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I quattro passaggi essentiali per concludere un trattato internazionale: la negoziazione, la firma, la ratifica e lo scambio o deposito delle ratifiche. Il ruolo del plenipotenziario, i tipi di firme e la differenza tra firma e ratifica vengono esplorati. Inoltre, il documento discute del processo di adattamento e ricezione di trattati all'interno del sistema giuridico italiano.
Tipologia: Appunti
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1 step: negoziazione : fase più delicata. Figura del PLENIPOTENZIARIO, ovvero colui che fa parte del ministero degli affari esteri. Egli riceve dal governo la “lettera di pieni poteri” (un mandato a negoziare dove c’è scritto qual è l’oggetto della negoziazione). Se il trattato da stipulare è bilaterale si incontreranno, scegliendo una sede, i plenipotenziari dei rispettivi stati. Il loro scopo è di fare un testo scritto con delle clausole in cui le due parti contraenti definiscono gli obblighi reciproci da rispettare. Alla fine, sanciscono il tutto con la propria firma 2 step: la firma : essa non basta ma ha una mera funzione notarile. Solo ad autentificare il testo scritto, a fissarlo, ma non crea obblighi/vincoli Ci sono diversi tipi di firme:
di giustizia per eventuali controversie. In caso contrario, saranno gli organi delle nazioni unite a risolvere eventuali controversie. sede del negoziato: conferenza internazionale ciascuno stato provvede ad adattare il trattato all’ interno del proprio sistema. Nel caso dell’Italia il nostro sistema è gerarchico, piramidale, rigido ovvero all’apice troviamo la costituzione e al disotto le norme secondarie. Con rigido intendiamo che la norma secondaria non potrà mai derogare/modificare/cancellare la norma primaria cioè la costituzione. Per modificarla serve una legge costituzionale apposita. In poche parole una norma di rango più basso non può modificare quelle più in alto. Anche l UK ha un sistema rigido come il nostro. In UE invece, al vertice ci sono i vari trattati (cee, cea etc) che costituiscono una sorta di “costituzione” per l’insieme dei vari paesi Un sistema flessibile invece è ad esempio il diritto internazionale. La fonte principale degli obblighi e diritti è la consuetudine ovvero il convincimento degli stati che ci sia un obbligo giuridico. I trattati , dal punto di vista gerarchico, sono subordinati; in pratica però, il trattato , che prevede delle norme particolare, può derogare la consuetudine portatrice di regole di carattere generale. I trattati prevedono uno specifico aspetto invece. Come fa l italia ad adattare questo trattato stipulato nel proprio sistema? E soprattutto, in quale posizione gerarchica lo colloca? A livello costituzionale o a livello di legge ordinaria? I trattati internazionale vengono recepiti attraverso una legge ordinaria del parlamento che dà un ordine di esecuzione al trattato xy. RIssumendo, l italia provvede ad adattare e a recepire un trattato con una semplice legge ordinaria chiamata “ordine di esecuzione del trattato”. Può accadere che il legislatore italiano che ha dato l’ordine di esecuzione del trattato, può trovarsi davanti a delle leggi che vanno a contrastare il trattato precedente ; non potendo venir meno al trattato internazionale bisogna studiare un sistema per non far trovare l italia in difficoltà di fronte ad una legge ordinaria che ostacola il trattato.