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approfondimento quintiliano, Appunti di Latino

approfondimento su quintiliano di latino

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 22/08/2024

giorgia-scanzi
giorgia-scanzi 🇮🇹

3 documenti

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Approfondimento
Quintiliano definisce il suo trattato una summa dell’ars dicendi, cioè
un’esposizione sommaria dell’arte del dire. Infatti in esso delinea il
percorso dell’educazione e della formazione dell’oratore dalla nascita fino
alla conclusione dei suoi studi, trattando di argomenti attinenti alla
scienza retorica, ossia la scienza che determina le regole teoriche
dell’oratoria, e all’attività oratoria, ossia all’eloquenza praticata. La finalità
del trattato era quella di definire il perfetto oratore che risulta essere vir
bonus dicendi peritus, cioè l’uomo buono esperto del parlare; nel III libro
troviamo le partizioni della retorica, tra cui le cinque parti della teoria:
inventio, dispositio, eloqutio, memoria, actio. Come Cosenza espone in
Semiotica e comunicazione politica, le emozioni giocano un ruolo
fondamentale per il raggiungimento del proprio scopo, ossia ottenere
l’approvazione da parte del pubblico; questo risale alla retorica ad
esempio di Quintiliano, in particolare nella inventio e nella dispositio; per
quanto riguarda l’inventio, consistente nel reperimento degli argomenti,
è necessario saperli scegliere correttamente al fine di compiacere il
pubblico con trattazioni a loro vicine, interessanti o tali da provocare loro
la commozione; per quanto riguarda invece la dispositio, consistente
nell’ordine da assegnare ai diversi argomenti nel corso del trattato,
bisogna considerare l’intento dell’oratore, che può essere quello di
suscitare emozioni del pubblico al fine di convincerli o fornire
informazioni al riguardo. Essi corrispondono a due dei tre compiti
dell’oratore che espone Quintiliano nel III libro dell’Institutio oratoria:
movere e docere, ossia convincere e insegnare. Questa la dimostrazione
del fatto che l’opera di Quintiliano risulta tutt’ora attuale in quanto si
comincia a vedere come dev’essere utilizzato il linguaggio affinchè si
possa ottenere un’efficace comunicazione politica. Già Cicerone e
Quintiliano avevano compreso il fondamentale ruolo del corpo
nell’ambito della comunicazione politica: ad esempio Quintiliano nel libro
XI dell’Institutio oratoria esponeva una delle cinque parti della retorica,
l’actio, come il modo di parlare attraverso l’uso della voce, dei toni, delle
gestualità e delle emozioni affinché fosse efficace la performance
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Approfondimento Quintiliano definisce il suo trattato una summa dell’ars dicendi, cioè un’esposizione sommaria dell’arte del dire. Infatti in esso delinea il percorso dell’educazione e della formazione dell’oratore dalla nascita fino alla conclusione dei suoi studi, trattando di argomenti attinenti alla scienza retorica, ossia la scienza che determina le regole teoriche dell’oratoria, e all’attività oratoria, ossia all’eloquenza praticata. La finalità del trattato era quella di definire il perfetto oratore che risulta essere vir bonus dicendi peritus, cioè l’uomo buono esperto del parlare; nel III libro troviamo le partizioni della retorica, tra cui le cinque parti della teoria: inventio, dispositio, eloqutio, memoria, actio. Come Cosenza espone in Semiotica e comunicazione politica, le emozioni giocano un ruolo fondamentale per il raggiungimento del proprio scopo, ossia ottenere l’approvazione da parte del pubblico; questo risale alla retorica ad esempio di Quintiliano, in particolare nella inventio e nella dispositio; per quanto riguarda l’inventio, consistente nel reperimento degli argomenti, è necessario saperli scegliere correttamente al fine di compiacere il pubblico con trattazioni a loro vicine, interessanti o tali da provocare loro la commozione; per quanto riguarda invece la dispositio, consistente nell’ordine da assegnare ai diversi argomenti nel corso del trattato, bisogna considerare l’intento dell’oratore, che può essere quello di suscitare emozioni del pubblico al fine di convincerli o fornire informazioni al riguardo. Essi corrispondono a due dei tre compiti dell’oratore che espone Quintiliano nel III libro dell’Institutio oratoria: movere e docere, ossia convincere e insegnare. Questa la dimostrazione del fatto che l’opera di Quintiliano risulta tutt’ora attuale in quanto si comincia a vedere come dev’essere utilizzato il linguaggio affinchè si possa ottenere un’efficace comunicazione politica. Già Cicerone e Quintiliano avevano compreso il fondamentale ruolo del corpo nell’ambito della comunicazione politica: ad esempio Quintiliano nel libro XI dell’Institutio oratoria esponeva una delle cinque parti della retorica, l’actio, come il modo di parlare attraverso l’uso della voce, dei toni, delle gestualità e delle emozioni affinché fosse efficace la performance

dell’oratore nei confronti del destinatario, del pubblico che deve essere mosso dal piacere e della persuasione. Così come accade tutt’ora nell’ambito della comunicazione politica, in cui un leader deve cercare di convincere il pubblico: la gestualità può servire a mantenere alta l’attenzione dell’audience, a guidare gli sguardi del pubblico e a focalizzare l’attenzione. Un esempio è Beppe Grillo, esponente politico e maestro della comunicazione, anche il più esperto nel gestire il proprio body language: “Il suo è un uso del corpo estremo, è un estremismo gestuale'. Questo perché lui è un attore e viene dalla satira politica. Il suo obiettivo è anche quello di far ridere, ed ecco perché i suoi gesti sono sempre esasperati, triplicati rispetto ad altri politici. E il suo comportamento nei comizi è completamente differente: non si limita a rivolgersi al pubblico, si piega in avanti come se volesse buttarsi sulla folla, urla, sputa, fa gestacci. Il suo modo di gestire il corpo è uno spettacolo, lui stesso è uno spettacolo. La formazione attoriale di Grillo lo distingue nettamente dagli altri politici, anche da quelli che più hanno studiato la comunicazione non verbale: se gli altri politici hanno pochi gesti ben studiati e che ripetono spesso, la gamma di Grillo è vastissima”. (Giovanna Cosenza)