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Trattazione sintetica e riassunto di Aristofane, contesto e opere
Tipologia: Sintesi del corso
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L’espressione di un immaginario collettivo La commedia di Aristofane è una forma di teatro e l'espressione di un immaginario collettivo che affonda le sue radici nei rituali delle feste agricole; delinea l'orizzonte fantastico di una civiltà contadina legata al suo ancestrale sistema di cultura. La commedia di Aristofane si apre su uno scenario più attuale: la πόλις ateniese nell'epoca del suo pieno sviluppo culturale. I drammi di Aristofane sono uno specchio, comicamente deformato, della società ateniese. Lo schema: l’eroe comico e il passaggio a un’altra realtà Uno schema di fondo: l'eroe comico, un uomo moralmente ambiguo, si ribella allo stato di degradazione in cui è caduta la vita cittadina ed escogita un'idea fantastica e paradossale per rinnovare la πόλις, oppure tenta di evaderne alla ricerca di un luogo migliore. Si verifica il passaggio dalla realtà quotidiana al mondo surreale e utopico. Traduzione drammaturgica di un rito di passaggio, che consente l'ingresso in una nuova condizione esistenziale; tutto diventa accessibile, le leggi della realtà vengono sospese, l'eroe assurge a uno stato di invulnerabilità e di onnipotenza. Fantasia e realtà: il paradosso comico Legata a una dimensione realistica (non al mito, come la tragedia) e ancorata alla vita quotidiana della πόλις, consenta infrazioni clamorose dell'esperienza dei sensi. Il protagonista si libera completamente da ogni vincolo con la realtà che lo circonda. In gioco non è soltanto il destino privato dell'eroe, ma è un processo di rinnovamento collettivo che coinvolge tutta la società e di cui il protagonista è soltanto il fondatore. Questa idea comica fondamentale, presentata all'inizio del dramma, determina l'atmosfera della commedia arcaica, che oscilla tra il realismo della raffigurazione quotidiana di fatti e personaggi, con scherzi e beffe diretti a uomini noti a tutti, e la dimensione fantastica. La cacciata del furfante e la ritrovata armonia La realizzazione dell'utopia è la prima fase della vicenda: per portare a compimento il suo proposito, l'eroe deve debellare gli antagonisti che cercano di rendere vano il suo progetto, in un conflitto che echeggia lo scontro tragico. Questi oppositori sono grottescamente connotati. Essi appartengono alla categoria degli cialtroni o dei furfanti che cercano di inquinare la nuova realtà pura creata dall’eroe; vengono cacciati via secondo un modello simbolico: la cacciata del furfante che corrisponde nell'immaginario collettivo alla cacciata rituale del φαρμακός che porta via con sé tutto il male e la contaminazione. La commedia si conclude con la vittoria dell'eroe e con il trionfo della sessualità e dei piaceri, riconducendo al clima di rinnovamento delle energie tipico della festa agricola. Un mondo alla rovescia La sua commedia sovverte sul piano fantastico la città reale per delineare un mondo immaginario, in cui sono temporaneamente sospese le leggi che impongono all'uomo la penosa necessità di confrontarsi con il mondo in cui vive. Il suo teatro da un lato rappresenta la città di Atene alla berlina e dell’altro prevede infrazioni della realtà che delineano un mondo alla rovescia (prende forma davanti gli occhi del pubblico).
Il ritmo dell’azione e i personaggi Il ritmo dell'azione è serrato, con una serie di trovate drammaturgiche che si accavallano, in modo sorprendente e senza mai rallentare. Poco si cura della verosimiglianza delle situazioni e degli eroi, attento a determinare sviluppi inattesi e paradossali della vicenda: i personaggi non sono caratteri con una loro coerenza psicologica, ma tipi accentuati caricaturalmente. Il loro carattere può cambiare improvvisamente nel corso dell'azione, non per un'evoluzione psicologica ma per adeguarsi alla mutata situazione drammatica. La prorompente tensione verso la libertà e la fantasia del linguaggio determinano una trama dove le nozioni di verosimiglianza e di unità d’azione sono volutamente accantonate.
Lo sviluppo della drammaturgia di Aristofane Lo sviluppo: le prime commedie sono costruite su una trama bipartita, nella prima sezione l'eroe consegue il suo risultato, nella seconda l'azione si sfilaccia in una serie di scene episodiche, volte a esemplificare con accentuato tono comico la nuova realtà. Con le Nuvole inizia a prevalere una tendenza a un intreccio più organico, sino alla fine del dramma. Nell’ultima fase di produzione si vanno perdendo alcuni aspetti tipici del teatro comico come: la parabasi e la funzione spettacolare del coro. L’importanza dell’elemento verbale L’elemento comico scaturisce da diversi piani; quello più importante è quello verbale. Usa una lingua fantasmagorica, unica in tutta la letteratura greca per l'ampiezza e la brillantezza del lessico: parole popolaresche, dalla tradizione giambico-realistica, dal linguaggio tecnico musicale, medico e scientifico, giochi linguistici di ogni genere, doppi sensi, espressioni parodiate dalla tragedia («paratragiche»), invenzioni verbali. Spesso compaiono in scena personaggi che parlano in altri dialetti (dorico, beotico) e stranieri che balbettano un greco deforme o esibiscono parole in un inverosimile linguaggio imitando la cadenza di alcune lingue: primo esempio del grammelot nella tradizione comica occidentale. Aristofane è un fervido creatore di metafore e di parole di nuovo conio; ciò che incrementa l’effetto comico è l’inatteso (grandissima inventiva). L’orgoglio di Aristofane per il proprio teatro Nella parabasi delle Nuvole, l'autore fa un'apologia del proprio teatro paragonando la bellezza dei suoi versi alle farse dei rivali: «La mia commedia si presenta fiduciosa in se stessa e nei suoi versi; e io invento soggetti sempre nuovi, mai uguali l' uno all'altro, e tutti intelligenti». Comicità tradizionale e tono elevato delle parti corali Anche in Aristofane ci sono momenti di comicità tradizionale, elementi di fondo comuni nel teatro comico (personaggi bastonati, gente che danza). Questi tratti più popolari vengono inseriti in un progetto drammatico di grande dignità letteraria, che tocca momenti di elevato tono lirico nei grandi corali dove il tono della lingua cambia nuovamente e si modella sugli schemi dei cori tragici o lirici. L'inesauribile inventiva verbale si innesta su un gioco di personaggi deformati, il cui aspetto esteriore è caricato dall'utilizzo di maschere e costumi grotteschi: cori con travestimenti animaleschi, o eroi con maschere di visi stravolti, grandi imbottiture a rappresentare la pancia e il fallo (antico feticcio della fertilità) appeso alla cintola. La commedia di Aristofane vuole riplasmare la realtà in modo fantastico.
Fra mondo degli uomini e mondo degli dei Trickster, «imbroglione», è un personaggio sprovvisto di qualità morali, ma non negativo; grazie ai suoi imbrogli e alla sua amoralità, si compiono fatti di fondatmentale importanza cosmologica o sociale che consentono all'umanità un decisivo progresso e contribuiscono a rendere stabile l'ordine dell'universo. Sarebbe un “briccone divino”. Egli non appartiene né al mondo degli uomini né a quello degli dei e degli spiriti, ma opera ai margini dell'uno e dell'altro; egli risulta estraneo alle norme che regolano ciascuno di questi due mondi. Grazie al suo essere duplice il trickster è una figura benefica per gli uomini. Il furto del fuoco Per la sua capacità di collegare i diversi mondi, il trickster del mito è tipicamente, un fondatore: il suo agire determina l'importazione nella società di un'istituzione prima inesistente. Una tipica azione da trickster è il furto del fuoco, che nel mito greco è attribuito a Prometeo e in altre tradizioni mitiche a personaggi che come lui lo sottraggono al luogo dove è stato nascosto dalle divinità. In società totemiche, il ‘divino briccone’ è incarnato da un animale. Il messaggero degli spiriti Figura di mediatore, la sua natura di messaggero tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti nella mitologia greca, questo compito è affidato al “briccone divino” per eccellenza:Ermes. L'epiteto di ψυχοπομπός («conduttore di anime») lo si riteneva il dio incaricato di accompagnare le anime nell'oltretomba e di lì riportare agli uomini i sogni. Ma lo schema del trickster opera in altri modi nella storia letteraria dei Greci: modello narrativo di base che rifluisce poi nella figura dell'eroe comico della commedia di Aristofane, un personaggio astuto, amorale e imbroglione, capace nella finzione comica di costruire un utopistico mondo alla rovescia in cui tutti i problemi che assillano l'umanità sono risolti grazie a un geniale stratagemma.