Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Appunti psico sociale frigerio, Appunti di Psicologia Sociale

Riassunto corso psicologia sociale frigerio

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 10/04/2023

marcu-iftime-1
marcu-iftime-1 🇮🇹

4.7

(3)

11 documenti

1 / 75

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
PSICOLOGIA SOCIALE
CAPITOLO 1: cos’è la psicologia sociale
Che cos’è la psicologia sociale?
«Tutto sarebbe semplice se si potesse dire, senza esitazione: c’è l’individuo e c’è la società.
Mille e mille volte vi è stato detto che cosa significhino i due termini, tanto che abbiamo finito
per accettare come naturale che siano tra loro separati, che ciascuno sia autonomo e
possieda una realtà propria. Ciò vorrebbe dire che noi possiamo conoscere l’uno senza
l’altro, quasi fossero due mondi tra loro estranei […] ma è evidente che non esiste individuo
che non sia irretito nella trama del sociale, e che non c’è società che non risulti dal
formicolare d’innumerevoli individui tra loro diversi […] inoltre, non si può non riconoscere
che in ogni individuo abita una società» (Moscovici, 1989, p. 5)
Va messo in discussione il fatto che gli individui e la società interagiscono tra di loro
e che possono essere considerati tra loro separabili
o Individuo e società sono intrecciate tra di loro ed è difficile stabilire un confine
tra i due
o Karen Barad (fisica), concetto di intrazione: società e individuo non sono due
entità separate che interagiscono tra di loro ma si costituiscono
reciprocamente
Il comportamento individuale è intrinsecamente sociale
In ogni individuo abita una società
Scambio/Conflitto/Dialettica tra individuo e società (conflitto= rapporto di costante
negoziazione tra l’individuo e i contesti sociali in cui si trova)
Ternarietà della relazione tra un soggetto o un oggetto sociale (= qualunque
fenomeno che risulti significativo a livello della collettività e anche per i singoli): molto
spesso ciascuno di noi pensa di essere completamente libero nelle opinioni che si
forma, ma non teniamo abbastanza conto di quanto i discorsi sociali influenzino la
nostra opinione -> c’è sempre un soggetto individuale (noi, un oggetto sociale
(fenomeno, altro gruppo sociale...) e nell’interazione tra i due c’è sempre di mezzo
l’Altro sociale (dimensione storica e culturale).
1. Livello culturale: dimensione sincronica = a parità di contesti storici, culture diverse
producono discorsi etc... molto diversi in relazione ad un singolo fenomeno o non ne
producono
2. Livello storico: dimensione diacronica= all’interno di uno stesso contesto culturale la
costruzione/percezione di un medesimo fenomeno muta moltissimo nel tempo.
La psicologia sociale è il ramo della psicologia che studia l’interazione tra le
persone: manifestazioni, cause, conseguenze e processi psicologici (sempre psico-
sociali) coinvolti.
Una definizione ampiamente diffusa e più tecnica è fornita da Gordon Allport: “La
psicologia sociale è l’indagine scientifica di come pensieri, sentimenti e
comportamenti degli individui siano influenzati dalla presenza oggettiva, immaginata
o implicita degli altri” (Allport, 1954a, p. 5).
Presenza oggettiva: presenza/assenza fisica di altre persone.
Presenza immaginata: immaginare di essere in presenza di altre persone.
Presenza implicita: come l’interazione umana attribuisce significato sociale alle
cose, costruite tramite il linguaggio
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
pf26
pf27
pf28
pf29
pf2a
pf2b
pf2c
pf2d
pf2e
pf2f
pf30
pf31
pf32
pf33
pf34
pf35
pf36
pf37
pf38
pf39
pf3a
pf3b
pf3c
pf3d
pf3e
pf3f
pf40
pf41
pf42
pf43
pf44
pf45
pf46
pf47
pf48
pf49
pf4a
pf4b

Anteprima parziale del testo

Scarica Appunti psico sociale frigerio e più Appunti in PDF di Psicologia Sociale solo su Docsity!

PSICOLOGIA SOCIALE

CAPITOLO 1: cos’è la psicologia sociale

Che cos’è la psicologia sociale? «Tutto sarebbe semplice se si potesse dire, senza esitazione: c’è l’individuo e c’è la società. Mille e mille volte vi è stato detto che cosa significhino i due termini, tanto che abbiamo finito per accettare come naturale che siano tra loro separati, che ciascuno sia autonomo e possieda una realtà propria. Ciò vorrebbe dire che noi possiamo conoscere l’uno senza l’altro, quasi fossero due mondi tra loro estranei […] ma è evidente che non esiste individuo che non sia irretito nella trama del sociale, e che non c’è società che non risulti dal formicolare d’innumerevoli individui tra loro diversi […] inoltre, non si può non riconoscere che in ogni individuo abita una società» (Moscovici, 1989, p. 5)

  • Va messo in discussione il fatto che gli individui e la società interagiscono tra di loro e che possono essere considerati tra loro separabili o Individuo e società sono intrecciate tra di loro ed è difficile stabilire un confine tra i due o Karen Barad (fisica), concetto di intrazione: società e individuo non sono due entità separate che interagiscono tra di loro ma si costituiscono reciprocamente
  • Il comportamento individuale è intrinsecamente sociale
  • In ogni individuo abita una società
  • Scambio/Conflitto/Dialettica tra individuo e società (conflitto= rapporto di costante negoziazione tra l’individuo e i contesti sociali in cui si trova)
  • Ternarietà della relazione tra un soggetto o un oggetto sociale (= qualunque fenomeno che risulti significativo a livello della collettività e anche per i singoli): molto spesso ciascuno di noi pensa di essere completamente libero nelle opinioni che si forma, ma non teniamo abbastanza conto di quanto i discorsi sociali influenzino la nostra opinione - > c’è sempre un soggetto individuale (noi, un oggetto sociale (fenomeno, altro gruppo sociale...) e nell’interazione tra i due c’è sempre di mezzo l’Altro sociale (dimensione storica e culturale).
  1. Livello culturale: dimensione sincronica = a parità di contesti storici, culture diverse producono discorsi etc... molto diversi in relazione ad un singolo fenomeno o non ne producono
  2. Livello storico: dimensione diacronica= all’interno di uno stesso contesto culturale la costruzione/percezione di un medesimo fenomeno muta moltissimo nel tempo.
  • La psicologia sociale è il ramo della psicologia che studia l’interazione tra le persone: manifestazioni, cause, conseguenze e processi psicologici (sempre psico- sociali) coinvolti.
  • Una definizione ampiamente diffusa e più tecnica è fornita da Gordon Allport: “La psicologia sociale è l’indagine scientifica di come pensieri, sentimenti e comportamenti degli individui siano influenzati dalla presenza oggettiva, immaginata o implicita degli altri” (Allport, 1954a, p. 5).
  • Presenza oggettiva: presenza/assenza fisica di altre persone.
  • Presenza immaginata: immaginare di essere in presenza di altre persone.
  • Presenza implicita: come l’interazione umana attribuisce significato sociale alle cose, costruite tramite il linguaggio
  • Norme: Uniformità negli atteggiamenti e nei comportamenti che definiscono l’appartenenza a un gruppo e differenziano i gruppi tra di loro.
  • La psicologia sociale differisce dalle discipline affini o correlate. Che cosa studiano gli psicologi sociali?
  • La gamma dei temi è enorme: conformismo, potere, pregiudizio, discriminazione, stereotipo, negoziazione, sessismo e razzismo, i gruppi, le categorie sociali, le relazioni intergruppo, il discorso, l’aggressività, l’altruismo, etc. etc.
  • Problema legato alla definizione della psicologia sociale attraverso i suoi temi: non descrive con efficacia come la psicologia sociale studi i fenomeni a cui è interessata.
  • La psicologia sociale è una scienza.
  • Scienza: Metodo di studio della natura (ma per noi è la cultura!) che include la raccolta di dati per verificare le ipotesi/rispondere a domande.
  • Teoria: Insieme di concetti e principi correlati che spiegano un fenomeno.
  • Ipotesi: Previsioni verificabili empiricamente sui rapporti di relazione e di causa- effetto.
  • Come capiamo se una nostra ipotesi è valida: gli psicologi sociali analizzano i dati raccolti. Verifica delle ipotesi
  • Metodo scientifico:
  • Un vantaggio fondamentale del metodo scientifico consiste nella possibilità che qualcun altro replichi gli effetti osservati, il che protegge dagli inganni.
  • Pluralismo metodologico evita tendenza sistematica alla conferma
  • Il vantaggio di condurre un esperimento in laboratorio è dato dalla possibilità di controllare la situazione in modo che le manipolazioni risultino pure e non confuse.
  • È difficile eseguire in laboratorio esperimenti su determinati fenomeni: fuori dal laboratorio alcune manipolazioni avrebbero un valore maggiore. Altri metodi di ricerca Quando la sperimentazione è impossibile o inappropriata si ricorre ad una serie di metodi non sperimentali.
  • Metodo correlazionale: casi in cui non sia possibile manipolare le variabili e assegnare i soggetti in maniera casuale al gruppo sperimentale o al gruppo di controllo. o esame della correlazione tra variabili: non permette di trarre conclusioni sul rapporto causa-effetto. o i cambiamenti in una variabile si combinano in modo attendibile a quelli in un’altra variabile, senza che sia possibile stabilire quale delle due variabili abbia causato il cambiamento.
  • Ricerca d’archivio: Metodo non sperimentale basato sulla collezione di dati raccolti da altri. o La ricerca d’archivio è un metodo non sperimentale utile per indagare fenomeni ampiamente diffusi su larga scala che si possono far risalire a tempi passati. o La ricerca d’archivio non corre il rischio delle caratteristiche della richiesta, ma può rivelarsi inattendibile, perché il ricercatore non ha il controllo sulla raccolta dei dati iniziali.
  • Studi di un caso: Approfondita analisi di un evento, un individuo o di un gruppo. o Rappresentano un altro metodo non sperimentale. o Oltre all’osservazione del comportamento utilizzano la raccolta di diversi dati e numerose tecniche di analisi, tra cui interviste aperte, focus group, e questionari. o Paura del giudizio da parte dei partecipanti (la desiderabilità sociale però interviene sempre) o I risultati non possono essere facilmente generalizzabili à concetto di trasferibilità
  • Variante allo studio di un caso: analisi del discorso.
  • Analisi del discorso: Insieme di metodi usati per analizzare un testo, in particolare il linguaggio spontaneo, in modo da comprenderne i significati e le connotazioni. o Condotta in modo appropriato può dimostrarsi molto efficace per rilevare atteggiamenti e sentimenti che le persone sono ben attente a nascondere.
  • Ricerca basata sull’inchiesta: Metodo in cui un ampio campione rappresentativo di persone risponde a domande dirette sui propri atteggiamenti o comportamenti (interviste/questionari)
  • Ricerca sul campo: Raccolta di dati sul comportamento umano in un ambiente naturale. o Eccellente per indagare sequenze di azioni spontanee in un contesto naturale. o Soggetta alle tendenze sistematiche dell’osservatore e alle distorsioni dovute alla involontaria influenza del ricercatore sui partecipanti monitorati. Quale metodo?
  • La scelta di un metodo appropriato è influenzata da fattori che hanno a che fare con: o la natura dell’ipotesi indagata o le risorse disponibili per effettuare la ricerca: tempo, denaro, tipologia di partecipanti o le basi etiche su cui il metodo si fonda I rischi della ricerca psicosociale
  • Riduzionismo: Spiegazione di un fenomeno attraverso termini e concetti propri di un livello inferiore di analisi, con conseguente riduzione della capacità esplicativa
  • Positivismo Accettazione acritica della scienza come unico modo per giungere alla conoscenza: la scienza concepita come religione

CAPITOLO 2: pensiero sociale

La conoscenza sociale

  • Cognizione sociale: Processi e strutture cognitive di natura consapevole o inconsapevole che influenzano il comportamento sociale e ne sono influenzate. Secondo il Modello dell’individuo come elaboratore di informazioni, la cognizione o agisce come il programma di un computer che serve a elaborare, comprendere e memorizzare informazioni percettive e a pianificare il comportamento.
  • La conoscenza sociale è frutto di un complesso intreccio tra: o ciò che sta fuori di noi (la realtà) e o ciò che la nostra mente attivamente costruisce e organizza La percezione umana non “riproduce” la realtà esterna, ma la “ricostruisce” (Bartlett, 1932; Koffka, 1935) Modelli nella cognizione sociale
  • Modello della coerenza cognitiva: ridurre incoerenza tra proprie cognizioni
  • Modello dello scienziato ingenuo: teorie attribuzionali
  • Modello dell’economizzatore cognitivo: scorciatoie cognitive
  • Modello del tattico motivato: motivazione orienta cognizione
  • Modello dell’infusione dell’affetto: emozioni e cognizione La formazione delle impressioni
  • Processo attraverso il quale organizziamo le informazioni relative ad un individuo in una struttura coerente di conoscenze. o «Ho avuto l’impressione di una persona sensibile» o «Ho capito che tu sei uno di quelli che vogliono sempre averla vinta» Attenzione: coerente non significa accurato/corretto Salomon Asch (1946): modello configurazionale
  • Le persone: o sono concepite come unità psicologiche
  • Le diverse informazioni sono ricondotte ad un nucleo interpretativo unificante o nucleo = una Gestalt (configurazione), che definisce il significato dei singoli elementi Quali impressioni sono importanti?

Effetto primacy in relazione alle caratteristiche di personalità Luchins (1957)

  • Descrizione di un individuo costituita da – 50% di comportamenti legati all’estroversione (CE) – 50% di comportamenti legati all’introversione (CI) o Un gruppo legge CE-CI o Un gruppo legge CI-CE ▪ Domanda: con quale probabilità l’individuo è gioviale? – CE-CI: 78% - CI-CE: 18% Effetto primacy in relazione alle competenze percepite Jones et al. (1968)
  • Filmato in cui una persona eseguiva 30 prove logico matematiche o Gruppo 1: la persona esegue correttamente 15 prove incluse nelle prime 20 o Gruppo 2: la persona esegue correttamente 15 prove incluse nelle ultime 20 ▪ Quante prove ha condotto correttamente?
  • Jones et al. (1968) o Filmato in cui una persona eseguiva 30 prove logico matematiche ▪ Gruppo1: la persona esegue correttamente 15 prove incluse nelle prime 20: 21 ▪ Gruppo2: la persona esegue correttamente 15 prove incluse nelle ultime 20: 15 Schemi e categorie
  • Schema: Struttura cognitiva che rappresenta la conoscenza di un concetto o di un tipo di stimolo, inclusi i suoi attributi e le loro relazioni. o Influenza su: ▪ la codifica delle informazioni nuove ▪ il ricordo di informazioni già acquisite ▪ le inferenze relative ai dati mancanti
  • Schemi di persona o Contengono le informazioni utilizzate per descrivere le persone, organizzate in base a: ▪ tratti di personalità (simpatico, aggressivo) o altre caratteristiche che le distinguono (studente di psicologia, gioca a scacchi) ▪ Inducono aspettative che influenzano
  • il ricordo di azioni
  • la comprensione di nuove informazioni (Zadny e Gerard,

Ricerca di Zadny e Gerard, 1974

  • Descrizione di uno studente che deve decidere il proprio curriculum universitario. o Indica: ▪ esami conseguiti, interessi e hobby, oggetti e libri, vago quadro psicologico o Poi si dice che lo studente si è iscritto a psicologia o chimica o conservatorio di musica o Si chiede di rievocare le informazioni fornite sullo studente: ▪ risultano essere coerenti con la scelta di studi fatta, cioè con lo schema attivato Schemi di ruolo
  • Organizzano le conoscenze relative ai comportamenti attesi da una persona che occupa una determinata posizione nella struttura sociale. o Non tratti ma ruolo sociale o Il significato di un comportamento è compreso/accettato se lo schema è attivato à esempio: il medico o Distinguiamo tra: ▪ Ruoli acquisiti a cui sono attribuite certe caratteristiche di personalità (medico, ingegnere, attore, …) ▪ Ruoli ascritti (genere sessuale, etnia) – Possono funzionare come stereotipi sociali: “le donne non sono brave in matematica” Script o schemi di eventi
  • Strutture di conoscenze relative a: o le sequenze di azioni appropriate in un determinato contesto o comprese le aspettative sul modo in cui si comporteranno gli altri ▪ Esempio: il “copione” da seguire al ristorante “ Verso le 13 Marcello entrò al ristorante e si sedette ad un tavolo. Il cameriere gli portò il menù. Marcello dette una rapida occhiata ai piatti del giorno e scelse una costata di manzo. Più tardi pagò il conto e tornò in ufficio ” Ricerca di Rosehan (1973): il potere degli schemi
  • 12 falsi pazienti si presentano in ospedale dichiarando di sentire voci sconosciute sotto falso nome e falsa professione o Tutte le altre informazioni su esperienze e relazioni sono veritiere o Dopo il ricovero non manifestano né lamentano sintomi o Tutti ricevettero diagnosi di schizzofrenia in fase di remissione o Media ricovero: 19 giorni Schemi di sé
  • Contengono le informazioni relative a se stessi
  • Più complessi degli schemi che riguardano gli altri Categorie e prototipi
  1. Gruppo 2 - Casualità: le lettere A e B sono associate in maniera casuale alle linee
  2. Gruppo 3 - Controllo: nessuna lettera
  • Risultati: Solo i soggetti nella condizione sperimentale di classificazione: o sottostimano le differenza tra linee appartenenti alla medesima categoria (assimilazione) o accentuano le differenze tra le due classi di stimoli A e B (contrasto) o In particolare viene sovrastimata la differenza che esiste tra gli stimoli di confine: la più lunga tra le quattro più corte e la più corta delle quattro più lunghe
  • Funzioni degli stereotipi: o cognitiva: riguarda il processo di semplificazione dell’ambiente sociale attraverso la categorizzazione sociale o di difesa: aiutano gli individui a difendere e legittimare i loro sistemi di valori o sociale: creano o rafforzano le ideologie atte a spiegare azioni collettive verso altri gruppi o di differenziazione: servono a differenziare positivamente il gruppo che li possiede dai gruppi di confronto ▪ Stereotipi sociali come rappresentazioni sociali: “parti fondamentali dell’ambiente, che influiscono sugli aspetti collettivi del comportamento sociale di masse di individui” Uso delle categorie
  • Le persone tendono a usare categorie di base, cioè di ampiezza media (Rosch, 1978): o priorità cognitiva perché più utili (per esempio, “sedia” piuttosto di “mobile” o “sedia a dondolo”). o rispondono alla necessità di considerare un individuo simile ad altri, ma anche diverso da altri: teoria della distinzione ottimale (Brewer, 1991)
  • Distinzione ottimale: Le persone si sforzano di raggiungere un equilibrio tra spinte opposte tendenti all’inclusione in una categoria e alla distinzione tra categorie. o Bilanciamento tra differenziazione tra categorie e omogenizzazione intragruppo Acquisizione e cambio degli schemi
  • Acquisiamo o modifichiamo gli schemi attraverso incontri (diretti o tramite media diversi) con istanze che si inseriscono nella categoria.
  • Cambio degli schemi (Rothbart, 1981)
  1. per registrazione: progressivo accumulo di prove
  2. per conversione: all’improvviso dopo che si è accumulata una massa critica di prove discordanti
  3. per formazione di sottotipi: per rimediare alla presenza di prove discordanti gli schemi possono formare una nuova sottocategoria. Come percepiamo e ricordiamo gli altri: Codifica sociale
  • Codifica sociale: processo di rappresentazione degli stimoli esterni nelle nostre menti. o 4 fasi principali (Bargh, 1984) a. Analisi preattentiva: scansione automatica, inconscia, dell’ambiente. b. Attenzione focalizzata: identificazione e categorizzazione consapevole degli stimoli identificati. c. Comprensione: attribuzione di significato agli stimoli. d. Elaborazione inferenziale: collegamento dello stimolo ad altre conoscenze per rendere possibili inferenze complesse.
  • Salienza: Proprietà che distingue uno stimolo dagli altri e gli permette di attirare l’attenzione.
  • L’attenzione spesso è guidata non dalle proprietà dello stimolo (salienza), ma dall’accessibilità delle categorie o degli schemi che abbiamo in testa (Higgins, 1996).
  • Correlazione illusoria: percezione di una correlazione tra stimoli/eventi, basata sulla loro manifestazione contemporanea o Concerne i meccanismi di superstizione Scorciatoie inferenziali
  • Euristiche: Scorciatoie cognitive che, nella maggior parte dei casi, forniscono alla maggioranza delle persone la capacità di produrre inferenze sufficientemente accurate. Il ricorso alle euristiche è più probabile o nell’elaborazione di giudizi complessi o con fattori che diminuiscono accuratezza dei processi cognitivi (es. stanchezza o poco tempo)
  • Euristica della rappresentatività: Scorciatoia cognitiva grazie alla quale gli esemplari (cioè le singole persone) vengono assegnati a categorie o tipi sulla base della somiglianza complessiva che essi presentano nei confronti della categoria. o Stefano è una persona silenziosa e compassata: benché apparentemente disposto ad aiutare gli altri, non mostra però vero interesse per la gente, né per i problemi quotidiani. Ha bisogno di dare ordine e chiarezza alle proprie esperienze e mostra una passione per il dettaglio. ▪ Qual è la sua professione: contadino, trapezista, bibliotecario, o bagnino? o Linda ha 31anni ed è single, schietta e molto intelligente, ha studiato filosofia, da studentessa era molto coinvolta nei problemi sociali e di discriminazione e partecipava alle dimostrazioni antinucleari. Basandosi su questa descrizione è più probabile che: ▪ A. Linda faccia la cassiera in una banca ▪ B. Linda faccia la cassiera in una banca e sia un’attivista di un gruppo femminista o Linda ha 31anni ed è single, schietta e molto intelligente, ha studiato filosofia, da studentessa era molto coinvolta nei problemi sociali e di discriminazione e partecipava alle dimostrazioni antinucleari. Basandosi su questa descrizione è più probabile che: ▪ A. Linda faccia la cassiera in una banca ▪ B. Linda faccia la cassiera in una banca e sia un’attivista di un gruppo femminista o mentre viene trascurata la probabilità di base!
  • Euristica della disponibilità: Scorciatoia cognitiva in cui la frequenza o la probabilità del verificarsi di un evento si basano sulla velocità con cui vengono alla mente esemplari o associazioni. La stima può essere corretta ma è influenzata da: o tendenza sistematiche nella ricerca di informazioni (i “vicini”) o particolare “immaginabilità” di un evento o riferimento al sé
  • Ancoraggio e accomodamento: In situazioni di incertezza, per emettere un giudizio o una stima le persone tendono ad “ancorarsi” a una conoscenza nota ed “accomodarla” sulla base di informazioni pertinenti. o Simulazione di giuria: l’ordine di giudizio incide sulla severità delle pene (Greenberg et al, 1986) ▪ se partivano con reati più gravi tendevano a dare pene più severe anche ai successivi e viceversa Alla ricerca delle cause del comportamento: Come attribuiamo la causalità e perché è importante?
  • Heider (1958): Persone come psicologi ingenui
  • Teoria dell’attribuzione che propone una distinzione tra fattori individuali e ambientali. o Fattori individuali → esempi di attribuzione interna (o disposizionale) o Fattori ambientali → esempi di attribuzione esterna (o situazionale) ▪ Attribuzione interna (o disposizionale): Processo di assegnazione delle cause del comportamento, nostro o altrui, a fattori interni o disposizionali. ▪ Attribuzione esterna (o situazionale): Assegnazione delle cause del comportamento, nostro o altrui, a fattori esterni o ambientali.
  • Kelley (1967): Persone come comuni scienziati o Le persone si interrogano: il comportamento di un individuo è causato dalla disposizione interna a comportarsi in quel modo (personalità) o da fattori esterni (situazionali)?
  • Modello della covariazione: Le persone assegnano la causa del comportamento al fattore che covaria più sistematicamente con il comportamento: presente quando l’effetto è presente e assente quando l’effetto è assente.
  • La ripetizione delle osservazioni consente di stabilire se e con che regolarità le informazioni covariano tra loro. o Dipende da: distintività, coerenza, consenso ▪ Esempio: perché non capisco la lezione di X? - distintività: il fatto di non capire la lezione è legato al docente X? O si verifica anche con altri docenti? - coerenza temporale e nelle modalità: il fatto di non capire la lezione del docente X è limitato a questa mattina? O è sempre così? - consenso: anche gli altri studenti non capiscono la lezione del docente X? In presenza di alta distintività, alta coerenza ed alto consenso, l’attribuzione causale risulta a carico di X
  • Weiner (1979, 1986) sviluppa queste teorie e studia cause e conseguenze delle diverse attribuzioni
  • Teoria dell’attribuzione o Luogo = locus of control: la causa è intrinseca (interna) o estrinseca (esterna) all’individuo? o Stabilità: la causa è stabile in diverse situazioni? Maggiore stabilità correlata ad aspettative più positive per il futuro o Controllabilità: la causa è controllabile o no dall’individuo? Solo quelle interne possono essere considerate controllabili (ex. impegno versus fortuna)
  • Rotter (1966) - Stile attribuzionale: Predisposizione individuale (personalità) alla base di un certo tipo di attribuzione causale del comportamento. o Distinzione tra interni ed esterni: ▪ Interni → Tendono a fare attribuzioni interne (le cose accadono perché le facciamo accadere) ▪ Esterni → Tendono a fare attribuzioni esterne (le cose accadono per caso, fortuna, oppure agenti esterni) Tendenze sistematiche nell’attribuzione delle motivazioni
  • Scopo dell’attribuzione è compiere inferenze corrispondenti: capire se il comportamento di una persona riflette disposizioni interne/qualità stabili. (Jones e Davis, 1965).
  • Inferenza corrispondente o disposizionale: processo di attribuzione del comportamento a disposizioni di fondo o Osservando le azioni di un soggetto e gli effetti prodotti, l’osservatore deduce che una certa azione è causata da specifici tratti di personalità (disposizioni) di colui che agisce. o Fattori che influiscono sull’inferenza disposizionale: ▪ analisi degli effetti non comuni ▪ desiderabilità sociale ▪ libera scelta ▪ aspettative comportamentali legate ai ruoli
  • Per l’inferenza corrispondente l’azione socialmente indesiderabile è lo strumento diagnostico di base più affidabile, poiché è il frutto dell’infrazione di una norma sociale.
  • Errore fondamentale di attribuzione: Tendenza sistematica che porta a sottostimare l’impatto dei fattori situazionali e a sovrastimare il ruolo dei fattori disposizionali quali determinanti del comportamento altrui. o Meno marcato nelle culture collettiviste
  • Perché l’errore fondamentale di attribuzione? o Heider (1958): le cause vengono attribuite a fattori salienti dal punto di vista percettivo: ▪ l’attore è percepito come figura saliente mentre la situazione rimane in ombra
  • Perché l’errore fondamentale di attribuzione? o Gilbert (1989): due fasi nel processo attribuzionale a. Inizialmente attribuzione disposizionale automatica b. Se il contrasto fra evidenza e attribuzione è troppo grande, si integra considerando influenze situazionali
  • Nick Haslam ha evidenziato che in alcuni casi l’errore fondamentale di attribuzione può assumere una forma estrema definita essenzialismo o Essenzialismo: tendenza a ritenere che il comportamento rifletta caratteristiche di fondo e immutabili, spesso innate, delle persone o dei gruppi a cui appartengono
  • Effetto attore-osservatore: Tendenza ad attribuire i propri comportamenti a cause esterne/situazionali e i comportamenti degli altri a cause interne o Cause: ▪ Centro dell’attenzione: quando gli altri sono al centro dell’attenzione li giudichiamo indipendentemente dal contesto.

▪ Asimmetria dell’informazione: abbiamo una conoscenza maggiore del nostro comportamento e sappiamo che è influenzato da fattori situazionali, dato che ci comportiamo in modi differenti a seconda del contesto.

  • Falso consenso: tendenza a considerare proprio comportamento più diffuso di quanto effettivamente sia o Cause: ▪ Ci circondiamo di persone simili a noi ▪ Grande salienza delle nostre opinioni: trascuriamo possibilità di opinioni alternative ▪ Diamo valore alle nostre opinioni sulla base di un consenso percepito Tendenze sistematiche a vantaggio del sé
  • Tendenze sistematiche a vantaggio del sé: Distorsioni attribuzionali che proteggono o migliorano l’autostima o il concetto di sé o Autoaccrescimento: comportamenti positivi dipendono da noi o Autoprotezione: Comportamenti negativi dipendono da fattori esterni o Strategie autolesive: Attribuzioni a fattori esterni, espresse pubblicamente in maniera anticipata a proposito di un proprio possibile fallimento o di una scarsa prestazione in un evento imminente. ▪ Le persone usano questa tendenza sistematica quando prevedono di fallire per favorire attribuzioni esterne da parte dell’altro Ideologia
  • Errore ultimo di attribuzione: tendenza ad attribuire a fattori interni i comportamenti negativi di un outgroup e quelli positivi di un ingroup e ad attribuire a fattori esterni i comportamenti positivi di un outgroup e quelli negativi di un ingroup
  • Attribuzioni intergruppo: processo di assegnazione delle cause del comportamento proprio e altrui all’appartenenza ad un gruppo o Sono etnocentriche: giudizi sbilanciati in favore del gruppo a cui apparteniamo
  • Ideologia: insieme di credenze sistematicamente correlate che ha come funzione primaria la spiegazione. Circoscrive il pensiero, rendendo difficile uscire dai confini che la delimitano

CAPITOLO 3: sé, identità e società

Il sé nella storia

  • Sé e identità sono costrutti che condizionano l’interazione sociale e la percezione, e che a loro volta subiscono l’influenza della società.
  • Costrutti: Concetti astratti o teorici oppure variabili che non sono osservabili, usati per spiegare o chiarire un fenomeno. o L’idea di avere un sé è relativamente nuova. Fino al Sedicesimo secolo non fu presa in considerazione. o Alcuni eventi e cambiamenti sociali, politici e culturali portarono a valutare il sé e l’identità.
  • Tra i cambiamenti principali: → Secolarizzazione (laicizzazione)

▪ L’altro è me (assumo che soggettività dell’altro è simile alla mia)

  • Mead (1934): il Sé non esiste alla nascita. o Matrice sociale del sé ▪ l’osservazione dei comportamenti altrui nei propri confronti consente di capire che ‘oggetto’ si è per l’Altro ▪ il processo di assunzione dei ruoli e della prosettiva altrui
  • Si realizza attraverso due stadi successivi: o Gioco semplice (play, il fare finta): il bambino è in grado di assumere, in successione temporale, i ruoli di persone presenti nel suo ambiente sociale: gioca ad essere la mamma o il dottore, ecc. e si osserva in quel ruolo ▪ Si impara quali atti sono pertinenti ad ogni ruolo sociale o Gioco organizzato (game): il bambino assume contemporaneamente i ruoli di tutti i partecipanti al gioco per coordinarsi con loro ▪ Si impara che ruoli sono interdipendenti
  • Questo processo di interiorizzazione degli atteggiamenti generali della comunità permette la costituzione dell’Altro generalizzato/simbolico: o Conoscenza condivisa sul mondo (ruoli) o L’individuo riconosce la sua esperienza come privata (individuazione)
  • Ruolo del linguaggio: l’acquisizione di un sistema di gesti simbolici e poi del linguaggio permette o di differenziare il Sé dagli altri oggetti del proprio mondo o di indicare gli oggetti, tra cui il Sé, con un nome: io, me, il mio (nominazione) La capacità di usare intenzionalmente i simboli indica l’acquisizione della Mente Conoscenza di sé: schemi di sé
  • La conoscenza di sé è strutturata in modo simile a quello con cui strutturiamo rappresentazioni delle altre persone: attraverso schemi o Schemi di sé: strutture affettivo-cognitive capaci di organizzare l’elaborazione di informazioni riguardanti il sé: ▪ corrispondono alle dimensioni su cui una persona si descrive • possono essere sia di tipo positivo (sono intelligente) che negativo (sono pigro) o Cerchiamo di usare i nostri schemi di sé in modo strategico: → Avere una molteplicità di schemi di sé protegge da alcune avversità della vita. → Gli schemi di sé suddivisi in modo rigido presentano svantaggi Come conoscere il proprio sé: autopercezione
  • Teoria dell’autopercezione: → facciamo attribuzioni disposizionali interne relative al nostro comportamento, cioè inferenze a proposito di noi stessi in base a ciò che facciamo → immaginare/riflettere su un nostro specifico comportamento in un determinato contesto agisce sul concetto di sé.
  • • Le autoattribuzioni hanno importanti implicazioni sulla motivazione: Effetto di sovragiustificazione:

o In assenza di chiare cause esterne per il nostro comportamento, lo possiamo attribuire a noi stessi (passione, impegno). Conseguente aumento della motivazione o Se indotti a eseguire un compito sotto spinta di ricompense/punizioni, la prestazione sarà attribuita ai fattori spinta, ciò comporterà un calo della motivazione Come conoscere il proprio sé: confronto sociale

  • Confronto sociale (Festinger, 1954): Confronto dei propri comportamenti e opinioni con quelli degli altri al fine di stabilire il modo di pensare e di comportarsi corretto o socialmente approvato (gli altri sono termine di paragone)
  • Autostima: Sentimenti e giudizi a proposito di sé. o Modello di mantenimento dell’autostima: Le persone costrette a fare paragoni verso l’alto potenzialmente dannosi per la propria autostima possono minimizzare o negare la somiglianza con la persona bersaglio, o interrompere i propri rapporti con questa (ex. Medvec et al. (1995): livello di soddisfazione tra atleti) Come conoscere il proprio sé: categorizzazione in gruppi
  • Teoria della categorizzazione del sé (Turner et al): il processo di categorizzazione di sé come membro di un gruppo produce identità sociale e specifici comportamenti nel gruppo e tra i gruppi. o Le persone che si considerano parte di un gruppo: i. si categorizzano come membri del gruppo ii. interiorizzano in modo automatico nel giudizio su di sé gli attributi che descrivono il gruppo Sé possibili
  • Markus e Nurius (1986): il concetto di sé comprende concezioni ipotetiche di sé o sé possibili o rappresentano le idee delle persone circa quello che possono, vorrebbero o temono di diventare o Funzionano come guide e incentivi per il comportamento rivolto al futuro (sé da perseguire o da evitare) Ricerca: immaginate voi stessi come...
  • I fase: 4 gruppi o aventi successo in un lavoro o fortunati nella realizzazione del lavoro o falliti nonostante l’impegno o falliti a causa della cattiva sorte
  • II fase: Compito per misurare la perseveranza nella soluzione di un problema
  • Risultato: perseverano maggiormente quelli nella condizione ‘successo’ → Perché? Hanno un sé possibile premiato da successo Discrepanze tra sé possibili e regolazione
  • Higgins (1987): tre aspetti della rappresentazione di sé
  1. Sé reale: come realmente siamo
  2. Sé ideale: come vorremmo essere