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MODULO 2 (sistemi di gioco) I sistemi di gioco nella pallavolo rappresentano l’insieme di regole e indicazioni che l’allenatore fornisce alla squadra per consentire una gestione funzionale ed efficace delle risorse individuali all’interno dei sistemi tattici, in relazione alle diverse fasi del gioco. All’interno dei sistemi di gioco rientrano la ricezione–attacco con copertura, il servizio–muro– difesa e la difesa–ricostruzione con copertura. 1-Nel sistema ricezione–attacco (+ copertura) è necessario innanzitutto definire gli obiettivi, che sono:
- non subire punto diretto dall’azione avversaria
- ricevere la palla in modo tale da mettere il palleggiatore nelle migliori condizioni possibili per strutturare un sistema d’attacco efficace, con il coinvolgimento del maggior numero di attaccanti possibile La definizione delle competenze all’interno della ricezione dipende dalle scelte dell’allenatore in base alle caratteristiche della squadra e tiene conto di diversi fattori:
- la zona di provenienza della battuta
- la rotazione in cui si trova la squadra
- le qualità tecniche e tattiche dei singoli giocatori
- il tipo di battuta avversaria
- il ruolo specifico del libero e del centrale All’interno del sistema vanno poi scelte le tecniche più adeguate e definite le modalità di alzata e attacco. In particolare, si distinguono:
- situazioni nel sistema , in cui sono possibili alzate positive, doppio positive o esclamative
- situazioni fuori sistema , caratterizzate da alzate negative, che generalmente consentono una sola possibilità di attacco 2-Il sistema servizio–muro–difesa richiede la definizione di specifiche scelte tattiche. In particolare:
- la tattica di battuta dipende dalle qualità del muro e dagli obiettivi difensivi
- il comportamento tattico a muro varia in funzione del tipo di attacco avversario: muro contro attacco nel sistema, muro contro attacco fuori sistema e muro contro attacco scontato
- la difesa viene organizzata in relazione all’attacco avversario, distinguendo tra: attacco toccato dal muro e attacco non toccato dal muro, va inoltre gestita la free ball, generalmente tra zona 5 e zona 6 3-Nel sistema di difesa–ricostruzione (+ copertura) è necessario definire:
- il tempo di gioco, che può essere lento o veloce
- le transizioni d’attacco
- le situazioni di alzata “no setter”, ovvero quando il palleggiatore ha effettuato l’azione di difesa
Per costruire sistemi di gioco efficaci è necessario comprendere la tipologia e l’uso dei fondamentali nel campionato di riferimento, individuare i fondamentali che generano punto e quelli che generano errore. In questo contesto si distinguono:
- le tecniche , come palleggio, bagher, spostamenti, battuta piedi a terra e schiacciata di base
- i fondamentali , ovvero ricezione, attacco, muro, alzata, difesa, copertura e ricostruzione, intesi come utilizzo delle tecniche all’interno del gioco In base ai sistemi di gioco si definiscono gli obiettivi e si selezionano i protocolli di allenamento, cioè gli esercizi, che vengono poi organizzati nella seduta. Gli esercizi nello sport si distinguono in:
- esercizi generali, riconducibili a una motricità comune a tutti gli sport
- esercizi specifici
- esercizi di gara Nella pallavolo, secondo la progressione didattica utilizzata anche nelle domande d’esame, si distinguono:
- l’ analitico , che può essere di impostazione (insegnamento del gesto tecnico da zero) o di allenamento (miglioramento del gesto), riferito a una tecnica, a un singolo fondamentale o a una sua parte, con finalità strettamente legate alle richieste del gioco
- il sintetico , che riguarda l’impostazione o l’allenamento di una parte di un sistema di gioco, con finalità legate al funzionamento dell’intero sistema e alla sua efficacia
- il globale , che riguarda l’impostazione o l’allenamento delle fasi di gioco, con finalità legate all’efficacia dei sistemi di gioco; non coincide con il classico 6 vs 6, ma si concentra su una specifica fase. I sistemi di gioco si sviluppano all’interno delle tre fasi fondamentali del gioco:
- la fase di cambio palla , che è la sola azione di risposta al servizio avversario
- la fase di break point , che è la sola azione di risposta al cambio palla avversario
- l’azione prolungata , detta anche gioco di transizione 1-Nell’allenamento della fase di cambio palla prevale il lavoro analitico, poiché:
- il servizio presenta una casistica situazionale limitata
- le tecniche richieste hanno scarsa adattabilità situazionale
- è necessario un elevato volume di ripetizioni tecniche 2-Nell’allenamento della fase di break point si utilizza maggiormente il lavoro sintetico e globale, perché crea una grande varietà di situazioni. In particolare:
- si utilizza l’analitico per lo sviluppo delle tecniche di difesa e ricostruzione
- la collaborazione crea la tattica, in particolare il passaggio al compagno
- presenta elevata frequenza di tocchi
- mantiene dinamiche di gioco semplici -Il gioco 3 vs 3 sviluppa:
- l’anticipazione situazionale attraverso il processo percezione– elaborazione–esecuzione
- l’organizzazione di un sistema di gioco semplice (1+2 o 2+1)
- la definizione delle competenze
- uno spazio di gioco adeguato per salvaguardare la schiacciata
- Il gioco 4 vs 4 consente:
- l’organizzazione di sistemi di gioco più articolati (1+3, 3+1 o 2+2)
- la distribuzione delle alzate tra prima e seconda linea
- la definizione delle competenze di prima e seconda linea
- uno spazio di gioco adeguato alle capacità tecniche
- l’utilizzo anche nella pallavolo seniores
- Il gioco 6 vs 6 rappresenta l’allenamento dei sistemi di gioco e richiede:
- un elevato livello di padronanza delle tecniche specialistiche
- capacità di osservazione, interpretazione e adattamento situazionale
- imprevedibilità e variabilità comportamentale
- verifica degli errori, distinguendo tra errori tecnico-esecutivi ed errori di competenze Il 6 vs 6 può essere:
- tecnico
- a punteggio , con punteggio speciale o in forma di gara (set o partitella) L’intervento dell’allenatore nel 6 vs 6 deve essere analitico sulla tecnica e prevede:
- la ripetizione tecnica dell’esercizio di gioco
- la riproduzione dell’inizio dell’azione
- la riproduzione della situazione e del movimento che hanno determinato l’errore
- l’analisi riferita alla tecnica esecutiva
- il lasciare sviluppare l’azione
- l’identificazione delle priorità tecnico-esecutive per l’evoluzione del fondamentale
- il richiamo della priorità attraverso la ripetizione della situazione MODULO 6 (schiacciata 1) La schiacciata è un fondamentale offensivo e si articola in una sequenza cronologica composta da: rincorsa, stacco, caricamento e colpo. Nella sequenza motoria si distinguono due fasi principali:
- rincorsa, stacco, salto
- salto, colpo, ricaduta La rincorsa rappresenta una fase determinante della schiacciata e richiede particolare attenzione sia alla linea di avvicinamento alla rete (linea di rincorsa) sia alla frontalità allo stacco (i piedi sono rivolti: da posto 4 in 5; da posto 6 in 6-5; da posto 2 in 6-5)
Il tempo di attacco è un fattore altamente influente sull’efficacia dell’intera sequenza motoria e richiede:
- adeguata tempestività tra l’alzata e l’esecuzione del gesto
- ricerca delle intese (attraverso la ripetizione del movimento, il contenimento dei salti) • definizione di un tempo oggettivo di inizio rincorsa In base al tempo di attacco si distinguono diverse tipologie di attacco:
- l’attacco di primo tempo , in cui l’arrivo allo stacco coincide con il tocco di alzata
- l’attacco super , caratterizzato dall’anticipo della rincorsa rispetto all’alzata e dall’utilizzo dell’appoggio sinistro come riferimento temporale
- l’attacco di secondo tempo , in cui la ricorsa inizia con il tocco d’alzata
- l’attacco di terzo tempo o palla alta , in cui la rincorsa avviene dopo il tocco di alzata, con riferimento temporale sull’appoggio destro e una forte richiesta di capacità di adattamento La rincorsa può essere effettuata in seguito a diversi gesti antecedenti, in particolare dopo la ricezione, la difesa, il muro o l’attacco; in base al gesto che precede l’azione offensiva cambia la tipologia di transizione da utilizzare. -Nel caso della rincorsa dopo la ricezione , la transizione varia in funzione del coinvolgimento diretto dell’atleta nel fondamentale:
- se l’atleta riceve, la rincorsa viene effettuata tramite ricorsa dopo servizio o incrocio, che consente di riorientare rapidamente il corpo e recuperare frontalità allo stacco
- se l’atleta non riceve , la transizione avviene attraverso il passo accostato -Quando la rincorsa avviene dopo una difesa in prima linea , l’indicazione tecnica è quella di correre adattando la posizione della rincorsa in base al tempo a disposizione, è importante non correre mai all’indietro, in modo da mantenere velocità, equilibrio e possibilità di verticalizzazione del salto. -Nel caso della rincorsa dopo il muro , la transizione varia in base alla zona di competenza:
- in zona 4 , l’atleta apre destro–sinistro e poi effettua il cambio
- in zona 2 , l’atleta apre sinistro–destro e poi effettua il cambio
- in zona 3 , la scelta dipende dalla direzione di spostamento successiva, ovvero se l’atleta si muove verso zona 4 o verso zona 2 -La rincorsa dopo l’attacco segue gli stessi principi e le stesse modalità previste per la rincorsa dopo il muro, poiché anche in questo caso l’atleta deve riorganizzarsi rapidamente dopo un’azione di salto e atterraggio, ripristinando equilibrio, orientamento e direzionalità. Tra gli errori più frequenti della rincorsa si riscontrano:
- un errato timing rispetto all’alzata
- una rincorsa eccessivamente convergente verso il centro della rete
gomito nell’azione di frusta, elemento determinante per l’efficacia e la precisione dell’attacco. -Nel secondo step, l’attenzione si concentra sulla rincorsa e sul colpo veloce.
- Il primo obiettivo del secondo step riguarda la rincorsa. In questa fase vengono proposte esercitazioni sul ritmo degli appoggi , con particolare riferimento alla progressione in accelerazione, elemento fondamentale per consentire un arrivo allo stacco efficace e controllato. Parallelamente si lavora sulla sequenza delle spinte degli arti inferiori , spesso attraverso l’utilizzo di ostacoli, che favoriscono la percezione del corretto timing e della coordinazione tra i diversi segmenti corporei. Un ulteriore aspetto centrale è l’impostazione dell’ampiezza del passo di stacco , con particolare attenzione all’ultimo appoggio, che deve garantire stabilità, continuità di spinta e preparazione ottimale allo stacco.
- Il secondo obiettivo del secondo step riguarda il colpo veloce. In questa fase si lavora sull’ anticipo della spalla , sull’azione contro- laterale dell’arto superiore e sui determinanti della potenza del colpo, elementi che permettono di incrementare velocità ed efficacia dell’attacco. L’apprendimento viene orientato alla massima velocità esecutiva dell’azione di frusta dell’arto superiore , curando in modo specifico l’azione del polso, che rappresenta un determinante fondamentale sia per la velocità del colpo sia per il raggiungimento della massima altezza di impatto. -Nel terzo step si integra l’intera sequenza rincorsa–stacco–salto–colpo. a) Il primo obiettivo del terzo step riguarda la fase di rincorsa–stacco. In questa fase si lavora sulla velocità di arrivo allo stacco , sull’ eliminazione dei movimenti accessori degli arti superiori , sulla gestione della verticalità del salto e sull’anticipo del caricamento del colpo già in fase di stacco. b) Il secondo obiettivo del terzo step riguarda la fase di salto–colpo. L’attenzione viene posta sull’ anticipo dell’inizio del colpo rispetto all’apice del salto , sull’ adattamento del tempo di colpo ai diversi tipi di alzata , sull’ adattamento del tempo di colpo alle diverse direzioni di attacco e sullo sviluppo della manualità nel colpo. MODULO 7 (schiacciata 2) La seconda parte della didattica della schiacciata si concentra in modo specifico sul caricamento e sul colpo sulla palla. 1-Il caricamento del colpo viene effettuato con lo slancio delle braccia che è fondamentale per ottimizzare la fase di attacco. Durante tutta l’azione di rincorsa vengono utilizzate diverse tecniche: c) oscillazione braccia tese d) oscillazione braccia flesse e) semicirconduzione braccia flesse f) circonduzione braccia tese g) mista
Tra gli errori esecutivi del caricamento velocità di esecuzione non adeguata , una scarsa sincronizzazione dei movimenti degli arti superiori e una cattiva relazione temporale tra lo slancio iniziale, l’anticipo e il caricamento vero e proprio del colpo. 2-Il colpo sulla palla è fortemente condizionato dal grado di libertà articolare della spalla , che permette di imprimere direzione e velocità alla palla. Durante l’azione la palla deve essere sopra la spalla dell’arto che colpisce e davanti all’asse corporeo. La spalla svolge un ruolo centrale nella trasmissione della forza , mentre l’azione della mano assume prevalentemente una funzione di controllo della palla ; all’aumentare dell’altezza e della potenza del colpo, il contributo della mano diventa progressivamente meno determinante rispetto all’azione globale della spalla e dell’arto superiore. Nel processo di apprendimento della schiacciata è fondamentale salvaguardare la richiesta di potenza e di velocità esecutiva, poiché esiste una stretta correlazione tra la potenza del colpo e il livello potenziale di competizione ; dal punto di vista metodologico, il controllo del colpo deve quindi essere sviluppato mantenendo la massima velocità esecutiva. Nell’allenamento del colpo è necessario curare una relazione precisa e stabile con la traiettoria di alzata , lavorando in modo sistematico sul tempo di colpo, che deve avvenire in anticipo rispetto all’apice del salto, e sull’utilizzo della spalla per anticipare o ritardare l’impatto sulla palla. Devono essere allenati in modo specifico anche l’arto superiore controlaterale , l’altezza del gomito durante il caricamento e l’azione finale della mano. Dal punto di vista metodologico, l’apprendimento del colpo procede dalla coordinazione grezza verso una disponibilità variabile , attraverso esecuzioni inizialmente controllate e coscienti, un elevato numero di ripetizioni analitiche volte a ridurre la durata della fase grezza e una frequente ripetizione dei tocchi di palla. Tra gli strumenti metodologici più efficaci rientrano il lavoro analitico alla parete per migliorare il controllo della mano e l’azione di frusta dell’arto superiore, il lavoro sul colpo inserito nella dinamica completa di rincorsa–stacco–salto e la ripetizione facilitata del gesto attraverso l’intervento diretto dell’allenatore, come il lancio della palla al posto di alzate instabili. L’alzata di secondo tempo rappresenta uno strumento didattico privilegiato per sviluppare il rapporto alzata–attacco, poiché consente agli alzatori di effettuare spinte non significative e agli attaccanti di lavorare su traiettorie precise e stabili , offrendo riferimenti chiari per l’avvio della rincorsa.
- Gli errori più frequenti del colpo sulla palla includono il colpo tagliato senza mano piena, che impedisce una corretta entrata della spalla, l’apertura non completa della spalla e la mancata percezione del centrale avversario in ritardo a muro, aspetto che limita le possibilità di scelta nella direzione dell’attacco.
- L’attaccante potente è caratterizzato da un’elevata rapidità esecutiva, da un tempo di colpo anticipato che consente di impattare alla massima altezza di salto, da un’altezza di impatto che sfrutta tocchi di muro alti e angoli difficili per la difesa avversaria e da un numero limitato di direzioni d’attacco, ma altamente efficaci. La sua progressione didattica privilegia inizialmente la velocità esecutiva e l’altezza di impatto anche a discapito della manualità, che viene sviluppata successivamente come fattore di stabilizzazione della prestazione.
- L’attaccante abile , invece, si distingue per la varietà dei colpi, la capacità di cambiare il tempo di colpo, di adattare l’ultimo passo di rincorsa e la frontalità di stacco, di modificare l’uscita del colpo indipendentemente dalla rincorsa e di differenziare il gioco contro il muro e contro la difesa. A queste caratteristiche si aggiungono un ottimo controllo dell’equilibrio in volo, qualità di stacco e bilanciamento degli arti superiori. L’attaccante abile sviluppa un’elevata manualità, utilizza la variazione della velocità esecutiva come abilità tecnica al servizio dell’imprevedibilità tattica e si avvale di un sistema di allenamento basato sulla differenziazione motoria, più che su elevati volumi di ripetizioni standardizzate. MODULO 4 (palleggio+ruolo dell’alzatore) Il palleggio è una tecnica di base. Dal punto di vista esecutivo, il palleggio richiede che il tocco avvenga al di sopra della fronte , con punto di contatto avanti rispetto all’asse corporeo , centralità del tocco rispetto al piano frontale e corretta gestione della frontalità verso il bersaglio, elementi indispensabili per garantire stabilità. L’approccio didattico al palleggio comprende: 1- l’impostazione di un corretto atteggiamento delle mani , che è condizionato da una posizione equilibrata dei piedi, un atteggiamento dinamico degli arti inferiori, la corretta disposizione dei pollici, l’apertura dei gomiti, mani caratterizzate da una leggera flessione dorsale del polso e una presa della palla. 2- la differenziazione delle direzioni e della forza di spinta , distinguendo tra palleggio avanti e palleggio dietro e integrando progressivamente l’azione di spinta degli arti inferiori in funzione della distanza da coprire e dell’obiettivo tecnico. 3- l’integrazione tra spostamento, posizionamento ed esecuzione del palleggio. In questa fase assume particolare importanza la gestione della frontalità verso il bersaglio e la capacità di adattare le direzioni di spinta in relazione all’obiettivo. 4- l’utilizzo specialistico nelle principali situazioni di gioco, tra cui: l’alzata di ricostruzione, l’appoggio della free ball, la ricezione del servizio e in alcune categorie, l’attacco del campo avversario
1-L’ alzata di ricostruzione rappresenta una competenza che deve appartenere a tutti i giocatori, poiché l’obiettivo principale è salvaguardare la reale possibilità di attacco. Per questo motivo è necessario allenare tutti gli atleti (sintetici e globali) a eseguire una palla alta di ricostruzione sia in palleggio avanti sia in palleggio dietro , curando in modo particolare la precisione dell’alzata. Nell’allenamento devono essere definiti:
• la competenza di alzata
• l’altezza della traiettoria
• il rispetto delle astine
• la distanza dalla rete
• la differenziazione delle tecniche in base ai ruoli
• l’eventuale applicazione di principi tattici come il gioco veloce, la palla
alta o la scelta dell’attaccante più efficace 2-Nella ricezione effettuata in palleggio risultano fondamentali:
• tocco frontale
• la centralità della palla rispetto all’asse corporeo
•una presa non profonda
•l’uscita della palla in avanti
•la spinta coordinata degli arti inferiori e superiori.
3- L’appoggio della free ball non presenta particolari specificità esecutive e l’allenamento deve quindi essere prevalentemente situazionale, orientato allo sviluppo della sequenza percettiva
“ percezione–elaborazione–effettuazione”.
4- L’attacco del campo avversario tramite palleggio è una situazione tipica delle prime categorie giovanili e non prevede una reale differenziazione esecutiva né una specifica prassi di allenamento, rendendo improprio parlare di un approccio didattico strutturato. Nel gioco viene utilizzato in maniera specialistica nell’ alzata per la schiacciata che rappresenta l’espressione più evoluta del gesto tecnico (alzatore). L’alzata per la schiacciata è definita da tre parametri fondamentali che devono essere adattati alla situazione di gioco:
- l’altezza dell’apice della traiettoria in relazione al timing di attacco
- l’angolo di uscita della palla
- il tempo di tocco con la conseguente velocità di uscita -Il primo obiettivo didattico dell’alzata è la capacità di stabilizzare le altezze delle traiettorie , distinguendo:
• alzate di primo tempo, in cui l’attaccante è già in volo al momento
dell’alzata
• alzate di secondo tempo, con riferimento temporale sull’appoggio
sinistro dell’attaccante
• alzate di terzo tempo o palla alta, con riferimento sull’appoggio destro
-L’alzatore deve possedere specifiche attitudini tecniche, tra cui la stabilità della precisione di traiettoria , una naturale apertura delle mani , una buona profondità della presa che consenta una entrata e
spostamenti, il punto di salto , il tempo di salto e il piano di rimbalzo. 1-La posizione e postura di partenza devono essere:
• attive , con leggero piegamento degli arti inferiori per spostamenti rapidi
• sbilianciamento in avanti per favorire le spinte lungo la rete
• busto in posizione neutra per rapidità di reazione su entrambi i lati
• braccia basse e comode per mantenere visuale e consentire rapido
ingresso sopra la rete 2-Gli spostamenti a muro possono avvenire tramite passo accostato, apertura e incrocio, apertura + incrocio + apertura o incrocio diretto , sempre in relazione alla palla e all’asse corporeo. 3-Il punto di salto dipende da una serie di valutazioni progressive che includono l’analisi primo tocco avversario , del tocco dell’alzatore , della rincorsa dell’attaccante e della previsione del punto di stacco. È determinante il corretto posizionamento del piano di rimbalzo in funzione di spalla, viso e braccio dell’attaccante. 4-Il tempo di salto è decisivo per l’efficacia del muro e dovrebbe avvenire in rapida successione rispetto al salto dell’attaccante, tenendo conto: •dell’ altezza di salto dell’avversario •della sua capacità di ritardare il colpo •della necessità di evitare il mani-out. Il tempo può essere gestito ritardando l’esposizione del piano di rimbalzo attraverso un maggiore caricamento del salto oppure (ritardare) abbassando le braccia durante il caricamento o anticipando il salto adeguandolo a quello dell’attaccante come nei muri a opzione. 5-Il piano di rimbalzo deve essere collocato stabilmente in avanti rispetto all'asse corporeo , con un caricamento e un salto coordinati alla distensione delle braccia. Durante la fase aerea mani e piedi devono lavorare "a specchio" , con chiusura delle spalle , estensione dei gomiti e
apertura delle mani. (Il piano di rimbalzo può essere alto o aggressivo a
seconda della scelta tattica e della situazione di gioco.) La tattica di muro si basa sulla distinzione tra competenze primarie , riferite all' avversario diretto , e competenze secondarie , legate alle assistenze ai compagni. È fondamentale distinguere il comportamento del muro contro palle " nel sistema " e contro palle " fuori dal sistema ", così come riconoscere le situazioni di " no muro ". La preparazione tattica del muro richiede lo studio del palleggiatore avversario ,
analizzandone distribuzione, basi, punti rete e tendenze, e lo studio degli
attaccanti avversari. -Il muro del centrale richiede continua lettura del gioco osservando il numero di attaccanti a disposizione del palleggiatore, la qualità del primo tocco e l’approccio del palleggiatore. Il centrale deve scegliere tra muro a lettura o muro a opzione. Inoltre su palla veloce deve
effettuare una chiusura rapida invece su palla alta deve coordinarsi
spalla a spalla con il laterale.
-Il muro del laterale si differenzia in base alla zona di competenza (posto 2 o 4); deve conoscere e applicare le tecniche di muro sulla parallela (mano esterna), sulla diagonale (mano interna) e sulla rincorsa dell’attaccante (apertura della spalla). L’allenamento del muro prevede la classica progressione analitico, sintetico e globale:
• Nell'allenamento analitico si lavora sulle uscite dalla posizione di
partenza , sugli spostamenti individuali e di coppia, sulla sensibilità, altezza e invadenza del piano di rimbalzo e sulla chiusura del muro.
• Nell'allenamento sintetico si sviluppano le sequenze percettive , i
tempi tecnici di esecuzione del muro in relazione a contrattacco, palla break e free ball, la lettura degli scenari tecnico-tattici e gli adattamenti motori.
• L'allenamento globale comprende situazioni di globale tecnico e
globale a punteggio speciale.
IL RUOLO DEL CENTRALE
Il centrale interpreta le tecniche di base, soprattutto quelle d’attacco, in modo altamente specifico. Di conseguenza, i gesti del centrale, ad eccezione del servizio, devono essere considerati tecniche specialistiche, fortemente influenzate dalla variabilità situazionale. Nella formazione giovanile si suggerisce di ritardare la specializzazione del centrale, perché l’apprendimento delle tecniche dipende dalla situazione e dalla qualità dell’avversario: le capacità d’attacco si valutano in base al muro avversario, e le capacità di muro in base all’attacco avversario. Nei livelli provinciali, invece, è utile qualificare l’allenamento dei centrali con protocolli che rispettino le specifiche interpretazioni tecniche del ruolo. Per quanto riguarda l’attacco, nei livelli più bassi il centrale difficilmente utilizza i tempi veloci, come il primo tempo. L’attacco di maggiore rilevanza didattica è il secondo tempo, che permette una stretta corrispondenza esecutiva con la tecnica della schiacciata e favorisce lo sviluppo della manualità. La funzione muro dipende dal livello d’attacco degli avversari. Nei campionati giovanili provinciali, dove le traiettorie avversarie raramente sono tese, la funzione muro è meno valutabile. Gli aspetti tecnici rilevanti sono il tempo di muro (tempo di salto + tempo di esposizione del piano di rimbalzo), la posizione corretta delle mani e la compattezza del piano di rimbalzo, che contribuiscono a ostacolare l’attacco avversario e facilitano gli interventi difensivi con tocchi adeguati. Il ruolo del centrale richiede una dinamica di campo basata adattamento situazionale e velocità di movimenti segmentari, ma si muove in spazi ristretti e con pochi appoggi perciò la vera efficacia non dipende da una velocità generica, ma dalla lettura del gioco (scelta dei punti di riferimento corretti) e dalla risposta motoria adeguata, frutto dell’esperienza. Le
- Verticalizzare il salto , in modo da rendere il colpo più duttile e consentire più direzioni efficaci rispetto al muro avversario;
- Colpire la palla nella fase ascendente o all’apice della traiettoria con un movimento rapido, privilegiando la velocità della mano sull’ampiezza del movimento: il colpo del centrale non richiede ampi caricamenti del braccio né interventi significativi della spalla. MODULO 9 (servizio) Il servizio è un fondamentale non soggetto a variabilità situazionale, poiché viene eseguito con tecniche relativamente standardizzabili e l’obiettivo principale dell’insegnamento è l’ automatizzazione del movimento. -Il servizio float piedi a terra si caratterizza per: a) una mano rigida e piatta b) un impatto netto e non accompagnato c) una decelerazione della mano dopo il colpo
- I principi esecutivi del float piedi a terra prevedono un lancio della palla sulla spalla dell’arto che colpisce , un impatto davanti all’asse corporeo , un polso rigido senza rotazione e una velocità esecutiva che diminuisce dopo l’impatto. L’obiettivo principale è l’ automatizzazione dell’impatto con la palla.
- La progressione didattica del float piedi ha due fasi: 1- La stabilizzazione della traiettoria di lancio. In questa fase il piede opposto all’arto di colpo è più avanzato , il peso del corpo si trasferisce
da dietro in avanti al momento del lancio ( postura iniziale) e la palla
viene lanciata quanto basta per essere colpita a braccio disteso. La progressione del lancio avviene passando dal lancio a due mani al lancio a una mano , utilizzando l’arto non dominante, mantenendo una postura iniziale stabile 2- La stabilizzazione dell’impatto con la palla. In questa fase la mano deve essere aperta e tesa , senza utilizzo del polso, con mano e avambraccio che lavorano come un’unica unità. Il colpo deve avvenire al centro della palla con una direzione d’impatto stabile per ottenere traiettorie tese.
- L’allenamento del float piedi a terra avviene attraverso ripetizioni facilitate con incremento progressivo della distanza dal bersaglio e della velocità impressa alla palla. -Il servizio jump float prevede una fase iniziale di cammino seguita dal salto , ricercando la massima sincronia tra spostamento, lancio e colpo. La palla e il corpo devono muoversi come un’unica unità , con la palla lanciata avanti rispetto all’asse corporeo e sulla spalla dell’arto che colpisce. Il trasferimento dell’inerzia della rincorsa sul colpo rappresenta un elemento determinante per l’efficacia della battuta.
-Il servizio jump spin prevede anch’esso una fase di cammino seguita dal salto, con una forte ricerca di sincronia tra spostamento e rilascio della palla. Il colpo è simile a quello della schiacciata e richiede una progressiva ricerca di potenza esecutiva associata al controllo del gesto. Fondamentale è la gestione del momento del lancio, che può essere basso o alto , e la scelta tra colpo interno o colpo esterno. La palla anche in questo caso deve trovarsi avanti rispetto all’asse corporeo e sulla spalla dell’arto che colpisce. Il trasferimento dell’inerzia della rincorsa sul colpo rappresenta un elemento determinante per lo “scarico” del colpo.
- Il servizio ibrido rappresenta una forma di sviluppo del servizio che combina caratteristiche del jump float e del jump spin: h) Flin = lancio jump float, colpo jump spin. i) Splot = lancio jump spin, colpo jump float -La metodologia di allenamento del servizio prevede: lavoro analitico e sintetico ,
esercitazioni di battuta e ricezione in forma tecnica e competitiva
allenamento del cambio palla situazioni di 6 contro 6 con gioco che parte dal servizio
( Esiste una relazione diretta tra la qualità del servizio e la qualità della
ricezione della squadra)
- Il vademecum del servizio rappresenta una guida comportamentale per la gestione del rischio. Non si dovrebbe sbagliare il servizio dopo un errore precedente del compagno , dopo una pausa di gioco come time out o sostituzione, su punto finale , dopo un proprio errore o dopo uno o due punti ottenuti contro il cambio palla avversario. MODULO 5 (bagher ricezione e difesa) Dal punto di vista esecutivo, il bagher richiede arti inferiori attivi sia nella postura di attesa sia nella postura di tocco, una naturale chiusura delle spalle , avambracci extraruotati , gomiti tesi e una presa delle mani stabile. Un principio fondamentale nell’approccio didattico al bagher è la
preservazione della centralità del tocco , che implica la spinta degli
arti inferiori, dell’utilizzo del piano di rimbalzo e della distanza della palla
dal corpo, distinguendo tra tocco vicino e tocco lontano. Il processo
didattico si divide in 3 fasi: 1- L’impostazione corretta del piano di rimbalzo, che comprende il
posizionamento del corpo rispetto alla traiettoria della palla, il timing dello
spostamento, l ’atteggiamento delle spalle, la tensione dei gomiti,
l’ extrarotazione degli avambracci e la presa delle mani. In questa fase, la
qualità del rimbalzo della palla diventa un parametro di riferimento per
valutare il livello di controllo e il talento esecutivo.
traiettorie che richiedono interventi laterali, identificabili nella casistica didattica, possono essere distinte in diverse tipologie. Le traiettorie basse , discendenti, che incidono al di sotto del ginocchio oppure tra ginocchio e fianco, richiedono l’intervento degli arti inferiori rispettivamente in affondo in avanti o in affondo laterale. Le traiettorie intermedie , che incidono tra il fianco e la spalla ma non al di sopra di essa, vengono affrontate portando indietro l’appoggio corrispondente al lato di arrivo della palla. Le traiettorie alte , che incidono all’altezza della spalla o al di sopra di essa, richiedono una scelta prioritaria tra l’intervento con bagher o con palleggio. Nel caso del bagher , gli arti inferiori agiscono per spostare il corpo fuori dalla traiettoria della palla e per spingere il corpo verso l’alto, facilitando l’orientamento del piano di rimbalzo. Nel caso del palleggio , è invece necessario uno spostamento preliminare per fronteggiare correttamente la palla in arrivo. Costituiscono adattamenti esecutivi del bagher anche le tecniche di ricezione in movimento, in cui il tocco avviene durante uno spostamento come ad esempio l’intervento in arretramento. Un’ulteriore forma di adattamento della tecnica di bagher è quella utilizzata per fronteggiare le battute corte. Il servizio corto ha infatti obiettivi tattici precisi: sorprendere una linea di ricezione arretrata, coinvolgere i centrali che stanno preparando la rincorsa per il primo tempo, interferire con le traiettorie di rincorsa dei centrali oppure costringere il ricettore-attaccante di prima linea a ricevere corto, limitandone la possibilità di preparare una rincorsa d’attacco veloce. In queste situazioni emergono alcune differenze tra pallavolo maschile e femminile. Nella pallavolo maschile è più frequente l’intervento in affondo , talvolta anche con appoggi sulla stessa linea, che comporta un’accosciata profonda, dalla quale è possibile uscire solo grazie a elevate doti di forza degli arti inferiori. Nella pallavolo femminile , invece, prevale la tendenza a entrare sotto la palla in postura raccolta, con entrambi gli appoggi pronti a spingere, soluzione che risulta più efficace nella preparazione dell’azione successiva e funzionale anche in presenza di minori doti di forza relativa.
-Il ricevitore deve possedere specifiche attitudini tecniche, quali sensibilità e fluidità esecutiva, velocità di uscita della palla dal piano di rimbalzo, capacità di relazione con il bersaglio, compattezza del piano di rimbalzo anche su palle difficili, naturale chiusura delle spalle e mobilità attiva dei piedi. Tutti i giocatori che presentano tali attitudini possono essere monitorati sull’apprendimento di alcuni dettagli esecutivi fondamentali. Un primo aspetto riguarda la postura di attesa del servizio e il posizionamento in campo, sia in relazione allo spazio di competenza individuale, sia alle zone di conflitto con i compagni. Segue la postura nell’approccio al tocco di palla , nella quale risulta determinante l’orientamento del piano di rimbalzo verso il bersaglio, ottenuto attraverso il corretto orientamento
delle spalle. In questo senso, è importante osservare la stabilità complessiva del gesto , l’orientamento delle spalle e la gestione funzionale del piano di contatto con la palla. Nel momento del tocco, il corpo deve essere attivo verso la palla, cioè muoversi nella sua direzione, grazie alla spinta degli arti inferiori che accompagna il piano di rimbalzo lungo la traiettoria. Un ultimo aspetto esecutivo riguarda l’atteggiamento dei piedi nella ricerca dell’equilibrio al momento del tocco. La chiusura dell’articolazione tibio-tarsica, riconoscibile dall’anteposizione delle ginocchia rispetto ai piedi, garantisce un appoggio completo e stabile al suolo, un corretto controllo dell’equilibrio o uno sbilanciamento in avanti funzionale verso la palla, una spinta efficace e il mantenimento del busto in posizione favorevole al controllo dell’intervento, assicurando una corretta visione e un’adeguata reattività. Il punto di vista per la lettura della traiettoria del servizio è il primo fattore che incide sull’insicurezza nella ricezione. La visuale del ricevitore è infatti unica e rappresenta uno dei principali criteri di autoresponsabilizzazione e chiamata della competenza, cioè della comunicazione ai compagni dell’intenzione di intervenire. Un secondo aspetto che influisce in modo significativo sui tempi di apprendimento è l’aumento della velocità della palla in relazione alla lunghezza della traiettoria del servizio. Questo fattore ritarda l’orientamento del piano di rimbalzo verso il bersaglio, soprattutto nelle ricezioni effettuate dopo uno spostamento, e compromette l’atteggiamento attivo sul pallone, in particolare a causa di una spinta non tempestiva degli arti inferiori. L’esercizio di ricezione deve quindi consentire al giocatore una ripetizione motoria sufficiente a stabilizzare il gesto corretto , prima di affrontare la ricerca costante di un bersaglio preciso. In questa fase didattica, è opportuno individuare una zona bersaglio ampia, che fornisca un riferimento utile per l’orientamento del piano di rimbalzo. L’obiettivo rimane comunque centrato sulle priorità esecutive, già fortemente condizionate dalla traiettoria e dalla velocità della palla. Successivamente, anche nello sviluppo del bagher di ricezione, diventa importante introdurre ulteriori contenuti allenanti, tra questi rientrano:
- la differenziazione delle spinte in relazione alla distanza da un bersaglio più definito , ad esempio un canestro mobile di ampie dimensioni;
- la differenziazione dell’orientamento del piano di rimbalzo e della sua azione sulla pall a, considerando che l’angolo di uscita può essere ampio e diverso da quello di arrivo;
- l’introduzione del concetto di timing di spostamento a disposizione del ricevitore ; La didattica situazionale consente di trasferire gli apprendimenti tecnici, precedentemente stabilizzati attraverso proposte di tipo analitico, all’interno del timing imposto dalla situazione reale di gioco.