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Appunti economia aziendale sull'organizzazione delle aziende, Appunti di Economia Aziendale

Appunti economia aziendale sull'organizzazione delle aziende

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 17/08/2019

FGB21115
FGB21115 🇮🇹

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LEZIONE 13
Gli elementi fondamentali per individuare un’ASA sono:
-un certo prodotto realizzato con una certa tecnologia
- un certo mercato su cui quel prodotto viene piazzato
Poiché la divisione è una sub-impresa con una propria struttura organizzativa e che detiene le più importanti
funzioni dell’azienda (marketing e produzione), tale divisione può essere staccata dall’azienda ed essere
venduta.
La strutt. 2. la si può trovare in imprese come ENI, MEDIASET, LUXOTTICA
3. STRUTTURA ORGANIZZATIVA A MATRICE: va a coniugare le strutture 1. e 2. E’congeniale per le
imprese multi-focalizzate, ovvero con più focus differenti, i quali possono essere:
- focus su progetti a termine (aventi un inizio e una fine)
-commesse (COMMESSA= un prodotto speciale non standardizzato con specifiche caratteristiche richieste
dal committente).
-singoli prodotti
La struttura a matrice riguarda la coesistenza simultanea di n progetti a termine nell’ambito di una stessa
impresa.
Es di progetti: lancio di un nuovo prodotto, apertura di un nuovo canale di distribuzione, fare una nuova
partnership commerciale.
La strutt. organizzativa a matrice va a coniugare le due precedenti strutture organizzative declinandole
secondo i diversi focus di impresa, laddove essa abbia dei progetti a termine (se non ce l’ha , l’impresa è
organizzata con una delle due strutture precedenti).
In alto c’è sempre il DG ma in questa struttura ci sono 2 dimensioni di analisi:
-FUNZIONI (verticalmente)
- PROGETTI A TERMINE (orizzontalmente)
Su ogni progetto ci saranno delle persone che ci lavoreranno e che saranno capeggiati da un project manager,
che guida il processo di realizzazione del progetto.
Ogni funzione è capeggiata da un direttore funzionale, che ha un’autorità delimitata solo su quella funzione.
Il direttore della funzione 1 si occuperà di coordinare tutte le attività che riguardano la funzione 1 secondo la
propria autorità limitata e funzionale, per ogni progetto che viene coinvolto in quella funzione.
Il capo progetto A invece seguirà lo sviluppo e la realizzazione del prog. A in tutte le sue fasi e in tutte le
funzioni che la coinvolgeranno: funzione del marketing, della produzione, ecc.
CARATTERISTICA FONDAMENTALE DI QUESTO MODELLO : l’esistenza di una DUPLICE
AUTORITA’ i lavoratori/il capitale umano nei punti di intersezione saranno sottoposti contemporaneamente
ad una duplice autorità, ovvero all’autorità del direttore funzione e all’autorità del project manager.
Questa duplice autorità può essere vista positivamente come collaborazione sinergica tra capo funzione e
capo progetto; negativamente come conflittualità tra poteri esercitati da due capi differenti (gli ordini
impartiti da quei due capi si contrastano e di conseguenza il lavoratore non sa come comportarsi). PRO E
CONTRO DELLA STRUTTURA ORGANIZZATIVA A MATRICE
Questa struttura trova applicazioni in aziende come:
P&G (americana, Procter and Gamble) prodotti: AZ, DURACELL, PANTENE, VIAKAL, GILLETTE
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Scarica Appunti economia aziendale sull'organizzazione delle aziende e più Appunti in PDF di Economia Aziendale solo su Docsity!

LEZIONE 13

Gli elementi fondamentali per individuare un’ASA sono:

-un certo prodotto realizzato con una certa tecnologia

  • un certo mercato su cui quel prodotto viene piazzato

Poiché la divisione è una sub-impresa con una propria struttura organizzativa e che detiene le più importanti funzioni dell’azienda (marketing e produzione), tale divisione può essere staccata dall’azienda ed essere venduta.

La strutt. 2. la si può trovare in imprese come ENI, MEDIASET, LUXOTTICA

  1. STRUTTURA ORGANIZZATIVA A MATRICE: va a coniugare le strutture 1. e 2. E’congeniale per le imprese multi-focalizzate, ovvero con più focus differenti, i quali possono essere:
  • focus su progetti a termine (aventi un inizio e una fine)

-commesse (COMMESSA= un prodotto speciale non standardizzato con specifiche caratteristiche richieste dal committente).

-singoli prodotti

La struttura a matrice riguarda la coesistenza simultanea di n progetti a termine nell’ambito di una stessa impresa.

Es di progetti: lancio di un nuovo prodotto, apertura di un nuovo canale di distribuzione, fare una nuova partnership commerciale.

La strutt. organizzativa a matrice va a coniugare le due precedenti strutture organizzative declinandole secondo i diversi focus di impresa, laddove essa abbia dei progetti a termine (se non ce l’ha , l’impresa è organizzata con una delle due strutture precedenti).

In alto c’è sempre il DG ma in questa struttura ci sono 2 dimensioni di analisi:

-FUNZIONI (verticalmente)

  • PROGETTI A TERMINE (orizzontalmente)

Su ogni progetto ci saranno delle persone che ci lavoreranno e che saranno capeggiati da un project manager, che guida il processo di realizzazione del progetto.

Ogni funzione è capeggiata da un direttore funzionale, che ha un’autorità delimitata solo su quella funzione. Il direttore della funzione 1 si occuperà di coordinare tutte le attività che riguardano la funzione 1 secondo la propria autorità limitata e funzionale, per ogni progetto che viene coinvolto in quella funzione.

Il capo progetto A invece seguirà lo sviluppo e la realizzazione del prog. A in tutte le sue fasi e in tutte le funzioni che la coinvolgeranno: funzione del marketing, della produzione, ecc.

CARATTERISTICA FONDAMENTALE DI QUESTO MODELLO : l’esistenza di una DUPLICE AUTORITA’ i lavoratori/il capitale umano nei punti di intersezione saranno sottoposti contemporaneamente ad una duplice autorità, ovvero all’autorità del direttore funzione e all’autorità del project manager.

Questa duplice autorità può essere vista positivamente come collaborazione sinergica tra capo funzione e capo progetto; negativamente come conflittualità tra poteri esercitati da due capi differenti (gli ordini impartiti da quei due capi si contrastano e di conseguenza il lavoratore non sa come comportarsi). PRO E CONTRO DELLA STRUTTURA ORGANIZZATIVA A MATRICE

Questa struttura trova applicazioni in aziende come:

P&G (americana, Procter and Gamble) prodotti: AZ, DURACELL, PANTENE, VIAKAL, GILLETTE

UNILEVER (olandese) prodotti: LIPTON, ALGIDA, KNORR, LYSOFORM, SUNSILK, FINDUS

GRAFICO 13.1 QUADERNO

  1. STRUTTURA ADHOCRATICA ( segue un approccio non TOP-DOWN, dall’alto verso il basso, bensì BOTTOM-UP, dal basso verso l’alto) il vertice, nonché DG, svolge una funzione di mero link esterno di ciò che viene deciso strategicamente dal basso. Vi è un forte decentramento (trasferimento di poteri) verso il basso, il DG ha dei poteri svuotati: prevede il coinvolgimento di varie task forces, dove ognuna si autodetermina (ognuna determina le proprie strategie di prodotto e di mercato). Vi è la presenza di gruppi autonomi di risorse umane che propongono e realizzano delle proprie strategie di business.

Rischio: anarchia organizzativa, disordine, caos dove prevalgono le forze contrastanti/opponenti interne.

N.B il fine della struttura organizzativa è quello di combattere l’entropia organizzativa, ossia l’inclinazione naturale che ogni sistema possiede nel degenerare verso il caos, ed assicurare la sintropia (ordine armonioso nell’organizzazione).

E’ una struttura congeniale ad aziende emergenti ad alto contenuto tecnologico, dove è forte la componente della creatività del capitale umano.

ES pratico di applicazione del sist. adhocratico: NASA

SUBSISTEMA DEI BENI E’ lo studio del capitale, ovvero dei beni-capitale, che costituiscono il patrimonio dell’impresa (ricchezza dell’impresa). La gestione di questa ricchezza porterà poi ad un arricchimento, ovvero ad un reddito.

BENI:

  • ATTIVI : rappresentano il capitale investito in azienda (cioè gli impieghi del capitale)
  • PASSIVI: rappresentano il capitale acquisito (cioè le fonti di finanziamento per gli investimenti)

∑beni attivi = ∑ beni passivi con i beni passivi si va ad acquisire capitale che si impiega attraverso gli investimenti (sia investimenti “core” /caratteristici , sia investimenti extra).

Il capitale sarà un FONDO di risorse. Fondo significa somma algebrica tra risorse attive – risorse passive.

Il capitale netto ( o patrimonio netto o capitale di funzionamento) è dato dalla differenza tra PATRIMONIO LORDO (tutti gli investimenti) e il CAPITALE DI CREDITO (fonti di finanziamento esterne).

Caratteristiche delle RISORSE :

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L’inventario viene statuito nell’art. 2217 del codice civile, che qualifica l’inventario come un libro contabile obbligatorio delle aziende.

C’è anche un altro libro contabile obbligatorio secondo il cc ed è il LIBRO GIORNALE (scritture in partita doppia in ordine cronologico nel giornale).

Funzione dell’inventario: funzione di autoinformazione dettagliata (analizzare nel dettaglio ogni singolo componente del capitale aziendale) al contrario del bilancio che ha una funzione di informativa esterna e di sintesi.

Ci sono due tipi di inventari distinti in base alla natura delle informazioni che l’inventario contiene:

  1. Secondo l’aspetto fisico- quantitativo del patrimonio si ha L’INVENTARIO A “QUANTITA’ FISICHE” : le risorse sono rappresentate secondo la loro natura/tipologia. Tale inventario rappresenta le risorse del capitale aziendale come risorse eterogenee tra loro (diverse), espresse in diverse unità di misura e pertanto non sommabili le une con le altre. (es quintale, tonnellate, metri, denaro, numero: tot quintali di, mutuo di 100000 euro, numero di macchinari)
  2. Secondo l’aspetto qualitativo- monetario si ha L’INVENTARIO A “QUANTITA’-VALORE”: le risorse sono rappresentate secondo il loro valore economico. Devo rendere virtualmente/ fittiziamente omogenei elementi che sono eterogenei, attraverso l’atto di valutazione economico- monetario di ogni elemento inventariato. Utilizzo il metro monetario per valutare ogni elemento inventariato (il terreno di tot ettari ha un valore monetario che può essere sommato con un credito, o con altri elementi eterogenei). Questo metodo mi consente di sommare tutte le attività (capitale investito) – le passività (capitale acquisito dall’esterno) e di ottenere il valore del capitale aziendale.

Valutare vuol dire utilizzare un criterio di valutazione ( il criterio di valutazione preminente è il criterio del costo storico: ho comprato un edificio 10 anni fa pagandolo 50 000 euro , il valore odierno si ottiene decurtando dal valore storico le quote di ammortamento).

Questa omogeneizzazione degli elementi eterogenei grazie alla conversione monetaria non è perfetta perché non tiene conto del fenomeno dell’inflazione/dell’erosione monetaria. Ad es se ho acquistato un terreno 10 anni fa pagandolo 50000 euro , quei 50000 euro non hanno lo stesso valore di 50000 euro odierni.

Gli elementi attivi (A) sono uguali alla somma tra gli elementi passivi in senso stretto (capitale di credito) + il netto (capitale proprio). A= P + CP

OSSERVAZIONI:

  • CP= A-P
  • (^) Normalmente le passività sono positive P>
  • = LEVERAGE/ LEVA FINANZIARIA
  • L’attivo deve essere maggiore del passivo e ciò implica che il Netto sia positivo A> P ⇔ N>

Attraverso le operazioni di gestione il capitale che risulta al 31/12 , subisce delle variazioni di anno in anno. Ciò mi permette di registrare un ΔN:

  • Se vi è stato un arricchimento , ΔN >
  • Se vi è stata una perdita d’esercizio, ΔN <
  • Se il capitale è rimasto invariato, ΔN=

L’obiettivo dell’azienda è che il ΔN sia di anno in anno positivo, e dunque che si verifichi un accrescimento di capitale in modo da ottenere un’accumulazione di capitale.

Se è frequente il ΔN negativo significa che l’azienda è in declino. Se le perdite non vengono risanate, N va a 0 e quindi A diventa uguale a P N=O abbiamo perso tutto il CP A=P

Se N registra un valore negativo (N < 0), si avrà che A<P DEFICIT PATRIMONIALE L’inventario a quantità- valore al 31/12 diventa , nella sua forma sintetica , lo stato patrimoniale.