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Appunti di Psicologia Sociale - professoressa Alessandra Frigerio, Appunti di Psicologia Sociale

Un'introduzione alla psicologia sociale, un ramo della psicologia che studia l'interazione tra individui, le norme sociali che influenzano il comportamento personale e come l'individuo si interroga sull'interazione sociale. Vengono presentati i metodi di studio, l'oggetto di studio della psicologia sociale e la presenza oggettiva, immaginata e implicita degli altri. Il documento si articola in sette sezioni che trattano di pensiero sociale, il sé nella storia, atteggiamenti e persuasione, conformismo e cambiamento sociale, persone nei gruppi, pregiudizio e relazioni intergruppo e mobilità sociale.

Tipologia: Appunti

2021/2022

In vendita dal 19/03/2022

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1- Introduzione Alla Psicologia Sociale:che cos'è
la psicologia sociale: psicologia sociale come
punto di interesezione tra diverse scienze: che
cosa studia la psicologia sociale e come lo
studia?...........................................................................................................................................................
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2. Pensiero Sociale:la formazione delle
impressioni sugli altri: categorie e prototipi:
categorie e stereotipi: stereotipi ed
accentuazione: uso delle categorie: acquisizione
e cambio degli schemi: codifica sociale: come
ricordiamo le informazioni: inferenza sociale:
correlazione illusoria: scorciatoie inferenziali:
teorie attribuzionali: tendenze sistematiche
nell'attribuzione: tendeze sistematiche a
vantaggio del sé: idoelogia............................................................................................................................
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3 - Il Sé Nella Storia:come si conosce il sé?: i sé
possibili: identità: autostima:
autopresentazione.........................................................................................................................................
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4 - Atteggiamenti E Persuasione:come si
formano gli atteggiamenti?: come si rilevano gli
atteggiamenti: rapporti fra atteggiamenti e
comportamenti: festinger dissonanza cognitiva:
la scienza della perusasione: hovland e la scuola
di yale: petty e cacioppo modello della
probabilità dell'elaborazione: chaiken modello
euristico sistematico: resistere alla perusasione...........................................................................................
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5 - Conformismo E Cambiamento Sociale:come
nascono le norme, sherif: conformismo:
processi di influenza, come si spiega il
conformismo: acquiescenza: obbedienza
all'autorità: gli effetti della vicinanza alla vittima:
meccanismi che riducono la tensione: otre il
conformismo.................................................................................................................................................
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6 - Persone Nei Gruppi:la presenza degli altri:
interazione nei gruppi, inerzia: socializzazione di
un gruppo: transizioni di ruoli: perchè le
persone entrano nei gruppi: struttura del
gruppo: zimbardo, l'effetto lucifero: reti di
comunicazione: leadership: kurt lewin, stili di
leadership e atmosfera sociale: efficazia del
leader: processi decisionali dei gruppi:
polarizzazione di gruppo: kurt lewin, decisioni di
gruppo e cambiamento sociale......................................................................................................................
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7 - Pregiudizio E Relazioni Intergruppo:dollard,
frustrazione ed aggressività: adorno, la
personalità autoritaria: sherif, teoria del
conflitto realistico integruppo: tajfel, teoria
dell'identità sociale........................................................................................................................................
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9 - Mobilità Sociale:comportamento prosociale:
empatia: norme di aiuto: latanè e darley,
perchè tanti sono indifferenti alle disgrazie
altrui..............................................................................................................................................................
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PSICOLOGIA SOCIALE
1- Introduzione Alla Psicologia Sociale
Intersezione tra psicologia e sociologia, compresenza di tematiche individuali e collettive, influenza del
sociale sul funzionamento cognitivo personale -> norme sociali che influenzano il comportamento
personale perché viene assorbita.
Metodi: sperimentali, in laboratorio -> interviste -> raccolte dati etc. -> teorie.
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1- Introduzione Alla Psicologia Sociale:che cos'è la psicologia sociale: psicologia sociale come punto di interesezione tra diverse scienze: che cosa studia la psicologia sociale e come lo studia?........................................................................................................................................................... ................................................................................................................................................................

  1. Pensiero Sociale:la formazione delle impressioni sugli altri: categorie e prototipi: categorie e stereotipi: stereotipi ed accentuazione: uso delle categorie: acquisizione e cambio degli schemi: codifica sociale: come ricordiamo le informazioni: inferenza sociale: correlazione illusoria: scorciatoie inferenziali: teorie attribuzionali: tendenze sistematiche nell'attribuzione: tendeze sistematiche a vantaggio del sé: idoelogia............................................................................................................................ ................................................................................................................................................................ 3 - Il Sé Nella Storia:come si conosce il sé?: i sé possibili: identità: autostima: autopresentazione......................................................................................................................................... .............................................................................................................................................................. 4 - Atteggiamenti E Persuasione:come si formano gli atteggiamenti?: come si rilevano gli atteggiamenti: rapporti fra atteggiamenti e comportamenti: festinger dissonanza cognitiva: la scienza della perusasione: hovland e la scuola di yale: petty e cacioppo modello della probabilità dell'elaborazione: chaiken modello euristico sistematico: resistere alla perusasione........................................................................................... .............................................................................................................................................................. 5 - Conformismo E Cambiamento Sociale:come nascono le norme, sherif: conformismo: processi di influenza, come si spiega il conformismo: acquiescenza: obbedienza all'autorità: gli effetti della vicinanza alla vittima: meccanismi che riducono la tensione: otre il conformismo.................................................................................. .................................................................................................. 6 - Persone Nei Gruppi:la presenza degli altri: interazione nei gruppi, inerzia: socializzazione di un gruppo: transizioni di ruoli: perchè le persone entrano nei gruppi: struttura del gruppo: zimbardo, l'effetto lucifero: reti di comunicazione: leadership: kurt lewin, stili di leadership e atmosfera sociale: efficazia del leader: processi decisionali dei gruppi: polarizzazione di gruppo: kurt lewin, decisioni di gruppo e cambiamento sociale...................................................... .................................................................................................. 7 - Pregiudizio E Relazioni Intergruppo:dollard, frustrazione ed aggressività: adorno, la personalità autoritaria: sherif, teoria del conflitto realistico integruppo: tajfel, teoria dell'identità sociale......................................................................... .................................................................................................. 9 - Mobilità Sociale:comportamento prosociale: empatia: norme di aiuto: latanè e darley, perchè tanti sono indifferenti alle disgrazie altrui............................................................................................... .................................................................................................. PSICOLOGIA SOCIALE 1- Introduzione Alla Psicologia Sociale Intersezione tra psicologia e sociologia, compresenza di tematiche individuali e collettive, influenza del sociale sul funzionamento cognitivo personale -> norme sociali che influenzano il comportamento personale perché viene assorbita. Metodi: sperimentali, in laboratorio -> interviste -> raccolte dati etc. -> teorie.

Che Cos’è La Psicologia Sociale L’individuo e la società interagiscono tra di loro ma non possono essere pensate come identità separate e separabili (idea comune che la psicologia sociale mette in discussione), sono talmente intrecciate da non poter stabilire un confine chiaro. Interazione -> presuppone due identità separate che interagiscono -> ramo della psicologia che studia l’interazione tra individui (manifestazioni, cause, conseguenze, processi psico-sociali etc.). L’individuo ha risorse e strumenti che fanno si che si interroghi sull’interazione sociale (come comunicare, prima impressione, attribuzioni causali sull’andamento delle nostre azioni) -> fattori che ostacolano questo ragionamento (stereotipi, schemi mentali, processo delle informazioni moto limitata, bias, errori cognitivi, processi di cui non siamo consapevoli che ci portano a fare dei ragionamenti fallaci, la mente si appoggia a strutture cognitive che ci permette di fare economia sui processi cognitivi). Definizione di Allport: indagine scientifica di come pensieri, sentimenti e comportamenti degli individui siano influenzati dalla presenza oggettiva, immaginata o implicita degli altri, basata su dati empirici (dati osservabili, quantificabili o dati non misurabili ma qualitativi), sviluppa teorie per spiegare il comportamento umano e le verifiche empiricamente attraverso esperimenti e osservazioni. Oggetto di studio della psicologia sociale: pensieri e sentimenti deducibili solo dal comportamento, la narrazione di ciò che si prova come vera e propria azione, costruire la narrazione, costruire uno storytelling -> linguaggio non solo come rappresentazione, visione performativa del linguaggio che costruisce l’oggetto su cui si focalizza (metodo: analisi del discorso), potere del contesto, mantenendo una coerenza, a seconda del contesto in cui si trova l’individuo cambia comportamento, cambia anche l’idea che l’individuo ha di se stesso Presenza oggettiva: presenza o assenza fisica di altre persone in un dato contesto (es. contesto del concerto, percezione di condivisione con altri). Presenza immaginata: ciò che distingue l’uomo dalle altre specie animali, capacità preventiva di immaginare l’avvenimento o il non avvenimento o la modalità di avvenimento di una data situazione, profezia che si auto avvera (le aspettative che un individuo nutre per una situazione confluiscono nel modo di comportarsi dell’individuo in quella data situazione), oltre la contingenza, rielaborazione del passato e anticipazione del futuro Presenza implicita: dimensione simbolica -> altro simbolico: gli altri ci sono sempre; altro sociale: sempre presente nella forma di significati, idee, concetti sedimentati nel linguaggio, schiavi e padroni del linguaggio. Contesto culturale e linguistico già presente dalla nascita a cui ci adeguiamo e possiamo attingere a un patrimonio preesistente, il linguaggio cambia in base all’uso che l’individuo ne fa -> linguaggio ciò che consente di strutturare un pensiero, tramite il linguaggio si apprendono anche le norme sociali che diventano anche parte dell’individuo, una lingua corrisponde ad una certa forma mentis, cambia la percezione delle cose, come si ricordano le cose, come si vivono i rapporti tra gruppi sociali diversi ecc.

La sociologia studia i fatti sociali (legati a problematiche reali, concreti, non sono problemi astratti ma ogni individuo li vive quotidianamente) -> come li studia? tematiche studiate anche da altre discipline ma con un altro metodo. La psicologia sociale è una scienza -> metodo di studio della natura (raccolta di dati per rispondere a domande o verificare le ipotesi), applicato a fenomeni culturali. Alcuni studi partono da domande (carattere esplorativo) altri partono da ipotesi che devono verificare. 2 paradigmi deduttivi:  Top down -> teoria di riferimento che permette di generare ipotesi su un fenomeno che bisogna verificare;  Bottom up, induttivo -> senso esplorativo per cercare risposte alle domande su un fenomeno, osservazione -> dati -> risposte agli interrogativi. Teoria -> insieme di concetti e principi correlati che spiegano un fenomeno, non può essere vera solo perché logica o apparentemente sensata, deve essere verificata la sua corrispondenza con fatti pubblicamente verificabili. Ipotesi -> previsioni verificabili empiricamente sui rapporti di causa ed effetto, derivano da teorie preesistenti, non si può procedere solo con un approccio di tipo solo deduttivo: si scopre ciò che già si sa, si trova solo una conferma. Caratteristiche metodo scientifico -> qualcun altro deve confermare i dati, per verificare la validità delle ipotesi e dare vita alle teorie -> pluralismo metodologico, si possono usare diversi metodi, la ripetizione da parte di gruppi di ricercatori diversi aiuta a evitare la tendenza sistematica alla conferma -> passaggi fondamentali: intuizioni (conoscenze personali, osservazioni etc.), sviluppo di un comportamento sociale, previsioni (ipotesi), ricerca empirica che conferma le ipotesi (conferma o modifica o rifiuto) -> metodi possono essere sperimentali o non sperimentali. Metodo sperimentale -> testa le ipotesi, mette alla prova le ipotesi tramite un esperimento, un fenomeno composto in un numero di variabili dipendenti (variano al variare delle variabili indipendenti) o indipendenti, manipolazione di una o più variabili indipendenti (aspetti del fenomeno che possono cambiare naturalmente o manipolate dal ricercatore a fini scientifici) e le reazioni delle variabili dipendenti Critiche:  Gli effetti sulla variabile dipendenti avvengono a causa di qualcosa di diverso rispetto alla variabile indipendente individuata come causa, non si riesce a capire la causa;  Caratteristiche della richiesta, domande che sembrano richiedere una certa risposta -> spesso avviene implicitamente, cercano di individuare le ipotesi del ricercatore per dare conferma alle ipotesi, dipende dal modo in cui la richiesta viene posta -> effetto pavimento: la richiesta è talmente alta che la maggior parte delle risposte sarà negativa; effetto soffitto: la richiesta richiede pochissimo sforzo e impegno la risposta sarà positiva Vantaggi:

 Poter controllare la situazione per diminuire il più possibile le manipolazioni delle variabili, si creano, però, spesso situazioni artificiali, spesso non possono accadere all’esterno. Quanto sono applicabili alla quotidianità esterna al laboratorio i risultati? È difficile mantenere un certo livello di realismo mondano (somiglianza tra il lungo in cui l’esperimento ha luogo e le circostanze che si incontrano nella vita di tutti i giorni);  Al di fuori del laboratorio c’è un convergere di più variabili, molto spesso è difficile trovare soggetti sperimentale. Metodo correlazionale -> adottato quando non è possibile manipolare le variabili e assegnare i soggetti in maniera casuale al gruppo sperimentale o al gruppo di controllo (annulla o depotenzia l’incidenza delle variabili soggettive), spiega come le variabili covariano ma non ci consente di dire qual è la causa e l’effetto (ciò che si trova con la variabile indipendente e dipendente), non si può dire quali delle due varianti è la causa e quale è l’effetto, si può sapere solo che al variare dell’una varia l’altra, non si può neanche dire se esiste una terza variabile che potrebbe causare entrambe le variazioni -> conclusioni che si possono trovare sono i tipi di rapporti tra i fenomeni, la loro variazione. Ricerca d’archivio -> metodo sperimentale basato sulla collezione di dati raccolti da altri (letteratura per esempio), dati preesistenti per indagare i fenomeni, può essere inattendibile perché il ricercatore non può avere controllo sui dati preesistenti. Studio di caso -> metodo non sperimentale, analisi approfondita di un singolo individuo, gruppo o evento (per esempio sulle sette religiose), interviste, focus group (discussioni di gruppi di 6/8 persone che devono discutere un certo tema tra di loro), questionari. Problematicità:  Paura del giudizio da parte dei partecipanti -> desiderabilità sociale: ricercatore giudicato perché è visto come estraneo, che sta con loro solo per studiarli e questo porta a dire ciò che reputano desiderabile dal punto di vista sociale, per essere in buona luce e non il contrario.  I risultati possono essere generalizzabili? si parla di trasferibilità, si riconosce l’impossibilità di generalizzare ma si considera fattibili il trasferimento di questi risultati a gruppi che hanno un profilo contestuale simile a quello studiato, non sono conclusioni universali.  Carattere nomotetico, non si può universalizzare. Analisi del discorso (metodo usato per analizzare un testo o il linguaggio spontaneo): come qualcosa viene detto e non cosa si dice, aspetti teorici e pragmatici, il come ha un impatto (persuasivo per esempio) Ricerca basata sull’inchiesta -> ampio campione di persone che rispondono a questionari o interviste (interazione con un intervistatore, tematiche fondamentali di cui discutere e facilità attraverso domande), strumenti molto usati ma vanno studiati molto attentamente prima di essere somministrati, la domanda da forma alla risposta che dipendono in buona parte da come viene posta la domanda, le domande non devono avere un carattere orientativo (es. suggerire una valenza positiva o negativa).

e di tipo scientifico -> teorie attribuzionali: supposizione relative a rapporti causa-effetto adottate in modo aprioristica -> presuppone una razionalità di fondo, non è un processo razionale.  Economizzatore cognitivo: le persone utilizzano le cognizioni meno complesse e faticose in grado di produrre comportamenti generalmente adattivi, scorciatoie cognitive: meccanismo che fanno arrivare a una conclusione rapida ma spesso fallace. Attività mentale è organizzata per fare economia mentale, arrivare subito alla conclusione anche se sbagliata (es. probabilità che un evento capiti in base a quanto un evento è capitato).  Tattico motivato: le persone dispongono di molteplici strategie cognitive che selezionano in funzione degli obiettivi, motivi e necessità personali. Individuo come stratega, strategia che ha a disposizione in base alle sue necessità, ai suoi bisogni, progettualità, andare verso degli scopi, tattiche cognitive per raggiungere un obiettivo.  Infusione dell’affetto: modello più recente. I giudizi sociali riflettono l’umore del momento, componente legata alle emozioni e all’emotività, influenza reciproca tra cognizione ed emozioni, giudizio di alcuni comportamenti o situazioni o eventi può riflettere l’emozione che più ci riflette in quel momento La Formazione Delle Impressioni Sugli Altri Processo con il quale si schematizzano le informazioni relative a un individuo in una struttura coerente di conoscenze, costruzioni da pochi elementi -> coerente non significa accurato e corretto, non è per forza corrispondente alla realtà. Teoria di Asch: modello configurazionale Le persone sono concepite come unità psicologiche e le diverse informazioni sono ricondotte ad un unico nucleo interpretativo unificante chiamato Gestalt (termine tedesco per configurazione), non è una somma di elementi ma è una configurazione di come gli elementi si articolano e si rapportano tra di loro -> persone come unità, non frammentate -> alcuni attributi da considerare centrali (collegati a un alto numero di tratti e hanno più influenza sull’idea finale sull’altra persona) e altri periferici (influenza meno significativa) correlazioni tra attributi automatici, automatismo mentale e cognitivo. Studio di Asch in cui fornisce una lista di aggettivi attribuibili a un possibile individuo per sapere quanto siano correlati ad altri tratti. Altre teorie a partire da Asch:  Teoria di Kelly: teoria dei costrutti personali. Le persone hanno una serie di convinzioni idiosincratiche (ciascuno ha le sue preferenze personali) con cui si rappresentano agli altri, cioè i costrutti personali, individualizza la questione (Asch cerca di generalizzare).  Teoria di Schneider: teorie implicite della personalità. Modi personali e idiosincratici con cui si rappresentano gli altri e si spiegano il loro comportamento, più teorie implicite (principi generali

su quali caratteristiche si combinano insieme a forme tipo di personalità) della personalità integrate, teorie implicite socialmente diffuse (presupposti per gli stereotipi). Le impressioni che si hanno su qualcuno sono influenzate dall’ordine in cui si ricevono informazioni al suo riguardo (es. nei discorsi la parte più importante è l’inizio e la fine, come se tutto ciò detto nel mezzo perdesse di importanza per lo strapotere dell’inizio e delle fine). Effetto primacy -> le informazioni comunicate per prime hanno un’influenza sproporzionata sulla cognizione sociale. Effetto recency -> le informazioni comunicate per ultime hanno un’influenza sproporzionata sulla cognizione sociale -> impatto in presenza di scarse capacità cognitive, scarsa motivazione, disattenzione, lunga lista di informazioni. Esperimento di Asch per l’effetto primacy e recency -> due liste identiche con aggettivi in ordine diverso, l’ordine influisce sull’impressione. Esperimento di Luchins -> descrizione di un individuo con aggettivi per metà estroversi (CE) per metà introversi (CI), le due caratteristiche vengono invertite (CE-CI e CI-CE). Con quale probabilità l’individuo è gioviale? CE-CI 78%, CI-CE18% -> effetto primacy. Esperimento Jones et al. -> effetto primacy sulle competenze percepite. Filmato con persona che risolve una prova con 30 quesiti matematici -> gruppo 1 = 15 corrette nelle prime 20 (intelligenza sovrastimata); gruppo 2 = 15 corrette nelle ultime 20 (intelligenza sottostimata). Schemi e Categorie Schemi e categorie tendono a restituire una forma più comprensibile di qualcosa, rende in maniera apparente un insieme di informazioni complesse più chiare. Schema, pattern -> struttura cognitiva, insieme circoscritto e coerente di cognizioni interconnesse che permette di comprendere più rapidamente una persona, una situazione, un evento o un luogo sulla base di informazioni limitate -> comprensione maggiore e più rapida -> alla base del processo cognitivo. Influenza su : - codificazione di informazioni nuove, idee pregresse che influenzano l’interpretazione di informazioni nuove; ricordo di informazioni già acquisite, più facili da ricordare quelle più coerenti con gli schemi cognitivi che si usano; inferenze relative ai dati mancanti, si genera un’impressione generale sulla base di una conoscenza già acquisita. Aiutano ad adattarsi alle situazioni reale senza aver bisogno di dover processare nuovi dati ogni volta. Tipologia di schema:

  1. Schemi di persona: schemi idiosincratici che si formano riguardo una persona specifica. Contengono informazioni per descrivere le persone: tratti di personalità o altre caratteristiche distinte (lavoro, passione, hobby). Inducono aspettative che influiscono sul ricordo delle azioni di una persona, ciò che è incoerente/difficilmente integrabile nello schema, si tende ad eliminarlo.
  2. Ricerca di Zandy e Gerard -> descrizione di uno studente che deve decidere il proprio curriculum universitario (indica: esami conseguiti, interessi e hobby, oggetti e libri, vago quadro psicologico), si dice che lo studente si è iscritto a psicologia o chimica o conservatorio di musica.

persone, organizzare il mondo sociale, funzione unitaria che permettono di muoversi all’interno della realtà sociale e assumere una certa posizione soggettiva e formarsi una propria identità). Gli stereotipi difficilmente cambiano, soddisfano delle necessità umane legate alla definizione di noi stessi e degli altri, non cambiano per iniziativa personale ma per cambiamenti socioculturali che hanno un impatto sull’utilità e l’accessibilità di quello stereotipo, diventano inadeguati a descrivere un nuovo fenomeno sociale. Stereotipi presenti fin dalla nascita, radicati nella cultura. Veicolati dai canali di comunicazione socioculturali usuali. Stereotipi e Accentuazione Principio di accentuazione -> caratterizzazione accentua la percezione delle somiglianze e delle differenze delle categorie su aspetti che le persone credono correlati alla caratterizzazione stessa -> outgroup sembrano più omogenei di quanto non siano, omogeneità percepita -> non succede per i propri gruppi di appartenenza. Esperimento di Tajfel e Wilkes -> I partecipanti vedono una serie di 8 linee, la lunghezza tra le linee varia in maniera costante, devono stimare la lunghezza delle linee. Tre condizioni sperimentali: gruppo 1 - classificazione: quattro più lunghe sono associate alla lettera A, quattro più corte sono associate alla lettera B; gruppo 2 - casualità: lettere A e B sono associate in maniera casuale alle linee; gruppo 3 - controllo: nessuna lettera. Solo i soggetti nella condizione sperimentale di classificazione sottostimano le differenze tra linee appartenenti alla medesima categoria (assimilazione), accentuano le differenze tra le due classi di stimoli A e B (contrasto). In particolare, viene sovrastimata la differenza che esiste tra gli stimoli di confine: la più lunga tra le quattro più corte e la più corta delle quattro più lunghe (si tende a percepire di più le differenze di categorie diverse). Funzione degli stereotipi:  Cognitiva: riguarda il processo di semplificazione dell’ambiente sociale attraverso la categorizzazione sociale.  Di difesa: aiutano a difendere e legittimare i sistemi di valore degli individui, controfigura cognitiva delle ideologie sociali.  Sociale: rafforzano o creano le ideologie per spiegare le azioni collettive verso altri gruppi, sistema di esclusione sociale -> rappresentazione sociale.  Di differenziazione: differenziare positivamente il proprio gruppo di appartenenza. Stereotipi sociali come rappresentazioni sociali: “parti fondamentali dell’ambiente, che influiscono sugli aspetti collettivi del comportamento sociale di masse di individui”. Uso Delle Categorie Persone tendono ad usare categorie di base, di ampiezza, media cambia il livello di dettagli, hanno una priorità cognitiva, sono più utili ai fini di una classificazione -> considerare un individuo simile agli altri ma diverso, spinta all’inclusione in una categoria, individui assimilabili agli altri, spinta alla distinzione tra

categorie -> teoria della distinzione ottimale -> bilanciamento tra differenziazione tra categorie e omogenizzazione intragruppo. Acquisizione E Cambio Degli Schemi Acquisiamo e modifichiamo gli schemi attraverso gli incontri, diretti o tramite media diversi, con istanze che si inseriscono nella categoria. Cambio degli schemi (Rothbart)

  1. Per registrazione: progressivo accumulo di prove, cambio progressivo per l’inserimento di nuove informazioni;
  2. Per conversione: accumulo di informazioni di tipo discordanti, cambio repentino;
  3. Per formazione di sottotipi: per rimediare all’esistenza di prove discordanti, formazione di nuova categoria, cambio più frequente, si mantiene lo schema introducendo delle distinzioni. Codifica Sociale Come si percepiscono e si ricordano gli altri -> processo di rappresentazione degli stimoli esterni nelle proprie menti. Analisi preattentiva -> scansione inconscia dell’ambiente, ricognizione dell’ambiente che circonda. Attenzione focalizzata -> influenza tutto il processo, identificazione e categorizzazione consapevole degli stimoli identificati. Comprensione -> collegare gli stimoli su cui ci si è focalizzati e attribuzione di significato a questi stimoli. Elaborazione inferenziale -> ipotesi che si fanno a cui si può dare maggiore o minore credito tramite collegamenti con altre conoscenze di cui si è già in possesso. Salienza -> distingue gli stimoli e permette di attirare l’attenzione, dipende sempre dal contesto. Accessibilità delle categorie e degli schemi -> teoria di Higgins : alcune categorie e schemi sono più accessibili, spesso vengono in mente, si attivano più frequentemente, dipende da elementi di contesto, elementi culturali Priming -> attivazione nella memoria di categorie e schemi accessibili che influenzano il modo in cui si elaborano nuove informazioni. Come Ricordiamo Informazioni? Rete di associazione -> modello di memoria in cui nodi o idee sono collegati da legami associativi lungo i quali si può propagare l’attivazione cognitiva. Ricordiamo meglio: informazioni coerenti con gli schemi di riferimento; chi fa parte dell’ingroup; quando non ci sono fattori emotivi in gioco; tratti astratti. Due livelli di memoria:

passioni etc.), si ritiene molto più probabile che gli altri mettano in atto certi comportamenti che l'individuo spesso fa perché anche le persone di cui l'individuo si circonda (facendo parte delle bolle sociali e quindi sono simili) spesso compiono le sue stesse azioni, riferimento a se’, ci si ricorda meglio le cose che capitano all’individuo (si sovrastima il contributo dell'attività di un gruppo). Ancoraggio e accomodamento -> in una situazione incerta ci si basa sulle informazioni iniziali (simile all’effetto primacy). Ancoraggio : ci si aggrappa informazioni che già si hanno, si utilizzano le informazioni di ancoraggio e si usano come punto di riferimento per creare giudizi, valore particolare (credenze, comportamenti, caratteristiche riconoscibili etc.) -> ancoraggio stabile : informazioni su come tutto il ragionamento inferenziale si andrà a fare, si recupera dalla memoria solo le informazioni che sono coerenti. Teorie Attribuzionali Come si attribuisce la causalità -> teoria di Heider: persone come psicologi ingenui. Tutti gli individui fanno uso di teorie informali (non dimostrate) per spiegare un evento, teorie di senso comune (per questo sono molto condivise). Cause divise in due classi: - fattori individuali -> esempi di attribuzione interna (o disposizionale); - fattori ambientali -> esempi di attribuzione esterna (o situazionale). Attribuzione interna (o disposizionale): processo di assegnazione delle cause del comportamento, nostro o altrui, a fattori interni o disposizionali. Attribuzione esterna (o situazionale): assegnazione delle cause del comportamento, nostro o altrui, a fattori esterni o ambientali. Teoria di Kelly: persone come comuni scienziati. Le persone si interrogano: comportamento di un individuo è causato dalla disposizione interna a comportarsi in quel modo (personalità) o da fattori esterni (situazionali) -> risposta trovata con il modello della covariazione: modello di ragionamento quasi scientifico, causa del comportamento = fattore che covaria più sistematicamente con il comportamento: presente quando l’effetto è presente e assente quando l’effetto è assente, si cerca una costante, una regolarità, permette di ipotizzare la possibilità di prevedere dei comportamenti nel futuro. La ripetizione delle osservazioni consente di stabilire se e con che regolarità le informazioni covariano tra loro. Dipende da:  Distintività: quanto quel comportamento è distintivo, particolare, solito.  Coerenza nel tempo e nella modalità: se la situazione accade regolarmente o se è particolare.  Consenso: quanto la propria valutazione sia condivisa con altri, più è alto il consenso più è alta la contribuzione interna. Weiner -> teoria della teorizzazione : amplia la teoria di Kelley e aggiunge altri due fattori. Luogo = locus of control: la causa e intrinseca (interna) o estrinseca (esterna) all’individuo.

Stabilità: la causa è stabile nelle diverse situazioni? (coerenza). Maggiore stabilità = aspettative più positive per il futuro. Controllabilità: la causa è controllabile o no dall’individuo? Solo quelle interne possono essere considerate controllabili. Modalità di attribuzione causale basata sull'intreccio tra controllabilità e stabilità -> influenza specifica sulle emozioni, si sviluppano delle aspettative. Teoria dell'autopercezione -> come si fanno attribuzione relative a sé stessi attribuendo cause e senso al nostro comportamento e aumentando la conoscenza su di noi (ragionamento induttivo), inferiamo i nostri tratti a partire dai nostri comportamenti -> attivazione corporea, fisiologica; si associa un’emozione, cognizione, idee che ci facciamo sullo stato emotivo, si usano le cognizioni per spiegare l’attivazione corporea associando un'emozione. Esperimento di Schachter: inietta dell'adrenalina nei suoi partecipanti e manipola il contesto: in alcuni casi lo sperimentatore era allegro, in altri arrabbiato -> indaga come l‘attivazione corporea è stata interpretata -> interpretazione a posteriori. Tendenze Sistematiche Nell’attribuzione Scopo attribuzione : compiere inferenze corrispondenti, capire se il comportamento di una persona riflette disposizioni interne/qualità stabili. Inferenza corrispondente o disposizionale -> processo di attribuzione del comportamento a disposizioni di fondo: osservando le azioni di un soggetto e gli effetti prodotti, l’osservatore deduce che una certa azione è causata da specifici tratti di personalità (disposizioni) di colui che agisce. Fattori che influiscono sull’inferenza disposizionale : - analisi degli effetti non comuni; desiderabilità sociale; libera scelta; aspettative comportamentali legate ai ruoli. Per l’inferenza corrispondente, l’azione socialmente indesiderabile è lo strumento diagnostico di base più affidabile, perché frutto dell’infrazione di una norma sociale. Errore fondamentale di attribuzione -> tendenza sistematica che porta a sottostimare l’impatto dei fattori situazionali e a sovrastimare il ruolo dei fattori disposizionali quali determinanti del comportamento altrui -> meno marcato nelle culture collettiviste (Cina). Perché l’errore fondamentale di attribuzione?  Heider: attore viene percepito come saliente; il contesto non viene preso in considerazione.  Gilbert: due fasi dell’errore attribuzionale -> inizialmente attribuzione disposizionale automatica; se il contrasto tra evidenza e attribuzione è troppo grande, si integra considerando influenze situazionali. Haslam -> essenzialismo: tendenza a credere che il comportamento rifletta caratteristiche di fondo e immutabili, spesso innate, delle persone o dei gruppi a cui appartengono -> stereotipi negativi riguardo gli outgroup.

3 - Il Sé Nella Storia Sé e identità sono costrutti che condizionano l’interazione sociale e la percezione, e che a loro volta subiscono l’influenza della società. Costrutti -> concetti astratti o teorici oppure variabili che non sono osservabili, usati per spiegare o chiarire un fenomeno. L’idea di avere un sé è relativamente nuova. Fino al Sedicesimo secolo non fu presa in considerazione. Alcuni eventi e cambiamenti sociali, politici e culturali portarono a valutare il sé e l’identità. Tra i cambiamenti principali:  Secolarizzazione (laicizzazione);  Industrializzazione (individuo come unità di produzione mobile);  Illuminismo (valorizzazione dell’intelletto);  Psicoanalisi («l’io non è padrone in casa propria») William James: Io e Me Due componenti del sé:  Io -> soggetto consapevole, in grado di conoscere, prendere iniziative e riflettere su di Sé autoriflessività, metapensiero (osservante);  Me -> quanto del sé è conosciuto dall’Io (osservabile). Me corporeo (immagine del corpo, come ci si vede dal punto di vista delle fattezze fisiche); me sociale (tipo di persona che ritengo di essere dal punto di vista degli altri); me spirituale (me valoriale, ideali, valori, assetto etico e morale, progettualità) -> metacognizione. Distinzione tra io e me -> processo della metacognizione, possibilità e capacità di riflettere su se stessi, di pensarsi e conoscersi (capacità solo umana). Cooley: looking glass self Looking glass self (se’ rispecchiato/riflesso), la conoscenza del se’ si realizza osservando il modo in cui ci considerano gli altri (percezione dell’individuo) -> ci vediamo come immaginano che gli altri ci vedano -> centralità dello sguardo sociale (soprattutto nelle situazioni pubbliche. Mead: interazionismo simbolico (etnometodologia) Interazionismo simbolico -> etnometodologia, corrente della fine dell’800 e inizio '900. Mondo sociale come prodotto di un gioco reciproco di gesti, simboli e sistemi significativi racchiusi in un contesto sociale significativo. Il sé si crea tramite uno scambio simbolico continuo -> non sono una concatenazione di azioni, le azioni sono sempre interdipendenti e si costruiscono vicendevolmente e non si può fare un confine netto tra ciò che è l'azione e ciò che è la reazione -> quando un neonato viene al mondo non ha un sé, ha una disposizione temperamentale e si crea solo attraverso l’interazione con gli altri. Io sono l'altro e l’altro è me: mutua costituzione tra l’individuo e la realtà sociale. Io sono l’altro -> si costruisce un senso per/con qualcuno, comprensione di sé nel tentativo costante di costruire un significato, un senso per e con qualcuno, se il qualcuno non c’è il processo perde di senso.

L’altro è me -> si assume che la soggettività dell’altro sia simile alla propria, bisogna presupporre che ci sia un terreno comune. Mead: il sé non esiste alla nascita Sé come esito sempre dinamico, mai definito in un processo di costruzione, sé socialmente elaborato da simboli condivisi da una comunità. Matrice sociale del sé: - osservazione dei comportamenti altrui nei propri confronti consente di capire che “oggetto” si è per l’Altro, l’Altro esiste già da prima della propria nascita, nasce un sé solo se c’è un qualcuno che suppone che ci sia un sé; - assunzione dei ruoli e della prospettiva altrui, riflette la società in cui si vive, l'organizzazione dei ruoli sociali, realtà sociale si conosce e si presenta tramite ruoli che si possono assumere. Si realizza attraverso due stadi successivi :  Gioco semplice (play, fare finta): bambino assume ruoli di persone presenti nel suo ambiente sociale e si osserva in quel ruolo, imitazione, si conoscono quali standard e quali comportamenti sono adatti a quel ruolo.  Gioco organizzato (game): i ruoli sono sempre tra loro interdipendenti, i bambini imparano a coordinarsi tra i diversi ruoli e tra di loro -> idea sempre più complessa e più precisa dei ruoli in una determinata situazione, aumenta l’aspettativa di cosa ci si aspetta da altri un una data situazione. Processo di interiorizzazione degli atteggiamenti generali della comunità che permette la costituzione dell’Altro generalizzato/simbolico -> conoscenza condivisa sul mondo (ruoli), processo di soggettivazione; l’individuo riconosce la sua esperienza come privata (individuazione). Ruolo del linguaggio: l’acquisizione di un sistema di gesti simbolici e poi del linguaggio permette: di differenziare il Sé dagli altri oggetti del proprio mondo; di indicare gli oggetti, tra cui il Sé, con un nome: io, me, il mio (nominazione). La capacità di usare intenzionalmente i simboli indica l’acquisizione della Mente. Come Si Conosce Il Sé? Attraverso schemi: schemi del sé -> strutture affettivo-cognitive capaci di organizzare l’elaborazione di informazioni riguardanti il sé -> organizzano i propri attributi, ruoli, le aspettative future, funzionali a mantenere un certo senso di identità -> dimensione su cui una persona si descrive, possono essere sia positivi, che negativi. Cerchiamo di usare i nostri schemi di sé in modo strategico: avere una molteplicità di schemi di sé protegge da alcune avversità della vita; gli schemi di sé suddivisi in modo rigido presentano svantaggi. Teoria dell’autopercezione Interazione sociale come condizione necessaria per la costruzione del sé. Attribuzioni a disposizioni interne relative al nostro comportamento, cioè inferenze a proposito di noi stessi in base a ciò che si fa, si conosce a posteriori, tramite il proprio comportamento.

2 fase : compito per misurare la perseveranza nella soluzione di un problema -> risultato : perseverano maggiormente quelli nella condizione “successo”. Perché? Hanno un sé possibile premiato da successo. Higgins Tre aspetti della rappresentazione di sé: sé reale (come realmente siamo, come ci si percepisce); sé ideale (come si vorrebbe essere); sé normativo (come si pensa si dovrebbe essere dal punto di vista degli altri). Sé ideale e normativo come guide che orientano. Discrepanza tra sé reale e sé ideale -> effetto depressivo; discrepanza tra sé reale e sé normativo -> provoca ansia. Teoria basata sull’autoregolazione -> come si risolvono le discrepanze tra i sé? -> strategie di regolazione del sé attraverso due sistemi di azione: sistema di prevenzione: motivati ad adempiere a doveri e obblighi, cioè alle norme cercano di evitare il fallimento (strategie di allontanamento), ci si allontana da luoghi e situazioni che potrebbero aumentare o creare una discrepanza tra il sé reale e il sé normativo, evitare eventi negativi per evitare il fallimento; sistema di promozione: orientato dalle discrepanze del sé reale e sé ideale, porta a concretizzare speranze e aspirazioni (strategie di avvicinamento). Identità Unità delle varie componenti del Sé in un insieme strutturato permanente, corrisponde all'organizzazione delle varie componenti del sé che dipendono dalle proprie inserzioni sociali e relazionali, senso di coerenza dovuto alla struttura organizzativa costante per cui ci si pensa sempre come se stessi -> continuità temporale. Tajfel e Turner Esistono due classi di identità : identità sociale -> deriva dall’appartenenza a gruppi sociali, si tende ad interiorizzare le caratteristiche assegnate al gruppo; identità personale ->parte del concetto di sé definito in base ad attributi personali peculiari o a peculiari relazioni interpersonali. Baumeister: strategie per ottenere un senso coerente del sé Esigenza fondamentale per l’essere umano, avere qualcosa che si mantiene nonostante tutti i mutamenti.  Circoscrivere la propria vita a un insieme limitato di contesti: limita l’attivazione di tutti i sé possibili che potrebbero entrare in conflitto con i sé reali;  Divisione e integrazione costante della propria autobiografia per accogliere nuove identità: funzione, tenere insieme una serie di componenti anche quando sembrano contraddittori;  Applicazione dell’effetto attore-osservatore: attribuire i cambiamenti a fattori esterni rappresentati dalle variazioni delle circostanze piuttosto che a stanziali cambiamenti interni alla persona. Classi motivazionali (tre tipi di motivazione che possono influire sulla costruzione del proprio sé):

1- Autovalutazione -> funzione di confermare a sé stessi chi si è, motivazione a cercare nuove informazioni sul proprio conto per capire e conoscere chi si è, la meno importante; 2- Autoverifica -> ottenere un senso di coerenza, continuità temporale, ricerca di informazioni che confermino ciò che si conosce, conferma alle informazioni che già si hanno, maggiore attenzione su dimensioni centrali -> rischio: se l’idea di sé stessi è già negativa, si ricercano informazioni che verifichino la negatività dei propri tratti (situazione in cui effettivamente si era inadeguati dimenticando quelle che non confermerebbero l’immagine negativa; 3- Autoaccrescimento ->buona impressione agli altri e quindi a sé stessi, motivazione a sviluppare e a promuovere un’immagine favorevole di sé, tratti centrali e tratti periferici con un maggiore effetto sugli aspetti positivi -> tra le tre classe questa prevale, c’è la necessità di pensare bene di sé stessi. Teoria dell’autoaffermazione -> le persone riducono il pericolo di minacce al proprio sé affermando e focalizzando pubblicamente la propria competenza in aree diverse da quella messa in crisi, necessità maggiore quando è stato messo in discussione un aspetto della propria personalità ritenuto rilevante, Tecniche per accrescere/proteggere aspetti positivi di sé:  Distorsione attribuzionali, attribuirsi successi e negare la responsabilità dei fallimenti trovando la causa in fattori esterni;  Le lodi vengono accettate più facilmente delle critiche;  La critica viene attribuita a pregiudizi;  Vedere i propri difetti come condivisi e i propri pregi come rari. Autostima Sovrastima di sé, sovrastima della capacità di controllare gli eventi, eccessiva positività. Concetto individualizzante, riconduce e spiega alcuni fenomeni al concetto che ognuno ha di sé, concetto autoreferenziale. Problematicità: non si tengono in considerazione altri fattori come disuguaglianze economiche etc. che possono condurre a un senso di bassa autostima. Fortemente connessa all’identità sociale: identificazione con un gruppo, il prestigio e lo status sociale di quel medesimo gruppo si incarnano nel concetto di sé di un individuo. Alta autostima = maggiore violenza contro gli altri. Strategie di difesa dell’autostima:  Fuga: per evitare situazioni minacciose;  Rifiuto: modalità compensatoria per proteggere il senso del sé minacciato (uso di droghe);  Minimizzare la minaccia: sminuire la fonte della minaccia;  Espressione del proprio sé: adattativa, autobiografia come costruzione e mantenimento del senso coerente del sé, protezione delle parti minacciate, parlare di sé per costruire o ricostruire le persone che hanno condotto a fare o no determinate cose e che consente di legare dimensioni anche negative a cui viene dato un posto nella narrazione che si fa di sé;