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appunti scienze umane, Schemi e mappe concettuali di Scienze Umane

sociologia la devianza e controllo sociale / pedagogia stampo comunista

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2024/2025

Caricato il 27/05/2025

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alice-canepa-1 🇮🇹

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LA DEVIANZA
ogni condotta che si allontana dalle norme socialmente stabilite è definita
“deviante”
primi studi sull’origine della devianza > Scuola di Chicago
- ricerche etnografiche su comunità devianti al fine di studiare la
subcultura
= complesso di idee, valori, modelli di comportamento e linguaggio
elaborato all’interno della società da uno specifico settore di essa
Merton: il divario tra mezzi e fini
Teoria e struttura sociale
> all’interno di ogni società esiste un divario tra gli scopi che vengono
proposti ai membri della società e i mezzi effettivamente disponibili per
conseguirli
^ il comportamento deviante rappresenta un tentativo di
raggiungere gli scopi attraverso modi che non seguono le
norme sociali
anni ‘70
Lemert, Goffman e Becker formularono la labelling theory
(teoria dell'etichettamento)
= la devianza è una condizione che si crea in seguito all’etichetta mento dato
dalla società nei confronti di coloro che hanno trasgredito una norma
^ questo porta l’individuo a commettere continue trasgressioni
> queste persone finiranno per associarsi a persone “simili a loro”
Lemert distingue
- devianza primaria: prima violazione della norma
- devianza secondaria: successive violazioni
profezia che si autoadempie (Merton)
= un individuo etichettato come deviante finirà per diventarlo realmente,
perché il giudizio sociale influenza il suo comportamento
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LA DEVIANZA

ogni condotta che si allontana dalle norme socialmente stabilite è definita “deviante”

primi studi sull’origine della devianza > Scuola di Chicago

  • ricerche etnografiche su comunità devianti al fine di studiare la subcultura = complesso di idee, valori, modelli di comportamento e linguaggio elaborato all’interno della società da uno specifico settore di essa

Merton: il divario tra mezzi e fini Teoria e struttura sociale

all’interno di ogni società esiste un divario tra gli scopi che vengono proposti ai membri della società e i mezzi effettivamente disponibili per conseguirli ^ il comportamento deviante rappresenta un tentativo di raggiungere gli scopi attraverso modi che non seguono le norme sociali

anni ‘ Lemert, Goffman e Becker formularono la labelling theory (teoria dell'etichettamento) = la devianza è una condizione che si crea in seguito all’etichetta mento dato dalla società nei confronti di coloro che hanno trasgredito una norma ^ questo porta l’individuo a commettere continue trasgressioni

queste persone finiranno per associarsi a persone “simili a loro”

Lemert distingue

  • devianza primaria : prima violazione della norma
  • devianza secondaria : successive violazioni

profezia che si autoadempie (Merton) = un individuo etichettato come deviante finirà per diventarlo realmente, perché il giudizio sociale influenza il suo comportamento

CONTROLLO SOCIALE

complesso di strumenti che ogni società mette in atto per indurre le persone a a rispettare le regole e scoraggiare ogni forma di trasgressione

strumenti di controllo ● esteriori = sanzioni ● interiori = meccanismi con cui si cerca di far interiorizzare le norme

l’intensità del controllo sociale è massime nelle istituzioni totali (carcere) ^ (Goffman) istituzioni che si fanno carico della vita degli individui, appropriandosi in modo totale del loro tempo e delle loro attività

istituzioni penitenziarie

principali forme di controllo “esteriore” della devianza carcerazione = strumento punitivo

● nel passato chi commetteva un reato veniva punito con torture pubbliche e violente. Col tempo, soprattutto grazie agli illuministi, si è iniziato a pensare che le punizioni dovessero essere più giuste e meno crudeli. ● nel carcere moderno la persona viene isolata e messa a lavorare per riflettere sui propri errori ^ Secondo il filosofo Foucault, oggi non si punisce più il corpo, ma si cerca di controllare le persone, facendo in modo che si sentano sempre osservate, così imparano a controllarsi da sole

due visioni principali sul senso della pena:

● Le teorie retributive vedono la pena come una punizione giusta e proporzionata al reato, utile a ristabilire l’ordine violato (come sostiene Hegel con la legge del taglione).

● Le teorie utilitaristiche considerano la pena utile se serve a:

  1. togliere il reo dalla società (neutralizzazione),
  2. scoraggiare altri dal delinquere (deterrenza),
  3. rieducare il colpevole (riabilitazione).

Beccaria, con un approccio utilitaristico, afferma che una pena efficace deve essere certa e non crudele.

Se si accetta la funzione rieducativa della pena, il carcere non è più solo punizione, ma uno strumento per favorire il reinserimento sociale del detenuto (art. 27 della Costituzione italiana)