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appunti di scienze umane del 5°anno
Tipologia: Appunti
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Ci troviamo tra la fine dell’800 e lo scoppio della prima guerra mondiale,dove l'Europa prosegue nello sviluppo economico e industriale legato alla seconda rivoluzione industriale. In questo periodo si diffondono delle istituzioni liberali.Siamo nel periodo della bella epoque,anni di grandi invenzioni e progressi tra cui: ● la costruzione della torre eiffel ,dall'ingegnere Eiffel, considerata il simbolo del progresso in quanto costruita in acciaio che era un materiale innovativo per l’epoca ● utilizzo nuove fonti di energia tra cui carbone ,elettricità e petrolio. ● 1879 prima lampadina edison ● 1889 nasce la fiat a Torino ● in campo chimico l’inizio dell’uso dei fertilizzanti ● in campo farmaceutico la penicillina fleming e nasce la prima aspirina bayer ● invenzione della bachelite( progenitore della plastica) ● Meucci inventa il telefono ● Marconi la radio ● cambi il modo di fare notizia ,nascono le testate giornalistiche (corriere della sera,messaggero) ● fratelli Wright attenzione particolare verso tre grandi sport:calcio,ciclismo e le corse automobilistiche Il ventesimo secolo implica una serie di cambiamenti e rinnovamenti pedagogici, quella che viene considerata la pedagogia nuova un modo di fare scuola con una didattica più innovativa. Le scuole nuove erano luoghi di socializzazione dove i bambini dovevano fare esperienza,bisognava partire dagli interessi del fanciullo e bisognava dare al bambino l’opportunità di sviluppare le proprie potenzialità.Tutti coloro che promuovevano questo tipo di educazione nuova facevano riferimento alla psicologia dello sviluppo in quanto il bambino era al centro dell’atto educativo.Tra questi ricordiamo Maria Montessori,Ovide DeCroly che realizzano anche metodi e materiali volti ad aiutare i bambini con disabilità. La pedagogia assume un nuovo aspetto, doveva essere integrata ad altre scienze, come la biologia, psicologia e sociologia. Il bambino doveva essere studiato sotto questi 3 aspetti. Si parla dunque di scienze dell’educazione.Nel 1905 lo psicologo francese Alfred Binet, insieme a Simon erano stati incaricati dal ministero dell'istruzione francese, di trovare dei test che misurassero il quoziente intellettivo dei bambini. Successivo perfezionamento di questi viene messo a punto da Stern nel 1912, ed è proprio a stern che si deve l’invenzione del quoziente intellettivo, rapporto tra età mentale, diviso età anagrafica per 100. Le scuole nuove nascono come new school, e le prime furono aperte a Boston ed erano considerate delle scuole convitto. Queste erano scuole a gestione privata, per le persone appartenenti a borghesi e ricchi. Erano molto grandi e spaziose, in genere vicino alla natura. L’idea di Cecil Reddie, era di prepararsi alla futura classe dirigente. Dovevano avere delle competenze a livello finanziario, politico, commerciale, fondamentalmente dovevano essere preparati ad una preparazione sociale, ad essere forti, e dovevano acquisire delle esperienze reali. Si era data particolare attenzione allo studio delle lingue, tra cui l’inglese che era la lingua madre, il francese e il tedesco. Veniva dato spazio anche alle materie scientifiche, si facevano molta attività all’aperto, si facevano molti laboratori, attività nel lavoro dei campi e dell'artigianato. Si svolgevano diversi sport importanti erano anche le escursioni e le gite e spesso c’era un giornalino scolastico. IL MOVIMENTO DEI BOY-SCOUT Fra le varie sperimentazioni che ci sono state durante il 900’ sempre in Inghilterra si sviluppa il movimento degli scout. Nel 1907 Baden Powell organizza un campo con venti ragazzi che è il primo campo scout. Powell utilizza il termine scout perché vorrebbe abituare questi ragazzi ad essere autonomi e a fare esperienza pratica e voleva evitare che ci fosse un'educazione troppo autoritaria quindi il codice comportamentale all’interno di questi gruppi voleva far diventare questi ragazzi buoni cittadini che fossero coinvolti in maniera responsabile nel paese, futuri cittadini del mondo e che avessero la volontà di migliorare la società in cui vivevano. La sua era una forma per valorizzare il tempo libero dei ragazzi rendendolo utile per l’educazione. Vivere in gruppo li aiutava a socializzare, collaborare, cooperare. La pedagogia scout si basa sulla lettura della legge scout e della promessa di questi che fondamentalmente
era un codice di valori di vita e il principio pedagogico era imparare facendo. Dovevano arrivare a sviluppare un senso di responsabilità e capacità decisionali. Gli scout fanno capo all’associazione Agesci (associazione guida e scout cattolici Italia). All’interno degli scout gruppi divisi in reparti a loro volta formati da due o più pattuglie. Le pattuglie sono costituite da 6-8 ragazzi. Lupetti e coccinelle 8-12 anni, esploratori 11-16, pionieri e roberts 16-21. Molto forte lo spirito religioso all’interno del gruppo degli scout. SPAGNA Nascono le scuole dell'Ave Maria grazie all’abate Andres Majon. Lui era un professore di diritto dell’università di granada che si propose con queste scuole di creare delle scuole popolari basate sull’istruzione religiosa. Anche le scuole di Majon erano edifici che sorgevano in campagna nel quale i bambini dovevano vivere all’aperto il più possibile. Il gioco e il canto erano svolti soprattutto dai bambini più piccoli. Qui non c’era un programma di studi suddiviso per anni, ma molta libertà di tempo.I bambini poveri potevano vivere all’interno di queste scuole, con vitto e alloggio. Quindi dovevano imparare a convivere tra ceti sociali diversi. ITALIA Anche in italia nascono esperienze legate alle scuole nuove. Tra queste c’è la nascita della scuola materna. All’inizio la riforma dell’educazione in Italia viene legata al nome di Pietro Pasquali, direttore didattico di Brescia che promuove in Italia gli asili dell’infanzia e coinvolge due maestre Rosa e Carolina Agazzi. SORELLE AGAZZI Erano due maestre che si erano formate all'istituto magistrale. Nate in un paese a bologna e frequentano un corso per maestre giardiniere nell’istituto creato da Flaubert. Nel 1895, aprono la prima scuola materna,dove accolgono tutti i bambini prima che facessero ingresso nella scuola elementare. Questa scuola la aprono in un ex sacrestia, quindi con un ampio spazio all’aperto e il fatto che la chiamassero scuola materna per il nome materno. Ebbe tanto successo tant’è che ne aprirono parecchie in molte zone d'Italia. Davano molto importanza al bambino come scolaro.Alcune caratteristiche erano: 1 profilo dell’insegnante: egli doveva essere un insegnante formato, attento, conoscere gli aspetti psicologici, capacità di iniziativa 2 ambiente didattico pulito 3 educazione linguistica ed espressiva L’insegnante doveva agire in maniera indiretta, aiutandoli e indirizzandolo.L’ambiente doveva essere simile a quello familiare, in cui i bambini dovevano svolgere azioni a loro conosciute. Le sorelle agazzi chiedevano di mettere in pratica quello che imparavano a scuola anche a casa. Gli ambienti erano ben organizzati, avevano un giardino in cui c’erano piante e animali da curare. Avevano un ripostiglio in cui il bambino poteva a mettere i propri attrezzi, e una sorta di armadietti con dei contrassegni, ossia oggetti o animali che corsero a loro conosciuto.Nella scuola era allestita una sala o museo delle cianfrusaglie (o museo didattico) pieno di oggetti con cui i bambini si potessero sentire a casa. tutti i materiali raccolti venivano usati negli anni successivi (riciclo). Nelle scuole agazziane si dava importanza all’igiene personale, alla pulizia della casa, imparavano a preparare la tavola. Queste esperienze favorivano la crescita veniva data importanza al disegno e alla manipolazione di materiali come l'argilla e la sabbia. GIUSEPPINA PIZZIGONI Nasce nel 1870 e muore nel 1947. Ha conseguito il diploma magistrale nel 1888 ,dopo aver vinto il concorso abilitante ha iniziato a lavorare come insegnante.Nell’autunno del 1901 ha compiuto un viaggio in Svizzera e in Alsazia e va a visitare a visitare le scuole nel bosco.Da questa esperienza scaturisce in lei l’idea di rinnovare la scuola italiana.Nel 1911 costituisce un comitato promotore per iniziare un esperimento di riforma del metodo di insegnamento secondo un piano didattico.Dopo aver ottenuto la concessione di Milano ha ottenuto il consenso dal ministro pubblica istruzione.Giuseppina inaugura la scuola rinnovata perché aveva tenuto dalla vecchia scuola i programmi e i libri di testo.Questa scuola si basa sul metodo sperimentale ,ossia sulla conoscenza concreta della realtà e quindi doveva esserci un contatto diretto e un'osservazione diretta della natura ma i sosteneva che la vita di tutti i giorni dovesse entrare nella scuola che permetteva di arrivare ad una formazione intellettuale e morale fino ad arrivare agli ideali umani più alti:Dio ,la famiglia,la patria e l’umanità.L’edificio doveva essere circondato da un
menti. Quello che propone è un percorso progettuale,affermando che gli studenti devono essere spinti a risolvere i problemi reali .In questo contesto la figura dell’insegnante è marginale in quanto esce dall’ambito di insegnamento originale assumendo un ruolo più socratico.Sosteneva che la vita e il comportamento dei bambini fossero elementi integranti dell’educazione in quanto i loro comportamenti e le loro azioni fissavano nella mente dei concetti.Più il bambino era partecipe più aveva una preparazione e imparava direttamente dalle sue azioni.Il compito del docente era consigliare,fare da guida e seguire la classe intera nello svolgimento di questi progetti che dovevano essere studiati,eseguiti e poi valutati.Non ci doveva essere un programma prestabilito perché bisognava seguire i ritmi di sviluppo dei bambini e i loro interessi.Nella sua scuola non erano previste né pagelle e ne esami.Queste attività si svolgevano in laboratori che dovevano essere attrezzati di tutti gli strumenti che dovevano essere utilizzati per i progetti.La scuola secondaria aveva due scopi: doveva fornire un'educazione generale ed avviare ad una specializzazione.Questo suo percorso doveva portare al l’autonomia dello studente che era un percorso graduato per età e secondo lo sviluppo del bambino.Il progetto come tale era un atto volontario in cui il bambino si trova coinvolto e attivo nel suo processo di formazione partendo sempre dai suoi interessi, quindi era il perseguimento di un obiettivo. HELEN PARKHURST Altra pedagogista è stata Helen Parkhurst che ha seguito dei corsi in italia tenuti da Maria Montessori.Dedicò la sua vita all’educazione e ai problemi scolastici.Ha messo a punto un metodo definito piano Dalton e lo mette in atto a Dalton ,cittadina del massachusetts che si diffuse poi in Inghilterra e altre parti del mondo.Il suo metodo prevedeva un individuazione dell’apprendimento, seguire i ritmi di sviluppo e apprendimento dell’allievo. Cercava di capire il punto di partenza di ciascuno studente e quindi le singole possibilità di sviluppo.Con ogni studente faceva un contratto educativo dove c'era una programmazione molto semplice e lineare e doveva aveva avere la possibilità di essere verificata.Le singole discipline facevano capo a dei laboratori e dovevano esserci ambienti idonei per questi lavoratori con strumenti adatti alla ricerca e alla documentazione.A ciascuno studente bisognava spiegare il loro compito. Modello educativo propositivo che prevedeva di dosare le attività che venivano svolte in base alle capacità degli studenti così da poterli coinvolgere il più possibile.La valutazione non era solo un attribuzione di voto. Il programma era diviso in 10 parti che corrispondeva ai 10 mesi scolastici, ogni parte veniva a sua volta suddivisa in 4 parti che corrispondevano alle 4 settimana del mese e per ogni settimana c’era una unità di lavoro che si doveva svolgere in base all’ argomenti prefissato. Nella classe c’era molta libertà di movimento e c’era la possibilità di passare da una classe all’altra in base agli interessi. 3.MARIA MONTESSORI Maria Montessori nasce a Chiaravalle in provincia di Ancona, nel 1870. Maria era una bambina abbastanza fragile e non amava particolarmente lo studio, solo verso gli 11 anni ha iniziato ad appassionarsi allo studio, si prova ad iscriversi a medicina e ha provato delle forti resistenze, perché le donne non potevano iscriversi, e i genitori volevano che fosse insegnante. Per ovviare alla cosa si iscrive a scienze naturali e si laurea nel 1892. L’anno dopo viene accettata la sua richiesta di iscrizione a medicina e si iscrive al terzo anno di corso e si laurea in medicina e fu la prima donna a laurearsi in questa materia. Durante la laurea lei sperimenta alcune situazioni in manicomio, e osserva quelle che sono le realtà di questo istituto a Santa Maria della Pietà a monte Mario. Facendo questa esperienza in manicomio, approfondisce di studi fatti in precedenze su bambini con problemi psichici e sensoriali. Nel 1900 Guido Baccelli offrí a maria l’incarico di dirigere la scuola magistrale ortofrenica e di trovare i metodi educativi più adatti, e anche di tenere la cattedra all’università. Nel 1907 viene dato l’incarico di creare degli asili infantili a San Lorenzo.Il quartiere san lorenzo era molto degradato,qui istituì la prima casa dei bambini.Case dei bambini perché la casa doveva essere del bambino, per sviluppare l’autonomia del bambino, per farli sentire a loro agio. L’insegnante veniva chiamata direttrice, perché doveva dirigere quelli che erano i lavori dei bambini, doveva supervisionare il lavoro che facevano, il materiale che utilizzavano e come lo utilizzavano. I bambini dovevano imparare l’ordine, una volta utilizzato il materiale dovevano metterlo a posto; dovevano saper apparecchiare e sparecchiare.Dal suo successo con la casa dei bambini a roma, viene fondato il movimento montessoriano, e nel 1924 ebbe origine la scuola
magistrale Montessori e l’opera nazionale Montessori. Queste scuole si sviluppano in tutta italia e fuori, accettata da Mussolini, che voleva sconfiggere l’analfabetismo e soprattutto per lui, affiancare e sostenere la montessori che aveva questa fama internazionale. Nel 1923 i rapporti tra la Montessori e il fascismo cominciano a incrinarsi, perché non condivideva il pensiero fascista, fino ad arrivare nel 1934 quando queste scuole vennero chiuse, e anche in germania Hitler le fa chiudere. Fece molti viaggi dove cercò di tramandare il suo insegnamento.Ottenne una terza laurea in medicina. Maria parla di libertà in quanto favorisce la creatività del bambino.Il bambino fino a 3 anni ha una mente assorbente, perché il bambino non ha quelle strutture mentali, per cui assorbe dal contesto ambientale e dalle esperienze tutto quanto era importante lasciargli quindi libertà e movimento. Il bambino andava osservato ma poi che osservare il bambino in sé, bisognava osservare le azioni che il bambino svolgeva,quindi osservare la spontaneità e l’autenticità del bambino.Lei parte dall’educazione sensoriale quindi, e prevede degli esercizi di tatto, per l’udito usava la lezione del silenzio: diceva che bisogna abituare i bambini a stare in silenzio e percepire ogni minimo rumore. Per la scrittura e la lettura lei prevedeva tanti esercizi di disegno di contorno e di riempitura degli spazi. Per la scrittura la montessori utilizza il metodo analitico, quindi partiva dalle consonanti e dalle vocali, sillabe e prima paroline (metodo fonico sillabico). Per quanto riguarda l’aritmetica utilizza diversi oggetti per far contare il bambino, e utilizzava delle asticelle che potevano andare dall’uno al dieci che corrispondono ai regoli.Era fondamentale l’intervento dei genitori per la cura e l’igiene del bambino. CLAPARÈDE Nasce nel 1973 a Ginevra. Ha studiato medicina e si è laureato. Anche lui come Maria Montessori si è occupato di bambini con problemi psichici. Claparède insieme e Pierre Bovet hanno aperto l'istituto Jean Jacque rousseau, uno dei massimi centri di ricerca psicologica e pedagogica, parecchi pedagogisti sono passati da quel centro.Di Claparède bisogna ricordare l’importanza del gioco. Sul gioco non condivideva l’opinione di molti suoi colleghi per cui il gioco era momento di ricreazione.Lui si basava sulle teorie di gross che sosteneva che il gioco fosse un esercizio preparatorio alla vita; quindi per lui svolgeva un ruolo importante nelle capacità affettive e cognitive e quindi preparava alla vita adulta, sosteneva che il gioco fosse fondamentale per il bambino. Come dicevano gli altri attivisti bisognava seguire le attitudini e gli interessi dei bambini e diceva che se gli insegnanti non tengono conto delle peculiarità dei bambini non riescono a proporre nulla che possa essere seguito con attenzione dai bambini stessi. bisognava partire dagli interessi del bagnino. Lui era contro gli esami perché creavano ansia. Era necessario che gli educatori avessero una formazione sia psicologica e che la scuola fosse una scuola su misura di bambino, articolata in 4 punti: ● le classi parallele: classi in cui venivano separati i bambini più dotati da quelli meno dotati questo perché si potessero svolgere dei programmi adatti alle capacità dei bambini. ● classi mobili: erano classi in cui si seguivano e si approfondirono determinate materie;( potenziamento) ● sezioni parallele: erano sezioni in cui i ragazzi seguivano le discipline che più interessavano ● opzioni: c’erano un tot di ore di lezione che era comunque a tutti gli allievi. circa metà dell’orario scolastico erano lezioni obbligatorie e quindi c’era un programma minimo che tutti dovevano svolgere. nell’altra metà dell’orario gli alunni seguivano i corsi a piacere. Claparède era stato molto critico riguardo alla scuola tradizionale, e diceva che se la scuola non stava al passo con lo sviluppo della società e ion seguiva le attitudini dei ragazzi, sarebbero aumentati i fenomeni di disadattamenti scolastico.Per evitare questi fenomeni, bisognava seguire questa impostazione di scuola su misura. DECROLY E’ uno dei rappresentanti dell’attivismo pedagogico belga.Viene chiamato dalla società belga di pediatria di dirigere una clinica per bambini diversamente abili e nel 1901 fonda la “Scuola di insegnamento speciale”.Questo lo porta a voler rinnovare l’educazione.Nel 1907 istituisce la “Scuola dell’Ermitage”,un esperimento pedagogico che riscosse molta fama. Nell’opera “verso la scuola rinnovata” afferma che l’allievo è vittima della scuola tradizionale in quanto essa non tiene conto della sue capacità.I programmi generali forniscono solo cultura generale senza
Jacques Maritain è un filosofo francese ed è esponente della pedagogia cattolica; lui faceva parte dell'umanesimo integrale, parlava di persone integrali i cui elementi portanti sono fede, intelligenza e ragione. Per lui l’educazione era aprirsi al prossimo e quindi ad una socialità ma sempre nella direzione della formazione religiosa. Nasce nel 1982 a Parigi. Frequentò il liceo e poi l’università della Sorbona, e qui fece chimica, biologia e fisica. Alla Sorbona ha conosciuto una scrittrice e poetessa russa che è poi diventata sua moglie, di origine ebrea. Alla sorbona prevale il pensiero scientista , quello secondo la quale alla base di tutto c’era il metodo scientifico, tutte le discipline dovevano fondarsi sul metodo scientifico sperimentale,Maritain non era molto concordo in questo perché molte materie non possono essere strettamente legate al pensiero scientifico, come ad esempio la filosofia. Si allontana quindi da questo pensiero. Nel 1906 si convertono al cattolicesimo e vanno a vivere ad iceberg. Gli educatori per lui dovevano essere attenti ai loro interessi e desideri di conoscenza degli stessi. Attribuiva molta attenzione agli educatori, dovevano graduare il percorso di apprendimento. Doveva svilupparsi un pensiero critico nel ragazzo, e poi gli educatori dovranno trasmettere una certa cultura. La persona doveva essere vista nella sua interezza, nella sua moralità. Doveva esserci una formazione spirituale e religiosa e il punto di arrivo doveva essere una visione oggettiva della realtà, ossia la capacità di avere questo pensiero personale, critico sulla realtà per avere una visione oggettiva. Per Maritan i metodi, i programmi, l'organizzazione e le tecniche educative sono importanti ma restano secondari, Ciò che conta veramente è la verità. La scuola deve essere liberale perché il vero fine dell'educazione è la persona il cui sviluppo spirituale deve essere liberato da ogni altro scopo che protegge di essere prioritario. la formazione liberale non è incentrata soltanto sulla cultura umanistica ma si imposta di superare la distinzione tra scuola classica e scuola del lavoro.Questa formalità avviene grazie alle impostazioni di un curriculum a cui ha un corso di base a un corso di orientamento.Mentre il corso di base ha lo scopo di fornire una conoscenza universale, il corso successivo ha il compito di orientare alle scelte di vita attraverso la formazione umanistica e tecnica generale.Suggerisce di articolare la scuola in due centri: uno che prepara il lavoro manuale, l'altro lavoro intellettuale, in modo che gli studenti possano assecondare le proprie preferenze senza essere sminuiti ma essere gratificati. Ogni Stato ha il dovere di educare i suoi cittadini ai valori comuni su cui si regge la convivenza .inoltre deve garantire a ogni comunità religiosa uno spazio formativo all'interno della scuola. MAKARENKO Nascono delle riflessioni pedagogiche dopo la rivoluzione d'ottobre nel 1917. Si voleva tentare di cambiare la scuola e fare una scuola del lavoro “la trudovaria scuola”. Makarenko con la sua teorizzazione voleva costruire una mentalità collettiva. La scuola doveva educare alla responsabilità e all’autodisciplina e collegare istruzione e lavoro. Makarenko nasce nel 1988 e muore nel 1939 ed è un pedagogista sovietico. In un suo saggio racconta la sua esperienza pedagogista finalizzata alla formazione dell’uomo sovietico che doveva essere un uomo preparato a livello politico. Viene incaricato poi a dirigere una colonia di Korki,e qui sperimenta quello che è la sua pedagogia,e mette in atto quello che è il collettivo. L’uomo doveva inserirsi nella società a livello lavorativo. Si partiva da un collettivo generale (scuola) e sotto collettivi (varie classi). La scuola durava quattro ore e al pomeriggio c’erano attività lavorative. In questa colonia raccoglie adolescenti che dovevano essere reinseriti nella società attraverso questo tipo di educazione. L’obiettivo era quello di formare un uomo colto e capace di comunicare a livello politico. Questa colonia si trovava a Coltano, ed era una struttura di tipo militare,rigida come orari e scuola. I ragazzi dovevano essere in grado di svolgere una vita associata. Makarenko al termine della Prima Guerra Mondiale dirige la colonia di lavoro di Poltava destinata alla rieducazione di giovani sbandati a seguito della profonda crisi sociale del suo paese.Solo a partire dal 1932 comincia a esporre le proprie teorie pedagogiche all'interno delle opere. Delinea la sua pedagogia a partire dai problemi concreti posti dall'attività pratica. A differenza della maggior parte dei pedagogisti di quell'epoca, ritiene che il cittadino sovietico non possa vivere e operare in solitudine. La società diventa quindi il sistema di orientamento anche della scuola: i valori del socialismo diventano i valori che la scuola deve trasmettere ai giovani perché mantengono e migliora il sistema sovietico.Un'influenza organizzazione educativa, capace di orientare insegnanti, allievi e famiglie secondo makarenko è la
scuola intesa come collettivo pedagogico. L'insegnante si forma all'interno, come accaduto anche a makarenko, che da insegnante mediocre grazie a un collegio pedagogico è riuscito a diventare un buon insegnante .La scuola ha a capo un direttore e si suddivide nel collettivo degli insegnanti e in quello dei ragazzi, a sua volta articolato in collettivi di base. GRAMSCI Nasce in Sardegna e studia all’università di Torino. La pedagogia di Gramsci si contrappone alla pedagogia cattolica e laica di quegli anni, perché la sua pedagogia ha più un’impronta marxista. E’ un ex deputato comunista che muore nel 1937 dopo molti anni di carcere per una condanna che gli era stata inflitta dal tribunale fascista. In carcere passa diversi anni dal 1928 al 1934, e scrive quaderni del carcere in cui critica la cultura del tempo. All’interno del rapporto maestro-scolaro deve essere l’autorità dell’insegnante. La situazione scolastica italiana richiede di equilibrare il rapporto fra educazione umanistica ed educazione scientifica, per questo è necessario la creazione di una scuola unica di base, culturale disinteressata, ma anche tecnico scientifico.La separazione tra educazione umanistica e formazione scientifica tecnologica va respinta a favore di un curricolo integrato composto da tutte le discipline di studio.Gramsci promuove e auspica una scuola unica che va dai 5 ai 16 anni, sosteneva che la scuola dovesse essere una scuola a tempo pieno e di tipo collegiale, con uno studio collettivo supervisionato da maestri. La nuova scuola dovrebbe assumere la forma di un collegio dotato di strutture di servizi e orientato a stimolare il più possibile la partecipazione degli allievi, per poi favorire verso i sedici anni il loro inserimento in scuole specializzate o il successo agli studi superiori. C’è da parte sua un rifiuto al nozionismo e la cultura secondo lui era interiorizzazione delle conoscenze attraverso un pensiero critico. Inizialmente lui sostiene che bisognasse dare alla scuola un’impronta di tipo umanistico, e che dovesse essere per tutti e poi dopo bisognava introdurre un insegnamento tecnologico( dopo i 16 anni). GENTILE Gentile nasce nel 1875 e ha insegnato all’università di Pisa e poi quella di Roma. Con l’avvento del fasciamo è entrato nel governo come ministro della pubblica istruzione, 1922 al 1924, e nel 1923 fa la riforma gentile. Lascio il governo nel 1924 dopo l’attentato e l’uccisione di Matteotti. E’ stato direttore della treccani e della scuola normale di Pisa. Ha riconfermato la sua adesione al partito fascista e poi ucciso a settembre del 1935 da un gruppo di partigiani. La sua pedagogia era molto legata alla filosofia e non vedeva collegamenti con la psicologia e sociologia. Intendeva l’educazione basata su una forte connessione tra maestro e scolaro,dove il maestro non è più una figura esterna la cui comunicazione educativa deve essere acquisita dall’alunno, ma nell’educazione autentica c’è un’unità e un immedesimazione del maestro nello scolaro e viceversa.Così facendo non c’è il problema del rapporto tra autorità e libertà poichè nell’obbedire al maestro, lo scolaro,obbedisce a sè stesso.Considerava l’educazione come autoeducazione. Sosteneva che il metodo fosse il maestro e con questo intendeva dire che non doveva esserci una programmazione didattica ma che fosse il maestro a proporre. Gentile viene ricordato per la riforma scolastica. In seguito al concordato del 1929, quest’obbligo della religione nelle scuole viene allargato.Con la riforma di gentile viene dato un primato alla scuola classica, poiché era ritenuta la base della formazione. Questa formazione penalizzava la preparazione scientifica che andava in contrapposizione con l’epoca. Risolve inoltre il problema tra forma e contenuto in quanto affermava che non vi può essere forma senza contenuto e che l’istruzione deve essere allo stesso tempo intellettuale e morale. La scuola doveva essere un’istituzione forte e selettiva, questo suo sistema scolastico portava l’obbligo scolastico a 14 anni secondo una struttura ben definita e piuttosto chiara. C’era la scuola elementare che andava dai 6 ai 10 anni ed era preceduta da un grado preparatorio che andava dai 3 ai 6 anni che non era però obbligatorio.Afferma inoltre che la didattica all'interno della scuole non può essere generale e che il maestro non deve attenersi ad una didattica precisa. LOMBARDO-RADICE Lombardo-Radice è stato colui che aveva steso i programmi della scuola elementare.Ha fondato e diretto dal 1907 al 1913 la rivista “i nuovi doveri” dove veniva criticata la politica scolastica governativa dell’epoca.Lo critica in quanto diceva che era una riforma scolastica destinata ad un élite.Si distacca dalla vita politica e si dedica solo all’insegnamento e alla diffusione di quello che è il suo pensiero pedagogico.
Ha ritenuto fondamentale elaborare una teoria dello sviluppo,con un particolare sguardo ai primi sei anni di vita: ● fase orale (0-1 anno):nel primo anno di vita le fonti di gratificazione sono gli eventi connessi all'alimentazione e agli organi della suzione(labbra,bocca e lingua) ● fase anale(1-3 anni):nei primi anni di vita diventano fonti importanti di soddisfazione libidica la zona anale e le attività connesse conla defecazione; per questo assumono un ruolo importante le relazioni con le persone che si occupano di educarlo al controllo dei suoi bisogni. ● fase fallica e complesso di edipo(3-5 anni):i bambini trasferiscono le gratificazioni alle zone genitali e scoprono la differenza sessuale.La teoria freudiana ipotizza che i bimbi dopo un periodo in cui attribusicono a entrambi i sessi un organo,reagiscano in modo diverso nel momento in cui si accorgono della dissomiglianza anatomica:il maschio teme di essere castrato e la femmina prova un senso di vergogna e inferiorità.In questa fase si colloca il complesso di edipo,ossia l’insieme delle emozioni che si sviluppa a partire dal desiderio sessuale nei confronti del genitore di sesso opposto. ● fase di latenza:coincide con il periodo della scuola primaria,dove la pulsione sessuale è nascosta e trasferita ad attività come il gioco ● fase genitale:avviene una maturazione fisica e psicologica della pubertà Nella sua opera “sull’ istruzione sessuale dei fanciulli” denuncia l’atteggiamento di coloro che ignorano l’esistenza di una sessualità infantile e coloro che impediscono il manifestarsi di essa;occorre dunque che l’educatore abbia una formazione psicoanalitica per riconoscere le modalità di evoluzione della sessualità infantile e di fornire un’educazione adeguata la bambino. ERIK ERIKSON Erikson è stato psicologo e psicanalista tedesco ma naturalizzato statunitense.La figura di Erikson assume una certa importanza in quanto inserisce i problemi della psicoanalisi infantile in un contesto di ricerca sociologica Rielabora i processi di sviluppo individuale e partendo da una base psicoanalitica analizza otto fasi che caratterizzano l’intero ciclo e arco della vita.Erikson parla di 8 stadi dello sviluppo e diceva che erano caratterizzati da delle crisi che dovevano essere superati per accedere alla fase successiva. Queste fasi sono caratterizzate da un conflitto bipolare, il passaggio alla fase successivo avviene con il superamento del conflitto in quella fase La differenza tra Freud ed Erikson e che Freud parlava di stadi psicosessuali mentre Erikson parla di stadi psicosociali Gli otto stadi sono:
programmazione della forma e della successione delle fasi di sviluppo; l’ambiente fornisce gli stimoli per l’elaborazione delle strutture mentali e del loro contenuto. Ritiene che i tempi e la successione delle fasi di sviluppo psicologico siano universali e immodificabili.L'intervento degli adulti non può né accelerare nè cambiare questi aspetti.L’interazione con gli adulti o con i compagni di gioco non ha efficacia.Il motore dell’intelligenza del bambino è la sua azione:per questo l’educatore deve predisporre le condizione adatte all’esercizio di questo autonomo fare e adeguare le proprie richieste al livello di sviluppo psichico dell’allievo. Il compito dell’insegnante è quello di assicurare al bambino il necessario benessere psicologico,infatti deve essere un vero e proprio ricercatore in grado di rintracciare le condizioni migliori per l’apprendimento. VYGOTSKIJ Nasce a Orsa nel 1896 e studia filosofia e scienze umane ed è uno dei fondatori della scuola storico-culturale. Nella sua opera “pensiero e linguaggio” prende le distanze dalle riflessioni di Piaget.Infatti Piaget descrive il bambino isolato mentre indaga la realtà,mentre per esso l’aspetto caratteristico dello sviluppo è la socialità:il bambino cresce nell’interazione con gli altri.Se per Piaget l’educazione e l’istruzione devono seguire lo sviluppo per lui esiste un’area di sviluppo potenziale nella psiche del bambino che consente progressi nell’apprendimento. Lo sviluppo umano si configura quindi come prodotto storico-sociale:l’adulto mediante l’educazione,fornisce al bambino la piattaforma su cui salire per costruire la propria conoscenza. La sua pedagogia si incentra sull’idea che tutte le relazioni sociali abbiano una forte valenza educativa,in quanto anche attraverso la comunicazione non intenzionalmente formativa l’adulto fornisce al bambino strumenti culturali utili al suo sviluppo,senza i quali non potrebbe acquisire caratteristiche fondamentali della propria specie e comunità.Il gioco è una delle aree di sviluppo potenziale. L’APPRENDIMENTO Apprendere è un’attività fondamentale che non è legata esclusivamente a un’età, o una fase dello sviluppo umano, ma accompagna gli individui lungo l’intera esperienza di vita. In alcuni casi si imparano contenuti specifici(come regole sociali, formule matematiche, testi di canzoni), in altri comportamenti visibili (come andare in bicicletta o nuotare), ma si apprendono anche abilità e capacità, come comunicare con gli altri in modo adeguato e riflettere su se stessi.L’apprendimento talvolta è lento e faticoso, mentre altre volte avviene in modo più spedito e coinvolgente. In alcune circostanze, addirittura, si impara “senza volerlo”, ossia in modo non intenzionale. Infine, apprendiamo non solo individualmente, ma anche insieme agli altri o dagli altri.Gli apprendimenti non sono tutti uguali; si possono distinguere apprendimenti semplici, che avvengono in modo automatico, e apprendimenti più complessi che richiedono operazioni cognitive. BRUNER Bruner nacque a New York nel 1915 ed è uno degli iniziatori del cognitivismo statunitense, corrente che studia i processi cognitivi mediante i quali un individuo acquisisce informazioni dall’ambiente,le elabora e le gestisce. Il suo contributo principale è lo studio sperimentale dei processi conoscitivi e di apprendimento.La sua concezione pedagogica è strutturalista e si serve del concetto di struttura in due accezioni: ● per indicare il modo in cui la mente organizza le informazioni ● per indicare la presenza di concetti che fanno da centri organizzatori del sapere nelle discipline. Bruner afferma che: ● l’istruzione non è soltanto partecipazione alla cultura,ma anche sviluppo dei processi cognitivi,in modo che l’individuo possa oltrepassare la cultura sociale per maturare una cultura personale ● l’atteggiamento alla società deve essere costituito da una formazione alle competenze e dalla sollecitazione del desiderio di raggiungere mete sempre più elevate ● il centro dei programmi d’insegnamento è dato dalle idee organizzatrici del sapere, ovvero da concetti o strutture che permettono di dare ordine a ciò che già si sa e a ciò che si imparerà successivamente. ● l’istruzione deve porre l’accento sulla struttura della conoscenza e sull’economicità dell’apprendere ,quindi deve evitare il sovraccarico di nozioni ● la scuole deve aggiornarsi sistematicaticamnete
Il termine industria culturale venne usato per la prima volta da Adorno e Horkheimer e fa riferimento al complesso di attività economiche riferiti ad ambiti come l’editoria,la discografia,l’industria cinematografica e i mezzi di comunicazione di massa. Ogni epoca storica ha avuto mezzi di comunicazione propri, per esempio l’uomo comunica oralmente; quando ha iniziato a diventare sedentario, ha avuto la necessità di comunicare attraverso la scrittura, per poter contabilizzare le merci.Con l’avvento della scrittura sono nati gli scribi e poi successivamente le scuole. Oltre alla scrittura sono utilizzati i sensi: per esempio per la comunicazione orale veniva usato l’udito, con la scrittura la vista... I MASS MEDIA I mass media, termine che deriva dal latino medium, ossia mezzo, comunicazione, strumento, sono le nuove tecnologie. Hanno avuto un impatto notevole sulla società, sono molto discusse, molto controbattute e sono sempre più pervasive, ossia pervadono molto le nostre vite, e hanno avuto una loro evoluzione. Hanno cambiato il modo di informarsi, la quantità di informazioni, infatti l’informazione arriva diretta, cambiando i rapporti sociali delle persone.Questi nuovi strumenti hanno la possibilità di raggiungere un vasto pubblico. Quando parliamo di mass media si intende quando arrivano a una grande quantità di persone, per esempio i libri, i giornali, la televisione, la radio, i film, ma anche i videogiochi. sono caratterizzati dal fatto che sono stati creati da un piccolo gruppo di persone, che raggiunge però un pubblico vastissimo. MARSHALL MCLUHAN Uno dei più importanti sociologi è Marshall Mcluhan,ha scritto diversi libri sull’evoluzione dei media e sull’impatto che questi hanno avuto sulla società. Una delle affermazioni più note sue è “il medium è il messaggio”. Lui sosteneva che ciò che veniva fatto dai media è la descrizione di un fatto, raccontato, mostrato, non è la cosa veramente importante, dice che la cosa importante è la forma, cioè quelle che sono le caratteristiche estetiche che caratterizzano il messaggio, e viene fatto un esempio:normalmente siamo più colpiti dalle notizie drammatiche che vediamo in televisione,piuttosto che se leggiamo la stessa notizia che leggiamo sul giornale. Un’altra idea dell’autore legata al discorso dei media è quella di un villaggio globale, ossia un ossimoro,che lui ha elaborato molto prima della globalizzazione e di internet. Con questa espressione intendeva dire che grazie alla diffusione dei media tutte le persone sarebbero state connesse e quindi questo avrebbe trasformato il pianeta in un grande villaggio in cui tutti potevano interagire anche a grandissime distanze. Con decenni di anticipo rispetto queste tecnologie, aveva capito che il mondo stava entrando in un’epoca elettronica. L’impatto di questi nuovi strumenti ha avuto un impatto a livello culturale con dei pro e dei contro. RIVOLUZIONI MEDIATICHE Il passaggio da un media all’altro non ha mai annullato quello precedente.Si sono verificate varie rivoluzionimediatiche:
I mass media sono mezzi che raggiungono la massa, per esempio la radio. Distingue i media caldi che sono quelli ad alta definizione che implicano una scarsa partecipazione dell’utente, come ad esempio nella televisione e i media freddi che sono quelli a bassa definizione che quindi richiedono un’alta partecipazione dell’utente, come i libri, la stampa... I new media sono internet, i social;sono nuove modalità di trasmissione delle informazioni basate sull’uso delle tecnologie digitali e dei supporti che ne fanno uso.Hanno aperte nuove strade per la circolazione di idee e delle conoscenze.Per esempio i libri vengono affiancati dagli e-book,modificando la pratica di lettura tradizionale.Questo passaggio prende il nome di multimedialità in cui si afferma la presenza all’interno di un unico medium di linguaggi e codici espressivi diversi. SELF-MEDIA I self-media sono i mass-media come tablet,smartphone e smartwatch destinati a un uso sempre più individuale,flessibile,personalizzato e complesso. SOCIAL MEDIA I social media sono molto utilizzati nella nostra società,in particolar modo dagli adolescenti che passano molte ore a scorrere tra i vari social. Sono un gruppo di applicazioni basate su internet,che permettono la creazione e lo scambio di contenuti generati dall’utente,come testi,immagini,video e file,raggiungendo immediatamente un pubblico globale. I VIDEOGIOCHI Una forma di interattività molto diffuso tra i giovani è l’uso dei videogiochi che stimolano e mantengono in esercizio le competenze cognitive,fondamentali e costituiscono una buona introduzione alla tecnologia informatica grazie alle loro caratteristiche di interattività,individualità e flessibilità.Ma possono però produrre anche forma distress,di isolamento e di dipendenza,proponendo inoltre modelli di comportamenti violenti. LA STAMPA Fine 1455 Gutenberg realizza la prima stampa a caratteri mobili. Inizia così una nuova era che inaugurò una modalità innovativa di realizzare i libri .Il primo libro che venne stampato più volte fu la bibbia. Il libro,spesso destinato a una ristretta cerchia di intellettuali,divenne un prodotto offerto a un pubblico più ampio.Con la stampa si incominciò a scrivere e produrre libri per diffondere idee e conoscenze.A ciò contribuì la nascita dei primi giornali.Molto importante fu la stampa popolare.Il primo esperimento venne fatto negli Stati Uniti con l’uscita del “New York Sun”,in cui si trovavano articoli di cronaca locale ed eventi scandalistici. LA FOTOGRAFIA Tra le innovazioni tecnologiche troviamo la fotografia. Nacque inizialmente come strumento di raffigurazione di paesaggi e strutture architettoniche.Con il tempo si arrivò anche a ritrarre soggetti umani.La fotografia la troviamo in tutti gli ambiti della vita sociale in quanto trasformò le pagine dei giornali, le pratiche di viaggio.Vennero utilizzate inoltre dagli storici e dai sociologi per le loro ricerche.Oltre a fotografare gli altri ci si inizia a fotografare anche se stessi attraverso i selfie che sono la rappresentazione della propria identità. LA RADIO Un grande ruolo ha avuto l’invenzione della radio, che ha segnato grandissimo cambiamento a livello storico. Ha creato un grande cambiamento prima ancora della televisione; in tutte le case era presente la radio, quindi le persone venivano a sapere le informazioni su ciò che capitava. viene considerato il primo mezzo di comunicazione di massa. La radio è stata un oggetto che dagli anni 20 del 900 ha affascinato un grande pubblico. Nasce dalla scoperta delle onde elettromagnetiche da parte di Rudolf Hertz, che scopre appunto le onde elettromagnetiche. Fu il primo a dimostrare l’esistenza di queste onde che potevano emettere e ricevere onde radio, tant’è che in suo onore, le onde radio vengono misurate con gli ertz. L’invenzione della radio è associata da Marconi e da Popov. Il primo che ha costruito un ricevitore per le onde radio che circolano nell’aria e stato Popov. Mentre Marconi era appena 20 anni quando inventò un apparecchio che riusciva a far passare le persone da una parte all’altra della collina. Le sue invenzioni furono sottovalutate, quindi decide di proseguire i suoi studi e le sue ricerche in Inghilterra e il 5 marzo 1896, anticipando solo di poche strumenti Popov, il segnale
frequentare la scuola, ma anche perché per 20 anni si reca in sud america per insegnare agli indios a leggere e scrivere, e insegnare la libertà di pensiero.E’ stato incarcerato e torturato e poi gli consigliavano di non tornare più.In sudamerica era visto come una persona non gradita. la paleotelevisione: tv delle origini ,immagini in bianco e nero la neotelevisione: nuova televisore in cui sono presenti molte pubblicità (di carosello) Legata alla televisione ci sono due modi di vederla, la cattiva e la buona televisione. Karl Popper definiva la televisione una cattiva maestra; questa accusa la fa perché definisce la televisione è una televisione violenta, perché insegna la violenza ai bambini. aveva notato che in un tot di ore venivano inseriti degli atti violenti. Tra i vari studiosi,ricordiamo Anna Oliverio Ferraris che facendo delle ricerca ha ritrovato degli aspetti negativi nella televisione,affermando che produce nei bambini una modificazione dello sviluppo in quanto tendono a seguire narrazioni complesse e ricevere stmoli emotivi forti.Uno dei rischi maggiori è che questa diventi una compensazione delle carenze affettive,della mancanza di comunicazione e del vuoto interpersonale.Questo può comportare effetti fisici negativi e una difficoltà di apprendimento e percezione. LA PUBBLICITA’ La pubblicità è la comunicazione della disponibilità di una merce al pubblico.Risale alla seconda metà del Novecento con l’espansione dell’economia e la diffusione dei mass-media.Una svolta fondamentale sono gli spot che possono essere definiti come forma di comunicazione concentrate nel tempo che devono raggiungere un pubblico ampio,arrivando anche ai bambini.I bambini,anche se privi di denaro,vengono considerati dei grandi consumatori perché spingono gli adulti a comprare prodotti visti all'interno di questi spot pubblicitari. APOCALITTICI E INTEGRATI Il testo “apocalittici e integrati” è un testo di Umberto Eco nel quale gli apocalittici sono quegli intellettuali che non sono disposti a concordare con la cultura di massa, difendendo la concezione aristocratica del piacere.Ha una visione catastrofica del futuro della società.Gli integrati invece affermano che la civiltà di massa consente un allargamento della base sociale della cultura e che produca un sapere universale. IL WEB 2. Prensky nel 2001 ha introdotto l’espressione nativi digitali per indicare coloro che fin da subito hanno vissuto in un ambiente digitale e ci sono strumenti che hanno alcune caratteristiche comuni come la portabilità(tascabili),la connettività(si usano ovunque) e l’autorialità( creare e pubblicare materiale senza intermediazioni).Queste caratteristiche appartengono ai social media che permettono di chattare,confdividire ecc.Nei social media rientrano i siti per la condivisone di materiale multimediale tv,giornali onlibe,forum,chat che rientrano in una piattaforma connettiva :il web 2.0. Pro e contro social media LA MEDIA EDUCATION Educazione che riguarda tutti i mass media, da quelli tradizionali ai new media;ha lo scopo di fornire gli strumenti idonei a comprendere le dinamivhe e i messggi offerti dai media e a rielaborali in maniera critica. DIDATTICA MULTIMEDIALE Una didattica che si avvale delle nuove tecnologie per offrire agli studenti l’opportunità di apprendimenti partecipativi e significativi,in quanto consente una fruizione personalizzabile delle conoscenze. 8.LA GLOBALIZZAZIONE A partire dagli anni 80’ lo sviluppo di nuove tecnologie e l'intensificarsi degli scambi di persone,capitali e informazioni determinano una crescente interconnessione tra le diverse economie nazionali e la formazione di un mercato unico a livello mondiale. Questo processo di globalizzazione comporta a livello produttivo la delocalizzazione di molte Industrie nei paesi in via di sviluppo, dove il costo del lavoro è basso anche a spese dei diritti umani,e a livello sociale la standardizzazione dei consumi e degli stili di vita. Con il termine “globalizzazione” si indicano i rapporti sempre più stretti e intrecciati fra loro, interdipendenti, che presentano l’economia, la finanza, le imprese, i mercati. E’ un fenomeno complesso , infatti la globalizzazione ha dei lati positivi e negativi.
I lati positivi sono che:
● pratiche sociali visibili e pubbliche,ovvero il culto(insieme dei comportamenti ritualizzati e regolati che i fedeli compiono per alimentare e mantenere il loro rapporto con il soprannaturale) ● l’adesione personale che comporta determinati stili di vita ● l’ammissione di entità soprannaturali,ossia l'affermazione dell’esistenza di determinati enti invisibili ma potenti (dio) GLI SPECIALISTI DELLA RELIGIONE La religione è un importante oggetto di studi per molti specialisti:in primo luogo ci sono i teologi,che operano nell’ambito di una fede ben precisa interrogandosi sulla dottrina e dedicandosi all’interpretazione dei testi sacri;in secondo luogo ci sono gli specialisti laici in scienze religiose e si dedicano all'analisi scientifica,ovvero obiettiva e documentata. Trale scienze religiose più importanti ci sono: ● storia delle religioni:le religioni si collocano in un determinato contesto storico.Si avvale delle risorse della ricerca documentaria e archeologica e del metodo storico critico ● la psicologia della religione: studia le modalità cognitive,le motivazioni e gli aspetti emotivi e affettivi del comportamento religioso,utilizzando i mtodi della psicologia scientifica ● la sociologia delle religioni: considera la religione un’istituzione sociale che risponde a determinati bisogni umani ● l’antropologia della religione: attenzione sugli elementi comuni a tutte le religioni Lo studio scientifico della religione si affermò soltanto nell’Ottocento. IL FONDAMENTO DELLE RELIGIONI Alcuni autori del primo Novecento individuarono il fondamento antropologico comune a ogni religione nel concetto di sacro.La parola italiana sacro deriva dal latino sacer,termine che nell’Antica Roma indicava tutto ciò che si riferiva o era dedicato agli dei. Due sono le principali interpretazioni del sacro:la prima può essere definita sociologica ed è di Durkheim,la secondo invece ontologica ed è di Otto IL SACRO SECONDO DURKHEIM Secondo Durkheim tutte le religioni presuppongono una classificazione della realtà in due categorie:il sacro e il profano.Sono termini di origine latina che significano “ciò che è dedicato agli dei “ e “ciò che sta fuori dal luogo sacro”. IL SACRO SECONDO OTTO Per Otto,il sacro è la consapevolezza di ciò che per natura è inconoscibile all’uomo. I RITI:IL SIGNIFICATO E LA FUNZIONE Un aspetto tipico delle religioni è la dimensione rituale.Infatti tutte le religioni possiedono un repertorio di riti,ovvero pratiche ripetitive,da compiersi in solitudine o insieme con altri fedeli,spesso con l’accompagnamento di oggettisacri,musica e danza.Si definisce rito una sequenza prestabilita di azioni che si ripetono sempre nello stesso modo a cui è connesso un significato simbolico.L’insieme dei riti e delle pratiche devozionali tipici di una religione è il culto. I RITI RELIGIOSI Tutte le religioni prevedono pratiche di vita e rituali individuali o collettivi ,come ad esempio la danza della pioggia o la recita del rosario.I riti servono principalmente a: ● trasmettere la conoscenza dei racconti sull’origine del mondo ● esporre,custodire e modificare il significato dei simboli sacri ● rafforzare il senso di identità collettiva I RITI NON RELIGIOSI I riti non religiosi presentano molte somiglianze con quelli religiosi:sono celebrativi, ripetitivi, partecipativi e collettivi.Tra i più significativi ci sono i riti di passaggio,studiati da Gennep. Questi passaggi sono accompagnati da cerimonie che li rendono pubblici e condivisi,come ad esempio i riti che accompagnano la nascita di un bambino. Individua uno schema, ovvero una sequenza comune a ogni episodio rituale, e comprende tre stadi: ● separazione→nei riti di iniziazione è la fase in cui il novizio è allontanato dal villaggio e isolato in un luogo particolare (foresta) ● transizione→ fase in cui il novizio deve superare delle prove per dimostrare di meritare il nuovo rango sociale (adulto,guerriero)
● reintegrazione→ fase in cui il novizio rientra con il nuovo status della comunità ed è accettato da tutti gli altri membri. RITI DI INIZIAZIONE I riti di iniziazione comprendono una serie di prove il cui superamento è necessario per entrare a far parte di una comunità ristretta,dotata di regole particolari. RITI FUNEBRI I riti funebri possono essere laici o religiosi.In entrambi i casi la morte viene socializzata:la comunità si stringe alle persone più vicine al defunto per partecipare alla loro sofferenza e non lasciarle sole.Rendere pubblico il dolore è il primo momento necessario per elaborare il lutto. RITI PATRIOTTICI E NAZIONALISTICI I riti patriottici e nazionalisti possiedono dei simboli sacri,usano vocaboli tratti dal lessico religioso, usano gesti lenti e studiati. GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DELLA RELIGIONE I SIMBOLI RELIGIOSI Tutte le religioni possiedono un repertorio di simboli,ovvero di immagini,oggetti,formule verbali,gesti e rituali che rappresentano sinteticamente eventi,situazioni e personaggi alla base delle credenze. GLI OGGETTI RITUALI Nell’ambito del cristianesimo,nella celebrazioneucaristica figurano il pane e il vino,immagini di Gesù,della Madonna e dei santi.Il buddismo accoglie oggetti da preghiera come il mala,rosari di grani che si usano per recitare i mantra,i mandala e strumenti musicali.Anche le religioni che non ammettono immagini,aniconiche come ebraismo e islam,non osno prive di oggetti e di raffigurazioni: nelle sinagoghe sono custoditi rotoli,strisce di pergamena,fonte della legge ebraica ecc… I MINISTRI DEL CULTO I PROFESSIONISTI DELLA RELIGIONE Un’altro elemento che caratterizza le religioni è la presenza di ministri del culto che sono individui autorizzati dalla comunità a entrare in comunicazione con il soprannaturale e dotati del potere di compiere riti.Queste figure possono definirsi come specialisti del sacro per sottolineare il carattere professionale del loro ruolo.La loro funzione può essere esercitata a titolo personale o in qualità di una specifica organizzazione(chiesa,setta). SCIAMANO In molte religioni antiche spicca la figura dello sciamano che è l'intermediario tra il mondo sensibile e quello soprannaturle.La sua funzione principale è quella di stabilire una comunicazione con il mondo degli spiriti,con cui entra in contatto per proteggere il gruppo.Il contatto con il soprannaturale avviene durante la seduta sciamanica,un rito in cui lo sciamano,spesso travestito da animale,al culmine di una danza rituale accompagnato da canti e da tamburi,raggiunge l'estasi,ovvero la condizione in cui può stabilire il contatto con gli spiriti. LA RELIGIONE NELLA SOCIETA’ CONTEMPORANEA (SOCIOLOGIA) La religione ha i caratteri di una realtà universale:non esiste società che non ne abbia elaborato una forma.A questa universalità si aggiunge una verità:esistono infatti religioni monoteistiche o politeistiche,culti animisti (ogni cosa animata da spiriti benefici o malefici) e così via. Gli antropologi cercano di individuare le diverse manifestazioni e gli elementi comuni a tutte le religioni.Gli psicologi analizzano le modalità affettive,cognitive ed emozionali legate all’esperienza religiosa,individuale e collettiva.I sociologi individuano e studiano gli elementi che sanciscono la presenza sociale del fenomeno religioso. LE CARATTERISTICHE DELLE RELIGIONI Le caratteristiche principali delle religioni sono: ● credenze→ convinzioni e rappresentazioni condivise dai seguaci di un determinato culto,riguardanti una dimensione che va oltre l’esperienza sensibile ● pratiche di vita e rituali connessi alle credenze→ esempio frequentare luoghi di culto,pregare,celebrare riti ecc.. per onorare la divinità ● gruppi,associazioni e organizzazioni→ che si aggregano e si sviluppano sulla base di credenze religiose