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Generalità sull'organizzazione aziendale - Appunti di Economia Aziendale, Appunti di Economia Aziendale

Economia Aziendale - Generalità sull'organizzazione aziendale<br />

Tipologia: Appunti

2011/2012

Caricato il 24/09/2012

carbozzo89
carbozzo89 🇮🇹

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Economia aziendale
1. Generalità sull’organizzazione aziendale
Significati di Organizzazione
- come sinonimo di “azienda”
- come “una delle aree funzionali”
- come“una delle attività manageriali”
- come insieme di“variabili organizzative”
Oggetto principale di questo corso è l’analisi e la progettazione delle variabili organizzative nelle aziende (imprese,
AAPP, non-profit).
Le variabili organizzative vanno intese come modalità di regolazione del fattore lavoro al fine di influenzare
“positivamente” il comportamento aziendale (“come i soggetti dovrebbero lavorare perché l’operato aziendale dia
risultati soddisfacenti”).
Per collocare correttamente l’organizzazione nel sistema aziendale, è opportuno dare di quest’ultimo una
rappresentazione particolare, di tipo “sistemico”.
Modello “organizzativo” di sistema aziendale (slide 5)
Tipologia delle variabili organizzative (tutte interdipendenti)
Variabili “hard”(formalizzabili):
Struttura organizzativa: criteri di divisione e coordinamento del lavoro e scelte collegate
Meccanismi operativi: sistemi di informazione/guida dei soggetti, di gestione delle risorse umane, di gestione
degli spazi aziendali, ecc.
Variabili “soft” (non formalizzabili):
Stile di leadership e cultura aziendale: modelli di comportamento e valori, idee, principi cui attenersi
Persone
Tecnologia
e mezzi
tecnici
Variabili
istituzionali
Strategia
aziendale
Variabili
organizzative
Comportamento
“organizzativo”
Risultati
“aziendali”:
-efficienza
efficienza
-qualità
-qualità
-flessibilità
-flessibilità
-sviluppo/
-sviluppo/
/innovazione
/innovazione
- …
Input del
comportamento (*)
Output del
comportamento
Ambiente
generale:
-economico
economico
-politico
-politico
-socio-culturale
-socio-culturale
-tecnologico
-tecnologico
-fisico/demografico
-fisico/demografico
Ambiente
specifico:
-mercati di
mercati di
approvvigionamento
approvvigionamento
-mercati di sbocco
-mercati di sbocco
Ambiente
generale:
-economico
economico
-politico
-politico
-socio-culturale
-socio-culturale
-tecnologico
-tecnologico
-fisico/demografico
-fisico/demografico
Ambiente
specifico:
-mercati di
mercati di
approvvigionamento
approvvigionamento
-mercati di sbocco
-mercati di sbocco
(*) tutti interdipendenti
tutti interdipendenti
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Economia aziendale

1. Generalità sull’organizzazione aziendale

Significati di Organizzazione

  • come sinonimo di “azienda”
  • come “una delle aree funzionali”
  • come“ una delle attività manageriali”
  • come insieme di “variabili organizzative”

Oggetto principale di questo corso è l’analisi e la progettazione delle variabili organizzative nelle aziende (imprese,

AAPP, non-profit).

Le variabili organizzative vanno intese come modalità di regolazione del fattore lavoro al fine di influenzare

“positivamente” il comportamento aziendale (“come i soggetti dovrebbero lavorare perché l’operato aziendale dia

risultati soddisfacenti”).

Per collocare correttamente l’organizzazione nel sistema aziendale , è opportuno dare di quest’ultimo una

rappresentazione particolare, di tipo “sistemico”.

Modello “organizzativo” di sistema aziendale (slide 5)

Tipologia delle variabili organizzative (tutte interdipendenti )

Variabili “hard”(formalizzabili):

 Struttura organizzativa : criteri di divisione e coordinamento del lavoro e scelte collegate

 Meccanismi operativi : sistemi di informazione/guida dei soggetti, di gestione delle risorse umane, di gestione

degli spazi aziendali, ecc.

Variabili “soft” (non formalizzabili):

 Stile di leadership e cultura aziendale: modelli di comportamento e valori, idee, principi cui attenersi

Persone

Tecnologia

e mezzi

tecnici

Variabili

istituzionali

Strategia

aziendale

Variabili

organizzative

Comportamento

“organizzativo”

Risultati

“aziendali”:

- efficienzaefficienza

-qualità-qualità

-flessibilità-flessibilità

-sviluppo/-sviluppo/

/innovazione/innovazione

Input del

comportamento (*)

Output del

comportamento

Ambiente

generale:

- economicoeconomico

-politico-politico

-socio-culturale-socio-culturale

-tecnologico-tecnologico

-fisico/demografico-fisico/demografico

Ambiente

specifico:

- mercati dimercati di

approvvigionamento approvvigionamento

-mercati di sbocco-mercati di sbocco

Ambiente

generale:

- economicoeconomico

-politico-politico

-socio-culturale-socio-culturale

-tecnologico-tecnologico

-fisico/demografico-fisico/demografico

Ambiente

specifico:

- mercati dimercati di

approvvigionamento approvvigionamento

-mercati di sbocco-mercati di sbocco

(*) tutti interdipendentitutti interdipendenti

L’analisi e la progettazione delle variabili organizzative possono essere svolte a più livelli :

  • macro-organizzativo o direzionale: è l’organizzazione dell’azienda nel suo insieme e, in particolare, ai livelli “alti”,

cioè di alta direzione

  • meso-organizzativo : è l’organizzazione di sub-sistemi aziendali ampi e caratteristici (es. business unit, aree funzionali,

processi, ecc.)

  • micro-organizzativo : è l’organizzazione di singoli uffici, reparti, laboratori, posti di lavoro, specie ai livelli “bassi”

Teorie e approcci organizzativi

Un approccio moderno e - nello stesso tempo - consolidato all’analisi e alla progettazione organizzativa è quello

sistemico – contingency già schematizzato nella slide 5

In passato hanno avuto grande risonanza altri approcci:

Taylorismo - formula regole generali di organizzazione, ritenute universalmente valide

  • propugna ordinamento gerarchico e specializzazione funzionale
  • sottovaluta la componente “umana”

Human Relations e

Teorie Motivazionali - enfatizza la componente umana , il ruolo dei “gruppi” e l’organizzazione informale

  • afferma l’esigenza di motivare i soggetti con scelte organizzative tali da appagarne i

bisogni “superiori”

Il mondo delle aziende all’inizio del XXI secolo

Molte organizzazioni si misurano oggi con fenomeni fino a non molti anni fa poco significativi, se non sconosciuti:

  • competizione globale ( a cui si associa il termine - abusato - di “globalizzazione”)
  • vantaggi competitivi basati sulla “differenziazione” dei prodotti
  • gestione della “diversità” della forza lavoro
  • sviluppo e cambiamento delle relazioni interaziendali
  • sviluppo tumultuoso dell’I&CT
  • assoluto rilievo della “conoscenza” (“knowledge management”)
  • etica degli affari e responsabilità sociali
  • processi di integrazione finanziaria su larga scala

Una corretta forma mentis in campo manageriale e organizzativo può essere sintetizzata così:

  1. esistono pochi principi organizzativi universalmente validi (il che non significa che non ne esista nessuno)

  2. d’altro canto occorre disporre di un numero ragionevole di modelli/principi organizzativi, anche attinti da approcci

“classici”, da applicare a seconda dei casi (“contingenze”)

  1. sulla scorta di questi ultimi si potrà confezionare “ l’abito su misura ” di cui necessita l’azienda (in modo da non

inventarlo volta per volta)

Taylorismo

Ordinamento gerarchico:

_- principio scalare

  • unità di comando
  • line & staff
  • principio dell’eccezione e_

della delega

- bilanciamento autorità e

responsabilità

Specializzazione del lavoro

a livello direzionale:

- articolazione per aree

funzionali (mkt, produzione,

amministrazione, ecc.)

Compiti della direzione:

- pianificazione, controllo,

leadership, organizzazione,

motivazione dei dipendenti

Ordinamento gerarchico:

_- principio scalare

  • unità di comando
  • line & staff
  • principio dell’eccezione e_

della delega

- bilanciamento autorità e

responsabilità

Specializzazione del lavoro

a livello direzionale:

- articolazione per aree

funzionali (mkt, produzione,

amministrazione, ecc.)

Compiti della direzione:

- pianificazione, controllo,

leadership, organizzazione,

motivazione dei dipendenti

Teorie

Motivazionali

Scala dei bisogni

dei soggetti:

_- fisiologici

  • di sicurezza
  • di appartenenza
  • di stima
  • di autorealizzazione_

Politiche/strumenti

per appagarli:

- fattori “igienici”

(stipendio, igiene e

sicurezza, ecc.)

- fattori “motivanti”

(riconoscimento risultati,

contenuto del lavoro,

coinvolgimento, ecc.)

Scala dei bisogni

dei soggetti:

_- fisiologici

  • di sicurezza
  • di appartenenza
  • di stima
  • di autorealizzazione_

Politiche/strumenti

per appagarli:

- fattori “igienici”

(stipendio, igiene e

sicurezza, ecc.)

- fattori “motivanti”

(riconoscimento risultati,

contenuto del lavoro,

coinvolgimento, ecc.)

Approcci

Contingency

L’organizzazione va

analizzata e progettata

in stretta aderenza alle

variabili “contingenti”,

cioè:

_- ambiente esterno

  • soggetti aziendali
  • tecnologie
  • variabili istituzionali
  • strategia aziendale_

Non esistono scelte

organizzative ottimali

in assoluto.

Esistono opzioni diverse:

l’organizzazione è un

abito su misura, da

cambiare flessibilmente

L’organizzazione va

analizzata e progettata

in stretta aderenza alle

variabili “contingenti”,

cioè:

_- ambiente esterno

  • soggetti aziendali
  • tecnologie
  • variabili istituzionali
  • strategia aziendale_

Non esistono scelte

organizzative ottimali

in assoluto.

Esistono opzioni diverse:

l’organizzazione è un

abito su misura, da

cambiare flessibilmente

_- lavoro operativo dequalificato

  • lavoro professionale_

Raggruppamento

Struttura organizzativa globale

Oggetto della decisione :

  • secondo quali criteri è opportuno raggruppare le posizioni di lavoro/unità organizzative?
  • quanto è opportuno sviluppare la struttura in senso “ verticale ” (n. di livelli organizzativi)?

Non esiste una risposta univoca a tali domande. Infatti:

  • le modalità di raggruppamento sono molteplici e vanno bene in condizioni diverse
  • lo sviluppo orizzontale (==> struttura “ piatta ”) è sulla cresta dell’onda, ma non sempre sortisce gli effetti sperati

Modalità di raggruppamento

Per input

  • su base numerica
  • su base temporale
  • per tipo di conoscenze e abilità
  • per tipo di tecnologia
  • per funzione

Favorisce efficienza

e/o rafforzamento

competenze specialistiche

Sviluppo verticale o orizzontale

Lo sviluppo verticale , sinonimo di catena gerarchica più o meno lunga, comporta indubbiamente degli inconvenienti

(es. burocratizzazione, con rallentamento dei processi decisionali o operativi).

Le strutture “ piatte ”, per converso, possono alleviare tali inconvenienti, sempre che alla riduzione del n. di livelli si

accompagni un effettivo decentramento decisionale (cosa che non sempre avviene).

Coordinamento

Coordinare = mettere insieme , integrare , armonizzare il lavoro di più soggetti, appartenenti alla stessa u.o. o a unità

differenti.

L’esigenza cresce con i seguenti fattori :

Differenziazione

Incertezza

Dimensioni

Interdipendenza

Specializzazione verticale

(autonomia decisionale)

alta

bassa

Specializzazione orizzontale

(numero di attività e loro “ampiezza”)

alta bassa

Lavoro

dequalificato

Lavoro

direzionale

Lavoro di

supervisione

Lavoro

professionale

Singole

posizioni

Singole

posizioni

grouping grouping

Unità organizzative di livello

inferiore (n-mo)

Unità organizzative di livello

inferiore (n-mo)

Unità organizzative di livello

superiore (n-1mo.….1°)

Per output

  • per processo
  • per business/prodotto
  • per clientela
  • per area geografica
  • per progetto

Favorisce efficacia ,

in particolare il servizio reso

a clienti esterni o interni

NB - i criteri suddetti

possono coesistere, a

livelli diversi della

medesima struttura.

Gli strumenti o “meccanismi” di coordinamento principali sono:

♦ modalità di progettazione e utilizzo degli spazi fisici

♦ fissazione di regole e di procedure formali

♦ fissazione di obiettivi comuni, con sub-obiettivi e programmi

(budget) ad essi “funzionali”

♦ supervisione gerarchica

♦ creazione di adeguati supporti alla gerarchia (es. organi

di staff )

♦ meccanismi organizzativi di rafforzamento dei rapporti

“orizzontali”

e inoltre:

♦ adeguati sistemi di valutazione e incentivazione del personale

♦ adeguati sistemi di formazione del personale e di

“apprendimento”

Oggetto della decisione : Come scegliere gli strumenti di coordinamento adatti alle specifiche esigenze aziendali?

Il modello di scelta può essere sintetizzato così:

a) le attività da coordinare possono essere piuttosto “ strutturate ” e standardizzate , oppure, al contrario, presentare

frequenti “ eccezioni ”, con l’esigenza di trattare e trasmettere molte informazioni tra i soggetti coinvolti;

b) alcuni strumenti di coordinamento sono adatti alle situazioni di routine, mentre altri presuppongono incertezza dei

compiti;

c) l’ approccio per processi e l’ ICT hanno un ruolo fondamentale ai fini dell’efficacia di molti degli strumenti di

coordinamento.

Decentramento

Riguarda la diffusione dei poteri decisionali all’interno della struttura organizzativa, in particolare tra i vari livelli

gerarchici, mediante la delega.

Un’organizzazione può avere gradi di decentramento (o di accentramento) variabili. Si definisce “ decentrata ” se vi si

pratica un’ampia diffusione di poteri, con delega :

♦continuativa

♦su questioni non marginali

♦fino ai livelli più bassi della struttura

Mentre il coordinamento riguarda, in prima battuta, le relazioni orizzontali , il decentramento si riferisce alle relazioni

verticali.

Il problema reale non è tanto l’esistenza o meno di una gerarchia, ma piuttosto il rischio di rigidità dei confini

verticali con le conseguenze di:

  • tempi lenti di risposta
  • insoddisfazione del personale dei livelli inferiori
  • insoddisfazione dei clienti

Oggetto della decisione : Come attenuare i confini verticali tra i diversi livelli organizzativi?

La risposta a tale domanda presuppone che l’attenuazione dei confini sia una scelta comunque positiva.

Ciò in genere è vero, anche se vi sono situazioni in cui un forte grado di accentramento risulta - almeno pro tempore -

funzionale alle esigenze aziendali (ad es. in periodi di crisi).

Formalizzazione

Formalizzare = esplicitare in forma scritta e ufficiale

“chi” svolge determinate attività

“che cosa” deve fare un certo soggetto

“come” devono essere svolte le varie attività e i vari processi

La formalizzazione mira - disciplinando la variabilità dei comportamenti - a:

standardizzare i processi di lavoro, favorendone l’efficienza e l’efficacia

proteggere i clienti e i dipendenti da comportamenti arbitrari

Quando il grado di formalizzazione di un’organizzazione è molto spinto, si parla di Organizzazione Burocratica

I mezzi di formalizzazione organizzativa sono:

organigrammi (“chi”, cioè esplicitazione degli organi e delle relazioni tra gli organi)

Modalità di coordinamento: prevalente: Meccanismi gerarchici

Stile di management e cultura : Autoritario/paternalistico

Note: Piccola azienda padronale, con forte accentramento, limitata formalizzazione, elevata flessibilità

Burocrazia meccanica

Componente fondamentale : Tecnostruttura

Modalità di coordinamento: Standardizzazione processi operativi

Stile di management e cultura : Burocratico/razionalità formale

Note: Grande azienda con produzione di massa, rivolta all’efficienza, poco decentrata, operante in ambiente stabile

Diversificata/decentrata

Componente fondamentale : Linea intermedia

Modalità di coordinamento: Sistema di obiettivi e sub-obiettivi

Stile di management e cultura : Partecipativo/razionalità formale attenuata

Note: Grande azienda multi-business, con spiccato decentramento verso la linea intermedia “alta”

Professionale

Componente fondamentale : Nucleo operativo

Modalità di coordinamento: Standardizzazione conoscenze/capacità

Stile di management e cultura : Culto dell’indipendenza

Note: Aziende (o sub-sistemi aziendali) composte da “professional” con elevato grado di formazione, che spesso

producono servizi attingendo a “repertori di programmi standard”

Adhocrazia

Componente fondamentale : “Tutte”(adhocrazia innovativa)

Modalità di coordinamento: Adattamento reciproco

Stile di management e cultura : Cultura dell’apprendimento e dell’innovazione (adhocrazia innovativa)

Note: Aziende che operano su “progetto” del cliente (adhocrazia operativa); aziende che innovano di propria iniziativa

(adhocrazia innovativa) in ambiente molto instabile

Distinzione tra le varie componenti piuttosto sfumata

Nota bene > Spesso in pratica la configurazione organizzativa di un’azienda è di tipo misto. Ad esempio:

  • orchestra sinfonica (embrionale => direttore e professionale => orchestrali)
  • giornale quotidiano (professionale => giornalisti e burocrazia meccanica => stampa)

4. Schemi operativi di struttura

Che cosa sono gli schemi operativi di struttura

Gli schemi operativi di struttura riguardano scelte concrete in materia di divisione, raggruppamento, coordinamento,

decentramento del lavoro, specie ai livelli medio-alti della struttura organizzativa:

  1. schema elementare

  2. schema plurifunzionale

  3. schema multidivisionale

  4. schema a matrice

Struttura elementare

Struttura plurifunzionale

R e s p o n s a b i l e

P r o d u z i o n e

R e s p o n s a b i l e

A m m i n i s t r a z i o n e

D. G.

Carattere Forma assunta

Raggruppamento lavoro

direzionale

Poche macro-funzioni

n. livelli-base 2-

Decentramento Forte accentramento

Coordinamento Prevale gerarchia

Organi di staff Pochi o nessuno

Meccanismi operativi Poco sviluppati e informali

Stile manageriale Autoritario-paternalistico

Vantaggi e svantaggi Flessibilità, ma anche

vulnerabilità

M K T

.....................

S t a b i l i m e n t o 1 S t a b i l i m e n t o 2

P r o d u z i o n e A F C P e r s o n a l e...........

D. G.

Economia Aziendale -

Organizzazione Aziendale – Lucidi di

Luigi Brusa

1

Struttura plurifunzionale

Struttura plurifunzionale

Carattere Forma assunta

Raggruppamento lavoro

direzionale

Per funzione

n. livelli-base 3 (più ulteriori livelli, a volte

numerosi)

Decentramento Accentramento (in realtà

decentramento “selettivo”)

Coordinamento Coesistono vari meccanismi;

difficoltà in struttura a “silos”

Organi di staff Funzioni tecnostr./supporto

Meccanismi operativi Sviluppati e formalizzati, specie

quelli di P&C

Stile manageriale Difficile generalizzare; il ricorso

alla delega mitiga eventuali

tendenze autoritarie

Vantaggi e svantaggi Efficienza e specializzazione;

problemi in caso di business

diversificati e scarsa

focalizzazione sul cliente

Economia Aziendale -

Organizzazione Aziendale – Lucidi di

Luigi Brusa

1

Struttura multidivisionale

Struttura multidivisionale

Carattere Forma assunta

Raggruppamento lavoro

direzionale

Per business (SBU) o altro

output

n. livelli-base 4 (inclusi staff centrali, più altri

livelli, a volte numerosi)

Decentramento Decentramento a favore SBU

Coordinamento Coesistono vari meccanismi;

fondamentali “centri di profitto”

Organi di staff Staff centrali e “periferici”

Meccanismi operativi Sviluppati e formalizzati

(valutazione e incentivazione

performance di profitto SBU)

Stile manageriale Partecipativo a livelli alti (SBU)

Vantaggi e svantaggi Presidio dell’output (es. cliente)

Scarsa efficienza

Struttura a matrice

Premessa:

è una formula organizzativa che può racchiudere una pluralità di situazioni. Il denominatore comune alle varie forme

matriciali è:

♦ un sistema di comando multiplo

♦ il presidio bilanciato di due (o più) variabili critiche; tipicamente queste sono: efficienza e “ mercato

Il presidio organizzativo della dimensione orizzontale della struttura è affidato a figure spesso etichettate “ PM ”:

  • Project mananger
  • Product manager
  • Process manager

che sono ruoli di coordinamento interfunzionale privi di una vera e propria autorità gerarchica.

Economia Aziendale -

Organizzazione Aziendale – Lucidi di

Luigi Brusa

1

M K T A F C P e r s o n a l e............

D. G.

SBU A SBU B SBU C

AFC Prod. MKT

Stab.1 Stab.

Economia Aziendale -

Organizzazione Aziendale – Lucidi di

1

D.G.

P.M. 1

Progett. Produz. MKT AFC

P.M. 2

♦ = “two boss manager”

Soddisfacimento

attese azionisti

Soddisfacimento

attese azionisti

Customer

satisfaction

Customer

satisfaction

Eccellenza

processi di gestione

Eccellenza

processi di gestione

Apprendimento e

sviluppo organizzativo

Apprendimento e

sviluppo organizzativo

Impatto ambientale e

consenso collettività

Impatto ambientale e

consenso collettività

1 2 3 4 5 1

Mappa strategica e Balanced Scorecard a livello di business

Mappa strategica e Balanced Scorecard a livello di business

 La necessità di bilanciare due (o più) variabili critiche spinge verso strutture a matrice

 La necessità di sviluppare l’“innovazione” spinge verso strutture, in cui innovazione e operatività sono

nettamente distinte

Valutazione delle prestazioni

Una corretta valutazione delle prestazioni può avere per oggetto, essenzialmente:

  • le “ competenze ” del personale (date, secondo alcuni, dalle “ conoscenze ” e dalle “ capacità ”)
  • i risultati conseguiti (espressi in termini quantitativi e valutati mediante confronto con gli obiettivi prestabiliti)

I due oggetti di valutazione non necessariamente sono alternativi, ma dovrebbero essere complementari.

In pratica, però, spesso si privilegia l’uno a scapito dell’altro.

Competenze (es.)

  • conoscenze di base:
  • cultura generale d’impresa
  • cultura aree funzionali
  • conoscenze specifiche area

di appartenenza

  • capacità e qualità:
  • ricercare eccellenza prestazione
  • operare al servizio del gruppo
  • gestire il tempo come fattore

competitivo

  • semplificare le soluzioni
  • apprendere continuamente
  • essere un riferimento professionale
  • ricercare l’innovazione
  • assumere rischi
  • comunicare con efficacia
  • assimilare altre esperienze culturali

Sistema di valutazione e di incentivazione e MBO

Un modo piuttosto diffuso di integrare in modo armonico

  • sistema di controllo
  • sistema di valutazione
  • sistema premiante
  • modello di management

è il cosiddetto Management by Objectives (MBO)

Con un corretto MBO si mira a:

  • valutare le performance in base ai risultati conseguiti in rapporto agli obiettivi di ciascun manager (senza

peraltro trascurarne competenze e comportamenti )

Risultati

(es. modello Balanced Scorecard)

  • economico-finanziari di

gestione corrente (es. ROI)

  • di soddisfazione del cliente

(es. quota di mercato)

  • di eccellenza dei processi

(es. numero nuovi prodotti

lanciati sul mercato)

  • di apprendimento e sviluppo

organizzativo (es. tasso di

copertura delle posizioni-

chiave)

  • collegare in modo rigoroso la valutazione agli indicatori di risultato del sistema di controllo di gestione
  • collegare il sistema premiante ai risultati esplicitati in sede di valutazione delle performance
  • coinvolgere i manager ai vari livelli nella definizione dei “propri” obiettivi e nella valutazione dei propri

progressi e risultati (approccio partecipativo)

Fasi del processo di MBO

  1. determinazione obiettivi di ciascuna posizione manageriale (previa identificazione idonei indicatori di risultato)

  2. verifica periodica dei risultati (e attivazione interventi correttivi)

  3. valutazione finale

  4. attivazione sistema premiante

Vantaggi dell’MBO

  • minimizza rischio gestione “per compiti”
  • valuta oggettivamente
  • coinvolge e motiva
  • migliora la comunicazione verticale e orizzontale
  • chiarisce le responsabilità
  • introduce o rafforza modelli di comportamento

di tipo manageriale e professionale

6. La cultura aziendale e il modello di management

Quasi mai una “buona” struttura organizzativa ed efficaci meccanismi operativi bastano a trasformare

un’organizzazione che non funziona e a indirizzare i comportamenti verso gli obiettivi di fondo della gestione.

Spesso bisogna spingersi alla fonte dei comportamenti e rimettere in discussione ciò che è più radicato nel management

e nel personale tutto: la cultura aziendale e il modello di management

Bisogna cioè pensare nuovi modelli di cultura aziendale , cioè: principi, valori, idee

in cui le persone si identifichino nell’interesse dell’azienda (e compatibilmente con i propri principi e valori)

e nuovi modelli di management , cioè di comportamento dei manager nei confronti dei propri “dipendenti” e, più in

generale, di comportamento di chiunque eserciti un’influenza su altre persone.

Cultura e stile di leadership non sono cioè soltanto attributi delle persone , ma anche “ modelli aziendali ” suscettibili di

analisi e di cambiamento, anche se difficilmente formalizzabili (a differenza di strutture e meccanismi operativi).

In definitiva, nessun cambiamento organizzativo di qualche rilievo può prescindere da un’attenta riflessione sulla

propria cultura e sui propri criteri di management, riflessione che quasi inevitabilmente conduce ad un progetto

integrato di trasformazione, al termine del quale alcune (o parecchie) teste potrebbero “cadere”.

Critiche all’MBO

  • ha un orientamento al breve periodo e trascura le

interdipendenze (*)

  • ha un’oggettività solo di facciata
  • trascura gli obiettivi “personali”
  • crea ansia e frustrazione
  • burocratizza i manager
  • può comportare un eccesso di dialettica