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Stato e Chiesa: Relazioni tra Potere Politico e Religioso in Europa, Appunti di Diritto Ecclesiastico

Questa lezione esplora la complessa relazione tra stato e chiesa in europa, partendo dal iv secolo d.c. Con l'editto di milano di costantino, il cristianesimo diventa lecito e poi religione di stato. I cinque modelli di relazioni stato/chiesa: cesaro-papismo, giurisdizionalismo, teocrazia, separatismo e coordinazione e concordati. Ogni modello ha caratteristiche distinte e ha influenzato la storia europea in modo differente.

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 05/10/2022

robymas
robymas 🇮🇹

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Lezione 10 marzo
- fonti di cognizione: dalla costituzione in poi (fonti di livello primario);
- fonti di produzione: art. 117, comma 2 della Costituzione dice che i rapporti tra una repubblica e le
confessioni sono riservate alla potestà legislativa, ma al tempo stesso il diritto ecclesiastico non è
interamente prodotto dallo stato.
Il diritto ecclesiastico è disciplina giuridica del fenomeno religioso, che rileva sul piano sociale, politico e
giuridico. La religione, nel uso significato polivalente, ha la funzione di gestire il gruppo ( es. collegio
pontificale).
Rapporto tra religione e organizzazione del potere civile:
Rapporto tra due entità, ordinamenti: però, finchè predomina una sorta di attrazione totale del
fenomeno religioso nell’orbita del diritto pubblico, il problema neppure si pone (pensa al collegio
pontificale, in cui il sovrano è dius).
Il problema si pone nel momento in cui, con il 313 d.C, con l’editto di tolleranza/ di Costantino/di
Milano, il cristianesimo viene riconosciuto come “collegium licitum”.
Il punto culminante dello stretto legame tra religione e organizzazione del potere civile si ha
quando l’imperatore è divus, a lui si deve il culto divino, e chi si rifiuta (i cristiani) è reo di lesa
maestà.
Le cose cambiano nel momento in cui il cristianesimo da religione perseguitata, viene dapprima
riconosciuta come lecita e ai cristiani è riconosciuta la libertà di culto. l’editto di Costantino
anticipa l’editto di Tessalonica processo di cristianizzazione della Roma, che sceglie il
cristianesimo. A Roma si percepiscono già i primi segnali di decadimento, perciò ha bisogno di
irrobustirsi sceglie il cristianesimo come una linfa vitale per rinvigorire le sue istituzioni: scelta
politicamente strategica e che determina un nuovo rapporto tra i due ordinamenti:
-Rapporto più stretto.
-Al tempo stesso pone le basi perché si possa identificare la presenza della Chiesa cristiana cattolica
come una presenza istituzionale.
A partire dal IV secolo d.C (313, editto di Milano + 380, Costituzione di Teodosio I, con cui il
cristianesimo diventa religione di stato) comincia una storia di relazioni stato (Impero)/Chiesa che
occuperà la scena della storia europea fino al XX secolo. (Riferimento all’esperienza Iberiana come
modello di relazioni, quando si affermeranno gli stati nazionali).
Francesco Ruffini presenta Stato e Chiesa sulla storia d’Europa, a partire dal IV secolo, come due lottatori
avvinghiati, adesso prevale uno, adesso l’altro. ( Teocrazia: prevalenza della potestà spirituale su quella
temporale vs giurisdizionalismo: prevalenza del potere dello Stato.)
Si possono selezionare 5 modelli/ forme di relazioni Stato/Chiesa:
1. Cesaro-papismo: il Cesare è l’imperatore e anche papa, e quindi capo della religione unione del
potere politico e del potere religioso/ unione del potere civile e del potere ecclesiastico.
I due poteri sono uniti.
L’imperatore è come se si fondesse con la funzione del papa.
Il rapporto religione/organizzazione del potere politico è strettissimo.
Il potere civile riconosce quello ecclesiastico, ma lo assolve, lo fagocita.
Il Cesare è il capo.
L’unione religione/organizzazione del potere civile è strettissima. Quando l’imperatore è divus,
diventa anche capo della religione.
Il riconoscere il cristianesimo come religione lecita dapprima, e poi come religione di stato (nel
380), rafforza il potere civile, politico e quello religioso gli imperatori romani, cristiani, in
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Lezione 10 marzo

- fonti di cognizione : dalla costituzione in poi (fonti di livello primario); - fonti di produzione : art. 117, comma 2 della Costituzione dice che i rapporti tra una repubblica e le confessioni sono riservate alla potestà legislativa, ma al tempo stesso il diritto ecclesiastico non è interamente prodotto dallo stato. Il diritto ecclesiastico è disciplina giuridica del fenomeno religioso , che rileva sul piano sociale, politico e giuridico. La religione, nel uso significato polivalente, ha la funzione di gestire il gruppo ( es. collegio pontificale). Rapporto tra religione e organizzazione del potere civile:Rapporto tra due entità, ordinamenti: però, finchè predomina una sorta di attrazione totale del fenomeno religioso nell’orbita del diritto pubblico, il problema neppure si pone (pensa al collegio pontificale, in cui il sovrano è dius).  Il problema si pone nel momento in cui, con il 313 d.C, con l’editto di tolleranza/ di Costantino/di Milano, il cristianesimo viene riconosciuto come “ collegium licitum ”.  Il punto culminante dello stretto legame tra religione e organizzazione del potere civile si ha quando l’imperatore è divus, a lui si deve il culto divino, e chi si rifiuta (i cristiani) è reo di lesa maestà. Le cose cambiano nel momento in cui il cristianesimo da religione perseguitata, viene dapprima riconosciuta come lecita e ai cristiani è riconosciuta la libertà di culto.  l’editto di Costantino anticipa l’editto di Tessalonica  processo di cristianizzazione della Roma, che sceglie il cristianesimo. A Roma si percepiscono già i primi segnali di decadimento, perciò ha bisogno di irrobustirsi  sceglie il cristianesimo come una linfa vitale per rinvigorire le sue istituzioni: scelta politicamente strategica e che determina un nuovo rapporto tra i due ordinamenti: - Rapporto più stretto. - Al tempo stesso pone le basi perché si possa identificare la presenza della Chiesa cristiana cattolica come una presenza istituzionale.  A partire dal IV secolo d.C ( 313 , editto di Milano + 380 , Costituzione di Teodosio I, con cui il cristianesimo diventa religione di stato) comincia una storia di relazioni stato (Impero)/Chiesa che occuperà la scena della storia europea fino al XX secolo. (Riferimento all’esperienza Iberiana come modello di relazioni, quando si affermeranno gli stati nazionali). Francesco Ruffini presenta Stato e Chiesa sulla storia d’Europa, a partire dal IV secolo, come due lottatori avvinghiati, adesso prevale uno, adesso l’altro. ( Teocrazia: prevalenza della potestà spirituale su quella temporale vs giurisdizionalismo: prevalenza del potere dello Stato.) Si possono selezionare 5 modelli/ forme di relazioni Stato/Chiesa : 1. Cesaro-papismo : il Cesare è l’imperatore e anche papa, e quindi capo della religione  unione del potere politico e del potere religioso/ unione del potere civile e del potere ecclesiastico.  I due poteri sono uniti.  L’imperatore è come se si fondesse con la funzione del papa.  Il rapporto religione/organizzazione del potere politico è strettissimo.  Il potere civile riconosce quello ecclesiastico, ma lo assolve, lo fagocita.  Il Cesare è il capo.  L’unione religione/organizzazione del potere civile è strettissima. Quando l’imperatore è divus, diventa anche capo della religione.  Il riconoscere il cristianesimo come religione lecita dapprima, e poi come religione di stato (nel 380), rafforza il potere civile, politico e quello religioso  gli imperatori romani, cristiani, in

precedenza erano stati pontefici massimi. Continua questa esperienza. La cristianizzazione dell’impero romano fa continuare questa esperienza di legame stretto tra religione e organizzazione del potere civile  325 Costantino convoca e presiede il concilio ecumenico, il Concilio di Nicea.  L’imperatore è al tempo stesso un capo, in senso temporale, e un capo spirituale.  unione potere civile e potere ecclesiastico.  L’esperienza del cesaro-papismo, nell’Europa, termina con la caduta dell’impero romano d’occidente: si può fissare verso il 568 , con l’invasione dei longobardi.  In oriente, nell’impero di Bisanzio, il cesaro-papismo continua fino al 1453, ma a partire da questo momento si sposta sempre più ad est e termina nel 1917 con la fine della monarchia zarista.  Un esempio di cesaro-papismo è Giustiniano : nel Corpus Iuris Civilis/ Codex si riportano norme imperiali che riguardano il dogma della trinità.  La linea di demarcazione tra modello/sistema cesaro-papista e giurisdizionalismo è molto sottile: usare la chiesa in funzione di instrumentum regni , è già un’istanza giurisdizionalista  simbolicamente il sistema è cesaropapista, nel momento in cui Cesare è anche papa, MA la dinamica contesa non è solo l’unione, ma essa si sta già realizzando in chiave giurisdizionalista, ossia all’insegna della prevalenza del potere politico su quello religioso.  Nel quadro storico della Roma imperiale, quando è ancora protagonista sulla scena politica l’impero romano d’occidente, il cesaropapismo si lega alla tradizione dell’imperatore divus, del collegio sacerdotale che deteneva il deposito anche delle leggi civili.  Con la fine dell’impero romano d’occidente, viene meno quel riferimento politico autorevole e comincia la sua scalata il potere religioso. L’imperatore, in occidente non è più il riferimento politico per tutti, e nel frattempo il consorzio si è cristianizzato  acquista importanza fondamentale la figura del vescovo di Roma, avanza la sua autorità.  si arriva al giurisdizionalismo.

2. Giurisdizionalismoprevalenza della giurisdizione dello stato/ prevalenza del potere politico, civile, sul potere religioso/ecclesiastico. Tale prevalenza ha una duplice funzione: a) Il potere civile/politico vuole proteggere la Chiesa, per servirsene come strumento di potere, di governo, instrumentum regni ; b) Difendersi dalla Chiesa. Si stanno delineando le due sfere di potere, e ciascuno dei due poteri rivendica uno spazio. Se lo Stato, prevalendone la giurisdizione, mette in atto una politica di protezione/difesa dalla Chiesa, evidentemente si è già configurato un altro potere.  lo stato riconosce un altro centro di potere.  La caduta dell’impero romano ha determinato una situazione per cui comincia a crescere il potere della Chiesa: 595-604 d.c pontificato di Gregorio magno.in occidente si verifica sostanzialmente uno spazio lasciato vuoto di potere.  Cominciano delle rivendicazioni da parte del potere religioso di spazi di natura politica.  si va accrescendo il potere temporale del papato  tutte le letto papato/impero nel medioevo non sono lotte di natura ideologica.  Pensa alla lotta per le investiture 3. Teocraziasoggezione del potere politico al potere religioso.  Storicamente coincide con il periodo in cui i papi hanno esercitato una potestas diretta, e lo Stato era il braccio secolare di cui la chiesa si serviva per applicare il suo diritto.