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Riassunto del manuale per l'esame di Critica Letteraria e Letteratura Comparata con la professoressa Franca Sinopoli.
Tipologia: Sintesi del corso
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Formalismo → non fu un’estetica e neppure una metodologia: indagine dell’organizzazione della lingua letteraria con l’obbiettivo di creare una scienza basata sulle specifiche proprietà del materiale linguistico. Lavoro che non mira a stabilire una volta per tutte qualche metodo formale ma a studiare le particolarità specifiche dell’arte verbale (non è questione di metodo ma oggetto dello studio). Formalismo come termine coniato dai detrattori con intento denigratorio e attribuito a due gruppi di studiosi: Circolo linguistico di Mosca (1914-15) e OPOJAZ. Il critico formale non esprime un giudizio di valore e ha un solo interesse: l’opera in sé nella sua dimensione di prodotto letterario costruito da materiali, non nel suo contenuto. I materiali vengono rimessi in gioco attraverso lo straniamento linguistico e resi di nuovo godibili a un’attenzione altrimenti distratta dall’automatismo della percezione. Ambiti che hanno contribuito → poetiche simboliste (avevano l’esigenza di assumere atteggiamenti meno mistici di fronte al linguaggio letterario); futurismo (digressioni paradossali di alcune argomentazioni teoriche riprendono moduli stilistici dei manifesti); linguistica di Ferdinand de Saussure (lingua esaminata nella sua sistematicità). Riguardo a quest’ultima, i formalisti russi spostarono la loro attenzione sul problema della letterarietà come fenomeno di espressione dell’arte, non restano legati a problemi strettamente linguistici relativi a langue e parole come i linguisti saussuriani. Le caratteristiche linguistico-formali della prosa/poesia costituiscono il centro d’interesse dei formalisti, non interessa tanto lo stile di un autore (parole) ma la funzione, la modalità, il ritmo, gli elementi che si ripetono e costituiscono le caratteristiche degli artifici dei linguaggi letterari. ŠKLOVSKIJ → formalismo meccanicistico che indaga con formule geniali il linguaggio letterario. Letterarietà del testo definita dal principio dello straniamento e dall’individuazione delle tecniche di costruzione dei materiali. Per Šklovskij lo scopo dell'arte è quello di trasmettere le impressioni dell'oggetto come visione e non come riconoscimento (procedimento dello straniamento degli oggetti). La sottrazione dell'oggetto all'automatismo della percezione si compie in vari modi → esempio di Tolstoj: straniamento attraverso il fatto che non chiama l'oggetto con il suo nome ma lo descrive come se lo vedesse per la prima volta. Intreccio e motivo → motivo = la più semplice unità narrativa; intreccio = tema con cui vengono ordite le diverse situazioni-motivi. In questi casi può sorgere il problema del prestito in epoca storica di un intreccio, composto in un ambito nazionale e trasmesso a un altro. Ma la coincidenza degli intrecci si incontra anche dove non si può ipotizzare nessun prestito e le coincidenze casuali sono impossibili, si spiegano solo con la presenza di leggi generali della costruzione dell'intreccio (non ancora conosciute). TYNJANOV → il principio costruttivo e organizzativo dell’opera non è statico, l’opera non è un’unità chiusa e fissata, ma un insieme dinamico in sviluppo. La percezione della forma è sempre percezione dello scorrimento, del conflitto che si crea fra componenti del fenomeno artistico. L'unità dell'opera non consiste in un'entità chiusa simmetrica ma non integrità dinamica con un suo proprio sviluppo → la forma letteraria deve essere intesa come dinamica, dinamismo che si manifesta nel concetto di principio costruttivo.
1929 → Tesi del Circolo di Praga → manifesto dello strutturalismo linguistico. Il formalismo aveva già dato un contributo fondamentale riproponendo una distinzione tra linguaggio letterario e linguaggio pratico. Merito di aver avviato il processo di avvicinamento fra linguistica e critica letteraria, per cui la critica si arricchirà di nuovi strumenti di analisi mentre la linguistica prenderà in considerazione anche i fenomeni di straniamento del linguaggio letterario. La diaspora tra Mosca e Pietroburgo provoca la fine del movimento formalista che si rigenera nel Circolo di Praga, fondato nel 1926. Vedeva già tra i suoi collaboratori noti formalisti → difficile per questo tracciare una linea netta di confine tra formalismo e strutturalismo. Quest’ultimo affrontò però lo studio della lingua letteraria con criteri metodologici più rigorosi e usando come punto di partenza specifico la linguistica. È opinione diffusa che lo strutturalismo europeo sia stato ispirato da alcuni temi affrontati da Saussure, ma il Circolo di Praga in più occasioni ha preso le distanze dalla Scuola di Ginevra. Tesi → particolarmente importante è la terza, redatta da Jakobson e Mukařovsky e presenta diverse revisioni rispetto al primo formalismo:
Critica psicanalitica → l’interesse della critica per l’inconscio si deve all’attività di Sigmund Freud: punto di riferimento non solo per molti scrittori del Novecento ma anche per i critici che hanno utilizzato la sua ricerca per interpretare e suggerire metodi di analisi dei testi letterari. Saggi su cui si sono soffermati di più → Delirio e sogni nella Gradiva , Il poeta e la fantasia , Il perturbante. Riflessioni su testi letterari si possono trovare anche nell’ Interpretazione dei sogni → procedimenti di condensazione e spostamento che caratterizzano il lavoro onirico e che sono funzionali alla censura, per occultare con contenuto latente non accettabile e non riconoscibile dalla coscienza. In Delirio e sogni Freud era turbato dal fatto che Jensen aveva intuito e raccontato i meccanismi della psiche umana. Freud mette in evidenza le analogie fra il trattamento a cui viene sottoposto il protagonista (nella Gradiva) e i procedimenti adottati dalla psicanalisi clinica. Ne Il poeta e la fantasia Freud afferma che il poeta trae godimento dall’attività fantastica, la quale compensa la mancanza di appagamento del desiderio. L’irrealtà del mondo poetico crea la possibilità a molte cose spiacevoli di essere rappresentate. Il poeta è un sognatore ad occhi aperti → se qualunque sognatore rivelasse le sue fantasticherie desterebbe ripugnanza, ma il poeta addolcisce il loro carattere velandole. Premio di seduzione → capace di liberare le tensioni della nostra psiche. Ne Il motto di spirito e la sua relazione con l’inconscio affronta il problema del piacere che ogni motto di spirito determina nel fruitore. Motto → capace di sfuggire all’attenzione demolitrice e inibitoria della critica. Attraverso il motto di spirito possiamo manifestare desideri il cui contenuto non è possibile dichiarare apertamente. Due interessi prevalenti: attenzione alla biografia dell’autore (arte in funzione del biografismo psicanalitico) e interesse nei confronti dei meccanismi attraverso i quali il processo di simbolizzazione si traduce in particolari forme linguistiche. I primi tentativi di applicazione delle teorie psicanalitiche alla letteratura apparvero sulla rivista “ Imago ” diretta da Otto Rank (allievo di Freud) che pubblicò il noto saggio Il Doppio. Qui rintraccia motivi analoghi in opere letterarie in cui compare la figura del sosia → presenza di un’identica struttura psichica negli autori. JUNG → polemizzò sull’atteggiamento troppo attento alle patologie degli scrittori ricostruibili attraverso l’opera letteraria. Affronta la questione del rapporto fra psicologia analitica e arte, sostenendo che lo psicologo di fronte all’opera letteraria non deve ricercare quali condizioni umane l’abbiano prodotta ma dove trae quel suo significato, liberato dall’ostacolo di quanto è personale. Il mistero della creatività non può essere spiegato dalla psicologia ma solo descritto → viene negata la pretesa che l'analisi spieghi l'essenza dell'opera d'arte. L'impulso creativo è irregolare e dispotico e la psicologia può solo dare una descrizione fenomenologica ma non può penetrare nel senso nel significato dell'opera d'arte. Jung distingue l'inconscio collettivo (l'immagine simbolica, primordiale e archetipica, risultante di innumerevoli esperienze tipiche di tutte le generazioni passate) dal subconscio personale. Jung sposta il proprio interesse non più sull’Io come Freud ma sull’inconscio collettivo. Contrariamente al subconscio personale, inconscio collettivo in condizioni normali non può assolutamente divenire cosciente e quindi non v'è nessuna tecnica analitica che possa farlo ricordare, dato che non è né rimosso né dimenticato. non è altro che una possibilità che noi ereditiamo da epoche remote informe determinate da immagini mnemoniche. L'immagine primordiale è una figura che si ripete nel corso della storia, ogni qualvolta la fantasia creatrice si esercita liberamente. Esistono rapporti stretti tra la psicologia analitica e l'arte poetica che poggiano sul fatto che l'esercizio dell'arte è un'attività psicologica e come tale è e deve essere sottoposta all'analisi psicologica. Per dare all'opera d'arte è ciò che le è dovuto, e necessario che la psicologia analitica escluda completamente ogni pregiudizio di carattere medico, poiché l'opera d'arte non è una malattia. la vera opera d'arte trae il suo significato particolare dal fatto che è riuscita a liberarsi dalla stretta dell'ostacolo di quanto è personale. mi sono opere nate dall'intenzione dalla decisione cosciente dell'autore di provocare tale o tra l'altro effetto → l'autore sottopone il suo soggetto a un trattamento di cui l'orientamento è stata intenzionalmente determinato.
Baudouin → analizza i complessi sia personali che primitivi del creatore o suscitati nel lettore dall'opera d'arte chiedendosi a quali eventi biografici reagisca l'opera. il potenziale che si accumula attraverso un complesso può essere spostato, sublimato dall'arte su tendenze che hanno un valore sociale, morale e spirituale. Marie Bonaparte → indagine psico-biografica. È convinta che le opere letterarie artistiche rivelino la condizione psicologica dell'uomo e siano costruite come i suoi sogni. La sua critica ebbe un ruolo importante e controcorrente rispetto alla critica francese che aveva rifiutato e respinto il concetto di inconscio. Spostamento di accento psichico → sprofondando nell'inconscio, di rappresentazioni acquistano in primo luogo la capacità di perdervi i loro affetti, di lasciarli slittare su rappresentazioni più o meno vicine. Charles Mauron → psicocritica. La sua ricerca si fonda sulla presenza accertabile empiricamente di reti fisse di associazioni che si ripetono, talvolta in modo ossessivo, in opere di uno stesso autore ( 1938 → accerta la presenza di una rete di metafore ossessive in Mallarmé). La ripetizione di queste strutture associative ci conduce al mito personale dello scrittore. La psicocritica ha come oggetto di studio la personalità inconscia dello scrittore. Critica tematica → teorizzata da Poulet, Weber e Richard, utilizza in modo diretto o indiretto le teorie sull’inconscio elaborate dalla psicanalisi. La critica tematica afferma che l'atto creatore può essere interpretato come lo svolgimento ad infinitum di un unico tema, intendendo per tema un'esperienza o una serie di esperienze che costituiscono un'unità, impresse nella memoria inconscia dell'artista fin dall'infanzia. Uno dei punti di riferimento della critica tematica è Bachelard → l'immaginazione letteraria è un'immagine riflessa e controllata e lo scrittore, in virtù della bellezza dell'immagine, sublime una rêverie (fantasticheria simile al sogno anche se si colloca nello stato di veglia). Lacan → ha reinterpretato Freud utilizzando le teorie linguistiche dello strutturalismo e del post strutturalismo. Inconscio → linguaggio e come tale può essere studiato nelle sue componenti di significante e significato. Per Lacan non è possibile ricondurre il significante dei sogni a un significato precostituito, non esiste una langue del sogno. Negli Stati Uniti l'interesse per la critica psicanalitica e simbolica nasce in opposizione al close reading nel New Criticism. Frye → analizza le modalità critiche: storica (teoria dei modi), etica (teoria dei simboli), archetipica (teoria dei miti) e retorica (teoria dei generi). Il mito si adatta alla natura e ne assume l'andamento ciclico. le trame generiche sono quattro: la commedia, il romance, la tragedia, l'ironia/satira. Harold Bloom → il poeta forte vive nei confronti dei suoi predecessori una rivalità che cercherà di smantellare riformulando in modo diverso la tradizione e cercando la propria originalità creativa. La mislettura il tradimento dell'originale permetteranno l'apertura del varco all'originalità e la sottrazione all'angoscia dell'influenza. In Italia i giudizi di Croce nei confronti della psicanalisi misero in difficoltà coloro che cercavano prospettive alternative rispetto a quelle della critica crociana. Fra questi Giacomo Debenedetti, le cui
Critica marxista → le manifestazioni spirituali dell’uomo sono l’espressione della base socioeconomica (intreccio tra struttura e sovrastruttura). Nell’arte sono riflessi i reali rapporti socioeconomici che si instaurano in un determinato tipo di società. così come la letteratura e l'arte in generale, anche la critica marxista è per definizione una critica eteronoma, strumentale è mai disinteressata. Engels→ le idee della classe dominante sono in ogni epoca le idee dominanti → la classe che è la potenza materiale dominante della società e in pari tempo la sua potenza spirituale dominante. Struttura e sovrastruttura sono intrecciate. La sovrastruttura va a modificare la società. chi ha il potere condiziona il modo di pensare. L'opera letteraria è un prodotto di formazioni sociopolitiche, storicamente localizzabili: la letteratura è emanazione e radicamento del potere. L’arte non può essere che realistica e la critica è categoricamente storicistica. L'arte fa conoscere, collabora a radicare e diffondere le idee dominanti e sarà allo stesso modo utile per trasformare quelle stesse idee. GYÖRGY LUKÀS → l'arte rispecchia la vita, non è il prodotto di un'arcana soggettività creatrice. Arte → riproduce e interpreta una realtà percepita nelle sue intime contraddizioni. la riproduzione dialettica della realtà implica le contraddizioni ma anche la sintesi → l'arte crea quindi implicitamente una tendenza. Lo scrittore proprietario respingerà il dilemma tra arte pura e arte di tendenza. nella rappresentazione non c'è posto per un'ideale. In Italia una cosciente critica e teoria della letteratura marxiste nascono dalle indicazioni di ANTONIO GRAMSCI → il critico letterario tende a perdere la propria autonomia, si metamorfosi in intellettuale. La cultura è sempre funzionale al potere. L'obiettivo e innanzitutto politico → l'intellettuale-critico non è mai innocente (arte come veicolo di una nuova conoscenza e di una nuova cultura, contro l’arte reazionaria vuotamente formalistica). Il critico-intellettuale deve scendere dal suo astrale piedistallo e immergersi nella letteratura popolare e di consumo, ripristinando il rapporto intellettuale-popolo. Si deve lottare per una nuova cultura e non per una nuova arte → lottare per una nuova arte significherebbe lottare per creare nuovi artisti individuali, lottare per la nuova fortuna vuol dire lottare per una nuova vita morale. I reciproci rapporti tra opera d'arte e società è anche il tema portante della linea marxista della Scuola di Francoforte → WALTER BENJAMIN. Quando l’opera si afferma in quanto rovina si carica del contenuto di verità, spessore ideologico che appartiene tanto all'opera quanto all'interprete. L’allegoria svaluta gli oggetti sensibili sottraendoli dal loro contesto storico, aprendo verso il loro contenuto di verità. Le opere letterarie oltre allo storico contenuto materiale incorporano un contenuto di verità rilevante per la contemporaneità del lettore. Compito duplice → partire dai frammenti storici, de automatizzarli dal loro significato consueto stabilito dalla classe dominante e far esplodere il testo verso nuovi significati (verso il futuro). Viene meno la nozione di aura dell’opera d’arte → la tecnica della riproduzione sottrae il prodotto alla perdita definitiva (prodotto che permane). Questo attualizza il riprodotto. Importa il nesso espressivo tra economia e civiltà → tentativo di afferrare un processo economico come fenomeno originario intuibile. Metodo di lavoro → montaggio letterario. Adottare nella storia il principio del montaggio: erigere grandi costruzioni sulla base di minuscoli elementi costruttivi (passages) e scoprire nell’analsi del piccolo momento singolo il cristallo dell’ardere totale. Attenzione per il particolare. Idea della storia non storicistica ma astorica → dialettica tra eternità e presente. Terry Eagleton → più prestigioso marxista inglese. I testi letterari trasmettono sempre un’ideologia. Naturalmente giorni nostri non si tratta più di sostenere i diritti e riscatto di un fantomatico proletariato: dissolto il mito dell’egemonia del proletariato, la critica marxista si presta a servire altre cause, facendosi vendicatrice di altre discriminazioni (sessuali/razziali) → critica coloniale e post- coloniale (contestazione dalla prospettiva di minoranze trascurate di modelli di pensiero e della letteratura occidentali). Leggere in chiave post colonialista significa rileggere la grande letteratura, in specie dei grandi imperi coloniali per individuare la presenza di discorsi coloniali espliciti o impliciti.
Dalla parte del lettore → nello strutturalismo nella tecnologia il lettore emarginato in nome di un metodo sovra individuale che si professa scientifico è universalmente valido. Con l'ermeneutica il soggetto si costituisce come non solo privilegiato mediatore del significato del testo ma addirittura come lo stesso produttore del testo. il significato si forma e si altera nelle vischiose maglie dell'interpretazione la quale inizia e si risolve nell'esperienza personale, nel dialogo tra oggetto (a sua volta prodotto unitario e omogeneo della coscienza dell'autore, non esterno ma implicato nel testo) e soggetto. L'oggetto non esiste al di fuori della mia coscienza e il testo è anche il prodotto organico di una mente pensante → il critico deve perforare la superficie per andare oltre il testo e sintonizzarsi su quella vita coscienziale per far emergere la griglia di temi che fa capo a un unico codice mentale. La lettura non è una sequenza lineare ma un circolo ermeneutico in cui il singolo modifica incessantemente ciò che ha compreso a ogni stadio della lettura con ciò che segue e legge ciò che se vuoi partendo da attese predeterminate da ciò che ho già a letto. Quattro strati della struttura del testo letterario → suoni linguistici, unità di significato, aspetti schematizzati, oggettivi da rappresentate. Umberto Eco → bisogna scegliere tra intentio auctoris (basato sulle intenzioni dell'autore), intentio lectoris (autorizza l'anarchia delle interpretazioni) e intentio operis (significato dell'opera). il lettore empirico non può disattendere del tutto il lettore modello che chi è l'opera ipotizza e presuppone. Poulet → critica di identificazione. la critica inizia sempre da un atto di lettura che può perforare il testo e raggiungere lo spirito generatore. La lettura è per lui un atto di spossessione di sé. Si tratta di risalire al cogito, atto originario in quella coscienza dell'autore si pone. il critico deve raggiungere e far rivivere in sé questa esperienza primaria. Sartre → critica che parte da premesse filosofiche e dall'esperienza diretta dello scrittore. l'opera d'arte non esiste nella realtà, assurge alla vita sono grazie elettori ai quali si appella per esistere. tutte le opere dello spirito contengono in sé l'immagine del lettore cui sono destinate. Lo svelamento- creazione del lettore è un atto d'immaginazione che si sovrappone all'atto di immaginazione dell'autore, immaginazione che poi corrisponde a un possibile esercizio della libertà. atto di libertà dell'autore ma anche atto di libertà del lettore (gesto di generosità). L'obiettivo della lettura è quello di ricostituire la coscienza performante intenzionale dello scrittore tramite l'evidenziazione degli oggetti. Soltanto uno sforzo congiunto dell'autore del lettore farà nascere quell'oggetto concreto immaginario che è l'opera dello spirito. la lettura è quindi una sintesi della percezione e della creazione e i lettori ha la coscienza di svelare e di creare, di svelare creando, di creare mentre svela. Heidegger → l'oggetto non ha più la sua stabilità è essenziale perché un'interpretazione si fonda sulla precompressione. L'oggetto è determinato dalla situazione storica e non è mai conoscibile come un essenza insieme ma solo nel e tramite il linguaggio. La coscienza inizia e si conclude nel linguaggio in ciò che non dice piuttosto di ciò che dice. Gadamer → il pregiudizio perde il valore negativo e autorità non significa più sottomissione o obbedienza ma l'inevitabile punto di riferimento di ogni processo ermeneutico. La parzialità storica dell'orizzonte di comprensione non si risolve in arbitrio ermeneutico → la comprensione è un dialogo in cui sono implicati tanto il soggetto interpretante quanto l'oggetto da interpretarsi. L'obiettivo ultimo è la fusione di orizzonti.
Poststrutturalismo → non è un fenomeno critico univoco ma un concetto onnicomprensivo. È considerato come una fase critica dominante usata per storicizzare il mutato orientamento di pratiche e teorie critiche coesistenti sulla scena dei discorsi teorici degli ultimi trent'anni. Al suo apparire il poststrutturalismo si è imposto come termine di demarcazione di un contesto critico e teorico complesso. Non è in antagonismo con lo strutturalismo, ma concretamente l'aspetto più evidente del superamento sia manifestato nell’atteggiamento di sfiducia nei metodi. Non è semplicemente posteriore allo strutturalismo → si ricollega in maniera critica e non sarebbe comprensibile senza questa origine. Sono pochi i percorsi teorici che, strutturalisti in origine, non si siano evoluti in senso poststrutturale. Sul piano epistemologico, tutta questa riflessione finisce per porsi come una profonda e radicale messa in crisi della conoscenza. Terry Eagleton → Strutturalismo separa segno e referente, poststrutturalismo separa il significante e il significato. Il significato è disseminato lungo l'intera catena di significanti senza poter mai essere facilmente inchiodato o individuato in un singolo segno. Leggere un testo → inseguire questo processo di continua intermittenza. Testo come tessuto, intreccio, rete di intrecci → Il senso di una frase non lo afferro limitandomi ad accatastare meccanicamente una parola sull'altra, ogni segno della catena dei significati e come già marcato, già collegato con gli altri, nessun segno può mai essere puro o pienamente significativo. Il linguaggio è una faccenda molto meno stabile di quanto gli strutturalisti classici non ritenessero. il post strutturalismo fu un prodotto di quel miscuglio di euforia e disillusione che fu il sessantotto. Il movimento studentesco fu spazzato via dalle strade e spinto nei sotterranei del discorso. Il termine poststrutturalismo viene usato per un'ampia gamma di discorsi teorici in cui è presente una critica di nozioni di conoscenza oggettiva e di un soggetto in grado di conoscersi → femminismo, teorie psicoanalitiche, marxismo, storicismo: tutti parte del poststrutturalismo. Decostruzionismo → la decostruzione non è né un'analisi né una critica, non è un metodo e non può essere trasformata in un metodo. Non è l'applicazione di lezione di filosofia agli studi letterari, ma mi esplorazione della logica testuale in testi detti letterari. La decostruzione si crea attraverso ripetizioni, deviazioni, deformazioni. La decostruzione critica non comporta né metodi né sistemi. Jonathan Culler → è uno tra i primi teorici della tendenza decostruzionista. Hartman → si interroga sulla natura creativa, derogante, paradossale della lettura. Per lui lettura e scrittura, a lungo accomunate nella nostra cultura, stanno iniziando a separarsi. alcuni tipi di scrittura non possono più leggere sebbene sia possibile analizzarli e costruire con questi mezzi qualcosa di leggibile (metaracconto). Paul de Man → riconosci al testo letterario uno statuto allegorico, una costruzione che comporta due distinti significati: visibile e invisibile (soprasenso). il termine allegoria diventa per de Man una vera e propria figura di senso, ma non assume il valore di metafora di svuotamento e decadimento della cultura, comportando tuttavia un motivo di decostruzione. accanto all'allegoria c'è un'altra figura retorica costitutiva del linguaggio letterario per de Man → l'ironia. Il ruolo dell'ironia è visto come affine alla dimensione dei costruttiva dell'allegoria proprio per la serie di opposizioni che la istituisce. il processo di comprensione si limita a decostruire un testo mediante la lettura e a costruirne un altro con la scrittura → la pratica del close reading è ritenuta la più efficace in quanto assume la stessa natura del suo oggetto diventando atto profondamente creativo e segue il testo passo passo, senza applicare teorie, metodi o pregiudizi. Harold Bloom → Il linguaggio della critica risiede in due serie di tropi → azione e desiderio. una critica che non sia volontà, nell'azione o nel desiderio, è qualcosa di diverso dalla critica. “Nell’esporre la mia teoria è la mia pratica critica non intendo proporre alcun metodo”. Femminismo e post-femminismo → incontro tra decostruzionismo e femminismo origine nella riflessione derridiana sulla differenza sessuale e l'opposizione gerarchica uomo/donna. la critica al
logocentrismo si sovrappone a quella del cosiddetto fallogocentrismo. Interpretazione delle forme della discriminazione della rivendicazione → rilettura dell'ordine immaginario, simbolico, sociale, sessuale dei ruoli e quella dei miti femminili. Virginia Woolf → una stanza tutta per sé → una donna se vuole scrivere romanzi deve avere soldi e una stanza tutta per sé. Simone de Beauvoir → donna non si nasce, lo si diventa. La storia e la civiltà elaborano quel prodotto intermedio tra il maschio e il castrato che chiamiamo donna. in quanto creatura che esiste in sé, il bambino non arriverebbe mai accogliersi come differenziazione sessuale. il corpo prima di tutto e l'ira di una soggettività → si afferra all'universo con gli occhi e con le mani, non con gli organi sessuali. Se la bambina ci appare sessualmente già differenziata prima della pubertà dovremmo ricordare che l'intervento altrui nella vita infantile è originario e che fin dal principio la sua vocazione le viene imposta. Viene trattata come una bambola vivente e constata che la cura dei bambini spetta alla madre (tutti glielo insegnano). La costringono a diventare una schiava e un idolo. Critica genetica → “critica delle varianti”. il punto di contatto più elevato fra la filologia e la critica letteraria si ha in quella che viene definita critica delle varianti → esame critico delle versioni precedenti di un'opera, negli abbozzi, delle correzioni apportate dall'autore nel corso dell'elaborazione. Il Meridiano di Roma → Contini pubblica due recensioni: Come lavorava l'Ariosto e Per una Tesi sul Leopardi. La domanda “ Che significato hanno per il critico i manoscritti corretti dagli autori? ” che Contini si poneva può essere ritenuta come le indicazioni di metodo nella variantistica critica. È a Contini che si deve il più costante esercizio di quella che egli ha talvolta chiamato critica delle correzioni. Critica militante → militanza come partecipazione e impegno, rapporto con la contemporaneità e opposizione nei confronti della critica accademica. Benedetto Croce: militante per antonomasia. Forme diverse di critica militante → recensione, articolo, saggio. La critica degli scrittori → La situazione della critica degli scrittori è identica a quella dei poeti che fanno critica e riflettono su essa. Ehi nello scrittore che anche critico la lezione di stile, di commento, di valutazione e storia letteraria applicata su altri testi autori vale soprattutto per la completezza della sua vicenda personale o per spiegare in modo intrinseco quanto egli crea. Giuseppe De Robertis → il commento spiega la parola e la parola, in arte, è viva di per sé. Eugenio Montale → la critica sembra essere il vero genere letterario del nostro tempo, manca il critico ma abbonda la critica. Giacomo De Benedetti → il romanzo contemporaneo nasce da un fenomeno della storia letteraria: lo sciopero dei personaggi.