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Diritto Internazionale: Principi Fondamentali e Norme Consuetudinarie, Appunti di Diritto Internazionale

Una panoramica concisa del diritto internazionale, focalizzandosi sui soggetti del diritto internazionale diversi dagli stati, le norme consuetudinarie, gli accordi internazionali e il divieto dell'uso della forza. Vengono esaminati anche il diritto internazionale dei conflitti armati, il principio di integrità territoriale e il ruolo delle organizzazioni internazionali come l'ue e l'onu. Si discute inoltre del diritto alla secessione, delle norme ius in bellum e delle controversie tra stati, fornendo una base solida per comprendere le dinamiche e le sfide del diritto internazionale contemporaneo. Infine, vengono analizzati i crimini di genocidio e di guerra.

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 23/10/2025

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LEZIONE DEL 27/09/2022
Prova parziale scritta 21 o 22 novembre 2022. Domande a crocette e domande aperte. Libro
ronzitti. Studiare: tutto il capitolo 8, tutto il capitolo 9,capitolo 10(pp.225-273). Prova finale orale.!
Il diritto internazionale è un ordinamento giuridico,che comprende due aspetti:i soggetti e le
norme. A dierenza dell’ordinamento interno,nell’ordinamento internazionale i soggetti principali
sono gli stati(entità giuridiche,persona giuridica).Lo stato agisce con il potere esecutivo all’interno
dell’ordinamento internazionale.Dopo la seconda guerra mondiale ci sono altri soggetti,che non
possono essere paragonati allo stato per il fatto che lo stato nell’ordinamento internazionale è
sovrano, e ad esempio sono gli enti a fini particolari,che possono produrre norme solo nei limiti
concessi dallo stato,infatti non sono sovrani per il fatto di essere creati dagli stati .Le
organizzazioni internazionali vengono tendenzialmente creati mediante trattati. Uno stato
nell’ordinamento internazionale non esiste se non è sovrano.Non esiste nessuna norma di
diritto internazionale che dice quando uno stato esiste.!
Le fonti dell’ordinamento internazionale sono: la consuetudini e gli accordi
internazionali(trattati).Nell’ordinamento interno la consuetudine(norme non scritte) hanno un
ruolo residuale,invece nell’ordinamento internazionale è una delle due fonti principali. Per
accertare la consuetudine si considera la prassi internazionali per capire quali comportamenti
sono ritenuti obbligatori(opinio iuris) pensando di star adempiendo ad un obbligo.La consuetudine
si applica subito,così com’è, infatti non serve un atto per accettarla . Il principio di integrità
territoriale dice che ogni stato deve rispettare l’integrità degli altri stati,cioè non possono andare a
conquistare un altro stato; questa si ricava da una consuetudine dopo a seguito di una violazione
di tale integrità si è percepito un senso di ingiustizia generale.Il fatto che gli stati reagiscono è un
comportamento che aerma l’esistenza di una norma consuetudinaria. Le norme consuetudinarie
non sono tantissime ,perché conviene codificare queste norme mediante accordi
internazionali(l’altra fonte del diritto internazionale),la manifestazione di volontà degli stati che
convengono su una determinata regolamentazione giuridica.La convenzione europea dei
diritti dell’uomo è un accordo mediante il quale gli stati si sono imposti di rispettare certi diritti
all’interno dei loro stati.!
Art 2 p 4 della Carta delle Nazioni Unite.
Questa norma sancisce il divieto di uso della forza nelle relazioni internazionali,del rispetto
dell’indipendenza politica e dell’integrità territoriale degli Stati facenti parti delle Nazioni
Unite.
La convenzione delle nazioni unite rispecchia il diritto consuetudinario,in particolare il precedente
art citato !
Gli accordi internazionali sono fatti di solito per scritto, ma possono essere anche verbali come
dei comunicati verbali tra stati; vincolano solo gli stati che hanno prestato consenso , a dierenza
della consuetudine internazionale vincola tutti gli stati ,perché si basa su elementi fattuali.Gli
accordi internazionali si dividono in bilaterali(due stati) e multilaterale (tre o più stati).!
Non c’è gerarchia nell’ordinamento internazionale,quindi stanno consuetudine e accordi
internazionali stanno sullo stesso piano.!
Principio di relatività dei trattati=nelle questioni in cui non sono vincolati gli stati da accordi si
continua ad operare mediante le consuetudini.!
Nella convenzione di Vienna sono state inserite delle norme che sono date dallo sviluppo
progressivo del diritto internazionale,perché sono state elaborate dalla Commissione del diritto
internazionale,che ha come scopo di porre dei progetti di accordi internazionali e di proporre delle
norme che tendono allo sviluppo progressivo del diritto internazionale. La commissione del diritto
internazionale ha tentato di inserire nella convenzione di Vienna il diritto cogente(norme che
l’insieme della comunità internazionale ritiene non possano essere derogate in nessuna misura).
Una norma cogente è stato rinvenuto nel divieto di tortura.!
Le norme di diritto internazionale possono dividersi in norme primarie(norme fattizie o
consuetudinarie)e norme secondarie(norme sulla responsabilità da fatto illecito).Le norme
secondarie,generalmente consuetudinarie ,disciplinano le conseguenze della violazione di una
norma internazionale,quindi quando si commette un illecito.!
Quando uno stato commette un illecito deve riparare con la restitutio in integrum (lo stato deve
emettere la situazione così come sarebbe stata se l’illecito non fosse stato compiuto)o con il
risarcimento del danno ,quando non sia possibile la prima,e poi anche la cessazione del
compimento dell’azione dell’illecito.!
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LEZIONE DEL 27/09/

Prova parziale scritta 21 o 22 novembre 2022. Domande a crocette e domande aperte. Libro ronzitti. Studiare: tutto il capitolo 8, tutto il capitolo 9,capitolo 10(pp.225-273). Prova finale orale. Il diritto internazionale è un ordinamento giuridico,che comprende due aspetti:i soggetti e le norme. A differenza dell’ordinamento interno,nell’ordinamento internazionale i soggetti principali sono gli stati(entità giuridiche,persona giuridica).Lo stato agisce con il potere esecutivo all’interno dell’ordinamento internazionale.Dopo la seconda guerra mondiale ci sono altri soggetti,che non possono essere paragonati allo stato per il fatto che lo stato nell’ordinamento internazionale è sovrano, e ad esempio sono gli enti a fini particolari,che possono produrre norme solo nei limiti concessi dallo stato,infatti non sono sovrani per il fatto di essere creati dagli stati .Le organizzazioni internazionali vengono tendenzialmente creati mediante trattati. Uno stato nell’ordinamento internazionale non esiste se non è sovrano .Non esiste nessuna norma di diritto internazionale che dice quando uno stato esiste. Le fonti dell’ordinamento internazionale sono: la consuetudini e gli accordi internazionali(trattati ).Nell’ordinamento interno la consuetudine(norme non scritte) hanno un ruolo residuale,invece nell’ordinamento internazionale è una delle due fonti principali. Per accertare la consuetudine si considera la prassi internazionali per capire quali comportamenti sono ritenuti obbligatori(opinio iuris) pensando di star adempiendo ad un obbligo.La consuetudine si applica subito,così com’è, infatti non serve un atto per accettarla. Il principio di integrità territoriale dice che ogni stato deve rispettare l’integrità degli altri stati,cioè non possono andare a conquistare un altro stato; questa si ricava da una consuetudine dopo a seguito di una violazione di tale integrità si è percepito un senso di ingiustizia generale.Il fatto che gli stati reagiscono è un comportamento che afferma l’esistenza di una norma consuetudinaria. Le norme consuetudinarie non sono tantissime ,perché conviene codificare queste norme mediante accordi internazionali(l’altra fonte del diritto internazionale), la manifestazione di volontà degli stati che convengono su una determinata regolamentazione giuridica .La convenzione europea dei diritti dell’uomo è un accordo mediante il quale gli stati si sono imposti di rispettare certi diritti all’interno dei loro stati. Art 2 p 4 della Carta delle Nazioni Unite. Questa norma sancisce il divieto di uso della forza nelle relazioni internazionali,del rispetto dell’indipendenza politica e dell’integrità territoriale degli Stati facenti parti delle Nazioni Unite. La convenzione delle nazioni unite rispecchia il diritto consuetudinario,in particolare il precedente art citato Gli accordi internazionali sono fatti di solito per scritto, ma possono essere anche verbali come dei comunicati verbali tra stati; vincolano solo gli stati che hanno prestato consenso , a differenza della consuetudine internazionale vincola tutti gli stati ,perché si basa su elementi fattuali.Gli accordi internazionali si dividono in bilaterali(due stati) e multilaterale (tre o più stati). Non c’è gerarchia nell’ordinamento internazionale,quindi stanno consuetudine e accordi internazionali stanno sullo stesso piano. Principio di relatività dei trattati=nelle questioni in cui non sono vincolati gli stati da accordi si continua ad operare mediante le consuetudini. Nella convenzione di Vienna sono state inserite delle norme che sono date dallo sviluppo progressivo del diritto internazionale,perché sono state elaborate dalla Commissione del diritto internazionale,che ha come scopo di porre dei progetti di accordi internazionali e di proporre delle norme che tendono allo sviluppo progressivo del diritto internazionale. La commissione del diritto internazionale ha tentato di inserire nella convenzione di Vienna il diritto cogente(norme che l’insieme della comunità internazionale ritiene non possano essere derogate in nessuna misura). Una norma cogente è stato rinvenuto nel divieto di tortura. Le norme di diritto internazionale possono dividersi in norme primarie(norme fattizie o consuetudinarie)e norme secondarie(norme sulla responsabilità da fatto illecito).Le norme secondarie,generalmente consuetudinarie ,disciplinano le conseguenze della violazione di una norma internazionale,quindi quando si commette un illecito. Quando uno stato commette un illecito deve riparare con la restitutio in integrum (lo stato deve emettere la situazione così come sarebbe stata se l’illecito non fosse stato compiuto)o con il risarcimento del danno ,quando non sia possibile la prima,e poi anche la cessazione del compimento dell’azione dell’illecito.

Contromisura consente allo stato il cui diritto sia stato violato di violato a sua volta lo stesso diritto dell’altro stato,però la contromisura non deve andare a violare i diritti umani. Dazio: somma di denaro che la stato riscuote quando una merce passa al frontiera.

LEZIONE DEL 3/10/

Il diritto internazionale dei conflitti armati prende in considerazione sia la necessità dello stato di vincere la guerra ,sia la protezione della popolazione civile,che sono tutte le persone che non prendono parte all’ostilità. Il diritto internazionale tenta di porre dei limiti alla necessità militare( è la volontà dello stato di vincere la guerra)e di proteggere la popolazione civile. Queste sono le regole di diritto internazionale ,tradizionalmente classificate come “ IUS IN BELLO ”, sono quelle norme che si applicano in caso di conflitto armato sia internazionale che non internazionale. Le garanzie di protezione della popolazione civile in un conflitto armato non internazionale sono minori rispetto a quelle di un conflitto armato internazionale. Si è pensato di dare una minore protezione alla popolazione civile in caso di un conflitto civile,perché la gestione del territorio da parte di uno stato è vista come una sua priorità. Quindi in teoria gli altri stati non dovrebbero intromettersi, nel momento in cui uno stato cerca di conservare sé stesso con un’insurrezione armata ,che avviene nel proprio territorio. Lo stato è libero di gestire il propria territorio come vuole,quindi le garanzie sono minori in caso di guerra civile ,perché lo stato è libero di sopprimere i movimenti insurrezionali che cercano di legittimare il governo esistente. Il diritto internazionale si occupa anche dello ius ad bellum ,art 2 p.4 e 51 Carta Nazioni unite. Quest’ultimo dice che si può usare le forze armate se viene attaccata con un attacco armato, quindi può difendersi.L’art 2 vieta l’uso della forza nelle situazioni internazionali contro l’indipendenza politica e l’integrità territoriale,quindi è una norma prettamente interstatale ,infatti si rivolge ai trattati tra stati. L’art 51 permette l’utilizzo della forza armata quando c’è un attacco armato da parte di un altro stato in LEGITTIMA DIFESA. La Russia invadendo l’Ucraina ha violato l’art 2 p.4 ,perché ha utilizzato la forza contro l’indipendenza politica e l’integrità territoriale dell’Ucraina,quindi quest’ultima può utilizzare la forza armata per legittima difesa (art 51 carta delle Nazioni Unite). Uno stato può utilizzare la forza nelle controversie internazionali? No, a meno che non sia per legittima difesa. Lo ius in bello viene a rilievo in un secondo momento ,infatti a quest’ultimo non interessa chi sia l’aggredito o l’aggressore, ma interessa che ci sia un conflitto armato in corso e ha interesse alla protezione della popolazione civile. Le due anime dello ius in bello sono due:

  • Limitazione di mezzi e metodi di guerra , cioè non possono farsi la guerra tra di loro usando qualsiasi mezzo, quindi vi è il principio di trattare l’avversario con umanità.
    • la protezione delle persone che sono diverse dai combattenti , quindi qui non rientrano solo la popolazione civile ma anche i prigionieri di guerra, cioè i militari catturati dal nemico e sono stati fatti prigionieri di guerra. Quindi anche questi soggetti devono essere protette dallo stato che le ha catturate. La Russia dal 2007 ha impostato una politica aggressiva nei confronti dei paesi confinanti Fino al 1989(anno della caduta del muro di Berlino) e al 1991(fine dell’unione sovietica) vi era una situazione di bipolarismo(dal 1945 al 1991),cioè da una parte vi erano gli Stati Uniti e dall’altra URSS. Entrambe erano le due potenze egemoniche mondiali,quindi esisteva la teoria della deterrenza,nel senso che se l’URSS avesse attaccato gli USA si sarebbero distrutti reciprocamente e sarebbe finito l’equilibrio detenuto dalle due forze. Nel sistema di bipolarismo le forze erano vincolate l’una dall’altra. L’equilibrio è durato per quasi 50 anni ,infatti tutti i conflitti dal 1945 in poi sono stati dei conflitti regionali e molti di questi sono state guerre civili all’interno degli stati ,che sono state condotte per procura tra USA e URSS. Ciò significa che le guerre civili si combattevano all’interno degli stati e URSS e USA aiutavano le varie frazioni. Sono di questo periodo la guerra della Corea e del Vietnam. Successivamente si è passato dalla situazione di equilibrio del bipolarismo ,nel senso che le potenze essendo l’una vincolata dall’altra dovevano sempre confrontarsi , all’unipolarismo. Gli USA dal 1992 si sono affermati come una potenze egemonica mondiale. Dal 1991 in poi ci sono state una serie di azioni unilaterali degli USA,che sono iniziate nel 1999 nel Kosovo; la NATO ha bombardato la Serbia, perché quest’ultima non riconcerà l’autonomia di una regione ,che era al proprio interno ,il Kosovo. In realtà non può giuridicamente riconoscerlo ,perchè nel diritto internazionale contemporaneo non esiste il diritto alla secessione delle popolazione stanziate all’interno di uno stato.

mondiale era normale che gli stati intervenissero militarmente nel territorio di un altro stato per proteggere i cittadini all’estero. È una sfaccettatura della protezione diplomatica .Fino alla prima guerra non esisteva un divieto generale di uso della forza nelle controversie internazionali,infatti la guerra era uno dei tanti metodi di risoluzione delle controversie. La guerra era solo la manifestazione di una controversia fra stati,che è il disaccordo tra due o più stati nell’interpretazione o applicazione di norme giuridiche internazionali. Guerra =conflitto armato(denominazione giuridica). Un modo moderno di risolvere le controversie internazionali è quello delle parti che si mettono d’accordo per sottoporre una controversia ad un giudice internazionale. Nel momento in cui queste state non fossero praticabili in passato si poteva dichiarare guerra per stabilire sotto questo punto di vista chi aveva ragione. Punto 57- la Russia diceva che si sentiva minacciata dall’espansione della NATO nelle regioni meno problematiche ;la sua crescente attività militare ai confini con la Russia, le infrastrutture militari che si avvicinano ai confini russi. La Russia vede questa situazione come una violazione del principio di sicurezza uguale e indivisibile e portando al peggioramento delle antiche linee divisive in Europa e dell’emergenza delle nuove. La Russia in pratica dice che non vuole che i suoi paesi confinanti entrino a far parte della NATO. Nell’ordinamento internazionale non esiste una definizione condivisa e univoca di terrorismo. In Georgia nel 2008 La Georgia faceva parte dell’URSS. La Abcasia faceva parte dell’impero zarista. quando la Georgia divenne indipendente dall’impero zarista nel 1918 e incluse il territorio dell’Abcasia. La Georgia poi venne invasa dalla Russia ed è entrata a far parte dello stato federale dell’URSS. Nella costituzione dell’URSS vi era il diritto di secessione ,quindi la Georgia aveva il diritto ma l’abcasia ,che era una regione autonoma dell’impero zarista ma che poi è stata inglobata dalla. Georgia non aveva il diritto di secessione. Gli ossezi si sono sempre ritenuti russi e con l’indipendenza della Georgia ,l’Ossezia è stata divisa in due : la parte nord è andata alla Russia e la parte sud è stata inglobata dalla Georgia. L’Ossezia era una provincia autonoma. Nel 1991 c’è stata la distruzione dell’URSS e tutti gli stati che ne facevano parti hanno dichiarato la loro indipendenza. La Georgia rivendicava oltre all’indipendenza reclamava i suoi confini ,che comprendono sia l’ossezia che l’Abcasia. La Georgia ha ottenuto l’indipendenza senza riconoscere l’autonomia a queste regioni che dato tempo la richiedevano,quindi le popolazioni di queste regioni sono insorte. L’abcasia ha vinto e dal 1991 si dichiara indipendente ,anche se viene considerata ancora dal diritto internazionale parte del territorio della Georgia e ci furono solo degli accordi di cessare il fuoco. Trattato di pace mette definitivamente fine ad un conflitto; invece L’armistizio non è un accordo di pace ,ma con esso si depongono le armi. L’Ossezia si era ribellata ,dopo l’indipendenza della Georgia , dicendo di voler far parte della Russia e si è raggiunto un cessate il fuoco con gli “ accordi soci”. La Russia ha inviato una missione di mantenimento della pace. Dal 1992 la situazione è rimasta immutata fino al 2008,quando esplode con la guerra “dei 5 giorni”. Nel 2005 è stato eletto in Georgia un presidente filo-occidentale ,che ha avuto tanti soldi e che un po’ alla volta ha delineato la sua politica ,quella di riappropriarsi dell’Abcasia e dell’ossezia. Questo presidente spegneva la Georgia per entrare nella NATO. Fino al 2008 le due repubbliche separatiste non erano riconosciute da nessun altro stato ,la Russia nel 2008 le ha riconosciute. In Ucraina nel 2014 era presidente un filorusso, Viktor Janukovyc. Nasce un movimento popolare Euromaidan ,che vuole che l’ucraina entri nell’UE. C’è un trattato internazionale che garantisce determinati diritti e obblighi a paesi ,che sono terzi all’Ue e non partecipano all’elezioni dell’Ue ma ha determinati diritti e obblighi. La Turchia è paese associato all’Ue. A seguito delle proteste in piazza il presidente viene deposto e scappa in Russia. Quest’ultima annette la Crimea ,che era abitata da russi. In Crimea sono stati messi davanti alla decisione di essere annessi alla Russia o meno. La Russia aveva violato l’integrità territoriale dell’Ucraina ,nel momento in cui è entrata con l’esercito in Crimea ha violato l’art 2 p.4 .Gli stati non devono riconoscere quelle situazioni create da una violazione del diritto internazionale (nello specifico dell’art 2 p. 4). La Russia ha attaccato il Donbass e c’è stato un accordo di cessare il fuco ,i cosiddetti “ Accordi di Minsk 2 ” (accordi matriosca),perché ci sono una serie di clausole ,che sono operative solo se le precedenti sono state messi in atto.

1°clausola) la prima era “cessate il fuoco”, cosa che non è stata fatta ,quindi le altre non sono state operative. Questi accordi di Minsk 2 sono stati inglobati nella risoluzione del consiglio di sicurezza,quindi sono potenzialmente vincolanti per tutti gli stati. Gli accordi di Minsk prevedevano che si arrivasse da parte dell’Ucraina al riconoscimento di un’ampia autonomia amministrativa al Donbass. L’ucraina si era presa l’impegno di dare autonomia al Donbass. Se questi accordi del 2015 fossero stati rispettati la guerra si sarebbe potuta evitare.

LEZIONE DEL 4/10/

L’UE trova il proprio fondamento nella concorrenza internazionale.Nel quadro dell’Ue c’è un divieto di fare concorrenza sleale,cioè che gli stati membri dell’UE non devono dare degli aiuti alle imprese e ai cittadini,perché dando degli aiuti si falsifica la concorrenza e ci si allontana dalla concorrenza equa .Non tutti gli aiuti di stato sono vietati nell’UE. A vigilare se gli stati possono aiutare le imprese con degli aiuti di stato è la commissione dell’UE ,che è l’unico organo indipendente, nel senso che gli organi vengono scelti si dagli stati ma devono essere indipendenti da essi. È un organo a camera naturalista??? E ha due funzioni fondamentali : -ha l’iniziativa legislativa ,cioè è motore dell’Ue. Tutte le proposte dell’UE ,che si traducono in regolamenti e direttive, provengono dalla commissione. -Ha anche il compito di sorvegliare l’esecuzione corretta e al rispetto dei trattati

- controlla se gli aiuti di stato siano compatibili con il mercato comune.

La Germania è lo stato può forte dell’UE La Russia vuole cercare di indebolire l’istituzione dell’UE,perché nel momento in cui la Germania agisce da sola ,questo crea un problema nell’UE. La Russia mira ad indebolire l’UE e far cadere quel poco di unità conquistata in 60 anni. All’indomani dell’aggressione dell’Ucraina , la Germania ha stanziato tantissimi soldi in questo momento, dopo la seconda guerra mondiale. Durante la presidenza Trump ,la Germania era accusata da Trump di spendere poco per le spese militari. Gli organi dell’Ue possono emanare decisioni vincolanti per gli stati. Nei rapporti tra stati e organizzazioni internazionali vige sempre il Principio di attribuzione,che è un derivato del principio della sovranità. Secondo il principio di attribuzione ,l’organizzazione internazionale può esercitare determinare funzioni perché gli stati gli hanno dato il compito di farlo. Le funzioni sono : le funzioni legislative,funzioni giudiziaria (infatti nell’UE c’è una corte di giustizia dell’UE);quindi le organizzazioni internazionali possono esercitare delle funzioni statali e amministrative(come il controllo della commissione sugli aiuti di stato) ,perché sono autorizzate dagli stati organizzazioni internazionali sono a enti a fini particolari ,ossia devono raggiungere gli obbiettivi stabiliti dei stati nel trattato e per raggiungerle possono svolgere determinate funzioni sono nelle materie determinare negli stati. Le organizzazioni internazionali possono agire solo sulle materie e sugli obiettivi designati dagli stati. Gli stati nel momento in cui decidono di apprestare gli aiuti di stato, devono notificare prima di approvare l’aiuto di stato alla commissione,affinché si apra un procedimento amministrativo all’interno della commissione che giudichi della compatibilità di questo aiuto con i trattati. Gli stati hanno delegato all’’UE la funzione specifica di garantire l’equa concorrenza nei rapporti tra gli stati. L’ONU di base non esercita la funzione legislativa,ma le viene concessa dagli stati per raggiungere determinati obiettivi. Si può andare davanti ad una corte internazionale di giustizia solamente se gli stati erano d’accordo di risolvere in quel modo la controversia ( principio consensualistico) Le nazioni unite hanno una funziona amministrativa in senso tecnico, è una funzione di polizia(rientra nelle funzioni amministrative) Nel momento in cui il consiglio di sicurezza adotti degli atti vincolanti (lo può fare ai sensi dell’articolo 39 della carta delle Nazioni Unite) esercita una funzione amministrativa. L’art 39 dice che il consiglio di sicurezza può emanare atti vincolanti nel momento in cui accerta l’esistenza di una minaccia alla pace, di una violazione della pace oppure degli atti di aggressione. In questi casi può disporre delle misure vincolanti per gli stati membri delle nazioni unite. Le misure vincolanti possono concretarsi nell’uso della forza,che può autorizzare gli stati parti delle Nazioni Unite ad utilizzarla ,oppure delle misure non vincolanti ,ad esempio negli embarghi le interruzioni delle comunicazioni, quindi situazioni che non implicano l’uso della forza. Talvolta gli stati lasciano fare all’organizzazione internazionale qualcosa di più,nel senso che non si oppongono quando quest’ultima prevarica i limiti delle materie e obiettivi. Il consiglio di

Dal punto di vista del diritto sostanziale è come se il singolo nell’ordinamento interno commettesse un reato, però un reato disciplinato dal diritto internazionale. Durante un conflitto armato secondo le Convenzioni di Ginevra non si possono compiere atti di terrorismo ,quindi c’è la possibilità di essere condannati per terrorismo. CONFLITTO ARMATO e OCCUPAZIONE BELLICA = sono i due presupposti per l’applicazione delle norme di diritto internazionale sui conflitti armati Art 6. Crimine di genocidio Ai fini del presente statuto, si intende per genocidio un qualsiasi dei seguenti atti commessi con l’intento di distruggere in tutto o in parte un gruppo nazionale ,etnico ,razziale o religioso : -uccidere i membri del gruppo

- causare gravi danni fisici o mentali a membri del gruppo

- Sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita diverse

- Causare la distruzione fisica tutta o in parte

- Imporre misure dirette per impedire le nascite nel gruppo

- Trasferire con la forza membri del gruppo in altro luogo

Questo è un crimine punito dalla corte penale internazionale Art 8 Crimini di guerra (rinvia alla convenzioni di Ginevra del 1949) Nel diritto internazionale come in quello interno vi sono delle distinzioni tra diritti civili politici e diritti economici ,sociali e culturali. I primi sono i diritti di libertà (privata,espressione etc..) ,i secondi sono diritti che rifanno ad uno standard di vita equo(diritto d’istruzione, di prestazione etc..) Non a tutti gli stati che firmano sono parte. Per la conclusione di un trattato si indice una conferenza internazionale ,a cui prendono parte i rappresentanti degli stati , e qui viene adottato un testo. Queste conferenze prevedono la nomina di sottogruppi di lavoro per le varie aree giuridiche. Alla fine vi è un testo approvato dagli stati e viene apposta dagli stati una firma ,che non è una volontà ad obbligarsi ma che l’atto è autentico. Poi si attivano le procedure di ratifica ,che è il procedimento mediante il quale ogni stato manifesta la sua volontà di vincolarsi al trattato. Il principio generale è il principio di libertà delle forme,quindi gli stati potrebbero con venire che quella firma valga come volontà d obbligarsi ma non succede mai. Quando gli stati hanno solo firmato vuol dire che gli stati non sono parte. Nella pare del mondo dell’oriente non esiste un trattato regionale a tutela dei diritti dell’uomo. La convenzione a protezione dei diritti dell’uomo nasce per il fallimento degli stati nella tutela di tali diritti. La Russia è stata espulsa dal consiglio d’Europa ,che è l’organizzazione europea all’intero della quale agisce la corte europea dei diritti dell’uomo. È stata espulsa per motivi di natura politica.

LEZIONE DEL 10/10/

Nel consiglio dell’UE,che adotta decisioni conclusive ed è composto dai rappresentanti degli esecutivi degli stati, si approvano delle norme con l’approvazione del parlamento europeo. Le decisioni provenienti dal consiglio dell’Ue sono ostili a quanto potrebbero decidere gli stati attraverso una conferenza intergovernativa. In organi come la commissione c’è la prevalenza dell’organizzazione ,invece in organi come il consiglio dll’Ue c’è la prevalenza degli stati e si decide in base all’unanimità .L’obiettivo delle sanzioni è quello di far cessare l’illecito commesso da uno Stato. Nel 2014 in consiglio dell’Ue aveva sanzionato molti capi di governo ma anche privati cittadini per alcuni motivi tra cui la costruzione del ponte di Kerc o Ponte di Crimea, volendo rimarcare l’illegittimità dello stesso. Quindi si voleva dissuadere le persone con le sanzioni creare tabula rasa attorno al governo straniero e privarlo dell’apporto economico e finanziario di cui ha bisogno. L’obiettivo è quello di avere un cambio di governo,cosicché cessino le azioni illecite. La novità rispetto al conflitto è stato condotto riguardava le regione periferiche dell’Ucraina,quelle delle Donbass,che erano già oggetto di contestazione; invece la Crimea era già stata annessa alla Russia nel 2014 ,pur essendo illegittima.

Se si considerano le norme di ius ad bellum ,che disciplinano i mezzi e i metodi di conflitto, quello era un obiettivo legittimo ,perché pur essendo un’infrastruttura civile era usata a scopi militari,quindi questo lo faceva diventare un obiettivo militare (art 52 I Protocollo ingiuntivo della IV Convenzione di Ginevra) L’art 52 del I Protocollo ingiuntivo della IV Convenzione di Ginevra dice che quando un bene viene considerato civile o militare. Lo ius in bello fa differenza tra obiettivi civili e obiettivi militari , ma anche tra combattenti e i civili. Solo i combattenti e gli obiettivi militari possono essere oggetti dei trattati. Gli obiettivi militari sono quelli che per loro natura, luogo, fine e per il loro uso contribuiscono effettivamente all’azione militare e la cui distruzione totale o parziale oppure la neutralizzazione offre un vantaggio militare definitivo ad una parte del conflitto. Uno stato per capire quali obiettivi militari conseguire si affida all’intelligence. Le convenzioni di Ginevra dicono che lo Stato prima di procedere all’attacco deve fare in modo che non vengano attaccati i beni civili o persone civile dello stesso. La corte internazionale di giustizia nel parere del 1996 sull’utilizzo delle armi nucleari ha detto che uno stato per preservare la sua stessa esistenza può anche legittimamente usare una riserva nucleare,secondo le norme dello ius ad bellum. La risposta della legittima difesa deve essere necessaria e proporzionale all’attacco. Quando scoppia un conflitto armato si applicano sia le norme di ius ad bellum sia le norme di ius in bello ,contemporaneamente. Quasi tutti sono concordi nel ritenere che quando c’è un conflitto armato ,nel momento in cui è scoppiato subito dopo si applicano SOLO ed ESCLUSIVAMENTE le norme di ius in bello. Queste norme vietano di provocare danno agli stati ,quindi si devono usare i mezzi di combattimento come quelli nucleari ,che non distinguono civili da militari, che abbia degli effetti indeterminati e che nuoccia gravemente all’ambiente naturale (art 55 ,prevede la protezione dell’ambiente naturale contro danni a lungo termine ,quindi vieta ordigni nucleari che potrebbero nuocere a persone ma anche all’ambiente). Un ambiente contaminato da radiazioni diventa inabitabile per secoli. Le norme di ius ad bellum determinano chi sia l’aggredito e l’aggressore e si applicano quando scoppia il conflitto , successivamente si applicano le norme di ius in bello. La corte internazionale di giustizia in un suo parere del 1996 adotta la distinzione tra norme di ius in bello e norme di ius ad bellum per verificare la liceità nell’uso delle armi nucleari. Per quanto concerne lo ius ad bellum lo stato può utilizzare gli ordigni nucleari in legittima difesa,però per ius in bello l’ordigno nucleare è contrario alle convenzioni di Vienna. Sembrerebbe esserci una contraddizione , ma in realtà questi due corpus normativi non si applicano mai nello stesso momento. Quando c’è un attacco le norme dell’ius ad bellum ,quindi art 2 p 4 e art 51, si applicano solamente le norme che regolano i conflitti armati. Perché allora la corte ha salvato la possibilità dell’uso dell’arma nucleare in legittima difesa? Perché all’interno della corte di giustizia ci sono giudici americani ,che provengono da paesi che hanno le armi nucleari. L’unilateralismo nell’interpretazione delle norme è fondamentale in mancanza di un consenso a presentare una controversia al giudice.