

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
1 / 3
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!


Umanesimo = Termine usato per riferirsi all’ideologia del movimento culturale e alla concezione che l’uomo aveva del mondo e della via. Rinascimento = Termine usato per riferirsi alla produzione artistica di quel periodo (arti figurative, pittoriche, musicali, letterarie).
Il rinascimento viene diviso in 3 periodi: Umanesimo Latino Umanesimo Volgare 1380 1492 1545 Morte di Lorenzo il Magnifico (Scoperta dell’America)
Concilio di Trento
Il Rinascimento è la fine del Medioevo e l’inizio dell’Età Moderna.
Nei secoli XV e XVI la vita e i costumi europei si trasformano. È l’epoca della grandi scoperte geografiche , motivo per cui il mondo “si allarga”. Questo ha ripercussioni sulla mentalità e sull’economia ( sviluppo attività economiche e commerciali ). In ambito religioso, nascono diverse riforme protestanti (Lutero, Calvino, Zwingli). Questo fa sì che si crei una spaccatura religiosa tra paesi riformati e non. Si assiste anche ad un rinnovamento nelle strutture politiche. In Europa, alcuni territori diventano stati nazionali (Francia e Inghilterra). In Italia ci sono signorie e principati, che saranno importanti per lo sviluppo dell’arte rinascimentale (i signori italiani furono grandi mecenati, e gli artisti venivano ospitati e mantenuti). L’Italia diventa, in particolare Firenze, il centro della cultura. Vengono sviluppate nuove invenzioni, che portano ripercussioni notevoli (viene scoperta la polvere da sparo per l’arte della guerra, viene inventata la stampa da Gutenberg nel 1450, ed il primo testo stampato è la bibbia). Trionfa la concezione laica della vita, che già nel Trecento aveva iniziato ad affermarsi. La religione non condiziona più tutti gli ambiti della vita e della cultura.
Concezione Umanistica. Umanesimo, dalla parola uomo. Il centro della concezione umanistica è l’esaltazione dell’uomo. Si parla di antropocentrismo umanista (al centro c’è l’uomo), che si sostituisce al teocentrismo medievale (al centro c’è dio). Per Garin , l’uomo è un dio terreno. L’uomo è considerato artefice del proprio destino, proteso a edificare un ambiente di vita di sua misura: “homo faber”, uomo fabbro che fa e crea (come Leonardo, l’artigiano artista). Si esalta il “regnum hominis”, dell’operosità umana, tesa a plasmare la realtà, che si contrappone al “regnum dei”. L’uomo attua in sé la sintesi perfetta di natura e spirito : la natura, ovvero il corpo (parte materiale) è considerata una realtà positiva e da valorizzare. L’uomo rinascimentale aspira a rivendicare di fianco a dio (non al suo posto) la propria dignità di creatura privilegiata: l’uomo è infatti l’unico vivente dotato di ragione e parola. Per tutti questi motivi, vengono esaltati anche i valori terreni, oltre a quelli ultraterreni.
Già nel circolo degli Scipioni si erano affermati questi concetti. All’inizio del Rinascimento infatti, venivano studiate le “ humane litterae", ovvero i testi classici, che già avevano espresso questi valori, riscoperti e fatti propri in questo periodo. L’uomo è concepito come un microcosmo, che riflette in sé l’armonia del macrocosmo, dell’intero universo. Vengono rivalutate le capacità conoscitive. Crolla la visione sistematica e basata sui dogmi del mondo, legata alla filosofia tomistica e scolastica e dominante nel medioevo. Si preferiscono indagini più concrete della realtà. Si afferma la concezione attiva e dinamica del rapporto uomo-natura, per l’esigenza di manipolare il mondo naturale e conoscerne le leggi. Si assiste allora allo sviluppo dell’architettura, dell’urbanistica, dell’ingegneria. Paradossalmente, per conoscere il mondo in quest’epoca si ricorre spesso a pratiche irrazionali, come l’astrologia e l’alchimia. Il misticismo irrazionale affianca il razionalismo scientifico, e questi due aspetti possono convivere negli stessi pensatori.
Il bisogno di forgiare il proprio destino, fa si che si presti attenzione alla formazione e ai processi educativi dei giovani, ovvero la pedagogia. Assistiamo ad un rinnovato interesse per gli studi letterari legati alla parola (interesse per le humanae litterae). Si esalta il linguaggio, considerato mezzo di comunione tra gli uomini. Si esaltano la retorica e l’eloquenza. Nelle poetiche, il canone principale diventa quello dell’imitazione: l’arte deve imitare la natura , ed in grandi classici si può parlare di arte classicista, con caratteristiche quali la naturalezza, la misura, la compostezza e l’equilibrio. Rivalutando i classici latini, si riprende anche la loro lingua nella forma del latino umanistico (improntato su quello classico).
Nasce una nuova disciplina, la filologia : (l’iniziatore fu Petrarca, ma il vero fondatore Lorenzo Valla) consiste negli studi dei testi antichi, con lo scopo di riportarli alla loro origine. Infatti nell’antichità l’unico modo per tramandare gli scritti, non esistendo la stampa, era trascriverli. Ma spesso, che fosse volontariamente o meno, i codici subivano delle modifiche. (i codici sono i testi trascritti, gli incunabili sono i testi stampati). La filologia confrontava le varianti testuali, cercando di risalire allo stato originale , questo anche perché non si leggevano più in chiave cristiana, ma letterale.
Intellettuale Cortigiano. Questa cultura si inquadra nella civiltà politica delle signorie italiane. Questo porta alla formazione di una nuova figura dell’intellettuale. Petrarca è il primo professionista delle humanae litterae, il primo letterato moderno. Alla base c’erano principalmente committenze private. Si parla di intellettuale cortigiano, se il committente era il signore. Il letterato era subordinato al signore sul piano socio-economico, ma sul piano della cultura il letterato è il signore della corte: detta le gerarchie dei valori, le regole di comportamento, gli strumenti dell'educazione, e viene visto come punto di riferimento fondamentale. Alcuni cortigiani venivano ospitati e stipendiati solo in virtù della loro attività intellettuale, potendosi così dedicare interamente all’otium. Ad altri veniva richiesto di assolvere alcuni incarichi all’interno della corte, di diverso prestigio e impegno, non potendosi così dedicare interamente all’attività artistica. Vi erano poi dei cortigiani stipendiati per svolgere funzioni amministrative politiche, quindi per loro l’attività artistica e culturale era del tutto marginale.
Intellettuale Chierico. Accanto all’intellettuale cortigiano, ci sono altre figure minori di intellettuali. La principale alternativa alla corte era la chiesa. Troviamo ancora la figura dell’intellettuale chierico, colui che prende gli ordini (come Petrarca) proprio per ricevere un’entrata economica sicura e fissa, che gli permetta di dedicarsi all’attività culturale. Tra gli intellettuali che godevano dei privilegi ecclesiastici, troviamo l’Ariosto.
Intellettuali e Stampa. Dopo l’invenzione della stampa, si creò un piccolo mercato libraio. Non esistendo ancora i diritti d’autore, lo scrittore non riceveva delle entrate. In più sopravviveva una mentalità che considerava poco onorevole trarre profitto da opere di invenzione e vivere solo dei guadagni di questo. Inoltre quando iniziò la controriforma, la chiesa istituì “l’indice dei libri proibiti”, attuando una forte censura. Non era ancora possibile vivere solo coi proventi delle opere stampate. L’unica possibilità era divenire, oltre che scrittori, anche stampatori e editori, stampando i propri scritti.
Luoghi Della Cultura. Il luogo principale della cultura era la corte signorile. C’erano poi i cenacoli umanistici = aggregazioni informali e volontarie di umanisti che, indipendentemente dal potere signorile oppure sotto la protezione di un signore, si riunivano (come per Petrarca, la res publicae letterarum). Gli intellettuali, o si ritrovavano direttamente, o si tenevano in contatto attraverso corrispondenza epistolare. Si era affermato un modo diverso di concepire la conoscenza. Rispetto al Medioevo, non era più l’apprendimento di verità dogmatiche, che si basavano sulle autoritates (la Bibbia, Aristotele una volta cristianizzato da Tommaso d’Acquino). La conoscenza viene ora concepita come un percorso di ricerca fondato sullo scambio reciproco, sul dialogo, sul confronto, e ognuno esprime pensieri diversi. Questi cenacoli, verso la metà del 500, si trasformano in Accademie, istituzioni culturali con una struttura più formalizzata, con statuti e regolamenti. L’accademia sarà un’istituzione culturale di riferimento fino al 700. Altri luoghi della cultura erano le stamperie e le botteghe dei librai. Incontriamo per la prima volta delle biblioteche pubbliche , spesso volute dai signori che attivano questi nuovi luoghi culturali, altre volte create da privati.
Lingua. Nel Trecento si era affermato il volgare, incontrato come plurilinguismo nella commedia dantesca e nel decameron boccacciano, come monolinguismo nel canzoniere petrarchesco. Già con Petrarca, si incontra il pre-umanesimo, con un ritorno al latino. Si parla di latino umanistico , quindi non quello medievale, ma un latino improntato al latino classico romano. Nel corso del 400 si assiste al predominio del latino come lingua della cultura (fino al 1492). A Firenze si assiste ad una controtendenza. Già durante il ‘400 (umanesimo latino) ci sono intellettuale bilingui, e che accanto al