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Introduzione alla composizione astratta, dalla composizione geometrica astratta alle 3 dimensioni, metodologia progettuale
Tipologia: Appunti
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I nostri obbiettivi sono favorire la formazione di un LINGUAGGIO CREATIVO PERSONALE e l’elaborazione del MANIFESTO di presentazione del progetto, attraverso una serie di lezioni ed esercitazioni sulla grammatica generativa. Attraverso gli ESEMPI proposti e le ESERCITAZIONI ASSEGNATE ci si concentra sull’analisi della forma a partire dalla sua COSTRUZIONE utilizzando: → gli ENTI MINIMI → e le loro RELAZIONI. I nostri riferimenti sono le riflessioni teoriche di Kandinsky e Klee. Finalità: condurre lo studente a riconoscere attraverso l’analisi e successivamente a formalizzare una composizione geometrica astratta elementare formata da punti, linee, superfici definendo le modalità fondative e geneticamente primarie del proprio progetto. Attingiamo alla storia dell’arte e dell’architettura viste come laboratorio di idee di composizioni di elementi minimi (il punto, la linea e la superficie) al quale attingere per comprendere il valore della composizione astratta. Gli elementi della composizione vanno intesi come MEZZI ESPRESSIVI DINAMICI DI BASE. Attraverso le trasformazioni si possono configurare molteplici composizioni geometriche astratte. L’ART NOUVEAU: testimonianza importante dell’USO DELLA LINEA COME CAMPO DI FORZE VIVE e REAGENTI, derivante dalla reinterpretazione delle forme della natura e dalle leggi della statica. Analizzando la composizione astratta si riesce a tirare fuori l’essenza di questo disegno. Van de Velde: LA LINEA-FORZA non è intesa come lo strumento di definizione dei limiti dell’oggetto geometrico, ma rappresenta lo spirito della borghesia di primo Ottocento ideologicamente fusa alla natura. Victor Horta: nella casa Tassel trasforma il parapetto in un intreccio di linee che sembrano dei rami e il pilastro in ghisa è pensato come una linea fitomorfa. Charles Rennie Mackintosh: concepisce la linea come SCOMPOSIZIONE DEL VOLUME e strumento di costruzione dello spazio. L’attacco al cielo è sempre concepito come disegno di linee. N.B. Mackintosh segna il primo passo verso quel processo di scomposizione del volume inaugurata dal cubismo e completato con l’astrattismo del De Stijl. IL DISEGNO IN ARCHITETTURA è inteso non solo come rappresentazione convenzionale di un progetto, ma come MOMENTO DI RICERCA PERSONALE D’INVESTIGAZIONE sullo spazio attraverso il riferimento a combinazioni di elementi primi. Franco Purini: Architetto, teorico e maestro dell’architettura disegnata indaga attraverso i suoi disegni - paesaggi teorici e d’invenzione - i confini del linguaggio architettonico. Le sue collezioni, regolate per temi, mostrano, con una rara efficacia espressiva, spesso rafforzata dal rigore assoluto del bianco e nero, il PENSIERO di architettura nella sua FASE GENERATIVA, nella sua FORMA PRIMARIA.
F. Purini in Alcune forme della casa, scriveva: “il disegno di architettura nel suo oscillare come un pendolo tra realtà e immaginario, tra dettaglio e scala senza misura, tra catalogazione del mondo e capovolgimento di questa catalogazione sotto il segno del deforme fantastico è niente altro che il progetto …” Per F. Purini la prospettiva del paesaggio di forme essenziali e astratte attiva percorsi mentali plurimi e complessi. In questo viaggio tra cose primarie ed elementari si rivelano i tratti della complessità del progetto.
Rette o curve, tese o avvolgenti le linee sono energia che si fa materia. Kandinsky classifica le rette in tre posizioni fondamentali: