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Appunti algebra e geometria, Appunti di Algebra Lineare e Geometria Analitica

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Tipologia: Appunti

2025/2026

Caricato il 18/05/2026

Spismn10
Spismn10 🇮🇹

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1. Nozioni preliminari
Scopo di questo capitolo introduttivo `e quello di fornire un utile strumento per esprimersi con rigore e
chiarezza, fissando il linguaggio ed i simboli principali che verranno utilizzati in seguito.
1.1. Insiemi.
Il concetto di insieme `e un concetto primitivo, ovvero un concetto per cui non si fornisce alcuna definizione in
termini ‘semplici’. Per denotare un insieme utilizzeremo generalmente le lettere maiuscole A,B,. . . , mentre
con le lettere minuscole a,b,. . . denoteremo i suoi elementi. Un insieme `e noto se sono noti i suoi elementi.
Per rappresentare un insieme si fa uso di una delle seguenti rappresentazioni:
Rappresentazione per elencazione o tabulare che consiste nell’elencare tutti i suoi elementi:
A={2,3,5,7};
Rappresentazione per caratteristica data descrivendo le propriet`a che caratterizzano univoca-
mente gli elementi dell’insieme:
A={nN:n`e primo n10};
Rappresentazione mediante diagrammi di Venn ovvero una rappresentazione grafica del tipo:
A2
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Scriveremo aA(o equivalentemente Aa) per indicare che a `e un elemento dell’insieme A. Diremo che
A`e contenuto in Be scriveremo in tal caso AB(equivalentemente BA) se ogni elemento di A`e anche
un elemento di B. Se A`e contenuto in Bma allo stesso tempo Bnon `e contenuto in Adiremo che A`e
contenuto propriamente in Be scriveremo in tal caso AB(BA). Due insiemi AeBsono uguali e
scriveremo in tal caso A=Bse i due insiemi hanno gli stessi elementi. Segue facilmente che A=Bse e solo
se contemporaneamente si ha che ABeAB. Useremo infine i simboli /,⊂,⊆,⊃,⊇ per denotare la
‘non appartenenza’, la ‘non inclusione’, e cos`ı via.
Per evitare problemi logici fissiamo un insieme universo Ue si suppone che tutti gli elementi di un qualsiasi
insieme che prendiamo in considerazione siano elementi di U. Introduciamo inoltre un insieme molto
importante, l’insieme vuoto, come l’insieme privo di elementi; denoteremo tale insieme con il simbolo .
L’insieme vuoto `e contenuto in ogni insieme.
Dati due insiemi AeB(sottoinsiemi dell’insieme universo U) possiamo costruire i seguenti insiemi:
l’insieme unione di AeB:
AB:= {xU:xAxB};
l’insieme intersezione di AeB:
AB:= {xU:xAxB};
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  1. Nozioni preliminari

Scopo di questo capitolo introduttivo `e quello di fornire un utile strumento per esprimersi con rigore e chiarezza, fissando il linguaggio ed i simboli principali che verranno utilizzati in seguito.

1.1. Insiemi.

Il concetto di insieme e un concetto primitivo, ovvero un concetto per cui non si fornisce alcuna definizione in termini ‘semplici’. Per denotare un insieme utilizzeremo generalmente le lettere maiuscole A, B,... , mentre con le lettere minuscole a, b,... denoteremo i suoi elementi. Un insiemee noto se sono noti i suoi elementi. Per rappresentare un insieme si fa uso di una delle seguenti rappresentazioni:

  • Rappresentazione per elencazione o tabulare che consiste nell’elencare tutti i suoi elementi: A = { 2 , 3 , 5 , 7 };
  • Rappresentazione per caratteristica data descrivendo le proprieta che caratterizzano univoca- mente gli elementi dell’insieme: A = {n ∈ N : ne primo ∧ n ≤ 10 };
  • Rappresentazione mediante diagrammi di Venn ovvero una rappresentazione grafica del tipo: A 2 3 5 7

Scriveremo a ∈ A (o equivalentemente A ∋ a) per indicare che a e un elemento dell’insieme A. Diremo che Ae contenuto in B e scriveremo in tal caso A ⊆ B (equivalentemente B ⊇ A) se ogni elemento di A e anche un elemento di B. Se Ae contenuto in B ma allo stesso tempo B non e contenuto in A diremo che Ae contenuto propriamente in B e scriveremo in tal caso A ⊂ B (B ⊃ A). Due insiemi A e B sono uguali e scriveremo in tal caso A = B se i due insiemi hanno gli stessi elementi. Segue facilmente che A = B se e solo se contemporaneamente si ha che A ⊆ B e A ⊇ B. Useremo infine i simboli ∈/, ̸⊂, ̸⊆, ̸⊃, ̸⊇ per denotare la ‘non appartenenza’, la ‘non inclusione’, e cos`ı via.

Per evitare problemi logici fissiamo un insieme universo U e si suppone che tutti gli elementi di un qualsiasi insieme che prendiamo in considerazione siano elementi di U. Introduciamo inoltre un insieme molto importante, l’insieme vuoto, come l’insieme privo di elementi; denoteremo tale insieme con il simbolo ∅. L’insieme vuoto `e contenuto in ogni insieme.

Dati due insiemi A e B (sottoinsiemi dell’insieme universo U ) possiamo costruire i seguenti insiemi:

  • l’insieme unione di A e B:

A ∪ B := {x ∈ U : x ∈ A ∨ x ∈ B};

  • l’insieme intersezione di A e B: A ∩ B := {x ∈ U : x ∈ A ∧ x ∈ B};
  • l’insieme differenza di A e B:

A \ B := {x ∈ U : x ∈ A ∧ x /∈ B};

  • l’insieme differenza simmetrica di A e B:

A △ B := {x ∈ U : (x ∈ A ∧ x /∈ B) ∨ (x ∈ B ∧ x /∈ A)} = (A \ B) ∪ (B \ A);

  • l’insieme complementare di A:

CA := {x ∈ U : x /∈ A}.

Graficamente possiamo visualizzare tali operazioni attraverso i diagrammi di Venn:

A ∪ B U

A B

A ∩ B

U

A B

A \ B

U

A B

B \ A

U

A B

A ∩ B

U

A B

CA

U

A

Due insiemi sono detti disgiunti se A ∩ B = ∅.

Un’altra operazione molto importante tra insiemi e il prodotto cartesiano. Siano A e B due insiemi. Il prodotto cartesiano di A e B, denotato A × B,e definito come l’insieme delle coppie ordinate di elementi, il primo in A ed il secondo in B:

A × B := {(a, b) : a ∈ A ∧ b ∈ B}.

Tale definizione si generalizza in modo naturale al prodotto di un numero arbitrario n di insiemi. Siano A 1 , A 2 ,... , An dati insiemi. Poniamo

A 1 × A 2 × · · · × An := {(a 1 , a 2 ,... , an) : a 1 ∈ A 1 , a 2 ∈ A 2 ,... , an ∈ An}.

RE1 Proprieta riflessiva: (a, a) ∈ R; RE2 Proprieta simmetrica: (a, a′) ∈ R implica (a′, a) ∈ R; RE3 Propriet`a transitiva: (a, a′) ∈ R e (a′, a′′) ∈ R implica (a, a′′) ∈ R.

Se a 0 ∈ A, l’insieme

[a 0 ]R := {a ∈ A : (a 0 , a) ∈ R}

`e detta classe di equivalenza di a 0 rispetto alla relazione di equivalenza R.

Si noti che, in virtu delle proprieta RE1, RE2 e RE3, si ha:

RE1′^ a ∈ [a]R, ∀a ∈ A; RE2′^ se a ∈ [a′]R, allora a′^ ∈ [a]R, ∀a, a′^ ∈ A; RE3′^ se a ∈ [a′]R e a′^ ∈ [a′′]R, allora a ∈ [a′′]R, ∀a, a′, a′′^ ∈ A.

Segue pertanto che, se a, a′^ ∈ A sono tali che a non sia in relazione con a′, allora [a]R ∩ [a′]R = ∅. Inoltre si ha che A `e unione delle classi dei suoi elementi.

Esempio 1.4. Sia R ⊆ Z × Z la relazione definita da:

nRm se e solo se n − m `e un intero pari.

Osserviamo che R e una relazione di equivalenza. Proviamo che essa soddisfa le tre proprieta: riflessiva, simmetrica e transitiva. Siano a tal proposito n, m, l ∈ Z. Si ha:

RE1 n − n = 0 e pari, quindi R soddisfa la proprieta riflessiva. RE2 Se n − m e pari, allora m − n = −(n − m)e anch’esso un intero pari, pertanto anche la proprieta simmetricae soddisfatta. RE3 Supponiamo ora che gli interi n − m e m − l siano entrambi pari. Un semplice calcolo mostra che anche n − l e pari, ovvero: n − l = (n − m) + (m − l). Segue che anche la proprieta transitiva `e soddisfatta.

Definizione 1.5. Siano A, B insiemi. Un’ applicazione (o funzione) da A in B e una corrispondenza f tra A e B tale che ogni elemento a ∈ A sia corrispondente ad un solo elemento in B. Scriveremo f : A −→ B se fe una funzione da A in B e f (a) = b se a e corrispondente a b tramite f. Se fe una funzione da A in B allora A e detto dominio di f e Be detto codominio di f.

Definizione 1.6. Sia f : A −→ B un’applicazione da A in B. Se C ⊆ A, il sottoinsieme f (C) := {f (c) ∈ B : c ∈ C} di B e l’immagine di C tramite f. L’immagine della funzione f , denotata Im(f ),e l’immagine di tutto il dominio A tramite f , cioe f (A) = Im(f ). Se D ⊆ B, il sottoinsieme f −^1 (D) := {a ∈ A : f (a) ∈ D} di Ae la controimmagine di D tramite f. Se D = {d}, allora scriveremo semplicemente f −^1 (d) al posto di f −^1 ({d}).

Definizione 1.7. Un’applicazione f : A −→ B si dice

(a) iniettiva se, per ogni a, a′^ ∈ A con a ̸= a′, f (a) ̸= f (a′); (b) surgettiva (o suriettiva) se Im(f ) = B; (c) bigettiva (o biiettiva) se sia iniettiva che suriettiva.

Osserviamo che una funzione f : A −→ B e iniettiva se e solo se f (a) = f (a′) implica a = a′, mentree suriettiva se e solo se ogni elemento b ∈ B ha almeno una controimmagine.

Definizione 1.8. Se f : A −→ B e un’applicazione bigettiva, allora per ogni b ∈ B, f −^1 (b)e non vuota e contiene un solo elemento. L’applicazione che associa ad ogni b in B la sua controimmagine f −^1 (b) `e detta applicazione inversa di f e viene denotata con f −^1.

Definizione 1.9. Date due applicazioni f : A −→ B e g : C −→ D tali che Im(f ) ⊆ C allora possiamo costruire un’applicazione g ◦ f : A −→ D definita da g ◦ f (a) := g(f (a)). Questa applicazione si dice applicazione composta di f e g.

Chiudiamo questo primo capitolo fornendo alcuni esempi fondamentali di applicazioni.

Esempio 1.10. Sia A un insieme non vuoto. L’applicazione idA : A −→ A definita da idA(a) = a, ∀a ∈ A e detta applicazione identica di A. Essae sia iniettiva che suriettiva. Inoltre se f : B −→ A e g : A −→ C sono arbitrarie applicazioni, si ha idA ◦ f = f e g ◦ idA = g.

Esempio 1.11. Siano A, B insiemi non vuoti e sia b ∈ B. Definiamo un’applicazione cb : A −→ B ponendo cb(a) = b, ∀a ∈ A. Essa e detta applicazione costante definita su A con valore b. Essae iniettiva se e solo se |A| = 1 e suriettiva se e solo se B = {b}.

Esempio 1.12. Siano A un insieme non vuoto. Un’operazione binaria su A `e un’applicazione ∗ : A^2 −→ A. In tal caso spesso si scrive a ∗ a′^ al posto di ∗(a, a′). Esempi di tali operazioni sono l’addizione o la moltiplicazione in N, la composizione di funzioni, eccetera.