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Questo testo introduttivo alla sociologia esplora la relazione tra individuo e società, introducendo concetti chiave come azione sociale, relazione sociale, interazione sociale, identità e devianza. anche una breve introduzione alla teoria funzionale e del conflitto.
Tipologia: Appunti
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Sociologia Relazione intensa tra individuo e società. La sociologia è la scienza (-logia) della società (socio-). La sociologia è il continuo chiedersi del dato per scontato. E’ lo studio scientifico del comportamento degli esseri umani in società che utilizza vari metodi di ricerca e approcci teorici specifici al fine di sviluppare una conoscenza approfondita delle azioni, delle strutture e dei processi sociali. Realtà sociale : un mondo familiare Atteggiamento dello scienziato sociale : il mondo in questione I sociologi chiamano “senso comune” la realtà sociale perché è un mondo così familiare di cui si fa esperienza tutti i giorni. Mentre l’atteggiamento dello scienziato sociale è l’opposto di quello che abbiamo nella vita quotidiana, è una messa in discussione ricorrente e metodica. La sociologia come scienza sociale sviluppa concetti, metodi di indagine e tecniche di raccolta e analisi dei dati, infatti descrive e spiega i fenomeni sociali. TEORIA ------- > RICERCA < -------- La sociologia nacque nel periodo di fondazione tra Ottocento e primo Novecento in Europa per studiare i problemi sociali legati all’industrializzazione e urbanizzazione. In quel periodo ci furono tre rivoluzioni: Rivoluzione scientifica Rivoluzione industriale Rivoluzione francese L’origine culturale della sociologia fu l’ Illuminismo , è un movimento culturale che ha luogo nel corso del XVIII secolo. L’idea poteva essere osservata e descritta razionalmente e venne trasferita dal campo degli oggetti fisici a quello degli oggetti sociali. Il positivismo fu un movimento culturale caratterizzato da un atteggiamento fortemente scientista, laico e orientato nel progresso. E’ erede dell’Illuminismo. Comte fu il primo che ideò la parola “sociologia”. Secondo Comte esistono anche leggi universali che governano il mondo sociale. Per Comte la sociologia è la regina delle scienze perché studia la società grazie a ricerche e tecniche. Il Positivismo affermò che la scienza si applica ai fenomeni osservabili e alle loro relazioni causali. La sociologia è una scienza positiva, infatti l’approccio positivista in sociologia comporta la produzione di conoscenza sociale basata sull’evidenza empirica ricavata dall’osservazione, dal confronto e dalla sperimentazione. Per crescere la sociologia ha dovuto liberarsi da alcune idee di Comte: - la possibilità di un ordine sociale costituito, - l’idea dell’unicità della scienza, - l’idea di una scienza della società incaricata a cambiare il mondo e farlo uscire dalla preistoria.
I fondatori della sociologia
Mead definisce il sé come la capacità di guardare a se stessi come a un oggetto creando nel tempo un senso di ciò che si è. La sua opera principale si intitola “Mente, sé e società” (1934). La mente per Mead è un processo, non un soggetto. E’ l’attività di pensiero. Mead distingue il “sé” dal “me”: il primo rappresenta la parte più intima, vera, creativa dell’individuo, mentre il “me” è il self in quanto visto dal punto di vista degli altri, è il self sociale. E’ un concetto che implica passività essendo un oggetto. Mead affermò che il processo sociale che produce il sé è chiamato socializzazione. Per Mead il sé si forma grazie all’interazione e la prima forma è il linguaggio ed è costituito da gesti significativi o simboli. Mead affermò che gli esseri umani iniziano a conoscere il mondo sociale attraverso il “gioco” e la “competizione” perché i bambini assumono diversi ruoli che osservano nella realtà “adulta”. Il bambino osservando ciò che succede intorno a lui, interpreta diversi ruoli mettendosi in gioco, dando origine “ all’altro generalizzato ”: è una capacità di assumere un punto di vista, di essere pubblico, di leggere significati a partire dai segni dal punto di vista di quell’altra persona. Con il gioco i bambini imparano ad apprendere gli atteggiamenti. A livello individuale Mead utilizza il termine “ altro significativo” per denotare individui che ci sono abbastanza vicini da poter avere una forte capacità di motivare il nostro comportamento, mentre l”altro generalizzato” viene utilizzato per definire il controllo sociale esercitato attraverso implicite intese comuni su ciò che è appropriato. Tramite la socializzazione si capisce come bisogna comportarsi nella società in generale o in particolari ambienti sociali. Essa è la capacità che abbiamo di prevedere ciò che gli altri si aspettano da noi. Mead definisce il sé come la capacità di guardare a se stessi come ad un oggetto creando nel tempo un senso di ciò che si è. La chiave per lo sviluppo del sé è la capacità di immaginare di essere al posto degli altri e Mead individua la fase del gioco puro e semplice e la fase del gioco di squadra organizzato. La socializzazione è il processo attraverso cui il bambino, o un qualunque nuovo membro, apprende valori, norme e stili di vita della società di cui entra a far parte. E’ un processo attraverso cui il bambino diventa gradualmente una persona consapevole di se stessa. La socializzazione si distingue in socializzazione primaria e socializzazione secondaria. La socializzazione primaria avviene durante l’infanzia ed è il periodo più intenso (apprendimento culturale), mentre la socializzazione secondaria comincia dopo l’infanzia per continuare fino alla maturità e oltre. Agenti della socializzazione sono: La famiglia La scuola Il gruppo dei pari Le organizzazioni I media Il lavoro Attraverso il processo di socializzazione gli individui imparano a conoscere i ruoli sociali. Il ruolo sociale fa riferimento alle aspettative di un certo individuo (per esempio: il ruolo della madre ci si aspetta delle determinate aspettative). Il ruolo sociale è l’insieme di comportamenti socialmente
definiti che ci aspettiamo da chi ricopre un determinato status o posizione sociale. Quindi lo status si riferisce alla posizione sociale che una persona riveste all’interno di un gruppo sociale e a cui corrisponde un certo grado di potere, ricchezza e prestigio. Ogni status corrisponde a vari ruoli. Lo status può essere: a. Ascritto : assegnato sulla base di fattori biologici. Non si modifica, lo si ha dalla nascita b. Acquisito : ottenuto attraverso una prestazione. Si realizza con un percorso. Due prospettive teoriche della socializzazione: La prospettiva del condizionamento (Parsons): meccanismo dell’ interiorizzazione socializzazione come processo di condizionamento in cui i soggetti apprendono in maniera piuttosto passiva i valori sociali condivisi. Il bambino interiorizza l’insieme dei rapporti sociali che costituiscono l’ambiente in cui si trova in vari momenti della sua vita. L’interiorizzazione trasforma aspetti oggettivi esterni della cultura in disposizioni interne della personalità (collegamento a Freud). E’ una prospettiva dall’alto verso il basso in cui la società trasmette valori ai vari individui. La prospettiva dell’interazione (Piaget e Mead): è in forte critica con la prospettiva del condizionamento perché Parsons ha una versione troppo passiva fa una critica a Parsons per concezione “ipersocializzata dell’uomo”, come se ci fosse una sovrapposizione tra individuo e società. Apprendimento unilaterale e meccanico di valori e schemi culturali che lascia poco spazio all’interazione dinamica tra individuo e ambiente sociale. E’ una socializzazione come una processo di adattamento e apprendimento attivo. Un’idea contraria a Parsons è quella degli economisti con la concezione di “iposocializzata dell’uomo” come se l’uomo fosse isolato. La socializzazione è quindi un processo continuo e tutt’altro lineare. Non vi è coerenza tra i vari oggetti che concorrono alla socializzazione di un individuo, ma l’azione di ognuno di essi può non essere interamente coerente. A questo punto l’individuo è un agente attivo della propria socializzazione. L’identità è essere se stessi e la vera domanda appropriata è “Chi sono io?”. Può essere personale ed è l’immagine che l’individuo ha di se stesso. Si riferisce al processo di sviluppo personale attraverso il quale elaboriamo il senso della nostra unicità. Vi è anche l’identità sociale ed è l’insieme dei ruoli svolti dal soggetto nelle varie sfere della vita alle quali appartiene. Si riferisce alle caratteristiche attribuite dagli altri ed è plurima (molteplice/multipla) e cumulativa. Nelle scienze sociali il tema dell’identità si colloca nel pensiero di Levì – Strauss e vi sono elementi comuni nell’approccio delle scienze sociali alla nozione e studio di identità. Le scienze sociali si focalizzano sul carattere relazionale, intersoggettivo dell’identità, analizzando i fattori sociali e le dinamiche interattive che sono alla base della sua genesi e del suo mantenimento. Questo aspetto distingue l’approccio all’identità di scienze sociali come la sociologia, l’antropologia, la psicologia sociale dall’uso sempre più diffuso della nozione di identità da parte della psicanalisi. L’approccio clinico rimane centrato sull’individuo.
La devianza studia quei comportamenti di alcuni membri di una società che trovano offensivi e suscita disapprovazione, condanna e ostilità. E’ un comportamento, idee o aspetti di uno o più individui che alcuni membri della società, non necessariamente tutti, reputano sbagliati, cattivi, stravaganti, disgustosi, in altre parole offensivi. Durkheim affermò che non bisogna dire che un atto urta la coscienza comune perché è criminale, ma che è criminale perché urta la coscienza comune. Non lo biasimiamo perché è un reato, ma è un reato perché lo biasimiamo. Il termine durkheimiano “anomia” si riferiva alla caratteristica dissociazione dell’individualità dalla coscienza collettiva. I desideri individuali non sono sufficientemente regolati o controllati. L’anomia era lo stato di mancanza di norme prodotto dalla rapida fuoriuscita dalla società tradizionale, ed esacerbato dalle crisi sociali ed economiche. Merton trasformò la nozione di anomia di Durkheim in una nuova formula sociologica in grado di spiegare l’esistenza della devianza, affermando che l’anomia è la tensione tra fini e mezzi. In una società che dà troppa importanza al successo personale, al raggiungimento di traguardi cui tutti dovrebbero aspirare, e che tuttavia possiede una struttura che non offre a tutti uguali opportunità o uguali mezzi per raggiungere questi traguardi, si determina una tensione permanente. Vi sono possibili risposte a questa tensione : Conformismo : l’accettazione dei mezzi legittimi e culturalmente prescritti nonché dei traguardi approvati. Accetta sia i fini sia i mezzi. (esempio impegno individuale). Innovazione : perseguire i fini culturali prescritti facendo però uso di mezzi illegittimi. (esempio la violenza). Rinuncia : rifiuto sia dei fini prescritti sia dei mezzi convenzionali. (esempio suicidio). Ritualismo: segue la via, ma non condivide la meta Ribellione: si mette in discussione o uno o l’altro, non si condivide quella meta e si utilizza altri mezzi per raggiungere altre mete. Approcci allo studio della devianza: a) Biologico: si riconducono i comportamenti devianti alle caratteristiche fisiche e biologiche degli individui b) Psicologico: gli psicoanalisti hanno messo in relazione la devianza con conflitti di personalità non risolti c) Sociologico: cause sociali e/o culturali spingono o attraggono l’individuo verso atti devianti o criminali. I funzionalisti distinguono le funzioni positive della devianza dalle funzioni negative della devianza.
- Positivo : la devianza svolge un ruolo fondamentale e addirittura positivo nel mantenimento dell’ordine sociale. Si risale alle prime tesi di Durkheim sulla “normalità del crimine”, infatti secondo Durkheim il crimine è un fatto sociale non solo in senso statistico,
ma anche in quanto svolge precise funzioni sociali. Una società senza devianza è impossibile da immaginare. Le funzioni positive della devianza sono essa rafforza la coscienza collettiva e la solidarietà e chiarisce i confini della morale. Tipi di teorie
1. Teorie della tensione Si riprende il ritualismo e la ribellione. Lo studio della devianza è lo studio della tensione. 2. Teorie interazioniste Come l’individuo diventa deviante. Esponente delle teorie interazioniste è Merton con le sue teorie delle subculture. Essa ha due caratteristiche: - Si basano sul presupposto che la delinquenza sia una soluzione culturale condivisa di problemi indotti strutturalmente - Tutte rappresentano un tentativo di combinare un macromodello derivato da una teoria sul tipo di quella dell’anomia con un micro modello derivato da una teoria sul tipo di quella della scuola di Chicago. La scuola di Chicago affronta il problema della devianza dal punto di vista scientifico con descrizioni dettagliate della criminalità organizzata, della prostituzione.
Il capitale può essere:
- Economico mezzi di produzione - Umano riguarda le varie competenze di un individuo - Culturale riguarda la posizione sociale - Sociale riguarda l’insieme di reti o legami sociali che si formano. I legami posso essere deboli o forti. Le scelte economiche non sono influenzate solo dalla disponibilità di risorse economiche, ma anche dalla disponibilità di quelle sociali, in particolare la rete di relazioni. Il capitale sociale è l’insieme di relazioni sociali di cui un soggetto individuale o un soggetto collettivo dispone in un determinato momento. Tre approcci all’analisi sociologica dei processi economici 1. L’approccio micro o individualista Weber 2. L’approccio macro o strutturalista Marx 3. La nuova sociologia economica **Polany
interessi. Ogni società è caratterizzata dalla presenza di classi sulla base delle loro diverse collocazioni.
C’è un legame tra regolazione (de-regolazione) del mercato di lavoro e disoccupazione (efficienza)? (guarda slides) Le disuguaglianze Disuguaglianza/stratificazione sociale è un sistema di disuguaglianza strutturata tra gruppi sociali: distribuzione sistematicamente diseguale di risorse e ricompense materiali e simboliche (esempio: il pregio). Tutto ciò è collegato a Weber con la suddivisione tra classe sociale (sfera produttiva), ceto (dimensione culturale) e potere ( dimensione politica). Queste sono tre dimensioni importanti che possono o non possono essere collegate. La società è costruita da “strati”, ordinati gerarchicamente: i privilegiati saranno in alto, mentre i meno privilegiati saranno in basso. Disuguaglianza di cosa? Reddito, tempo, prestigio, potere, capitali umani, capitali culturali, capitali sociali e salute. Disuguaglianza tra chi? Classi, genere (uomini e donne), bianchi e neri, appartenenze religiose. Come si spiegano le disuguaglianze? Ci sono le disuguaglianze tra classi sociali Goldthorpe ha proposto un modello razionale della struttura sociale che si basa su due criteri:
Esempio: attualmente 1 donna su 2 non lavora in tutto il luogo nazionale. L’Italia è il paese con il tasso più basso di laureati. Disuguaglianze in generale La riflessione sociale ha maturato diverse interpretazioni e teorie per dar conto del fenomeno di stratificazione: Teoria funzionale/ dell’ordine sociale (Durkheim e Parsons) Le disuguaglianze sono naturali e necessarie (nascono da talento e funzioni diverse) Teoria del conflitto (Marx e Weber) Le disuguaglianze derivano dal controllo delle risorse sociali e dalla difesa e riproduzione del lavoro. Teorie della stratificazione o Funzionalismo la posizione sociale dei singoli dipende dal ruolo lavorativo. Ad occupazioni diverse corrispondono diverse ricompense materiali e simboliche. Quanto è più importante il ruolo occupazionale tanto maggiore sono le ricompense. Le posizioni più importanti sono occupate dai più abili (nello studio e nel lavoro): elevati livelli di efficienza e do disuguaglianza legittimo. Gli “strati” sono individui e famiglie che posseggono simili ricompense. Davis e Moore La principale necessità funzionale, che spiega la presenza universale della stratificazione, è precisamente l’esigenza sentita da ogni società di collocare e motivare gli individui nelle strutture sociali. In ogni società non tutte le posizioni hanno la stessa importanza. Il numero di persone che ricoprono ruoli alti sono limitati. La conversione delle capacità richiede lunghi periodi di addestramento. per indurre le persone capaci a sottoporsi a questi sacrifici è necessario dar loro compensi materiali e morali, in modo che godano di un livello di reddito e prestigio superiori. o Teoria del conflitto i teorici del conflitto negano che la stratificazione sociale svolga una funzione vitale indispensabile alla sopravvivenza del sistema sociale. Ritengono invece che le disuguaglianze esistano perché i gruppi sociali che se ne avvantaggiano sono in grado di difenderle dagli attacchi degli altri in una situazione di conflitto continuo. Stratificazione rappresentata in termini di “classi”:
sconfesserebbero tale opinione. Le ricerche empiriche mostrano che fra la classe sociale di appartenenza e il successo scolastico vi è una relazione positiva. Tre teorie spiegano questa relazione:
- teoria del deficit: i giovani provenienti dalle classi sociali più basse hanno un cattivo rendimento scolastico e interrompono presto gli studi, perché, a differenza di quanto avviene nelle classi medie, la famiglia non fornisce loro né le capacità cognitive e linguistiche né i valori, gli atteggiamenti e le aspirazioni che la scuola richiede. - teoria della differenza: i fallimenti e i ritardi degli allievi provenienti dalle classi più svantaggiate dipendono dalle istituzioni scolastiche. Se i ragazzi delle classi più disagiate hanno scarsi rendimenti è perché questo è esattamente ciò che la scuola e gli insegnanti si aspettano da loro. - teoria del capitale culturale: se gli studenti delle classi agiate vanno meglio a scuola è perché godono di privilegi sociali, ossia a il capitale culturale e l’ethos di classe. Il primo influisce sul rendimento scolastico, il secondo sulla carriera scolastica. Teoria riproduzione sociale delle disuguaglianze – Bourdieu Sia strutturalista che marxista, Bourdieu ha sviluppato il concetto di "habitus", che permette di spiegare la maniera attraverso cui un essere sociale interiorizza la cultura dominante riproducendola. E di vari tipi di capitale. La sociologia deve partire dall’analisi della struttura sociale ma anche ricostruire il sistema delle disposizioni (habitus) degli agenti e la loro percezione della realtà. Bourdieu distingue: - Il capitale eco - Il capitale culturale - Il capitale sociale - Il capitale simbolico Ci son tre forme del capitale culturale 1) sotto forma di disposizione durature (habitus) collegate con determinati tipi di conoscenze, idee e valori. 2) nello strato oggettivo, sotto forma di beni culturali, quadri, libri, dizionari, strumenti etc. 3) nello strato istituzionale come differenti titoli scolastici. Quindi come si spiegano le disuguaglianze secondo Bourdieu? Capitale culturale, ethos di classe definiscono l’eredità culturale che ogni allievo porta con sé, al suo ingresso nella scuola. Il genere Differenza tra genere e sesso Sesso : differenze anatomiche e fisiologiche che caratterizzano i corpi maschili e femminili.
Genere : differenze psicologiche, culturali e sociali tra maschi e femmine è collegato alle nozioni socialmente costruite di maschilità e femminilità. Il genere si riferisce simultaneamente a questioni di identità – che cosa è una donna, un uomo, cosa implica nascere al mondo con un corpo di donna, di uomo – e a questioni di potere – chi ha il potere di definire che cosa sia una donna, un uomo, lo standard di normalità femminile o maschile, quali i rapporti di potere e gli attori rilevanti entro cui si definisce, e apprende, il corpo come identità individuale e sociale (Saraceno, in Corso on-line del CIRSDe). Si tratta di un concetto con grande potenziale conoscitivo e al tempo stesso fortemente controverso. Ruoli di genere : l’insieme di aspettative e ruoli su come gli uomini e le donne si debbano comportare. Le aspettative ed i ruoli di genere variano da una società e cultura all’altra e da un periodo storico all’altro (M. Mead, 1949). Identità di genere : l’identificazione primaria della persona come maschio o femmina, tratto permanente, solitamente stabilito nella prima infanzia (la percezione del sé connessa con le implicazioni di nascere al mondo con un corpo sessuato, un corpo di donna, di uomo).