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Appunti 2 capitoli di Filosofia della comunicazione e del linguaggio 2’anno Ferretti e Adornetti, RomaTre, Appunti di Filosofia del Linguaggio

Appunti tratti dai libri: Dalla comunicazione al linguaggio, scimmie, ominidi ed umani (in una prospettiva darwiniana) Il linguaggio: origine ed evoluzione

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 05/01/2021

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michela-scardini 🇮🇹

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FILOSOFIA DEL LINGUAGGIO E DELLA COMUNICAZIONE 2
Ferretti, Adornetti
Libri:
Dalla comunicazione al linguaggio, scimmie, ominidi ed umani (in una prospettiva
darwiniana)
Il linguaggio: origine ed evoluzione
(i primi due capitoli del libro servono per dimostrare la profonda unità e continuità tra mondo
animale e mondo umano, noi non deriviamo dalle scimmie ma 7 milioni di anni fa avevamo
un antenato comune
, tutti noi deriviamo dall’Africa orientale (homo sapiens), le scimmie
sono andate poi verso ovest e gli umani verso est (Europa) dal 2012 ad oggi sono stati
scoperte molte altre specie di scimmie.
Tutti gli animali comunicano ma
Chomsky
sostiene che quella comunicazione sia
completamente diversa dal linguaggio umano.
(nel 3 capitolo ci chiediamo “se c’è continuità, allora cosa rende specifico e differenzia il
linguaggio umano? Quindi cosa ci distingue?”)
(L’altro libro approfondisce un aspetto specifico del linguaggio umano, il passaggio dal gesto
alla parola, dei sostenitori dicono che il linguaggio non nasce nella forma sonora ma nasce
nel gesto, es. homo ergaster vecchio di un milione e ottocentomila anni, l’ominide che è
vissuto di più sulla terra.
Chomsky è un cartesiano, anche Fodor lo era, l’ipotesi della grammatica generativa
potrebbe essere errata.
Cartesio dice: “la parola è l’unico segno certo del pensiero” secondo lui perché le bestie non
possono usare il linguaggio? Perché non pensano.
Cartesio non si sofferma sulla parola per lui è più importante il pensiero (es. di
Courdemoire(?) del pappagallo che ripete meccanicamente le parole ma non le pensa)
Il dualismo di Cartesio distingue gli animali come esseri dotati solo di corpo mentre
gli umani sono dotati sia di corpo che di pensiero. Il corpo non è tanto importante
quanto il pensiero.
La vera difficoltà insormontabile secondo Cartesio è connettere ciò che si dice al
pensiero, gli animali non ne sono in grado perché essi sono come macchine. Cartesio
immagina il corpo dell’uomo come un orologio, secondo una disposizione di organi, ogni
pezzo è disposto in un certo modo, quindi se noi ricostruiremo un agente che ha le strutture
disposte in un certo modo, allora potremmo riprodurre l’essere umano.
È sufficiente mettere le strutture al posto giusto per ricostruire un essere umano?
Per Cartesio no perché manca il pensiero, le esperienze.
Il pensiero è l’attività cerebrale. Consideriamo lo spirito come attività del pensiero.
Se c’è una persona identica a me allo stato cerebrale può essere identica a me anche allo
stato mentale e quindi nei pensieri che ha?
Sì perché il mio corpo così com’è fatto ingloba le esperienze che ho anzi è proprio così per
le esperienze che io ho, la persona identica a me ha il mio stesso stato mentale.
(Le emozioni sono una cosa privata e corporea, l’esperienza si trova nei nostri ricordi) c’è
coincidenza tra corpo e pensiero?
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FILOSOFIA DEL LINGUAGGIO E DELLA COMUNICAZIONE 2

Ferretti, Adornetti

Libri: Dalla comunicazione al linguaggio, scimmie, ominidi ed umani (in una prospettiva darwiniana) Il linguaggio: origine ed evoluzione

(i primi due capitoli del libro servono per dimostrare la profonda unità e continuità tra mondo animale e mondo umano, noi non deriviamo dalle scimmie ma 7 milioni di anni fa avevamo un antenato comune , tutti noi deriviamo dall’Africa orientale (homo sapiens), le scimmie sono andate poi verso ovest e gli umani verso est (Europa) dal 2012 ad oggi sono stati scoperte molte altre specie di scimmie. Tutti gli animali comunicano ma Chomsky sostiene che quella comunicazione sia completamente diversa dal linguaggio umano. (nel 3 capitolo ci chiediamo “ se c’è continuità, allora cosa rende specifico e differenzia il linguaggio umano? Quindi cosa ci distingue?”) (L’altro libro approfondisce un aspetto specifico del linguaggio umano, il passaggio dal gesto alla parola, dei sostenitori dicono che il linguaggio non nasce nella forma sonora ma nasce nel gesto, es. homo ergaster vecchio di un milione e ottocentomila anni, l’ominide che è vissuto di più sulla terra.

Chomsky è un cartesiano, anche Fodor lo era, l’ipotesi della grammatica generativa potrebbe essere errata. Cartesio dice: “la parola è l’unico segno certo del pensiero” secondo lui perché le bestie non possono usare il linguaggio? Perché non pensano.

Cartesio non si sofferma sulla parola per lui è più importante il pensiero (es. di Courdemoire (?) del pappagallo che ripete meccanicamente le parole ma non le pensa) Il dualismo di Cartesio distingue gli animali come esseri dotati solo di corpo mentre gli umani sono dotati sia di corpo che di pensiero. Il corpo non è tanto importante quanto il pensiero. La vera difficoltà insormontabile secondo Cartesio è connettere ciò che si dice al pensiero, gli animali non ne sono in grado perché essi sono come macchine. Cartesio immagina il corpo dell’uomo come un orologio, secondo una disposizione di organi, ogni pezzo è disposto in un certo modo, quindi se noi ricostruiremo un agente che ha le strutture disposte in un certo modo, allora potremmo riprodurre l’essere umano. È sufficiente mettere le strutture al posto giusto per ricostruire un essere umano? Per Cartesio no perché manca il pensiero, le esperienze. Il pensiero è l’attività cerebrale. Consideriamo lo spirito come attività del pensiero. Se c’è una persona identica a me allo stato cerebrale può essere identica a me anche allo stato mentale e quindi nei pensieri che ha? Sì perché il mio corpo così com’è fatto ingloba le esperienze che ho anzi è proprio così per le esperienze che io ho, la persona identica a me ha il mio stesso stato mentale. (Le emozioni sono una cosa privata e corporea, l’esperienza si trova nei nostri ricordi) c’è coincidenza tra corpo e pensiero?

Per Cartesio L’animale e la comunicazione animale non sono assimilabile al linguaggio umano. Qual è il motivo fondamentale che secondo Cartesio il linguaggio umano è libero, creativo ed indipendente e invece il linguaggio animale è meccanico ed obbligato? (Es. Nel libro del cavallo Hans che sapeva contare solo perché stava attento alle espressioni del suo padrone).

“Il motivo di fondo è che il linguaggio umano si distingue da quello animale perché esso è l’unico segno del pensiero nascosto nel corpo. Negli esseri umani oltre al corpo ( res extensa ) c’è il pensiero ( res cogitans ), gli animali invece agiscono secondo la disposizione dei loro organi. L’unico mezzo certo che abbiamo per riconoscere un altro essere umano come essere pensante è il linguaggio che negli esseri umani è utilizzato in maniera libera e creativa (obiettivo polemico del corso).”

Come si può mettere in discussione la prospettiva Cartesiana? Analizziamo (primo capitolo -> pg 3) le scimmie e ad un particolare tipo di scimmie ( le grandi scimmie o scimmie antropomorfe: gibboni, scimpanzé, oranghi, gorilla e bonobi.. ), il motivo per cui siamo interessati a studiare le scimmie è perché da un punto di vista evolutivo esse sono gli animali a noi più vicini dal momento che noi apparteniamo alla stessa famiglia delle scimmie, quella dei primati, nello specifico imparentati da un antenato comune alle grandi scimmie: 14 milioni di anni fa c’era l’antenato comune con oranghi, gorilla, bonobi o scimpanzé. 8 milioni di anni fa c’è stata la prima biforcazione, che ha portato da una parte alla discendenza che ha condotto poi ai gorilla, da un’altra la discendenza che ha condotto poi agli esseri umani, bonobo, scimpanzé. Tra i 7 ed i 5 milioni di anni fa c’è stata un’altra divaricazione importante, da un lato ha vissuto l’ultimo antenato comune agli esseri umani e poi bonobo e scimpanzé dall’altro -> Inizio degli ominidi 3 milioni di anni fa si sono poi separati i bonobo e gli scimpanzé.

Secondo questo schema gli esseri umani sono più strettamente imparentati ai bonobo ed agli scimpanzé di quanto lo scimpanzé non sia imparentato con l’orango, quindi le parentele filogenetiche che ci sono tra noi ed uno scimpanzé sono molto più forti rispetto a quelle che ci sono tra lo scimpanzé e l’orango.

Cosa significa quindi avere un progenitore comune con bonobo e scimpanzé? Dato che con lo scimpanzé condividiamo il 98% del genoma, vi sono molti aspetti in comune tra la comunicazione umana ed il linguaggio animale, le nostre menti quindi sono molto simili, c’è una forte continuità cognitiva tra gli esseri umani e le grandi scimmie antropomorfe. Ciò che a noi interessa non è solo mostrare che il linguaggio umano condivide alcuni aspetti con la comunicazione animale ma ci interessa individuare le continuità dal punto di vista dei sistemi cognitivi. È interessante quindi mettere alla prova questi animali sul linguaggio. (Esperimenti fatti negli anni 50 e poi ripresi nel 900)

Di Chomsky, perché si fa riferimento alla grammatica generativa. (Tratti di specificità ed innatismo) Washoe sembra dare risposte positive anche a livello grammaticale, sembra avere competenza nel comporre simboli che abbiano un senso logico (i linguisti la definiscono come sintassi: una capacità tipica della comunicazione umana). Nel 90% dei casi Washoe riusciva a mettere il soggetto prima del verbo, riusciva quindi ad applicare delle regole secondo Chomsky. Che implicazioni si hanno quindi per il modello di Chomsky? Che la comunicazione non è innata ma che si apprende nel corso del tempo oppure che non è una caratteristica unica della specie umana, non è quindi specificamente umana ma si riscontra anche negli scimpanzé.

3’ Esperimento: Un altro gruppo di ricercatori prova con un’altra scimmia a mettere alla prova questi risultati, la scimmia si chiama Nim Chimsky, l’obiettivo di questo studio era replicare il risultato di Washoe e mostrare che le scimmie riescono a produrre frasi protosintattiche, sintatticamente strutturate. (Film: Project nim ) è lo scimpanzé più filmato nella storia, gli viene insegnata la lingua dei segni, si rintracciano regolarità nel modo in cui Nim combinava fra di loro simboli all’interno delle frasi dell’enunciato. (Verbo+oggetto).

Il ricercatore Terrace scrive un libro per dimostrare di aver ottenuto risultati contro il modello Chomskiano. Prima di terminare il suo libro si accorge però dai video che le sequenze che Nim produceva erano molto diverse dagli enunciati del linguaggio umano, due aspetti indicativi furono: che le frasi non erano sufficientemente complesse , riproduceva quindi frasi brevi e ripeteva spesso le stesse frasi ( ridondanza espressiva ), il secondo aspetto che colpì Terrace era che le frasi prodotte da Nim non erano in alcun modo spontaneo ma erano delle riproduzioni meccaniche dei segni prodotti dagli sperimentatori, Nim utilizzava gli stessi segni che lo sperimentatore utilizzava per fargli le domande, ripeteva quindi meccanicamente gli stimoli che riceveva. Per questo motivo nell’ultimo capitolo del suo libro ribalta tutte le sue convinzioni e posizioni e giunge ad una conclusione pessimistica , ovvero che Nim e tutti gli scimpanzé non sono in grado di produrre frasi di senso proprio, cioè frasi che sono combinate in maniera strutturata. (Fallimento di Nim) In realtà ci sono diversi motivi per il quale questo progetto fallisce, la principale ragione molto criticata è che sono state utilizzate delle metodologie di addestramento comportamentiste in cui lo scimpanzé doveva attenersi obbligatoriamente alle richieste dello sperimentatore, quando Nim dava segni di creatività che però non erano le risposte che gli sperimentatori si aspettavano veniva picchiato e punito. I Chomskiani quindi era soddisfatti e convinti del loro modello.

4’ esperimento Successivamente allo scimpanzé Nim però si parla negli anni 80 di un’altra scimmia culturalizzata, un bonobo chiamato Kanzi che fa cose davvero notevoli. Kanzi non viene addestrato, era stato rifiutato dalla mamma e quindi viene dato in adozione ad un altro bonobo, Matata, che sarà oggetto di esperimento, le verrà data una tastiera (keyboard), non si tratta più del linguaggio dei segni ma dei simboli , questa tastiera aveva dei simboli astratti che rappresentavano oggetti, azioni ecc.

Mentre la madre adottiva apprendeva, anche Kanzi da piccolo apprende dai suoi gesti e inizia ad utilizzare la tastiera. (Il bonobo è la specie a noi più vicina, si accoppia frontalmente.)