Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


La vita intensa - massimo Bontempelli, Schemi e mappe concettuali di Letteratura

riassunto dettagliato de "la vita intensa", romanzo di Bontempelli

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2017/2018

Caricato il 16/07/2018

martina.dimico
martina.dimico 🇮🇹

4.5

(81)

8 documenti

1 / 9

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
"La vita intensa"- riassunto e analisi
RIASSUNTO
CAP 1: (marzo). La vita Intensa
C'è una breve prefazione dell'autore in cui anticipa che questo breve romanzo si occuperà delle
avventure accadute una mattina tra le 12/12.30 da via San Paolo alla Galleria di MI. Il romanzo
non è troppo semplice o troppo complesso, è dedicata ai posteri e la scrive per rinnovare il
romanzo europeo.
è il 1919, il protagonista e autore è un ufficiale, ed il suo amico Piero (anche lui ufficiale) lo va
a prendere a casa per fare colazione. Mentre scendono le scale (abita al 3 piano), passano dal
primo piano, in cui aveva il suo studio il dottor X, specialista di malattie veneree sia maschili
e femminili, e vedono uscire dal suo studio una donna --> a quel punto il protagonista non solo
si avvicina a lei, ma inizia dispettosamente a parlare ad alta voce all'amico, circa le malattie
che quel dottore cura. La donna si sente in imbarazzo e questo si vede dalla camminata e
dall'impressione che anche il vestito e la giacca, seppur di colori scuri arrossiscano. Nel
raccontare questo episodio, il protagonista sostiene che la colpa era del Diavolo, che lo aveva
spinto a fare ciò. I 2 amici anche se malignamente ammettono di essersi divertiti.
Proseguendo nella loro camminata vedono un signore con una grande valigia, e fanno ipotesi
su di lui, pensando che sia un forestiero che non ha trovato un facchino e per questo suda (a
gennaio a MI) portandosi la valigia grossa dietro. Sempre per colpa del Diavolo, il protagonista
decide di fare uno scherzo al povero signore, imitando la voce di un facchino e nascondendosi
per vedere la reazione --> egli posa la valigia e cerca con lo sguardo il possibile facchino che
però non vede. Lo scherzo viene ripetuto una seconda volta però i 2 scappano senza vedere
cosa fa l'uomo.
Piero lo rimprovera di non essere serio per l'età che ha, e lui pensa tra sé e sé che vorrebbe
avere 20 anni. Dice che Annie Vivanti gli ha insegnato un segreto: mettersi davanti allo
specchio e dire ad alta voce che si hanno meno anni oggi che tra 10 anni.
Mentre sta per parlare a Piero dei suoi pensieri sull'età, incontrano un ragazzo ed una ragazza,
ed ella chiede a lui se le piace "La Zolfanelli"--> il ragazzo risponde di no, e loro rimangono
colpiti dal fatto che non riescono a figurarsi questa donna, tanto più che non sanno nemmeno
il suo nome.
Arrivano alla Galleria e devono decidere dove fare colazione, ma sono incerti quindi decidono
di fare pari o dispari guardando il numero del tranvai e sommando le cifre. Decidono che pari
= Biffi; dispari = Cova --> è dispari ma vanno al Biffi.
CAP 2: (aprile). Il caso di forza maggiore
Questo romanzo è prettamente filosofico e di pura teoria. Secondo lui, la caratteristica del
mondo moderno è l'appuntamento --> nota che nelle narrazioni passate, una persona andava a
casa di un'altra, oppure si incontravano per la strada, ma non si davano mai un appuntamento.
Questo è il fondamento che sta dietro a quello che ci verrà raccontato, ovvero un appuntamento
che ebbe luogo il 10 marzo di non si sa quale anno a MI.
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9

Anteprima parziale del testo

Scarica La vita intensa - massimo Bontempelli e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Letteratura solo su Docsity!

"La vita intensa"- riassunto e analisi RIASSUNTO CAP 1: (marzo). La vita Intensa C'è una breve prefazione dell'autore in cui anticipa che questo breve romanzo si occuperà delle avventure accadute una mattina tra le 12/12.30 da via San Paolo alla Galleria di MI. Il romanzo non è troppo semplice o troppo complesso, è dedicata ai posteri e la scrive per rinnovare il romanzo europeo. è il 1919, il protagonista e autore è un ufficiale, ed il suo amico Piero (anche lui ufficiale) lo va a prendere a casa per fare colazione. Mentre scendono le scale (abita al 3 piano), passano dal primo piano, in cui aveva il suo studio il dottor X, specialista di malattie veneree sia maschili e femminili, e vedono uscire dal suo studio una donna --> a quel punto il protagonista non solo si avvicina a lei, ma inizia dispettosamente a parlare ad alta voce all'amico, circa le malattie che quel dottore cura. La donna si sente in imbarazzo e questo si vede dalla camminata e dall'impressione che anche il vestito e la giacca, seppur di colori scuri arrossiscano. Nel raccontare questo episodio, il protagonista sostiene che la colpa era del Diavolo, che lo aveva spinto a fare ciò. I 2 amici anche se malignamente ammettono di essersi divertiti. Proseguendo nella loro camminata vedono un signore con una grande valigia, e fanno ipotesi su di lui, pensando che sia un forestiero che non ha trovato un facchino e per questo suda (a gennaio a MI) portandosi la valigia grossa dietro. Sempre per colpa del Diavolo, il protagonista decide di fare uno scherzo al povero signore, imitando la voce di un facchino e nascondendosi per vedere la reazione --> egli posa la valigia e cerca con lo sguardo il possibile facchino che però non vede. Lo scherzo viene ripetuto una seconda volta però i 2 scappano senza vedere cosa fa l'uomo. Piero lo rimprovera di non essere serio per l'età che ha, e lui pensa tra sé e sé che vorrebbe avere 20 anni. Dice che Annie Vivanti gli ha insegnato un segreto: mettersi davanti allo specchio e dire ad alta voce che si hanno meno anni oggi che tra 10 anni. Mentre sta per parlare a Piero dei suoi pensieri sull'età, incontrano un ragazzo ed una ragazza, ed ella chiede a lui se le piace "La Zolfanelli"--> il ragazzo risponde di no, e loro rimangono colpiti dal fatto che non riescono a figurarsi questa donna, tanto più che non sanno nemmeno il suo nome. Arrivano alla Galleria e devono decidere dove fare colazione, ma sono incerti quindi decidono di fare pari o dispari guardando il numero del tranvai e sommando le cifre. Decidono che pari = Biffi; dispari = Cova --> è dispari ma vanno al Biffi. CAP 2: (aprile). Il caso di forza maggiore Questo romanzo è prettamente filosofico e di pura teoria. Secondo lui, la caratteristica del mondo moderno è l'appuntamento --> nota che nelle narrazioni passate, una persona andava a casa di un'altra, oppure si incontravano per la strada, ma non si davano mai un appuntamento. Questo è il fondamento che sta dietro a quello che ci verrà raccontato, ovvero un appuntamento che ebbe luogo il 10 marzo di non si sa quale anno a MI.

La sera del 9 marzo, l'autore riceve un biglietto dall'amico Piero che gli chiede salvo casi di forza maggiore di trovarsi il giorno dopo alle 11 al bar tale. L'autore non aveva mai riflettuto sulla "causa di forza maggiore", e quella fu la seconda causa della rovina del giorno seguente, perché la prima fu la smania di arrivare puntuale all'appuntamento. Non trova subito le sigarette mentre sta per uscire di casa, ma esce lo stesso per non tardare ed aspetta il tranvai che passa proprio davanti a casa sua --> mentre aspetta perde la fede nella vita e cerca di scuotersi da quello stato. Il fatto di perdere l'amore per la vita lo ha risvegliato ancora di più, aiutato anche da un altro pensiero: come lui sta aspettando il tranvai, altri aspettano nello stesso momento una comunicazione telefonica --> vince il pessimismo e in quel momento la provvidenza lo premia facendo arrivare in tranvai su cui sale. L'autore è senza sigarette, quindi invece di fermarsi sulla piattaforma come al suo solito, va a sedere e si distrae, perche' nota che davanti a se ci sono 4 persone, di cui 3 uomini e una donna. Lo nota dai piedi, e viene distratto dalla donna perche' indossava delle calze trasparenti ed una gonna a suo parere corta, che lo inducevano a fissarle le gambe. Per scuotersi da quel turbamento decide di guardare la ragazza negli occhi, e subito sente il bisogno di parlarle chiedendole se le desse fastidio il fumo --> non pensa a quello che dice, semplicemente gli viene automatico. La signorina le risponde di no, e l'autore si accorge subito della sciocchezza che ha detto --> si accorge che un pochino le viene da ridere, mentre altri passeggeri lo deridono più apertamente. Improvvisamente nota l'etichetta nel tranvai in cui c'è scritto "vietato fumare" e si rende conto ancora di più della sciocchezza che ha detto. Ella si alza per andare via e lo guarda sorridendo per 2 volte: la prima volta egli si sente perdonato, la seconda si sente invitato. Pensa tra sé e sé che rimane seduto perché ha un appuntamento, un dovere, e per questo non corre dietro alla signorina dalla gonna corta che gli aveva sorriso forse invitandolo a seguirla -

  • sui desideri facili dominano i sentimenti sociali che permettono all'uomo di avere una morale, una famiglia, una patria = mentre pensa tutto questo sente all'interno della tranvia "Fratelli Bandiera". Inizialmente pensa che "fratelli bandiera" sia un ricordo patriottico legato a quello che stava pensando sulla morale umana; poi pensa che un amico gli aveva raccontato che era il finale di un componimento di una delle sue allieve; successivamente si accorge che "fratelli bandiera" è il nome della piazza in cui si è fermato il mezzo, e che ha superato da molto la sua meta. Fa il giro della piazza e riprende la tranvia per tornare indietro. Nel frattempo pensa a delle scuse per giustificarsi con l'amico (che è morto; che è stato con la ragazza sulla tranvia) ma nessuna scusa esterna gli pare adatta a giustificarlo, quindi pensa che il caso di forza maggiore debba provenire da dentro, come per esempio il fatto di dimenticarlo e quindi di non poter mantenere l'impegno. Inizia a divagare coi ricordi --> parla di un mazzo di fiori comprato ad una donna, Graziella, che non si presentò poi all'appuntamento; parla di un paio di guanti bucati che ha dovuto cambiare perché doveva andare a un convegno (ha avvolto quelli vecchio e li ha fatti cadere sulla strada). Dal tranvai decide di scendere non appena vede il palazzo in cui abita e il suo portinaio --> pensando si è di nuovo distratto, ha saltato di nuovo il luogo dell'appuntamento e si è trovato al punto di partenza. Il portinaio gli dà la sua posta giornaliera in cui c'è in n.2 della Vraie Italie

Massimo stila una lista delle possibili donne e inizia a riflettere escludendone alcune. Ne rimangono 3, una marchesa, Leonilde, la signora A*** B***--> nessuna delle 3 può essere la donna in questione. Massimo è mortificato di non essere riuscito a trovare la donna in questione e non sa come dirlo a Marta, ma decide comunque di dire la verità. Va a casa sua, le restituisce il biglietto, ella lo invita a prendere una tazza di the ma lui rifiuta. Lei non lo accompagna alla porta perché dice di non essersi ripresa dopo la spagnola, e allora il protagonista la osserva, e collega che i capelli... Erano i suoi! Lei dice di essersene accorta il giorno dopo e di aver provato a chiamarlo... CAP 4: (giugno). Il dramma del 31 aprile, ovvero delitto e castigo Il libro si apre con una premessa: in una vecchia via di MI si svolge la nostra storia, precisamente in uno spaccio di tabacchi e sali che vende un po' di tutto, ed essa sarà drammatica. In quella via il 31/04 di un certo anno alle 11 di mattina, Massimo vede una folla di gente agitata, ed in particolare sulla porta del negozio c'erano 2 uomini che si picchiavano. Per spiegare la storia fa un passo indietro. Cosa ci faceva lì M? Ogni martedì il protagonista faceva il suo giro per i tabaccai, perché era il giorno di levata delle sigarette --> ogni tabaccaio concedeva in media 2 pacchi, quindi girando un fumatore poteva raccoglierne in media 20. Quel martedì era il 27, M era andato allo spaccio con un amico che non fumava ed aveva cercato di fare il furbo facendole prendere anche all'amico che poi gliele avrebbe date, ma la signora del negozio (antipatica, brutta, puzzolente, descritta in malo modo da M), accortasi dell'inganno gli ha concesso solo i 2 pacchetti. Nel frattempo, un altro signore leggendo il cartello "levata il martedì" l'aveva presa in giro (si alza solo il martedì?), e da lì M ha preso spunto per la vendetta contro di lei. Sabato 31, sapendo di non trovare nessuno, M è andato al negozio, per comprare vari articoli (tonno, cartolina, …) approfittando del fatto che ella era girata per prendere la merce richiesta, ha cambiato il cartello "Levata il martedì" facendolo diventare "Lavata il martedì". Successivamente e' andato via ma dopo ha deciso di tornare, proprio come Raskolnikov fece in "Delitto e castigo", a cui si ispira il titolo --> ha visto a quel punto la folla tumultuosa, e si è avvicinato per capire: 2 persone avevano fatto notare alla vittima il cartello e lei li aveva insultati. Dopo poco era entrato il fidanzato che prendendo le difese della negoziante aveva iniziato a fare a pugni con i 2 signori. Nel frattempo la donna era salita al 3 piano, dove abitava, e si era buttata di sotto suicidandosi. CAP 5: (luglio) Morte e trasfigurazione Questo romanzo ha lo scopo di raccontare le vicissitudini della giovinezza dell'autore, che possono spiegare/giustificare il suo atteggiamento rilassato nei confronti delle difficoltà. M ha esordito nella vita come correttore di bozze nella Compagnia editoriale del Bolland Moderno d'Italia, a Napoli. Questo lavoro gli sembrava molto promettente perché': lo stipendio

era buono; il suo capo era Pasqualino Iovelli, prof che grazie a questa compagnia aveva acquistato un'effimera fama. Iniziò a lavorare il 1/03. Giorno 31/03 è il giorno di paga, e M non sa bene se deve ritirare lo stipendio alla cassa o se esso gli verrà consegnato a casa. Dopo aver controllato la cassetta delle poste va a lavoro e corregge bozze di Bernardino Telesio, pensando a dove potesse essere la cassa. Lavora insieme a dei colleghi di cui non ha una buona impressione, e le bozze continuano ad affiorare mano mano che lui le corregge --> impara i concetti dell'eterno e dell'infinito. Un giorno riceve un rimprovero dalla sua affittacamere e la sua stiratora, quindi decide di chiedere ai suoi colleghi informazioni sullo stipendio. Il piu' anziano gli dice che si vede che e' giovane e nuovo, ma che comunque esso va ritirato dal professor Iovelli. Si reca da lui tentando di spiegrae la situazione ma il professore pensa che egli voglia un anticipo e lo sgrida. Alla fine riesce a parlare e il prof dice che il postino verrà punito e l'indomani ricevera' il suo stipendio --> non accade e quindi gli tocca cambiar stanza, stiratora, chiedere sempre soldi al prof che gli da qualche anticipo ma mai lo stipendio, proprio come a tutti gli altri collaboratori. Siccome le cose continuano in questo modo, decide di trovarsi un secondo lavoro per poter pagare le sue spese ed i suoi sfizi. Un giorno sul giornale legge un avviso in cui si cerca un professore per lezioni di albanese serali, e nonostante non sappia l'albanese decide di studiarlo volta volta per le lezioni che deve tenere e si candida per insegnare alla scuola privata di commercio --> viene preso, e il direttore una sera di giugno gli chiede di dare lezioni private di albanese alla moglie che ha questo desiderio. La mattina dopo, Iovelli chiede a M di cambiare il nome della compagnia perché non è moderno e non suona bene, e M decide di farlo a patto di avere lo stipendio mensile più il dovuto arretrato. Si mette a cercare una sigla adatta ma non trova nulla e va dal prof a comunicarglielo. Egli alla richiesta del denaro inizia a fare scenate perché non ha niente e gli dà solo 18 lire, tutto quello che possiede. Ritorna sulla questione del nome e allora M suggerisce di leggerlo a contrario "Imbecille Iovelli"--> Iovelli scoppia a piangere. Decide di licenziarsi perché non ci può più essere un rapporto di lavoro a queste condizioni. Il pomeriggio si reca dalla moglie del direttore che gli parla di varie cose, tra cui del suo cane. Dato che M sta per uscire gli chiede se può portarlo a fare una passeggiata, così M porta "Kri- Kri" a spasso, gli toglie la museruola e lo fa nuotare in una fontana (viene visto da un vigile che per queste 2 cose lo multa). Successivamente lo riporta alla padrona e torna a casa. Il giorno dopo riceve 2 lettere: una di dimissioni dalla compagnia di Iovelli, l'altra della multa e quindi decide di partire per Roma sparendo, senza avvisare nessuno (questo pensiero lo aveva avuto nel caso il cane affogasse, ma lo mette in pratica comunque). CAP 6: (agosto) Morte e trasfigurazione – II parte Arriva a RO e impartisce ripetizioni di pianoforte (i suoi alunni vanno dai 7 a i 14 anni, e tutti imparano le classiche canzoncine in onore dei nonni o dei genitori che si tramandano da generazioni, a volte con nomi diversi). Massimo è insoddisfatto di questa vita che lui definisce "porca vita" (vorrebbe scrivere un romanzo con questo titolo ma non gli pare appropriato per l'epoca). In quel periodo gli accade un grande episodio di mancanza morale: voleva approfittare della ricchezza di una donna per migliorare la sua vita.

CAP 8: (ottobre) Florestano e le chiavi M non va in villeggiatura perché da una parte odia la montagna, dall'altra ama il mare, quindi non tollera che egli possa pensare che il protagonista gli fa visita solo per villeggiatura, come invece fanno tutti gli altri --> quello che lui prova nei confronti del mare è un sentimento molto diffuso (paragone con gli uomini, che non sposano le loro amanti proprio perché tengono molto a loro). 28/08 M si trova per questo motivo a MI, sono le 11 di sera e sta passeggiando, mentre incontra per la sua strada Florestano, che gli chiede di accompagnarlo alla stazione visto che stava arrivando Bartoletti, ma lo fa in modo poco carino: "tu che non hai niente da fare..." --> il protagonista gli risponde di no, in 3 punti: 1) rimane offeso per il fatto che gli dà del fannullone;

  1. cita un detto "partire è un po' morire" quindi arrivare è un po' nascere, immagine che ha in sé un'assistenza ostetrica, sufficiente a scoraggiare qualsiasi atto simile; 3) mette in luce altri motivi per cui non è positivo andar a prendere la gene in generale alla stazione, e in particolare lui (ES: magari stanco non vuole presentarsi in determinate condizioni; ha conosciuto una donna in treno con cui vuole proseguire la serata; non sei amico del Bartoletti che arriva ma di quello che è partito perché il viaggio ti cambia; …). Mentre parla nel frattempo sono arrivati alla stazione. Descrizione della massa che scende dal treno --> M la definisce 'la vita intensa'. Il treno da cui sono appena scesi i passeggeri non è quello da BO ma da GE, quindi devono attendere ancora. Appena arriva il treno che aspettano, si dividono, uno a destra e uno a sinistra per vedere chi riesce a trovare Bartoletti, ma nessuno dei 2 lo vede. Entrambi sono desolati, Florestano non capisce, perché ha le chiavi ed il telegramma di Bartoletti, e sa che è un tipo molto preciso --> lui sente che è arrivato. Improvvisamente anche M sente questa sensazione, e quando F gli chiede se ha guardato bene impallidisce e rimane sconsolato, riflettendo sul fatto che non aveva mai visto né conosciuto Bartoletti e che quindi anche volendo non avrebbe potuto riconoscerlo.

CAP 9: (novembre) il demone del giuoco Un sabato sera, M e altri 3 amici borghesi come lui decidono di giocare a poker. Decidono di giocare per massimo un'oretta (non è mai cosi ma è una frase rituale), e iniziano una discussione sul valore delle fishes, con varie tesi: 1) il valore deve essere alto altrimenti non c'è spirito nel gioco; 2) siccome il poker non ha bisogno di essere stimolato dal guadagno, si suggerisce (lo fa un sofista) di dare valori ipotetici alla fishes e giocare senza conoscerli, ma estrarli solo alla fine --> ognuno indica un valore, M stabilisce "un soldo" come valore. Iniziano a giocare, e la prima partita viene vinta da Cesare. M mette in evidenza che le carte non sono casuali, ma tutto viene dominato da una misteriosa intelligenza. Il gioco si fa più intenso, a colpi di tris e full, ed il giro successivo viene vinto da M. continuano a giocare e alla fine fanno il conto delle differenze. M aveva perduto150, ma 150 cosa? Viene estratto il biglietto del valore da Umberto, ma non ci viene rivelato perché M si lamenta del fatto che i lettori non sanno leggere, danno più importanza ai fatti privati, alla curiosità per il pettegolezzo e non agli artifici e agli espedienti con cui i lettori mantengono vivo l'interesse (pg 159/ critica). CAP 10: (dicembre) romanzo dei romanzi Tutti i personaggi della sua raccolta gli compaiono insieme: arriva Piero nel suo studio e lo porta alla stazione, dove dice che 2 signori vogliono conoscerlo. Si tratta del ragazzo a cui impartiva ripetizioni di piano che successivamente ha sposato la donna su cui M aveva messo gli occhi quando andava da lui a lezione; mentre l'altro è l'uomo che gli ha fatto cadere la sigaretta nel 6 romanzo; il cameriere che lo serve è Bartoletti (racconta che per colpa sua è finito a fare il cameriere a causa di una serie di sfortunate circostanze iniziate da quando alla stazione non aveva avuto le chiavi di casa), mentre un altro uomo che incontra è il sindaco del paese di suo zio, che sta con la donna che aveva a gonna corta e le calze trasparenti. A quel punto, si mette ad urlare e chiedere se ci sono altri tra i presenti dei suoi personaggi, qualcuno che come Piero (arrabbiato per il modo in cui lo aveva presentato), volessero sfogarsi come lui, e invita tutti a casa sua offrendo da bere --> si recano tutti quanti da lui, e nessuno si scoraggia dal fatto che abita al 4 piano. Nel suo studio ci sono tutti tra cui Iovelli, e il protagonista stesso e' diviso in 2: M come autore e M come personaggio. Compare anche Marinetti che parla col portinaio. Le donne sono sedute sul suo divano-letto, e ci sono anche il cane Kri Kri ed il gatto da pesca che litigano. Ad un certo punto, la moglie del suo ex allievo di piano si chiede che cosa fare a quel punto, e M autore si rivolge ad M personaggio che lo rimprovera: lui li ha creati e pretende che essi si comportino esattamente come lui vuole, ma non e' cosi', infatti nella stanza ognuno fa cosa vuole, e successivamente M personaggio porta M autore suk tetto del palazzo e lo fa guardare attraverso un abbaino, in cui si vede lo zio che gioca a scacchi con la tabaccaia --> non e' morta perche' il 31 aprile non esiste!!! Torna giu' e si accorge di essere solo, e la casa e' vuota. Appena entra in casa, mentre si prepara per dormire nonostante fosse quasi l'alba, squilla il telefono in cui una donna misteriosa si scusa per non essere venuta, ma dice di aver trovato marito --> è la Zolfanelli, esiste ma non esiste.