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“PSICOLOGIA SOCIALE”
CAPITOLO 1
Che cos’è la psicologia sociale?
1.1 Che cos’è la psicologia sociale?
La psicologia sociale è il ramo della psicologia che studia l’interazione tra le persone: cause, emozioni, conseguenze e processi psicologici coinvolti. Gordon Allport : ”la psicologia sociale è l’indagine scientifica di come pensieri, sentimenti e comportamenti degli individui siano influenzati dalla presenza oggettiva, immaginata o implicita degli altri” − presenza oggettiva : essere fisicamente in presenza di altre persone − presenza immaginata : immaginare di essere in presenza di altre persone, capacità immaginativa ci consente di andare oltre il qui ed ora − presenza implicita : modo in cui l’interazione umana attribuisca significato alle cose, si elaborano parole derivanti dal linguaggio che esistono grazie all’interazione sociale (es. norme ) Scienza? Sviluppa teorie per spiegare il comportamento umano e le verifica empiricamente attraverso esperimenti e osservazioni. Centro d’interesse: emozioni, sentimenti e azioni delle persone La psicologia sociale è influenzata e influenza altre discipline → Potenziale interdisciplinare :
- Psicologia cognitiva : processi della cognizione umana che hanno a che fare con la percezione, si occupa della memoria e dell’uso del linguaggio, modalità di ragionamento (es. problem solving)
- Psicologia dell’individuo : variabili di personalità, proprietà/caratteristiche/tratti di personalità comuni, big five teoria
semplificatoria secondo la quale si caratterizzano le persone che vengono poi posizionate su un’ipotetica mappa
- Sociologia : cambiamento di macrogruppi, organizzazione; fenomeni sociali a livello macro
- Psicologia sociolinguistica : comunicazione e linguaggio
- Psicologia individuale :
- Antropologia sociale : aspetti in comune con psicologia sociale, focus su tutti i processi culturali, etnografia come metodo principale
- Psicanalisi : da Freud, analisi dell’Io, comportamento degli esseri umani all’interno dei gruppi indotto dalla coesione sociale: da un lato si innamorano del leader ⇢ identificazione a massa degli individui ⇢ perdita di senso del sé, di soggettività poiché gli i9ndividui non si differenziano più tra loro
1.2 Fare psicologia sociale
Cosa studiano gli psicologi sociali? Fatti sociali! Oggetto di studio sono i comportamenti umani , raramente quello degli animali (solo a fini evoluzionistici): sessismo, razzismo, linguaggio, comunicazione, armonia sociale, riduzione del pregiudizio, negoziazione, relazioni tra i gruppi o intergruppo, discorso, amicizia, famiglia …
- PROBLEMA 1 : la definizione trascura il livello di spiegazione distintiva che la disciplina fornisce
- PROBLEMA 2: non si è in grado di descrivere con efficacia come la psicologia sociale studi i fenomeni di proprio interesse
1.2.1 Scienza
La psicologia sociale è una scienza non per quello che ricerca, ma per il modo in cui lo fa: Scienza : metro di studio della natura (in questo caso cultura) che include la raccolta di dati per verificare le ipotesi/rispondere alle domande Teoria : insieme di concetti e principi correlati che spiegano un fenomeno Ipotesi : previsioni verificabili empiricamente sui rapporti di relazione e di causa-effetto, procedere solo per ipotesi installa meccanismi per cui si trova sempre conferma a quella che già si sa
- Scopo ampiamente orientato al realismo sperimentale (impatto psicologico delle manipolazioni in un esperimento)
- Sears (1986), studi con universitari, "psicologia sociale dei fagioli” Esperimenti sul campo:
- Alto tasso di realismo mondano e sperimentale
- Rischio di confusione: effetto pavimento (richiesta troppo impegnativa, improbabile accettazione del soggetto) o effetto soffitto (accettazione del soggetto a priori a causa dell’accessibilità facilitata), vedi esempio offerta di soldi
- Orne , studi sull’ipnosi, caratteristiche della richiesta
1.2.4 Metodi di ricerca
♦ Metodo sperimentale:
- ipotesi, variabili indipendenti e il loro effetto sulle v. dipendenti
- difficile sperimentazione (es. bisogna assicurarsi di non manipolare inavvertitamente qualcosa che potrebbe essere causa dell’effetto prodotto!)
- confusione, caratteristiche della richiesta (effetti pavimento ed effetti soffitto)
- esperimenti in/fuori laboratorio vantaggi e svantaggi ♦ Metodo non sperimentale: 1. correlazionale : casi in cui non sia possibile manipolare le variabili e assegnare i soggetti in maniera casuale al gruppo sperimentale o al gruppo di controllo.
- esame della correlazione tra variabili: non permette di trarre conclusioni sul rapporto causa-effetto
- Non possibile stabilire quale delle due variabili abbia causato il cambiamento
- Ricerca d’archivio: Metodo non sperimentale basato sulla collezione di dati raccolti da altri.
- La ricerca d’archivio è un metodo non sperimentale utile per indagare fenomeni ampiamente diffusi su larga scala che si possono far risalire a tempi passati.
- La ricerca d’archivio non corre il rischio delle caratteristiche della richiesta, ma può rivelarsi inattendibile
- Studi di un caso: Approfondita analisi di un evento, un individuo o di un gruppo.
- Rappresentano un altro metodo non sperimentale.
- Oltre all’osservazione del comportamento utilizzano la raccolta di diversi dati e numerose tecniche di analisi, tra cui interviste aperte, focus group, e questionari.
- Paura del giudizio da parte dei partecipanti (la desiderabilità sociale però interviene sempre)
- I risultati non possono essere facilmente generalizzabili a concetto di trasferibilità
- Analisi del discorso : Insieme di metodi usati per analizzare un testo, in particolare il linguaggio spontaneo, in modo da comprenderne i significati e le connotazioni.
- Condotta in modo appropriato può dimostrarsi molto efficace per rilevare atteggiamenti e sentimenti che le persone sono ben attente a nascondere 5. Altri metodi di ricerca:
- Ricerca basata sull’inchiesta: Metodo in cui un ampio campione rappresentativo di persone risponde a domande dirette sui propri atteggiamenti o comportamenti (interviste/questionari)
- Ricerca sul campo: Raccolta di dati sul comportamento umano in un ambiente naturale. Eccellente per indagare sequenze di azioni spontanee in un contesto naturale. Soggetta alle tendenze sistematiche dell’osservatore e alle distorsioni dovute alla involontaria influenza del ricercatore sui partecipanti monitorati.
1.3 Fare ricerca in modo etico
In qualità di ricercatori gli psicologi sociali si confrontano con temi etici : Quali sono i diritti di un individuo? Possono esserci effetti potenzialmente dannosi? Quali decisioni prendere? Questione etica → Associazione degli psicologi americani, 1972 ha stabilito una serie di principi di condotta etica:
psicologia sociale non riusciva a rendere conto della natura essenzialmente sociale dell’esperienza umana
- Positivismo Accettazione acritica della scienza come unico modo per giungere alla conoscenza: la scienza come religione, la psicologia sociale aderiva ad un modello di scienza distorto, inappropriato e fuorviante
1.4.3 Riduzionismo e livelli di spiegazione
Il riduzionismo consiste nella pratica di spiegare un fenomeno attraverso linguaggio e concetti appartenenti a un livello di analisi inferiore. Società spiegata in termini di gruppi, gruppi in termini di processi interpersonali, processi interpersonali in termini di meccanismi cognitivi interpersonali ecc... PROBLEMA: la teoria riduzionista non è in grado di proporre una risposta alla domanda scientifica di partenza, Se il livello di analisi (interpersonale, interpersonale e situazionale, posizionale, ideologico) non si sintonizza con il livello a cui la domanda viene posta la domanda rimane senza risposta Willem Doise (198 6 - 1990) possibile soluzione al problema: accettare che esistano differenti livelli di spiegazioni e fare uno sforzo speciale per costruire teorie che integrino formalmente concetti provenienti da livelli diversi Uno dei tentativi di maggior successo: teoria dell’identità sociale
1.4.4 Positivismo
Il positivismo è una corrente di pensiero, affermatasi in Europa nella seconda metà del sec. XIX, secondo la quale la filosofia, abbandonando le astrattezze della metafisica, doveva limitarsi ad organizzare i dati delle scienze sperimentali. Metodo scientifico come unico mezzo per la conoscenza I metodi scientifici non sono appropriati per la psicologia sociale, essa non può essere una scienza! Quelli che infatti essa definisce meccanismi causali sono invece concetti basati sulle ipotesi più probabili CRITICA: ci si priva di una ricca fonte di dati soggettivi e introspettivi, in più si disumanizzano anche le persone
Alcune proposte alternative: costruzionismo sociale ( Gergen , 1973), psicologia umanistica ( Shotter , 1984), etogenica ( Harrè , 1979) … presentano differenze rimarchevoli, ma condividono un ampio interesse per la comprensione delle persone come esseri umani completi Consapevolezza della necessità di definizioni operative di processi sociali Operazionismo : prodotto del positivismo, esigenza che i termini teorici siano definiti in modo da essere misurabili N.B. le nostre teorie dovrebbero essere attente agli ostacoli del riduzionismo, bisognerebbe integrare diversi livelli di analisi dove possibile, prestare attenzione al linguaggio
1.5 Breve storia della psicologia sociale
La classica filosofia sociale e politica prendeva in esame il dibattito su natura ed educazione, sulle origini della società e la funzione dello stato Un approccio sistematico empirico allo studio della psicologia apparve solo alla fin dell’Ottocento
1.5.1 Gli esordi
Primissimi esordi, gruppo di studiosi tedeschi influenzati da Hegel che si nominarono demopsicologi Steinthal e Lazarus (1860), rivista dedicata, articoli teorici ed empirici La demopsicologia si occupa di mente collettiva (termine interpretato da Steinthal come modalità di pensiero sociale interna al singolo individuo e da Lazarus come forma di pensiero transindividuale) Fine Ottocento – inizio Novecento, mente di gruppo ( McDougall , le persone adottano un modo di pensare qualitativamente differente quando sono in gruppo), guadagnò popolarità PRIMA QUESTIONE: scienza dall’approccio “top-down” o “bottom-up”, ne discussero Durkheim e Tarde
- le diverse informazioni sono ricondotte ad un nucleo interpretativo unificante
- nucleo = una Gestalt (configurazione), che definisce il significato dei singoli elementi Tratti centrali (tratti che hanno un’influenza sproporzionata sulla configurazione delle impressioni finali) e tratti periferici (tratti meno distintivi che hanno un’influenza poco significativa sulla configurazione delle impressioni finali), esperimento caldo/freddo Kelly (1955): le persone hanno convinzioni idiosincratiche e durature con cui si rappresentano gli altri, definite costrutti personali (modi personali e idiosincratici con cui si rappresentano gli altri) Schneider (1973): le persone possono anche formulare più teorie implicite della personalità integrate (principi generali riguardanti quali tipi di caratteristiche si combinano insieme a formare determinati tipi di personalità) Le impressioni che si hanno su qualcuno sono influenzate dall’ordine in cui si ricevono informazioni al suo riguardo.
- Effetto primacy : Le informazioni comunicate per prime hanno un’influenza sproporzionata sulla cognizione sociale.
- Effetto recency : Le informazioni comunicate per ultime hanno un’influenza sproporzionata sulla cognizione sociale.
- Impatto in presenza di scarse capacità cognitive, scarsa motivazione, disattenzione, lunga lista di informazioni.
Anche l’aspetto conta! È molto probabile che l’apparenza abbia un effetto primacy → le persone giudicano un libro dalla copertina ( Zebrowitz e Collins ) Knapp (1978): Professionisti più alti di 1.88 hanno paghe maggiori del 10% circa rispetto a quelli più bassi di 1. Heilman (1985): I dirigenti maschi di bell’aspetto sono considerati più capaci rispetto a quelli meno attraenti, al contrario le donne vengono promosse se più attraenti PROBLEMA: stereotipi! Le impressioni negative formate in questo modo sono difficili da modificare (connotati raziali, etnici e di genere) N.B. un articolo di ricerca ( Skowronski e Carlston ) sostiene che diamo più peso alle informazioni negative che a quelle positive che hanno un impatto relativamente più debole
2.2 Schemi e categorie
Memorizzazione : attività mentale comune a tutti, formazione di schemi Schemi : insiemi circoscritti di cognizioni interconnesse, permettono di comprendere rapidamente una persona, un luogo o una determinata situazione Top-down: deduttivo, si generano delle impressioni generali sulla base di preconcezioni acquisite
- Sono scorciatoie, hanno una funzione adattativa che permette di formarsi rapide impressioni sulle persone e possono avere un fondo di verità
- Avendo una funzione adattativa difficilmente cambiano, se non in risposta ad ampi cambiamenti sociali, politici o economici
- Alcuni sono acquisiti precocemente, altri si cristallizzano nella memoria del bambino attorno ai 10 anni
- Diventano più marcati e ostili quando insorgono tensioni sociali e conflitti tra i gruppi, divengono così estremamente difficili da modificare Tajfel (1959): Quando giudichiamo uno stimolo ci basiamo su qualunque informazione riteniamo possa aiutarci a formulare il nostro giudizio Affidarsi a categorie per chiarire le percezioni è un’attività umana assolutamente indispensabile, ma che produce anche distorsioni cognitivo-percettive generalizzate! Principio di accentuazione : la categorizzazione accentua la percezione
- Diamo risalto alle analogie tra istanze appartenenti alla stessa categoria,
- Diamo risalto alle differenze tra istanze appartenenti a categorie diverse,
- Diamo risalto alle differenze tra categorie diverse considerate dal loro complesso N.B: tendiamo a fare più errori all’interno di una categoria che tra le varie categorie Le categorie che usiamo fungono da base per gli stereotipi
2.2.3 Come usiamo e acquisiamo gli schemi
Le persone tendono a far ricorso a categorie di base né troppo ampie né troppo ridotte, accedono a stereotipi sociali e a schemi di ruolo (politico piuttosto che intelligente) Teoria della distinzione ottimale: categorie che si collocano ad un livello di base e sottotipi rispondono alla necessità degli uomini di considerare un individuo simile agli altri Schemi che utilizziamo in modo automatico → sufficientemente accurati per l’interazione quotidiana Fattore chiave: percezione dei costi dell’errore o dell’indecisione
- Errore: costi elevati, si sta più attenti ai dati e adoperiamo schemi più accurati, rilevanti quando ricompense/punizioni dipendono fortemente dagli altri
- Indecisione: costi elevati, si prendono decisioni rapide e si formano velocemente le proprie impressioni, rilevanti sotto pressione/persone ansiose o distratte acquisizione Da dove derivano gli schemi? Acquisiamo o modifichiamo gli schemi attraverso gli incontri con istanze che si inseriscono nella categoria Park (1986): mentre incontriamo più istanze di una categoria il nostro schema si fa più generale e astratto Uno schema può arricchirsi, diventare più complesso e organizzarsi cambio Ross , Lepper e Hubbard (1975): modi in cui le persone trattano le informazioni incoerenti con lo schema Rothbart (1981): modi in cui agisce la categorizzazione sociale, tre possibili modalità di cambiamento degli schemi:
- Registrazione : di fronte all’accumulo di prove
- Conversione : all’improvviso, dopo l’accumulo di una massa critica di prove discordanti
- Formazione di sottotipi : formazione di una nuova sottocategoria, modo più comune di uno schema per adattarsi a prove discordanti
2.3.1 Come percepiamo e ricordiamo gli altri
Codifica sociale: processo di rappresentazione degli stimoli esterni nelle nostre menti, composto da almeno 4 fasi principali
- Analisi preattentiva : scansione automatica, inconscia, dell’ambiente.
- Attenzione focalizzata : identificazione e categorizzazione consapevole degli stimoli identificati.
- Comprensione : attribuzione di significato agli stimoli.
- Elaborazione inferenziale : collegamento dello stimolo ad altre conoscenze per rendere possibili inferenze complesse.
2.4 Inferenza sociale
L’ inferenza sociale è il modo in cui elaboriamo informazioni sociali per formarci impressioni sulle persone ed esprimere giudizi al loro riguardo. Processo bottom-up (induttivo): L’informazione è elaborata sinteticamente a partire da singoli specifici dati. Processo top-down (deduttivo): L’informazione è elaborata analiticamente a partire da costrutti psicologici o teorie (inclusi schemi e stereotipi)
2.4.1 Correlazione illusoria
Correlazione illusoria : percezione di una correlazione tra stimoli/eventi, basata sulla loro manifestazione contemporanea Chapman (1967): dimostrò come questa tendenza sistematica possa interferire nel nostro modo di fare associazioni verbali (esperimento coppie di parole)
- Significato associativo: elementi associati perché dovrebbero stare insieme
- Differenziazione condivisa: elementi associati perché hanno caratteristiche inusuali Hamilton e Gifford (1976): dimostrazione sperimentale (esperimento gruppo A e gruppo B)
Nella vita reale gli eventi negativi sono distintivi in quanto considerati più rari di quelli positivi
2.4.2 Scorciatoie inferenziali
Euristiche: Scorciatoie cognitive che, nella maggior parte dei casi, forniscono alla maggioranza delle persone la capacità di produrre inferenze sufficientemente accurate. Il ricorso alle euristiche è più probabile
- nell’elaborazione di giudizi complessi
- con fattori che diminuiscono accuratezza dei processi cognitivi (es. stanchezza o poco tempo) Euristica della rappresentatività: S corciatoia cognitiva grazie alla quale gli esemplari (cioè le singole persone) vengono assegnati a categorie o tipi sulla base della somiglianza complessiva che essi presentano nei confronti della categoria Euristica della disponibilità: S corciatoia cognitiva in cui la frequenza o la probabilità del verificarsi di un evento si basano sulla velocità con cui vengono alla mente esemplari o associazioni. La stima può essere corretta ma è influenzata da:• tendenza sistematiche nella ricerca di informazioni (i “vicini”)• particolare “immaginabilità” di un evento• Ancoraggio e accomodamento: In situazioni di incertezza, per emettere un giudizio o una stima le persone tendono ad “ancorarsi” a una conoscenza nota ed “accomodarla” sulla base di informazioni pertinenti. Greenberg (1986): simulazione di giuria, l’ordine di giudizio incide sulla severità delle pene - se si fosse partito con reati più gravi si sarebbe teso a dare pene più severe anche ai successivi e viceversa
2.5 Alla ricerca delle cause del comportamento
Raggiungere una comprensione sufficiente degli altri → motivo chiave alla base dell’inferenza sociale Ognuno tende a costruire una rappresentazione dettagliata del proprio mondo sociale (prevedibile, controllabile e dove le ose vanno per il verso giusto)
- Luogo = locus of control : la causa è intrinseca (interna) o estrinseca (esterna) all’individuo?
- Stabilità: l a causa è stabile in diverse situazioni? Maggiore stabilità correlata ad aspettative più positive per il futuro
- Controllabilità: la causa è controllabile o no dall’individuo? Solo quelle interne possono essere considerate controllabili (ex. impegno versus fortuna)
2.5.2 Attribuzione causale in azione
Teoria dell’auto percezione: aumentiamo la conoscenza di noi stessi facendo autoattribuzioni, cioè attribuendo cause (e senso) al nostro comportamento Inferiamo i nostri tratti dal nostro comportamento Esempio: come diamo senso alle nostre emozioni?
- Attraverso la cognizione attribuiamo un significato all’attivazione corporea, associandole un’emozione
- Esperimento di Schachter (1962) Rotter (1966)
- Stile attribuzionale: predisposizione individuale (personalità) alla base di un certo tipo di attribuzione causale del comportamento. Distinzione tra interni ed esterni : Interni → Tendono a fare attribuzioni interne (le cose accadono perché le facciamo accadere)E sterni → Tendono a fare attribuzioni esterne (le cose accadono per caso, fortuna, oppure agenti esterni)
2.6 Tendenze sistematiche nell’attribuzione delle
motivazioni
Tema centrale della cognizione sociale: le persone elaborano pensiero sociale solo nella quantità necessaria ad ottenere un risultato sufficiente, non ricercano il pensiero ottimale!
2.6.1 Dagli atti alle disposizioni: l’errore
fondamentale di attribuzione
Jones e colleghi (1965,1976): svilupparono la teoria dell’inferenza corrispondente , esempio fare un’offerta = animo caritatevole Causa disposizionale : causa stabile che rende il comportamento delle persone prevedibile e aumenta la sensazione di controllo sul mondo; diversi indizi:
- Atto come scelta libera
- Atto frutto di minacce/obblighi/incentivi
- Atto socialmente desiderabile
- Atto socialmente indesiderabile (strumento diagnostico di base più affidabile) Errore fondamentale di attribuzione : tendenza sistematica più nota, le persone tendono ad attribuire il comportamento a stabili disposizioni di fondo della personalità