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Appunti di dietro costituzionale I, anno2023/24, prof Conti. Appunti contenenti lezioni+integrazioni libro
Tipologia: Dispense
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RILEVANZA:perchè un determinato comportamento ha una certa rilevanza per il diritto?
Tanti comportamenti per il diritto sono irrilevanti: il giurista vede se un comportamento è irrilevante o meno. Lo Stato trasforma la rilevanza in sanzione ➡ la norma viene rispettata nella misura in cui c'è una sanzione che viene applicata se la norma non è rispettata.
Quello che deve essere fatto da tutti. Ciò che deve essere fatto da tutti lo decide il parlamento
giustizia
Una norma è efficace perchè è munita dell'esatta formula di promulgazione: comanda di rispettare la norma
Metro di giustizia delle norme: sono valide quelle norme che non vanno contro la Costituzione. Solo la Corte Costituzionale può dichiarare se una norma va contro la Costituzione
Il diritto è una narrazione che fa capire/comprendere come funziona una società. Il diritto STABILISCE non "racconta"
diritto
concetti generali (es: efficacia, validità) principi generali (le norme devono rispettare dei principi che ne garantiscono la coerenza (della norma))
singole norme (senza concetti e principi generali non si capiscono le norme)
Dalla disposizione alla norma: Da una disposizione si possono avere diverse norme. Nell'attività di interpretazione si passa da disposizione a norma. Le disposizioni rappresentano il contenuto dell'atto, la volontà in esso manifestata mediante una serie di enunciati linguistici, normalmente contenuti in articolo. Le norme, invece, non coincidono con l'enunciato linguistico ma sono il frutto dell'attribuzione di significato alle parole utilizzate dal legislatore. Il modo in cui interpretiamo le disposizioni.
COSTITUZIONE: progetto^ che riguarda il futuro di un intero stato
perchè la Costituzione sia presente è necessaria una frattura nella storia. es: nel 1948, quando si è fatta la costituzione dopo il fascismo e la guerra.
Problema della Costituzione: essere tutti eguali. Se siamo tutti eguali è più facile dominarci. Lo Stato rischia di diventare estremamente potente. Come si evita questo? Come si garantisce la libertà? Attraverso il principio della separazione dei poteri, in modo che ogni organo supervisioni l'altro.
Che cos'è lo Stato? risultato di tre componenti
territorio
popolo
governo
Appartenere al popolo di una Stato significa esserne cittadini e la qualifica di cittadino è il frutto delle regole giuridiche che ciascuno stato si dà al riguardo. Ciò che si verifica normalmente è che una persona fisica possegga lo status di cittadino di uno Stato. La popolazione è l'insieme degli individui che in un dato momento si rinvengono in un determinato luogo (territorio). La sua valenza è prettamente statistica. etnia razza patria
l'etnia descrive un raggruppamento umano basato su una comunanza di caratteri fisici, somatici, linguistici, culturali, geografici, folkloristici...
la razza identifica una (presunta) partizione della specie umana operata in base a caratteri prettamente morfologici come il colore della pelle, la forma e il colore degli occhi... il decreto legislativo n. 215 del 2003, reca a disposizioni relative all'attuazione della parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza e dell'origine etnica, disponendo le misure necessarie affinché le differenze di razza e di origine etnica non siano cause di discriminazione.
etimologicamente significa "terra dei padri" e, dunque, paese d'origine di una collettività di individui che si sentono legati a essa per un complesso di fattori, di ordine affettivo, culturale, storico. •Art.52: "la difesa della patria è sacro dovere di ogni cittadino". •Art.59 attribuisce al Presidente della Repubblica la facoltà si nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario.
CITTADINANZA Nella legge 91 del 1992 c'è scritto che 1) è cittadino italiano chi nasce da cittadini italiani (ius sanguinis). 2) Colui che nasce sul suolo nazionale ma che non può acquistare la cittadinanza dei genitori per effetto delle leggi sulla cittadinanza del loro paese d'origine (ius soli): si entra a fare parte di una nuova comunità con una diversa cultura; adesione ad una comunità di valori basata sull'approfondimento delle relazioni.
La cittadinanza diventa una misura d'appartenenza. Nello stato sociale si è cittadino quando si riceve dallo stato quel minimo di prestazioni che valgono le stesse qualità di essere un essere umano. Questo cittadino è il titolare di un diritto ad un'esistenza libera e dignitosa.
Se la sovranità si esprime su un popolo, se il re è re perché ha dei sudditi, allora il primo grande problema di uno stato-nazione è definire le regole di cittadinanza. Questo concetto nello stato liberale non vale in quanto il cittadino è colui che esercita i poteri, il cittadino cerca di conquistare dallo stato un diritto a partecipare. Nell'antico regime la cittadinanza è uno status cioè è lo stato di colui che è soggetto. Vuol dire un insieme di diritti e di obblighi che corrispondono ad una determinata qualità di una persona che abbiamo indipendentemente dalla nostra volontà. La cittadinanza diventa l'oggetto di una continua conquista di diritti. La cittadinanza non è più uno status che discende dalla sovranità ma è una relazione che dipende dal popolo.
Esempio⬇
Acquisto cittadinanza: la cittadinanza può essere acquistata dal minore straniero adottato dai cittadini italiani, così come dal coniuge, straniero o apolide, di cittadino italiano, in questo caso con il concorso di altri fattori. per lo straniero o l'apolide, del quale il padre o la madre è uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini per nascita, al verificarsi di taluni ipotesi: •prestate effettivo servizio militare per lo stato italiano; •assumere pubblico impiego alle dipendenze dello Stato; •al raggiungimento della maggiore età, se risiedere legalmente da almeno due anni nel territorio della Repubblica, accompagnate dalla dichiarazione di voler acquistare la cittadinanza italiana. allo straniero che ha prestato servizio, anche all'estero, per almeno 5 anni alle dipendenze dello Stato; al cittadino di uno Stato membro delle comunità europee se risiede legalmente da almeno quattro anni nel territorio della Repubblica; allo straniero che risiede legalmente da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica. Anche in questo caso l'acquisto non è automatico. Si chiede la cittadinanza al ministro degli interni attraverso il sindaco. Si deve però poi controllare la condotta sia nel paese italiano e in quello suo d'origine; bisogna pagare per ottenerla e bisogna superare un esame di lingua Italiana (devono avere almeno il B1) se si sposa un cittadino italiano si acquista la cittadinanza dopo due anni con l'accettazione che non ci sono comprovate ragioni inerenti la sicurezza che impediscono l'acquisto della cittadinanza italiana. Questa parte la fanno i servizi segreti quindi è tutto segreto.
Articoli in costituzione sulla cittadinanza: 10, 22, 26
TERRITORIO: (^) XIII, 10, 16, 117 lett. M, 119 II co., 133 II co. XIII disposizione transitoria: «I membri e i discendenti di Casa Savoia non sono elettori e non possono ricoprire uffici pubblici né cariche elettive. Agli ex re di Casa Savoia, alle loro consorti e ai loro discendenti maschi sono vietati l'ingresso e il soggiorno nel territorio nazionale». perchè è importante che sul territorio nazionale non ci siano più i beni dei Savoia? I beni sono trasferiti alla repubblica poiché il re è prima di tutto un patrimonio immobiliare di simboli. (simboli di potere) che cos'è il territorio per lo straniero? è l'asilo. Il territorio dove si esercitano i diritti. il territorio è la terra dentro il confine, dove il popolo esercita il potere, il luogo in cui si rivendicano i diritti. è il luogo della libertà di circolazione, che si può percorrere liberamente (per diritti si intendono quelli essenziali, che ci danno un minimo di benessere). Lo Stato ci da il minimo di benessere.
autonomia delle regioni: le regioni si possono muovere liberamente per il bene della comunità (in realtà non è proprio così: le regioni devono chiedere soldi allo Stato per poter adempiere ai propri compiti. il territorio è un prodotto interno lordo, è un perimetro, il perimetro del bilancio dello Stato. perchè si possono creare nuovi comuni solo se si ascolta la comunità? il territorio è prima di tutto una comunità politica: il territorio è identità di una popolazione.
Il territorio è un luogo di simboli, il luogo della rivendicazione dei diritti, è il luogo delle contaminazioni (libertà di circolazione), è un luogo che serve ad erogare i diritti, è il perimetro del bilancio dello Stato, è un insieme di comunità politiche (comuni)
art. 1 "l'Italia è una repubblica" (^) si contrappone a "monarchia"
il territorio di uno stato è la risultante spaziale di quattro fattori: I confini terrestri, quelli marittimi e il relativo spazio aereo e del sottosuolo. i confini terrestri sono costituiti dalla porzione della superficie terrestre, e dunque dalle terre emerse. i confini marittimi sono costituiti dalla fascia di mare (qualora ci sia) che cinge le terre emerse dallo stato. una volta tracciato il contorno bidimensionale dello stato che risulta dai confini terrestri e marittimi, esso va proiettato, verso il basso e verso l'alto, nel sottosuolo e nello spazio aereo, individuando gli strati di sottosuolo e l'atmosfera sui quali pure si esprime la sua sovranità.
art.3 comma 1: afferma l'uguaglianza ("eguaglianza" in modo formale). Lo Stato media la libertà personale (egoismo) e l'uguaglianza tra i cittadini.
comma 2: il compito della repubblica è rimuovere gli ostacoli che impediscono l'eguaglianza. Ma perchè esistono le diseguaglianze? c'è una sorta di patto silenzioso: si possono accettare le disuguaglianze perchè lo stato aiuta i meno fortunati (es: la sanità, la mensa dei poveri...). La repubblica serve ad assicurare il benessere dei meno fortunati.
art.4 parla del diritto al lavoro (principio lavorista). Ciascuno di noi deve impegnarsi per il bene della comunità. non significa che lo stato ci deve garantire il lavoro. art. 5 Territorio. Devono essere promosse autonomia e decentramento.
capacità di decidere del proprio destino (autonomia di ogni singola comunità. Ovviamente ci sono dei limiti in quanto autonomia non è sovranità. Bisogna sempre rispettare i diritti).
la repubblica non si impone uniformemente su tutto il territorio; per questo esistono le comunità, per garantire il bene a tutti.
art.8 tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
art. 6 protezione delle minoranza linguistiche. Si riconosce a ciascuna minoranza la possibilità di pensare nella propria lingua, di aver la propria cultura.
art.7 lo Stato tollera la religione solo se è una religione di stato poiché la religione ha spesso dei valori diversi da quelli del sovrano. Stato e chiesa sono indipendenti. La giustizia non si amministra in nome di Dio ma in nome del popolo.
art.2 "riconosce e garantisce i diritti fondamentali". Lo Stato è una piramide rovesciata (infatti è una repubblica). Prima di tutto vengono le persone. Lo scopo dello Stato non è sottomettere i cittadini ma garantire e riconoscere i diritti dei cittadini. Nella nostra Costituzione prima di tutto viene la persona (principio personalista); non solo libertà individuali ma anche collettive.
Forma di governo: anche questa può essere definita come una relazione, nel senso che essa consente di descrivere i rapporti che si instaurano tra gli organi supremi o di vertice dello stato. La forma di governo dà espressione ai modi in cui il potere è distribuito tra gli organi dello stato (inteso come è stato-apparato).
Forma di stato: questa espressione descrive la relazione dunque i rapporti che si determinano tra la sovranità, il territorio e il popolo. la forma di stato traduce l'orientamento complessivo dell'ordinamento statale in relazione alle finalità che sono poste come obiettivi della convivenza di quel popolo su quel territorio. la forma di stato traduce le funzioni più rilevanti del diritto all'interno dell'ordinamento: sanzione e comportamenti ritenuti non confacenti alla convivenza armonica tra gli individui, distribuisce le risorse tra soggetti, organizza il potere pubblico tra una pluralità di organi.
STATO UNITARIO: si caratterizza per l'attribuzione del potere al solo stato centrale o, eventualmente, anche a soggetti periferici e dunque dislocati su più sedi nel territorio, ma, privi totalmente o quasi, di autonomia o di rappresentatività delle popolazioni locali.
problema: come articolare l'esercitazione del potere sul territorio.
CONFEDERAZIONE DI STATI: questo fenomeno sia quando un certo numero di stati, indipendenti e sovrani, convengono di dare vita a un'organizzazione tra essi comune, soprattutto per alcune, limitate finalità. si è quindi di fronte a una unione di ordinamenti statali in virtù di un accordo internazionale, senza che ciò intacchi la sovranità degli Stati che vi partecipano essenza che si verifichi il venir di un ordinamento giuridico nuovo e ulteriore rispetto a quelli degli Stati stessi.
nell'apparato statale abbiamo il potere (potere supremo di direzione politica) e gli organi di garanzia (limite al potere supremo di direzione politica). colui che limita può diventare il potere supremo. Solo la Corte costituzionale e il presidente della Repubblica non possono essere limitati. sono i più pericolosi.
FORME DI GOVERNO
STATO REGIONALE: qui non vi sono stati membri ma enti territoriali autonomi (spesso denominati, appunto, regioni), non dotati di una propria carta costituzionale ma previsti dalla Costituzione dello stato con sfere, più o meno ampie, di autonomia statutaria, normativa, amministrativa e finanziaria. Ciascuna regione può emanare è leggi in armonia con le leggi Generali.
STATO PATRIMONIALE: il potere supremo di direzione politica si identifica nel patrimonio personale del Principe. Questo modello si evolve nello Stato assoluto. Nello stato assoluto il re non è il patrimonio ma gli appartiene tutto il regno. il potere statale si manifesta come assoluto e manca qualunque garanzia giuridica in capo ai sudditi, se non quella derivante dall'esercizio della potestà sovrana. L'amministrazione rende eterno il re, il diritto rende prevedibile l'operato dell'amministrazione. L'apparato amministrativo diventa via via più forte e vuole rendersi indipendente. Punto fondamentale è la rappresentanza politica. Essa è una decisione presa dalla maggioranza per limitare le libertà. è la base della divisione dei poteri.
Una forma di maggiore garanzia per gli abitanti dei vari stati, è lo stato di polizia (da polis). Il passaggio successivo è lo stato di diritto (liberale). Riconosce le libertà e le afferma attraverso il diritto. é uno stato monoclasse e l'elettorato è minimo, individuato in base al censo. Ha un problema alla radice: si possono proteggere i diritti senza attuare la separazione dei poteri e soprattutto la rappresentanza? Che cos'è il diritto senza la rappresentanza? E' una concessione
naturalmente una simile forma di governo può produrre una elevata instabilità dei governi e una loro intrinseca debolezza; da qui si arriva all'istituto della sfiducia costruttiva: essa prevede la possibilità del Parlamento di votare la sfiducia al governo, ma solo eleggendo, contemporaneamente, un nuovo esecutivo, evitando così le cosiddette "crisi al buio" MONARCHIA ASSOLUTA: tutto è detenuto/deciso dal re. Questo modello trova un primo temperamento quando il monarca accetta la presenza di una Costituzione➡MONARCHIA COSTITUZIONALE: il potere supremo di direzione politica è nelle mani del re ma egli deve sottoporre i suoi atti al parlamento. MONARCHIA PARLAMENTARE: il supremo potere di direzione politica passa dal re al parlamento; questo avviene quando il governo non è più espressione del monarca ma del parlamento. Il re diventa organo di garanzia. Il parlamento diventa un organo di direzione politica. REPUBBLICA PARLAMENTARE: al posto del re troviamo il presidente della repubblica (ha quindi un'investitura popolare).
Da quando la rivoluzione francese scoppia e "arriva" in Italia, ci sono stati degli ideali che hanno mosso gli italiani: il mito dell'Italia unita, con Roma capitale.
questo mito trova il suo "campione" nel Regno di Sardegna
unità repubblicana che vive degli ideali rivoluzionari
situazione del 1848
L'ambizione di Carlo Alberto era la conquista dell'Italia ma aveva due nemici: gli austro-ungarici e i repubblicani (nemico interno). C.Alberto dichiara guerra all'Austria nonostante non avesse un esercito all'altezza ma con la guerra evita i moti rivoluzionari degli italiani. Concede lo statuto (voluto dal popolo) quindi C.Alberto riesce a
porsi alla testa del risorgimento
dare una forma costituzionale al popolo. Il re si dichiara leale al popolo (la lealtà è uno strumento di potere. Nessun potere sta in piedi se non ha il consenso)
C'è affetto di patria: il legame tra il re e il popolo va oltre la politica. Lo statuto è "il dono che come padre fa ai suoi figlioli". Lo Statuto Albertino delineava una forma di governo di tipo costituzionale, e dunque dualistica, ma fortemente sbilanciata a favore del sovrano. Al re solo apparteneva il potere esecutivo, la competenza a fare i decreti e i regolamenti necessari per l'esecuzione delle leggi, il potere di nomina e di revoca dei ministri.Iil potere legislativo era configurato come oggetto di esercizio collettivo da parte del re e delle due camere. il senato era di nomina regia e la Camera dei deputati era elettiva ma il sovrano aveva il potere di scioglierla. Quanto all'ordine giudiziario, si stabiliva, che "la giustizia emana dal re ed è amministrata in suo nome dai giudici che egli istituisce"
Dal punto di vista della forma di Stato, lo statuto Albertino assumeva la configurazione tipica dello Stato liberale di diritto. Erano espressi principi di uguaglianza, un sistema tributario di tipo proporzionale e l'assenza di qualunque previsione in ordine alla libertà di associazione, al pluralismo e alle garanzie per i cosiddetti "corpi intermedi" tra il cittadino e lo Stato. Si garantivano, in particolare, la libertà individuale, quella di stampa e il diritto di adunarsi pacificamente e senza armi. oltretutto, si garantiva il mantenimento dei titoli di nobiltà a coloro che ne avevano diritto e la possibilità per il re di conferirni di nuovi. Lo Statuto Albertino dichiara religione di Stato la religione cattolica: essa era la religione di quasi tutti i regni in Italia.
Problemi dello Statuto: (^) 1) ogni membro di casa Savoia non potrà tornare indietro su queste concessioni; se si vuole modificare lo statuto lo deve volere (soprattutto) il parlamento (in realtà lo statuto non è flessibile: il preambolo dello Statuto dice infatti "perpetua e inflessibile". Il re, non facendo direttamente le leggi, non può modificarle.
lo statuto non definisce bene il rapporto tra il Parlamento e il governo. Tutta la storia dello Statuto è la storia del conflitto tra re, parlamento e governo.
non si esprime sul modello elettorale.
Lo statuto va incontro ad una serie di modificazioni tacite che lo trasformarono notevolmente e che sancirono un evidente ridimensionamento dei poteri del monarca, in particolare per il trasferimento della maggior parte delle funzioni esecutive a un governo sotto la guida di un presidente del consiglio che aveva bisogno, oltre alla fiducia del re, anche alla fiducia della camera elettiva.
"racconto" storico: quando C.Alberto perde contro l'Austria e negozia una tregua il Parlamento era contrario. Scioglie la camera dei deputati e abdica in favore di suo figlio. Cavour cerca di sviluppare una forma parlamentare, ma in questo modo il primo ministro è suddito del re. Introduce il concetto di "fiducia", così il primo ministro deve avere la fiducia del parlamento, non basta essere di nomina regia. Il governo diventa un ponte tra il Parlamento e il re. Alla fiducia si aggiunge la responsabilità ministeriale: tutti gli atti sono firmati dal re ma siccome la firma poteva essere falsificata, nasce la controfirma: gli atti sono firmati anche dal primo ministro. Cavour capisce che se può negare la controfirma acquista un potere straordinario. Afferma quindi che se il re è responsabile non è perché il re è inviolabile ma perché il governo si assume la responsabilità dell'atto, cioè quando il ministro firma egli si assume la responsabilità davanti al parlamento. Si passa da monarchia costituzionale a monarchia parlamentare.
Legge acerbo: con cui si svolsero le elezioni nell'aprile 1924. 1/4 dei voti=1/ dei seggi.
Leggi fascistissime
omicidio Matteotti: conseguenza➡ astensione parlamentare delle forze di opposizione (secessione dell'Aventino) e il discorso di Mussolini alla Camera del 3 gennaio 1925 con il quale si assunse "la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto", sfidando apertamente le istituzioni parlamentare e l'intera società civile.
l.2263/1925: Mussolini diventa capo del governo, primo ministro, segretario di stato; cambia radicalmente la forma di governo fino ad allora vigente. La nuova forma di governo prevedeva che il capo del governo, nominato e revocato dal re, fosse responsabile verso il re dell'indirizzo generale politico del governo, mentre i ministri, nominati dal re su proposta del capo del governo, erano responsabili verso il re e verso il capo del governo degli atti e dei provvedimenti dei loro ministeri. All'abbandono della forma di governo parlamentare si accompagnava anche la perdita dell'autonomia parlamentare, dal momento che nessun oggetto poteva essere posto all'ordine del giorno senza il consenso del capo del governo.
l.1019/1928: questa legge avrebbe previsto nuovi meccanismi di elezione per la camera dei deputati, vale a dire una lista unica nazionale, con nominativi designati dal partito e dalle organizzazioni corporative, approvata dal Gran Consiglio del fascismo. Il potere esecutivo ha la facoltà di emanare norme giuridiche. Tale legge introduce il plebiscito. Alle elezioni c'è solo una lista da votare. Se quella lista ottiene la maggioranza allora i membri di quella lista sono eletti in parlamento. Ogni 5 anni si va a un plebiscito. Il gran consiglio del fascismo si riunisce nella sala dei mappamondi a palazzo Venezia alle 22. Il consiglio serve a decidere le questioni di indirizzo politico, decide le questioni di carattere dinastico. Sottopone poi al duce la lista di coloro che sono idonei ad assumere il ruolo di primo ministro. Poi troviamo: •Il segretario del partito fascista e i due vicesegretari, presidente della camera e presidente del senato. I presidenti dell'industria, artigianato, commercio. •Il capo della milizia volontaria per la sicurezza nazionale •Il presidente del tribunale per la sicurezza nazionale •Il giudice speciale che si occupa solo di determinati affari e gode la fiducia su determinati affari
l.2008/1926: istituiva il Tribunale speciale per la difesa dello Stato, per reprimere l'opposizione al regime, nonostante la lettera dell'art. 71 dello Statuto («Niuno può essere distolto dai suoi giudici naturali. Non potranno perciò essere creati tribunali o commissioni straordinarie»). Contestualmente si ripristinava la pena di morte per il reato di attentato alla vita, all'integrità o alla libertà personale del Re o del Capo del Governo, si punivano i reati politici di mera intenzione, si stabiliva la reclusione, tra gli altri, per quanti ricostituivano i partiti politici e le associazioni disciolte o svolgevano all'estero un'attività antinazionale, e cioè antifascista. l.129/1939: soppressione della Camera dei deputati è la sua sostituzione con la camera dei fasci e delle corporazioni, con totale scomparsa del principio rappresentativo.
l.100/1926: modifico profondamente il sistema delle fonti del diritto, in senso nettamente favorevole all'esecutivo. Vennero previsti decreti legislativi con il solo obbligo, di fatto, della delega (senza limiti di tempo, di materia o di criteri direttivi), si estesero significativamente le competenze regolamentari del governo.
24/25 luglio 1939: la città è stata bombardata. Di fronte alla crisi dello stato il duce accetta di fare un passo indietro, il gran consiglio del fascismo vota che deve andare via. Poi mussolini viene arrestato. Successivamente viene liberato dai tedeschi e scappa al nord fondando la repubblica di Salò. Vittorio Emanuele lll nomina primo ministro Badoglio che governa con decreti legge per oltre un anno. Il regno del sud e la repubblica di salò (repubblica sociale italiana) si trovano in guerra. Il re raggiunge un accordo chiamato patto di Salerno con Togliatti (comunista) e con il comitato di liberazione. •Il re deve ritirarsi a vita propria •Deve nominare luogotenente suo figlio Umberto •La questione istituzionale in questo momento è tra monarchia e repubblica e sarà decisa da un'assemblea costituente non appena cessate le ostilità •La funzione legislativa sarà esercitata dal governo per mezzi di decreti legislativi luogotenenziali. (Cioè decreto legge).
L'urgenza della crisi dello stato si risolve con una nuova costituzione (provvisoria, che da potere all'assemblea costituente).
TUTTO IL PATTO DI SALERNO VIENE RESO DECRETO LEGGE La nostra costituzione decreta il collasso della monarchia. Quindi il nostro potere costituente trae la propria legittimazione dal decreto legge luogotenenziale che viene trasformato in decreto legge dalla nostra costituzione (diciassettesima disposizione).
Presidente della repubblica: Einaudi dice che tutte le leggi devono rispettare la costituzione. Qui c'è l'emergere della forza del presidente della repubblica che è data dal fatto che non ha restrizioni, può fare quello che vuole, unisce tutti i poteri, ha in mano la direzione del potere supremo. Problema: c'è la diarchia: governo-presidente repubblica. Altra grande anomalia era l'idea del partito comunista di rappresentare il proletariato ma in quel periodo in Italia il ceto dominante era la borghesia quindi non si riesce a trovare una sintesi tra gli operai e la classe borghese. Il sistema politico marcisce. Qualunque cosa succedesse c'era comunque la democrazia cristiana che voleva rimanere al centro della nazione. La sinistra va in una lenta logorazione. Le regioni nascono perché il partito comunista trova il modo per risolvere movimenti autonomisti. Finanziamento della politica: c'è antagonismo sociale, i temi politici diventano meno interessanti. I partiti devono spendere in propaganda. La magistratura scopre di poter fare il processo popolare prima del processo. Il pubblico ministero può usare gli atti di istruzione preventiva (fa uscire sul giornale la notizia). Entra in crisi l'idea di partito politico. Si cambia sistema elettorale, da proporzionale a maggioritario così il paese si divide in due e le due parti si alternano il governo. Legge elettorale mattarellum.
Riforme costituzionali: 1) si stabilisce che maggiore sovranità al popolo coincide con un rafforzamento dell'esecutivo.
L'art. 1, II comma, afferma che "la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione".
L'individuazione di "forme e limiti" all'esercizio della sovranità, da parte della Costituzione, implica sia la determinazione degli strumenti attraverso i quali il popolo può esprimersi, determinando la politica nazionale, sia la definizione di chi può concretamente esercitare la sovranità. La Costituzione quindi, rappresenta il perimetro che delimita l'esercizio della sovranità popolare nell'ordinamento da essa costituito. L'esercizio di tali poteri di partecipazione si esplica in primo luogo attraverso il voto, che può essere espresso sia per compiere direttamente una scelta (nel caso della democrazia diretta o di un referendum), sia per eleggere i propri rappresentanti nelle istituzioni politiche. Il corpo elettorale, quindi, è individuato nell'insieme di coloro che hanno la capacità elettorale. Per votare bisogna possedere la cittadinanza e avere la maggiore età.
La distinzione sopra tracciata, ha portato la dottrina a distinguere tra democrazia diretta e partecipativa, e democrazia rappresentativa (indiretta)
Democrazia rappresentativa: prevede che gli elettori scelgano i propri rappresentanti, i quali provvedono poi a compiere le singole scelte politiche. Attraverso il proprio voto, poi, il corpo elettorale influisce sull'individuazione degli organi non direttamente elettivi come il presidente della repubblica, il governo. Il primo, nelle repubbliche parlamentari, è generalmente eletto dalle assemblee parlamentari o da un collegio composto da persone elette dai cittadini elettori. Il presidente del consiglio, invece, è nominato dal presidente della repubblica, poi sceglie i suoi ministri. Il governo è responsabile nei confronti del parlamento, eletto invece a suffragio universale.
Democrazia diretta: si realizza attraverso la diretta assunzione di decisione da parte degli elettori. Questa è, per esempio, l'ipotesi dell'assemblea popolare, che si realizza quando tutti i cittadini si riuniscono in un luogo pubblico per deliberare. Una sotto sezione della d.diretta è la democrazia partecipativa. In questa ipotesi, gli elettori possono formulare richieste o proposte (legislative); oppure sono chiamati ad esprimersi (referendum) non assumendo una decisione del tutto autonoma/ conclusiva ma ponendo un vincolo nell'ambito di un procedimento legislativo che vede coinvolto anche parlamento.