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Questa lezione esplora la complessa relazione tra stato e chiesa in europa, partendo dal iv secolo d.c. Con l'editto di milano di costantino, il cristianesimo diventa lecito e poi religione di stato. I cinque modelli di relazioni stato/chiesa: cesaro-papismo, giurisdizionalismo, teocrazia, separatismo e coordinazione e concordati. Ogni modello ha caratteristiche distinte e ha influenzato la storia europea in modo differente.
Tipologia: Appunti
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Lezione 10 marzo
- fonti di cognizione : dalla costituzione in poi (fonti di livello primario); - fonti di produzione : art. 117, comma 2 della Costituzione dice che i rapporti tra una repubblica e le confessioni sono riservate alla potestà legislativa, ma al tempo stesso il diritto ecclesiastico non è interamente prodotto dallo stato. Il diritto ecclesiastico è disciplina giuridica del fenomeno religioso , che rileva sul piano sociale, politico e giuridico. La religione, nel uso significato polivalente, ha la funzione di gestire il gruppo ( es. collegio pontificale). Rapporto tra religione e organizzazione del potere civile: Rapporto tra due entità, ordinamenti: però, finchè predomina una sorta di attrazione totale del fenomeno religioso nell’orbita del diritto pubblico, il problema neppure si pone (pensa al collegio pontificale, in cui il sovrano è dius). Il problema si pone nel momento in cui, con il 313 d.C, con l’editto di tolleranza/ di Costantino/di Milano, il cristianesimo viene riconosciuto come “ collegium licitum ”. Il punto culminante dello stretto legame tra religione e organizzazione del potere civile si ha quando l’imperatore è divus, a lui si deve il culto divino, e chi si rifiuta (i cristiani) è reo di lesa maestà. Le cose cambiano nel momento in cui il cristianesimo da religione perseguitata, viene dapprima riconosciuta come lecita e ai cristiani è riconosciuta la libertà di culto. l’editto di Costantino anticipa l’editto di Tessalonica processo di cristianizzazione della Roma, che sceglie il cristianesimo. A Roma si percepiscono già i primi segnali di decadimento, perciò ha bisogno di irrobustirsi sceglie il cristianesimo come una linfa vitale per rinvigorire le sue istituzioni: scelta politicamente strategica e che determina un nuovo rapporto tra i due ordinamenti: - Rapporto più stretto. - Al tempo stesso pone le basi perché si possa identificare la presenza della Chiesa cristiana cattolica come una presenza istituzionale. A partire dal IV secolo d.C ( 313 , editto di Milano + 380 , Costituzione di Teodosio I, con cui il cristianesimo diventa religione di stato) comincia una storia di relazioni stato (Impero)/Chiesa che occuperà la scena della storia europea fino al XX secolo. (Riferimento all’esperienza Iberiana come modello di relazioni, quando si affermeranno gli stati nazionali). Francesco Ruffini presenta Stato e Chiesa sulla storia d’Europa, a partire dal IV secolo, come due lottatori avvinghiati, adesso prevale uno, adesso l’altro. ( Teocrazia: prevalenza della potestà spirituale su quella temporale vs giurisdizionalismo: prevalenza del potere dello Stato.) Si possono selezionare 5 modelli/ forme di relazioni Stato/Chiesa : 1. Cesaro-papismo : il Cesare è l’imperatore e anche papa, e quindi capo della religione unione del potere politico e del potere religioso/ unione del potere civile e del potere ecclesiastico. I due poteri sono uniti. L’imperatore è come se si fondesse con la funzione del papa. Il rapporto religione/organizzazione del potere politico è strettissimo. Il potere civile riconosce quello ecclesiastico, ma lo assolve, lo fagocita. Il Cesare è il capo. L’unione religione/organizzazione del potere civile è strettissima. Quando l’imperatore è divus, diventa anche capo della religione. Il riconoscere il cristianesimo come religione lecita dapprima, e poi come religione di stato (nel 380), rafforza il potere civile, politico e quello religioso gli imperatori romani, cristiani, in
precedenza erano stati pontefici massimi. Continua questa esperienza. La cristianizzazione dell’impero romano fa continuare questa esperienza di legame stretto tra religione e organizzazione del potere civile 325 Costantino convoca e presiede il concilio ecumenico, il Concilio di Nicea. L’imperatore è al tempo stesso un capo, in senso temporale, e un capo spirituale. unione potere civile e potere ecclesiastico. L’esperienza del cesaro-papismo, nell’Europa, termina con la caduta dell’impero romano d’occidente: si può fissare verso il 568 , con l’invasione dei longobardi. In oriente, nell’impero di Bisanzio, il cesaro-papismo continua fino al 1453, ma a partire da questo momento si sposta sempre più ad est e termina nel 1917 con la fine della monarchia zarista. Un esempio di cesaro-papismo è Giustiniano : nel Corpus Iuris Civilis/ Codex si riportano norme imperiali che riguardano il dogma della trinità. La linea di demarcazione tra modello/sistema cesaro-papista e giurisdizionalismo è molto sottile: usare la chiesa in funzione di instrumentum regni , è già un’istanza giurisdizionalista simbolicamente il sistema è cesaropapista, nel momento in cui Cesare è anche papa, MA la dinamica contesa non è solo l’unione, ma essa si sta già realizzando in chiave giurisdizionalista, ossia all’insegna della prevalenza del potere politico su quello religioso. Nel quadro storico della Roma imperiale, quando è ancora protagonista sulla scena politica l’impero romano d’occidente, il cesaropapismo si lega alla tradizione dell’imperatore divus, del collegio sacerdotale che deteneva il deposito anche delle leggi civili. Con la fine dell’impero romano d’occidente, viene meno quel riferimento politico autorevole e comincia la sua scalata il potere religioso. L’imperatore, in occidente non è più il riferimento politico per tutti, e nel frattempo il consorzio si è cristianizzato acquista importanza fondamentale la figura del vescovo di Roma, avanza la sua autorità. si arriva al giurisdizionalismo.
2. Giurisdizionalismo prevalenza della giurisdizione dello stato/ prevalenza del potere politico, civile, sul potere religioso/ecclesiastico. Tale prevalenza ha una duplice funzione: a) Il potere civile/politico vuole proteggere la Chiesa, per servirsene come strumento di potere, di governo, instrumentum regni ; b) Difendersi dalla Chiesa. Si stanno delineando le due sfere di potere, e ciascuno dei due poteri rivendica uno spazio. Se lo Stato, prevalendone la giurisdizione, mette in atto una politica di protezione/difesa dalla Chiesa, evidentemente si è già configurato un altro potere. lo stato riconosce un altro centro di potere. La caduta dell’impero romano ha determinato una situazione per cui comincia a crescere il potere della Chiesa: 595-604 d.c pontificato di Gregorio magno. in occidente si verifica sostanzialmente uno spazio lasciato vuoto di potere. Cominciano delle rivendicazioni da parte del potere religioso di spazi di natura politica. si va accrescendo il potere temporale del papato tutte le letto papato/impero nel medioevo non sono lotte di natura ideologica. Pensa alla lotta per le investiture 3. Teocrazia soggezione del potere politico al potere religioso. Storicamente coincide con il periodo in cui i papi hanno esercitato una potestas diretta, e lo Stato era il braccio secolare di cui la chiesa si serviva per applicare il suo diritto.