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Archeologia greca - unifi, Appunti di Archeologia

Appunti con descrizione sintetica delle maggiori opere d'arte di archeologia greca

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 10/07/2019

elisa_cesca
elisa_cesca 🇮🇹

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Tempio di Olimpia (472-457): dorico periptero 6x13 colonne con pronao e opistodomo Maestro di olimpia per i frontoni Est: gara fra Enomao e Pelope Ovest: lotta Lapiti e Centauri, nozze di Piritoo +Teseo Metope: 12 fatiche di Ercole + Atena Fidia per statua crisoelefantina Zeus in trono Fidia, attivo dal 470, panneggio bagnato e altre innovazioni: Apollo di Kassel o Apollo Parnopios (460-50ca) Atena Lemnia (450): statua composta da corpo a Paro e testa a Bologna. Simbolo della colonizzazione pacifica di Lemno. Atena Promachos ( ): statua in bronzo situata all’entrata dell’acropoli di fronte ai propilei. Atena Partenos (438-437): Atena stante con ponderazione evidente. Mano dx tiene la nike appoggiandosi su una colonnina, mano sx regge lo scudo con all’esterno una gorgone e la amazzonomachia e all’interno gigantomachia. Accanto allo scudo Erittonio serpente. Elmo con sfinge e due grifoni. Sulla base nascita di Pandora, prima donna istruita da Atena. Zeus di Olimpia (435-425): seduto in trono fittamente decorato. Nella mano dx una nike con la sx regge lo scettro/lancia? Riace A (460-50ca.): creato a Argo da Agheladas? Riace B (430ca.): creato a Atene da Alcamene? Auriga di Delfi (478-466): rimane solo l’auriga e qualche frammento dei cavalli. Posta sulla terrazza del tempio di Apollo I tirannicidi (477): autori Kritios e Nesiotes. Monumento di rimpiazzo per quello rubato. Raffigura Armodio e Aristogitone. Poseidone di Capo Artemision (460): visibile da tutti i lati. Raffigura Zeus mentre lancia un fulmine. Mirone, anni centrali del V sec, no originali: Discobolo (prima del 450): caratteristiche tipiche dello stile severo. Equilibrio geometrico e astratto. Atena e Marsia (450ca.): gruppo composto da Atena di Francoforte e Marsia de Vaticano. Contrasto fra le due figure più naturalistico. Afrodite Sosandra (460): autore Clamide. Tipo ‘aspasia’ con lungo mantello che ricopre l’intera figura. Trono Ludovisi ( ): parapetto di un pozzo. Noto per la leggerezza dei panneggi raffigurati. Pittore di Kleophrades, dal 505 al 475, passaggio dal tardoantico allo stile severo: Anfora di Monaco: sfrutta la rotondità del vaso dipingendo un komos dionisiaco. Scena improntata sul movimento. Cratere di Tarquinia: scena di palestra. Postura instabile del discobolo canonizzata poi dallo stile severo. Hydia di Napoli: raffigura l’Ilioupersis ovvero la distruzione di Troia. Pittore di Berlino, dal 500 al 480, passaggio dal tardoantico allo stile severo: Anfora con Hermes: grandi figure isolate sovrapposte per dare l’idea di profondità. Satiro, cervo e Hermes. Coppa della fonderia ( ): rappresenta una scena di bottega ricca di particolari e oggetti quotidiani. Coppa di Onesimos ( ): ricerca dell’instabilità con più naturalezza anche anatomica. Raffigura una fanciulla che si accinge al bagno. Pittore di Brygos, dal 480 al 470, vivacità espressiva: Skyphos del Louvre: 2 coppie procedono come danzando. Contrasto fra nudità maschile e vesti femminili. Ilioupersis de Louvre: Priamo e Neotolemo in contrasto con Menelao e Elena.

Doriforo (metà V sec): portatore di lancia, chiasmo evidente. Struttura del corpo muscolosa e massiccia. Diadumeno (420): atleta che si lega la fascia della vittoria. Ponderazione simile al Riace B quasi contemporaneo. Efebo (460): identificato con Kyniskos di Olimpia. Raffigura un atleta he si leva la corona d’alloro per offrirla in omaggio alla divinità. Ponderazione contraria. Nemesi (430): autore Agoracrito di Paro, collaboratore di Fidia. Personificazione della vendetta divina. Ha lo stesso peplo di afrodite nel frontone del Partenone. Alcamene di Atene, collaboratore di Fidia: Procne e Iti (430): descritto da Pausania sull’acropoli. Stoffa aderisce al corpo senza nasconderlo come nelle cariatidi. Cariatidi (416): ponderazione presente. fanciulle con cesta sulla testa che portano nella mano dx una patera baccellata e con la sx si tengono il vestito. Amazzoni di Efeso, concorso del 435: Fidia: copia Mattei. Posa elastica in leggero movimento. Accento sul valore guerresco. Policleto: copia Sosicle. Ponderazione richiamante l’efebo del 460. Vincitore del concorso. Cresila: copia siciana. Innovazione della colonnina al quale si appoggia l’amazzone per sorreggersi. Nike di Olimpia (421): autore Paionios di Mende, dedicata dai Messeni e Naupatti. Di fronte al tempio di Zeus sulla cima di una colonna. Ai piedi un’aquila che rende il movimento. Chitone con panneggio bagnato che si apre sul seno e la gamba sx per lo spostamento. Hera borghese (ultimo 4° del V sec): afrodite con panneggio particolare che la avvolge passando sul ventre e evidenziandone la forma, così come con il seno. Pittore di Medias, 410-400: grandi vasi dipinti a tema afrodisiaco. Panneggi molto fitti che ricadono sul corpo fasciandolo. Pitture arricchite da dorature per evidenziare i particolari. Adone e Afrodite da un lato e Faone e Demonassa dall’altro. Uccisione di Pentesilea (460-50): autore omonimo. Pittore segue l’andamento del vaso deformando le figure. Scena tratta da una megalografia. Centrali Achille e la regina delle amazzoni. Interesse per la resa delle emozioni invece che per la composizione. Pittore di Achille (440): scena con un’unica figura dove si riesce a notare con chiarezza la ponderazione anche in pittura. + numerosi vasi a fondo bianco policromi. Polignoto ceramografo e Pittore di Kleophon (430): perfezione stilistica con figure statuarie prive di originalità e spontaneità. Epinetron di Eretria: ‘stile fiorito’ per la ricchezza di particolari. Oggetto tipicamente femminile. Scene di matrimonio e di tessitura. Pittore di Pronomos (410-400): Cratere: Dioniso e Arianna circondati da attori con in mano le maschere. Pelike d’officina: scena ripresa da megalografia. Figure monumentali. Cratere del Pittore di Talos: raffigurazione del gigante di bronzo di colore differente per rendere l’effetto bronzeo. Scena tratta da megaografia. Steli funerarie (430-420): raffigurano il defunto in atteggiamenti quotidiani, ma con riferimenti al momento della morte o al trapasso. Santuario di Epidauro, dal 400 o poco dopo: Tempio di Asklepios (380-370): architetto Teodoto. Tempio di ordine dorico e dimensioni ridotte, 6x11 colonne. Privo di opistodomo. Cella con al centro la statua in avorio e oro del dio in trono. Ricostruibile grazie alle descrizioni di Pausania. Tholos (350): edificio circolare 26 colonne doriche all’esterno, muro della cella e 14 colonne corinzie all’interno. Riccamente ornato con marmi e decorazioni sia internamente che esternamente.

Teatro (dopo 350): architetto Policleto il Giovane. Descritto da Pausania come senza rivale per bellezza e armonia. Orchestra circolare e gradinate a semicerchio con 55 ordini di sedili. Tempio di Atena a Tegea (350ca.): costruzione affidata a Skopas. Tempio con 6x14 colonne doriche con pronao e opistodomo. Cella con semicolonne addossate al muro che la rendono più spaziosa. Decorazione scultorea molto ricca. Frontone est- ciclo troiano con Telefo e Auge, ovest-caccia al cinghiale di Menelagro. Eirene e Ploutos (380ca.): opera di Clefisodoto, padre di Prassitele. Raffigura la personificazione di due concetti terreni. La pace-eirene e la neonata ricchezza-ploutos. Prassitele, attivo dal 375, introduzione dell’appoggio: Afrodite Cnidia (360): raffigura Afrodite nuda mentre si copre colta nel momento precedente al bagno. L’appoggio rende più sinuosa la figura che può sbilanciarsi muovendo anche il bacino. Hermes e Dioniso (350ca.): raffigura Hermes che tiene in braccio in piccolo Dioniso come in Eirene e Ploutos. Il baricentro di Hermes è completamente fuori asse, ciò è possibile grazie al sostegno al quale si appoggia. Descritta da Pausania e ritrovata in quel punto. Dubbi se sia un’originale o una copia romana. Apollo Sauroctono: Apollo che cerca di uccidere la lucertola sul tronco d’albero al quale si appoggia. Satiro in riposo: satiro nudo si appoggia a un tronco d’albero, potendo così sbilanciare la figura rendendola più morbida. Base con muse (330-320): attribuito da Pausania a Prassitele. Raffigura Marsia e Apollo nell’altra lastra. Skopas di Paro, attivo dal 375, maestro del pathos: Menade di Dresda: viene evidenziata la vivacità della danza con i capelli scomposti e la veste che si apre. La torsione del busto e l’espressione dono ricche di sentimento. Testa di Eracle: proveniente dal frontone di Tegea. Raffigurato mentre si volta verso sinistra con occhi infossati che rendono maggiormente l’effetto chiaroscurale e la drammaticità del momento. Mausoleo di Alicarnasso (350ca.): architetto Piteo e scultori Timoteo, Leocare, Skopas e Briasside. Su 3 gradoni si innalza un tempietto ionico sormontato da un tronco di piramide con la quadriga reale sulla cima. Primo fregio con amazzonomachia su più lastre al quale collaborano Leocare, Timoteo e Skopas di attribuzione incerta. Secondo fregio con corsa di carri. 252 statue rappresentanti dignitari e servitori di corte a ornare l’intero monumento di cui solo due superstiti, una femminile e l’altra maschile. Leocare, attivo dal 350ca.: Apollo del Belvedere: stante, con indosso solo la faretra. Braccio sx allungato con mantello che doveva reggere l’arco. Peso sulla gamba dx. Artemide di Versailles (350-320): posizione simmetricamente simile all’Apollo. Tunica corta tipica delle divinità cacciatrici. Cerva in alcune copie sostituita con cane. Giovane di Anticitera (340-339): ritmo chiastico e datazione possibile grazie a alcuni vasi che lo ritraggono. Creato da una scuola con influssi policletei. Identificato con Paride o Eracle. Apoxyomenos di Efeso: atleta che ripulisce lo strigile. Ritmo plicleteo, ma con occhi, naso e bocca più ravvicinati. Copia di età romana. Originale di poco precedente all’apoxyomenos di Lisippo. Efebo di Maratona (2° metà IV sec): accuratezza nei dettagli. Attribuito a Prassitele o a un suo diretto allievo. Cratere di Derveni (330-320): bronzeo, facente parte di un corredo funebre e usato come urna cineraria.

naturalistica. Gruppo piramidale con visione a 360°. Simbolo politico dell’alleanza fra Pergamo e Rodi. Principe delle terme (170): raffigurante forse Attalo II nella stessa posizione di Alessandro con lancia. Altare di Pergamo (168-165 interrotto 159-incompiuto): dedicato a Atena e Zeus Nicefalo. 5 gradini sui quali si eleva uno zoccolo rivestito in marmo che sorregge lo spazioper i sacrifici. Altare circondato da un portico ionico prolungato in due ali laterali con colonnato aperto. Grande fregio raffigurante la guerra fra giganti e divinità, suddivisa in più monomachie. Ogni personaggio ha un suo nome inciso sulla cornice del fregio. Esasperazione delle masse dei corpi prende il nome di ‘barocco pergameno’. Atena e Zeus sul lato orientale sono disposti come Atena e Poseidone nel frontone del Partenone. Il piccolo fregio interno raffigura le imprese di Telefo. Rilievo molto meno pronunciato declamava la discendenza divina degli Attalidi. Piccolo donario pergameno (datazione incerta): comprendeva 56 statue di dimensione ridotta rispetto al normale. Posizione e datazione incerta poiché Pausania non specifica quale Attalo sia il committente. Laocoonte (I sec): autori Agesandro, Atanadoro e Polidoro di Rodi. Rappresenta la morte del sacerdote che non voleva far entrare il cavallo a Troia. Composizione piramidale con diagonale formata dalla gamba sx del sacerdote. Volti disperati dal dolore mostrano il destino ormai segnato dei personaggi. Committenza imperiale. Originale o copia romana? Torso del Belvedere: stile simile a quello del Laocoonte e dei giganti del fregio dell’altare di Pergamo. Identificazione con Ercole o Marsia per via della pelle sul quale è seduto. Grotta di Sperlonga: gruppo di Scilla: Odisseo e i compagni sulla prua della nave che combattono contro il mostro Scilla. il tipo Pasquino con Odisseo che sorregge Achille. il ratto del Palladio di Diomede e Odisseo. gruppo del ciclope: Polifemo steso su una roccia con Odisseo e i compagni che stanno per accecarlo. Composizione piramidale. Vecchia ubriaca (fine III sec): realismo nella descrizione della vecchiaia, così come dei particolari vedi il vaso che fa così comprendere la funzione della statua. Rappresentazione di una vecchia sacerdotessa di Dioniso. Gruppo di Dresda: Pan che tenta di afferrare l’ermafrodito. Movimento a spirale e l’abilità tecnica colpiscono così come il soggetto. Afrodite Callipigia: unisce la nudità e la sensualità dell’afrodite a un movimento a spirale che coinvolge ogni parte della statua partendo dai piedi fino alla testa. Pugile a riposo: originale bronzeo raffigurante un pugile che ha appena finito di combattere mettendo in evidenza lo sforzo compiuto con l’abbandono delle membra e le ferite riportate. Tazza farnese (180-170): in primo piano la sfinge rappresentante Osiride, seduta su questa Iside che guarda le personificazioni della piena e delle messi del Nilo che sta seduto in trono. Dietro Iside Oro-Trittolemo e in volo i venti efesei.