimensione tre ed è rappresentato da W^⊥={(z-t,-1/ z,z,t):z,t∈R 4 ha dimensione due ed è rappresentato da W^⊥={(t-z,1/ z,z,t):y,z,t∈R}}
1 1 2 4x/ (x^2+1)^2 3 1/(x^2+1) 4 2x/ (x^2+1) 2 DATA L’APPLICAZIONE F:V → V' CON DIM V=N,DIM V'=M SI OSSERVA CHE: 1 Se l’applicazione è un isomorfismo allora m=n e la dimensione del nucleo è pari a zero, mentre quella dell’immagine è pari a m; 2 Se l’applicazione è un isomorfismo allora m<n la dimensione del nucleo è pari a n, mentre quella dell’immagine è pari a m; 3 Se l’applicazione è un isomorfismo allora m>n la dimensione del nucleo è pari a m, mentre quella dell’immagine è pari a n 4 m=n se e solo se l’applicazione è un monomorfismo il nucleo e l’immagine hanno la stessa dimensione.
DATA LA FUNZIONE F(X)=X^2+4X+6 1 il punto di ascissa x=2 è un punto di minimo relativo; 2 il punto di ascissa x=- 2 è un punto di minimo relativo 3 i punti di ascissa x=0; x= -2 sono un punto di massimo e di minimo relativo rispettivamente; 4 la funzione non ha punti né di massimo né di minimo
1 a_0=1; a_0=1 ∀k; b_k= (-1)^(k+1)∙ (2/k) 2 a_0=0; a_0=0 ∀k; b_k=(-1)^(k+1)∙(2/k) 3 a_0=0; a_0=1 ∀k; b_k=(-1)^k∙(2/k) 4 a_0=0; a_0=0 ∀k; b_k=(-1)^(k+1)∙
1 se conserva le combinazioni lineari dei vettori di una fissata base dello spazio vettoriale (condizione sufficiente); 2 allora conserva le combinazioni lineari dei vettori di una fissata base dello spazio vettoriale (condizione necessaria); 3 se e solo se conserva le combinazioni lineari dei vettori di una fissata base dello spazio vettoriale; 4 se conserva le combinazioni lineari dei vettori.
1 kerf, imf sono sottospazi di V; 2 kerf,imf sono rispettivamente sottospazi di V e V’; 3 kerf è un sottospazio di V, non è detto che imf sia un sottospazio; 4 kerf,imf sono sottospazi di V’.
1 un infinitesimo in x_ di ordine superiore a (x-x_0 )^n; 2 è un infinitesimo in x_0 di ordine inferiore a (x-x_0 )^n; 3 è un infinito in x_0 di ordine superiore a (x- x_0 )^n; 4 è un infinito in x_0 di ordine inferiore a (x- x_0 )^n.
1 Il sostegno di una curva semplice e aperta di R^2; 2 una curva semplice e aperta di R^2; 3 una curva di R^2; 4 Il sostegno di una curva di R^2.
1 f_xy (x_0,y_0 )=f_yx (x_0,y_0 )= 2 f_xy (x_0,y_0 )≠f_yx (x_0,y_0 ) 3 f_xy (x_0,y_0 )=-f_yx (x_0,y_0 ) 4 f_xy (x_0,y_0 )=f_yx (x_0,y_0 )
1 la funzione integranda ha più primitive; 2 la funzione integrale è una primitiva della funzione integranda; 3 la funzione integranda è uguale alla sua funzione integrale; 4 la funzione integrale è uguale alla derivata prima della funzione integranda.
1 [f(x+h)-f(x)]/h 2 [f(x+h)+f(x)]/h 3 [f(x+h)-f(x0)]/h 4 [f(x)-f(h)]/h 1 DATA UNA MATRICE QUADRATA DI ORDINE N, SE IL SUO RANGO È MASSIMO, OVVERO PARI A N, LA MATRICE: 1 ha determinante nullo; 2 non è invertibile; 3 ha determinante non nullo ed è invertibile; 4 è singolare e invertibile.
1 (α,β)=(-b,a); 2 (α,β)=(a,b) 3 (α,β)=(b,a) 4 (α,β)=(-a,b) 1 DATA UNA RETTA AX+BY+C=0 I COEFFICIENTI A,B, DELLA X E DELLA Y RISPETTIVAMENTE, HANNO IL SIGNIFICATO DI: 1 componenti dei numeri direttori della retta; 2 componenti di un vettore parallelo alla retta; 3 componenti di un vettore ortogonale alla retta; 4 componenti del vettore parallelo al vettore direzione della retta.
1 uno scalare; 2 un vettore; 3 un vettore proporzionale al primo vettore; 4 un vettore ortogonale al secondo vettore.
1 zero; 2 all’incremento della variabile dipendente; 3 all’incremento della variabile stessa; 4 ad una costante. 3 IL DOMINIO D={( X,Y) ∈ R^2 :0 ≤ X ≤ 2, 0 ≤ Y ≤ √(2X-X^2 )} È: 1 normale rispetto all’asse delle ascisse; 2 normale rispetto all’asse delle ordinate; 3 normale rispetto ad entrambi gli assi; 4 non è un dominio normale.
1 Le coppie dei punti (x,y) del piano che si trovano al di sotto della parabola di equazione y=x^2; 2 Le coppie dei punti (x,y) del piano che si trovano al di sopra della parabola di equazione y=x^2; 3 Le coppie dei punti (x,y) del piano che hanno ordinata inferiore a y=x^2; 4 Tutto il piano. 2 IL GRADIENTE DELLA FUNZIONE F(X,Y)=3X+2Y NEL PUNTO È:
1 Tutto al di sotto della retta tangente nel punto (x0, f(x0)) 2 Tutto al di sopra della retta tangente nel punto (x0, f(x0)) 3 Interseca la retta tangente; 4 Se x0>0 al di sopra, altrimenti al di sotto.
1 f derivabile in x0 ← f continua in x 2 f derivabile in x0 ↔ f continua in x 3 f derivabile in x0 → f continua in x 4 f derivabile in x0 non implica f continua in x
1 Tutti i sistemi linearmente indipendenti hanno al più lo stesso numero di vettori di una base; 2 Tutti i sistemi linearmente indipendenti hanno il numero di vettori necessariamente più piccolo del numero di vettori di una base 3 Tutti i sistemi linearmente indipendenti dipendono da un sistema di vettori più grandi 4 Tutti i sistemi linearmente dipendenti dipendono da un sistema di vettori più grandi
1 la distanza tra due punti che giacciono sulla stessa retta; 2 un numero non negativo associato al vettore che rappresenta il segmento; 3 un numero non negativo che rappresenta la distanza tra i due punti, estremi del segmento orientato, rispetto ad una data unità di misura; 4 la direzione per andare dal primo estremo al secondo.
1 il legame delle soluzioni dell’equazione differenziale con il dato inziale; 2 il legame delle soluzioni dell’equazione differenziale con il tempo; 3 l’unica soluzione dell’equazione differenziale; 4 un insieme di soluzioni legate al tempo iniziale.
1 invertibile e uguale a (AB)^(-1)=A^(-1) B^(-1); 2 non necessariamente invertibile; 3 invertibile e uguale al prodotto delle due matrici; 4 invertibile e uguale a (AB)^(-1)=B^(-1) A^(-1)
1 Solo Commutativo; 2 Solo Associativo; 3 Associativo e distributivo rispetto alla somma di matrici; 4 Né commutativo, né associativo.
1 u∙v=‖u‖‖v‖ cosφ 2 u∙v=‖u‖+‖v‖ cosφ 3 u∙v=‖u‖‖v‖ sinφ 4 u∙v=(‖u‖+‖v‖) cosφ 1 IL PRODOTTO SCALARE DI DUE VETTORI REALI È 1 la somma dei prodotti delle componenti di uguale posto dei due vettori ed è un numero reale; 2 la somma dei prodotti delle componenti di uguale posto dei due vettori ed è un vettore; 3 i prodotti delle componenti di uguale posto dei due vettori ed è un numero reale; 4 la somma delle componenti di ugual posto ed è un vettore.
1 applicando 2 volte il teorema di l’Hospital +∞ 2 applicando 1 volta il teorema di l’Hospital - 1/ 3 applicando 2 volte il teorema di l’Hospital 5/
1 una funzione; 2 un numero; 3 una variabile; 4 una funzione proporzionale alla funzione integranda.
1 il vettore di componenti ((∂F_3)/∂y - (∂F_2)/∂z, (∂F_1)/∂z - (∂F_3)/∂x, (∂F_1)/∂y - (∂F_2)/∂x) 2 il valore ((∂F_3)/∂y - (∂F_2)/∂z + (∂F_1)/∂z - (∂F_3)/∂x + (∂F_1)/∂y - (∂F_2)/∂x); 3 il valore ((∂F_3)/∂y - (∂F_2)/∂z ∙ (∂F_1)/∂z - (∂F_3)/∂x ∙ (∂F_1)/∂y - (∂F_2)/∂x); 4 il vettore di componenti ((∂F_3)/∂y + (∂F_2)/∂z, (∂F_1)/∂z + (∂F_3)/∂x, (∂F_1)/∂y + (∂F_2)/∂x)
1 è certamente linearmente indipendente perché contiene il vettore nullo; 2 è certamente linearmente dipendente perché contiene il vettore nullo; 3 non è detto che sia linearmente dipendente; 4 il sistema è linearmente indipendente.
1 se la matrice dei coefficienti è singolare e la soluzione risulta quella banale; 2 se la matrice dei coefficienti è non singolare e la soluzione risulta quella banale; 3 se la matrice dei coefficienti è singolare e la soluzione risulta quella banale; 4 se la matrice dei coefficienti e quella completa hanno lo stesso rango.
1 1 2 0 3 2 4 n-1 1 IL SOTTOSPAZIO GENERATO DA S, 1 è l’unione dei sottospazi contenenti S; 2 è l’unione dei sottospazi contenuti in S; 3 è l’intersezione di tutti i sottospazi contenenti S, ovvero il più piccolo sottospazio contenente S; 4 è l’intersezione di tutti i sottospazi contenuti in S, ovvero il più grande sottospazio contenente S;
1 che il flusso di un campo vettoriale attraverso il bordo di una superficie chiusa S (orientata verso l’esterno) è uguale all’integrale della divergenza del campo esteso al volume V delimitato da S; 2 che il flusso di un campo vettoriale attraverso una superficie chiusa S (orientata verso l’esterno) è uguale all’integrale della divergenza del campo esteso al volume V delimitato da S 3 che il flusso di della divergenza attraverso una superficie chiusa S (orientata verso l’esterno) è uguale all’integrale del campo esteso al volume V delimitato da S 4 che il flusso di un campo vettoriale attraverso una superficie chiusa S (orientata verso l’esterno) è uguale all’integrale della divergenza del campo limitata al bordo del volume V.
1 discontinua 2 continua 3 non esiste il teorema della media per gli integrali 4 nessuna delle risposte è esatta
1 uguale al prodotto dei singoli determinanti delle due matrici; 2 uguale al prodotto dei determinanti delle due matrici, cambiato di segno; 3 uguale al prodotto dei singoli determinanti delle inverse delle due matrici; 4 uguale al prodotto dei singoli determinanti delle inverse delle due matrici, scambiate di posto.
1 f una funzione continua nell’intervallo chiuso e limitato [a,b] ⇐ f è uniformemente continua; 2 f una funzione continua nell’intervallo chiuso e limitato [a,b] ⇔ f è uniformemente continua; 3 f una funzione continua nell’intervallo chiuso e limitato [a,b] ⇒ f è uniformemente continua; 4 f una funzione continua in un intervallo ⇒ f è uniformemente continua.
1 Se la matrice dei coefficienti è singolare; 2 se la matrice dei coefficienti è non singolare; 3 se la matrice dei coefficienti non ha rango massimo; 4 se il sistema è omogeneo
1 una matrice diagonale che ha sulla diagonale il valore 1 per tutti gli elementi. Ovvero la matrice identica; 2 una matrice diagonale che ha sulla diagonale gli autovalori corrispondenti agli autovettori della base; 3 una matrice quadrata che ha sulla diagonale gli autovalori corrispondenti agli autovettori della base; 4 una matrice diagonale che ha sulla diagonale solo gli autovalori con molteplicità algebrica pari a 1.
1 y (x) = c_1 cosx + c_ sinx + sin^2x + (cos^4x)/3 - (sin^4x)/3; 2 y(x) = sin^2x + (cos^4x)/3 - (sin^4x)/3; 3 y(x) = c_1 cosx + c_ sinx + (cos^4x)/3 - (sin^4x)/3; 4 y(x) = c_1 cosx + c_ sinx + cos^4x - sin^4x;
1 l’intersezione di una parabola con concavità rivolta verso l’alto e di una circonferenza di centro C=(0,-1) e raggio r=√10. Le due curve si incontrano in due punti (1,2); (-1,2) 2 l’intersezione di una parabola con concavità rivolta verso l’alto e di una circonferenza di centro C=(0,-1) e raggio r=√10. Le due curve si incontrano in un unico punto (-1,2) 3 l’intersezione di una parabola con concavità rivolta verso il basso e di una circonferenza di centro C=(0,-1) e raggio r=√10. Le due curve si incontrano in un unico punto (-1,2). 4 l’intersezione di una parabola con concavità rivolta verso il basso e di una ellisse. Le due curve si incontrano in due punti (1,2); (1,-4).
1 un sottospazio dello spazio vettoriale; 2 in generale non è un sottospazio dello spazio generale; 3 il sottospazio generato dall’intersezione è un sottospazio; 4 è uguale alla somma dei sottospazi
L’IPERBOLE RIFERITA AGLI ASSI È: 1 un’iperbole i cui assi coincidono con gli assi cartesiani e ha equazione xy=k; 2 un’iperbole i cui assi sono ruotati di 45° in senso orario rispetto agli assi cartesiani e ha equazione xy=k; 3 un modo di denominare l’iperbole equilatera; 4 un’iperbole i cui assi sono ruotati di 45° in senso antiorario rispetto agli assi cartesiani e ha equazione xy=k.
1 un sottospazio dello spazio vettoriale; 2 in generale non è un sottospazio dello spazio generale, ma lo è il sottospazio generato; 3 è un sottospazio se e solo se la loro intersezione è vuota; 4 è un sottospazio se e solo se la loro intersezione è non vuota.
1 è due volte lineare rispetto alle sue componenti; 2 è lineare rispetto ad entrambe le componenti; 3 è lineare secondo due coppie distinte di scalari; 4 è lineare e simmetrico.
1 non ha retta tangente nel punto, perché il punto non vi appartiene; 2 y=2x-2; 3 il punto è esterno alla conica e da qui partono due rette tangenti di equazioni y=2x-2; 4 y=-2x+6 2 LA CURVATURA MISURA: 1 di quanto la curva si discosta dall’essere una curva piana; 2 la variazione della normale, ovvero misura quanto rapidamente la curva si allontana dalla normale alla curva nel punto 3 la variazione della tangente, ovvero misura quanto rapidamente la curva si allontana dalla retta tangente alla curva nel punto; 4 il raggio del cerchio osculatore.
LA DERIVATA DI UNA COSTANTE È: 1 uguale a 1; 2 uguale a zero; 3 uguale alla costante stessa; 4 uguale a x; 2 LA DERIVATA DI UNA FUNZIONE IN UN PUNTO, GEOMETRICAMENTE È: 1 il coefficiente angolare della retta secante; 2 il coefficiente angolare della retta tangente nel punto al grafico della funzione; 3 l’incremento della funzione; 4 il differenziale della funzione.
LA DIMENSIONE DI UNO SPAZIO È: 1 L’ordine comune a tutte le basi di uno spazio vettoriale finitamente generabile e che non si riduce al solo vettore nullo; 2 L’ordine comune a tutte le basi di uno spazio vettoriale finitamente generabile che contiene il vettore nullo; 3 Il numero di vettori contenuti in un sistema linearmente indipendente; 4 il numero di vettori contenuti in un sistema di generatori.
1 |F_1 F_2 |=2c 2 |F_1 F_2 |=2a 3 |F_1 F_2 |=c 4 |F_1 F_2 |=a 1 LA FORMA DIFFERENZIALE DI R^3 : Ω = ((E^X) COS Y + YZ)DX + (XZ - (E^X) SIN Y)DY + XYDZ È: 1 esatta ma non chiusa; 2 esatta e quindi chiusa; 3 chiusa, ma non esatta; 4 né esatta, né chiusa. 2 LA FORMA DIFFERENZIALE Ω= ((X- Y)DX+(X+Y)DY) / (X^2+Y^2 )^Α È CHIUSA IN R^3 - {(0,0)} SE Α È: 1 α=1/2; 2 α=2; 3 α=0; 4 α=1; 4
1 esatta ma non chiusa; 2 esatta e quindi chiusa; 3 chiusa, ma non esatta; 4 né esatta, né chiusa. 2 LA FUNZIONE ESPONENZIALE A^X CON BASE 0<A< 1 Strettamente monotona crescente; 2 Strettamente monotona decrescente per x<0; 3 Strettamente monotona decrescente per x<0 e strettamente monotona crescente per x>0; 4 Strettaemente monotona descrescente in tutto R
1 Continua e non derivabile 2 Derivabile in ogni punto del suo insieme di definizione 3 Continua nel suo insieme di definizione, ma non derivabile. La La funzione, infatti, non è derivabile in x = 0 4 La funzione è continua nel suo insieme di definizione e quindi anche derivabile
LA FUNZIONE GAUSSIANA: 1 si annulla in un unico punto in cui incontra l’asse delle ascisse; 2 si annulla in un unico punto in cui incontra l’asse delle ordinate; 3 si annulla in un intorno del punto di massimo; 4 non si annulla mai e non interseca, quindi, l’asse delle ascisse.
LA FUNZIONE LOGARITMO È: 1 Monotona crescente; 2 Strettamente monotona crescente; 3 Strettamente monotona crescente x
0 4 Monotona decrescente.
LA FUNZIONE RESTO È: 1 La differenza fra la funzione f e un polinomio in zero; 2 l’errore che si commette, sostituendo la funzione f con il suo polinomio di Taylor di ordine n e centro x_0; 3 l’errore che si commette, sostituendo la funzione f con il suo polinomio di Taylor di ordine n necessariamente di centro x_0=0; 4 La somma fra la funzione f e un polinomio in zero.
1 l'estremo superiore delle lunghezze delle poligonali circoscritte, al variare di tutte le possibili poligonali; 2 l'estremo superiore delle lunghezze delle poligonali inscritte, al variare di tutte le possibili poligonali; 3 La somma delle lunghezze delle poligonali circoscritte, al variare di tutte le possibili poligonali; 4 La somma delle lunghezze delle poligonali inscritte, al variare di tutte le possibili poligonali.
1 uguale ma di segno opposto, perché gli elementi sulla diagonale della trasposta sono gli opposti degli elementi che si trovano sulla diagonale della matrice di partenza; 2 uguale perché gli elementi che sono sulla diagonale, per definizione di matrice trasposta, sono gli stessi che si trovano sulla diagonale della matrice di partenza; 3 diversa; 4 reciproca. La traccia della trasposta è uguale al reciproco della traccia della matrice di partenza.
1 f(x,y) = 2x(e^y) - e^x; 2 f(x,y) = 2x(e^y) + e^x; 3 f(x,y) = 2x(e^y) - y(e^x); 4 f(x,y)= e^y - e^x. 3 LA PRIMITIVA DELLA FUNZIONE F(X)=COSX È: 1 F(x)=-sinx; 2 F(x)=sinx; 3 F(x)=-cosx; 4 F(x)=sinx cosx; 2 LA PROPRIETÀ ADDITIVA DELL’INTEGRALE, SE SI INTERPRETANO GLI INTEGRALI DEFINITI DI FUNZIONI POSITIVE COME AREE DI REGIONI PIANE DICE CHE 1 l’area dell’unione di due regioni piane, prive di punti in comune, è uguale alla somma delle due aree; 2 l’area dell’unione di due qualsiasi regioni piane è uguale alla somma delle due aree; 3 l’area dell’unione di due regioni piane con punti in comune, è uguale alla somma delle due aree; 4 l’area dell’unione di due regioni piane, prive di punti in comune, è uguale alla differenza delle due aree.
1 5x-7y+c=0; 2 5x-7y+1=0; 3 x+2y+9=0; 4 x+2y+19=0. 3 LA RETTA TANGENTE AL GRAFICO DELLA FUNZIONE NEI PUNTI DI MASSIMO E DI MINIMO È: 1 Parallela all’asse delle ordinate; 2 Perpendicolare alla bisettrice del primo e terzo quadrante 3 Parallela all’asse delle ascisse; 4 Nei punti di massimo e di minimo non esiste la retta tangente
LO SPAZIO DUALE DI R^N È: 1 L’insieme di tutti i funzionali lineari da R^n a R e dimensione minore di R^n 2 L’insieme di tutti i funzionali lineari da R^n a R e dimensione maggiore di R^n; 3 L’insieme di tutti i funzionali lineari da R^n a R e ha la stessa dimensione di R^n; 4 L’insieme di tutti i funzionali lineari da R a R^n e dimensione uguale a R^n.
1 che il determinante è uguale al prodotto degli elementi della prima riga della matrice per i rispettivi complementi algebrici; 2 che il determinante è uguale al prodotto degli elementi di una qualunque riga per i rispettivi complementi algebrici; 3 che il determinante è uguale al prodotto degli elementi di una qualunque linea della matrice per i rispettivi complementi algebrici; 4 che il determinante è uguale al prodotto degli elementi di una qualunque colonna della matrice per i rispettivi complementi algebrici.
1 cosx = 1 - (x^2/2!) + (x^3/3!) + R_4 (x) 2 cosx =1 - (x^2/2!) + R_4 (x) 3 cos(x) = 1- (x^2/2!) + (x^4/4!) + R_4(x) 4 cosx = 1 + (x^2/2!) + (x^4/4) + R_4(x)
1 11+7(x-2)+8(x- 2)^2+6(x-2)^3; 2 11+7(x-2)+8(x- 2)^2+6(x-2)^3; 3 11+7(x-2)+4(x- 2)^2+(x-2)^3; 4 11+7(x-2)+4(x- 2)^2+(x- 2)^3+⋯+((f^(n)) (2))/n! (x-2)^n.
1 1/x+c; 2 (xlogx-x)+c; 3 (xlogx-1)+c; 4 xlogx+c. 2 MEDIANTE IL METODO DI SOSTITUZIONE, PROVARE CHE L’INTEGRALE ∫1/√(5X-2) DX= 1 2√(5x-2)+c; 2 2/5 √(5x-2)+c; 3 1/5 √(5x-2)+c; 4 1/(2√(5x-2))+c 2 MEDIANTE LA FORMULA FONDAMENTALE DEL CALCOLO INTEGRALE SI PROVA CHE ∫sinx (integrale definito tra 0 e π ) 1 0 2 1 3 2 4 π. 3 MEDIANTE LE PROPRIETÀ DELLE FUNZIONI TRIGONOMETRICHE, PROVARE CHE L’INTEGRALE ∫COS^ X DX= 1 cos^4 x/4+c; 2 sin^4 x/4 +c 3 sinx - ( sin^3 x/ 3 )+c; 4 sin x - ( cos^3 x/ 3) +c 3 NELLA DEFINIZIONE DI SUPERFICIE REGOLARE LA CONDIZIONE CHE I VETTORI COLONNA SONO LINEARMENTE INDIPENDENTI EQUIVALE A: 1 φ_u (u,v)⋀φ_v (u,v)= 2 φ_u (u,v)⋀φ_v (u,v)≠ 3 φ_u (u,v)∙φ_v (u,v)≠0 4 φ_u (u,v)∙φ_v (u,v)≠0 2 NELLA DISUGUAGLIANZA DI CAUCHY-SCHWARZ |U∙V| ≤ ‖U‖ ‖V‖, ∀U,V∈V SI HA CHE: 1 l’uguaglianza equivale all’indipendenza dei due vettori; 2 l’uguaglianza vale se e solo se i due vettori sono indipendenti; 3 l’uguaglianza vale se e solo se i due vettori sono dipendenti; 4 l’indipendenza dei vettori è condizione sufficienti per l’uguaglianza.
1 il triangolo di Tartaglia dove ogni coefficiente è uguale alla somma dei coefficienti estremi della riga precedente; 2 il triangolo di Tartaglia dove ogni coefficiente è uguale alla somma dei coefficienti più vicini della riga successiva; 3 il triangolo di Tartaglia dove ogni coefficiente è uguale alla differenza dei coefficienti più vicini della riga precedente; 4 il triangolo di Tartaglia dove ogni coefficiente è uguale alla somma dei coefficienti più vicini della riga precedente.
1 epimorfismo ⇔ f conserva i sistemi di generatori ⇔ kerf={0} 2 isomorfismo ⇔ f conserva i sistemi di generatori ⇔ kerf≠{0} 3 epimorfismo ⇔ f conserva l'indipendenza lineare ⇔ kerf={0} 4 monomorfismo ⇔ f conserva l'indipendenza lineare ⇔ kerf={0}
1 -log |cosx | +c; 2 -log |sinx | +c; 3 log |cosx | 4 log |sinx |+c. 4 SE (Α,Β) SONO I NUMERI DIRETTORI DI UNA RETTA PER UN PUNTO (X_0,Y_0 ) SI HA CHE: 1 La retta è parallela all’asse delle ordinate se β=0; 2 La retta è parallela all’asse delle ordinate se α=0; 3 La retta è parallela all’asse delle ascisse se β=0; 4 La retta è parallela all’asse delle ascisse se α=
1 nullo; 2 l’opposto di quello della matrice di partenza; 3 uguale a quello della matrice di partenza; 4 diverso da quello della matrice di partenza.
1 y(x) = c_1 (e^αx) cos βx + c_2 (e^αx) sin βx, con α = -a/2, β = √(- Δ)/2; 2 y(x) = c_1(e^x) cos βx
1 una base di V'; 2 un sistema di vettori linearmente indipendenti di V'; 3 un sistema di vettori linearmente dipendenti di V'; 4 in un sistema di vettori dipendenti o indipendenti, a seconda di come è definita l’applicazione lineare.
1 l’applicazione identica; 2 l’applicazione nulla; 3 un’applicazione solo suriettiva; 4 un’applicazione solo iniettiva
1 Linearmente dipendente e si riduce a un unico vettori perché gli altri due dipendono dal primo; 2 linearmente indipendente perché il terzo è combinazione lineare dei primi due; 3 linearmente indipendente; 4 linearmente dipendente perché il terzo è combinazione lineare dei primi due;
1 La parabola incontrerà l’asse delle ascisse in due punti distinti; 2 L’unico punto di intersezione è il vertice della parabola e quindi il vertice ha coordinate V=(-b/2a,0); 3 L’unico punto di intersezione è il vertice della parabola e quindi il vertice ha coordinate V=(b/2a,0) 4 La parabola non ha intersezioni con l’asse delle ascisse e si trova al di sopra di questa.
1 Il sistema di vittori è linearmente indipendente perché gli scalari sono nulli; 2 Il sistema è linearmente indipendente perché gli scalari sono non nulli; 3 Il sistema è linearmente dipendente perché (0,2,-1,0)gli scalari sono non nulli; 4 Il sistema è linearmente dipendente perché gli scalari sono a=1,b=2.
1 C = {(x,y) ∈ R^2 : y≥0; 1 ≤ x^2 + y^2 ≤2}; 2 C = {(x,y) ∈ R^2 : y ≥ 0; 0 ≤ x^2 +y^2 ≤1} 3 C = {(x,y) ∈ R^2 : 1 ≤ x ≤ 2,1 ≤ x^2 + y^2 ≤ 4} 4 C = {(x,y) ∈ R^2 : y ≥ 0; 1 ≤ x^2 + y^2 ≤4}
1 dimU=2, dim W=3 2 dimU=2, dim W=2 3 dimU=1, dim W=4 4 dimU=0, dim W=5 2 SI DICE TRASPOSTA DI UNA MATRICE A=‖A_IJ ‖ DI TIPO M × N 1 La matrice A^T = ‖ a_i'j' ‖ di tipo n×m, ottenuta scambiando le righe di A con le colonne; 2 La matrice A^T = ‖ a_i'j' ‖ di tipo n×m che ha al posto i'j' il reciproco dell’elemento ji di A; 3 Una matrice A^T= ‖a_i'j' ‖ dello stesso tipo che ha al posto i'j' l’opposto dell’elemento ji di A; 4 La matrice A^T = ‖a_i'j' ‖ di tipo m×n che ha al posto i'j' l’opposto dell’elemento ji di A.
1 il flusso totale uscente da T per unità di tempo; 2 il flusso totale uscente da T; 3 il flusso totale uscente da S per unità di tempo; 4 il flusso entrante in T.
1 dimV=dimV' 2 dimV=dim imf+dim ker f; 3 dim imf=dimkerf ; 4 dim V = dim imf - dim ker f;
UNA SERIE CONVERGENTE: 1 non è necessariamente assolutamente convergente; 2 è assolutamente convergente; 3 non è assolutamente convergente; 4 non è necessariamente semplicemente convergente.
UNA SUPERFICIE CARTESIANA È: 1 una superficie che giace nel piano cartesiano; 2 una superficie che ha come sostegno il grafico di una funzione f: R^2 → R; 3 una superficie che ha come sostegno il grafico di una funzione f: R^2 → R^2; 4 una superficie che ha come sostegno il grafico di una funzione f: R → R^2;
1 f ∈ C^1 ⇒ f differenziabile ⇒ f ∈ C^0 ⇒ f continua 2 f ∈ C^1 ⇒ f differenziabile ⇔ f ∈ C^0 ⇒ f continua 3 f ∈ C^1 ⇔ f differenziabile ⇔ f ∈ C^0 ⇒ f continua 4 f ∈ C^1 ⇐ f differenziabile ⇐ f ∈ C^0 ⇐ f continua