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Appunti completi corso di Istituzioni diritto pubblico, Appunti di Istituzioni Diritto Pubblico

Tutto il materiale necessario per superare l’esonero di istituzioni di diritto pubblico di T.Cerruti, esame del primo anno di Scienze della formazione primaria

Tipologia: Appunti

2023/2024

In vendita dal 02/12/2023

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ISTITUZIONI DI DIRITTO PUBBLICO
INTRODUZIONE
Il Diritto in italiano ha un senso soggettivo e un senso oggettivo. Il diritto in senso soggettivo
è una pretesa che un soggetto può avanzare nei confronti degli altri soggetti e dei poteri
pubblici. Il diritto in senso oggettivo è un insieme di regole. Le due accezioni non sono
indipendenti ma tra loro collegate, l'una funzionale all’altra. Il diritto in senso soggettivo può
esistere perché c’è un insieme di regole che ne garantisce il rispetto, viceversa il diritto in
senso oggettivo serve proprio a garantire il rispetto dei diritti umani.
IL DIRITTO OGGETTIVO
Posto che ogni gruppo organizzato si delle regole scritte oppure non scritte, un solo tipo
di regole assume rilevanza giuridica: le regole date dallo Stato e dai poteri costituiti dallo
Stato, solo le regole che lo Stato sono quindi delle norme giuridiche, ovvero regole la cui
violazione viene sanzionata. Il diritto si considera suddiviso principalmente in diritto pubblico
e privato.
DIRITTO PRIVATO
Il diritto privato è quel diritto che regola i rapporti tra soggetti privati (es.compravendita,
contratto di lavoro, contratto di locazione, matrimonio). Si suddivide in diritto civile, diritto
commerciale…
DIRITTO PUBBLICO
Il diritto pubblico regola i rapporti tra pubblici poteri e i rapporti tra i pubblici poteri e privati. Si
suddivide in diritto penale, internazionale, amministrativo…
LO STATO: COS’E’ E COME SI E’ EVOLUTO NELLA STORIA
L’organizzazione che oggi chiamiamo Stato è nata in realtà solo a partire dal 1400 e ha
preso il nome di Stato Moderno. Nel sistema feudale, presente prima dello Stato in Europa,
tutto si basava sul diritto privato, non c’era una nozione di ente pubblico, tutto si basava sul
rapporto tra privati cittadini. Il vassallo garantiva lavoro a chi stava sotto di lui, chi invece
stava sotto garantiva al signore manodopera e presenza in guerra.
Lo stato moderno è caratterizzato da tre elementi costitutivi: popolo, territorio e sovranità.
Nel territorio (spazio in cui lo Stato esercita la sua sovranità) dobbiamo considerare la
terraferma: cioè quella porzione di terra emersa delimitata da confini naturali o artificiali; lo
spazio aereo, ovvero lo spazio atmosferico sovrastante; la fascia di mare costiera e il
fondale marino;navi e aerei nei casi previsti dalla legge.
Il popolo è l’insieme delle persone che vivono sul territorio dello Stato e devono rispettarne
le regole.
La sovranità è l’unico dei tre elementi costitutivi che spetta solo allo Stato. La sovranità è il
potere e anche questa si può intendere in una doppia accezione: sovranità interna e
sovranità esterna. La sovranità esterna è il potere dello Stato verso l’esterno ovvero nei
rapporti con gli altri Stati. Ogni stato è indipendente dagli altri nell’assunzione delle sue
decisioni. In questi ultimi decenni in Europa, ma anche in altre parti del mondo, gli Stati
hanno deciso di autolimitare la propria sovranità e di cederne una parte a delle
organizzazioni di Stati. A livello europeo le due organizzazioni principali sono l’Unione
Europea e il Consiglio d’Europa (sede a Strasburgo). A livello mondiale invece
l’organizzazione principale è l’ONU. In Italia tutto questo processo è avvenuto nel rispetto
della costituzione (vedi articolo 11).
La sovranità interna riguarda il rapporto tra lo Stato e tutto ciò che c’è all’interno di esso, ne
fanno parte l’esercizio del potere statale nel territorio dello Stato e nei confronti del popolo
dello Stato stesso. La sovranità interna non impedisce che all’interno dello stato non ci siano
delle forme di organizzazione dotate di autonomia.
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ISTITUZIONI DI DIRITTO PUBBLICO

INTRODUZIONE

Il Diritto in italiano ha un senso soggettivo e un senso oggettivo. Il diritto in senso soggettivo è una pretesa che un soggetto può avanzare nei confronti degli altri soggetti e dei poteri pubblici. Il diritto in senso oggettivo è un insieme di regole. Le due accezioni non sono indipendenti ma tra loro collegate, l'una funzionale all’altra. Il diritto in senso soggettivo può esistere perché c’è un insieme di regole che ne garantisce il rispetto, viceversa il diritto in senso oggettivo serve proprio a garantire il rispetto dei diritti umani. IL DIRITTO OGGETTIVO Posto che ogni gruppo organizzato si dà delle regole scritte oppure non scritte, un solo tipo di regole assume rilevanza giuridica: le regole date dallo Stato e dai poteri costituiti dallo Stato, solo le regole che dà lo Stato sono quindi delle norme giuridiche, ovvero regole la cui violazione viene sanzionata. Il diritto si considera suddiviso principalmente in diritto pubblico e privato. DIRITTO PRIVATO Il diritto privato è quel diritto che regola i rapporti tra soggetti privati (es.compravendita, contratto di lavoro, contratto di locazione, matrimonio). Si suddivide in diritto civile, diritto commerciale… DIRITTO PUBBLICO Il diritto pubblico regola i rapporti tra pubblici poteri e i rapporti tra i pubblici poteri e privati. Si suddivide in diritto penale, internazionale, amministrativo… LO STATO: COS’E’ E COME SI E’ EVOLUTO NELLA STORIA L’organizzazione che oggi chiamiamo Stato è nata in realtà solo a partire dal 1400 e ha preso il nome di Stato Moderno. Nel sistema feudale, presente prima dello Stato in Europa, tutto si basava sul diritto privato, non c’era una nozione di ente pubblico, tutto si basava sul rapporto tra privati cittadini. Il vassallo garantiva lavoro a chi stava sotto di lui, chi invece stava sotto garantiva al signore manodopera e presenza in guerra. Lo stato moderno è caratterizzato da tre elementi costitutivi: popolo, territorio e sovranità. Nel territorio (spazio in cui lo Stato esercita la sua sovranità) dobbiamo considerare la terraferma: cioè quella porzione di terra emersa delimitata da confini naturali o artificiali; lo spazio aereo , ovvero lo spazio atmosferico sovrastante; la fascia di mare costiera e il fondale marino ; navi e aerei nei casi previsti dalla legge. Il popolo è l’insieme delle persone che vivono sul territorio dello Stato e devono rispettarne le regole. La sovranità è l’unico dei tre elementi costitutivi che spetta solo allo Stato. La sovranità è il potere e anche questa si può intendere in una doppia accezione: sovranità interna e sovranità esterna. La sovranità esterna è il potere dello Stato verso l’esterno ovvero nei rapporti con gli altri Stati. Ogni stato è indipendente dagli altri nell’assunzione delle sue decisioni. In questi ultimi decenni in Europa, ma anche in altre parti del mondo, gli Stati hanno deciso di autolimitare la propria sovranità e di cederne una parte a delle organizzazioni di Stati. A livello europeo le due organizzazioni principali sono l’Unione Europea e il Consiglio d’Europa (sede a Strasburgo). A livello mondiale invece l’organizzazione principale è l’ONU. In Italia tutto questo processo è avvenuto nel rispetto della costituzione (vedi articolo 11). La sovranità interna riguarda il rapporto tra lo Stato e tutto ciò che c’è all’interno di esso, ne fanno parte l’esercizio del potere statale nel territorio dello Stato e nei confronti del popolo dello Stato stesso. La sovranità interna non impedisce che all’interno dello stato non ci siano delle forme di organizzazione dotate di autonomia.

Questi tre elementi fondamentali tra di loro si possono relazionare in diversi modi e in base a ciò possono portare a diversi livelli organizzativi. La variabile che più fa la differenza è la sovranità, che può essere distribuita in modo diverso nei confronti del territorio e del popolo. I diversi livelli organizzativi possono riconoscere o meno ai territori una certa percentuale di sovranità. A seconda del potere dato vengono fuori due macro modelli: lo stato unitario e lo stato federale. Lo stato unitario (o accentrato) è uno stato in cui la sovranità non è distribuita sul suo territorio ma spetta solo allo stato centrale, ci sono invece alcuni stati unitari che prevedono un leggero spazio decisionale ai territori (vedi Italia, riconosce autonomia a regioni e comuni, situazione chiamata decentrata). Il secondo macro modello è lo stato federale , in cui la sovranità è suddivisa è ripartita tra stato centrale e le singole unità territoriali (USA). RAPPORTO SOVRANITA’/POPOLO Sulla base di come la sovranità si distribuisce tra il popolo si possono individuare due modelli: lo stato autoritario e lo stato democratico. Nello stato autoritario il potere viene poco (e niente) distribuito tra il popolo, nello stato democratico invece la sovranità appartiene al popolo. Nei secoli le forme di stato si sono evolute, in Europa possiamo dire che si sono succedute tre diverse forme di stato che a loro volta a loro interno si differenziavano a seconda delle realtà: lo stato assoluto, lo stato liberale di diritto e lo stato contemporaneo o di democrazia pluralista (Italia). LO STATO ASSOLUTO Lo stato assoluto è una forma di stato autoritario, è stata la prima forma di stato moderno. Lo Stato assoluto è nato tra il 15esimo e il 16esimo secolo e ha terminato la sua evoluzione nel 17esimo secolo. Si caratterizzava per la concentrazione del potere nelle mani di una sola persona (re). Il re può fare quello che vuole e non è soggetto alle regole. Lo stato assolto ambiva ad espandere il suo potere e arricchirsi (colonialismo). A far cadere le forme di stato assoluto sono state nella seconda metà del 700 la diffusione del pensiero politico e filosofico dell’illuminismo che hanno portato a rivoluzioni (es rivoluzione francese) e la rivoluzione industriale che porto ad emergere una classe sociale intermedia, la borghesia (proprietari industriali). Tutto ciò porta alla fine dello stato assoluto è la nascita dello stato liberale di diritto. LO STATO LIBERALE DI DIRITTO Lo stato liberale di diritto segna un cambiamento: la volontà di mettere al centro i diritti dei cittadini. Lo scopo dello stato liberale perciò non è più espandere il suo potere ma pensare ai propri cittadini. Viene riconosciuto prima di tutto il diritto di proprietà. Lo stato liberale di diritto è una forma di stato democratico. Si caratterizza per la separazione dei poteri, i poteri dello stato democratico sono: potere legislativo (parlamento), potere esecutivo (governo/Re), potere giudiziario (magistrati). La seconda caratteristica dello stato liberale di diritto è quella di voler avere una costituzione come fonte di diritto prioritaria rispetto a tutte le altre norme, che avesse sempre l’ultima parola. Nonostante le buone intenzioni le costituzioni iniziali non riuscirono a porsi sopra le leggi (vedi statuto Albertino). Il terzo elemento è il principio di legalità, ovvero che ogni atto dei pubblici poteri deve essere previsto da una legge, così come tutte le limitazioni dei diritti devono essere previste da una norma giuridica. La norma giuridica più importante era la legge, la quale doveva avere tre caratteristiche tuttora valide: la generalità, ovvero deve potersi applicare a tutte le persone; l’astrattezza, ovvero la legge deve potersi applicare più volte, la legge non dev’essere pensata alla singola applicazione(collegata alla generalità) e l’approvazione da parte di un organo che rappresenti anche il popolo. Lo Stato liberale di diritto ha come elemento caratteristico l’istituto della rappresentanza che prevede che il popolo scelga delle persone che rappresentino la sua volontà in quell’organo che assume le decisioni che ə il parlamento. All’inizio del XX secolo anche questa forma di stato vede il posto ad un altra forma di stato.

acquistare in 3 modi, 2 per fatto naturale perché indipendenti dalla volontà del soggetto e 1 per fatto volontario perché dipende dalla volontà del soggetto. Si acquista la cittadinanza iure sanguinis (fatto naturale) quando almeno un genitore è italiano e si ha diritto di sangue; il secondo caso è per iure soli ovvero per il solo fatto di essere nato su territorio italiano per pochi casi previsti dalla legge (apolidi); quando una persona di cittadinanza non italiana si trova in una casistica che lo permette può richiedere la cittadinanza italiana, in questa categoria risiedono: matrimonio con cittadino italiano, adozione da parte di cittadino italiano, residenza continuativa per tot anni (ecc). Alle elezioni comunali e europee possono partecipare in Italia anche cittadini europei non per forza italiani. Il diritto di voto si può perdere in 3 casi: l’incapacità civile (ma di fatto grazie a quanto disposto dalle leggi gli incapaci votano) , condanne per alcuni reati come previsto dalle leggi. REQUISITI DI VOTO La costituzione fissa alcuni requisiti precisi che il voto deve avere (vedi art 48): il voto dev’essere personale (no deleghe), il voto è eguale, il voto è libero ( cause ostative per garantire il voto libero), il voto è segreto e oltre ad essere un diritto il voto è anche un dovere civico e morale. COME SI TRASFORMANO I VOTI IN SEGGI Il sistema elettorale è il meccanismo attraverso il quale i voti espressi si trasformano in seggi. Nel mondo esistono due macro modelli di sistemi elettorali: il sistema proporzionale e il sistema maggioritario. Il sistema elettorale è proporzionale quando ogni forza politica che ha partecipato alle elezioni ottiene in parlamento un numero di seggi proporzionale alla percentuale di voti ottenuti. Il vantaggio di questo sistema è il fatto che tutti vengano rappresentati, lo svantaggio è che potrebbe essere difficile prendere decisioni e perciò avere una maggioranza. Il sistema maggioritario si utilizza nei paesi in cui vigono grandi partiti (vedi usa): prevede che il territorio in cui si vota sia suddiviso in tante unità chiamate circoscrizioni e che ogni unità elegga uno o più parlamentari. In ognuna di queste circoscrizioni il posto (o i posti) in palio vanno al partito che in quella circoscrizione ha preso più voti. Negli anni i due sistemi si sono molto diversificati negli anni, sono stati anche previsti due sistemi correttivi che si applicano ai sistemi proporzionali e hanno l’effetto di avvicinare un po’ il proporzionale al maggioritario. I due istituti sono il premio di maggioranza e la soglia di sbarramento. Il premio di maggioranza è un numero di seggi aggiuntivi che vengono dati al partito in testa alle elezioni, proprio come premio. La soglia di sbarramento invece è la regola per cui è necessaria una percentuale minima di voti per entrare in parlamento. SISTEMI ELETTORALI IN ITALIA Per quasi 50 anni l’italia è stato un sistema proporzionale avendo sempre avuto molti partiti, durante questo periodo però vi era molta instabilità questo ha portato ad una fase di sistema misto (Mattarellum) prevalentemente maggioritario (75% maggioritario, 25% proporzionale), dopo poco si è tornati ad un proporzionale con un premio di maggioranza molto forte e con soglia di sbarramento (Porcellum), poco dopo bocciato perché incostituzionale. Oggi abbiamo il Rosatellum, un sistema uguale per camera e senato, misto: 37% dei seggi è a sistema maggioritario, il 61% detto seggi è invece eletto con il sistema proporzionale, inoltre esiste una riserva di seggi pari al 2% riservata agli italiani che vivono all’estero. ELETTORATO PASSIVO L’elettorato passivo è la facoltà di essere votati. Presuppone 3 requisiti: possedere l’elettorato attivo, avere minimo 25 anni (deputati) o 40 (senato) e l’assenza di cause ostative. La causa ostativa è una condizione che impedisce o limita l’elettorato passivo, le cause ostative sono 3, in ordine di gravità crescente: 1) incandidabilità, che impedisce di candidarsi se si viene condannati per alcuni reati previsti dalla legge(es mafia o collegata a funzioni pubbliche); la seconda causa ostativa è l’ineleggibilità, che impedisce di essere eletti nella circoscrizione in cui si opera perché per la funzione ricoperta si potrebbe

influenzare il voto del popolo; la terza e ultima causa ostativa è l’incompatibilità, che impedisce di ricoprire la carica parlamentare e un’altra carica pubblica contemporaneamente, occorre quindi sceglierne una delle due. IL PARLAMENTO IERI E OGGI Il parlamento è un circuito di decisione politica: prende le decisioni per tutto il Paese.Viene eletto dal popolo ed ha il compito di assumere decisioni politiche insieme al governo e al presidente della repubblica. Il termine Parlamento deriva dal verbo francese parlare, in modo più specifico ''parlare in un contesto politico'', che a sua volta trae questo termine dal latino. Una specie di Parlamento viene individuato in quei ristretti gruppi di nobili e ecclesiastici che il re consultava sulle questioni importanti (solo da certe classi sociali) ma non aveva potere di decisione finale e subiva forti limitazioni. Il parlamento come lo conosciamo noi oggi nasce in Inghilterra nel 1600, si diffonde in tutta Europa e in tutto il mondo assumendo caratteristiche e connotazioni diverse a seconda di epoche e realtà geografiche. Nei vari Stati e nelle diverse epoche storiche i parlamenti sono stati disciplinati con alcune varianti ma il principale elemento di differenziazione tra un parlamento e l'altro è il numero di camere da cui è composto (1, 2,3…), il sistema più diffuso è il bicamerale sotto diverse forme: i rapporti di potere tra le camere possono essere uguali o diversi (una camera più ‘potente’ dell’altra); in Italia le camere hanno stessi poteri, questa situazione si definisce bicameralismo perfetto e le decisioni devono passare da entrambe le camere. ITALIA: CAMERA E SENATO In Italia le due camere sono la camera dei Deputati e la camera del Senato, tra di loro sono solo 3 le differenze principali:

  • il numero dei componenti (400 Camera, 200 + 5 a vita del Senato)
  • l'età dei componenti: bisogna avere minimo 25 anni per essere eletti alla Camera e 40 per essere eletti nel Senato
  • circoscrizione elettorale: è nazionale per la Camera e regionale per il Senato E’ bene però ricordare che prima della legge del 2020 le cose erano diverse: i deputati erano 630 e i senatori 315 + infiniti senatori a vita, inoltre per votare per il Senato il requisito d’età era 25 anni, dal 2021 dai 18. La Camera dei Deputati ha sede al Montecitorio, il Senato della Repubblica a Palazzo Madama, entrambe a Roma. Le due camere lavorano separatamente e presso la propria sede. Ci sono solo 5 cose che le camere fanno insieme, cioè in seduta comune, nella camera dei deputati a Montecitorio e presiedute dal Presidente della Camera.
  1. Elezione del Presidente della repubblica
  2. Messa in stato d'accusa del Pdr
  3. Elezione dei Giudici popolari (=stesura elenco di comuni cittadini che si aggiungono alla corte costituzionale per decidere il Pdr)
  4. Elezione di 1/3 giudici della Corte costituzionale
  5. Elezione di 1/3 dei componenti del Consiglio superiore della magistratura (CSM) GLI ORGANI INTERNI DELLE CAMERE All'interno di ognuna delle camere ci sono organi uguali, questi sono: i parlamentari, i presidenti delle camere, la commissione, le giunte e i gruppi parlamentari. I PARLAMENTARI I parlamentari nella nostra costituzione sono caratterizzati da garanzie e prerogative che servono per svolgere la loro funzione. La prima garanzia si chiama assenza di vincolo di mandato (o divieto di mandato imperativo) e vuol dire che una volta eletto il parlamentare deve votare senza essere guidato o influenzato in nessun modo né dai suoi elettori né dal suo partito. La seconda garanzia è l'indennità, che consente al parlamentare di rinunciare ai guadagni del loro lavoro abituale per dedicarsi al parlamento, è una sorta di ''stipendio''.

● di indirizzo: guidare il governo e le sue scelte ● di informazione e controllo : soprattutto nei confronti del governo Il Parlamento è l'unico organo scelto dai cittadini e può far decadere il Governo. La durata fisiologica del parlamento è di 5 anni se non decade prima → periodo chiamato legislatura. Lo scioglimento anticipato può essere disposto dal PdR, ma NON negli ultimi 6 mesi del suo mandato, a meno che non coincidano con gli ultimi 6 mesi della legislatura. Le riunioni possono essere: ordinarie (obbligatorie cioè 2 volte all'anno) o straordinarie (su iniziativa del presidente di quella camera; del Pdr; di ⅓ dei parlamentari di quella Camera). Se non è diversamente disposto sono pubbliche e alcune volte sono anche trasmesse in tv. MODALITÀ DI DECISIONE Le riunioni delle camere sono valide se è presente il 50% +1 dei componenti. Tutte le volte in cui la costituzione non richiede una maggioranza specifica si ritiene sufficiente la maggioranza semplice. Per le decisioni più importanti la costituzione prevede maggioranze più alte, si possono utilizzare o la maggioranza assoluta o la maggioranza qualificata. La maggioranza assoluta è il voto favorevole del 50%+1 dei componenti, la maggioranza qualificata è una maggioranza più alta dell’assoluta, può essere dei 2/3 o dei 3/5 (Italia usa i 2/3). Ogni camera approva a maggioranza assoluta il suo regolamento, che serve per disciplinare i lavori dentro a quella camera. (Quando studi parlamento guarda articoli da 55 fino a 82) IL GOVERNO Il governo costituisce il “circuito della decisione politica”, è cioè l’organo che insieme a parlamento e presidente prende le decisioni, nonostante ciò la costituzione italiana dedica pochissimi articoli al governo (dal 92 al 96). La formazione del governo avviene per: -caso fisiologico, alla fine del mandato parlamentare -caso patologico , in cui il governo precedente dà le dimissioni, crisi. La crisi può essere di due tipi: parlamentare o extraparlamentare. La crisi è parlamentare quando la sfiducia viene data dal parlamento, viceversa la crisi è extraparlamentare quando il governo decide di dimettersi senza che il parlamento gli abbia dato la sfiducia. Qualunque siano le cause che portano alla necessità di formare un nuovo governo il compito di attivarsi spetta al presidente della repubblica, cui obiettivo è formare un governo che possa avere l’appoggio del parlamento. La prima cosa che fa il presidente della repubblica è consultare i presidenti delle due camere e i capigruppo parlamentari, questa procedura si chiama consultazione. Il presidente può a sua volta incaricare qualcun altro per ulteriori consultazioni, dando un pre incarico (1) o un mandato esplorativo (2) a una persona che pensava di nominare come presidente del consiglio(1) o a uno dei presidenti delle camere(2) di svolgere le consultazioni. A questo punto, con le idee chiare, il presidente convoca la persona prescelta, che solitamente accetta con riserva, e gli dà il compito di formare un nuovo governo. L’incaricato dopo i controlli della situazione scioglie la riserva e accetta l’incarico, dopodiché il presidente della repubblica nomina con atto scritto il presidente del consiglio dei ministri e su sua proposta tutti i ministri. Dopo la nomina si passa al giuramento , una cerimonia che segna il momento in cui il nuovo governo entra in funzione. Entro 10 giorni dal giuramento il nuovo governo deve presentarsi alle camere e chiedere il voto di fiducia , cioè il sostegno delle camere in modo separato, a maggioranza semplice e il voto è palese. La fiducia serve a garantire che il parlamento, eletto dai cittadini, eserciti un controllo sul governo, organo che assume le decisioni ma non è eletto dai cittadini. La mozione di sfiducia dev’essere proposta e firmata da almeno 1/10 dei componenti di una camera e non può essere votata prima di 3 giorni da quando è stata chiesta. Nella questione di fiducia l’iniziativa parte dal governo, è una condizione che quest’ultimo pone su una sua proposta, quindi il governo lega la sua sopravvivenza all’approvazione di

una sua proposta. Sia che ci sia una mozione o una questione di fiducia le regole di voto sono le stesse per la fiducia iniziale, inoltre basta la sfiducia di una delle due camere per fare cadere il governo. COMPOSIZIONE DEL GOVERNO Il governo è composto da organi cosiddetti necessari perché previsti dalla costituzione (=devono esserci per forza) e organi non necessari, quindi non previsti dalla costituzione. Gli organi necessari sono il presidente del consiglio dei ministri, i ministri e il consiglio dei ministri. Il presidente del consiglio dei ministri (PCdM) ha il compito di dirigere l’attività di tutto il governo coordinando quello che fanno i ministri. Il secondo organo necessario sono i ministri (15), a loro è affidata la competenza in una materia e sono a capo di tutto il ramo della pubblica amministrazione che lavora in quell’ambito. Il ministro è a capo di una struttura, il ministero, di cui è responsabile. Il consiglio dei ministri è l’organo collegiale composto dal presidente del consiglio dei ministri e dai ministri. Ha sede a Palazzo Chigi a Roma. Gli organi non necessari sono: ● i ministri senza portafoglio : non hanno il loro ministero, hanno risorse non assegnate ufficialmente dallo stato e sono insediati presso la presidenza del consiglio. ● sottosegretari : sono degli stretti collaboratori del ministro ● viceministri del consiglio: max 10 in tutto il governo (sottosegretari con più potere), solitamente viene affidata loro la gestione di una parte di ministero ● vicepresidenti del consiglio: possono essere anche due ministri e di solito appartengono agli altri partiti della coalizione ma non appartengono al partito del presidente del consiglio dei ministri (oggi Tajani e Salvini) ● comitati interministeriali: sono gruppetti formati da più ministri che risolvono insieme questioni di interesse comune IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Il presidente della repubblica ha un duplice ruolo: è sia un organo di garanzia sia un organo politico. Il pdr ha la sua sede ufficiale al Palazzo del Quirinale a Roma. ELETTORATO ATTIVO PDR Il presidente della repubblica viene eletto dal parlamento in seduta comune nella camera dei deputati, ad essi si uniscono 3 delegati per ogni regione italiana tranne la Valle D’Aosta che deve mandarne uno solo; anche i tre delegati regionali devono rappresentare le minoranze politiche, devono perciò essere di diverse forze politiche. Per l’elezione del presidente la costituzione richiede la maggioranza qualificata dei 2/3. Se dopo tre votazioni non si ottiene la maggioranza dei 2/3 si sceglie la maggioranza assoluta per la quarta votazione, non è possibile scegliere una maggioranza minore. Il voto per l’elezione del presidente è segreto. ELETTORATO PASSIVO PDR Può diventare pdr qualunque cittadino italiano che abbia 50 anni di età e che goda dei diritti civili e politici. Il mandato presidenziale dura 7 anni per non far coincidere il pdr col parlamento (di durata 5 anni). Il pdr è rieleggibile e in caso di impedimento momentaneo viene sostituito dal presidente del senato. Il pdr gode di una situazione particolare per quanto riguarda le sue responsabilità: il pdr è quasi sempre il responsabile di quello che fa esercitando le sue funzioni, questa particolare situazione è un'eredità del periodo monarchico. RESPONSABILITÀ DEL PDR Di tutto ciò che compie come privato cittadino il pdr è responsabile civilmente, ma nel penale solitamente si aspetta la scadenza del mandato per procedere contro di lui. Come pdr

  1. Fonti primarie : leggi dello Stato, leggi delle Regioni, atti con forza legge, referendum abrogativo
  2. Fonti secondarie : regolamenti, che possono essere approvati da tutti i livelli territoriali (Stato, Regioni, Province, Città Metropolitane, Comuni)
  3. Consuetudini : comportamenti ripetuti nel tempo con la convinzione che siano obbligatori. Al giorno d’oggi lo spazio per le consuetudini è molto poco perché tutto è stato regolato a livello più alto. Le fonti primarie e secondarie portano dietro il loro nome dalle epoche in cui la costituzione non aveva valore superiore. FONTI DI PRODUZIONE NAZIONALE Spesso accadono contrasti tra le fonti, si chiamano antinomie. La prima cosa che si cerca di fare è risolverle per via interpretativa. Se il contrasto non è risolvibile per via interpretativa bisogna ricorrere ad uno dei 4 criteri di risoluzione delle antinomie:
  1. Il primo criterio applicato è il gerarchico , si usa tra due fonti di livello diverso e ci impone di applicare la fonte di livello superiore, la fonte di livello inferiore viene annullata dall’organo competente se presentata. L’organo di annullamento delle fonti primarie è la corte costituzionale, nel caso di fonti secondarie è il giudice amministrativo (TAR) ad occuparsene. Se la fonte inferiore viene annullata perde di validità e non si applica più, l’annullamento inoltre perde la sua validità per il futuro, il presente e il passato (annullamento retroattivo) nei casi di rapporti giuridici ancora aperti. Il limite dei rapporti giuridici chiusi subisce un'eccezione nel caso delle condanne penali, se viene emessa una condanna penale sulla base di una legge poi decretata incostituzionale la persona viene rimessa in libertà.
  2. Il secondo criterio è quello temporale (o cronologico), applicato quando due fonti stanno sullo stesso livello, consiste nell’applicare la fonte più recente; in questo caso la norma più vecchia viene abrogata (perde efficacia). A differenza dell’annullamento l’abrogazione agisce solo per il futuro, non più per il passato. L’abrogazione può essere espressa, tacita o implicita. L’abrogazione è espressa quando la nuova legge dice espressamente che sta abrogando la vecchia. L’abrogazione è tacita quando c’è una incompatibilità tra il vecchio e il nuovo testo che dev’essere dedotta. Simile è l’abrogazione implicita, che avviene quando una materia viene completamente regolata da leggi nuove e si deduce quindi che stia abrogando leggi vecchie.
  3. Il terzo criterio , quello di competenza , si usa quando vi sono due fonti prodotte da due enti diversi. L’effetto del criterio di competenza tra stato e regioni è l’annullamento.
  4. Il quarto criterio è quello di specialità , si usa quando vi è un contrasto tra una fonte a carattere generale e una a carattere speciale, in questo caso vince la fonte speciale. LA COSTITUZIONE La costituzione ha 4 parti:
  1. Principi fondamentali
  2. Parte I
  3. Parte II
  4. Disposizioni transitorie e finali ed è suddivisa in parti, suddivise in titoli, suddivise in sezioni. Le sezioni hanno come unità di misura l’articolo, gli articoli a loro volta se si va a capo sono chiamati commi. La formulazione linguistica che costituisce un articolo si chiama disposizione, la regola che noi ne ricaviamo si chiama norma. La nostra costituzione è rigida, vuol dire che non può essere modificata facilmente, bisogna

ricorrere ad un apposito procedimento aggravato, il risultato è una legge costituzionale. La seconda conseguenza della rigidità della costituzione è la presenza di un organo apposito che ne garantisce il rispetto, in Italia si chiama Corte Costituzionale. Le leggi costituzionali si dividono in: ● leggi costituzionali , pongono delle regole che hanno lo stesso livello della costituzione ma che non vanno a toccare il testo della costituzione. ● leggi di revisione costituzionale , si trovano sullo stesso piano della costituzione ma ne modificano il testo. LA LEGGE ORDINARIA DELLO STATO Quello che noi chiamiamo legge in realtà ha il lungo nome di legge formale ordinaria, ha la forma della legge ed è approvata dal Parlamento secondo un procedimento descritto nella Costituzione, si chiama anche ordinaria perché significa primaria che non va confusa con le secondarie. Il procedimento di approvazione della legge formale ordinaria conta di 3 fasi:

  1. Fase dell 'iniziativa : la legge viene proposta
  2. Fase costitutiva: perché la legge viene proprio composta e approvato il testo
  3. Fase integrativa dell'efficacia : la legge può entrare in vigore La fase d'iniziativa prevede che la legge possa essere proposta da 3 soggetti:
  • Governo → si chiama Disegno Di Legge (ddl) quello che propone, ci sono delle materie su cui le leggi possono essere fatte solo dal Governo (es: il bilancio), per portare avanti il suo operato ha bisogno di leggi.
  • Parlamentari → ogni singolo parlamentare può proporre una legge cercando di avere un sostegno.
  • Popolo → può proporre leggi con minimo 50.000 firme e quindi elettori.
  • CNEL → organo previsto dalla Costituzione ma ha scarsa incidenza sulle leggi (consiglio nazionale economia lavoro)
  • Consigli regionali e comuni → compongono i territori, possono proporre qualsiasi disegno di legge, i Comuni solo leggi relative alla divisione territoriale La fase costitutiva prevede la divisione dei compiti della Commissione e può eseguire 3 diversi procedimenti:
  1. Normale o per commissione referente → perchè dovrebbe essere quello che si adotta nella maggior parte dei casi, funziona così: il progetto di legge viene mandato alla commissione permanente che lo esamina, lo discute e riferisce le sue conclusioni alla Camera o al Senato (dipende in quel momento). La Camera ridiscute il progetto e lo approva se gli piace. In caso di fretta questo procedimento si può fare in forma abbreviata cioè dimezzando i termini, perchè di solito il procedimento è molto lungo.
  2. Decentrato o per commissione deliberante → perché l'approvazione della legge viene fatta solo dalla Commissione, che lavora in sede deliberante perché decide tutto quanto. Funziona così: affidato il progetto alla commissione che se ne intende di quella materia, lo modifica e lo approva, la camera/senato non la vede mai, procedimento inventato dal Periodo Fascista ed è tipico Italiano, sono poche persone che decidono per tutte.
  • nella seconda approvazione la legge deve essere approvata almeno a maggioranza assoluta dalle due Camere, se viene approvata con maggioranza semplice si interrompe il procedimento
  • se nella seconda votazione/approvazione si raggiunge la maggioranza assoluta nelle due Camere ma non la maggioranza dei 2/3 la legge costituzionale viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e scatta un termine di 3 mesi entro il quale alcuni soggetti possono chiedere un Referendum Confermativo della legge, le minoranze che possono chiedere il referendum nei 3 mesi sono: a. 1/5 dei membri di una camera b. 500.000 mila elettori c. 5 consigli regionali.
  1. A questo punto può succedere che non venga chiesto il referendum e quindi va avanti la legge costituzionale, promulgata dal PDR, pubblicata dalla Gazzetta Ufficiale e entra in vigore.
  2. Seconda ipotesi: viene chiesto il referendum nei 3 mesi e quindi si va a votare guardando poi l'esito dei cittadini, se vince il SÌ la legge è promulgata e entra in vigore; se vincono i NO allora la legge si blocca → non è richiesto un quorum di persone cioè non è richiesto un minimo di votanti per rendere il voto valido. Se la seconda approvazione avviene con la maggioranza alta da raggiungere i 2/3 nelle due Camere cioè più alta di quella assoluta, la legge costituzionale entra subito in vigore. ATTI CON FORZA DI LEGGE Fra le fonti primarie ci sono anche gli atti con forza di legge. Si dice che questi atti hanno la stessa efficacia attiva e passiva della legge in quanto hanno la stessa capacità che ha la legge:
  • di abrogare una fonte precedente
  • di resistere all'abrogazione da parte di una fonte successiva Un regolamento successivo non può abrogare una legge precedente e neanche un atto avente forza di legge precedente. Se gli atti hanno la stessa forza di legge perché la Costituzione non poteva chiamarli legge? Perchè questi atti non sono approvati dal Parlamento, ma dal Governo. Per evitare che questi atti con forza di legge vadano contro il principio di separazione dei poteri nel loro

procedimento di formazione è previsto l'intervento del Parlamento. Gli atti principali sono 2: ● DECRETO LEGISLATIVO DELEGATO (d.lgs.) → parte da una iniziativa del Parlamento ma dà l'incarico al Governo di farlo con una legge delega. Nella legge delega devono apparire 3 contenuti:

  1. l'oggetto del decreto legislativo, il Parlamento dice al governo su cosa deve approvare
  2. il termine entro cui deve essere approvato
  3. i principi e criteri direttivi, cioè quelle indicazioni sia sostanziali, sia procedurali a cui il Governo deve attendere. Procedurali : Il governo fa il decreto e lo fa vedere a un altro organo che di solito è la Commissione della Camera competente di quella materia. Sostanziali : relativo al contenuto del DL, pongono e vincolano i contenuti del decreto legislativo, es: limiti di spesa o dei punti fermi che il decreto deve rispettare Cosa fa il Governo quando riceve la delega? → attiva il ministro competente in quella materia che a sua volta sottopone una proposta di decreto al Consiglio dei ministri che la discute e approva, ottiene poi il consenso e il governo si esprime una seconda volta decidendo di accogliere o meno i suggerimenti tenendo conto del parere di questi ordini, poi nuova delibera e infine avviene l'emanazione del PdR e pubblicazione. Se la legge non richiede una seconda conferma da parte del Governo allora non va fatta. Il decreto deve essere mandato al PdR almeno 20 giorni prima che scada la delega per dargli il tempo di rileggerlo e chiedere cambiamenti, infine vi è la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale con il numero dell'anno e il numero di decreti. Persistono degli aspetti problematici:
  4. Se un d.lgs. contrasta con una qualunque legge precedente, si applica il d.lgs. in quanto ha la stessa forza della legge, quindi si produce un'abrogazione.
  5. Se però un d.lgs. contrasta con la sua legge delega, è come se violasse l'art 76 della Costituzione (che prevede che il d.lgs. deve rispettare la legge delega) e quindi può essere dichiarato incostituzionale e annullato e applicato il criterio gerarchico.
  6. Se il governo lascia cadere il termine senza approvare il decreto legislativo (ovvero non adempie alla delega), il governo non è sanzionabile, non si può punire. Il governo invece è libero di intervenire sulla stessa materia con più decreti legislativi. Il parlamento può intervenire in qualunque momento sull'oggetto della delega perché sempre lui è il titolare della funzione legislativa Quando si usa? Si dovrebbe usare in due casi:
  7. quando si regola un settore specifico o ambito che richiede competenze tecniche in quell'ambito
  8. quando si vuole regolare ex novo una materia per intero → prende il nome di Codice e infatti parliamo di ''Codice della Strada'' per esempio Quando NON si usa? Non si dovrebbe usare in quei casi in cui c'è un controllo o un indirizzo del Parlamento sul Governo ● DECRETO LEGGE (d.l) → E' mosso da presupposti diversi. Interviene il Parlamento alla fine e all'inizio c'è bisogno dell'iniziativa del Governo. La costituzione dice che può essere adottato quando ci sono tutti e 3 i diversi presupposti :
  9. situazione straordinaria non prevedibile (es alluvione, covid,...)
  10. situazione di necessità cioè imposto un intervento immediato
  11. situazione di urgenza cioè questo intervento necessario richiede tempi più veloci della legge normale

alla Corte di Cassazione che istituisce un apposito ufficio, l’ ''Ufficio centrale di referendum'' che effettua un 1° controllo cioè controlla che la richiesta rispetti quello che c'è scritto nella Legge dei Referendum del 1970. Se l'ufficio trova irregolarità allora può chiedere al Comitato di sistemarle. Dopo questo controllo viene mandato ad un altro organo cioè la Corte Costituzionale, che dovrebbe controllare un'unica cosa: che rispetti quello che c'è scritto nell'articolo 75 della Costituzione. L'articolo 75 dice che ci sono 5 materie su cui il Referendum NON si può fare. Per esempio sul Bilancio, perché argomento troppo delicato e tecnico e sull'amnistia (carceri) perché sono questioni tecniche e i cittadini voterebbero sempre a proprio favore. Negli anni la Corte Costituzionale ha esteso il suo controllo, ha iniziato a verificare altre due cose: che il referendum non toccasse una legge costituzionalmente necessaria e la modalità con cui viene fatta la domanda (= il Quesito Referendario), che dev’essere scritta in modo chiaro ed univoco. La parola referendum deriva dalle assemblee medievali in cui le persone elette quando partecipavano alle discussioni poi tornavano dagli elettori e riferire l'esito delle discussioni ''ad referendum''. Se la domanda di referendum abrogativo supera entrambi i controlli allora viene mandata al PdR e lui indice il referendum comunicando la data, tra il 15 aprile e il 15 giugno solo di Domenica e sono chiamati a votare tutti i cittadini. Dopo le votazioni si guarda se è valido, cioè se ha partecipato la metà +1 degli elettori (a differenza del referendum costituzionale che non guarda il risultato). Se a livello nazionale va a votare la metà +1 si va a vedere il risultato del voto:

  • se vince il la legge va abrogata e da quel momento la legge non va più applicata in futuro, è vietato per il Parlamento introdurre una legge con lo stesso testo
  • se vince NO la legge non va abrogata e rimane in vigore e non si può richiedere quello stesso referendum per i successivi 5 anni Se durante l'iter che porta al referendum il Parlamento modifica la legge il referendum salta (non si fa più). Se durante il procedimento del referendum viene sciolto il parlamento il procedimento riprende dopo un anno dall'elezione del nuovo Parlamento in modo da dare il tempo di modificare e ambientarsi. Nei primi anni il referendum si è usato poco, dal 1978 fino alla fine degli anni '90 il referendum si è usato molto e anche con esiti importanti → ora invece usato poco per colpa del quorum. I REGOLAMENTI I regolamenti sono le principali fonti secondarie, a differenza delle leggi che possono essere approvate dallo Stato o dalle Regioni, questi possono essere approvati da tutti gli enti territoriali. Dal punto di vista formale i regolamenti sono atti amministrativi e fonti del diritto a tutti gli effetti, perché pongono regole di carattere sostanziale, organizzativo, procedurale, o danno attuazione negli aspetti importanti delle fonti primarie. La Costituzione diceva che erano emanati dal PdR fino al 2001, da quell'anno lì la costituzione cambia e dice che i regolamenti possono essere emanati anche dagli enti territoriali/regioni/enti locali. La loro disciplina è contenuta nella legge n.400 del 1988 e non nella Costituzione. I regolamenti dello Stato vengono approvati dal potere esecutivo (Governo o singoli ministri). I regolamenti dell'esecutivo si dividono in:
  • GOVERNATIVI → approvati da tutto il CdM
  • MINISTERIALI E INTERMINISTERIALI → approvati da singoli ministri o da gruppi di ministri in materia della loro competenza e possono essere max 2 o 3 insieme C'è un procedimento che il Governo deve seguire:
  1. proposta da un ministro competente su quella materia
  2. delibera e approvazione del testo da parte di tutto il CdM
  3. il testo è sottoposto al Consiglio di Stato che deve dare un parere, esso è un organo costituzionale e deve dare un parere al Governo, la seconda funzione è quella di essere un giudice
  4. emanazione da parte del PdR del Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) cioè nuovo nome del regolamento
  5. viene ancora controllato dalla Corte dei Conti e che è organo costituzionale, in parte svolge un compito ausiliario controllando il governo e in parte svolge il lavoro di giudice
  6. pubblicazione sulla GU e entra in vigore A seconda del loro contenuto i regolamenti possono essere di diverso tipo, sono 4:
  • Regolamenti Esecutivi : spiegano nel dettaglio una legge o un'altra fonte primaria
  • Regolamenti di Attuazione : dicono qualcosa di più e vanno a disciplinare le materie in cui le leggi pongono solo i principi
  • Regolamenti Indipendenti : sono indipendenti dalla legge e intervengono in materie non regolate da leggi e non coperte da una riserva di legge
  • Regolamenti Delegati : vanno a disciplinare una materia che prima era regolata dalla legge Il regolamento disciplinato regola una legge perché viene autorizzato da un'altra legge, si attua la delegificazione → quando si vuole che una materia non sia più regolata dalle leggi ma dai regolamenti. IL POTERE GIUDIZIARIO Il potere giudiziario, affidato ai giudici che compongono la magistratura, è il 3° potere dello stato. Il sistema giudiziario è stato previsto con alcune significative differenze rispetto al resto del mondo, la più grossa differenza riguarda la contrapposizione tra i Sistemi anglosassoni e i sistemi dell'EU continentale. Nei sistemi anglosassoni, cioè del Common Law, vige un ruolo attivo, sono loro stessi promotori di diritto, le loro decisioni nei loro sistemi costituiscono delle vere e proprie fonti del diritto e vincolano gli altri giudici, questi giudici hanno un margine ampio di creatività del diritto. Nel sistema dell'EU continentale (l'italia) cioè di Civil Law il giudice ha solo il ruolo di interprete della legge e deve farla rispettare, quello che un giudice decide non deve condizionare quello che decidono altri giudici. In Italia → il sistema giudiziario italiano è composto da più giurisdizioni e non c'è un solo tipo di giudice ma 5:
  1. Giudici Ordinari sono la maggioranza e risolvono più casi, si suddividono in Requirenti e Giudicanti a. Requirenti: nei processi penali rappresentano l'accusa e in quelli civili intervengono solo quando è previsto dalla legge b. Giudicanti: si dividono in civili o penali, sono i giudici veri e propri e prendono le decisioni I. Civili: sono quelli che si occupano di risolvere controversie tra soggetti privati. Quelli di primo grado sono il Giudice di Pace e il Tribunale, quelli di secondo grado invece sono il Tribunale e la Corte d'Appello. II. Penali: si occupano di giudicare se una persona ha commesso o no un reato. Quelli di primo grado sono i Giudici di Pace, il Tribunale e Corte d'Assise, quelli di secondo grado sono il Tribunale, la Corte d'Appello e la Corte d'Assise d'appello. Il giudice penale viene scelto in base alla gravità del reato. Entrambi i due giudici danno un doppio giudizio ai cittadini.

FUNZIONI CSM

  1. Risolve tutte le questioni relative alla carriera dei giudici (assunzione, maternità, sedi, ...)
  2. Assume i provvedimenti disciplinari nei confronti dei giudici che commettono illeciti disciplinari nell'esercizio delle loro funzioni. In tal caso i giudici sono accusati dal Procuratore generale presso la Corte di Cassazione o dal Ministro della Giustizia PRINCIPI COSTITUZIONALI SUI DIRITTI DEI CITTADINI
  3. Diritto di difesa e azione per la tutela dei propri diritti e dei propri interessi legittimi → diritto di potersi difendere in generale davanti a un giudice se si viene chiamati in giudizio e diritto d'azione è intraprendere un'azione giudiziaria e quindi rivolgerci ad un giudice per la violazione dei nostri diritti o per rivendicare un interesse giuridico cioè una posizione giuridica meno forte di un diritto che si fa valere nei rapporti per le pubbliche amministrazioni. Il diritto di rivolgerci ad un giudice vale sempre. Serve un avvocato per andare all'azione o alla difesa ed è incluso un aiuto dallo Stato per chi non può pagarsi le spese giudiziarie.
  4. Diritto al giudice naturale precostituito per legge → divieto di giudici speciali e straordinari, cioè ognuno di noi ha diritto a essere giudicato da un giudice prestabilito già prima del fatto sulla base della legge, per evitare favoritismi. Ci sono due divieti: a. prevedere giudici speciali cioè competenti su una determinata materia, tranne 4 già previsti dalla Costituzione (amministrativi, contabili, ecc..). E’ consentito però creare sezioni specializzate negli organi giudiziari ordinari (es. Tribunale per i Minori) b. prevedere giudici straordinari, cioè istituiti dopo la commissione del fatto.
  5. Diritto al Giusto processo → con questa espressione si indicano una serie di garanzie, . alcune più vecchie e altre più recenti grazie alla corte di Strasburgo. a. Contraddittorio (parità fra le parti, nella raccolta delle prove, giudice terzo e imparziale, garanzie di parità per procedimenti penali, inserite più tardi nelle leggi) b. Motivazione (le decisioni dei giudici devono spiegare il motivo che ha portato alle loro conclusioni, questo consente di fare appello) c. Ragionevole durata (problema per l'Italia), i processi che dovrebbero durare un tempo ragionevole. Oggi il ruolo del giudice è cambiato, perché si dovrebbe applicare solo ciò che c'è scritto nelle leggi e invece si trova sempre più a giudicare situazioni umane nella quale le leggi mancano o non sono esaustive. I giudici stanno dando prova di grande fantasia nelle loro decisioni soprattutto per i diritti, diventando così “custodi dei diritti”. LA GIUSTIZIA COSTITUZIONALE Il controllo sulla costituzionalità delle leggi nasce per caso all'inizio del 1800 negli USA, succede che un funzionario si dimentica di trasmettere la nomina di un nuovo giudice. Il nuovo giudice chiede di trasmettere la nomina al nuovo segretario di Stato ma lui rifiuta di farlo, il giudice mancato si rivolge alla Corte Suprema cioè l'organo più importante degli USA. La Corte Suprema dice una cosa importante → la legge che le affida il compito di risolvere quel tipo di causa e lite, va contro la costituzione e quindi deve essere annullata. Con questa decisione la CS crea il controllo di Costituzionalità delle leggi. L'organo di controllo di Costituzionalità delle leggi si diffonde in tutto il mondo piano piano con caratteristiche diverse e diversi modelli:
  • il controllo può essere preventivo prima che la legge si applichi e entri in vigore (Francese)
  • il controllo può essere successivo dopo che la legge si applichi e entri in vigore e si suddividono in: A. sistemi con controllo diffuso in cui ogni giudice può controllare la costituzionalità delle leggi, tipico degli USA B. sistemi con controllo accentrato in cui c’è un solo organo apposito (Tribunale o Corte) che controlla la costituzionalità delle leggi. Si divide ancora in base all'accesso:
  • ANCHE DIRETTO → quando i cittadini possono rivolgersi direttamente all'organo che controlla le leggi
  • SOLO INDIRETTO → quando all'organo che controlla le leggi possono rivolgersi solo gli organi costituzionali e non i cittadini Il controllo che l'organo di giustizia costituzionale esercita sulle leggi può essere preventivo, cioè effettuato prima dell'entrata in vigore. Se è successivo è effettuato dopo quando la legge già si applica. Ad oggi in Italia la giustizia costituzionale è: ● Prevalentemente di controllo SUCCESSIVO perchè nei giorni nostri solo gli Statuti regionali possono subire il controllo preventivo ● Prevalentemente di controllo ACCENTRATO perchè c'è la Corte Costituzionale ma i Giudici fanno da filtro ● Prevalentemente ad accesso INDIRETTO perchè i cittadini non vi possono ricorrere ma possono indurre i giudici a farlo LA CORTE COSTITUZIONALE E’ composta da:
  1. 5 giudici eletti dal Parlamento in seduta comune
  2. 5 giudici nominati dal PDR
  3. 5 giudici eletti dalle giurisdizioni superiori ordinaria e amministrativa (3 dalla Corte di Cassazione, 1 dal Consiglio di Stato, 1 dalla Corte dei Conti) Hanno l'elettorato PASSIVO (cioè possono essere eletti giudici costituzionali):
  • Professori Universitari ordinari in materie giuridiche
  • Avvocati con 20 anni di servizio
  • Giudici delle giurisdizioni superiori ordinate e amministrative Hanno un mandato di 9 anni e le stesse garanzie dei Parlamentari FUNZIONI E COMPETENZE CORTE COSTITUZIONALE 1)Giudica la legittimità costituzionale delle leggi e degli atti con forza di legge dello Stato e delle Regioni. 2)Risolve i conflitti di attribuzione fra: poteri dello Stato e stato e regioni 3)Giudica l'ammissibilità del referendum abrogativo 4)Giudica il PDR se accusato di alto tradimento e/o attentato alla Costituzione