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Una guida completa alle procedure di primo soccorso, coprendo una vasta gamma di situazioni di emergenza, dalle ferite e emorragie alle fratture e ustioni. vengono descritte le procedure corrette per gestire ogni tipo di infortunio, inclusi consigli su come valutare la scena, proteggere sé stessi e la vittima, e quando contattare i servizi di emergenza. Pratico e dettagliato, offrendo un valido supporto per chi desidera apprendere le basi del primo soccorso.
Tipologia: Sbobinature
Caricato il 24/04/2025
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Il primo soccorso è l’insieme delle azioni che permettono di aiutare una o più persone in difficoltà, nell’attesa dell’arrivo dei soccorsi qualificati; qualsiasi cittadino è tenuto per legge (è un dovere) a prestare soccorso a una persona in difficoltà; l’unica situazione in cui si è esonerati dal dover applicare primo soccorso e nel quale non si sarebbe quindi perseguitati legalmente (dal codice penale per “ omissione di soccorso ” art. 593 C.P.) è lo stato di necessità (art. 54 C.P., situazione in cui, per causa esterna, la nostra vita fosse in pericolo). Il soccorritore, indipendentemente dal fatto che sia occasionale o che abbia una formazione specifica in ambito sanitario, deve poter eseguire una valutazione primaria della situazione che ha di fronte tramite una sequenza codificata di comportamenti definita come B.L.S. (Basic Life Support). Il pronto soccorso , invece, è definito come un insieme di procedure che vengono effettuate da personale specializzato (medici, infermieri, soccorritori volontari) con idonee tecniche e attrezzature specifiche, nonché con adeguate terapie farmacologiche. Il triage è una procedura di classificazione delle emergenze/urgenze che permette di stabilire le priorità nella destinazione dei soccorsi tramite l’utilizzo di un codice colore. Il criterio dei codici colore è prettamente di tipo temporale: Codice rosso: emergenza - Accesso immediato. Interruzione o compromissione di una o più funzioni vitali; Codice arancione: urgenza - Accesso entro 15 minuti. Rischio di compromissione delle funzioni vitali, il rischio è da considerarsi evolutivo e/o il dolore è severo; Codice azzurro: urgenza differibile - Accesso entro 60 minuti. Condizione stabile senza rischio evolutivo con sofferenza e ricaduta sullo stato generale che in genere richiede prestazioni complesse; Codice verde: urgenza minore - Accesso entro 120 minuti. Condizione stabile senza rischio evolutivo che di solito richiede prestazioni terapeutiche semplici mono specialistiche; Codice bianco: non urgenza - Accesso entro 240 minuti. Problema non urgente di minima rilevanza clinica. Cosa fare in caso di infortunio? Come primissima cosa bisogna assicurarsi della sicurezza dell’ambiente (per l’infortunato ma soprattutto per noi, per evitare di dover diventare il secondo infortunato); in seguito bisogna subito avvisare le autorità (contattare il NUE numero unico europeo di emergenza 112 (la chiamata si può effettuare anche senza credito o senza dover sbloccare lo schermo del telefono) o utilizzare l’app “Where are you” attraverso la quale si viene direttamente
geolocalizzati); bisogna, nel frattempo, assistere l’infortunato psicologicamente e fisicamente, mettendo in atto però manovre di cui si è sicuri valutando le priorità di intervento. Cosa non fare? Non correre rischi personali (appunto per non diventare noi stessi delle vittime), non farsi prendere dal panico, non agire senza il consenso dell’infortunato (tranne in condizioni di grave necessità), non dare medicinali, non fare diagnosi, non eseguire manovre di competenza medica e non considerare morto un infortunato (solo un medico può constatare un decesso). In sintesi, i tre passi fondamentali sono: autoprotezione e valutazione della scena, valutazione primaria dell’infortunato e chiamata al 112. Il passo uno, l’autoprotezione e valutazione della scena consiste in: se possibile, cercare di comprendere la dinamica alla base della situazione, Individuare la presenza di rischi ambientali, allontanare il/i soggetto/i da soccorrere dalle fonti di pericolo o rimuovere il pericolo (solo se è possibile senza esporre sé stessi a rischio) in modo, quindi, da arrivare a «creare» una zona di sicurezza dove poter operare ulteriormente le procedure del primo soccorso. Il passo due, la valutazione primaria dell’infortunato viene effettuata sulla base del BLS consiste nella valutazione ABC : Airway, Breathing, Circulation. In fase di Airway , andiamo a capire se la persona risponde agli stimoli: andiamo a chiamarlo e se non risponde andiamo a provocare uno stimolo dolorifico a livello dei muscoli deltoidi con pizzicotti quindi tra collo e spalle Se il paziente risponde agli stimoli vuol dire che sta respirando e non è incosciente; non dobbiamo, quindi, rianimarlo ma bisogna subito chiamare i soccorsi e metterlo nella posizione laterale di sicurezza. La posizione laterale di sicurezza (PLS) serve attuarla quando il paziente respira ma è incosciente e serve per evitare che un eventuale vomito ostruisca le vie respiratorie. Non attuarla se il paziente ha subito un trauma grave per evitare fratture alla colonna vertebrale e non togliere mail il casco! h1ps://www.youtube.com/watch?v=Z7Lmdp4wQes
Se vi è la presenza di movimenti toracici vuol dire che il soggetto sta respirando, che c’è attività cardiaca e quindi dobbiamo metterlo in posizione laterale di sicurezza (vedi poco dopo). Rifare GAS ogni minuto per 10 secondi per verificare che il soggetto non smetta di respirare. Se non vi sono movimenti toracici vuol dire che il paziente è in arresto cardiorespiratorio e quindi dobbiamo subito cominciare con le manovre di rianimazione (compressioni toraciche). Nella fase di Circulation vado a valutare l’attività cardiaca e valuto i segni vitali con MOTORE (Movimento, Tosse, Respirazione normale); la valutazione del polso centrale anche da parte di operatori esperti è inaffidabile e può generare ritardi significativi nell’esecuzione delle manovre salvavita. La rianimazione cardiopolmonare nell'adulto (BLSD - Basic Life Support Defibrillation) è da iniziare non appena si percepisce che il paziente non respira. https://www.youtube.com/watch?v=n9ZFQnzEqFc Finché qualcuno non ci porta il DAE bisogna continuare a massaggiare; nel caso in cui il paziente sia in piscina, prima di usare le piastre del DAE bisogna asciugarlo. Il punto in cui effettuare le compressioni è al centro dello sterno sopra il processo xifoideo (linea intermammillare); bisogna appoggiare il «calcagno» (eminenza palmare) della mano e sovrapporre la seconda mano intrecciando le dita ed è importante tenere le braccia ben tese senza flettere i gomiti per evitare di stancarsi subito.
Le piastre del Dae vanno posizionate in modo sfalsate (vicine non funzionano), una in alto sulla dx e l’altra laterale sulla sx in modo da creare due poli magnetici (tra una piastra e l’altra) con in mezzo il cuore; appena si posiziona il Dae bisogna sempre ricordarsi della sicurezza nostra e degli altri (nessuno deve toccare il corpo del paziente al momento delle scariche); terminata la scarica si deve riprendere con le compressioni. Alternare 30 compressioni cardiache e 2 respirazioni bocca bocca tappando il naso del paziente. Il seguente video scandisce il ritmo corretto (100 battiti al minuto) con cui effettuare le compressioni h3ps://www.youtube.com/watch?v=Ca1SmHqHmS Ricordare che, se non si fa nulla il soggetto muore in 10 minuti! Nel BLS pediatrico si valuta l’ABC come nell’adulto con alcune differenze. La valutazione della sicurezza della scena e di coscienza del bambino con stimoli è la stessa che nell’adulto. Se il lattante-bambino è cosciente ma dispnoico (difficoltà respiratoria, fiato corto), deve essere mantenuto nella posizione in cui si trova; mettendolo forzatamente in una posizione diversa, la ventilazione potrebbe peggiorare rapidamente sino all’arresto respiratorio. Nel caso di incoscienza chiamare il 112, farsi portare il Dae e iniziare il massaggio cardiaco. Fase A : Nei lattanti (<1 anno) non va attuata l’iper estensione del capo ma mantenuta una posizione neutra (che guardi verso l’altro); mentre dopo l’anno di età è necessaria l’iperestensione del capo. Ispezionare velocemente con lo sguardo il cavo orale ma non approfondire le dita nel cavo orale nel tentativo di raggiungere un oggetto situato in profondità nelle vie aeree perché ciò potrebbe causare l’ostruzione delle vie aeree per spostamento del corpo estraneo. Fase B : la valutazione della presenza di attività cardiorespiratoria va eseguita per un tempo non superiore ai 10 secondi, effettuando la manovra GAS.
Quando un oggetto (giocattoli, cibo ecc.) rimane in una determinata zona delle nostre vie aeree/digestive (che nel tratto iniziale sono in comune), abbiamo uno stimolo involontario (la tosse) che ci provoca un rapido sollevamento del diaframma. Questo muscolo, posto sotto i polmoni, genera una pressione sui polmoni stessi (che sono due grosse spugne) nei quali è sempre presente una notevole quantità di aria. Quest’aria è quindi «spremuta» dal diaframma e genera una pressione verso l’esterno che, il più delle volte, consente l’espulsione autonoma dell’oggetto ostruente. In caso quindi di ostruzione parziale il soggetto può respirare, tossire e parlare. In questo caso bisogna rassicurare il paziente, dirgli di continuare a tossire ma comunque allertare il 112 perché non si sa come andrà a finire. Non bisogna dargli da bere o mangiare e non bisogna rimuovere l’oggetto incastrato con le dita per evitare di spingerlo ancora più in basso. In caso invece di ostruzione completa il soggetto non tossisce più, non riesce a parlare, si porta le mani alla gola e si verifica una rapida cianosi (colorazione bluastra delle mucose e delle estremità). Bisogna chiamare immediatamente il 112 e iniziare al più presto le manovre di disostruzione perché il soggetto in pochi minuti andrà incontro all’ arresto respiratorio e successivamente a quello cardiaco. La disostruzione delle vie aeree nei lattanti avviene nel seguente modo: con la mano a forma di C si tiene la mandibola del lattante e si appoggia il suo corpo prono sul nostro avambraccio (noi sostenendoci sul nostro ginocchio); da qui si iniziano a dare 5 colpi vigorosi perpendicolari al suo corpo tra le scapole e in seguito girandolo supino (mantenendo la testa con la mano) andremo ad eseguire 5 compressioni toraciche con due dita sopra il processo xifoideo (linea intermammillare). Alternare quindi 5 pacche interscapolari a 5 compressioni toraciche esterne controllando al
termine di ogni ciclo la presenza di corpi estranei in bocca; in caso di perdita di coscienza PBLS. Invece, la disostruzione delle vie aeree nei bambini (1-5 anni) avviene nel seguente modo: appoggiando il bambino sul nostro ginocchio (in modo che l’addome del bambino si contragga sul nostro ginocchio e in modo che abbia la testa verso il basso) alternare 5 pacche energetiche interscapolari a 5 compressioni della manovra di Heimlich (porsi dietro di lui, circondarlo con le braccia passando sotto alle sue, con il pollice e l’indice di una mano formare una C che colleghi il processo xifoideo e l’ombelico, porre il pugno dell’altra mano all’interno della C avendo cura di posizionare il pollice all’interno delle dita e porre la mano che faceva la C sul pugno (quest’ultimo sarà posto con la nocca sporgente del pollice nel punto del processo xifoideo); da qui con movimenti dall’avanti all’indietro e dal basso verso l’alto (movimento a cucchiaio) vado ad effettuare 5 compressioni di questo tipo. Alternare 5 colpi vigorosi interscapolari a 5 compressioni sub-diaframmatiche (manovra di Heimlich) sino a disostruzione avvenuta; in caso di perdita di coscienza PBLS. https://www.youtube. com/watch?v=aiDpVAKt3Mw
Le ferite lievi sono di piccole dimensioni, superficiali, smettono presto di sanguinare e non necessitano di sutura. Bisogna: lavarsi bene le mani, indossare dei guanti, lavare bene la ferita con acqua corrente, pulire e disinfettare le escoriazioni con disinfettanti non alcolici, pulire la ferita allontanando eventuali corpi estranei superficiali, asciugare la ferita e applicare un cerotto o garze sterili. Non bisogna disinfettare con cotone e non applicare creme, burri o olii. Nelle ferite più profonde (emorragie) se vi è un corpo estraneo grosso all’interno della ferita non bisogna rimuoverlo!; bisogna tamponare attorno muovendolo il meno possibile Le emorragie sono la fuoriuscita di sangue da uno o più vasi; possono essere di 3 tipi: arteriosa (il sangue esce zampillando a ritmo del battito del cuore e significa che quindi è profonda e che non basterà comprimere sulla ferita ma bisognerà comprimere l’arteria principale nei punti di compressione (vedi poco dopo)), venosa (sangue esce fluidamente) o capillare (più superficiale tipo abrasione ed ematomi superficiali); possono essere esterne (il sangue esce attraverso la ferita), interne (il
sangue rimane infiltrato fra i tessuti o all’interno di cavità) o esteriorizzate (sangue che esce dal naso, dalle orecchie o dalla bocca). Bisogna: porre sulla lesione delle garze sterili ed esercitare con la mano una pressione adeguata a bloccare la fuoriuscita di sangue, senza togliere mai le garze a contatto con la ferita (se il sangue imbeve la fasciatura, non sostituitela, ma sovrapponetene una pulita e asciutta); se ciò non è sufficiente ad arrestare l’emorragia bisogna effettuare una fasciatura compressiva (porre sulla ferita un pacchetto di garze sterili e con una benda praticare una fasciatura che comprima in modo adeguato le garze sulla ferita; fasciare con moderata tensione e controllare che la circolazione a valle non si arresti; se possibile, fate in modo che la ferita sia a un livello più alto del cuore, così da ridurre la fuoriuscita di sangue (sollevare l’arto) Nel caso in cui la sola compressione non fosse sufficiente a ridurre l’emorragia bisogna andare a comprimere i punti di compressione del lato soggetto alla ferita. Si può usare il laccio emostatico ma solo come ultima risorsa perché; scrivere l’orario esatto in cui si pone il laccio). È meglio quindi andare a utilizzare i punti di compressione (ascellare, succlavia, omerale, femorale) e comprimere a mano.
molle del naso contro la linea mediana del setto, continuativamente, per 5 o 10 minuti; se possibile mettere ghiaccio o acqua fresca alla radice del naso e non far soffiare il naso nelle ore successive. Se l’emorragia non dovesse fermarsi andare al pronto soccorso. Le cause dell’epistassi potrebbero essere: piccoli e ripetuti traumatismi (dita nel naso), soffiare il naso con troppa energia, infezioni e piccole lesioni nasali, clima caldo-secco, raffreddori e allergie nasali, corpi estranei nel naso. USTIONI La cute protegge come una barriera l’intero organismo dall’aggressione esterna di numerosi agenti: microrganismi, insetti, agenti atmosferici e sostanze tossiche; inoltre, la sua integrità permette di mantenere costante la temperatura corporea e di preservare l’equilibrio idro-elettrolitico, fondamentale per il funzionamento di tutte le nostre cellule; la cute quindi crea una barriera contro infezioni, ipotermia (temperatura corporea bassa), disidratazione e shock ipovolemico (situazione che si instaura quando non si hanno abbastanza fluidi sanguigni nel corpo). Con un’ustione andiamo a danneggiare questa barriera e siamo quindi più esposti a infezioni (i grandi ustionati molto spesso muoiono per gravi infezioni). Ci sono tre gradi crescenti di gravità dell’ustione ma, oltre al grado (ustione di primo grado, secondo grado o terzo grado), è fondamentale anche l’estensione della lesione sulla superficie corporea per determinarne la gravità.
L’ustione di primo grado è quella che colpisce solamente il primo strato della cute (epidermide) ed è caratterizzata da un intenso arrossamento (eritema) che ha breve durata e non è grave (es. ustioni solari o lievi scottature in cucina). L’ ustione di secondo grado colpisce il secondo strato della cute ed è caratterizzata dalla comparsa rapida di bolle piene di liquido (flittene); queste bollicine non vanno mai scoppiate per evitare un’infezione. Nell’ ustione di terzo grado vi è una lesione profonda fino allo strato più basso della cute e nei casi più gravi si parla addirittura di carbonizzazione (tessuto carbonizzato completamente); in caso inoltre fosse molto estesa andremo incontro a disidratazione, shock ipovolemico e rischi di gravi infezioni Le cause delle ustioni possono essere molteplici: ustione da caldo, da freddo, da sostanze chimiche, da radiazioni (es solari), da folgorazioni, da esplosioni. In caso di ustione bisogna lavare a lungo con acqua (o al massimo la soluzione fisiologica) fresca per ridurre la temperatura ed eventualmente allontanare la sostanza ustionante, medicare con teli e garze sterili per prevenire il rischio di infezione, mettere in posizione anti-shock se non è controindicato, coprire il paziente per evitare la dispersione termica. Non bisogna mai assolutamente mettere ghiaccio (per creare un’ulteriore ustione da freddo), pomate o disinfettanti, non togliere gli abiti che aderiscono all’ustione (per evitare di strappare fisicamente la cute) e non toccare la ferita (per non rischiare di infettarla). In caso di ustione da sostanze chimiche sarebbe bene andare a spazzolare via prima la sostanza dalla ferita (perché certe sostanze potrebbero avere una reazione all’acqua) e poi lavare bene con acqua. In caso di folgorazione grave si avranno sintomi come la perdita di coscienza, spasmi muscolari, disturbi respiratori e cardiaci (fibrillazione ventricolare) fino all’ arresto; in caso di arresto cardiaco bisogna andare ad agire subito con RCP allontanando prima la vittima dalla corrente con oggetti isolanti come legno o plastica (le ustioni sono una questione secondaria!) e chiamare il 112.
I sintomi sono: dolori molto forti, gonfiore, ematoma, deformazione e incapacità di compiere movimenti in quel distretto. In caso di trauma è importantissimo non muovere il soggetto (solo in caso di pericolo ambientale che potrebbe causare la morte del soggetto stesso), in seguito è bene applicare ghiaccio e chiamare il 112; in caso di frattura esposta e quindi vi è stata la lesione della cute bisogna coprire la ferita con materiale sterile per evitare infezioni; con sospetta frattura della colonna vertebrale può esserci la lesione del midollo spinale (struttura che fa parte del sistema nervoso centrale) quindi non muovere l’infortunato e chiamare il 112! Le distorsioni sono traumi a livello delle articolazioni e sono una fuoriuscita di uno dei capi articolari dalla sua sede con successivo rientro immediato spontaneamente; ciò però crea una lesione delle strutture che contengono l’articolazione stessa (legamenti, muscoli, tendini, capsula articolare). La distorsione ha sintomi come: dolore localizzato e immediato, gonfiore, tumefazione locale con eventuale versamento. In caso di distorsione bisogna aspettare la guarigione dei tessuti, applicare il ghiaccio avvolto in un panno e se non migliora o si ha il dubbio di una frattura andare al pronto soccorso; non bisogna assolutamente massaggiare la zona contusa, non applicare bendaggi stretti e nell’immediato non applicare pomate. Le lussazioni riguardano anche loro le articolazioni ma la differenza con le distorsioni è che in caso di lussazione la fuoriuscita del capo articolare è definitivo, serve un intervento esterno per poter tornare nella sua posizione di partenza. Gli strappi muscolari invece riguardano appunto il muscolo ed è la rottura di uno o più fasci muscolari e succede quando sottoponiamo il nostro muscolo ad una tensione o ad una trazione troppo intensa rispetto alla propria forza. I sintomi sono dolore e gonfiore ma solitamente il muscolo guarisce da solo con riposo e applicazione di ghiaccio. Diverso è il crampo muscolare che è una serie di contrazioni involontarie che colpiscono il muscolo provocando dolore e rigidità; in caso di crampo, lo stiramento del muscolo coinvolto dà sollievo e generalmente aiuta a risolvere la situazione. Parliamo di trauma cranico quando l’interessamento è a livello cranico; è frequente nei bimbi e negli anziani a seguito di cadute o in caso di incidenti. A volte il trauma cranico non da immediati sintomi, ma possono poi manifestarsi a distanze di ore; i sintomi più comuni sono mal di testa, vomito, sonnolenza, perdita di coscienza, amnesia e nei casi più gravi sopore e coma. Se dovessero esserci questi sintomi la vittima va ospedalizzata per verificare che non ci sia stato un danno a livello celebrale!
Altro trauma tipico dei bimbi e il trauma dentale. Se il dente danneggiato è un dente da latte è importante comunque andare dal dentista perché il trauma potrebbe aver già lesionato il dente che c’è sotto in crescita; nel caso invece di traumi di denti permanenti bisogna conservare il dente o il pezzo di dente nel latte e portarlo al dentista. LIPOTIMIA, SINCOPE, COLPO DI CALORE e COLPO DI SOLE La lipotimia è una condizione di malessere in cui ci sentiamo svenire ma non sveniamo; riflette un’alterazione dell’equilibrio pressorio del sangue, con conseguente diminuzione del flusso ematico al cervello, ma ad un livello non tanto grave da causare la perdita dello stato di coscienza. Le cause di lipotimia sono tantissime, ad esempio, il calo di pressione, la alta temperatura, il ciclo nelle donne, il digiuno, stare in piedi troppe ore. In caso di lipotimia bisogna evitare la sincope (lo svenimento) e posizionare la persona in posizione antishock o semplicemente sedersi oppure effettuare manovre di contropressione per andare a stimolare le arterie (vedi foto) Parliamo di sincope quando si sviene e quindi perdiamo coscienza dovuta ad una riduzione dell’afflusso di sangue al cervello più marcato rispetto alla lipotimia (pre- sincope). IN caso di sincope posizionare la vittima in posizione laterale di sicurezza. Parliamo di colpo di calore quando il nostro corpo viene esposto per un tempo troppo prolungato in ambienti che sono contemporaneamente molto caldi e molto umidi (es saune); calore e umidità è un mix che impedisce al nostro corpo di raffreddarsi adeguatamente. Il nostro unico sistema di raffreddamento corporeo è la sudorazione e con l’umidità si fatica a sudare, il nostro corpo allora inizia a diventare sempre più caldo. In caso di colpo di sole bisogna portare la vittima all’ombra, somministrare liquidi non freddi e a piccoli sorsi, se manifesta segni di mancamento, sdraiarlo a terra con le gambe sollevate e se non migliora in 30 minuti o in presenza di disturbi della coscienza è necessario chiamare il 112. Parliamo invece di colpo di sole quando stiamo esposti per tanto tempo ai raggi solari che provocano un riscaldamento del nostro organismo (soprattutto al livello
sicurezza l’ambiente attorno alla vittima (per evitare che si faccia male durante le sue convulsioni), mettere qualcosa di morbido sotto la testa, allentare i vestiti stretti, monitorare la crisi (se dovesse durare più di 5 minuti o dovessero essercene più di una bisogna subito chiamare il 112) e a crisi finita posizionale la vittima in posizione laterale di sicurezza. Non bisogna assolutamente dargli da bere o da mangiare dopo la crisi e non praticare la respirazione artificiale (es bocca a bocca). Le convulsioni febbrili sono crisi epilettiche che possono verificarsi nel bambino quando c’è la febbre alta; possono essere semplici quando durano meno di 15 minuti e in 24h non si ripresentano o complesse quando durano più di 15 minuti e si ripresentano. Sono generalmente presenti durante il primo anno di vita e avere le convulsioni febbrili non per forza vuol dire essere poi epilettici durante la vita. Bisogna comportarsi come in una crisi epilettica (allentare i vestiti, mettere il bimbo su un lato, monitorare con orologio la durata e chiamare il pediatra o il 112) e non bisogna assolutamente sotto ministrargli farmaci e tenerlo con la forza. L’ avvelenamento nei bimbi può essere causato soprattutto in caso di ingestione detersivi, detergenti e sostanze varie. Ogni veleno crea una sintomatologia diversa a seconda della propria composizione chimica. In caso di ingestione, dobbiamo prestare particolare attenzione ad acidi e basi forti, che provocano dolore e bruciore da ustione chimica (in bocca, faringe, laringe, esofago, stomaco, ecc.); in particolare, l’acido muriatico causa morte, tra atroci dolori, per perforazione dell’apparato digerente. La terapia migliore è la prevenzione: nelle strutture scolastiche i detergenti di qualsiasi natura devono essere resi inaccessibili ai bambini! (stanze chiuse a chiave, poste in scaffali sopraelevati ecc.). In caso di avvelenamento non bisogna assolutamente provocare il vomito perché andremo ad ustionare una seconda volta l’apparato digerente!. Bisogna subito chiamare il 112 o andare in ospedale portandosi con sé la confezione del veleno ingerito e chiamare anche il centro antiveleni. In caso di punture di insetto (api, vespe e calabroni) bisogna sapere che di per sé non sono aggressive ma pungendoti rilasciano del ferormone che potrebbero richiamare altri esemplari. Gli effetti spesso sono localizzati (gonfiore, dolore; bisogna asportare il pungiglione con pinzette, sciacquare con acqua, porre qualche minuto il ghiaccio e in alcuni casi utilizzare pomate antistaminiche) ma in soggetti sensibili o allergici possono comparire anafilassi, vertigini, sudorazione, palpitazioni, nausea e malessere fino allo shock (chiamare quindi subito il 112). In caso di puntura da processionaria si avrà una lesione urticante. La processionaria ha peli urticanti che possono essere rilasciati per contatto o trasportati dal vento creando bruciore, prurito, dolore e in casi più gravi irritazione delle vie aeree, vomito,
iperventilazione, crisi asmatiche. Bisogna subito sciacquare con acqua fresca, nei casi più gravi usare pomata antistaminica e chiedere un consulto medico perché la reazione cutanea può durare anche giorni e la gravità è molto variabile. In caso invece da puntura da zecca non dobbiamo assolutamente stordire la zecca (con es alcol) perché il rischio è quello di far vomitare la zecca all’interno della ferita e rilasciare dei patogeni che creano malattie pericolose (es malattia di lyme e encefalite). La cosa migliore da fare è rivolgersi a un medico e farla togliere da loro e comunque usare pinzette e movimenti rotatori. Lo shock anafilattico è una rapita successione di eventi, per lo più scatenata dal contatto con un allergene (punture di insetto, alimenti, farmaci, coloranti come tinte per capelli o per tatuaggi), che si sviluppa improvvisamente e può mettere in pericolo la vita; la pressione si abbassa, il respiro si fa difficoltoso, la pelle può presentare orticaria o angioedema (rapido gonfiore della cute, della mucosa e dei tessuti sottomucosi), vomito, tachicardia, prurito a lingua o palato. È scatenato da una massiva liberazione di istamina e di altri mediatori dell'infiammazione allergica da parte di cellule presenti in vari organi e nel sangue e Se l’edema si estende alla laringe e alle corde vocali (glottide), c’è il rischio di una ostruzione totale delle vie respiratorie e quindi di soffocamento. Bisogna immediatamente andare al pronto soccorso o chiamare il 112; l'adrenalina rappresenta il farmaco salvavita e può essere somministrata a tutti i bambini a qualsiasi età per via intramuscolare in dosi opportune.