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Appunti informatica., Dispense di Fondamenti di informatica

Informatica economia e management, excel ecc

Tipologia: Dispense

2024/2025

Caricato il 27/11/2025

gcxredz
gcxredz 🇮🇹

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  • foglio elettronico = programma applicativo che consente la gestione di dati in aree di lavoro principalmente organizzate in tabelle come gestire i dati in tabelle?
    1. Creare una tabella
    2. Inserire dati al suo interno
    3. Modificare i dati qualora sia richiesto
    4. Elaborare i dati al fine di ottenere delle valutazioni su di essi
    5. Stampare i risultati o memorizzarli su un file cos’è un’area di lavoro? zona delimitata di forma rettangolare in cui inserire i dati. appare come una zona del foglio elettronico di colore bianco suddivisa in righe e colonne mediante linee di colore grigio a spessore sottile in cui posso gestire dei dati in tabelle. contiene di fatto tanti piccoli rettangoli = cella = intersezione di una riga e di una colonna sul foglio di lavoro In un foglio di lavoro ci sono tantissime celle (1048576 righe per 16384 colonne...), ma solamente una è la cella attiva → Quando si seleziona una cella con un clic del mouse o spostandosi su di essa con le frecce direzionali essa si illumina con un bordo più scuro. Nell’angolo in basso a destra della cella attiva viene inoltre mostrato un quadratino in rilievo = quadratino di riempimento per selezionare una cella e renderla attiva si può utilizzare anche la tastiera → in questo caso ci si muove con le frecce direzionali sulla prima cella dell’intervallo, si preme e tiene premuto il tasto Maiusc e ancora con le frecce direzionali si raggiunge la cella finale dell’intervallo stesso. Al termine basta rilasciare il tasto Maiusc. durante la selezione di un intervallo, sia Fogli che Excel vi dicono sulla barra della formula quanto l’intervallo sarà grande o indicando i riferimenti di inizio e fine intervallo (Fogli) o in termini di righe e colonne occupate (Excel)

In prossimità dell’area di lavoro esistono una serie di oggetti e barre operative: → Barra del titolo: contiene il nome associato al foglio di lavoro → Barra di accesso rapido: contiene le icone delle operazioni frequentemente usate. Per impostazione predefinita sono (in ordine): Annulla (Undo) l’ultima operazione; Riesegui (Redo) l’ultima operazione; Stampa; Applica formattazione → Barra multifunzione: raggruppa tutti i comandi eseguibili da Google Fogli in menù dedicati che si aprono con il click del pulsante sinistro del mouse – esiste un’icona con il simbolo di una lente di ingrandimento (Excel) o il menù Guida (Fogli) = ricerca intelligente → basta digitare il nome del comando che non si ricorda o il tipo di operazione che si intende fare nello spazio predisposto → Barra della formula: mostra il contenuto della cella corrente e ne permette la modifica del contenuto – importante perché rappresenta un riferimento a ciò su cui il foglio elettronico sta operando in quel preciso istante è divisa in tre regioni:

  • indicatore della cella attiva (cella su cui il foglio elettronico sta operando)
  • pulsante Inserisci Funzione (Excel ha anche i pulsanti Annulla e Invio)
  • casella di testo che mostra il contenuto della cella attiva sotto la barra c’è una riga orizzontale che contiene una serie di caselle rettangolari contrassegnate da una lettera maiuscola (A, B, C, D, etc.) = riferimento di colonna analogamente sulla sinistra vi sono mostrati numeri arabi in verticale (1, 2, 3, etc.) = riferimento di riga la coppia «lettera-numero» è il riferimento della cella che viene usato in formule e manipolazioni del suo contenuto → Barra di stato (solo Excel): è situata nella parte inferiore del foglio di lavoro e contiene informazioni sullo stato del foglio elettronico, uno slider per regolare lo zoom e alcuni pulsanti per il layout di stampa

un foglio elettronico consente di lavorare contemporaneamente su più fogli di lavoro

  • pulsanti per gestire i fogli di lavoro = in fondo all’area di lavoro
  • Cliccando sul nome del foglio si passa da uno all’altro
  • Il pulsante + consente di aggiungere ulteriori fogli di lavoro

(presente nella barra multifunzione) = testo a capo — la combinazione Alt+Invio sulla tastiera inserisce manualmente un «ritorno a capo» durante l’inserimento si possono inserire anche date e orari (indicate in più formule diverse)

come copiare e incollare dati (x velocizzare il lavoro)?

scegliere l’intervallo di cella da copiare sulla barra multifunzione premere il tasto Copia dopo aver cliccato la prima cella dell’intervallo di destinazione si può cliccare sul pulsante Incolla nello stesso riquadro dove si trova Copia

  • In alternativa cliccare con il pulsante destro del mouse sull’intervallo selezionato e premere Copia e poi cliccare con il tasto destro del mouse sulla prima cella dell’intervallo di destinazione e premere Incolla. Oppure potete usare la tastiera (CTRL+C per Copia e CTRL+V per Incolla)

per copiare grossi intervalli di dati su celle adiacenti può essere quella del trascinamento

selezionare le celle da copiare e posizionare il puntatore del mouse su un qualsiasi lato del riquadro che seleziona l’intervallo di celle bisogna premere il tasto CTRL sulla tastiera fino a che non appare un piccolo segno + (Excel) o una mano (Fogli) accanto al puntatore premere e tenere premuto il tasto sinistro del mouse e il tasto CTRL sulla tastiera e trascinare l’intervallo verso la posizione della prima cella dell’intervallo di destinazione rilasciare CTRL e il tasto sinistro del mouse

tipi di riferimento alle celle sono:

  • Riferimenti relativi = nelle formule che usano il riferimento riga/colonna (per la coppia lettera/numero) si chiama la cella in modo relativo = i riferimenti di riga e colonna vengono modificati automaticamente dal software quando si copia una formula che li utilizza in un’altra cella
  • Riferimenti assoluti = servono per bloccare il riferimento a una cella in modo che in caso di copia e incolla non si modifichi il suo riferimento. Per rendere un riferimento da relativo ad assoluto (sia per la riga che per la colonna) si utilizza il simbolo $
  • Riferimenti misti = un tipo di riferimento alla cella in cui una dimensione (riga o colonna) segue un riferimento relativo (e quindi cambia a seconda di dove viene copiata la cella che lo contiene) e l’altra invece segue un riferimento assoluto
  • Riferimenti circolari = quando una formula fa riferimento diretto o indiretto alla cella che contiene il risultato della formula stessa – FARE ATTENZIONE il software non è in grado di svolgere quella lavorazione

OPERAZIONI possibili sul foglio — si può lavorare su intere righe e colonne per:

  • Adattare la larghezza/altezza in base al contenuto
  • Inserire nuove righe e colonne nel foglio = per inserire fra la colonna B e C una nuova colonna cliccare con il tasto sinistro del mouse sull’intestazione della colonna C, dopodiché cliccare il tasto destro del mouse per aprire il menu contestuale e selezionare Inserisci (Excel) oppure Inserisci 1 colonna a sinistra (Fogli) – I riferimenti (anche se assoluti) vengono automaticamente aggiornati dal foglio elettronico per mantenere la coerenza nel foglio di lavoro. Si possono inserire con la stessa procedura anche più di una riga/colonna contemporaneamente. Basta selezionare più righe/colonne prima di cliccare sul menu contestuale
  • eliminare righe o colonne del foglio = basterà cliccare sull’intestazione di riga/colonna da eliminare con il tasto sinistro del mouse e aprire il menu contestuale con il tasto destro del mouse e selezionare elimina – se eliminate una riga o una colonna in cui c’era una cella usata in un riferimento in qualche altra parte del foglio di lavoro, verrà visualizzato il messaggio #RIF! per indicare la perdita del riferimento
  • Nascondere righe e colonne = basta cliccare con il tasto sinistro del mouse sull’intestazione (numero o lettera) e premere successivamente il tasto destro del mouse per far apparire il menu contestuale, scegliere quindi la funzione nascondi
  • scoprire righe e colonne = scegliere la funzione Scopri dopo avere scelto la riga/colonna nascosta in precedenza

per selezionare una riga o una colonna basta cliccare sulla cella che contiene l’intestazione di riga (numero) o di colonna (lettera). Il puntatore del mouse assume l’aspetto di una piccola freccia nera (Excel) oppure colora l’area (Fogli) per un intervallo? Basta cliccare sulla prima intestazione e trascinare il mouse

  • è possibile che siano presenti più fogli di lavoro su una medesima cartella. di default sono nominati come Foglio 1,2 ecc ma è possibile cambiare la loro intestazione per rendere migliore la prestazione Per rinominare un foglio di lavoro bisogna cliccare con il tasto destro del mouse sulla scheda dei fogli per aprire il menu contestuale, Cliccare con il tasto sinistro su Rinomina e scrivere il nuovo testo. Poi premere Invio sulla tastiera per concludere l’operazione. l’alternativa più semplice è fare doppio-clic sull’etichetta del foglio da modificare. è inoltre possibile eliminare o inserire un nuovo foglio di lavoro (opzioni del menu contestuale). sposta o copia sono invece i tasti da premere se si desidera spostare o replicare il contenuto

MODALITA’ di VISUALIZZAZIONE funzione Blocca riquadri permette di dividere il foglio di lavoro in due parti: la parte superiore che contiene le categorie dei dati, e la parte inferiore che invece può essere scorsa

  • EXCEL cliccare con il tasto sinistro del mouse sulla prima cella a sinistra sotto l’ultima riga da bloccare, fare clic sulla scheda visualizza della barra multifunzione e scegliere il pulsante Blocca riquadri. Dall’elenco a discesa scegliere poi la voce Blocca riquadri
  • FOGLI GOOGLE dal menù Visualizza, sezione Blocca e poi si sceglie il numero di righe da bloccare

FORMATO DATI

cliccare sulla sezione formato o formato celle → opzione Numero si può configurare la modalità di visualizzazione dei dati numerici inseriti nella cella selezionata – es. simbolo di valuta (aggiungono il simbolo di valuta (selezionabile) e consentono di incolonnare i decimali (solo Contabilità) per una rapida visualizzazione delle discrepanze, numero di cifre decimali, visualizzazione scientifica) → opzione Allineamento si può definire la disposizione del contenuto di una cella come in orizzontale, verticale, su più celle → opzione Carattere modifica il tipo di carattere (font) usato, il suo colore, la dimensione → schede Bordo e Riempimento hanno tutti gli strumenti per modificare i colori di sfondo delle celle o di intervalli di celle e se queste devono avere elementi grafici che le separino visivamente (bordi) → scheda Protezione ci sono tutte le funzionalità per bloccare modifiche non autorizzate del foglio di lavoro da parte di utenti non desiderati

in Excel esiste la modalità Formattazione rapida o Formatta come tabella che si trova nella scheda Home della barra multifunzione

FORMULE E FUNZIONI → sui fogli excel si lavora sempre tramite formule o funzioni per rendere il tutto più veloce ed efficace. la formula deve iniziare sempre con il segno = Cosa può contenere una formula?

  • Valori numerici che rimangono costanti nel calcolo (es. «10», «263», «0,12», ecc.)
  • Riferimenti di cella che possono essere relativi, assoluti, o misti
  • Operatori di calcolo come quelli aritmetici o le parentesi per variare la sequenza di operazione*

oltre ai grafici possono essere utilizzati in un foglio elettronico anche altri oggetti grafici come immagini, forme e disegni, wordArt ecc.

— immagini possono essere fotografie sul PC, disegni multimediali animati, ecc. Possono risiedere fisicamente sul proprio PC o su Internet. Per inserire un’immagine in un foglio elettronico è necessario rendere attiva una cella in cui inserire l’oggetto (solo temporaneamente perché poi l’immagine si può spostare ovunque nel foglio di lavoro usando il mouse). Cliccare sulla scheda Inserisci e selezionare l’immagine da inserire — le forme sono particolari disegni che rappresentano schematicamente una serie di elementi utilizzabili. Quando si crea una forma viene aperta una nuova barra degli strumenti contestuale. Da qui potete modificare tutte le sue proprietà

la formattazione condizionale consente di applicare alle celle colori che corrispondono a condizioni specifiche, ad esempio valori duplicati o valori che soddisfano determinati criteri. Sono disponibili diverse opzioni di configurazione di Regole evidenziazione celle. è dinamica, ossia viene modificata automaticamente al variare dei valori può essere attivata premendo sul pulsante Formattazione condizionale nella scheda Home della barra multifunzione. si apre un menu contestuale che consente di scegliere quale regola di formattazione applicare alle celle. Ogni regola applicata chiede le specifiche del criterio di formattazione (es. colore)

stampa del foglio elettronico: per visualizzare predittivamente il risultato della stampa, si può utilizzare la modalità Layout di pagina in Excel. Per abilitare questo tipo di visualizzazione è necessario usare il secondo pulsante a sinistra dello Zoom. Si può stampare anche solo un oggetto del foglio di lavoro, selezionando e andando alla sezione stampa.

Ogni variabile viene quindi osservata su un insieme di unità statistiche e pertanto genera una distribuzione di valori o di modalità. la funzione che sintetizza le frequenze per variabili quantitative discrete è FREQUENZA (celle_osservazioni; celle_modalità)

  • celle_osservazioni = indica il riferimento alle celle contenenti le osservazioni della variabile studiata,
  • celle_modalità = indica il riferimento alle celle contenenti le modalità assunte dalla variabile ATTENZIONE! La funzione FREQUENZA è una funzione speciale che appartiene ad una famiglia di funzioni particolari chiamate «matrice». Per il loro inserimento si usa la seguente procedura:
  • Scegliere l’intervallo di celle in cui si vuole far apparire il risultato della funzione
  • Digitare la formula nella barra della formula senza inserirla
  • Premere contemporaneamente CTRL+Maiusc+Invio sulla tastiera

quando la variabile assume un numero elevato è necessario stabilire delle classi di modalità Quando si ha a che fare con variabili quantitative, potrebbe essere necessario contare la frequenza cumulativa = rappresenta il numero di occorrenze minori o uguali alla modalità in esame. Dalla frequenza cumulativa si può passare alla frequenza cumulativa percentuale dividendo la prima per il totale delle osservazioni e moltiplicando per 100

grafici maggiormente utilizzati per rappresentare dati quantitativi: → grafico a barre = usato per la rappresentazione della frequenza assoluta sull’ordinata e delle modalità della variabile in osservazione sull’ascissa → grafico a dispersione = usato per la rappresentazione della frequenza cumulativa sull’ordinata e delle modalità della variabile in osservazione sull’ascissa

Nel contesto delle variabili quantitative continue, data la natura del dato, la tabella di frequenza deve essere per forza organizzata per classi di modalità, formate specificando gli intervalli per rappresentare i dati. Come regola generale si consiglia di utilizzare tra le 5 e le 20 classi a seconda del fenomeno che la variabile rappresenta. L’obiettivo è quello di utilizzare un numero sufficiente di classi che catturi la variabilità dei dati cercando di non avere classi con poche unità. si consiglia di usare classi ad ampiezza costante.

Quando non si conosce il numero di dati a disposizione per l’analisi si può utilizzare la funzione CONTA.NUMERI (intervallo_celle) → l’argomento di questa funzione è l’intervallo di celle su cui cercare quante di esse rappresentano numeri. Il numero di dati (n) da analizzare può essere usato in una regola empirica che ci consente di calcolare il numero ottimale (k) di classi per rappresentare i dati: k = 1 + 3,322 ⋅ Log10 n Questa regola restituisce un numero con i decimali. Siccome il numero di classi in cui suddividere i dati deve essere un numero intero, si può usare la funzione INT per arrotondare per difetto il risultato della formula precedente → =INT(1+3,322*LOG10(80)) Una volta trovato il numero ottimale di classi è necessario definirne la loro ampiezza attraverso il campo di variazione dei dati = è la più semplice misura di variabilità dei dati che si calcola come la differenza fra il valore massimo e il valore minimo degli stessi =MAX(intervallo_celle) - MIN(intervallo_celle)

Il campo di variazione diviso per il numero di classi in cui suddividere i dati rappresenta l’ampiezza delle classi. L’ampiezza delle classi è un numero che deve essere arrotondato per eccesso all’intero usando la funzione ARROTONDA.ECCESSO (num;peso). Questa funzione prende come parametri il numero da arrotondare (num) e quale multiplo intero del parametro (peso) si vuole usare per l’arrotondamento Ad esempio se la cella C4 contiene il valore 24,65 =ARROTONDA.ECCESSO(C4;1) darà come risultato 25, mentre =ARROTONDA.ECCESSO(C4;10) sarà uguale a 30 A questo punto vanno creati gli estremi destri (limite superiore) di ogni classe. Si sceglie un valore che rappresenti l’estremo destro della prima classe, mentre i successivi sono semplici incrementi di

quest’ultimo in base all’ampiezza calcolata Ad esempio se l’ampiezza delle classi è 4 e il primo estremo destro scelto è 9, le classi successive avranno come estremi destri 13, 17, 21 ecc.

per le variabili quantitative abbiamo una serie di strumenti di sintesi: le misure numeriche → per dati univariati (relativi cioè ad una sola variabile) si possono dividere in tre categorie:

  • Misure di tendenza centrale = indicatori di sintesi di una distribuzione di frequenza. La centralità può essere definita in diversi modi, a cui corrispondono differenti indicatori associati:

media → rappresenta il baricentro della distribuzione dei valori di una variabile quantitativa, ossia il valore collocato «in mezzo» alla distribuzione di frequenza e attorno al quale tendono a concentrarsi le osservazioni. si calcola come la somma dei valori delle osservazioni (xi) diviso il numero complessivo delle osservazioni stesse (n)

𝑛 ∑ 𝑥𝑖

𝑛

in Excel/Fogli si utilizza la funzione MEDIA (intervallo_celle) dove l’argomento intervallo_celle rappresenta i riferimenti alle celle contenenti le osservazioni della variabile in oggetto

mediana = rappresenta il valore di quella osservazione della variabile che occupa la posizione centrale quando le osservazioni sono disposte in ordine crescente in Excel/Fogli si usa la funzione MEDIANA (intervallo_celle) dove l’argomento intervallo_celle rappresenta i riferimenti alle celle contenenti le osservazioni della variabile in oggetto. Quando il numero di osservazioni è dispari, la mediana corrisponde all’unico valore che divide esattamente a metà la serie ordinata delle osservazioni. Quando invece è pari la prassi impone di identificare la mediana come la media dei due valori collocati in posizione centrale

moda = corrisponde al valore dell’osservazione che si presenta con frequenza più elevata nella distribuzione. Se i valori più frequenti sono due allora si parla di distribuzione bimodale delle frequenze, se sono di più si parla di distribuzione multimodale in Excel si usa la funzione MODA.SNGL (intervallo_celle), mentre in Fogli si usa MODA (intervallo_celle) dove l’argomento intervallo_celle rappresenta i riferimenti alle celle contenenti le osservazioni della variabile in oggetto

A questa famiglia di indicatori possono essere associati anche i percentili (misure di posizione non centrale) e i quartili (casi di percentili che dividono l’insieme dei dati in quattro parti uguali). si calcolano con la funzione INC.PERCENTILE (intervallo_celle;percentile) mentre in Fogli si usa la funzione PERCENTILE (intervallo_celle;percentile)

  • Misure di variabilità = sono diverse :

Campo di variazione o range Range interquartilico (differenza tra il terzo e il primo quartile) → campo di variazione che contiene il 50% delle osservazioni più vicine al valore centrale. in Excel, ad esempio su un intervallo di celle A6:B6, si usa una formula =INC.PERCENTILE(A6:B6;0.75)-INC.PERCENTILE(A6:B6;0.25) in Fogli si scrive =PERCENTILE(A6:B6;0.75)-PERCENTILE(A6:B6;0.25)

Varianza → sfrutta tutte le informazioni contenute nei dati (tutte le osservazioni). raccoglie il contributo informativo che deriva dalla differenza (o scarto) tra il valore di ciascuna osservazione e la media della distribuzione. la misura corrisponde alla media degli scarti elevati al quadrato, la quale si annulla quando tutte le osservazioni hanno lo stesso valore e diventa tanto più elevata quanto più le stesse sono diverse tra loro (distanti dalla media). È espressa nell’unità di misura della variabile al quadrato

indice di curtosi → consente di valutare il grado di appiattimento della distribuzione di una variabile attorno al suo valore centrale. Se la distribuzione è «piatta» si dice che è platicurtica (ovvero l’insieme dei valori più piccoli e quello dei valori più grandi hanno frequenza non trascurabile) (curtosi assume un valore negativo) In caso contrario, quando una distribuzione è appuntita si parla di distribuzione leptocurtica, ed in Range interquartilico (differenza tra il terzo e il primo quartile) → campo di variazione che contiene il 50% delle osservazioni più vicine al valore centrale. in Excel, ad esempio su un intervallo di celle A6:B6, si usa una formula =INC.PERCENTILE(A6:B6;0.75)-INC.PERCENTILE(A6:B6;0.25) in Fogli si scrive =PERCENTILE(A6:B6;0.75)-PERCENTILE(A6:B6;0.25) >> Varianza → sfrutta tutte le informazioni contenute nei dati (tutte le osservazioni). raccoglie il contributo informativo che deriva dalla differenza (o scarto) tra il valore di ciascuna osservazione e la media della distribuzione. la misura corrisponde alla media degli scarti elevati al quadrato, la quale si annulla quando tutte le osservazioni hanno lo stesso valore e diventa tanto più elevata quanto più le stesse sono diverse tra loro (distanti dalla media). È espressa nell’unità di misura della variabile al quadrato >> indice di curtosi → consente di valutare il grado di appiattimento della distribuzione di una variabile attorno al suo valore centrale. Se la distribuzione è «piatta» si dice che è platicurtica (ovvero l’insieme dei valori più piccoli e quello dei valori più grandi hanno frequenza non trascurabile) (curtosi assume un valore negativo) In caso contrario, quando una distribuzione è appuntita si parla di distribuzione leptocurtica, ed in questa situazione la curtosi è positiva in Excel/Fogli la funzione è CURTOSI (intervallo_celle)

per evitare di usare le formule, Excel presenta una funzione di analisi statistica descrittiva → sezione definita come Analisi e si trova nella scheda dati della barra multifunzione, se non la si trova bisogna installarla strumenti di analisi + importanti :

  • istogramma
  • rango e percentile
  • intervallo di input

variabile casuale = variabile quantitativa di cui sono note le modalità ma non la distribuzione dei valori può essere discreta o continua discreta se assume un numero finito di valori o una sequenza di numeri interi continua se può assumere qualsiasi valore numerico in un intervallo di valori

distribuzione di probabilità = legge che stabilisce come le probabilità si distribuiscono sui possibili valori che la variabile casuale può assumere per le variabili discrete si parla di funzione matematica di probabilità per le variabili continue invece la funzione probabilità viene sostituita da quella di densità (questo perchè tra un valore e un altro della casuale esistono infiniti valori) in cui graficamente l’area sottostante alla funzione in un determinato intervallo fornisce la probabilità di assumere un qualsiasi valore nell’intervallo.

La distribuzione di probabilità binomiale è adatta a descrivere variabili casuali discrete rappresentative di molti fenomeni reali

La funzione da utilizzare con Excel per modellare la distribuzione di probabilità binomiale è DISTRIB.BINOM.N(x;n;p;cumul) mentre in Fogli è DISTRIB.BINOM(x;n;p;cumul) dove x è il numero di successi di cui si vuole conoscere la probabilità, n è il numero di prove, p è la probabilità di successo L’argomento cumul è un valore che può essere VERO o FALSO e indica ad Excel/Fogli se si vuole conoscere la probabilità cumulata di ottenere x successi o la probabilità esatta di avere x successi

distribuzione di probabilità di Poisson si usa per studiare il numero discreto di eventi rari che si verificano in un dato intervallo di tempo (spazio). Gli eventi si suppongono sempre indipendenti fra di loro e il numero di eventi che si realizza varia nell’intervallo da 0 a n (n non è determinabile a priori). La distribuzione prende come parametro un valore medio indicato con λ. Quando il numero di prove n è molto grande e la probabilità di successo è piccola allora si dice che la distribuzione di Poisson approssima una distribuzione binomiale avente parametro medio λ = np REGOLA GENERALE!!! Usare una distribuzione di Poisson quando n>50 e p<0,

La funzione da utilizzare con Excel per modellare la distribuzione di probabilità di Poisson è DISTRIB.POISSON(x;media;cumul) mentre in Fogli è POISSON(x;media;cumul) dove x è il numero di successi di cui si vuole conoscere la probabilità, media è il valore medio della distribuzione definito come np e p è la probabilità di successo L’argomento cumul è un valore che può essere VERO o FALSO e indica ad Excel se si vuole conoscere la probabilità cumulata di ottenere x successi o la probabilità esatta di avere x successi

La distribuzione di probabilità normale si usa per descrivere fenomeni «governati dal caso» quali: errori di misura, risultati di un test, altezza, peso, ecc. L’illustrazione della forma analitica di tale probabilità richiede la conoscenza del calcolo integrale anche la distribuzione normale possiede dei parametri che la descrivono da un punto di vista della «forma» I parametri sono:

  • La media → definisce la posizione della distribuzione sull’ascissa
  • La deviazione standard → definisce la larghezza della distribuzione

Per calcolare la probabilità che una variabile casuale normale assuma un valore all’interno di un generico intervallo di valori a e b dobbiamo calcolare l’area sottostante la curva della funzione densità per quell’intervallo Per definizione, l’area totale sottostante la curva dell'intera funzione densità è uguale a 1 (evento certo) → perché è sicuro che una variabile casuale normale assuma un valore nell’insieme dei numeri reali in Excel si usa la funzione DISTRIB.NORM.N(x;media;dev_std;cumul) mentre in Fogli si usa DISTRIB.NORM(x;media;dev_std;cumul) dove x è il valore di cui si vuole ottenere la probabilità; media è il valor medio della distribuzione; dev_std è la deviazione standard della distribuzione Ancora una volta l’argomento cumul è un valore che può essere VERO o FALSO ed indica ad Excel/Fogli se si vuole calcolare la probabilità (cumulata) che la variabile normale assuma valore pari o inferiore ad x o la funzione di densità in corrispondenza di x

filtri nel foglio elettronico

un filtro è un elemento che mostra unicamente una parte dei dati presenti in un tabella, nascondendo alla vista gli altri (si usa per esempio quando abbiamo tabelle di dati con molte righe che sono di difficile consultazione). per attivare questa funzione basta selezionare l’intera tabella che contiene i dati, Cliccare sulla scheda Dati della barra multifunzione o andare nella sezione Modifica della scheda Home e fare clic sull’icona filtro, A destra di ogni cella appartenente alla prima riga (etichette) compare una freccia verso il basso che una volta cliccata consente di selezionare cosa visualizzare in termini di righe ed eventualmente ordinarle.

Quando si prevede di utilizzare il foglio di lavoro per raccogliere grandi quantità di dati, conviene pensare ad un foglio elettronico come una base dei dati → Database = la sua caratteristica principale è che i dati al suo interno sono sempre organizzati in forma tabellare, ma ogni colonna rappresenta un campo preciso. Quando si organizza un database è necessario che ognuna delle righe sia univocamente indirizzabile attraverso un identificativo → ID – Esiste un solo ID per ogni riga del database.

come costruire un database? nuova colonna accanto al primo campo con la funzione Inserisci colonna e aggiungiamo la colonna «ID», Si inserisce un identificativo alfanumerico purché univoco ad es. «id.001», Ci si posiziona con la freccia del mouse sul bordo della cella attiva e si usa la funzione di riempimento automatico del foglio elettronico tenendo premuto il tasto sinistro del mouse e trascinando la selezione fino all’ultima riga occupata

All’interno di un database è spesso possibile che altre persone inseriscano dati diversi e per evitare errori si usa la tecnica di convalida dei dati = procedura da utilizzare in un database per ridurre la probabilità di errore negli inserimenti dati unico problema è che i dati già inseriti in un database non sono sottoposti a convalida, solo le eventuali aggiunte successive. Dopo avere scelto la colonna su cui applicare i criteri di convalida, bisogna cliccare sul pulsante Convalida dati reperibile nella sezione Strumenti Dati della scheda Dati della barra multifunzione, Si aprirà una finestra di dialogo da cui poter scegliere le opzioni di convalida nella finestra di dialogo è inoltre possibile inserire un messaggio di input in modo da avvertire l’utente sui criteri di convalida presenti in una colonna quando clicca una cella appartenente alla stessa È anche possibile scegliere se l’utente deve essere informato tramite un messaggio di Errore/Avviso/Informazione qualora si verifichi un inserimento dati errato

quando il database ha decine di campi e le righe sono migliaia è facile sbagliare i riferimenti Il foglio elettronico mette a disposizione la Rinomina dei Campi per rendere le formule più leggibili e soprattutto riducendo la probabilità di errore; è necessario scegliere il campo (una colonna) per cui si vuole attivare la funzione di rinomina

in excel → Dalla sezione Nomi definiti della scheda Formule della barra multifunzione scegliamo il pulsante Gestione nomi, Si aprirà una finestra di dialogo dove è necessario cliccare sul pulsante Nuovo, Se la colonna è stata scelta correttamente dovrebbe comprendere automaticamente la Rinomina del campo e potete premere OK e Chiudi

in fogli → sezione dati, casella intervalli denominati

per riportare le tabelle excel in documenti per esempio power point o world si usa la tecnica del copia-incolla. Tuttavia, sta all’utente decidere se il foglio di lavoro incluso in un documento debba essere collegato al file della cartella di lavoro Excel o se debba essere trattato come entità indipendente. Tutto quello che bisogna fare è scegliere tutta la tabella che si vuole incollare cliccando

il marker nero che sta fra i riferimenti di riga 1 e colonna A e scegliere l’opzione Copia. Le opzioni di Incolla invece sono: Mantieni formattazione originale (colori e formattazione di Excel); Usa stili destinazione (adatta la tabella allo stile del documento); Immagine (tratta la tabella come un’immagine); Mantieni solo testo della tabella. Quasi sicuramente l’operazione di Incolla in Word non darà un’impaginazione corretta della tabella. Cliccando sul simbolo a crocetta in alto a sinistra e andando in Word nella scheda Strumenti Tabella e Layout si può selezionare Adatta. queste operazioni permettono di trattare la tabella excel come un oggetto indipendente nel documento in cui si inserisce.

Se invece si preferisce che tutte le modifiche fatte nel documento vengano riportate anche nel file Excel di provenienza è necessario, dopo aver seguito la procedura di copia della tabella, usare la funzione Incolla speciale del documento. Dalla finestra di dialogo, scegliendo Incolla collegamento e Foglio di lavoro di Microsoft Excel Oggetto tutte le volte che si farà una modifica al documento sulla tabella il risultato sarà automaticamente riportato.

Le tabelle pivot sono strumenti di valutazione dei dati presenti in una tabella che vengono creati per fornire una lettura migliore rispetto al normale. la loro efficacia è tanto più alta quanto più grande è l’insieme dei dati da trattare. Inoltre, possiedono l’abilità di generare viste «multi-dimensionali» dei dati aggregando in modo articolato quelli che sono i valori della tabella normale

come creare una tabella pivot? Selezionare tutti i dati della tabella e dalla scheda Inserisci della barra multifunzione o nel menù e scegliere il pulsante Tabella pivot. Quando si apre la finestra di dialogo dedicata specificare Nuovo foglio di lavoro e premere OK I Campi tabella pivot rappresentano le etichette delle colonne della tabella globale dei dati

nello stesso identico modo possiamo creare anche un grafico Pivot. se possediamo una tabella e da quella vogliamo creare il grafico basterà cliccare su grafico pivot presente tra i comandi della scheda Strumenti tabella pivot nella barra multifunzione

MACRO = è una sequenza di istruzioni che è possibile eseguire mediante una singola azione al fine di ottenere un certo risultato // può essere una combinazione di tasti oppure un pulsante che esegua l’operazione immediatamente per mantenere la sicurezza del foglio elettronico e del computer Excel consente di impostare un livello di protezione dagli effetti delle macro: basso, medio, elevato, molto elevato. Cliccate sul pulsante Opzioni della scheda File ed entrare nel Centro protezione, Cliccando sul pulsante Impostazioni Centro protezione e su Impostazioni delle macro si può scegliere quale livello di protezione si vuole associare ad Excel.

Le macro sono scritte in un linguaggio di programmazione che prende il nome di Visual Basic for Applications o VBA. esiste un Registratore di macro che si attiva con il pulsante Macro nel gruppo omonimo. Tra le opzioni c’è il Nome macro da assegnargli, un Tasto di scelta rapida per attivarla con la tastiera tramite la combinazione CTRL+lettera. Le macro esistenti possono essere modificate o eliminate se non sono più ritenute utili. Per gli utenti poco esperti, la modifica è piuttosto complicata. Dopo aver selezionato la macro desiderata si apre una finestra in linguaggio VBA che vi consente la modifica delle operazioni eseguite. Per eliminare una macro invece basta cliccare sul pulsante Elimina.

ALTRE FUNZIONI DI UN FOGLIO ELETTRONICO