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Descrizione caratteristiche trattati internazionali
Tipologia: Appunti
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Tra le fonti dell’ordinamento internazionale ci sono i TRATTATI INTERNAZIONALI.
Un trattato internazionale, al contrario della consuetudine che è informale e flessibile, non solo tipicamente riveste una forma scritta, ma per di più è disciplinato pressochè in ogni suo aspetto da un grande testo del diritto internazionale partorito dalla commissione del diritto, ovvero la Convenzione di Vienna sul diritto dei Trattati del 1969.
I trattati rappresentano il simbolo dello svolgimento delle relazioni internazionali. I trattati esistevano già nel mondo antico, esiste da sempre l’esigenza di regolare delle questioni e caratterizza da sempre la vita della comunità internazionale. Evidentemente, qualche regola cica i trattati deve essersi affermata a partire dall’antichità (come si conclude un trattato, come si estingue…). Prima che intervenisse la Convenzione di Vienna nell’ordinamento internazionale esisteva una fitta rette di norme consuetudinarie.
Vienna 69 non fa altro che positivizzare il diritto consuetudinario esistente e introduce alcune disposizioni di sviluppo progressivo che rappresentano il casus belli e la ragione per cui alcuni ordinamenti non hanno mai ratificato questa convenzione, come ad esempio la Francia, la sua assenza pesa molto. Le due principali disposizioni di sviluppo progressivo mettevano a disagio la Francia e quindi non si è mai sottoposta a questo regime convenzionale). Quali conseguenze ci sono? Non facendo parte di questo trattato, non è sottoposta per esempio agli articoli 53 e 64. La vasta fetta di disposizioni consuetudinarie è vincolante di per sé: lo zoccolo duro di disposizioni consuetudinarie investe anche la Francia.
La Convenzione di Vienna dà moltissime informazioni che investono ogni aspetto della vita di un trattato, dal problema della conclusione a come si stipula un trattato. È difficile orientarsi all’interno della convenzione senza una guida (v. slide, schemi).
Procedimento di conclusione di un trattato
Nei trattati c’è un iter preciso di passaggi al quale non si sfugge.
Perché procedimento? Perché sono tanti procedimento uno dietro l’altro e perché un procedimento è una serie ordinata di comportamenti ciascuno dei quali permette quello successivo. In un procedimento, ogni passaggio è impensabile senza quello precedente e permette quello successivo (per questo serie ordinata).
NB: La Convenzione di Vienna prende in considerazione i trattati in forma scritta MA è possibile concludere dei trattati oralmente, es. un trattato bilaterale in situazioni di emergenza. Se un trattato è scritto, deve seguire le regole di Vienna 69.
La convenzione di Vienna individua 2 procedimenti:
Si sceglie la procedura semplificata se ci troviamo in situazioni di urgenza ma anche di particolare difficoltà. Le materie tecniche (Trattato sulla percezione dei diritti di dogana, sulla quantità e natura di merci che possono passare da uno stato all’altro) seguono il percorso semplificato perché l’altra è talmente pesante che prima di mettere in moto la macchina ci si pensa due volte.
Il procedimento semplificato è quello più usato, è il modo più comune per regolare i trattati fra strati.
Qui siamo nel regno della DIPLOMAZIA.
Step trattati in forma solenne:
1 si esprime il momento negoziale i tutta la sua forma: i delegati statali dialogano tra loro, si spiegano, illustrano le esigenze, fanno concessioni per arrivare a un testo condiviso. Tipicamente, partecipano ai negoziati i cosiddetti PLENI POTENZIALI ( figure di spicco dello Stato). Questi sono figure desinate dallo stato dotate dei PIENI POTERI (pezzo di carta all’interno del quale si attesta che quella persona fisica ha il potere di rappresentare la volontà dello stato). A questa fase, oltre ai pleni potenziali, partecipano anche figure di alto livello come il Capo di stato, di governo, il ministro degli esteri. In questo caso non si esibiscono i pieni poteri ma si dice che si presumono.
Solitamente partecipano alla definizione dei trattati le figure dell’esecutivo (personale del corpo diplomatico, Ministro Esteri) che sono figure governative. La gestione delle relazioni internazionali di cui il negoziato è espressione evidente, è in mano ali esecutivi nazionali, ovvero ai Governi.
Non si esce mai da un negoziato con la stesa idea perché la stesura del testo è un confronto. Posizioni massimaliste si scontrano tra loro e si vengono incontro a metà strada. Questo è come si svolge un negoziato e il senso del trattato, ovvero la CONVERGENZA DI INTERESSI delle varie parti.
Il risultato finale è diverso da quello desiderato al momento.
2 Quando i pleni potenziali ritengono di avere un testo soddisfacente, lo firmano. La firma manifesta solamente la generica disponibilità dello stato a prendere in considerazione l’evenienza di sottoporsi a quel trattato. Con la firma si chiude il negoziato e si autentica il testo , si certifica la corrispondenza con quanto stato detto. Dal momento della firma il testo non può più essere modificato a meno che non si apre un altro negoziato. Altra conseguenza della firma è la manifestazione di generica disponibilità. Lo stato non si vincola con la firma perché altrimenti ci sarebbe il centramento di potere in una figura che non è stata nemmeno eletta (plenio potenziale). Con manifestazione di generica disponibilità si intende parlarne a casa e prendere decisioni sul da farsi e se vincolarsi.
Tutto ciò che è stato detto vale SOLO per il procedimento in forma solenne. In forma semplificata, la firma ha un’altra serie di conseguenze e assorbe in sé altri passaggi.
L’unico obbligo che produce la firma è di non porre in essere comportamenti manifestamente contrari all’oggetto e allo scopo del trattato (=/= essere vincolati al trattato MA non adottare comportamenti contrari con il trattato). Es: firmare un trattato di non proliferazione dell’energia nucleare e il giorno dopo costruirne una non va bene ma sei scemo o cosa.
DA QUESTO PUNTO SI PARLA DI EVENTUALITà
Non esiste alcun obbligo di ratificare il trattato. Nulla vieta che uno Stato si arresti alla firma e non vada oltre: vedi USA e il trattato della Corte Internazionale (??)
3Ratificare un trattato: atto vero e proprio con cui uno Stato si impegna nl trattato. prima si discuteva, con la ratifica si sale a bordo e si diventa parti di quel regime. Bisogna rispettare ogni singolo piccolo obbligo contenuto nel trattato e vuol dire che si gode, si beneficia di ogni diritto stabilito dal trattato.
3 in questa fase non si può più modificare il trattato. Nel nostro ordinamento la figura competente a ratificare un trattato non sono le camere, il parlamento. A norma dell’articolo 87 della nostra Costituzione è il Presidente della Repubblica che ratifica i trattati internazionali (è un suo potere esclusivo). Ogni ordinamento è libero di procedere a modo proprio: a Vienna 69 ciò non importa, l’importante è produrre eventualmente una ratifica.
Il Presidente è un organo superpartes che fa gli interessi del Paese e non della parte politica che rappresenta. Nel nostro ordinamento la funzione legislativa è esercitata dalla Camere, ovvero l’unico momento di supremazia popolare. Il trattato internazionale modifica l’ordinamento interno. Come viene risolto questo