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Vengono prese in considerazioni le limitazioni che possono verificarsi durante le attività educative
Tipologia: Appunti
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attività → idea di una esecuzione di un compito più o meno complesso che gli chiede di dimostrare di riuscire ad agire in qualcosa. Contiene il ragionamento sulla limitazione dell’attività (limitare la possibilità che quella capacità/compito venga espressa/realizzato). Quando mi propongo come educatore devo chiedermi: ci sono delle limitazioni a questa cosa? Non per semplificare il compito ma per renderlo realizzabile partecipazione→ legata alla libertà di coinvolgimento. Nel momento in cui penso un contesto e una attività connessa al contesto, devo pensare ad una attività che permetta la partecipazione, di poter ricoprire dei ruoli. ICF ci dice di stare attenti alle restrizioni della partecipazione (dove ha l’impedimento a partecipare) es. fare la riunione di istituto in palestra, considerare che ci siano delle rampe di accesso. attenzione alla dimensione sociale→ attività e partecipazione pongono attenzione sulla relazione con il singolo individuo e sulla responsabilità del CONTESTO la disabilità si crea nel momento in cui incontro un ostacolo perché il contesto non mi consente di partecipare o di essere coinvolto in quel tipo di attività. la responsabilità non è solo del soggetto, ma dell’incontro tra soggetto e contesto. -qualificatori che denotano il dominio attività/partecipazione (CAPACITà-PERFORMANCE)--> tengono conto del compito da eseguire e del contesto in cui viene chiesto di farlo Capacità → è il più alto grado probabile di funzionamento che un individuo può avere nell’eseguire un compito/azione in un contesto standardizzato. E’ l’intrinseca abilità dell’individuo nell’eseguire un compito o un’azione. La persona agisce in modo virtualmente «puro» senza risentire degli effetti facilitanti o barrieranti dei vari fattori contestuali ambientali e personali (ambiente uniforme e standard). esempio: una prova di matematica in cui viene chiesto di rispondere alle operazioni. Questo è un esercizio di capacità perché chiedo al ragazzo di applicare dei ragionamenti che gli consentano di eseguire quel compito. diversamente Performance → il compito è vissuto in un coinvolgimento di vita vera e in una esperienza realmente vissuta.Ciò che sanno fare nel loro ambiente attuale. La persona agisce attraverso l’effetto facilitante/barrierante dei vari fattori contestuali esempio: lo stesso ragazzo che è magari è discalculico, mi fa degli errori nel compito di matematica e penso che la sua capacità nel calcolo matematico sia scarsa, nel momento in cui deve fare la spesa e prendersi il resto quella roba la fa.
Quando pensi a una attività/compito cerca di capire la differenza di quello che vuoi valutare: la sua capacità (il suo più alto grado di funzionamento possibile in un contesto standardizzato,puro, senza barriere) oppure la sua performance (la capacità che lui ha di realizzare quel compito in una vera esperienza di vita) -FATTORI CONTESTUALI: mettersi nei panni di e vedere se ci sono limitazioni dei contesti che possano fare da barriera FATTORI CONTESTUALI AMBIENTALI: Ambiente fisico e sociale + atteggiamenti individuale devono essere codificati dal pdv della persona della quale si sta descrivendo la situazione (es. marciapiedi senza scalino = può rapp. una barriera per non vedente, facilitatore per sedie a rotelle). [prodotti e tecnologia (es. la luce che entra in aula, va bene ?illumina la lavagna?) ambiente naturale, relazioni e sostegno sociale, atteggiamenti (delle persone esterne all’individuo), servizi, sistemi, politiche..]. FATTORI CONTESTUALI PERSONALI: Retroterra di vita + caratteristiche individuali [stili di attribuzione interna (prendo un bel voto perché ho studiato , in positivo. Prendo un brutto voto perché il compito era difficile, in negativo), autoefficacia, autostima, emotività, motivazione, comportamenti problema..] Questi fattori interagiscono con l’individuo in una condizione di salute e determinano il livello e il grado del suo funzionamento. -La disabilità —> risultato di una situazione che non sta funzionando. Posso trovarmi a vivere una situazione di disabilità in qualsiasi momento. Se la disabilità è la conseguenza di una relazione tra la condizione di salute e i fattori contestuali in cui l’individuo vive allora l’intervento educativo che speriamo di mettere in campo (auspicato) lavora sui fattori contestuali che rischiano di limitare l’attività e la partecipazione → l avoro sul contesto ambientale e personale stando attenta di eliminare le limitazioni all’attività e le restrizioni alla partecipazione. Attraverso l’ICF la centratura è sul CONTESTO oltre che sul singolo individuo, come possibilità e DIRITTO per tutti di ACCEDERE a percorsi scolastici e a progetti di vita. Attraverso l’ICF pensare interventi pedagogici che non si limitino ad intervenire in ambito scolastico ma che si realizzino lavorando CON e ATTRAVERSO le COMUNITA’ di appartenenza, verso un PROGETTO di VITA volto al BENESSERE dell’individuo. -ATTENZIONE: non è un approccio lineare e causalistico, non prevede garanzia dei risultati, ma chiede FIDUCIA nel PROCESSO di relazione. Il RISCHIO è una categoria pedagogica costitutiva, nella quale sta la sfida dell’educazione inclusiva. Non posso pensare che l’intervento educativo che metto in campo:
- prevede l’interazione personale ( non è qualcosa che faccio necessariamente **da solo)