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Appunti completi del primo modulo del corso di geografia
Tipologia: Appunti
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Geografia : scienza che ha per ogge0o lo studio della Terra mediante la descrizione e la rappresentazione delle superficie terrestre o la distribuzione spaziale dei fenomeni connessi alla vita vegetale, animale e umana. La geografia è:
Il primo compito della geografia è quello di descrivere la terra durante il processo di espansone dell’uomo. Ci saranno delle scoperte che porteranno l’uomo europeo in giro per il mondo e i territori scoperB verranno documentaB per trarne un Bpo di vantaggio. Oggi con la geografia siamo capaci di vedere luoghi che non abbiamo mai visto, finisce così il suo ruolo come sistema di documentazione delle nuove terre. Per questo moBvo la conoscenza dell’uomo europeo nei
confronB del mondo è cresciuta molto, siamo infaN arrivaB ad una quota di conoscenza delle terre molto superiore rispe0o alla precedente. Campi di studio della geografia:
In Arizona è presente il cimitero degli aerei (ripreso dall’alto) mostra come la terra, almeno apparentemente, non nasconda segreB. Altro esempio è il reli0o della Concordia. A0raverso il cielo vengono inoltre inviaB dei messaggi di vario spessore. L’osservazione ci serve per interpretare ciò che ci viene mostrato dalla tecnologia (ad esempio a0raverso immagini dall’alto) al fine di uBlizzare dei daB concreB e uBli. Di conseguenza serve una disciplina che ci aiuB a farlo e questo rende ancora a0uale l’uBlità della disciplina. L’uomo e l’ambiente A0ualmente la geografia studia i rapporB che l’uomo ha con l’ambiente, generalmente complessi:
Prime innovazioni della preistoria Contemporanee alla carta della Bedolina ci sono le popolazioni Mesopotamiche ma più avanzate. Con esse abbiamo l’invenzione e lo sviluppo della scri0ura che serve a:
La statua di Giudea dei sumeri del 2100 a.c. è una statue0a rappresentata con una tavole0a sulle gambe, nella quale è rappresentato un territorio. Qui abbiamo il primo accenno di scala di riduzione per riportare la realtà su carta in modo preciso, regola essenziale che cara0erizza le mappe.
La tavole:a di Yogan Tepe della Mesopotamia del 2300 a.c. presenta il primo accenno di punB cardinali, si cerca di dare un senso di orientamento.
Il Mappamondo di Babilonia del VII secolo a.c. rappresenta una ci0à ed è stato visto in esso un primo tentaBvo della rappresentazione del mondo e dell’universo, questo spiega la nascita: dell’astronomia, della capacità di spiegare le sfere celesB e la nostra collocazione e il nostro senso nell’universo.
Il Papiro della Nubia dell’Egi:o del 1150 a.c. , si trova nella zona tra il Nilo ed il Mar rosso dove erano collocate varie miniere d’oro e sono proprio queste ad essere rappresentate. Il papiro indica come si ada0a l’organizzazione a qualcosa di più complesso, un’organizzazione ai fini della produzione. Sono state trovate anche carte catastali poiché il Nilo straripando, rendeva necessario stabilire nuovamente i confini che venivano cancellaB. Assenza di prove geografiche La civiltà fenicia ed ebraica non ci hanno lasciato nessuna prova a livello geografico ed è molto strano. Anche gli etruschi non ci hanno dato prove concrete. La navigazione è uno dei primi impulsi alla cartografia ma, le carte, non venivano diffuse poiché un popolo avrebbe potuto sfru0are i vantaggi di navigazione di un altro.
Durante l’epoca classica nasce il pensiero occidentale. Le ci0à erano organizzate secondo un certo Bpo di modello: tu0o si concentra in un punto centrale: intorno ad un palazzo, come nel mondo greco dove nasce l’Agorà elemento centrale della nostra cultura o in una piazza centrale, come nel Medioevo, che aveva le stesse stru0ure organizzaBve dell’Agorà. Il mondo greco porta molBssime novità, tra queste la sistemaBcizzazione dei conceN e quindi la nascita geografia che inizia a proclamarsi come scienza autonoma:
La descrizione del mondo greco parte dall’Egeo, questo è infaN un mondo mariNmo e si cara0erizza per le espansioni, che potevano essere:
Questo Bpo di sviluppo richiede la capacità di navigare, per questo sviluppano una serie di manuali deN Peripli : narrazioni di cui abbiamo pochissime prove, poiché erano uBlizzaB sulle navi e descrivevano vari aspeN uBli alla navigazione di stampo: tecnico e antropico. I Peripli venivano aggiornaB quando si tornava da un viaggio. Uno dei più famosi è il periplo Massaliota del IV a.c. , esso descrive delle ro0e commerciali che vanno da Marsilia fino a Cadice ma anche le ro0e nell’oceano AtlanBco, fino ad arrivare, forse, fino all’Islanda. Ci sono dei peripli che sembrano riferirsi alle coste dell’India; questo ci fa comprendere il pensiero e la curiosità di questo popolo.
Secondo la sua teoria, i greci vincono nonostante il numero inferiore poiché vivono in un territorio osBco e sono molto dediB alla democrazia (hanno quindi un certo Bpo di apertura mentale). Secondo la sua visione, vince il popolo che risulta più forte a seconda della propria cultura e del rapporto che ha con il pianeta. Inoltre, sviluppa un suo Bpo di ecumene del 440-425 a.c.: parte della Terra dove si trovano condizioni ambientali favorevoli alla dimora permanente dell’uomo, aggiungendo delle nozioni. L’introduzione del metodo scien?fico Si inizia poi a sviluppare il metodo scienBfico grazie a grandi pensatori come: Parmenide, Pitagora, Democrito, Platone e Aristotele, i quali si occupano di fenomeni naturali, che implicano l’allontanamento del metodo empirico non perché non sia uBle ma perché è necessario. Molto importanB in questo periodo sono i viaggi come quelli di:
Il diagramma di Dicearco da Messina 350-290 a.c. da uno stampo scienBfico alla geografia con il primo tentaBvo di inserire un reBcolato dove i due assi si incontrano nell’isola di Rodi.
Aristarco di Samo è considerato il primo rivoluzionario ma non abbiamo tante tesBmonianze di questa figura. Il suo posto venne preso da Eratostene di Cirene, un intelle0uale molto versaBle e famoso per la misurazione della circonferenza terrestre. Si era accorto che, durante il solsBzio d’estate nella ci0à di Siene, un ramo non faceva ombra, al contrario di Alessandria. Fece un errore poiché considerò Alessandria e Siene sullo stesso piano ma il procedimento si è poi rivelato corre0o. Scrisse anche svariaB libri: la geografia La geografia nel mondo romano
Il primo esponente della geografia nel mondo romano è Polibio di Megalopoli : ostaggio di guerra tra gli intelle0uali, arriva a Roma e venne apprezzato per il suo pensiero ma abbandonò la visione del determinismo ambientale, presentando la geografia come indispensabile alla storia e difaN scrisse le Storie in 40 libri. Afferma che non è l’ambiente fisico che predetermina il successo di un popolo ma la sua costruzione e il suo ordinamento.
Altro esponente è Strabone di Amasia 64 a.c.-19. D.c. ; esso scrive La Geografia (in 17 volumi), ricca di indicazioni e daB, dove descrive tu0a la terra conosciuta al momento: partendo dall’Iberia fino ad arrivare al
nord Affrica. Ha uno spirito Bpicamente romano poiché vede la geografia come strumento per possedere il potere. La geografia nel mondo romano è molto diversa, si basa infaN su uno studio profondamente praBco. La disciplina è elemento centrale, uBle per il raggiungimento del potere. Non vi era un rapporto paritario tra ambiente e uomo, quest’ulBmo doveva sopravvivere agli evenB della natura.
Si trovano principalmente tra0azioni sparse su vari problemi del tempo, principalmente a livello urbano ma sono tentaBvi di spiegare molto disorganici; tu0avia erano molto a0enB ad organizzare il territorio, come ad esempio la stru0ura delle ci0à; ci sono ancora segni della Centura0o:
La Tabula Peun;ngeriana è una copia Medievale di una carta romana, è un lunghissimo rotolo che mostra tu0o il mondo conosciuto. Probabilmente è un iBnerario e ci mostra il Bpo di mondo che i romani conoscevano o immaginavano. Vengono so0olineate principalmente le strade importanB per i commerci in quanto fonte di guadagno per il popolo e quindi di estrema necessità e i percorsi migliori per le truppe. In questa carta Roma è rappresentata come una donna seduta su un trono con corona e sfera del potere (per dimostrare la sua importanza), a cui partono tu0e le strade
Claudio Tolomeo 90 - 168 d.c., famoso per il sistema Tolemaico , elabora una serie di moB per proie0are la sfericità della Terra, a0raverso una grande quanBtà di opere ed un proprio ecumene ancora più ampliato di quelli precedenB. Sbaglia però dei calcoli e la Terra risulta più piccola di circa un terzo a causa di errori sulle misure sulla longitudine; questo inciderà sulle spedizioni di Colombo in quanto, oltre alla Terra, anche il mar Mediterraneo era stato considerato più piccolo, per questo arriverà nelle Americhe. Tacito prestava molte a0enzioni alle cara0erisBche dei popoli più che allo sviluppo territoriale Il declino della geografia La geografia tende subire una forma di declino come conseguenza del declino romano ed inizia ad essere usata ai fini della narrazione fantasBca. Dal quarto secolo inizia ad infondersi il crisBanesimo che si scontra con il culto pagano; alcuni personaggi verranno infaN censuraB a causa delle persecuzioni. Il crisBanesimo, divenendo la visone più importante,
I greci non erano ben visB anche a livello della morale sessuale, come i romani. Vengono elaborate visioni del mondo totalmente in linea con i de0ami religiosi.
Ci sono però dei buoni esponenB come Ammiano Marcellino (VI d.c.) e Claudio Ru;lio Namarziano (V d.c.) che scrive il De redito suo, dove narra il suo ritorno da Roma in Gallia, precisamente a Marsiglia. È interessante perché narra la disgregazione del territorio in questo periodo:
Costan;no d’An;ochia visse intorno al VI secolo d.c ., nel periodo Medievale, subito dopo la caduta dell’epoca classica. Era un mercante che si muoveva tra la penisola arabica e l’india ed elabora Il mondo di Cosma Indicopleustre : un cofane0o dove all’interno del coperchio ci sono delle stelle fisse e la Terra pia0a. Nega l’evidenza delle cose a0raverso una visione che non corrisponde alla realtà, non per mancanza di scoperte ma a causa dell’ideologia. È il classico esempio di come viene deviata la cultura geografica. I mappamondi sallus?ani Si sviluppano una serie di mappamondi chiamaB mappamondi sallus;ani (XI sec), il nome è dato dal fa0o che un primo esempio si è visto in uno degli scriN di SallusBo: un monaco che schemaBzzò questo Bpo di mappamondo. Si chiamano anche mappamondi T in O per la loro forma composta da una T ed una O: ll mondo è pia0o e delimitato dall’Oceano che racchiude ciò che è conosciuto. Un esempio lo vediamo anche nella rappresentazione di Isidoro da Siviglia (VI d.c.)
La terra conosciuta è riparBta nei tre conBnenB allora conosciuB:
La riparBzione in tre parB rimanda anche all’importanza di questo numero nella religione, come nel caso della santa trinità, ma tre sono anche i figli di Noè che dopo il diluvio ripopolano la terra, che sono:
Opicino de Canistris del XIII-XIV secolo , era un cartografo che arrivò fino alla corte del Papa, dove realizzò varie rappresentazioni molto allegoriche. Nella Carta Va7canus La7nus , è rappresentato il Mediterraneo, l’Europa con la figura di una dama e un cavaliere sulla sponda Africana; nella rappresentazione un lupo arriva da occidente a mordere l’Europa (probabilmente rappresenta i barbari), e da oriente arriva un pugno che viene sferrato nelle parB inBme della donna, la quale ha al suo interno una piccola Europa insanguinata (rappresenta il terrore in Europa dell’avvento del mondo islamico). In molte carte compaiono creature fantasBche, un esempio sono gli sciapodi : creature con un piede solo che si fanno ombra con il piede peer coprirsi dal sole dell’equatore o i disegni dei mostri marini che a differenza degli sciapodi saranno rappresentaB fino all’800; conBnua l’idea dello sconosciuto che è spaventoso e la conferma della visione del mondo sempre meno oggeNva.
Altre due rappresentazioni molto famose sono:
Si sviluppano una serie di scuole di cartografia, la figura del cartografo era molto presBgiosa ed erano molto richieste nelle repubbliche marinare a Venezia avranno grandissimo splendore. I grandi cartografi dell’epoca erano in maggior parte ebrei. Cominciano i grandi viaggi di esplorazione che cosBtuiranno il rilancio della geografia. è un’epoca contraddi0oria ad esempio nel 1493 troviamo ancora Gerusalemme al centro delle carte ma al tempo stesso c’è la riscoperta dei classici e un grande sviluppo.
La geografia medievale è scomponibile in tre punB:
Siamo nella fase dell’inizio delle grandi esplorazioni, a parBre dai portoghesi che si spingono nel territorio dell’Africa:
Inoltre iniziano a svilupparsi dei mappamondi che mostrano queste scoperte. Nel mappamondo di Martello fine XV secolo è rappresentata tu0a l’Africa, anche se non completa, avevano scoperto che si estendeva anche a sud dell’equatore, disponendosi quindi a metà di esso ad eccezione delle parB più se0entrionali e
meridionali. Nonostante questo ha comunque una serie di problemaBche, il nord Europa ad esempio, non è molto sviluppato. Le spedizioni in America
Come abbiamo visto in precedenza, vengono svolte numerose spedizioni e scoperte in quesB anni, sopra0u0o da parte degli europei. La più importante è sicuramente quella di Cristoforo Colombo che parm il 3 agosto 1492 da Palos , vicino a Siviglia, con l’obieNvo di trovare una ro0a alternaBva per raggiungere le Indie; tocca la Bahamas e arriva nell’isola Espanola (l’isola che a0ualmente si divide tra HaiB e Santo Domingo) e il 4 marzo 1493 arrivò a quella che credeva essere la sua meta. Da questa spedizione, a coloro che l’avevano commissionata ovvero: Isabella di CasBglia e Fernando d’Aragona, portò vari oggeN del posto, dato il loro interesse e venne incaricato di svolgere altri numerosi viaggi, essendo rimasto della convinzione di essere arrivato in India e quindi di aver portato a termine con successo il suo viaggio precedente. Questa spedizione viene svolta perché Colombo crede di poter raggiungere l’India passando da occidente, questo perché si basa sul modello di Tolomeo il quale però sbagliò vari calcoli nella misurazione della Terra la quale risultò più piccola di quello che in realtà era, sopra0u0o quelli della longitudine. Inizialmente infaN, non comprende di essere arrivato in un luogo ignoto. Un uomo del suo equipaggio, Juan della Casa, nel 1500, redasse una carta dove vi è un abbozzo di terre che sembrano essere terre nuove; questo ci fa intendere che forse lui intuì che il luogo scoperto non fossero le Indie. Questa è la prima carta conosciuta in cui vediamo le nuove terre raggiunte da Colombo.
Anche le altre potenze europee iniziano a finanziare nuove spedizioni, sopra0u0o per un fa0o economico, ad esempio quella di Caboto che si dirige in nord America. I viaggi più significaBvi saranno quelli di Amerigo Vespucci che arriverà fino a sud, passando anche per il mar dei caraibi e toccando le AnBlle. Arriva alla foce del Rio delle Amazzoni e spingendosi ancora più a sud, comprese che si trovava troppo a sud per poter parlare del territorio indiano, in quanto so0o l’Equatore e si inizia a parlare di una quarta parte del mondo. Con Vespucci nasce il termine America. Nel 1507 Ma?as Rigmann e Mar;n Waldseemuller scrivono l’universalis cosmografia a cui allegano una serie di carte in cui erano raccolB una serie di noBzie dei viaggi di Vespucci, il quale era appena tornato, queste arrivano quasi immediatamente fino in Germania e ci fa rifle0ere sulla vivacità culturale del tempo. La carta in quesBone è stata definita il cer0ficato di nascita dell’America, perché per la prima volta il territorio è rappresentato distaccato dall’Europa ma anche delle Indie, mentre la rappresentazione di: Europa, Asia e Africa è molto affine a quella di Tolomeo. In alto rappresenta le figure di Tolomeo e Vespucci messi sullo stesso piano, questo indica della medesima importanza dell’idee che avevano avuto i due personaggi. La carta fu stampata pochissime volte perché in poco tempo, data la velocità delle noBzie, non fu più innovaBva. Le vere innovazioni che compaiono in questa carta sono:
Ci troviamo nell’epoca d’oro della geografia e tra i personaggi più importanB troviamo: Grerard Kremer , de0o il mercatore, che creò tanBssime carte, oltre a una serie di mappamondi, e vari modi di rappresentare la Terra su una superficie piana. Nella sua proiezione trova il modo di mantenere l’isogonia : la linea che traccio nella realtà si rifle0e nella carta. Da un lato si presenta come:
Con il tempo il centro della geografia si trasferisce nelle Fiandre invece che in Italia a causa: della quesBone poliBca a delle guerre, l’essere so0o il controllo di potenze internazionali, la piccola dimensione degli staB regionali. Per questo la geografia si sposta nel nord Europa, dove si sviluppa il mercanBlismo. Inoltre molB mecenaB cedono molte ricchezze ai grandi scienziaB per portare avanB delle opere; era una figura molto apprezzata dato che dava un’immagine di raffinatezza culturale e mostrava il suo potere. Nonostante questo In Italia conBnua la produzione di mappe di Bpo urbano e regionale. Un esempio è, alla fine del XVI secolo, la Galleria delle Mappe in VaBcano. Alcuni cartografi mantengono il loro ruolo come: Oliva e Magini.
Nel 1600 e nel 1700 l’ambito delle scienze comincia a perdere la considerazione avuta fino a quel momento e viene seguito il corso delle grandi scoperte astronomiche e matemaBche. Nel 1650, Varenio, scrive la Teocra7a : un’opera che si occupa di geografia fisica che si rifà agli studi di Eratostene. Vengono correN gli errori di Tolomeo da Guliame Delise che rimpicciolì il Mediterraneo e sviluppò la geodesia : i metodi la misurazione del terreno e la rappresentazione di esso sulle carte; verranno inventate le curve per rappresentare le alBtudini chiamate curve di livello. Quello che manca in questo periodo, è una geografia che cerca di interpretare il mondo, si eccede spesso nell’illuminismo.
ConBnua nel fra0empo l’opera di esplorazione. Sono importanB i viaggi di Thomas Cook che ci lascia molBssimi scriN, sopra0u0o i suoi diari. Quando descrive gli abitanB di TahiB, rimane impressionato dai segni che hanno sulla pelle e fonda l’idea di tatuaggio.
Nel corso del 1700 la geografia , che aveva fa0o molB passi in avanB, segue eccessivamente le idee dell’illuminismo , siamo difaN lontani dal capire com’è fa0o il mondo e i procedimenB all’interno di esso. Tu0avia dobbiamo a questo Bpo di geografia: l’aspe0o scienBfico e il metodo scienBfico che allontana le idee supersBziose e religiose.
Rifiorisce poi nell’800 , durante il quale gli studiosi me0ono a punto il campo di studio della disciplina e viene fondata la geografia moderna. Il più importante tra gli studiosi è Alexander Humboldt , la cui istruzione fu di stampo illuminisBco; viaggiò in Siberia e in sud America raccogliendo daB su quesB territori e sviluppò una conoscenza “senza secondi fini” sopra0u0o per l’influenza che la poliBca del tempo aveva. Era anche una persona profondamente umana, infaN, quando arrivò nel Venezuela, rimase colpito dalla compravendita di schiavi e ne acquisto una buona parte per poi liberarli. La sua idea principale è quella di cercare analogie tra vari ambienB e determinare quali fenomeni naturali danno inducono risposte. Idea una teoria per poi vedere se tale teoria, partendo da determinaB presupposB, possa essere valida in ambienB simili. Fu il primo a realizzare carte climaBche grazie allo studio del clima, realizza infaN la carta a isoterme : linee che congiungono punB che hanno lo stesso valore, che prendono il nome di:
Carl Ri0er era un geografo da studio e fu il primo ad acquisire una ca0edra di geografia all’università di Berlino nel 1820 e nasce la geografia accademica. Inizia a privilegiare gli influssi dell’ambiente naturale, ge0a ulteriori basi sul determinismo ambientali, parla della fatalità della natura l’uomo si deve adeguare obbligatoriamente alla natura.
ConBnua lo studio teorico della geografia. Haeckel nel 1866 introduce il termine ecologia : scienza che studia i rapporB degli esseri vivenB con il proprio ambiente; la geografia analizza in modo scienBfico ciò che determina le risposte degli uomini. Il terzo grande geografo è Friedrich Ratzel : naturalista darwinista; eccessivamente influenzato da Darwin, afferma che al centro di tu0o si trova la biosfera e anche le evoluzioni storiche e culturali vanno ricondo0e allo studio della biosfera. CerBfica la nascita del determinismo ambientale il quale afferma che: TUTTO è conseguenza delle condizioni ambientali. Inoltre, svolge una serie di ricerche, principalmente sull’uomo e la storia della civilizzazione. La sua opera principale è l’Anthropogeographie , dove tu0o è riconducibile alla natura: una regione è tale se è omogenea dal punto di vista fisico; in quest’opera l’elemento antropico non viene considerato. La più celebre dei scuoi discepoli è Sample : la prima donna a ricoprire la ca0edra di geografia, la quale scrive un’opera fondamentale: l’influenza dell’ambiente geografico sulla base del sistema dell’Anthropogeographie di Ratzel, dove afferma che l’uomo è prodo0o della superficie terrestre. Da queste teorie prende la sua origine il conce0o di razzismo scienBfico, secondo cui la natura da un Bpo di impulso e si deve valutare l’essere umano basandosi sul modo in cui la natura lo ha creato. Da questo si svilupperà il conce0o della superiorità della razza, con indicazioni e carte geografiche sulla distribuzione delle razze.
I francesi non approvavano il Bpo di visione di questo periodo, per questo moBvo, Paul Vidal de la Blache me0e al centro dello studio della geografia la storia e rifiuta i principi determinisBci. Definisce i rapporB tra uomo e ambiente come complessi in modo bidirezionale, sviluppando la teoria del possibilismo : l’uomo ha la capacita di intervenire sulla natura, la natura non pone vincoli ma possibilità dalle quali l’uomo può scegliere. Al centro dello studio non c’è più l’analisi fisica naturale ma quella culturale. Si studiano i gruppi umani non come prodo0o dell’ambiente ma come persone che possono intervenire su di esso; il territorio è omogeneo se c’è l’omogeneità umana. Nasce poi il conce0o di paesaggio : una porzione di superficie terrestre con determinate cara0erisBche dove l’uomo ha sviluppato il suo lavoro per cambiarlo, un insieme di elemenB fisici e umani che manifestano un momentaneo equilibrio. Il possibilismo nota come i paesaggi siano resi unici dai comportamenB e dalla cultura di un gruppo umano.
Questo Bpo di visione è pre0amente descriNva senza innovazioni. In ambiente anglosassone viene riproposta un’idea più praBca e scienBfica. Si passa ad un’idea dove non conta più l’omogeneità dello spazio, ma la coesione; si comincia ad osservare il territorio in termini funzionali e ad analizzare il Bpo di rapporB a cui danno luogo quesB elemenB. Si iniziano a studiare i metodi di funzionamento degli elemenB, con metodologie matemaBche e tecniche. Questa tendenza prende il nome di funzionalismo.
In uno spazio antropico, ciò che è più importante, è la stru0ura della ci0à da cui partono: innovazioni, tendenze poliBche, beni, servizi e dove confluisce la popolazione che deve usufruire di tali servizi. Si tenta di trovare una coesione all’interno di una zona che si focalizza, di conseguenza, in una ci0à. Si studiano le ci0à in base alle loro funzioni: culturale, mas media, direzionale, sindacale, difesa che danno luogo alla forza della ci0à. Si può creare una gerarchia di territorio in base alle varie funzioni, più una funzione diventa specifica più un’area si restringe. A0ualmente ad esempio, per i servizi di alto livello il nord fa riferimento a Milano, il sud a Roma. La geografia diventa una regional science che pianifica e usa metodologie matemaBco staBsBche basandosi su altre discipline scienBfiche. Ma è troppo rigida e pone troppe basi sull’economia senza considerare l’imprevedibilità dell’uomo, infaN:
Questo Bpo di geografia viene successivamente rige0ata da un altro Bpo di geografia che me0e al centro l’uomo e si sviluppa in:
Una delle problemaBche della geografia è la rappresentazione, di cui l’uomo aveva la necessità: per trasme0ere le informazioni e per comprendere, ad un livello successivo, il mondo.
Ogni disciplina ha il suo linguaggio di rappresentazione, la geografia ha la cartografia che costruisce il suo modello di studio che prende il nome di carta geografica. La carta non coincide con la realtà, infaN è una sua semplificazione e per questo: