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appunti di Pedagogia sociale familiare e interculturale corso Scienze dell'educazione Perugia Professoressa Alessia Bartolini
Tipologia: Appunti
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I parte : la pedagogia sociale nelle scienze pedagogiche; gli ambiti di studio della pedagogia sociale; società conoscitiva e città educante. II parte : i flussi migratori nella società complessa; dalla multicultura all’intercultura; cultura e culture. Dalla società multiculturale all’educazione interculturale; l’epistemologia della pedagogia interculturale; unità e molteplicità: un’ermeneutica della pluralità; pluralità e identità: l’integrazione tra multiappartenenza e pluridentità; le vie per fare intercultura. III parte : una pedagogia della famiglia; evoluzione storica del concetto di famiglia; famiglia e titolarità educativa; le dimensioni dell’educazione familiare; il ciclo della vita familiare; la famiglia nel sistema formativo integrato. v EDUCAZIONE (EDUCO) Educazione : s’intende ‘’ condurre fuori l’eccellenza, le potenzialità di un individuo’’; ha una duplice derivazione etimologica:
dell’educatore per favorire la libertà dell’educando. L’autorità è un elemento fondamentale nell’educazione, deriva da ‘’augeo’’ che significa cresciuto, e che quindi ti può accompagnare. [27/09/17] Il tema autorità e libertà è stato un tema centrale di tutta la pedagogia dell’ottocento. Questo perché a seconda di come si gioca questo rapporto, tra educatore ed educando, l’educazione può assumere degli stili diversi; a seconda di come questo principio educativo dell’autorità si sviluppa nell’educazione, avremo stili diversi. v STILI EDUCATIVI Ce ne sono veramente tante come classificazioni, ma vengono assemblate a tre:
Un’altra possibile derivazione latina è quella che deriva dalla parola ‘’proicio’’ ovvero gettare avanti, tendere avanti, protendere. Quindi nell’azione progettuale in ambiti da educatore dovremmo essere in grado di gettare il nostro sguardo verso il cambiamento, verso il futuro. Il progetto deve produrre un cambiamento, ovvero una variazione oggettiva e verificabile dell’esistenza. Tipi di cambiamenti che investono la totalità della persona:
v EDUCARE IL PENSIERO CRITICO L’educazione dovrà fornire gli strumenti che gli permettano di uscire dalle propagande sociali, di uscire ‘’dal così si è sempre fatto’’ ecc. cioè un’educazione che vuole fare emergere la coscienza delle persone, non può che essere un’educazione al pensiero critico. Come questo può avvenire? Che cos’è il pensiero critico? È un atteggiamento di chi si pone di fronte alla realtà, non percependola o tutta bianca o tutta nera, ma essendo in grado di percepire tutte le sfumature di grigio che ci legano dal bianco al nero.
v AGAZZI
La pedagogia sociale è uno di queste, si pone all'interno delle scienze pedagogiche, condivide tutto il discorso epistemologico della pedagogia, ovvero condivide l'impianto scientifico; condivide l'assetto generale ma pone attenzione all'educazione in quanto inserita, inscritta all'interno di specifici contesti socio-politici e culturali. L’educazione inserita in un contesto. La pedagogia sociale ha come oggetto materiale la realtà sociale, mentre l'oggetto formale è il fattore educativo, quindi l'oggetto di studio della pedagogia sociale è il fattore educativo della realtà sociale , studia la realtà sociale intercettandone però solo i fattori che sono riconducibili all'aspetto educativo. Disciplina fortemente impegnata nell'analisi della società cercando di capire le emergenze educative della società, per farsi promotrice di miglioramento e cambiamento sociale. E’ una scienza deontologica : scienza che si occupa del pluri-aricolato rapporto tra educazione e società. 2 sono le direzioni di studio principali:
da un’educazione. Esiste per lui un rapporto biunivoco tra educazione e società, per cui il rinnovamento sociale è legato all'educazione della società, ma è anche vero che l'educazione è socialmente orientata e culturalmente determinata. Si inizia a parlare di pedagogia sociale all’inizio del 900, prima differenziazione dalla pedagogia generale. Un ruolo importante nello sviluppo della pedagogia sociale viene da un sociologo Durkheim che dice che esiste una stretta relazione tra sociologia e pedagogia e dice che la sociologia fonda epistemologicamente la pedagogia perché questa dipende dalla sociologia per questa relazione tra educazione e società, quindi l'educazione è un fatto prevalentemente sociale. La pedagogia sociale è scienza del fatto educativo come fatto sociale per lui. Stratico : professore italiano e ci dice la pedagogia è una scienza sociale il cui compito è quello di chiarire la complessa relazione che intercorre tra forme sociali e fatti educativi. Con il 20° secolo, con il mutare delle condizioni socio politici, con la presenza dei conflitti bellici fanno in modo che questa relazione tra educazione e società si unisce ancora di più, c’è sempre più l'idea di investire sull'educazione per intervenire nella società. Anche per le emergenze sociali della società. La pedagogia assume in questo contesto un ruolo sempre più attivo e propositivo, si stacca progressivamente dalla sociologia. Importantissimo il pensiero di Dewey che dice che l'educazione ha il compito di trasformare la società. Importante anche la pedagogia popolare di Freinet con le scuole nuove: modello importante di pedagogia sociale, la sua pedagogia è rivolta ai lavoratori sfruttati dal capitalismo e assume un carattere cooperativistico. Definirà la scuola come comunità e laboratorio. Parla di realizzare una scuola di vita nella quale formare attitudini sociali e comportamenti pro-sociali e collaborativi. Metodo naturale: ovvero la scuola deve seguire la vita dei ragazzi e deve aiutare alle persone ad inserirsi in maniera corretta nel contesto socio politico, tramite grande cooperazione, laboratori e tanta esperienza concreta. Makarenko: concezione collettivistica in Russia. Concezione pedagogica che vede nella collettività la prima dimensione di crescita e di sviluppo nell’uomo. Importante il ruolo che lui assegna al lavoro e la riflessione relative alla marginalità e alla devianza. Tra i due conflitti c’è uno stop della pedagogia sociale, per riprendere dopo la 2° guerra mondiale con grande attività. In questo momento infatti la società è in qualche maniera alla ricerca di una riconfigurazione degli assetti istituzionali ed a un ripensamento di scenari educativi. Emergono bisogni sociali che vengono trasformati in esigenze educative. Ci sono dei bisogni formativi specifici: alfabetizzazione diffusa per portare a un progresso sociale e fondamentale per una promozione di una partecipazione attiva e consapevole di tutti alla vita sociale. In questo momento c’è un'attenzione educativa che si estende anche agli adulti. Importantissimo in questo contesto è Freire con la pedagogia dell’emancipazione, ovvero educazione è strumento di emancipazione sociale. Ebbe un eco importantissimo. In Italia nel secondo del dopoguerra abbiamo una situazione complessa e impegnata nel processo di ricostruzione dell'identità personale e sociale. C’è il passaggio dalla monarchia alla repubblica del 46, idee che ruotano intorno al progetto costituzionale italiano, ci sono problematiche e questioni rispetto alla formazione del cittadino con le nuove istanze di apertura verso il mondo. Quindi nuovi bisogni educativi: educazione degli adulti anche per andare contro il fascismo e per progresso, nuove esperienze per infanzia e adolescenza (importante l'influsso di Danilo Dolci), in questo contesto la pedagogia sociale assume temi di ampia portata e respiro sociale, non è più concentrata al bambino e alla scuola ma vari fasi di sviluppo e vari contesti sociali. Si dilata il campo educativo e oggetto pedagogico e tutto l'ambito del sociale. In questo contesto degli anni 60 si specifica e si specializza la pedagogia sociale in Italia con Agazzi e la sua idea di pedagogia sociale. Dagli anni 80, 90 si apre il dibattito molto aperto anche attualmente, che discute la relazione della pedagogia sociale con quella generale. [12/10/2017] v LA PEDAGOGIA SOCIALE OGGI Oggi il campo della pedagogia sociale si è dilatato e ha un ambito di studio più vasto perché invade tutte le sfere della società oltre a tutte le fasi della vita dell'uomo. Viviamo in una fase storica molto particolare con molti cambiamenti repentini e transizioni che apre alla possibilità ma anche all'imprevisto e all'imprevedibile. Già in qualche decennio si dice che viviamo in un transitus, questo significa che siamo in un passaggio, un percorso che non sappiamo dove ci porterà. L'idea di transizione da l'idea di incertezza; con incertezza possiamo descrivere la società dove viviamo. Quindi si chiede all'educazione di aiutarci, l'educazione diventa quell’utopia necessaria che può aiutare l'uomo a districarsi e a orientare la società. Dovrebbe far sviluppare il pensiero critico. Un ruolo importante per lo sviluppo della pedagogia sociale ci è dato da Agazzi Aldo : si muove nel contesto di anni 50, 60, caratterizzata da vivacità intellettuale che segue la devastazione della guerra: periodo particolare per la pedagogia sociale che doveva promuovere l'alfabetizzazione di massa, la pedagogia sociale sta particolarmente attenta al rapporta tra scuola e società. Qui si inscrive il pensiero di Aldo Agazzi. Periodo dove si alzano molte voci di protesta nei confronti della scuola di massa, la scuola così com'è non è idonea per lo sviluppo che si vuole. Ci sono 2 modi di intendere l'educazione:
validamente e concretamente. Si sta verificando un’innovazione nella nostra società: si sta progressivamente annullando quella che per secoli è stata la distinzione tra educazione e istruzione. Per secoli il momento istruttivo era ritenuto separato dal momento educativo. Istruzione : mettere dentro era in epoca passata quello che veniva fatto nella scuola e l'educazione fuori dalla scuola. Oggi si ha un cambiamento perché alla società è chiesto di educare i ragazzi includendo nella dinamica educativa il momento istruttivo. Non c’è stata più la distinzione tra scuola ed extra scuola e tra momenti formali e informali. L'ambito privilegiato della pedagogia sociale è la società educante. Nel tempo ridimensionamento del ruolo dato alla scuola, la scuola ormai è una agenzia e non la sola agenzia, né la più decisiva. Se la scuola è una delle tante altre non dobbiamo studiare solo questa ma occorre capire il ruolo educativo delle altre agenzie. Negli anni 70 era stato emanato il rapporto Foure: con due idee reazionarie spazio temporale dell’educazione. Nel 74 anno dei decreti delegati, aprono le porte della scuola alle famiglie, si sanciscono tutti gli organi che partecipano alla scuola : passaggio importante per la scuola. Ai genitori viene permesso di entrare nell'organizzazione scolastica. Apertura dell’educazione all’intera società: è tutta la società ad essere investita del mandato educativo. L’idea di società che ha Agazzi: dice quindi bisogna capire cosa fanno le altre agenzie: vede la società come un sistema, le parti che lo costituiscono hanno una relazione tra di loro. Relazione che caratterizza il sistema. La società è una struttura dinamica che si esprime attraverso diverse forme istituzionali che lui chiama corpi intermedi. Questi ultimi sono gli istituti primari come le famiglie, corpi istituzionali come la scuola, governo, parlamento, magistratura. Ci sono le unioni di iniziativa per rappresentare le associazioni sportive e culturali e i complessi operanti che individuavano nell'arte, nel cinema, nella carta stampata. La società è un sistema così articolato. Proprio perché è un sistema questi singoli corpi devono lavorare interagendo, in collaborazione e in coerenza. Tutti questi enti devono condividere la dimensione teleologica, axiologica e la prospettiva deontologica ma ciascuno deve mantenere la propria specificità. Non significa rendere il sistema tutto informe, c’è una geografia dei confini che va rispettata. La coerenza non riposa e non si basa su una educazione uniforme per tutti, ma sorge dall’accettazione come valore eminentemente umano della dialettica dei diversi intesa come provvida legge del progresso dello spirito. [17/10/2017] v BULLISMO Che cos’è il bullismo? Si inizia a parlare di questo fenomeno a partire dagli anni ’90 quando c’è una percezione di un aumento delle manifestazioni di violenza tra i minori. Iniziano a svilupparsi degli studi per poter dare degli strumenti agli educatori, sia per decodificare gli atteggiamenti che possono preludere a episodi di bullismo, ma anche capire come il fenomeno possa essere prevenuto. Quindi si intensificano gli studi e le ricerche. Definizione di bullismo :
Chi è la vittima?
È una scienza che sta cercando di affermarsi dal punto di vista epistemologico per definirsi scienza. È strettamente legata a due pedagogie:
Globalizzazione: è uno dei più grandi movimenti popolari degli anni 60, capacità di creare ricchezza, con divario grande tra ricchi e poveri. Un gruppo di potenti individui sono più ricchi di tutta la popolazione dell’Africa. Molti marchi vengono fabbricati in paesi poveri dove il costo della lavorazione è pochissimo. Parla dell’impatto sull’Indonesia. Il vecchio imperialismo incontra il nuovo, è un paese ricco di risorse, oro, manodopera ecc. colonizzata dagli olandesi ed è stata saccheggiata dagli occidentali per molti alti. L’Indonesia è stata prosciugata dai paesi ricchi dell’occidente. La globalizzazione viene difesa dicendo che unisce le popolazioni ed evita il divario tra ricchi e poveri, mentre nella realtà fa il contrario, ovvero aumenta il divario. 70 milioni di persone vivono in estrema povertà. Ci sono gli scheletri dell’economia globali. I giovani che lavorano nelle fabbriche dei marchi famosi vengono pagati circa 1 dollaro al giorno. Vivono in ambienti vergognosi. Molti dei bambini sono malnutriti e cadono spesso in malattie. Le fabbriche possono sembrare moderne, ma una volta entrati si vedono le condizioni dei lavoratori. Queste fabbriche sono di terzisti che vendono marchi famosi come Nike, Adidas, GAP ecc. Gli orari del lavoro può variare e può aumentare gradualmente se ci sono delle consegne imminenti. Una donna fa un turno di 36h con due pause; non hanno un’alternativa, se rifiutano potrebbero anche punirli. Quando vengono i controlli il capo del personale prepara i lavoratori a rispondere alle domande, non possono rivelare i segreti aziendali o le condizioni in cui vivono. I codici di condotta sono praticamente inutili in questo paese, perché questo governo sbandiera i bassi costi della manodopera per aumentare le industrie. La gente qui accetta di tutto, qualsiasi tipo di lavoro e salario per via della vita e della disoccupazione che c’è in quel paese. I lavoratori possono cadere vittime dei capi e dei loro sindacati. Una delle cose che possiamo fare per contribuire: chiediamo al negoziante dove viene questo prodotto, come è stato fabbricato, e scriviamo alla fabbrica come sono le condizioni dei lavoratori che lavorano in quella fabbrica. La globalizzazione in Indonesia poggia sull’uccisione di milioni di persone. Fino a pochi anni fa questa atrocità non era nota. Un giorno nel 65 una banda di malviventi è entrato in una scuola picchiando il preside dicendo che fosse comunista. Questo episodio è coperto dal mistero. Quest’uomo si pensa fosse aiutato dai paesi occidentali. Infatti un anno dopo l’Indonesia aumentò di economia. Dopo il colpo di stato Suardo chiese di ritornare nel fondo monetario. La UK e USA appoggiarono il generale Suardo. I britannici sono stati coinvolti in questo olocausto. Gli USA l’hanno visto come una cosa favorevole per l’economia sia occidentale sia in Asia. Per gli occidentali era una corsa all’oro, chiamata poi globalizzazione. Nessuno parlava della morte dei milioni di persone. Ci fu una conferenza, tra gli Indonesiani e gli occidentali, delineando delle linee economiche per gli investimenti in Indonesia da parte di stranieri. Globalizzazioni ha inizio in UK negli anni ’80. L’Indonesia quindi diventa un punto molto fondamentale per loro. La banca mondiale e il fondo monetario sono state create alla fine della seconda guerra mondiale. La banca mondiale afferma che il suo obbiettivo è aiutare i poveri con la globalizzazione mondiale. I capitali possono esse smistati in tutto il mondo. Con il crollo dell’economia e quasi il colpo di stato Suardo è stato costretto a ritirarsi. La banca si presenta come riduzione di povertà, ma invece durante la guerra fredda appoggiava i popoli orientali che appoggiavano gli occidentali. La globalizzazione crea indebitamento, che a sua volta crea la miseria e disoccupazione. Questo non è naturale è stato creato. Le famiglie cercano/devono vivere con meno di 2 dollari al giorno. Questo è grave perché i generi alimentari tendono sempre ad aumentare mentre gli stipendi minimi rimangono sempre stabili, e questo crea problemi perché porterà alla gente a non potersi più permettere da mangiare, le medicine ecc. Ci sono stati molti tagli ai sussidi, quindi i lavoratori devono pagare di più in qualsiasi cosa devono fare, per esempio mandare i figli a scuola. Un tempo riuscivano a fare 3 pasti al giorno ora 2 volte al giorno o mangiare cibo di bassa qualità. La gente è sempre più povera e stanca. Cresce da anni movimenti sempre più contro la globalizzazione; contro lo stra-potere della banca mondiale e del fondo monetario e soprattutto contro i Paesi ultra-ricchi. Prima queste proteste stavano solo nei paesi colpiti, ora anche nei paesi occidentali. [25/10/2017] v EFFETTI NEGATIVI DELLA GLOBALIZZAZIONE È un processo estremamente complesso, nel quale sono interconnessi due aspetti: economici e tecnologici.
Diversi sono gli approcci, c’è chi sostiene che è un processo necessario per lo sviluppo, perché la globalizzazione determina sviluppo; c’è chi invece sostiene che è un processo che di fatto va a ampliare il divario sociale tra ricchi e poveri.